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venerdì 8 maggio 2009

"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": il commiato finale...

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SPILIMBERGO (PN) - Va quindi ufficialmente in archivio il "1° Torneo Internazionale Forense di Food-ball", con grande soddisfazione da parte degli organizzatori e, mi auguro, di tutti i partecipanti. Justin, la simpatica bilancia mascotte del Torneo, aveva già mostrato verso quale direzione era rivolto lo spirito della manifestazione, e così è stato: si è riso, si è scherzato, si è stati insieme, si è mangiato e si è bevuto (il giusto...). Tra i vari attestati di gradimento ricevuti, mi piace citarne uno, quello di un fraterno Amico, che mi è rimasto nel cuore: «Avete messo in moto una macchina che più che un evento calcistico era un ritrovo stile woodstock! Pace, amore e libertà. In un contesto paesaggistico e storico, culminato nella bella cena di Spilimbergo, seduti sulle scale (io ci stavo bene! forse perchè mi pareva di essere di sera all'università), con una scenografia eccezionale». Onore infine ai vincitori che vogliamo celebrare con un gemellaggio (sintetizzato nella foto a destra!) che fonde idealmente tra loro il simbolo di Roma con quello del Torneo di Food-ball: il chiosco della birra di Vacile!!! Attendiamo ora di vedere nella prossima edizione chi saprà raccogliere la pesante eredità dei campioni in carica dell'Antitrust Roma (non è un lapsus alcolico: rileggetevi tutti gli articoli dedicati al Torneo e capirete...). Grazie di CUORE a tutti, per tutto...
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"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": i voti dell'Antitrust Roma

. «IL PAGELLONE» (di "Gualco" Zaccardi) .
RINGRAZIAMENTI COLLETTIVI
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Grazie ai miei cari amici di Pordenone per averci regalato tre bei giorni di divertimento, amicizia e sport; il mio cuore é sempre con voi e lo sapete. Grazie ai miei cari amici di Roma per il successo della spedizione; nessuna scenata in campo, esemplari educazione e condivisione dello spirito della manifestazione fuori dal campo. Molti hanno tantissimo da imparare da questa squadra e non importa se, calcisticamente, possiamo solo migliorare. Grazie soprattutto della pazienza nei miei confronti. Grazie per aver portato le più belle coppie giovani e le più belle famiglie. RINGRAZIAMENTI INDIVIDUALI PARTENDO DAGLI OSPITANTI . ENRICO IODICE. Cuore, anima e cervello della manifestazione. Infaticabile nella disponibilità, geniale nelle idee, umile nella ricerca dei consigli per la seconda edizione, quella del 2010. VOTO: 10. GRAZIE ENRICO SARCINELLI. Altro grande Enrico. Poco mobile in campo, leggendario il suo riscaldamento, esemplare nel reperimento di una meravigliosa e giovane azienda vinicola delle Grave. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE TONI POLLINI: ospitale fino al punto di fare di tutto per non vincere il torneo, commovente nella consegna del premio al sottoscritto. Praticamente un padre (calcisticamente e non). VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. EUGENIO PERGOLA. Mio fratello. Voto 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. VINCENZO FANTUZZI. Un pezzo di cuore. Il gioco del calcio dentro al campo, unico fuori dal campo. Beato chi ha la fortuna di incontrarlo. Ha anche il merito di aver portato De Zan al saluto nella colazione del vino di Tauriano. VOTO 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. MATTEO CORNACCHIA. Martire in porta di fronte ai pagani che continuavano a tirargli pietre addosso, insostituibile nel terzo tempo, infaticabile nell'accoglienza. Ormai é il nostro portiere con contratto a tempo indeterminato. VOTO: 9,75 (si é giocato il 10 per l'improvvida scelta della squadra). GRAZIE. SERGIO GALETTA. Perfetto giorno e notte nella prima giornata. Perfetto nel fare pace con l'altro grande Sergio della spedizione (conferma che, per fare bace, bisogna essere intelligenti in due). Implacabile con le ospiti salisburghesi. Nella finale per il penultimo posto ha pagato la notte alla Adriano. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. ANTONINO D'AMBROSIO. Eroico d'inverno negli allenamenti a Tor Di quinto, inesauribile nell'organizzazione della spedizione, santo nel tollerarmi in un'occasione in particolare (lo sappiamo noi), impareggiabile attore (anche qui noi sappiamo a cosa alludo), padre e marito impeccabile. Il nostro leader. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. CARLO PIAZZA. Il nostro centrale che non ha sbagliato un intervento (a differenza dell'altro). VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. LEONARDO BORLINI. Potente e preciso nel secondo match, conquista sul campo quella fiducia che non gli era stata (a torto) tributata nel primo incontro. Unico nel gestiere Domenico. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. FRANCESCO SUCAMELI. Marito premuroso, mediano muscolare. Mi ha impartito una bella lezione: quando l'ho richiamato con un tono inappropriato rispetto al livello della sfida con il Salisburgo, con ironia mi ha risposto: "Non lo faccio più per tutta la vita". Non si può che ringraziare chi ti insegna qualcosa. P.S. Alla sua età mi sarei comportato anche io come lui con il facinoroso della finale. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. FEDERICO CESCHEL. Perno in campo, signore fuori dal campo. Ha il merito di avermi regalato una cassa di ottimo prosecco. La prossima volta passiamo da Orsago e ci fermiamo a casa dei genitori. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. GIUSEPPE MORREALE. Dominatore della notte del President. Gioia e dolore delle donne delle altre squadre. Compagno di bevute nella colazione del vino di Tauriano. Chiude la spedizione alle 18,00 della Domenica, in Corso Francia, con una battuta irripetibile in merito alla condotta della gentili signorine che accettano passaggi dai signori che circolano con le Ferrari fiammanti. Fotograficamente immortalato per il suo curioso modo di addormentarsi. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. MARCO TACCHI VENTURI. Sfida le leggi della natura e si rende mitico benché laziale. Puntuale dinanzi al bicchiere, sottile nello scherzo, ha il grande merito di non parlare del derby per tutto il soggiorno. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. GIUSTINO LO CONTE. Giura di segnare se gli danno la palla e, dopo cinque minuti, la riceve e segna. Gentile, sorridente, serio, simpatico a tutti. Impossibile non volergli bene. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. SERGIO MERLINO. In alcune giocate fa capire che Leo (Messi) può ancora migliorare. Amico, padre e marito di grande valore. Le sue doti migliori? Nadia e i figli. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. ROBERTO QUAGLIERI. Con noi anche se non é potuto venire. Sabato sera gli saranno fischiate le orecchie. Il nostro capitano la prossima volta. VOTO: 9,75 (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. LA MIA MOMO'. Se non ci fosse lei, non ci sarebbe stata la spedizione, regalo per i nostri 10 anni di matrimonio. VOTO: 10+ (10 solo a Enrico Iodice). GRAZIE. Gualco.
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Tonino D'AMBROSIO ha detto:
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GLAUCO ZACCARDI (detto Gualco). E' il nostro grande capitano e guida il gruppo con grinta e determinazione l'improbabile compagine. Non lascia alcuno spazio ad eccessi o sbavature e si compiace pubblicamente del fair play dei suoi uomini. Ma soprattutto mostra la sua grande generosità nel condividere con tutti noi lo splendido patrimonio di amicizie che vanta nella terra di Friuli. Ad Enrico Iodice ed Enrico Sarcinelli vanno i complimenti e i sinceri ringraziamenti per la grande capacità organizzativa e per la squisita ospitalità. Per tutti e tre il mio voto è 110 e lode!
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Giuseppe MORREALE ha detto:
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GLAUCO ZACCARDI (detto Gualco). Uomo inestimabile, condottiero infaticabile in campo e fuori, signore encomiabile, sempre alla ricerca del colpo magico che desse vigore e entusiasmo alla squadra è stato in grado di costruire un gruppo inesauribile e coeso in tutte le sfaccettature del torneo, grande mister, amico generoso. VOTO: 11+. GRAZIE DI CUORE
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"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": firmato Stefan Langer!

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VIENNA - Ciao a tutti, ho letto la cronaca del torneo che mi ha fatto ridere. I resoconti sono però molto esagerati, per esempio per quanto riguarda la mia mattinata di sabato (ma anche in molti altri aspetti). A onor del vero sabato ero già in centro città di Spilimbergo verso mezzogiorno per incontrare qualche mio compagno di squadra (una parte di quelli che hanno difeso con fermezza e coraggio la sovranità aerea viennese continua sul banco del bar del Hotel President durante il torneo da giovedì a domenica), consumare con loro una robusta prima colazione dopo-festa/pre-partita e parlare di tattica, valutando lo stato di stanchezza dei singoli componenti della mia compagine. Dopo la prima colazione ero assolutamente ricaricato e pronto per la sfida per il terzo posto. In primo luogo ero assente alla visita alla Scuola di Mosaici sabato mattina perché ci vuole un pó di sonno prima di una partita importante. :-) E poi ho giocato tutto il tempo della finale per il terzo posto. Un capitano resta sempre con la sua squadra. Che abbiamo perso la gara con gli udinesi non era troppo sorprendente: quasi nessuno dei cari miei amici udinesi era presente alla festa di venerdì, mentre la gran parte dei nostri giocatori si aveva goduto tutta la serata. La prossima volta dovrebbero essere penalizzate per comportamento antisportivo le squadre che invece di partecipare alla festa vanno a casa dopo le partite del girone affinché tutti i giocatori si bevano una camomilla con miele prima di andare a letto non dopo le ore 21. ;-) Sono contentissimo che l´incasso dell´AC Vacile per il chiosco sul campo era piú che soddisfacente e che con i soldi verranno costruite tribune coperte ecc. Così l´anno prossimo ci sarà uno stadio bellissimo a Vacile, magari l´Udinese potrebbe finalmente giocare le partite casalinghe in uno stadio decente a Vacile - e non piú nello Stadio Friuli (magari i miei amici udinesi non troveranno divertente questa mia idea). ;-) Tutto sommato mi sono divertito bene a Spilimbergo! Alla prossima! Ancora grazie a tutti e di tutto! Un abbraccio forte. A presto. Stefan.
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Mi piacerebbe raccontarvi e descrivervi chi è Stefan Langer, il nostro nuovo grande Amico, ma preferisco lasciarvi il piacere di intuirlo da una semplice foto (qui a destra) che dice davvero molto... E' venerdì mattina, Stefan, prima di mettersi in macchina, puntualissimo, per partire alla volta di San Daniele, appende sulla porta a vetri nell'entrata del Grand Hotel President, per i compagni che sarebbero giunti alla spicciolata nel corso della mattina, i due fogli che vedete immortalati: indicazione dell'orario della gara, del campo sportivo, la formazione e... gli schemi di gioco!!! Vi prego, soffermate la vostra attenzione sul portiere... Stefan, sei un mito! Langer uber alles!!!
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P.S. (La foto ha comportato la revoca ufficiale del titolo conquistato dalla compagine di casa per "gravi atti di spionaggio calcistico". Però ne valeva la pena...).
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"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": i direttori di gara

. «L'ARBITRO» (di Vincenzo Fantuzzi) .
SPILIMBERGO (PN) - Un tributo per la riuscita del torneo va riconosciuta agli arbitri. Parte terza tra i contendenti, capaci però di condizionare sia l’andamento che il risultato della gara. Un ruolo difficile, anche nelle partite più semplici o, meglio, quelle cosidette “amatoriali”. Quante volte, da bambini, avete sentito un’impennata di voci, che vi ha distolto dal vostro gioco, salire verso il cielo non propriamente per tributare lodi? L’arbitro rappresenta per definizione, e nonostante l’aiuto dei Guardialinee, “un tipico esempio umano di solitudine - assieme al portiere, all’allenatore, al massaggiatore e al giocatore che tira un rigore decisivo” (Paolo Mattana). All’arbitro si chiede sempre di essere molto più all’altezza della situazione di quanto non ci si aspetti dai giocatori. Difficilmente la sua decisione riesce ad accontentare entrambe le parti sullo stesso fatto. Tralasciati gli epiteti con i quali lo si accoglie, ma soprattutto saluta, la figura dell’arbitro resta una di quelle cose che nel “da grande cosa farai?” trova difficilmente alloggio nei sogni futuri dei bambini. In ogni caso, meritano un’annotazione degna per il loro impegno, dedizione e professionalità. Qualche volta sbagliano, ma noi crediamo nella loro buona fede, soprattutto perchè il tempo che intercorre tra la decisione ed il fischio che ne segue è troppo breve per non esercitarla. E, quando fanno bene, come ripeteva mia nonna ”non serve dirglielo, perchè è il loro dovere”. Anche loro, infine, hanno interrotto il lutto e oggi si fregiano di casacche e tenute certamente allegre, più rassicuranti e divertenti. Certamente molto più di quella figura che De Andrè cantava nel suo “Il giudice” e che io ho sempre immaginato di un nero cupo. Qualche tempo fa, ho avuto occasione di leggere un piacevole racconto dedicato ad un arbitro epico. Qualcuno sarà capace di trovare delle similitudini in qualche gara giocata anche in questo torneo (oltre che in Chelsea-Barcellona!!!). A me, in realtà, piace l’ironia e l’umanità che dell’arbitro, molto da oratorio, esce da questo racconto, di Osvaldo Soriano, e che si trova in qualche raccolta in forma integrale. Allego alcuni brevi estratti del racconto, introdotti con le interessanti parole che un grande arbitro, in un anno che non conosco, proferì al mondo intero, sportivo e non: “...15 giugno. L' ex arbitro italiano Paolo Casarin diceva: "Gli arbitri lo sanno, vogliamo far vedere al mondo che il calcio è un gioco onesto!"... “…Fece uscire dal fischietto un suono stridulo, imponente e indicò il punto del rigore... Quando io giocavo a pallone, più di trent’anni fa, in Patagonia, l’arbitro era il vero protagonista della partita. Se la squadra locale vinceva, gli regalavano una damigiana di vino di Rio Negro; se perdeva, lo incarceravano. È chiaro che la cosa più frequente era il regalo della damigiana... L' Arbitro più coraggioso del mondo si chiamava Gallardo Perez. Dirigeva match di "futbol" in Patagonia, e davanti al suo fischietto si schierarono in campo le squadre di Barda del Medio e del Confluencia di Cipolletti. Il Barda del Medio era una squadraccia, inutile in trasferta, ma imbattibile in casa, perchè l'unica volta che aveva perso, l'arbitro, "troppo idealista, venne appeso a sinistri salici, irrigiditi e pelati dal vento"... Soriano, buon giocatore da ragazzo, era centravanti al debutto del Confluencia. Il capitano avversario, Giovannelli, l'avverte: "Ragazzo, attento a non fare troppo il fantasioso, perchè ti appendo a un albero". Il copione deve essere identico, vittoria al Barda del Medio e damigiana di vino del Rio Negro per l'arbitro Gallardo Perez. Che infatti, "...sempre più nervoso, espulse due dei nostri e assegnò due rigori agli altri. Il primo Giovannelli lo calciò sopra la traversa, il secondo colpì il palo". Quel giorno, come disse lo stesso Gallardo Perez, "non avrebbero fatto un gol neanche in una porta grande come l'arcobaleno". E' la più bella riga mai scritta sul gioco del calcio: non avrebbero fatto gol nemmeno in una porta grande come l'arcobaleno. Osvaldo Soriano la fa pronunciare ad un arbitro, Gallardo Perez, "vissuto realmente"... Gallardo Perez si batteva per la damigiana di vino del Rio Negro e per scampare alla forca sui salici. Barda del Medio Confluencia di Cipolletti finisce infatti con un gol segnato dallo scrittore Osvaldo Soriano che infila il portiere avversario dalle gambe a banana. La folla invade il campo, Soriano viene colpito con la valigia del massaggiatore, rompono le ossa a tutti, l'arbitro finisce in mutande, li condanna a strappare le erbacce per tutti. Uscito dal delirio Gallardo Perez investe Soriano: "Non imbatterti più nella mia vita". Soriano non resiste: "Ma ha convalidato il gol?". "Certo che l'ho convalidato... per chi mi prendi, stronzo, fanfarone... io non sono un fesso, quello era un gran gol". Mi indicò i due denti che gli mancavano: "Vedi? Questo fu un gol di Sivori in offside. Ora guarda un po' dove sta lui e dove sto io. Non c'è un Dio del futbol, ragazzo, non c'è un Dio. Perciò questo Paese è ridotto così. Di merda".
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"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": il diario di bordo

. «DOMENICA MATTINA: IL PENULTIMO SALUTO» (di Vincenzo Fantuzzi) .
TAURIANO (PN) - Domenica mattina, ci siamo trovati per il “penultimo” saluto – così dicono gli Spagnoli, per i quali non è ben augurante “bere l’ultimo”! Rispettate alcune caratteristiche già evidenti: ritardo sull’orario dell’appuntamento; numero inferiore di persone rispetto a quelle che si sono prenotate; una certa confusione e lentezza di riflessi... Per me, che non ho organizzato ma ho solo partecipato a questa splendida 1^ edizione di FOOD-BALL, l’evento è stato veramente grandioso. Ho avuto l’opportunità di rivedere persone che non vedevo da molto, di incontrarne di nuove e trascorrere piacevolmentetre giornate. Era un pò che non vedevo la squadra giocare. Mi è persino venuta voglia di entrare in campo. Ma mi è subito passata, solo vedendo il riscaldamento!!! Però bene, bello, bravi. Veramente bravi. Così si chiude la tre giorni eno-gastrononico-futbollistica. Il risultato economico non lo conosco, ma certo non sarà in moneta sonante che gli “Enrichi” e gli altri organizzatori (Paolo, Matteo, Alberto “Bogart” – il mio mito -, Andrea, Eugenio e quelli che non ricordo), saranno compensati. Leggo la mail che Toni ha mandato, una specie di spada che poggia sulla spalla di Enrico: l’investitura. Basterebbe questa mail, quella di Toni, non perchè le altre giunte e condivise abbiano meno valore, per ripagare – credo - il gruppo degli organizzatori. Il gesto dell’attribuzione della 2^ chiave è spettacolare e denso di significato. Gli “Enrichi” domenica mattina erano molto critici, dubbiosi, ma le mail che stanno girando - da un indirizzo all’altro - confermano, invece, l’ottimo risultato e l’alto gradimento che ha ricevuto la manifestazione. Torno alla domenica. Ci troviamo alla Steva del Marchi, che ne vale la pena. Uscendo dalla Cimpello-Sequals, sulla destra. Il proprietario ci ospita, come d’accordo, e ci guida gentilmente nella sua cantina. Prima e dopo si brinda a qualcosa, che va sempre bene e vale sempre la pena, tra asparagi raccolti in mazzo, salumi sul piatto e qualche bottiglia di vino. Copione già visto. Di calcio si parla poco. Salvo qualche annotazione e appunto. La finale, il rigore, i rigori restano per un attimo sospesi in aria. Faccio ad Alberto (De Zan), appena arrivato dalla Sicilia, ma con il desiderio di salutare in particolare Gualco da Roma, ma anche gli altri comapagni, un breve resoconto della tre giorni. Si rende conto che si è perso qualcosa. Di bello. Facciamo un pò di incetta di vino e arriva l’ora del saluto. Grandi abbracci e la macchina di Glauco che si avvia verso l’imbocco della Cimpello-Sequals. Mi viene in mente una cosa che ho letto da qualche parte e che pare accomunare l’immagine che ho impresso e alcune note del testo. “ ...Spesso, i popoli viaggianti portano con sè un semplice oggetto, facilmente trasportabile, che racchiude il significato di tutta la loro religiosità. Tra le tribù ...ci sono... cacciatori (calciatori?!?!) - raccoglitori... che nei loro spostamenti portano con sé un oggetto sacro...” – “...Il nomade, in tempi di emergenza, sa rinunciare ad ogni possesso, fatta eccezione per le cose più essenziali e trasportabili...”. La macchina si ferma una prima volta appena partita. Sistema il carico. Una seconda volta, dopo cento metri. La scommessa è obbligatoria. Infatti, si ferma una terza volta a risistemare il carico. Una scena da film... Tutto nei primi 200 metri... Una delle due taniche... perde... un oggetto... essenziale... facilmente... trasportabile... sacro... alla Steva del Marchi lo trovate... anche sfuso... bianco... rosso... Saluti a tutti. Vice.
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giovedì 7 maggio 2009

"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": il diario di bordo

. «QUI SPILIMBERGO»: sabato sera... .
VACILE (PN) - Rieccoci al chiosco a chiacchierare della finale, dei rigori, di quelli sbagliati e, tanto per cambiare, a sorseggiare le ultime birre della manifestazione... Purtroppo l'inizio ritardato della finale e l'appendice dei rigori, non consentono una sosta prolungata: l'appuntamento in Piazza Duomo a Spilimbergo è per le ore 20:00 ed oramai quasi ci siamo. Dopo aver salutato e ringraziato, già con un pizzico di nostalgia nel cuore, gli impagabili collaboratori del chiosco e lo splendido ambiente di Vacile, puntiamo a Spilimbergo. Alle 21:00 il buffet allestito nella loggia del Palazzo di Piazza del Duomo è già gremitissimo e... segnato dal passaggio delle cavallette! Per la cronaca, il numero dei commensali è di poco inferiore alle 200 unità (a fronte dei 150 preventivati): evidentemente gli echi della manifestazione si sono sparsi ovunque... La gente è raccolta, qualcuno seduto, alcuni sui gradini della loggia, molti in piedi... Verso le 22:30 il momento solenne delle premiazioni, con l'intervento delle massime autorità (Sindaco, Presidente della Pro Loco e... Pollini!), dei due omonimi organizzatori (uno impacciato e l'altro no) e di Cristina Lovison (trascinata a forza), fiore all'occhiello in rappresentanza della "spilimberghesità" più autentica. La classifica non esiste: ad ogni squadra viene consegnato un "trofeo" rappresentativo dello spirito della manifestazione (un ricco cesto di prodotti eno-gastronomici!), una targa ricordo ed un manoscritto confezionato ad hoc che celebra alcuni dei tesori nostrani. Infine il premio inatteso per il grande Stefan Langer, eletto uomo simbolo della manifestazione: un week-end per due persone a Caorle, offerto gentilmente dal Grand Hotel San Giorgio di Porto Santa Margherita (grazie mille Giampiero!). In chiusura i saluti, non prima della immancabile esibizione canora del Kaptàno, "Katodik Man", con un progetto per il futuro lanciato dal solito Stefan: il Torneo di Food-ball il prossimo anno a Vienna?
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"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": finalissima

. «IL KOALA ED IL BISONTE» (di "Er Cornacchia") .
VACILE (PN) - Dopo l’elefante e la farfalla, il gigante e la bambina, la gabbianella e il gatto, sono il bisonte ed il koala a formare la strana coppia nella finale per il primo e secondo posto di Vacile. A conti fatti saranno proprio Andrea De Col detto il Koala e John Celano detto Tatanka i grandi protagonisti di una finale che sarà ricordata a lungo per il clamoroso episodio finale che ha destato non poche polemiche: il fusto della birra sostituito con oltre 10 minuti di ritardo. Ma procediamo con ordine e ripartiamo dall’inizio, ovvero dal fischio che apre la contesa fra le due formazioni dimostratesi in effetti le più organizzate dell’intera manifestazione: il Potenza, dimostratosi tale non solo nel nome, ed il Pordenone della premiata ditta Pollini & Mazzarella. Partono bene proprio i naoniani, grazie soprattutto ai polmoni di un generosissimo Mazzoli, alle geometrie di un puntualissimo Stella e alla sapiente regia di Carletto Galasso. Nelle fila potentine, invece, si mettono in evidenza il libero n.6 (anche per le costanti e veementi proteste ad ogni intervento della terna arbitrale) ed il capitano Vito Mecca, vero e proprio faro del centrocampo rossoblù. La partita si caratterizza fin da subito per il grande tatticismo, molto combattuta nella zona mediana del campo, senza particolari sussulti per le rispettive difese, con i portieri praticamente inoperosi per tutti i 70 minuti di gioco. A rompere l’equilibrio, come spesso avviene in queste circostanze, è un episodio isolato occorso a 2 minuti dal termine, quando da un sospetto fuorigioco potentino nasce l’azione che consente proprio a Mecca di incunearsi nella difesa pordenonese e di trafiggere De Col in uscita. Il gol, festeggiatissimo dalla panchina ospite, sembra essere il clamoroso epilogo della finale… Ed invece, nei minuti di recupero, il veemente forcing dei neroverdi (per l’occasione in tenuta celeste) produce diverse mischie in area, con Tirelli e Ribetti a far valere la loro prestanza fisica. E proprio in occasione di una di queste mischie, “Ribo” viene stretto a sandwich dai centrali avversari, cade in terra e induce così l’ottimo Pennini a decretare la massima punizione nei minuti di recupero. Le accese proteste potentine non scalfiscono il direttore di gara, mentre dalla panchina naoniana, nella caciara generale di pubblico e giocatori, si leva una voce, ferma e perentoria: TATANKA. L’ordine di scuderia giunge direttamente dal team manager Pollini, mentre sulla panca pordenonese va in scena una squallida bisca semi-clandestina con giro di scommesse sulla zampata risolutiva del bisonte, entrato ad una manciata di minuti dal termine e dato 125 a 1 sul tabellino dei marcatori. E’ dunque Celano l’uomo scelto dai box per rimettere sul giusto binario una finale che sembrava già persa. Lui, sguardo fisso sul chiosco dei panini posto proprio dietro la porta avversaria, palla in mano e pallone sul dischetto (per questa è lecito ridere con una decina di secondi di ritardo) trattiene il respiro e asciuga con un gesto del polso il rivolo di sudore che sgorga dalla tempia e gli fende la guanciotta da bravo impiegato dell’Agenzia delle Entrate. Sulla linea di porta un uomo solo, pronto ad impedirgli la realizzazione. Oltre la porta una panca, con il padre che lo fissa e un cenno del capo lo benedice. Oltre il padre, l’imponente figura di Sarcinelli, con l’ennesima birra nella mano destra e la mano sinistra a stringere la gioielleria di famiglia. Oltre Sarcinelli i panini al salame e formaggio. Un fischio soltanto, che squarcia il silenzio irreale sceso nel frattempo sul catino vacilese e che fa eco come nel mitico film “Figa per la vittoria” (o era fuga???, vabbè, si è capito…). Un passo, poi due, poi tre… l’irrompere del Tatanka fa quasi tremare il terreno, è una progressione inarrestabile, poi l’impatto con la sfera e il solo fruscio della rete scossa da un fendente angolato e a mezza altezza! E’ l’1 a 1, con cui si concludono i tempi regolamentari e che accende i riflettori sull’epilogo più emozionante ed imprevedibile: i calci di rigore. Per i pordenonesi gli errori vengono commessi da Galasso, Casucci e Iodice, mentre i potentini sbagliano per ben due volte il match point, infrangendo i loro sogni di gloria contro il montante o direttamente contro le zampone di un koala freddo e concentrato, che urlando “chicccazzoèottokonrad” vola sull’ultimo pallone e mette la propria firma sul primo titolo dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Avvocati Pordenone 1979 nel trentennale della sua fondazione.
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"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": finale 3°-4° posto

. «L'INESORABILE INTERVENTO DEL 118!» .
VACILE (PN) - La finale per il 3°-4° posto tra Udine e FC Insolvenz Vienna è stata una gara che non ha riservato molte sorprese (4-0 per gli udinesi), per cui l'evento agonistico è scivolato in secondo, anzi, terzo piano. Deve aver inciso in qualche misura sul risultato la gagliarda prestazione offerta da una rappresentanza di viennesi, trainati dall'immortale "HighLanger", nell'infuocato venerdì notte. Ed eccoci alla lieta notizia: dopo una mattinata di apprensione, con una ridda di voci che si susseguivano tra contraddizioni ed iperboli a sfondo o religioso («E' morto!», «E' in fin di vita!», «E' risorto!»), ecco, per la gioia di tutti, giungere puntuale al campo di gioco il capo guida viennese, che a prima vista sembra addirittura palesare un discreto stato di salute. Tutto è bene quel che finisce bene. E a proposito di salute, si è conclusa felicemente anche la movimentata avventura dello sfortunato collega udinese, colto da malore durante la gara e trasportato in ospedale dall'ambulanza del 118: allarme rientrato e ritorno a casa in serata. Tanti auguri. Un ringraziamento di cuore alla tempestività del 118 ed all'avvenente dottoressa viennese che si è presa cura del malcapitato, confortandolo (e non solo lui...) con la sua presenza. Quando l'ambulanza è giunta al campo di gioco, si è notato al chiosco un fuggi fuggi generale, con gente che abbandonava frettolosamente i boccali di birra, per darsi poi alla macchia, mentre l'irreprensibile Langer, sorseggiando una bottiglietta d'acqua, si limitava a rassicurare il personale medico: «Ora sto meglio, grazie lo stesso...». Chiacchierando col mio nuovo amico Marco (lo spinatore del chiosco), apprendevo con piacere che con l'incasso della due-giorni l'Associazione Sportiva di Vacile intende acquistare un nuovo impianto di illuminazione, costruire delle tribune coperte e allestire una catena di negozi per il tempo libero (tutti rigorosamente forniti di apposito Bar).
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mercoledì 6 maggio 2009

"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": finale 5°-6° posto

. «STURMTRUPPEN» (di Vincenzo Fantuzzi) .
BARBEANO (PN) - Ci provo. Di quella squadra simpatica e allegra che attendeva l’inizio delle gare in quel di Barbeano, solo un giorno prima, non v’è traccia. Con Francesco (Maiorana) - purtroppo non ho letto i suoi appunti “postati” sul blog - abbiamo trascorso un piacevole pomeriggio nel corso della prima giornata. La qualità del calcio giocato non era eccelsa, ma il “clima” sicuramente divertente. Nel giorno delle finali, invece, Salisbugo alle 15.00 non è ancora in campo. Neppure al parcheggio. Finale della fine, mentre sull’altro campo – mi telefona Enrico – sta per inziare la sfida per il terzo e quarto posto. “Qui c’è solo un giocatore del Salisburgo”. Mi pare strano, ci diciamo! Di due campi uno era quello assegnato per il 5° e 6° posto – o hanno letto male o non si sono accorti di aver perduto due partite il giorno prima!!! Fa caldo e Roma (i Romani dell’Antitrust) si sta preparando con serietà al capitolo finale di questo primo Torneo. Si sono già cambiati, corrono il campo in lungo e in largo, tutti assieme; ripetono qualche schema, si riordinano. Forse non hanno avuto molto tempo, ma si sente nell’aria che scalpitano. Che vogliono fare bella figura. Giocarsela fino alla fine. La formazione è molto giovane e questa è una delle prime partite in cui si trovano a giocare insieme. Cercano lo schema e le posizioni da tenere in campo. La “tribù” che li segue è gioiosa, si mette in panchina, sorride, ride, prende in giro i propri giocatori, azzarda, scherza. Bambini e donne, in questo piccolo “colosseo” che è il rettangolo di gioco. L’attesa degli avversari si fa un pò noiosa. Finalmente, qualcuno della squadra avversaria, nonostante gli strumenti tecnologicamente avanzati, è riuscito a trovare, in qualche modo, la strada e a raggiungere il campo di gioco. Alla chetichella, arrivano i giocatori. Non hanno fretta, nè particolare desiderio di iniziare la gara. Non sembrano particolarmente dispiaciuti di essere arrivati in ritardo. Mi chiedono quanto dureranno i tempi regolamentari, mentre si cambiano. Se i tempi siano uno o due... e non lo seguiamo molto: nè io, nè l’arbitro, e tanto meno Matteo, che rimane sorpreso quanto noi, prima di prendere posizione e difendere la porta dei Romani. Gli spiego che si giocheranno due tempi... e mentre faccio il due con le dita, inzia a ridere e mi fa capire, con una serie di “nein”, che loro non sono in grado di affrontare la partita. Cerco di spiegargli un’altra volta. Ma non c’è nulla da fare. Questo ride e mi fa segno che non se ne parla neppure. Cerco tra le loro facce quella che maggiormente mi ispira capacità di comprensione, di cosa significhi rispettare l’organizzazione, il programma e gli avversari. BEEHHH!!!!! Leggo nelle statistiche dell’Economist per l’anno 2009, edite su “Il mondo in cifre” che l’Austria si posiziona davanti a noi per “Donne che usano moderni metodi di contraccezione”, nell’”Indice di sviluppo umano”, nella “Competitività globale”, nel “Consumo giornaliero di sigarette”, nell’ “Uso di superalcolici e bevande alcooliche”, nella classifica dei “Bevitori di birra”... insomma, un quadretto di “socializzazione” e divertimento piuttosto interessante, già visto con loro in altre occasioni come quella della spendida ospitalità ricevuta a Salisburgo, qualche anno fa. Degli amiconi insomma, come sembrano documentare questi due brevi e divertenti filmati. (You Tube: Superchamp & Otto Konrad - Wir Sind Die Salzburg Fans; Die Fidelen Technotaler & Otto Konrad - Almhüttn ). Ma qualcosa non torna. Mi avvicino all’arbitro, Vincenzo, grande! Mio omonimo che mima, duetta e con il suo accento del sud cerca di simpatizzare con gli austriaci. Nulla da fare. Inoltre, aggiungono entrando in campo, “non siamo neppure undici”. Tra me e me, cerco di capire come mai da ieri siano diminuiti! Cerchiamo una soluzione concordata con i Romani, che oltre che allegri, si dimostrano, nonostante un montante fastidio, assolutamente disponibili e capaci di un altruismo che, in seguito, pagheranno. Decidono, quindi, con un gesto di una generosità enorme, di prestare ai “colleghi” d’oltralpe uno dei loro migliori giocatori: un attaccante. Anzi, l’attaccante. Quello che, ancora, maggiormente si oppone, cercando di ridurre al minimo il tempo di gioco, è il portierone. Herr Otto non si riuscirebbe a smuoverlo neppure a cannonate!!! Peccato, perchè era da lui che ci aspettavamo qualcosa di più. La scena sarebbe quasi divertente se non fossimo un pò annoiati da questo comportamento eccessivamente fastidioso. Alla fine, per qualche strana alchimia, Vincenzino l’arbitro riesce a dare il fischio di inzio e questa scenetta patetica ha termine. La partita segue la premessa. Debbo dire la verità: se non fosse per la passione che ci mettono i Romani, e il gioco che permette agli austriaci il nuovo “acquisto”, sarebbe da stendersi sul prato e oziare. I Capitolini provano e riprovano, pur privi di una pedina importante che gli sta come una spina nel fianco della difesa, ad articolare gioco. Si vede qualche bella giocata e qualche triangolazione. Glauco, il nostro osannato gladiatore, cerca di mantenere la difesa in linea e coperta, organizzando il gioco e cercando di portare la sua squadra all’attacco. Si notano alcune preziose finalizzazioni da parte dell’attacco italico. Ma l’argine alzato dal monumentale difensore estremo è insormontabile. I supporter romani sostengono i propri beniamini, incitandoli continuamente e per tutta la partita. La posizione di copertura – ma il catenaccio non era una prerogativa nostrana!!!??? - tenuta dagli avversari, oltre all’unico schema proposto - rinvio lunghissimo del portiere a cercare il centravanti – finisce con il produrre il primo dei due gol che l’ottimo attaccante, ceduto dai Romani, realizzerà nel corso della partita. Non ci sono altre cose di particolare pregio, salvo sottolineare ancora una volta – e purtroppo sarà ancora troppo poco – la serietà e la generosità con cui la compagine capitanata dal mitico capitan Gualco, e ben rafforzata dai suoi splendidi colleghi non solo per la parte del gioco, ha condotto la gara. Non è stato facile accettare comportamenti che suonano così poco sportivi senza scaricare la tensione su avversari, arbitro o organizzazione e, anzi, al contrario, continuare a sorridere anche a fine partita. A questo proposito mi tornano in mente quelle parole che una teologa tedesca riportò al giornalista che le aveva chiesto “come racconterebbe a un bambino che cos’è la felicità?”. Disse: “Non glielo spiegherei, gli tirerei una palla perchè possa giocare!”. E che Eduardo Galeano, di seguito, chiosò annotando “che lo stile di giocare è un modo di essere, che rivela il profilo proprio e di una comunità... Dimmi come giochi e ti dirò chi sei...”. Grazie ancora, Roma.
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"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": il diario di bordo

. «QUI SPILIMBERGO»: sabato mattina... .
SPILIMBERGO (PN) - Sabato mattina: certamente il momento più drammatico della tre-giorni (anzi, per l'esattezza, quattro!). L'appuntamento per una ottantina circa di sciagurati è fissato alle ore 9:30 per la visita della rinomata Scuola Mosaicisti del Friuli. Anche oggi il sole splende alto in cielo: le raccomandazioni nei "quartieri alti" sono servite... L'indomito Sarci, delegato all'unanimità dall'organizzazione, è presente e puntuale come sempre, in compagnia del Presidente della Scuola e del Presidente della Regione accorso per l'occasione. Purtroppo però si registra qualche piccola, prevedibile defezione: degli 80 partecipanti annunciati hanno risposto all'appello ben... 10 personcine! La notizia più allarmante però è l'inverosimile assenza del presenzialista per antonomasia, l'emblema della puntualità e della precisione, Stefan Langer; una telefonata di Susy, la simpaticissima moglie, poco prima di mezzogiorno, ci porta qualche scarna ed inquietante notizia: «Stefan è rimasto in Albergo...». Vista la clamorosa defezione di massa alla Scuola di mosaico, convocato dal mio omonimo, mi scaravento sotto la doccia, mi vesto in fretta con gli abiti "vissuti" della sera precedente (rievocando, per eleganza e senso dell'igiene, Trinità dopo il bagno nella tinozza! ndr), raccolgo ciò che rimane della mia "presenza umana" e mi fiondo in paese alla caccia di qualche altro visitatore (alla fine compariranno una quindicina di potentini: benedetti!). Una volta ultimata la visita alla Scuola (grazie Presidente!), c'è il temporaneo sciogliete le righe ed ognuno scorazza liberamente per il centro del paese (con e senza "guide"), destreggiandosi tra le bancarelle di "Sapori d'Europa". Ancora nessuna notizia di Stefan: l'apprensione cresce, anche se per fortuna dagli ospedali della zona non giunge alcun riscontro... Dopo un frugale pasto, consumato insieme all'amara "medicina" (chiodo scaccia chiodo!), tutti pronti per recarsi ai campi di gioco per la disputa delle finali che avranno inizio dalle ore 15:00.... Che Iddio ci assista...
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martedì 5 maggio 2009

"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": il diario di bordo

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«QUI SPILIMBERGO»: venerdì sera e... venerdì notte!
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VACILE (PN) - Rieccoci dunque al chiosco, nella stupenda cornice di Vacile, con il sole che splende, il profumo dell'erba tagliata di fresco, mille graditi ospiti e... tanta tanta birra! La compagine naoniana si ricompatta con il rientro da Barbeano del quartetto delle meraviglie Sarcinelli-Gurnari-Fantuzzi-Rumiel: il primo ha fatto circa tre minuti di riscaldamento con la casacca udinese, l'ultimo ne ha fatti altrettanti in campo, infortunandosi. Ah, l'esperienza... La sosta "obbligatoria" e prolungata al chiosco produce i suoi frutti (o danni, a seconda dei punti di vista). Il mio coscritto Marco, nuovo amico incontrato per l'occasione, addetto alla spina della birra, comincia a lamentare i primi sintomi da "gomito del tennista" (o "epicondilite omerale dello spinatore": trattasi di sindrome dolorosa localizzata all'epicondilo laterale, secondaria all'insulto micro-traumatico dei tendini dei muscoli estensori del polso e della mano. E' una patologia degenerativa infiammatoria che, anche se abbastanza comune tra gli osti che operano in zone visitate da bevitori assidui, è sottovalutata a causa della sintomatologia spesso modesta nelle fasi iniziali. Al contrario, invece, è spesso invalidante anche a causa della frequenza delle recidive, indotte da quell'incedere incalzante delle ordinazioni tipico degli alcolisti. Scusate la digressione...). Il raduno dell'intera comitiva è fissato per le 20:00 al Grand Hotel President, dove ci attende una cena regale... Viennesi puntualissimi: alle otto sorseggiano già l'aperitivo di benvenuto. La sala è gremita, ogni cosa pare al proprio posto, anche se la vista è un tantino annebbiata: le vivande nel piatto, la bottiglia sul tavolo, qualche commensale già SOTTO il tavolo, il vino nel bicchiere, il bicchiere nella mano... Intorno alle 22:00 c'è un gradito momento musicale con il Maestro Davide che si esibisce al pianoforte, sebbene non ancora posseduto per intero dal demone dell'alcool, commuovendo l'attenta platea con le note morriconiane di "C'era una volta il west". Poesia pura... Grande! Segue momento solenne con discorso di Pollini (ed incursione dell'indisciplinato Cardona da Salzburg) e consegna delle magliette commemorative della manifestazione a tutti i presenti da parte dei due omonimi organizzatori. Poi il momento più temuto: verso mezzanotte, con la scusa banale del dessert, si scende nei sotterranei e la serata decolla! Si aprono le danze e fino alle 4 del mattino c'è modo di ammirare un'autentica parata di veri talenti: un superbo Diego Da Ros che reincarna il mito di John Belushi, l'ottimo Morreale che si "rodolfovalentinizza" in pista, un Blogger danzante in versione "molleggiato", un sinuoso ed ammiccante Rumnold, "Er Cornacchia" che improvvisa una sorta di "tuca-tuca" con la scatenata giudice viennese, un Brovedinho che, attingendo alla sua brasilianità, regala spaccati autententici del "Carnevale di Rio" e tanti altri ancora (scusate, i ricordi non sono propriamente nitidi). Ma certamente non dimentico infine la mirabile prestazione offerta dal generosissimo Stefan Langer, cuore di capitano in versione "barcollo ma non mollo", più volte applaudito dalla claque pordenonese appollaiata sul bancone del bar, immolatosi sulla pista da ballo e stoicamente presente fino alla chiusura... Alle 4:15, finalmente (!!!), gli ultimi residui umani vengono scopati fuori dai locali della discoteca dal personale delle pulizie... Un gran bel venerdì, non c'è che dire...
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"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": le gare di venerdì

. IL TRIANGOLARE DEL GIRONE "A" . VACILE (PN) - Il momento in cui l'aspetto calcistico del Torneo ha assunto maggior significato, si è registrato alle ore 15:00 quando le tre squadre di Antitrust, FC Insolvenz e Pordenone sono entrate in campo e sono rimaste abbracciate insieme, attorno al cerchio di centrocampo, per osservare un minuto di silenzio. Il pensiero, ispirato dal grande Gualco, è andato a tutti coloro che hanno sofferto per il recente terremoto in Abruzzo (qui in Friuli sappiamo bene cos'è il terremoto...). Le tre sfide che sono seguite, rispettivamente Antitrust-Avvocati PN 0-1 (galasso), Antitrust-FC Insolvenz Vienna 1-2 e FC Insolvenz Vienna-Avvocati PN 0-1 (tirelli), dirette da Ivan Pennini di Maniago, si sono svolte all'insegna dell'equilibrio (come testimoniano i punteggi) e, soprattutto, del fair play così com'era nello spirito della competizione. Il protagonista incontrastato del pomeriggio calcistico di Vacile è Lui, Giustino Lo Conte, il "Toro di Sora", classe '79, nato ad Ariano Irpino. L'apposita commissione del comitato organizzatore ha infatti eletto all'unanimità il "John Poncherello dell'area di rigore" (ricordate il telefilm "Chips" e l'agente dall'irresistibile fascino mediterraneo?), quale giocatore-simbolo della giornata, con la seguente motivazione: "Omo de area, Omo de core, Omo de parola!". Ma veniamo ai fatti. Dopo la presentazione del personaggio sulle pagine del Blog nelle scorse settimane, i riflettori erano puntati tutti su di lui. Ebbene, l'attore principe, dimostrando stoffa da autentico campione, non ha tradito le attese. Siamo circa a metà gara, il punteggio è ancora inchiodato sullo 0-0. Ad un certo punto il numero 9 dell'Antitrust (che veste in divisa granata) si rivolge con impeto ai compagni, li sprona, cercando di trasmettere loro la carica e chiede con insistenza di essere servito; la richiesta, reiterata più volte, viene infine motivata ai compagni con una frase che oramai rimarrà per sempre nella storia del Torneo: «Vi giuro che segno!!! Lo giuro!!!». «Ha sparato la minchiata!»: questo il frettoloso e superficiale pensiero che sicuramente ha attraversato la mente di tutti quelli che non lo conoscevano... Passano pochi minuti, il "Toro di Sora" riceve finalmente palla, fa ingresso in area e, dopo essersi destreggiato in mezzo a due marcantoni teutonici, lascia partire un destro al fulmicotone che si infila diretto all'incrocio dei pali! Il portiere è battuto, la rete si scuote, il pubblico esplode. Mai visto nel calcio! A quel punto la gara andava sospesa, con trasferimento in massa al chiosco per consumare una cerimonia collettiva... (ma, si sa, "the show must go on"). Io, cari amici miei, c'ero, ho sentito tutto con le mie orecchie e visto con i miei occhi... ero lì ai bordi del campo, con la macchina fotografica tra le mani, e guardavo attonito quel dito che si ergeva verso il cielo, mentre l'eroe rimaneva sommerso dall'abbraccio dei compagni...
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lunedì 4 maggio 2009

"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": le gare di venerdì

. IL TRIANGOLARE DEL GIRONE "B" (di Francesco Maiorana) . BARBEANO (PN) - Eccovi nella cronaca dettagliata dell'inviato Francesco "Ciccio" Maiorana il resoconto delle gare del triangolare disputato a Barbeano. .
POTENZA - UDINE 2-1 arbitro signor Campaniello di Spilimbergo Le due compagini sin dalle prime schermaglie dimostrano di voler ben figurare nel prestigioso torneo Food - Ball, tant'è che il ritmo della partita, nonostante il caldo, è di buon livello. I primi a farsi notare sono i giocatori friulani con il fluidificante Capomacchia che al 3' si invola lungo la fascia sinistra, si insinua all'interno della difesa avversaria ma a quel punto, conclude con un tiro-cross da dimenticare. Dall'altra parte, al 7' per il Potenza Mecca, che si può definire il più classico dei numeri 10, con un tiro dal limite cerca di impegnare il portiere udinese che non ha alcuna difficoltà a far sua la sfera. Si giunge così al 10' minuto quando con un preziosismo dei suoi Burelli, per la squadra udinese, riesce a liberare sempre Capomacchia al limite dell'area avversaria ma quest'ultimo, sebbene da buona posizione, cincischia eccessivamente con il pallone tra i piedi, per perdersi così in un bicchiere d'acqua facendo sfumare quella che poteva essere una pericolosa azione offensiva. Al 12' si sblocca il risultato, ancora Burelli, ben imbeccato da Visonà, si guadagna una punizione dal limite dell'area che Brosolo trasforma magistralmente in rete con una punizione a giro, certamente un colpo che gli appartiene. Da questo momento in poi, Udine sparisce dal campo e Potenza inizia a prendere il sopravvento. Al 14' ci pensa Laieta ad impensierire la difesa friulana, con un potente tiro dal limite, ma la conclusione viene respinta dentro l'area con la schiena da un avversario. Successivamente la sgusciante punta lucana, che neanche a farlo apposta porta il nome di Biscione, cerca di approfittare di un'incertezza del portiere udinese che, dopo un tiro dal limite, non trattiene al meglio la palla, ma la conclusione lambisce il palo e nulla più. Dopo queste avvisaglie giunge il goal del pareggio lucano con un potentissimo tiro dal limite di Panico che trovatosi al limite dell'area con la sfera tra i piedi non ci pensa due volte a scagliare la sfera sotto l'incrocio dei pali ove il portiere friulano non ci può proprio arrivare. Un vero eurogoal !!! Complimenti !!! Oramai il Potenza è padrone assoluto del campo mentre la compagine udinese si scioglie come neve al sole, tant'è che al 20' i lucani si portano in vantaggio. Rapido contropiede innescato dal solito Mecca che conquista palla a centrocampo, serve in profondità la punta Biscione che portatosi sul fondo crossa al centro dove si avventa sul pallone come un rapace il suo compagno di reparto, Roccanova il quale in scivolata anticipa l'avversario e sigla la rete del 2 a 1. Il vantaggio, nonostante le proteste della squadra udinese per una sospetta posizione di fuorigioco di Biscione, è assolutamente meritato. Ma i giocatori della squadra potentina hanno ancora birra in corpo ed imperversano all'interno della metà campo avversaria (a proposito di birra ... qualche tifoso dal chiosco, da par suo, in antitesi ai giocatori della compagine lucana dimostra, invece, di avere già tanta birra in corpo ...). Al 24' altro contropiede di Mecca che questa volta decide di fare tutto da solo e con una conclusione dal limite costringe il portiere ad una non facile deviazione in calcio d'angolo. Oramai la difesa friulana appare una vera e propria difesa presepe... Tant'è che dal successivo corner, tutti fermi come belle statuine… e Biscione nonostante la statura in qualche modo lo potrebbe penalizzare, tutto solo, colpisce la sfera non centrando però la porta, sprecando così la più classica delle occasioni da goal. Anche questo episodio non scuote i virgulti friulani, anzi! Al 32' è il portiere udinese a meritare gli applausi per due parate strepitose su conclusioni ravvicinate e consecutive di Biscione e Mecca. A quel punto l'arcigno difensore lucano Robilotta, evidentemente annoiato dall'inconsistenza dell'attacco friulano, decide di fare annotare il suo nome nel taccuino del preciso arbitro Campaniello facendosi ammonire per reiterate proteste dopo un evidente fallo a metà campo. Ma da lì in poi non succede più nulla, Udine nonostante la voglia non ha più idee per trovare la via del goal pertanto Potenza ha vita facile e così conquista la vittoria in maniera ampiamente meritata.
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UDINE - SALISBURGO 3-1 arbitro Campaniello di Spilimbergo Udine vuole riscattare la sconfitta patita con Potenza e, per questa ragione, parte all’arrembaggio, sorprendendo in qualche modo la squadra austriaca che, data l’età media più alta, sembra necessitare di qualche minuto di ambientamento. E’ così Grosso, il fluidificante di fascia destra della compagine friulana, che al 2’ mette paura alla difesa austriaca con un tiro dal limite che finisce alto sopra la traversa. L’azione suscita l’interesse di uno spettatore, sicuramente di spiccata origine spilimberghese, il quale, dal chiosco ove si trova, considerata la particolare altitudine raggiunta dalla sfera esclama “Alta ca si suiii…” (traduzione per i più “alta che si asciughi …”). Dopo questa amenità, torniamo al resoconto della partita, al 5’ è l’aitante Rumiel che, imbeccato in profondità da Brosolo, eludendo la difesa austriaca che forse lo snobba o forse no, si invola verso la meta ma dopo aver scartato il portiere, anziché puntare la porta si perde con il pallone verso la bandierina del calcio d’angolo e pertanto l’azione non sortisce alcun esito. Questa è l’ultima azione del guerriero Rumiel che, stante lo sforzo eccessivo, abbandona anzitempo il terreno di gioco. Al 6’ anche il Salisburgo si affaccia nell’area avversaria con il n. 10 il quale però, dopo una serie di finte conturbanti, si fa sottrarre la palla dall’attento Armellini. Immediato capovolgimento di fronte e Capomacchia, trovatosi al limite dell’area austriaca, dopo aver stoppato la palla, ed essersi girato, seppure a fatica, tira malamente sopra la traversa. Questa volta lo spettatore indigeno, sempre utilizzando il gergo locale, e sempre dal chiosco, si limita ad annotare l’azione di gioco con un “marrrrimmmèèèèè …”. Un minuto dopo, siamo giunti al 7’, Capomacchia si riabilita con un bel tiro rasoterra dal limite che il portiere austriaco non trattiene completamente permettendo così al “segugio” Gambini, peraltro ben appostato, di approfittarne per ribadire in rete seppure con l’ausilio del palo. Udine sembra controllare la partita agevolmente mentre Salisburgo si mette in evidenza soltanto con fugaci apparizioni individuali lungo la fascia come quando al 15’, sempre il n. 10 asburgico, dopo aver scartato agevolmente un paio di avversari si trova in prossimità della porta ma, evidentemente esausto per la cavalcata, si fa anticipare dal diretto avversario. Dall’altra parte pregevole azione del sempreverde Burelli che mette Visonà innanzi al portiere austriaco quando il n. 11 avversario, nel tentativo di anticiparlo, lo atterra platealmente, ma per l’arbitro Campaniello è tutto regolare. Ci perdonerà il direttore di gara, ma la sua decisione, ai più, è apparsa clamorosa. Come clamoroso è l’inaspettato pareggio del Salisburgo che va raccontato con dovizia di particolari, ma prima sedetevi … accendete una cicca … e magari apritevi anche una birretta… Siamo giunti al 25’ quando l’arbitro Campaniello fischia una punizione a favore del Salisburgo per un ingenuo fallo di gioco di Pesce. Punizione che, data la distanza siderale dalla porta, non sembra preoccupare più di tanto i difensori udinesi che, con estrema calma, si dispongono in barriera. Si avvicina alla sfera il n. 15 austriaco, il quale con fare concentrato pone la sfera sul punto indicato dall’arbitro e con passi ampi si allontana per prendere la debita rincorsa. L’arbitro fischia, nel frattempo gli spettatori dal chiosco, che si trova proprio dietro la porta difesa dall’estremo difensore udinese, non sembrano interessati più di tanto all’azione non ritenendola evidentemente di particolare pregio e continuano ad ordinare e trangugiare birre. Il n. 15 parte con sicurezza verso la palla per colpirla, ma calcia la palla a fatica. Dopo l’impatto la sfera, a differenza di quanto i più esperti conoscitori del calcio potessero pensare, raggiunge incredibilmente la porta avversaria dove si trova il portiere friulano già disteso a terra in attesa dell’arrivo della sfera. Il portiere riesce a deviare la palla, non si sa bene come, sulla traversa … la palla nel frattempo torna in campo, tra lo stupore di un tifoso al chiosco che casualmente rivolto verso la porta rimane rapito dal gesto atletico e fa scivolare la birra a terra, ne esce un parapiglia generale che merita, anch’esso, una descrizione a parte. Infatti, nella confusione generale la sfera, in prossimità della linea di porta, viene mancata da almeno quattro giocatori, dicasi quattro. Nella specie, i protagonisti nell’ordine sono: il n. 10 austriaco che nel tentativo di colpire la palla dà vita ad una giravolta su se stesso di livello, che ricorda ai più attenti il migliore Nureyev… il n. 3 austriaco che anziché colpire la sfera alza e contemporaneamente calcia una zolla dal terreno, zolla che, effettivamente, entra in rete, tant’è che il giocatore alza le braccia al cielo per esultare anticipando di qualche minuto il goal del suo compagno, subito dopo interviene il coriaceo difensore friulano Arsellini che, evidentemente infastidito dall’esultanza, invece del pallone, in un plateale gesto di stizza, scalcia la gamba del n. 3 ed infine, nuovamente il n. 10 austriaco che nel frattempo si era trovato ad aver terminato la giravolta su se stesso e scalciando a vuoto si esibiva in un altro giro… sempre su se stesso… sino a quando il n. 13 del Salisburgo, che sicuramente passava di lì per caso e che a qualche spettatore, data la capigliatura anomala, ha ricordato il noto psichiatra prof. Andreoli, sfiorava quel tanto il pallone da permettergli di entrare mestamente in rete sotto lo sguardo perplesso del portiere che si stava ancora togliendo dagli occhi qualche ciuffo d’erba della zolla scagliata dal n. 3… Un trionfo!!! Non solo per i giocatori del Salisburgo ma anche per i numerosi spettatori fermi al chiosco che, incuriositi dallo sguardo del loro compagno di bevute, per intendersi quello che poco prima aveva fatto cadere la birra a terra, si erano rivolti anch’essi verso la porta e, pur perdendosi l’inizio dell’azione, avevano comunque potuto apprezzare il successivo parapiglia che ne era scaturito. Uno spettacolo allo stato puro… Ma torniamo alla cronaca del match che oramai, in una sorta di perversione forse innescata dal rocambolesco goal del pareggio austriaco, si riempie di continui episodi che hanno dell’incredibile… Infatti anche l’arbitro, evidentemente geloso della ribalta assunta dal n. 13 austriaco, vuole dire la sua e fischia un rigore alla squadra friulana che lascia tutti basiti ad eccezione degli spettatori al chiosco che, oramai disinteressati del match, stanno ancora raccontando ai nuovi avventori il goal appena visto… Ma veniamo a raccontare il penalty. E’ il 30’ quando il talentuoso Brosolo dopo una serpentina in area avversaria scaglia la sfera verso la porta, il portiere avversario riesce a toccare la palla ma la devia verso il n. 13 austriaco, ebbene sì, il nostro prof. Andreoli, che passava di lì per caso anche se anche questa volta all’interno della propria area, colpendolo in maniera evidente sul fondo schiena, ma per Campaniello no! Si tratta di un netto fallo di mano! Tant’è che il direttore di gara, fischietto in bocca, si dirige, con fare deciso, verso il dischetto del rigore ed una volta giunto, con fare altrettanto perentorio, fischia per sanzionare il penalty. Burelli batterà il rigore e spiazzerà il portiere per il vantaggio friulano, ma questo esito non sembra interessare più a nessuno. Da quel momento in poi i giocatori del Salisburgo fanno partita a sé contro l’arbitro non curandosi di Anzil che tutto solo in area di rigore sbotta a rete infilzando l’incolpevole portiere avversario. La partita finisce lì. Da segnalare che quasi non ci si accorge del triplice fischio finale dell’arbitro in quanto tutti siamo intenti, compreso il cronista, a vedere i festeggiamenti che si stanno svolgendo al chiosco dove il famoso spettatore, continua a raccontare nei minimi dettagli, tra un sorso e l’altro di birra, il goal rocambolesco a cui ha assistito. Ai protagonisti di questo incredibile match che dire… grazie! Grazie di cuore!
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POTENZA – SALISBURGO 3-0 arbitro Campaniello di Spilimbergo Pronti via ed al 1° minuto di gioco eurogol di Roccanova che in contropiede, dal limite dell’area, calcia la palla in contro balzo, sfera che si infila all’incrocio dei pali! Chapeau! Ma il Salisburgo non ci sta ed al 5’ su punizione, che questa volta viene seguita con attenzione ed in religioso silenzio da tutti gli spettatori del chiosco, il n. 8 colpisce la parte alta dalla traversa provocando il disappunto generale degli spettatori ancora desiderosi di vedere una prodezza… diciamo d’altro genere… Al 10’ sempre Roccanova, in sospetta posizione di fuorigioco, si invola tutto solo verso la porta avversaria ma si fa ipnotizzare dal portiere austriaco. La partita scivola via pigramente, il Potenza si sente superiore e giochicchia al piccolo trotto. Nonostante ciò, considerato che il Salisburgo gioca sempre con la difesa alta, dove alta va inteso quale eufemismo, i giocatori lucani riescono sempre a rendersi pericolosi come con Venece che al 15’ da buona posizione spara alto sopra la traversa. Il Salisburgo si affaccia all’interno della difesa avversaria soltanto con una discesa del n. 10 che giunto in area di rigore non riesce però a concretizzare la pregevole azione. Al 20’ sempre il n. 8 del Salisburgo calcia una punizione impegnando in una non facile parata il portiere avversario ma oramai, gli spettatori del chiosco non badano più alle punizioni e continuano a bere birra consci che goal come quelli visti in precedenza non si vedono proprio tutti i giorni… Al 25’ sempre Venece non approfitta di un’incertezza difensiva degli austriaci e tira a lato. Diversamente dal suo compagno di reparto, il già noto Biscione che sempre su azione di calcio d’angolo, stante la clamorosa dormita della difesa avversaria, sigla agevolmente di testa. Il Potenza adesso concede spettacolo agli spettatori dal palato fino con la premiata ditta Biscione-Mecca che al 30’ duettano a centrocampo sino a quando Mecca involatosi verso la porta avversaria conclude a rete con un delizioso pallonetto colpendo la palla a giro e di contro balzo, rete! Siamo 3 a 0 per il Potenza! Che dire di Mecca, la classe non è acqua! La partita finisce qui, con il tripudio dei tifosi lucani che, al triplice fischio dell’arbitro, invadono pacificamente il terreno di gioco per festeggiare i propri beniamini che approdano meritatamente in finale. .

"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": il diario di bordo

. «QUI SPILIMBERGO»: venerdì mattina... .
SPILIMBERGO (PN) - La giornata inizia con un sole meraviglioso che splende in cielo e... con un leggero cerchio alla testa (i residui dell'intenso triangolare d'esordio disputato ieri sera...). Dopo aver radunato le truppe presso l'Hotel President, senza gravi intoppi grazie alla perfetta sincronia di tempi tra austriaci e romani (ostacolata solo in parte dalla differenza di fuso orario che penalizza i capitolini), c'è la partenza per San Daniele ove si consumerà il rito del saccheggio del prosciuttificio con la supervisione del trio di lusso Brovedinho-Montico-Rumiel. Nel frattempo i due omonimi organizzatori stazionano in loco, per le ispezioni dell'ultim'ora presso le strutture alberghiere (colonna sonora: Creedence Clearwater!), i campi di gioco e... non solo... sigh (difficile dimenticare la mia colazione alle 10:30 con brioche e prosecco!). Lo sfalcio dell'erba sui due campi è cosa fatta già intorno alle 11:30 e quindi c'è tempo per dedicarsi alla ricerca dell'Azienda Vinicola per domenica mattina (Steva Del Marchi a Tauriano! Ma anche qui si paga dazio... in bollicine!) ed al collaudo del chioschi presso le strutture sportive: particolare cura ed attenzione viene riservata al campo centrale di Vacile ove è stato installato un apposito stand con spina della birra (per il sottoscritto, la giornata si chiude lì, intorno alle ore 13.30, il racconto che segue è riferito de relato...). In vista dell'imminente inizio del Torneo, previsto sui due campi per le ore 15:00 (dopo il minuto di raccoglimento per ricordare gli sfortunati amici abruzzesi), la formazione naoniana si scinde per schierarsi tatticamente in modo da coprire adeguatamente l'intero scacchiere: Gurnari e Sarcinelli addetti al chiosco di Barbeano, supportati da Fantuzzi e Rumiel con incarichi (anche) fotografici; Iodice, Montico e Brovedinho (fotografo ufficiale della manifestazione) in quel di Vacile. Dopo le gare si ritroveranno tutti (o quel che ne rimane...) a Vacile. Tutto è pronto per iniziare...
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sabato 2 maggio 2009

"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL"

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Il triangolare "anticipato" (di "Er Cornacchia") .
ISTRAGO (PN) - Primo aggiornamento sulla serata di Istrago, che ha ufficialmente aperto il torneo forense di Food Ball. Nella splendida cornice dell'Osteria agli Amici di Istrago, di fronte alle massime autorità locali (l'Assessore Sarcinelli) ha avuto luogo il primo confronto fra Avvocati Vienna, Antitrust Roma e Avvocati Pordenone. La singolar tenzone si è disputata a tavola, su di un terreno ai limiti della praticabilità (baccalà, trippe, brovada, salumi, fagioli con la cipolla). Sorprendentemente (ma non troppo) le danze sono state condotte dagli austriaci, presentatisi all'appuntamento con puntualità disarmante da far invidia ai cugini svizzeri. Ottima la regia di capitan Langer, che ha fatto girare la sua squadra come un motorino senza mai perdere di mano un buon calice di bianco ed evitando di imbattersi in situazioni pericolose (specie quando i pordenonesi hanno provato a fargli bere del rosso...). Nella seconda metà di gara si mette in luce l'antitrust Roma, che pur senza troppe ombre sulle spalle schiera a sorpresa un giovane milanese (poi si apprenderà essere di Pavia) che per almeno un quarto d'ora diventa il protagonista assoluto con la giocata più efficace della serata (l'aneddoto della trombata mancata). L'exploit della giovane punta romana dura però assai poco, condizionato dall'ammonizione ricevuta per abbigliamento non regolamentare (nella circostanza è parso poco sportivo il suggerimento del pordenonese Rumiel). Sempre per Roma vanno segnalate le ottime prestazioni dell'affidabilissimo Gualco e l'ottimo impatto sul torneo avuto dalla sig.ra Norma, che dall'alto della sua esperienza ha spazzolato tutto commentando le differenze fra la cucina inglese, romana e spilimberghese. Ma il punto decisivo della prima serata è stato messo a segno dal Pordenone che nel momento topico si è affidato ad un "bomber della tavola" di razza. Quando ormai tutti pensavano ad un giusto pareggio, improvviso cenno d'intesa fra l'oste e Sarinelli, con quest'ultimo lesto al cambio di passo con cui lascia sul posto i bicchierini da ombra e tenta l'affondo pasteggiando con boccali da mezzo litro di bibitone (poca acqua e tanto vino rosso). Attoniti i commensali avversari, che non hanno potuto fare altro che assistere al pezzo di bravura del padrone di casa senza possibilità di replica. Solo nel finale, in piena zona cesarini, Roma accorcia le distanze con lo spunto del solito Gualco che ordina un giro di grappe finale per i suoi. Da Istrago, per il Blog, Gianduia Vettorello.
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"1° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL": il diario di bordo

. «QUI SPILIMBERGO»: giovedì sera "Agli Amici"...
ISTRAGO (PN) - Il Torneo è partito sotto i migliori auspici! Partiamo dalla fine: su tre degli Hotel impegnati dai graditissimi ospiti, ben due hanno visto i rispettivi titolari, molestati nel cuore della notte, uscire dalle proprie abitazioni in pigiama per consentire l'accesso alle camere dei colleghi di Potenza e Roma. Un ottimo inizio, non c'è che dire... La serata si è consumata ad Istrago, presso la "Trattoria agli Amici", con i viennesi, sapientemente condotti dall'immanente Stefan Langer, che si sono presentati puntualissimi ad ora di cena, ed i romani, accompagnati dalla rappresentanza di casa, in cospicuo ritardo. Merita una segnalazione la presenza dell'ospite a sorpresa introdotto dall'ottimo Sarci: il "Maestro" Davide, che ci terrà compagnia per l'intera tre-giorni; il simpatico artista, letteralmente posseduto dal demonio nella prima parte della serata, si è contraddistinto per quel suo ipnotico ed inquietante ritornello, rivolto a chiunque gli capitasse a tiro: «Cosa beviamo?!?». Infine permettetemi una brevissima parentesi personale: un regalo graditissimo ed inatteso, i miei genitori che presenziano con un'incursione di 5 minuti per dare la benedizione alla serata inaugurale del Torneo... Grazie mamma, grazie papà... La cena si è svolta all'insegna del fair play, con un sodalizio finale tra le rappresentanze delle tre squadre (Vienna, Roma, Pordenone), suggellato al banco del bar a suon di digestivi. Serata conclusa alle 02:00, con ritrovo al mattino seguente alle 10:15 per la visita al prosciuttificio... Siamo partiti col piede giusto...
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