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sabato 23 maggio 2026

SEMPRE INSIEME... (di Marco Padovano)


Si è tenuto sabato 23 maggio 2026 sullo storico campo di Sedrano il primo Memorial in onore e ricordo del nostro Toni; con l’occasione sono stati ricordati anche il Mister Grigo ed il caro Franco.
Non vi è molto da dire perché ognuno di quelli che vi ha preso parte ha vissuto internamente gran parte delle emozioni di quella strana giornata; quello che si è visto “fuori” è stato semplicemente un gruppo di amici coeso ed unito dalla voglia ricordare chi fisicamente non c’è più, ma spiritualmente vive ogni giorno nel ricordo di chi resta.


Sembra un concetto banale, una di quelle frasi che si dicono quando qualcuno non c’è più, ma non è solo una formula di stile: a volte passa in secondo piano che gran parte di quelli che hanno partecipato alla giornata del ricordo (tra calciatori, amici e famiglie oltre il centinaio) si sono conosciuti e sono amici solo ed esclusivamente grazie a Toni.
Già, perché è Toni che ci chiamava uno per uno per obbligarci a fare i tornei. Lo stesso Toni che dopo la classica eliminazione in malo modo da quello stesso torneo ci diceva di non venire più e di non rispondere al telefono qualora ci avesse convocati per il futuro. Lo stesso Toni che mentre eravamo in campo ci urlava di tutto, segno di grande e calorosa stima nei nostri confronti. Se infatti non venivi ripreso almeno una volta durante la partita poteva voler dire che o eri calcisticamente perfetto, oppure che Toni non voleva sprecare le sue energie per inveire contro di te, preservando le reazioni migliori per chi le meritava davvero.
Le grandi famiglie litigano in continuazione, ma si vogliono un bene dell’anima e la stessa cosa succedeva tra Toni e i suoi giocatori in un’unica grande famiglia.


E’ stata la prima volta che abbiamo giocato senza lui defilato in panchina o sulla fascia laterale con la bandierina in mano; è stata la prima volta dove molti giocatori si sono sentiti persi senza una guida spirituale a telecomandarli.
C’era un velo di malinconia ogni volta che dopo un errore non si udivano le urla del capofamiglia; per non sbagliare Ciacci e Toffoli (due tra i più amati da Toni e per questo i più bersagliati dalle sue imprecazioni), per uno scherzo del destino capitati nella stessa squadra, si sono insultati tra di loro per banali errori di tecnica e tattica individuale.
Altri, come me e Ivan, non sentendo la pressione del dover evitare le affettive offese del Presidentissimo, si sono astenuti dal portare a casa qualche tibia di qualche avversario.


C’è poi chi come il prof. Boschian, dopo mesi di preparativi e studio minuzioso dei particolari per l’evento, si è dimenticato di fare le squadre, non un semplice dettaglio.
O chi come Tirelli aveva le polveri “leggermente” bagnate sotto la porta avversaria.
Ci sono stati poi i figli di alcuni componenti della squadra che hanno giocato con le maglie di Juve, Milan o Inter quasi a voler portare avanti la tradizione di scouting iniziata da Toni nel 1979.
Alla fine al torneo ha vinto il Milan, ma è un dettaglio secondario; ciò che conta è che la giornata è riuscita alla perfezione ed il ricordo di Toni, Grigo e Franco è stato più vivo che mai. La vera squadra come al solito si è vista nel terzo tempo, luogo ove nessuno ci batte. Tavolate infinite di persone unite da un unico comune denominatore, che ha un nome e un cognome su tutti: Toni Pollini. Ognuno dei partecipanti ha ricordato vari aneddoti a lui legati, come la volta in cui dopo un torneo siamo andati a mangiare pesce crudo e champagne sulla riviera romagnola per la sua contentezza; oppure quando la macchinata Tomè-Ciacci-Toffoli si è presentata a Montecatini con sole 12 ore di ritardo per una fantomatica assemblea condominiale mai realmente esistita. O ancora quando a 10 minuti dal fischio di inizio dell’Avvocup di Coverciano mezza squadra era spaparanzata in piscina a casa di Ciacci a Montalcino. Abbiamo ricordato le vicissitudini disciplinari emerse dopo un’altra Avvocup con i colleghi di Vicenza, dove il genio del Presidentissimo ha fatto la differenza; dove Moggi-Paparesta spostatevi (ogni riferimento a fatti realmente accaduti non è casuale, ma non può essere rivelato per ovvie ragioni di segretezza nazionale).

Insomma, saremmo stati tutti ore e ore a ricordare i fasti del passato con Toni a capo di ogni episodio. Mi piace immaginarlo in mezzo alle nuvole del Paradiso con lo scettro in mano, la corona e la maglia neroverde degli avvocati Pordenone mentre prima resta impietrito e incredulo di fronte agli errori dei singoli nel triangolare che abbiamo fatto, con l’incazzatura che piano piano diventa un accenno di sorriso e di serenità, data dalla consapevolezza di aver creato un gruppo fantastico e di essere sempre in mezzo a noi. Grazie a tutti quelli che hanno reso speciale questo giorno; una festa che nessuno avrebbe voluto fare, ma una giornata che prendendo atto del destino bisogna continuare a fare per continuare quello che Toni ha iniziato: mantenere unito più che mai il gruppo che in tanti anni lui stesso ha creato, plasmato e fatto a sua immagine.
Ciao Presidente. Ciao Mister Grigo. Ciao Franco.