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FINALISSIMA AVVOCUP 2014 (Mantova, 21.06.2014)

martedì 22 luglio 2014

CAMPIONATO AMATORI - I numeri della stagione



IL CAMMINO IN CAMPIONATO
01) AVVOCATI PN - RAMS MANIAGO 6-1 (2-0)
Formazione: Cornacchia, Bellotto, Benvenuti, Rumiel, Pergola (Contento), Iodice [C], Fasan (Boschian), Gurnari (Zanardo), Tirelli, Gullo, Toffoli (Capuzzo). A disposizione: Cesaratto.
Marcatori: autogol, Tirelli, Benvenuti, Tirelli, Tirelli, Capuzzo.

02) AVIANO FUTBOL CLUB - AVVOCATI PN 0-3 (0-2)
Formazione: De Col, Bellotto, Contento (Pergola), Rumiel, Toffoli (Zanardo), Iodice [C] (Luisa Vissat), Fasan (Cesaratto), Gurnari (Costanza), Tirelli, Gullo, Benvenuti (Boschian).
Marcatori: Toffoli, Toffoli, Zanardo.

03) SPORTING PORCIA - AVVOCATI PN 1-1 (1-0)
Formazione: Cornacchia, Bellotto, Benvenuti (Costanza), Rumiel, Pergola (Contento), Iodice [C] (Luisa Vissat), Fasan, Feltrin, Tirelli (Capuzzo), Zanardo (Gullo), Toffoli (Brovedani).
Marcatore: Feltrin.

04) AVVOCATI PN - FONTANA 09 ITAS ASS.NI 0-0
Formazione: Cornacchia, Bellotto, Contento, Feltrin, Cesaratto (Tomé), Iodice [C], Fasan, Brovedani (Costanza), Toffoli, Gullo, Vicenzotto (Capuzzo). A disposizione: Boschian, Ros.

05) MILAN CLUB - AVVOCATI PN 2-1 (1-1)
Formazione: Cornacchia, Bellotto (Contento), Cesaratto (Luisa Vissat), Feltrin, Pergola, Iodice [C], Fasan, Toffoli (Langer), Capuzzo (Boschian), Gullo, Gasparini. A disposizione: Brovedani.
Marcatore: Toffoli.

06) POLISPORTIVA SAN GIACOMO - AVVOCATI PN 0-0
Formazione: Cornacchia, Tomé, Contento (Bellotto), Stella, Pergola, Iodice [C], Fasan, Carpi (Costanza), Capuzzo (Martini), Gullo, Vicenzotto (Toffoli).

07) AVVOCATI PN - CALCIO GIAIS 0-2 (0-0)
Formazione: Cornacchia, Tomé, Contento, Feltrin, Pergola (Luisa Vissat), Iodice [C], Fasan (Costanza), Carpi (Martini), Tirelli (Capuzzo), Gullo, Toffoli (Vicenzotto). A disposizione: Boschian.

08) AVVOCATI PN - CASARSA SAN GIOVANNI 1-1 (1-1)
Formazione: Cornacchia, Tomé (Boschian), Contento, Pergola, Iodice [C], Carpi (Luisa Vissat), Toffoli (Costanza), Rumiel, Tirelli, Zanardo (Vicenzotto), Capuzzo (Martini). A disposizione: Benetti.
Marcatore: Tirelli.

09) LIVENTINA - AVVOCATI PN 1-1 (0-1)
Formazione: Cornacchia, Boschian, Contento, Benetti (Costanza), Pergola, Iodice [C], Toffoli, Carpi, Tirelli, Gullo (Bellotto), Vicenzotto. A disposizione: Zanardo.
Marcatore: Tirelli.

10) AVVOCATI PN - PIZZERIA ABRUZZESE 4-2 (1-1)
Formazione: Cornacchia, Bellotto, Toffoli (Boschian), Tomé, Pergola (Contento), Iodice [C], Fasan (Zanardo), Rumiel, Tirelli, Gurnari (Luisa Vissat), Vicenzotto (Benetti). A disposizione: Ros.
Marcatori: Tirelli, Tirelli, Benetti, Benetti.

11) AVVOCATI PN - ARZENE 0-2 (0-1)
Formazione: Cornacchia, Tomé (Capuzzo), Contento, Gullo (Martini), Pergola, Iodice [C], Fasan (Costanza), Carpi (Benetti), Tirelli, Gurnari (Luisa Vissat), Toffoli (Vicenzotto). A disposizione: Cesaratto.

12) AVVOCATI PN - SPORTING PORCIA 2-0 (1-0)
Formazione: Cornacchia, Tomé, Contento, Luisa Vissat [C], Cesaratto, Toffoli, Fasan, Gullo, Tirelli, Tauro (Costanza), Capuzzo (Zanardo). A disposizione: Brovedani, Iodice, Ros.
Marcatori: Capuzzo, Toffoli.

13) AVVOCATI PN – AVIANO FUTBOL CLUB 2-0 (a tavolino)*
Formazione: Cornacchia, Tomè, Contento, Cesaratto, Rumiel, Iodice [C], Fasan, Gullo, Martini, Carpi, Benetti. A disposizione: Boschian, Giugno, Luisa Vissat, Ros, Zanardo, Vicenzotto.
*Causa ritiro della squadra di Aviano a Campionato in corso, tutte le gare del girone di ritorno contro l'Aviano sono state annullate

14) R.A.M.S. MANIAGO - AVVOCATI PN 0-1 (0-1)
Formazione: De Col, Cesaratto, Contento, Rumiel, Toffoli (Vicenzotto), Iodice [C] (Tauro), Fasan, Gullo (Zanardo), Martini, Carpi (Boschian), Capuzzo (Giugno). A disposizione: Costanza, Luisa Vissat.
Marcatore: Rumiel.

15) DANDOLO - AVVOCATI PN 1-1 (1-1)
Formazione: Cornacchia, Cesaratto, Toffoli, Luisa Vissat [K] (Brovedani), Pergola, Iodice (Costanza), Fasan, Gullo, Tirelli (Giugno), Rumiel, Capuzzo (Martini).
Marcatore: Rumiel.

16) AVVOCATI PN - MILAN CLUB 0-1 (0-0)
Formazione: Cornacchia, Cesaratto, Contento, Gasparini (Rumiel), Toffoli, Iodice [C], Fasan, Gullo, Vicenzotto (Martini), Carpi, Capuzzo (Boschian). A disposizione: Ros, Zanardo.

17) FONTANA 09 ITAS ASS.NI - AVVOCATI PN 2-1 (1-1)
Formazione: Cornacchia, Cesaratto (Stella), Contento, Zanardo, Rumiel, Iodice, Fasan (Costanza), Tomé, Ragogna [C] (Giugno), Carpi, Toffoli (Brovedani). A disposizione: Ros.
Marcatore: Fasan.

18) AVVOCATI PN - POL. SAN GIACOMO SEDRANO 1-1 (1-0)
Formazione: Cornacchia, Tomé, Contento, Gasparini, Rumiel, Iodice [C], Fasan, Gullo (Boschian), Capuzzo (Tauro), Zanardo (Vicenzotto), Toffoli (Tirelli). A disposizione: Luisa Vissat.
Marcatore: Toffoli.

19) CALCIO GIAIS - AVVOCATI PN 1-1 (0-1)
Formazione: Cornacchia, Zaffino, Contento, Tomé, Toffoli (Boschian), Iodice [C], Fasan, Gullo (Tauro), Capuzzo (Tirelli), Brovedani (Carpi), Vicenzotto (Ragogna).
Marcatore: Tomè.

20) CASARSA SAN GIOVANNI - AVVOCATI PN 3-0 (2-0)
Formazione: Cornacchia, Cesaratto, Contento (Boschian), Campagnaro, Rumiel, Iodice [C], Fasan, Carpi, Tirelli (Capuzzo), Brovedani (Costanza), Toffoli (Giugno).

21) PIZZERIA ABRUZZESE - AVVOCATI PN 2-1 (1-0)
Formazione: Cornacchia, Tomé, Gasparini, De Gottardo, Rumiel, Contento (Boschian), Toffoli (Giugno), Carpi, Ragogna [C] (Benetti), Brovedani (Costanza), Capuzzo. A disposizione: Iodice.
Marcatore: Gasparini

22) ARZENE - AVVOCATI PN 0-1 (0-0)
Formazione: Cornacchia, Cesaratto, Contento [C], Stella, Toffoli, Rumiel, Fasan, Tauro (Benvenuti), Tirelli (Ragogna), Carpi (Giugno), Vicenzotto (Martini). A disposizione: Iodice.
Marcatore: Toffoli

23) AVVOCATI PN – AMATORI DANDOLO 1-1 (0-0)
Formazione: Cornacchia, Cesaratto, Contento, Rumiel, Pergola (Boschian), Iodice [C], Toffoli (Costanza), Gurnari (Benetti), Tirelli (Giugno), Gullo, Capuzzo.
Marcatore: Gullo

24) AVVOCATI PN - LIVENTINA 1-0 (1-0)
Formazione: Cornacchia, Da Ros, Boschian, Gullo, Brovedani (Giugno), Iodice [C], Benvenuti (Costanza), Gurnari (Rumiel), Toffoli, Tauro (Fasan), Benetti.
Marcatore: Gurnari.


MARCATORI
7 reti: TIRELLI Mattia ("Tirex") 
6 reti: TOFFOLI Michele ("The Dancer") 
2 reti: BENETTI Enrico ("The witness"), CAPUZZO Renè ("Pinciagrilli"), RUMIEL Alberto ("Rumnold") 
1 rete: BENVENUTI Andrea ("Serpentina"), FASAN Gino, FELTRIN Michele ("Feltrinho"), GASPARINI Fabio ("El Perticon"), GULLO Pietro ("Il Gobbo"), GURNARI Fabrizio ("Pippo"), TOME' Massimo, ZANARDO Luca ("Anguillon")


LA ROSA (presenze)
PORTIERI 
Cornacchia Matteo (21), Da Ros Leopoldo (0), De Col Andrea (2)

DIFENSORI 
Bellotto Andrea (8), Boschian Luca (14), Cesaratto Ivan (11), Contento Manlio (21), Da Ros Diego (1), Feltrin Michele (4), Gasparini Fabio (4), Iodice Enrico (20), Luisa Vissat Paolo (9), Pergola Eugenio (12).

CENTROCAMPISTI 
Benvenuti Andrea (5), Brovedani Matteo (8), Campagnaro Matteo (1), Carpi Tomas (12), Costanza Pierfrancesco (15), De Gottardo Luca (1), Fasan Gino (19), Giugno Giorgio (8), Gullo Pietro (17), Gurnari Fabrizio "Pippo" (6), Ros Emo (0), Rumiel Alberto (15), Stella Marco (3), Tauro Sandro (6), Toffoli Michele (23), Tomè Massimo (11), Zaffino Marco (1), Zanardo Luca (9).

ATTACCANTI 
Benetti Enrico (6), Capuzzo Renè (17), Langer Stefan (1), Martini Giovanni (8), Ragogna Pietro (4), Tirelli Mattia (15), Vicenzotto Paolo (12).
 

lunedì 7 luglio 2014

MEMORIAL BROVEDANI - Consumata l'11^ edizione nel ricordo di Franco...



PORDENONE - Nel primo sabato di luglio, come è tradizione da ormai oltre dieci anni, l'appuntamento fisso in casa neroverde è con il Memorial Brovedani, un'occasione imperdibile per la più classica delle rimpatriate a sfondo calcistico. Tutti in campo indossando le prestigiose casacche di Inter, Juventus e Milan, per poi ritrovarsi la sera a tavola, nel ricordo comune di Franco Brovedani, membro perpetuo della stirpe degli "avvocati pallonari".
Tradizionalmente il Memorial si è sempre articolato in due momenti distinti nell'arco della giornata: quello per gli "intimi", nella mattinata, con la salita a Clauzetto, il saluto a Franco ed il frugale pranzo a "casa Brovedani"; quello allargato, nel pomeriggio ed alla sera, con il triangolare di calcio e la cena a seguire.
Ma quest'ultima edizione (l'undicesima, per la cronaca) si preannunciava come un'edizione "speciale", se non addirittura unica, in considerazione dei prevedibili riflessi legati al recente trionfo dei ramarri togati nell'Avvocup, ancora attuale più che mai. La banda neroverde era chiamata infatti ad onorare il fioretto espresso con giuramento solenne, nell'improbabile eventualità di un clamoroso successo nella (fin qui) stregata competizione: il pellegrinaggio fino a Clauzetto, rigorosamente a piedi, indossando la maglia a strisce verticali neroverdi, divenuta oramai cimelio storico, nonché viva testimonianza della epica finale di Mantova.
La mattinata di sabato assumeva dunque un significato particolare, considerato che si sarebbe compiuto di fatto l'ultimo rito celebrativo dei novelli CAMPIONI. All'appello hanno risposto solamente 10 CAMPIONI (purtroppo), che rappresentano però l'ossatura portante della squadra di quest'anno: Cesaratto, Cornacchia, Fasan, Gullo, Gurnari, Iodice (con tanto di papillon per l'occasione!), Pergola, Ros, Rumiel ed il padrone di casa Brovedinho, motorizzato all'occorrenza per prestare immediato soccorso nell'ipotesi (non propriamente remota) in cui uno dei pellegrini potesse essere colto da malore nel corso della risalita.
I dieci CAMPIONI, abbigliati in modo consono come da accordi, si sono presentati alle ore 10:00 in località Castelnovo del Friuli, muniti di un carretto (procurato da Fasan, autentico “Eta Beta” del gruppo!) da trainare lungo i 5 chilometri di risalita. Il ruolo del “carretto della festevolezza” (questo il battesimo del mezzo effettuato in loco) era semplicemente quello di “appesantire” la penitenza: si è reso così necessario caricarlo fino al limite della capienza, con il materiale più svariato a disposizione (birra, Prosecco, pane, formaggio salato...).
L'ascensione si è consumata in due ore abbondanti, suddivise in sessioni di traino da 7 minuti per ciascun pellegrino, senza registrare significative perdite. I tempi si sono dilatati a causa delle tre soste effettuate nelle apposite aree di ristoro, all'esito delle quali si è registrato un sensibile alleggerimento del carretto.
Giunti a Clauzetto si è pranzato nello splendido terrazzo di “Casa Brovedani”, dopo di che si è saliti in quota per portare un saluto a Franco. Crediamo che il Padrone di casa, amante dichiarato della pelota, abbia sicuramente apprezzato la visita in tenuta neroverde. Nel pomeriggio presso il campo dell'Aurora a Borgomeduna si è dato corso al consueto triangolare che, mai come quest'anno, si è svolto all'insegna del massimo equilibrio. Il derby meneghino, che ha aperto il Torneo, e la successiva sfida tra rossoneri e bianconeri, si sono concluse entrambe a reti inviolate ed hanno poi visto prevalere dal dischetto rispettivamente Inter e Milan.
L'equilibrio si è infranto nell'ultima sfida con l'incursione di Thomas Owusu (ex attaccante del Tamai in serie “D”) in casacca nerazzurra che, imperversando a mo' di Gulliver tra i lillipuziani, ha deciso le sorti del Torneo in favore dell'Inter.   
Ecco nel dettaglio il tabellino delle gare:
INTER – MILAN 0-0 (4-2 d.r.)
MILAN – JUVENTUS 0-0 (6-5 d.r.)
JUVENTUS – INTER 1-3 owusu (I), owusu (I), owusu (I), brosolo (J)
Dopo la parte calcistica e la meritata doccia, è giunta una clamorosa sorpresa: presso il chiosco sono stati messi in vendita gli album e le figurine dei “CAMPIONI NEROVERDI”! Per qualche attimo si è avuto così un nostalgico ritorno al passato, respirando quel meraviglioso profumo d'infanzia, con giovani e meno giovani indaffarati a scambiarsi ed incollare le “FIGU”... Figurine davvero speciali...
Infine la serata con la cena collettiva presso la “Residenza Pollini” in Cordenons, ove campeggiava sontuosa su un tavolo posto al centro del cortile la gigantesca Coppa dei Campioni.
Ciao Franco e grazie, arrivederci al prossimo anno...
 

venerdì 4 luglio 2014

AVVOCUP - Quell'indimenticabile solstizio d'estate... (3^ ed ultima parte)

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LA FESTA
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L'entusiasmo è alle stelle! Al fischio finale dell'arbitro la folta panchina neroverde si catapulta in campo, condotta da uno scattante Pollini. Adesso siamo proprio i padroni indiscussi del campo, o meglio, dell'intero Stadio. Lo stato di euforia non mi distoglie dal rendere il dovuto onore agli avversari. Al di là del sincero saluto, frutto di autentica condivisione, come è bello complimentarsi, stringere la mano e dire "bravi" agli antagonisti sconfitti...
Prima del rientro negli spogliatoi, ultimo atto "sportivo" che prelude alla tradizionale cena collettiva cui presenziano per tradizione tutte (o quasi) le squadre, è prevista la premiazione sul campo da parte dell'assessore allo sport di Mantova. I nostri due delegati storici, Toni e The Kap, ritirano la Coppa: non ha le grandi orecchie, ma poco importa, anche questo è il trofeo che compete di diritto ai CAMPIONI! Ed eccolo sollevato al cielo, sorretto da quattro mani che racchiudono la storia intera della nostra squadra, dalla nascita e fino al grande trionfo di oggi.
Poi via di corsa sotto la tribuna a condividere idealmente il trionfo con i nostri splendidi sostenitori, ritti in piedi ad applaudire mentre il nostro portierone, essenziale presenza nell'ultimo lustro di storia della squadra, esibisce la Coppa a braccia tese, con una presa alta, ferma e sicura. Segue la foto di rito, che diviene l'emblema di questo indimenticabile successo: tutti in posa festanti ad attorniare la Coppa, alcuni in piedi, altri accovacciati, altri ancora distesi sul prato. 
Un'immagine di festa destinata a restare nella storia, un'istantanea che cattura e mantiene per sempre sospesa nel tempo una viva e tangibile espressione del sentimento più ricercato e sfuggevole della vita: la felicità. Sai, non è così facile e scontato incontrarla la felicità, quando arriva ricordati di afferrarla, goderla e respirarla fino in fondo. E come si fa in questo momento a non rivolgere un pensiero all'amico Emo Ros, oggi purtroppo assente, testimonianza di continuità tra il passato ed il presente della nostra squadra, che, in un mercoledì qualunque del mese di marzo, aveva pronosticato l'incredibile successo, ostentando persino una sicurezza razionalmente inconcepibile? Ancora qualche abbraccio e qualche saluto, poi ci avviamo verso il tunnel e incrocio l'amico Gaetano, uno dei fautori di questo irripetibile evento, che ci elargisce un ulteriore gradito regalo: «Enrico... vi ho fatto lasciare in spogliatoio una cassa con 24 birre... spero che bastino...». «Ma certo che non bastano...», penso tra me e me, «...come potrebbero essere sufficienti a placare la nostra immensa sete di FESTA?!?».
Prima di imboccare il sottopasso, mi volto indietro per un ultimo rapido sguardo a quel meraviglioso rettangolo verde, a quegli storici spalti, a quel cielo luminoso: quasi certamente non metterò più piede in questo luogo, ma sono certo che potrò affidarmi al magico potere della memoria, per farmi riaccompagnare qui di tanto in tanto e riassaporare il gusto intenso di queste emozioni, per lungo, lungo, lungo tempo. L'ingresso negli spogliatoi è scandito da cori di ogni genere, alcuni dei quali non strettamente connessi a temi calcistici.
Mister Grigo è in grande forma, sale in piedi sulla lettiga e comincia a dirigere un coro improvvisato, che inneggia ai vincitori e fotografa elegantemente il ruolo degli sconfitti. Rumiel, nobile figlio d'arte, stappa e distribuisce bottiglie di birra a ripetizione. La doccia può aspettare, non c'è fretta. La sudorazione è ancora in pieno corso, mi aggiro nello spogliatoio tra i compagni festanti e comincio piano piano a realizzare ciò che è accaduto là fuori nel tardo pomeriggio...
Su espressa imbeccata dell'amico Fabio, indosso le vesti ufficiali di capitano di giornata e mi avvicino a Toni che è seduto fuori dallo spogliatoio accanto ad un tavolino sul quale si erge in bella mostra la gigantesca Coppa dei Campioni (non si separerà da lei per parecchi giorni a seguire, notti incluse...); lui è lì, con lo sguardo fiero, mentre veglia sul prezioso tesoro che finalmente è divenuto cosa sua, sembra Cerbero, il feroce custode degli inferi di dantesca memoria. «Toni... oggi ti restituiamo solo pantaloncini e calzettoni... la maglia ce la teniamo!».
La prima espressione che gli compare sul volto, tradisce stupore ed incredulità al tempo stesso: «Ma... (pausa di tre secondi)... va bene... (pausa di cinque secondi e deglutizione)... ve le regalo (sorriso di circostanza)...». L'unica risposta plausibile a fronte della mia perentoria determinazione. Rientro nella bolgia dello spogliatoio e comunico la gradita notizia (solo Gurnari, distratto dal putiferio in corso, depone diligentemente la maglietta nell'immancabile "sacco della roba sporca"). Esco nuovamente col fraterno amico "supremo guardiano dei pali" per scattare una foto da inviare a casa in tempo reale, entrambi in posa accanto al prestigioso Trofeo. Proseguo l'interminabile spola tra corridoio e spogliatoi. 
Che sapore unico quella birra fresca sorseggiata seduto sulla panca, semi nudo, con le ciabatte ai piedi, lo sguardo perso nel vuoto e le istantanee della gara che cominciano ad accavallarsi disordinatamente nel cervello, comparendo d'improvviso davanti agli occhi come il bagliore dei lampi che squarciano il cielo notturno. Ecco, vedi, questo è uno di quei momenti nella vita in cui vorresti arrestare il tempo; mi auguro possa capitarti tante di quelle volte da non poterle contare... Ma il tempo scorre inesorabile, come ci sottolinea il buon Pollini, vittima del suo ruolo istituzionale: «Dai ragazzi, muovetevi che ci aspettano a cena!». Ma figuriamoci... Entro finalmente in doccia dove assisto immediatamente ad una scena che definire “esilarante” non rende giustizia all'accaduto.
Il nostro Pennuto, dopo aver agitato a dovere una delle bottiglie commemorative di Lambrusco rinvenute su una panca, fa ingresso nel vano doccia e punta l'arma impropria verso la vittima designata: Enrico Benetti, prima doccia entrando a destra! Un violento getto color porpora lo investe mentre lui tenta invano di sottrarsi all'onda schiumata, abbozzando un'improbabile arrampicata sulla parete stile “uomo-ragno”, ignudo come un verme. Quel colore rosso acceso sul corpicino inerme del Benetti, mi richiama alla mente la mitica scena pulp dell'omicidio nella doccia nel cult-movie Psycho (la bottiglia al posto del coltello ed il sangue un po'... frizzante). Alla fine nella bottiglia rimane solo un misero fondo, che basta appena per fungere da shampoo al calciatore/fotografo Brovedinho.
Terminata la doccia e la lenta vestizione, si abbandona definitivamente il glorioso “Stadio Martelli” per salire a bordo del pullman e dirigersi alla vicina “Osteria dei Ferrovieri” dove avrà luogo la grande serata conclusiva della manifestazione. Pollini, ancora una volta, tende ad evidenziare la nostra scarsa propensione alla disciplina ed in particolar modo al rispetto dei tempi e degli orari: «Siete rimasti nello spogliatoio più di quanto è durata l'intera partita!». Quando giungiamo al ristorante mancano pochi minuti alle 21:00, tutti i componenti delle squadre (in totale un centinaio di persone) si sono già accomodati ai tavoli, disposti all'aperto.
Ricordo nitidamente di aver provato attimi di imbarazzo (uniti per qualche secondo alla pelle d'oca), per l'incredibile accoglienza riservataci: tutti in piedi ad applaudire ed inneggiare ai novelli campioni pordenonesi! In quel momento mi sono sentito davvero importante; confesso che non mi sarei mai aspettato nulla del genere. Dopo qualche immancabile saluto, prendiamo possesso del nostro tavolo ma io, prima di sedermi, individuo la preannunciata postazione ove troneggia la spina della birra di marca scozzese (Tennent's)! Gli amici virgiliani hanno curato ogni cosa nei minimi particolari: doppia spina, con birra bionda normale da un lato e doppio malto dall'altro!
Avanti allora, una birretta per aprire lo stomaco prima di cena, accompagnato da Pippo, soggetto che mai ha sofferto di gravi forme di intolleranza al luppolo ed ai suoi derivati... liquidi. Non era difficile a quel punto pronosticare lo svolgimento della serata: cena liquida! Rimango stoicamente di piantone al presidio alcolico ininterrottamente fino a mezzanotte (sottratto al dovere contro la mia volontà), con il costante sostegno del menzionato Pippo Gurnari, delimitando il mio campo d'azione per l'intera serata in un raggio di tre metri quadri.
Stringo inevitabilmente amicizia con l'affabile giovane spinatore Edoardo (gli farò da testimone alle nozze), infortunatosi al polso proprio sul finire della terza ora e del secondo fusto di bionda. Una serata grandiosa (mi hanno parlato bene anche della cena...), nel corso della quale, un po' per volta, transita presso la nostra “postazione della felicità” tutto il mondo! Non mancano dunque i brindisi, per le più disparate ma pur sempre validissime motivazioni... C'è spazio naturalmente anche per la premiazione di tutte le squadre presenti, con Reggio Emilia che si accolla l'onere delle finali per l'edizione del prossimo anno, per quella del nostro Tirex capocannoniere del Torneo omaggiato con una bottiglia Magnum personalizzata, nonché per il canto ed il ballo.
Ricordo fra l'altro, ad un certo punto, di aver visto volare per aria Mister Grigo, maneggiato in malo modo da un capannello di energumeni. Intorno a mezzanotte mi ritrovo improvvisamente solo con i padovani al banco del bar (la spina esterna è prosciugata): la mia squadra mi ha abbandonato, è già in pullman, pronta al rientro! Cose da non credere, con la festa ancora giovane ed in pieno corso!
Dopo un po' giunge addirittura una sparuta delegazione, inviata appositamente da un irrequieto Pollini con l'ordine tassativo di prelevarmi; riesco a traviare l'avanguardia distribuendo le ultime birre, ma mi devo arrendere quando sopraggiunge un altro gruppo di scagnozzi, capeggiati da Ragogna e Pergola, ancor più risoluti dei primi, che mi sollevano di peso e mi traducono sul torpedone. Qualcosa mi dice che qui a Mantova si ricorderanno di noi... Lungo la via del ritorno si registra l'ultimo colpo di coda da parte dei più infervorati: si trama nella penombra per mettere in atto l'ultimo disperato tentativo di prolungamento della festa, che passa attraverso il necessario dirottamento della corriera con nuova destinazione... Lignano! Purtroppo l'autista si dimostra irremovibile (oltre che saggio), così l'ardito progetto sfuma, nonostante l'inopportuna insistenza.  Frattanto si consolida il patto d'onore tra i ramarri, chiamati a rispettare il fioretto espresso in caso di vittoria: il pellegrinaggio s'ha da fare!
Per quanto riguarda tempi, luoghi e modalità, per adesso ci sono solo delle idee da valutare e confermare: sabato mattina 5 luglio, salita a piedi fino a Clauzetto, indossando la casacca neroverde della storica finale...  
Arriviamo infine al parcheggio della piscina intorno alle tre di notte; la polizia che staziona all'uscita del parcheggio ci dissuade anche dal proposito adolescenziale di scavalcare la siepe per un tuffo notturno abusivo. Non resta quindi che bere insieme l'ultima birra e salutarsi con un fraterno abbraccio, nella consapevolezza che, a partire da domani, non saremo mai più quello che siamo stati fino ad oggi...

Così, proprio dove era cominciata oltre dodici ore prima, si conclude la trionfale ed indimenticabile avventura dei ramarri togati, quelli che la storia ha deciso di battezzare come i “CAMPIONI NEROVERDI”...
«Bello papà... ma la Coppa? Dov'è la Coppa?».
«Quella ce l'ha il nostro amico Toni... un giorno ce la facciamo mostrare...».
«Ah... e la macchinina di ferro? Me l'hai portata?».
«Certo che sì, anima mia... ora dormi...».
Che bella storia da raccontare quell'indimenticabile solstizio d'estate del 2014, ancora così vivo nel cuore, ma che dà già la malinconica sensazione di essere oramai così lontano...
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giovedì 3 luglio 2014

AVVOCUP - Il voto dei campioni: pellegrinaggio a Clauzetto!


La parola data è sacra: la vittoria in Avvocup val bene un pellegrinaggio!
L'appuntamento è fissato per sabato 5 luglio alle ore 8:30, presso la Club House. Da lì ci si muoverà in auto fino alla località di Paludea, da dove avrà inizio l'ascensione a piedi fino a Clauzetto (7,8 km di salita).
EQUIPAGGIAMENTO RICHIESTO: casacca neroverde indossata a Mantova e sacca frigorifera con birra gelata al seguito (ognuno dovrà provvedere, quanto meno, per proprio conto), per scongiurare il rischio della disidratazione.
GLI ASSENTI SARANNO UFFICIALMENTE SPOGLIATI DEL TITOLO.
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martedì 1 luglio 2014

AVVOCUP - Quell'indimenticabile solstizio d'estate... (2^ parte)



LA PARTITA
Percorriamo il tunnel, in fila indiana, di fianco ai nostri avversari, con la terna arbitrale in testa, come accade nelle grandi sfide trasmesse in eurovisione. Ci arrestiamo sulle scale che conducono al terreno di gioco, non ne capisco il motivo, sono in completa trance agonistica. Attendiamo qualche minuto, ne approfitto per abbracciare l'amico-nemico Checco Rondello, capitano della corazzata patavina. Si prosegue ed usciamo all'aperto, gli amici di Mantova e Brescia, che hanno già concluso la loro gradevole fatica, sono schierati alle ali: pacche sulla spalla, battute, suggerimenti, auguri...
Tutto mi rimbalza addosso, è come se fossi isolato dentro una invisibile campana di vetro. Gli altoparlanti dello Stadio cominciano a diffondere le note della Champions League, quelle stesse note ascoltate in mille occasioni, in pieno relax, con una birra fresca in mano davanti alla tivù. La musica ci accompagna fino alla linea del centrocampo, dove le squadre si dispongono in riga, con lo sguardo rivolto verso la tribuna. Là, in mezzo a tutti quei seggiolini color celeste che risaltano sullo sfondo rosso delle gradinate, ci sono i "nostri", giunti fin qui per grande passione, non del calcio, ma dei suoi volonterosi interpreti: la numerosa "banda Fasan", le dolci metà di Brovedinho, Manlio, Manu e "Faina" Martini, che applaudono, a prescindere da tutto.
Il pathos raggiunge il picco più alto con la preannunciata esecuzione dell'Inno Nazionale (quello che oramai hai imparato a cantare anche tu...). Impossibile descrivere le sensazioni di quel momento e quel tumulto di emozioni che il petto riesce a malapena a contenere. Dopo le prime note, il motto spontaneo di stringersi l'un l'altro in un abbraccio, costruendo una robusta e beneaugurante catena. Seguono le foto di rito, la lettura delle formazioni da parte dello speaker, la scelta del campo tra i capitani (vinciamo noi: un presagio?) ed infine il saluto tra i giocatori delle compagini avverse. Due telecamere incrociate a circuito chiuso sono puntate sul campo per la ripresa del match.
Nel cielo compare qualche nuvola irriverente, che ruba il posto in prima fila al sole, regalando attimi di apprezzato refrigerio. Comincia la partita (finalmente!), che si articolerà in due interminabili tempi da 35 minuti l'uno (più recupero). I padovani partono subito a spron battuto, imperversando sulle fasce e mettendo palloni in area a ripetizione.
Mister Grigoletti compie il primo provvidenziale intervento, invertendo i nostri due uomini di fascia: Cesaratto si sposta a sinistra e Fasan viene a presidiare la zona di destra. Encomiabile la capacità di adattamento di Ivan (reduce da una straordinaria stagione come marcatore puro) in un ruolo non suo, ma il funambolico n° 10 di rosso vestito ha un altro passo (in bocca al lupo Gino!). I campioni in carica sembrano intenzionati a voler archiviare la pratica nel più breve tempo possibile per riconfermare il titolo (5 sono già in bacheca). Dopo pochi minuti, un loro uomo fa ingresso in area e da ottima posizione spedisce oltre la traversa.
Per un attimo mi compare una immagine davanti agli occhi, quasi un effetto subliminale: Spagna '82, Italia e Brasile sono ancora sullo 0-0, Serginho (attaccante verdeoro) sorride dopo aver sciupato una facile occasione... Gli avversari giocano a calcio, liberando uomini in ogni settore di gioco con tagli di campo da 40 metri. Continuano a spiovere traversoni in area, ma il nostro numero uno mette in mostra per l'ennesima volta la sua straordinaria continuità di rendimento e soprattutto l'indiscusso valore, uscendo ripetutamente dai pali e smanacciando palloni velenosi.
La sensazione è netta: se questi fanno gol, la partita è finita! Dopo la bufera del primo quarto d'ora, superata senza danni, le cose cominciano ad andare un pochino meglio: la gara continua a disputarsi nella nostra trequarti, ma cominciamo a contrastare i padovani con maggiore ordine ed efficacia. Oggi non possiamo permetterci di regalare un uomo agli avversari, così decido di abbandonare quel ruolo a me tanto caro, che nel calcio di oggi non esiste più (già da tempo immemorabile): via l'antico ma sempre confortevole vestito da “libero”, per indossare quello più moderno ed assai più impegnativo da “difensore centrale”.
Tutto ciò si traduce in un concetto molto semplice: uomo-contro-uomo. Quello che tocca a me (n° 20) è un giovane furetto, che non supera i 60 chilogrammi di peso (vestito), con gamba palesemente allenata e dotato di buona tecnica, posizionato tra la linea dei centrocampisti e quella degli attaccanti. Se non fossi totalmente assorbito dalla tensione, mi prenderei qualche attimo per farmi una sana risata. I miei due compagni di reparto, Fabio e Manu, stanno offrendo una prestazione monumentale, ma oggi bisogna fare ancora di più: serve la perfezione! Così continuo a richiamarli ed a sollecitarli, ogni volta che le due punte padovane si incrociano. Ivan dall'altra parte è più a suo agio e sulla fascia opposta la puntuale “sostanza” di Gino comincia a dare i frutti.
I tre centrocampisti, il giovin Matteo, Pippo e il Gobbo, fanno filtro e randellano all'occorrenza (buon segno). Le due punte oggi non si divertono molto: pochi palloni e sempre sporchi. Mattia, il nostro bomber indiscusso (capocannoniere del Torneo con 9 reti fin qui, in quattro gare e mezza!), al rientro dopo un mese di stop per il consueto infortunio muscolare, fa quello che può. Intorno al 20' il destino entra in scena e imprime il suo marchio indelebile sull'andamento dell'incontro, facendo uso in rapida successione prima del piede destro di Cesaratto, poi della testa fresca di tosatura di Tirelli e infine dello scarpino destro del novello Benvenuti in versione puntero.
Ivan, per divincolarsi dall'imminente pressing dell'avversario, rilancia un pallone in avanti, Mattia nonostante la pressione di un difensore riesce a prolungare la traiettoria ed il “mulo triestino” si fionda centralmente nel cuore della difesa padovana, guadagnando quel mezzo metro sull'ultimo inseguitore, entra in area e, sull'uscita del portiere, si esibisce in un'estensione (oggi si dice così, ma sempre scivolata è) con tocco conclusivo che indirizza la sfera nel sacco, con lenta precisione. Da quaggiù in fondo non si vede moltissimo, ma quanto basta: da una parte la rete che si scuote accogliendo amorevolmente il pallone tra le proprie maglie, dall'altra un barbuto invasato che corre all'impazzata denudandosi.
Cartellino giallo ben speso caro Benve: la gioia deve essere libera di esprimersi, senza costrizioni ed in ogni forma (decorosa). Una frazione di secondo dopo aver realizzato l'accaduto, sono già concentratissimo per il prosieguo della battaglia, così non c'è il tempo per esultare. Siamo in vantaggio! E adesso? Purtroppo non cambia nulla. Anzi, potrebbe dire qualcuno, adesso si incazzano sul serio e ce ne rifilano cinque! Effettivamente i padovani non hanno perso tempo per reagire all'affronto subito, rovesciandosi in avanti alla ricerca del pareggio. L'occasione più ghiotta capita al numero 20 (il mio “protetto”) che si inventa dal limite dell'area un interno destro a girare, teso, indirizzato all'incrocio dei pali più lontano (robe da... Del Piero, tanto per capirci).
Questo però è il pane quotidiano per il nostro Volatile: un passo di lato, poi il decollo e un gran volo plastico, con il guantone sardo che raggiunge la sfera lassù in alto e la disinnesca deviandone la traiettoria. Quando l'arbitro decreta la fine del primo tempo, intravedo attorno a me molti visi provati dalla stanchezza (per fortuna non vedo il mio). Ma siamo appena a metà dell'opera. Mentre ci avviamo verso la panchina per dissetarci, mi sfila a fianco Gino, che sta lavorando per due, ci scambiamo uno sguardo che esprime perfettamente il nostro reciproco stato d'animo: «Beh?», dico io, «...sapevamo che si doveva sputare sangue, no?».
Lui annuisce e prosegue la sua marcia verso il bordo campo alla ricerca della prima bottiglia d'acqua a disposizione. Io confabulo intensamente con Fabio e Manu e li tormento per mettere a punto i meccanismi difensivi, mirando a raggiungere la sintonia perfetta degli ingranaggi di un orologio svizzero. Loro mi sopportano pazientemente, senza maledirmi (in modo espresso). Il Mister impartisce qualche disposizione tattica, i compagni della panchina dispensano consigli e trasmettono grande partecipazione. Una menzione speciale per il supporto psicologico va al neo dirigente accompagnatore Michele Attanasio, che infonde al tempo stesso grande fiducia e determinazione tra le fila neroverdi: «Ragazzi, ormai avete già salvato l'onore! Potete perdere anche due o tre a uno... basta che non ne prendete cinque...».
Si torna in campo per affrontare gli ultimi 35 minuti. Le nuvole nel frattempo, forse poco interessate all'esibizione, se ne sono andate e così ci troviamo schierati contro sole. Padova continua a fare la partita, ma l'intensità non è più quella del primo tempo. Dopo qualche minuto Mister Grigoletti interviene ponendo un altro prezioso tassello alla sua opera: fuori un generoso Tirelli, dentro lo scalpitante Benetti. Al nostro allenatore va un duplice plauso: il primo per la bontà della scelta, il secondo, ancor più grande, per l'intelligenza e l'umiltà (quest'ultima è sinonimo della prima) dimostrate nell'accogliere il suggerimento offertogli dall'ispirato consigliere di Bagnarola, che quest'oggi lo affianca occasionalmente per dare riposo al tartassato legamento del ginocchio.
La partita cambia. Il giovanotto tiene palla lassù, combatte, ringhia, pressa e la squadra comincia a respirare a pieni polmoni. Ora anche i ramarri cominciano a far male. Gasparini, con un'incursione offensiva su calcio d'angolo, schiaccia di testa da pochi passi e costringe l'estremo difensore padovano ad una respinta miracolosa, mentre qualcuno sulla panchina neroverde stava già levando le braccia al cielo. Poco dopo è la volta dell'ottimo Attanasio che a terra nell'area piccola, per una questione di centimetri non riesce a deviare in porta una palla vagante. I naoniani attingono alle forze fresche della ricchissima panchina: dentro Toffoli per un affaticato Cesaratto.
A metà ripresa giunge il suggello ad una gara perfetta: Fasan calcia un angolo basso sul primo palo, la palla filtra in area, il già menzionato Benetti opera una gran finta di corpo che favorisce l'impatto di prima intenzione del “mulo triestino”, che incenerisce il pur valido portiere padovano: 2-0! Doppietta per Benvenuti che fila via verso la bandierina, dove viene placato ed in seguito sommerso da Fasan e Toffoli. Il grande maestro Nereo Rocco, di cui si avverte l'imponente presenza, sarebbe orgoglioso di noi. L'esultanza si protrae e l'arbitro richiama all'ordine “el hombre del partido” che, toccato nell'intimo, comincia ad intavolare un costruttivo dialogo con il direttore di gara; quando si prospetta l'eventualità del probabile secondo cartellino giallo, Mister Grigoletti ci mette una pezza con straordinario tempismo: fuori il match-winner e dentro “Faina” Martini, che dimostra di avere un felice impatto con la gara, procurandosi una serie di preziosissimi falli, guarniti con delle plateali cadute.
Ma gli avversari, pur tradendo evidenti sintomi di stanchezza, non si arrendono. La nostra contraerea respinge puntualmente tutti gli attacchi portati via terra e via aria. Su un calcio d'angolo il pallone spiove sul secondo palo dove si ritrovano in beata solitudine due padovani che si disturbano l'un l'altro e sprecano l'occasione mandando sul fondo. Subito dopo, su un cross che proviene dal nostro fronte difensivo sinistro, il neo entrato attaccante dei biancorossi colpisce di testa a botta sicura, ma la palla si stampa sulla traversa a portiere battuto. Lassù qualcuno ha deciso che oggi la nostra porta deve rimanere inviolata; sai, sono cose che nel calcio talvolta accadono, quando la buona sorte decide di strizzare l'occhio a coloro che esprimono tra le virtù quella più apprezzata: l'audacia...
Dopo lo scampato pericolo, mi avvicino all'arbitro chiedendo l'indicazione del tempo: siamo al 30', ci sono ancora cinque minuti di sofferenza che ci separano dal sogno. La squadra oramai è consapevole della propria forza ed a tratti addirittura padrona del campo, i centrocampisti portano palla con grande personalità, il giovane Attanasio dalla falcata leggera ed elegante, danza sul pallone in mezzo agli avversari. E' giunta finalmente la resa dei valorosi avversari. L'ultimo cambio dei nostri viene imposto dai crampi che regalano con qualche minuto di anticipo il meritato riposo all'ottimo Lorenzon; l'occasione è perfetta per concedere una meritatissima passerella al sorprendente Manlio Contento.
Il tempo scorre lento così, con un sorriso accennato, mi rivolgo nuovamente al direttore di gara: «Il suo orologio è rotto!». Lui preoccupato abbassa lo sguardo verso il suo polso sinistro, temendo chissà che cosa ed io, con il sorriso che frattanto si è allargato, replico precisando: «E' fermo!». Lui me lo esibisce e leggo sul display del cronometro il numero 38 con i secondi che scorrono a fianco e, quasi a giustificarsi, mi sussurra: «Ho chiamato 4' di recupero...».
Che splendido regalo, nella foga del momento non mi ero accorto di essere entrato nel cosiddetto “extra time”. Ed ecco infine l'agognato e sospiratissimo triplice fischio: il miracolo è compiuto! Da questo momento in avanti, il mio ricordo è assai confuso: ho davanti agli occhi i compagni con le braccia levate al cielo, infiniti abbracci, momenti di commozione con qualche lacrima che scivola sotto le lenti oscurate del Grigo, il rituale gavettone per Toni Pollini (firmato Cornacchia: le foto non danno scampo al responsabile!), qualcuno è steso a terra, esausto.
Io sono confuso, l'immensa gioia che sento dentro ancora non riesce a trovare la strada per uscire fuori. Sono certo che se nel mentre fosse arrivata in panchina mia madre, non me ne sarei accorto. Incomincio allora con calma a dar corso al mio proposito: voglio abbracciare tutti i miei compagni d'avventura, tutti i CAMPIONI, uno per uno (qualcuno, se la memoria non mi tradisce, si sorbisce anche un bacio a tradimento).
Mi sarebbe piaciuto tanto vederti là in tribuna, su uno di quei seggiolini celesti, per mandarti un bacio...
Ed ora, si dia luogo agli adeguati festeggiamenti...
(continua)