Gualco
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Blog Ufficiale (rigorosamente umoristico!) della squadra di calcio degli Avvocati Pordenone
ROMA - Ricompaio sul blog dopo un’assenza che durava più o meno da maggio, affogato come sono dalle 2.550 cause sul ruolo che mi trovo (con 1200 nuovi ingressi annui).
Vi sarete chiesti e, se non ve lo siete chiesti, vi rispondo lo stesso: che fine hanno fatto i leoni dell’Antitrust Roma?
Come già vi ho informato, a maggio abbiamo strapazzato l’omologa Autorità tedesca, con un bomber che non conoscete: Quaglieri, detto anche Re Roberto.
Poi la pausa estiva e, da fine agosto, la solita sgambata del giovedi sera, quest’anno al Pantegan’s Stadium (abbiamo dovuto abbandonare il circolo della Polizia per una questione di mancato accordo sui diritti televisivi, come potrete immaginare).
Nei primi due week end di ottobre siamo stati impegnati in un torneo di calcio a 5 tra istituzioni, del quale devo per forza dirvi due parole.
Il 3 ottobre, sabato, abbiamo affrontato niente popo’ di meno che la rappresentativa del… Vaticano!!!
Dopo una cazzata del nostro portiere che ha incassato un gol da metà campo, per una volta ordinati, per una volta duri, per una volta facendo girare la palla, per una volta lucidi sotto porta (con Re Roberto), abbiamo ribaltato il risultato chiudendo in difesa e proteggendo sino alla fine il 2-1 (addirittura difendendo alti). Qui, mi aspettavo la rottura del Concordato del 1929 ma, invece, la cattiva sorte che a volte tormenta chi si mette contro certi poteri, si è rivelata sotto altre spoglie.
Sicuramente è un caso ma…
Sabato 10, alle 10, semifinale contro la Camera (badate bene: il torneo si svolgeva al Circolo Montecitorio, quindi non certo a casa nostra). Alle 8,30 dato il diluvio che affligge Roma dalla notte precedente, ci chiama l’organizzatore e avverte: partita rinviata.
Facciamo in tempo a bloccare Clooney Merlino che stava per partire da Latina (più di 80 Km).
Alle 9,45 Toninho D’Ambrosio viene richiamato: “La squadra della Camera è qui. Vogliono giocare, se non vi presentate, partita persa”. Già partito, nel mentre, io per Frosinone e non partito da Latina Clooney, chiediamo un rinvio almeno all’una. Naturalmente differimento non concesso e partita persa a tavolino, nella più ridicola delle farse. Mi viene in mente Toni e la sua bandierina: a lui non l’avrebbero mai fatto!
Ma adesso si guarda al futuro.
Sabato 28 novembre, al Pantegan’s Stadium, alle 11, quadrangolare di calciotto interno all’Antitrust, con semifinali e a seguire finali.
Parteciperanno:
1) Spilimbergo, orfana del bomber Toro di Sora (disperso da fine agosto, quando alzò il dito al cielo per due volte) ma con Malinconico (incerto fino al fischio… di chiusura!!!), il rientro, dai tempi di Spilimbergo, di Tacchiventuri - il quale, diventato padre per la seconda volta, non era più venuto - Clooney, al solito, infortunato per due terzi e, ahimè, Morreale determinatissimo a esserci. Ma la squadra ha lo spirito giusto. Pensate che Ceschèl (è tornato a Orsago e quindi l’accento si è rispostato sull’ultima) viene giù apposta. Chi l’avrebbe mai detto che c’è gente che si fa 600 chilometri per una partita e una mangiata con gli amici?
2) Minuto Rizzo, dal cognome del capitano della squadra, giocatore veramente forte, una specie di Krol dell’Antitrust. E’ la squadra favorita, anche perché ha messo in lista dei nomi sconosciuti e tutto lascia presagire che siano buoni, se è vero che i nuovi sostituiscono altri che erano gli unici abbordabili.
3) Legal: una squadra di avvocati che frequenta il mondo Antitrust. Abbiamo prestato loro Quaglieri e soprattutto Paolone, il quale sta giocando alla Balbo dei tempi dell’Udinese. L’unico avversario, forse, alla nostra portata.
4) Stagisti: che dire? Il più vecchio ha 31 anni e un paio giocano o hanno giocato di recente in squadre vere. Se la batteranno loro con Minu
to Rizzo. Ma Toninho ha piazzato un colpo da maestro: ha ceduto loro Er Fenomeno, che molti di voi ricorderanno per le epiche gesta di Spilimbergo. E ha pure organizzato un finto referendum via mail per far sembrare all’interessato e a tutti che sia stata una mossa decisa democraticamente!
Personalmente mi sono occupato della prenotazione dei campi (Andrè, venimo tutti i giovedì, me devi fa’ n prezzone. Ricordete che semo cresciuti nello stesso quartiere) e degli arbitri (Angelo, nun me poi dì de nò. Devi venì a arbitrà, sabbato). Avevo anche suggerito a Toninho: “Er sorteggio soo combinamio da per noi, se mettemo co’ i Legal), ma purtroppo, la sorte burlona e la troppa onestà di Toninho ci hanno consegnato i Minuto Rizzo.
Abbiamo solo due certezze. La prima, il terzo tempo. Proporrò un tonnarello cacio e pepe da Gianni, amico di sempre.
La seconda: stasera tutti in ritiro! Omessa la formalità non essenziale (la sgambata del giovedi), lo staff si vedrà direttamente davanti a una grigliata per preparare al meglio l’incontro.
Se vi interessa, vi farò sapere come sarà andata, con corredo fotografico.
Per adesso è tutto: un caro abbraccio a quel mondo lontano che, da qui, si va appena delineando all’orizzonte.
Gualco
ROMA - La storia si ripete. Loro costruiranno forse automobili migliori, avranno pure servizi pubblici migliori, sono certamente più seri. Ma nel calcio, come si dice da queste parti, nun c'é trippa pe' gatti. Nel pomeriggio Toninho aveva caricato l'ambiente, con svariate mail urbi et orbi nelle quali diramava formazioni che cambiavano in continuazione e che davano il polso di un ambiente in fermento per la ricerca della prima, storica, vittoria. L'unica certezza: Piazza avrebbe dovuto abbandonare alle 20,15 (kick-off alle ore 20) per precedente impegno calcistico; Gualco avrebbe dovuto arrivare proprio alle 20,15, perché dalle 19 alle 20 aveva una partita cruciale, a calcetto, dall'altra parte del Tevere e c'era assoluto bisogno dei tre punti per andare avanti.
La cronaca.
Si comincia con puntualità tedesca: il catino del Centro sportivo della Polizia di Stato conta una cinquantina di presenze sugli spalti; più rumorosa la componente ospite. Toninho, in versione Scolari, dispone di tre pedine fondamentali assenti a Spilimbergo: Stefano Angelini al centro della difesa, l'unico vero giocatore di calcio del gruppo, anzi, a mio modo di vedere, il gioco del calcio (assente nella kermesse friulana per un matrimonio, il suo, il terzo!); Marco Benacchio, ala inesauribile dotata di piedi ottimi, che a Spilimbergo non era venuto perché diventato padre troppo di recente; Roberto Quaglieri al centro del campo - il quale nel corso dela serata salirà al trono - torna nel gruppo dopo aver saltato il Food-ball perché coinvolto in due comunioni. Non potendo mantenere il riservo oltre l'ingresso in campo, Toninho Scolari, esemplare in completo grigio malgrado i 30 gradi della capitale alle 8 di sera, svela la formazione. Il mister schiera: Andrea Pezzoli tra i pali, al rientro dopo 10-15 anni (diciamo subito che sarebbe esagerato dire che non ci ha fatto rimpiangere Er Cornacchia); difesa a tre: Angelini al centro, Piazza a destra, Denni a sinistra (diciamo subito che risente ancora dei postumi dei festeggiamenti per la vittoria in Coppa Italia. Dovete cap
irli, non capita loro spessissimo di vincere un trofeo). Centrocampo a tre: Quaglieri al centro (salirà al trono nel corso del match), Benacchio a destra, Roberto Del Moro a sinistra. Unica punta: Clooney-Merlino. Ideale la collocazione di Morreale. Arbitro. Pronti via e l'Antitrust Roma va in vantaggio. Poiché in quel momento stavo montando in macchina (reduce da una vittoria per uno a zero, marcatore Gualco!!!), me lo sono fatto descrivere dal protagonista e mi limito a riportare la sua versione. Così Clooney: "Nel mio solito impeto di generosità, non potendomi sottrarre all'istinto di mettermi al servizio della squadra, mi trovavo al limite della nostra area quando ho contrastato un tiro del centravanti avversario. Sottrattogli la sfera, gli avversari l'avrebbero recuperata solo poco dopo, in fondo al sacco difeso dal loro incolpevole portiere. Il primo l'ho scartato con il mio dribbling largo di esterno sinistro, il secondo l'ho fulminato facendogli passare, con il sinistro, la palla alla sua destra e girandogli intorno dall'altra parte. Il terzo l'ho incontrato al limite dell'area e gli ho fatto il tunnel. Lì, in area, ho anticipato il portiere che mi si scaraventava incontro e con un tocco lieve e gentile con la punta del mio magico sinistro ho fatto rotolare lentamente la sfera in fondo alla rete.". Messa in questi termini, devo essermi perso un gran bel gol. Arrivo e parcheggio di fronte al campo e, data la massiccia presenza femminile sugli spalti, decido di non cambiarmi in campo e mi nascondo dietro al baracchino in legno. Levo la divisa blu, indosso quella granata, guadagno il bordo campo e faccio giusto in tempo a gustare l'inizio dello show di Quaglieri. I tedeschi sono ancora tramortiti dalla prodezza di Clooney (che resterà isolata, é onesto dirlo): Angelini imposta, Quaglieri riceve al centro del campo, spalle
alla porta e di interno destro apre di prima a Benacchio che brucia il rivale straniero sulla fascia. Arriva sulla tre quarti, tergiversa e lascia partire una rasoiata rasoterra sulla quale Clooney fa velo liscio. Chi si avventa per primo sul pallone? Penso all'assenza di Quaglieri dal gruppo a Spilimbergo, lo vedo gettarsi con furore sulla pelota e mi viene in mente il vecchio e saggio Rafiki de "Il Re Leone", quando dice di Simba: "Il Re é tornato". Due a zero. Dopo i dieci minuti di gloria degli italiani, i tedeschi reagiscono con rabbia ed imprimono al match un ritmo asfissiante. La difesa tiene bene. Sono le 20,15 e Piazza dà seguito ai programmi con puntualità napoletana: si trattiene in campo. Proprio dal suo piede parte il passaggio per Benacchio che crossa: Re Roberto, sfruttando la rincorsa, proviene dalla tre quarti, si arrampica sopra i capoccioni biondi degli avversari e anticipa tutti di testa, portiere compreso. E sono 3! Nel tripudio generale per il risultato e sotto l'assedio degli ospiti, spronati da una tifoseria degna del Brasile ai mondiali, entro ed occupo la corsia di destra. Teniamo duro ancora un po', non usciamo dalla metà campo e ripartiamo: Angelini dà a Gualco, che scambia con Benacchio e si invola sulla fascia; lì il nostro, giunto a tu per tu con il portiere, alza gli occhi e vede maestà solo in mezzo all'area. E' tripletta, con il sovrano che appoggia di piatto rasoterra e ringrazia il suddito. 4-0. Il pressing dei biondi dà i suoi risultati, ma c'é chi, di noi, la vede diversamente e, nell'intervallo, descrive così il 4 a 1. Così Denni: "Ma quale pressing, non esistono. Ho fatto una cazzata, gli ho dato la palla solo di fronte al portiere e quello ha segnato". Stavolta c'ero e, tranne che per la sua lazialità, come sempre non posso non essere d'accordo con Denni. Nella ripresa proviamo il 2-3-2; io e Denni dietro, centrocampo come nel primo tempo (da destra: Benacchio, Quaglieri e Del Moro) e, davanti, Clooney e Spongano (grandissimo ex giocatore). Il 2-3-2 si trasforma, dato il nostro estremo e consueto rigore tattico, in un 1-2-4, con Denni che interpreta il suo ruolo (di difensore) da ala di punta ed i soli Benacchio e Re Roberto a correre lì in mezzo. Facciamo una fatica bestiale a tenere e a metà del secondo tempo subiamo il 4-2. Anticipo il centravanti, supero due con un contrasto, resisto a una carica e irrompo nella tre quarti avversaria a tu per tu con il portiere. Sento un fischio e mi giro: "Cazzo, Giusé, e damme er vantaggio!". La risposta di Morreale, che me l'aveva promessa, mi sbigottisce: "Due, calmo con le parole, lei ha strattonato l'avversario: stia pure in silenzio se non vuole accomodarsi fuori". I tedeschi assistono un po' s
orpresi al dialogo in una lingua a loro estranea. Cambio dell'arbitro: esce Morreale e entra Policarpo Dragonetti. Dopo 4 passi assegna un fallo laterale ai tedeschi. Toninho non ci sta e alle vibranti proteste segue il rosso diretto. Fatichiamo tutti, tedeschi e italiani, a non ridere. Così anche pochi minuti dopo quando Clooney, ormai assente dall'inizio della ripresa, su uno scatto da fermo... si stira prima di scattare. Esce e ci lascia in inferiorità, ma passare dall'1-1-4 all'1-1-3 non é poi un salto nel buio. Negli ultimi minuti la stanchezza allarga le maglie. I nostri solisti lasciano praterie agli avversari ma finalizzano. 5-2 di Del Moro, 5-3 di un tedesco lasciato solissimo, 6-3 di Benacchio. Punizione dal limite battuta alla Platini da un tedesco e 6-4. Chiude Del Moro all'ultimo secondo: 7-4. Arriva il triplice fischio che aspettavamo da quando abbiamo costituito la nostra armata Brancaleone. La prima vittoria. La serata incorona Re Roberto I.
Gualco.
ROMA - Ognuno di noi italioti calciofili porta nel suo cuore una partita particolare, resa speciale dalla posta in palio o dalla prestazione degli Azzurri ma il match che tutti ci accomuna nell’orgoglio e nell’ammirazione rimane sempre l’epico scontro di Città del Messico del 17 giugno 1970 (http://www.youtube.com/watch?v=cBSilKqsakc). Dal fischio finale di quella partita nulla fu come era prima ed Italia-Germania è diventato a tutti gli effetti il derby d’Europa. Per questo siamo lieti di iniziare la serie (speriamo lunga) di partite di calcio tra autorità europee incontrandoci con i colleghi del Bundeskartellamt di Berlino:
Le le SS.VV. sono pertanto invitate ad assistere alla partita di calciotto che si svolgerà tra le rappresentative dell’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato (Roma) ed il Bundeskartellamt Berlino, martedì 19 maggio, a partire dalle ore 19.00, presso il circolo della polizia.
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