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martedì 31 maggio 2011

AVVOCUP - La finale vista da... Bassano! (di Marco Santarcangelo)

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Marco Santarcangelo (Bassano): "AVVOCUP 2011 AL SUO EPILOGO: E’ VICENZA A SOLLEVARE LA COPPA. BASSANO VICE CAMPIONE".
E così si chiude anche la sesta edizione dell’Avvocup e Bassano ha stavolta davvero sfiorato il colpaccio! Se all’inizio del torneo qualcuno avesse scommesso un Euro su Bassano finalista forse non ci sarebbero state puntate, ma quando sono iniziate le partite lo Jus Sport si è scoperta squadra bella, tenace e ben equilibrata. Di match in match aumentava la consapevolezza nei propri mezzi finché si è ritrovata prima nel suo girone con tutte vittorie e solo un pareggio (quello nel primo incontro con Venezia). Quando poi è scoppiata la “bomba” (Padova eliminata!) allora è davvero maturata la consapevolezza che forse questa era la volta buona. Magari era l’anno giusto per lo Jus Sport e sì, forse si poteva per la prima volta alzare la coppa! Questa consapevolezza è forse stata anche la condanna dei giallorossi perché ha scoperto un nervo dolente all’interno del bel gruppo di Bassano: la paura di vincere! Già dalla semifinale con Bergamo infatti si è notato che la fluidità di gioco che aveva sempre contraddistinto le manovre dello Jus Sport è venuta a mancare; senza nulla togliere al valore degli amici di Bergamo (che invece dalla loro hanno dimostrato di saper lottare fino alla fine e lo si è visto anche nella finale terzo-quarto posto…) già in quell’occasione, seppur giocando tra le mura amiche dello Stadio di Travettore, Bassano ha sofferto ed ha rischiato con la lotteria dei rigori. Per fortuna la semifinale è stata archiviata con una bella festa, ma tutti sapevano che poteva finire diversamente! Giunti quindi alla finale con Vicenza in un derby inedito per il primo posto, non si poteva certamente negare che lo Jus Sport ci credeva. La partita si poteva vincere e sarebbe stato un coronamento perfetto per un percorso golfistico praticamente senza handicap. La storia invece è stata diversa… Ha vinto Vicenza e non ha rubato nulla. Una finale a dire il vero avrebbe meritato ben altra intensità ed emozioni mentre le occasioni da gol sono state davvero poche, da una parte e dall’altra, mentre il gioco è risultato frammentario e spesso inconcludente, da una parte ed anche dall’altra. Ne è uscita una partita “bloccata” con Bassano in preda ai suoi timori e Vicenza più attendista, ma anche più concreta. La cronaca poco ha da raccontare e chi scrive ne ha poca voglia. Basta dire che il pareggio alla fine dei tempi regolamentari è risultato giusto e che i rigori hanno punito lo Jus Sport. Delusione? Tanta. I ragazzi (de na volta) avrebbero davvero voluto regalare questa gioia al Presidente che se la meritava per tutto l’impegno e la fatica profusi in questa manifestazione per tutti questi anni. Trasferte in autobus, abbigliamento dedicato, organizzazione terzo tempo, presenza costante di molti giocatori e panchina lunga in tutte le gare non sono cose che cadono dal cielo. C’è sempre qualcuno che si occupa di trovare sponsor, di chiamare a raccolta tutte le “pecorelle” del gregge in occasione delle partite. Il “segreto” di questa squadra è questo: grande (in tutti i sensi) gruppo e massima considerazione e rispetto per tutti gli impegni e con tutti gli avversari. Bassano è un Foro piccolo e se su sei edizioni ha raggiunto due finali deve esserne orgogliosa e ringraziare soprattutto il suo Presidente Nereo Merlo. Alla fine della partita avevano ragione i vicentini molto “simpaticamente” a cantare: “volevate vincere, l’avete presa nel c…!”. Sì, Bassano voleva vincere e non c’è niente di male in questo: fino a prova contraria è lo scopo del gioco! Lo Jus Sport ha perso ai rigori, ma esce vincitore morale di questa edizione senza aver mai perso con nessuna squadra. Ci riproverai l’anno prossimo Bassano e, sempre e comunque, FORZA JUS SPORT!
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lunedì 30 maggio 2011

FINALI AVVOCUP - Bergamo Lex sul podio...

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Finale 3°/4°
BERGAMO - TREVISO 7-6 d.r. (3-3)
(brugnaro [tv], regazzoni [bg], casagrande [tv], regazzoni [bg], rillo [bg] rig., conselvan [tv])
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Luca Cerullo (Bergamo): “La Bergamo Lex, alla sua quinta Avvocup, conquista meritatamente il 3° posto in classica superando Treviso ai rigori: dopo il secondo posto in un Campionato Nazionale Forense negli anni ’80, si tratta del miglior risultato di sempre. Il percorso di avvicinamento alla finale per il 3°-4° posto, tuttavia, non è stato dei più agevoli per i Bergamaschi. Lotte intestine ed estemporanei raptus di follia hanno rischiato di minare la coesione del gruppo, tenuto unito dallo spirito indomito di Sua Eminenza Mazzariol, il terrore dei rigoristi del Triveneto. E così, nonostante la prematura morte calcistica di alcuni (Gelmini e Manzoni), gli infortuni di altri(Guarino, Scudeller, Fattorini), gli impegni mondani di Pizzoccheri, la partecipazione alle nozze reali di Fachinetti e Cagnazzino, i doveri nascenti dalla patria potestà di Zesi, lo studio matto e disperato di Longobardi, i doveri coniugali di Baruffi, la Bergamo Lex è riuscita a far scendere in campo 11 giocatori. I Leoni di Padova sono: Mazzariol, Birolini, Bonomi, Furlanetto, Galatti (difesa), Di Dio, Rillo, Colombo, Cerullo(centrocampo), Cagnazzone, Regazzoni (attacco). Mister Rillo decide di spostare Colombo in mezzo al campo e retrocedere Furlanetto al centro della difesa, ma la manovra orobica nei primi minuti di gioco è poco fluida e Treviso subito ne approfitta. Al 5’ del primo tempo passa in vantaggio con un’azione fulminea in contropiede: una palla in profondità sulla fascia destra scavalca centrocampo e difesa consentendo ad un avanti trevigiano di trafiggere Mazzariol. La Bergamo Lex, seppur scossa, reagisce ed inizia a macinare gioco in ogni settore del campo. Bonomi, coadiuvato da Furlanetto, è PADRONE della difesa. Il primo distrugge il gioco avversario e costruisce gioco con uguale maestria; il secondo guida i movimenti difensivi ed imposta il gioco. Sulle fasce, a destra Birolini ricorda, per chioma e movenze, il miglior Attilio Lombardo; a sinistra Galatti, nel ruolo inedito di terzino, si ispira all’ Amedeo Carboni del periodo Valenciano e regala scampoli di classe ad una fascia sinistra solitamente più operaia e muscolare. A centrocampo Cerullo, esterno alto di sinistra, si trattiene in attesa di dare il meglio di sé nel secondo tempo. Sulla destra Di Dio si produce nella sua miglior prestazione di sempre: contrasta, corre ed ispira le azioni di gioco più pericolose. In mezzo al campo Rillo dispensa classe e predica il bel gioco, mentre Colombo intimidisce gli avversari con la sua possanza. In avanti Cagnazzone coadiuva al meglio un Regazzoni in forma regale. E' proprio grazie a quest’ultimo che, al 20’ del primo tempo, la Bergamo Lex pareggia i conti con Treviso finalizzando un’azione costruita da Rillo Di Dio e Luca Cagnazzo: passaggio in profondità e tiro di regazzoni, ad incrociare sul palo lungo, per il momentaneo pareggio. Sull’1-1 Bergamo continua a premere sull’acceleratore e, con un’azione fotocopia, sempre con Regazzoni coglie il palo alla destra del portiere. La corsa di Bergamo si arresta però quando Treviso la costringe ad una sosta improvvisa approfittando di una maldestra respinta: un centrocampista trevigiano raccoglie palla al limite e, con un tiro al volo sospinto dal vento, supera Mazzariol. Il primo tempo si chiude sul 2-1 per Treviso, ma il finale del match è ancora tutto da scrivere. Inizia la seconda frazione di gioco ed è un monologo orobico. Bergamo rivoluzione in corsa il propria sistema di gioco. Furlanetto raggiunge Rillo a centrocampo, mentre Colombo affianca Bonomi in difesa abbandonanod le velleità di fuorigioco . La difesa scende a compromessi con il gioco a uomo, ma il il centrocampo si concede al calcio spettacolo. Con tutte le pedine al posto giusto, e due registi da oscar in mezzo al campo, la Bergamo Lex diventa inarrestabile. Con la sapiente regia del duo Rillo – Furlanetto, finalmente anche la fascia sinistra prende vita. Cavallo Pazzo, ispirato dal Furla, si produce in devastanti allunghi che fiaccano la resistenza trevigiana. Dalla parte opposta Birolini e Di Dio sono sempre nel vivo dell’azione. Colombo e Bonomi ricordano Stam e Nesta: stessa potenza(il primo), eguale classe(il secondo). Regazzoni fa letteralmente impazzire la retroguardia Trevigiana ed al 5’ minuto del secondo tempo segna il gol del 2-2, trasformando un pregevole assist di Luca Cagnazzo. Sul 2-2- Bergamo coglie una traversa con Rillo, spreca ancora un paio di occasioni con Luca Cagnazzo e Regazzoni, ma nulla concede agli avversari. Verso il 15’ minuti del secondo tempo, Rillo entra nell’area trevigiana, con una finta in stile carioca elude l’intervento di due difensori avversari, ma mentre sta per caricare il tiro a rete viene atterrato impietosamente: è rigore. Lui stesso si incarica di batterlo e, con consueta freddezza, lo realizza spiazzando il portiere. Al 20’ del secondo tempo Bergamo concede a Treviso il cambio volante, per permettere ad un difensore infortunatosi di essere sostituito. Poco dopo Alberto Galatti è costretto ad abbandonare il campo dopo uno scontro di gioco con il n. 8 di Treviso. La squadra avversaria non ne approfitta,anzi, ristabilisce la parità numerica facendo accomodare in panchina un proprio giocatore. La lealtà di Treviso non passa inosservata agli occhi della dea Bendata, che, a due minuti dal termine, impone il pareggio: dopo un’azione convulsa al limite dell’area orobica, una palla senza troppe pretese filtra fra una selva di gambe e si insacca alla destra di Mazzariol. E’ di nuovo parità e si va ai rigori, ossia la specialità di sua eminenza Super Mazza. Per Bergamo si incaricano della battuta Rillo, Di Dio, Cagnazzone, Colombo, Regazzoni. A questo punto i ricordi del cronista sfumano e, a causa della tensione, diventano inconsistenti. Mi limiterò perciò a dire che, dopo due clamorosi errori di Bergamo, Super Mazza, superando se stesso, ha parato ben tre rigori a Treviso. La partita si è chiusa così sul 6-5 per Bergamo: un risultato giusto e meritato, per una squadra con le palle!
PAGELLE
Mazzariol: i rigori sono la sua specialità, lui è il principale artefice di questo 3° posto per quanto fatto in campo e fuori, voto 9
Birolini: ha la chioma di Attilio Lombardo, ma la sua forza non sta nei capelli, è nel carattere, voto 8+
Colombo: in campo o in difesa poco cambia, lui è sempre una sicurezza, voto 8,5
Galatti: libero alla Baresi, terzino alla Amedeo Carboni, centrocampista alla Zvone Boban, è lui il jolly della Bergamo Lex, voto 8,5
Bonomi: è il PADRONE assoluto della zona difensiva centrale, devastante nei contrasti e dotato di ottima tecnica, voto 8/9;
Cerullo: grande stagione per cavallo pazzo, Gareth Bale ha un gemello e vive a Bergamo, voto 8,5.
Rillo: genio e sregolatezza, estro ed imprevedibilità, così è se vi piace, prendere o lasciare, voto 9.
Furla: l’assistente alla regia non sbaglia un’inquadratura, con lui in campo lo spettacolo è assicurato, voto 9.
Di Dio: ultima prestazione da incorniciare, dai suoi piedi sono passate alcune delle azioni più pericolose, voto 8,5.
Regazzoni: per “Il Rega” è inutile spendere altre parole, grazie a lui la squadra ha saputo sopperire alla mancanza di Bomber Scudo, voto 9
Cagnazzone: una partita finalmente ad alto livello per Cagnazzone,condita da un pregevole assist e da molte azioni pericolose, voto 8,5”. .
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Aurelio Munari (Treviso): “Questi i marcatori dei tempi regolamentari: Brugnaro, Casagrande Pierluigi, Conselvan. Quanto ai rigori ne abbiamo segnati 3 su 6, loro 4 su 6. Partita equilibrata ed aperta, nel primo tempo al gol di Brugnaro rispondeva Bergamo, quindi ripassavamo in vantaggio con un gran gol del nostro grande presidente Casagrande, classe 1959!! Nel secondo tempo pareggiava ed allungava Bergamo, ma Juris non mollava e caparbiamente cercava e piazzava il pareggio con il bomber Conselvan. Lotteria dei rigori che sembrava inizialmente favorire Treviso, che però sprecava il match ball e veniva punita al primo turno ad oltranza. Poi tutti alla cena finale a rifarsi delle aspettative che in casa trevigiana erano sicuramente diverse. Ma ci rifaremo l'anno prossimo!!!”.
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Finale 5°/6°/7°
PADOVA – VENEZIA 1-0 (rondello)
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PADOVA – RIMINI 3-0 (tamburino, pezzolo, rondello)
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VENEZIA – RIMINI 0-0

Marco Cappellari (Padova): “Per le finali dell'Avvocup 2011, abbiamo giocato un mini torneo a tre con Venezia e Rimini. Partite di 35 minuti, assolutamente rilassate nei toni, che abbiamo vinto entrambe: 1 a 0 con Venezia, rete di Rondello, e per tre a zero con Rimini, reti di Tamburrino, Pezzolo e Rondello. In pratica siamo arrivati quinti pur non avendo mai perso e pur avendo subito un solo gol, alla prima giornata da Rimini. Roba da matti! Comunque, onore al merito a chi di noi ha giocato con Vicenza, ma se c'era la squadra di sabato, con ogni probabilità sarebbe finita in maniera molto differente. Pazienza, sarà per la prossima volta”. Federico Cavagna (Rimini): “Riminesi rimaneggiati, fiacchi e da spiaggia…”. .
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Finale 8°/9°
BRESCIA - MANTOVA 5-1
(tironi [mn], soldà [bs], abate [bs], abate [bs], casati [bs], soldà [bs]) .
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Giulio Soldà (Brescia): "Brescia - Mantova 5 a 1. Primo tempo equilibrato, va avanti la squadra del tortello e pareggia quella del casoncello con Soldà. Nel secondo tempo dilagano le rondinelle con due gol di Abate, una clamorosa serpentina di Fabinho Casati e chiusura di Soldà. Campo bello, squadre rimaneggiate, ma impegno encomiabile. Sarà per l'anno prossimo".
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Gaetano Alaia (Mantova): “Sulla finale posso dirti poco. Se non che mi sono fatto 430 km in moto senza soste per arrivare in tempo per la finale 8-9 posto con Brescia (ero all'Isola d'Elba). Posso dirti anche che abbiamo perso 5 a 1, dopo essere passati in vantaggio e che abbiamo perso per i soliti ammutinamenti in campo che portano inevitabilmente a svarioni difensivi. Per noi ha segnato Francesco Tironi”.
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VENEZIA FOOTBALL LAWYERS: LE PAGELLE STAGIONALI (di Nicolò Bonifacio)
GUIDONI: questa volta preferisce una sdraio ai pali per la sua tintarella, ma rimane sempre una certezza: conferma la propria presenza ancor prima di ricevere le “mail – convocazioni” ed è così disponibile da conferire il pulmino anche se si giocasse a Murano. Il momento più duro per lui è l'allenamento dei portieri. Voto 10. San Bernardo.
GALLI: per tutta la stagione si gioca le sue chances per il posto in mezzo ai pali, sui suoi infortuni incombe l'ombra di Momo (proteggiamolo!). Sfortunatamente deve dare forfait per le ultime partite. Voto 10. Beffato.
SFORZA: La sua stagione è senz'altro positiva, desta enorme perplessità in tutti noi quando accomoda la bellissima fidanzata in panchina affianco a quel predatore del mister Secchi. Se può ancora programmare le vacanze in dolce compagnia deve ringraziare i suoi compagni di squadra. Voto 10. Fortunato.
BIANCHI: è un vero esempio in campo e fuori, infatti contravviene alle indicazioni dell’allenatore facendosi pizzicare dopo una lunga serie di "vinelli" la sera prima della finale (massima stima), gioca senza palesare i segni della notte brava. Voto 10. Sommelier.
ROMOR: elemento imprescindibile della formazione veneziana. L’esperienza c’è e si vede, infatti contrariamente a quanto fa l’ingenuo Martino spedisce la bellissima fidanzata il più lontano possibile dalle grinfie del mister Secchi, la sua lungimiranza però gli costa un pomeriggio di shopping. Voto 10 e lode. Astuto.
TASCA: probabilmente partecipa a tutti i tornei del triveneto in discipline differenti, inesauribile motorino di fascia, si dice che Usain Bolt abbia il suo poster in camera. Fatica a seguire le indicazioni di un ancora euforico Bianchi (per questo giustificato). Voto 10. Inesauribile.
ZANCHI: ha le chiavi della difesa, ma va in montagna dimenticandosi di chiudere e Venezia prende un gol evitabile. Speriamo solo che la prossima partita non ci dica: "...sono appena tornato...", scimmiottando un noto spot televisivo. Voto 10. Vacanziero.
DANESIN: sostituire Niero è compito difficile per il nuovo acquisto veneziano che svolge il suo compito egregiamente e senza alcun timore reverenziale. Più che promosso per la prossima stagione. Voto 10. Risorsa.
BAESSO: Chiamato a dare protezione alla difesa, "fa legna in tutte e due le partite". Ha qualche dubbio sulla tenuta della rete laterale, così, per tutelare la salute della squadra, la prova in prima persona (n.d.r. la rete tiene!). Voto 10. Boateng.
GHEDIN: corre e si produce in pregevoli lampi di genio che smarcano i compagni in posizioni pericolose, non va mai in riserva infatti la bontà dei suoi polmoni gli permettono di dare indicazioni tecnico tattiche e non mancare mai nell’azione veneziana. Poggi spinge per un suo arruolamento nei campi estivi. Voto 10. Urlatore.
CASERTANO: rivelazione della stagione, dimostra presenza e idee chiare e concrete sull'assetto e le strategie della squadra, rimane il nome più caldo per il dopo Secchi, lo spogliatoio lo vede nella veste di allenatore/giocatore. Voto 10. Antonio Conte.
GIANNI: duttile esterno sinistro/destro emula Maicon, sfiorando il gol del pareggio. La sua stagione termina con questo monito: "Fulvio, bravo, ma cambia gli scarpini!" cit. Secchi. Si insinua il dubbio su quale sia il vero nome dell’esterno lidense... Voto 10. Mistero.
FAMELI: l’unico ruolo che gli manca di ricoprire è quello del portiere, ma teme troppo la competizione, non troppo sana, di Momo (vedi Galli). Fornisce i riferimenti sbagliati al nostro regista, per questo si consiglia un estate con Poggi e Ghedin ai campi estivi. Voto 10. Scolaro.
RIGO: la sua stagione ha sicuramente una media alta, macchiata solo dalle “Greco pagelle”. Rimane sotto indagine per quella questione di bagarinaggio dei voti, ma la "rosea" gli attribuisce una notevole base d’asta per il prossimo fantacalcio. Voto 10. Fantagiocatore.
CAGNIN: con lui in campo l’11 di Secchi aveva certamente un’arma in più. Scompare sfortunatamente nella seconda parte del torneo mettendo in difficoltà la dirigenza e il suo avvocato procuratore (n.d.r. Pusateri); per questo la pratica forense non è compiuta. Voto 10. Praticante.
PUSATERI: Venezia cala l’asso e si gioca il bomber sardo nella finale. Da giocatore di esperienza qual è si mostra subito a suo agio. Peccato che manchi la sua firma! è la frase pronunciata da Simone Cagnin con il libretto della pratica non ancora vidimato. Voto 10. Dominus.
CIMINO: si cala completamente nei panni del calciatore: si fa cacciare a Trieste, arriva in ritardo agli allenamenti ed esibisce autovetture sgargianti il giorno della finale. Dice di essere anche munito di Velina, ma nessuno può provarne l’esistenza. Voto 10. Gullo.
ROSSI (PRESIDENTE): ispiratore e “padre” della gloriosa formazione veneziana merita un plauso per l’impegno e la passione dimostrata. Detto questo, non scambia uno straccio di gagliardetto con gli avversari, si affida ad una guida tecnica abile, sì, ma solo per il terzo tempo, e intasa le caselle postali dei suoi giocatori. Voto 10 e lode. "Spam".
ROSSI (GIOCATORE): tanta classe, qualità e anche generosità quando fà l'assist per il gol di Padova. Ha già la mente al prossimo campionato. Infatti anche lui parteciperà al “camp” di Poggi con specialità rigori. Voto 10. Esausto.
LO SCALZO: onesto “operaio” di fascia, non si risparmia quando si tratta di macinare chilometri. Mai parco di consigli, funge da collante con la fascia più giovane dello spogliatoio. Impeccabile anche nel terzo tempo. Voto 10. Gentleman.
FUMAROLA: non può venire alla finale essendo ancora latitante dalla partita di Bergamo, la domanda di grazia è ancora ferma sul tavolo del capitan Bianchi, speriamo che per il prossimo anno le cose si sistemino. Voto 10. Esiliato.
NIERO: di lui si è detto molto soprattutto sul piano del gioco, pedina inamovibile della mediana veneziana, si fa sentire in campo, ma spesso si defila nel terzo tempo. Consigliati week end con il trio delle meraviglie Bianchi-Greco-Secchi. Voto 10. Taciturno.
GRECO: spesso infortunato, non ha l’occasione di incidere come vorrebbe. Dopo le contestatissime pagelle di Pordenone e il rischio del linciaggio è rientrato a pieno titolo tra le razze protette. Voto 10 (WWF).
MARCON: quando c’è si sente, ma le poche apparizioni non permettono una valutazione completa. Lo aspettiamo per la prossima stagione. S.V. Rimandato.
GAMBA: fagocitato dagli impegni extra-torneo non fornisce elementi sufficienti per una valutazione completa, rimane oggetto misterioso. Urge colloquio con la dirigenza. S.V. (U.F.O.).
PEA: in una stagione che lo vede protagonista e onnipresente, diserta la finale per un corso d'aggiornamento! Basiti sulla necessità del giovane avvocato di aggiornarsi preferiamo pensarla così: “tira più un pel di... che un carro di buoi”! Voto 10. Secchione.
SECCHI: affranto a fine torneo, è ormai certo di dover lasciare la panchina al suo successore. Ciò che ha pesato per il suo esonero è l’ignoranza sui nomi dei giocatori. È in fase di elaborazione un libro sui suoi aforismi che sarà utilizzato anche a Coverciano. Attendiamo con ansia la meta del ritiro pre-stagione 2011/12. Voto 10. Poeta.
BONIFACIO (n.d.P.): il Paolo Ziliani degli avvocati neroverdi si rivela tra le sorprese più gradite. Le sue temute pagelle lasciano il segno come e più dei suoi ormai celebri interventi in scivolata. Partito in sordina, il Presidente si augura però di non vederlo quest’estate anche al “camp” di Poggi magari mentre sta per tirare un rigore... Voto 10. Controcampista. .

domenica 29 maggio 2011

FINALE AVVOCUP - "Vicenza Campione!!!" (di Pippomartinidettopippomartini)

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VICENZA - BASSANO 4-2 d.r. (0-0)
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Campioni. Non c'è molto altro da dire. Contro i pronostici, conto la logica, contro gli infortuni, contro il buon senso, contro i vari campionati che ci sottraggono giocatori in momenti chiave, contromano, contrordine e contraccettivi. Abbiamo vinto. Punto. Una squadra riunitasi come tutti gli anni con le consuete modalità quantomeno raffazzonate (e-mail con scarso appeal e riscontro, passaparola quasi massonico, suppliche e ricatti dei componenti a colleghi/amici di cui conoscevano o immaginavano le doti), un esordio esaltante contro Trieste che poi, dopo due sconfitte in fila, veniva tacciato di essere stato illusorio.
Poi l'impresa, quel Pordenone-Vicenza 1-2 in undici contati, col tesseramento di Beccaro pochi giorni prima della partita (leggenda vuole durante l'orario aperitivo, tanto che c'era chi dubitava fosse tutto uno scherzo e che non si sarebbe mai presentato al campo) che ci permette di arrivare al numero minimo e col solo Mago in panca - in veste di giocatore di movimento ma in realtà tutt'altro che pronto in caso di bisogno. Una sfida vinta con due prodezze balistiche di Martini e Novello e, forse, l'unica botta di culo dell'anno, quel rigore sparato a lato dei neroverdi in pieno recupero.
Dopo quella memorabile giornata, la certezza della qualificazione dà serenità alla squadra, che contro Treviso assedia gli avversari per 70 minuti ma non trova il gol e viene condannata al 4° posto, che vuol dire lo spauracchio più temuto: Padova. Nel suo fortino del quartiere Guizza. Ai quarti di finale. Come l'anno scorso. Padova. I Pentacampeones (nel nostro caso, gli Omniacampeones...).
Una partita bruttina, caratterizzata da un caldo africano e da pochissime palle gol, che come l'anno scorso si decide solo ai rigori. Fabio Dal Santo, IL PORTIERONE, finalmente a disposizione da inizio stagione, ne para 3 su 7; Cusinato, la new entry, con glaciale sicurezza spiazza il portiere padovano ed è semifinale a Treviso.
Semifinale della quale si è detto e scritto già molto, un primo tempo praticamente perfetto e una crisi di crescita che ci ha fatto quasi sprecare un vantaggio di 3 gol ed un uomo. Quasi, per l'appunto. Ma quel 3-2 ci ha regalato il biglietto per quella finale di Avvocup che negli anni precedenti era stata solo sognata (e magari guardata).
Una finale che nasce subito sotto una stella tutt'altro che fortunata, con gli imminenti play out che ci sottraggono Cesco Rizzato, l'uomo delle accelerazioni offensive e delle staffilate sotto rete. Rispetto alla semifinale, però, c'è il ritorno di Carta ed il recupero, almeno per uno spezzone di partita, di Christian Nsundi, altro elemento in grado di velocizzare l'azione e alzare i giri di tutta la squadra. Per il resto, la formazione è quella di Treviso, col più classico dei 4-4-2: Fabio Dal Santo; Tiso-Ivan Dal Santo-Carta-Martini; Muscolino-Balasso-Coltro-Cusinato; Struzziero-Cera. A disposizione di mister Gherardo Ghirini ci sono Magaraggia, Massimo Rizzato, Beccaro, Edoardo Ghirini, Nsundi e Pelliccione. L'inizio è di studio, col n. 11 bassanese tra i più temuti ma ben limitato dalla coppia Carta-Martini e con Cusinato che cerca sempre la verticalizzazione verso le punte, che però non trovano lo spunto vincente. La prima emozione è una punizione di Struzz, che aggira la barriera e, complice il vento, a momenti beffa il portiere bassanese con un effetto maligno. Poi, dal nulla, capovolgimento di fronte e un tiro apparentemente destinato ben sopra la traversa si abbassa e spolvera la traversa biancorossa. Il fatto non spaventa lo Jus Vicenza, che con Cera si trova in un paio di occasioni in condizione di tirare pericolosamente, ma il nostro primo bomber stagionale non trova lo spiraglio giusto. A fine primo tempo, i punti dicono di una supremazia del Vicenza purtroppo non concretizzata. Nella ripresa, nessun cambio di giocatori per mister Ghirini, ma gli undici in campo... cambiano mentalità, provando con ben maggiore convinzione a sbloccare la partita: Struzziero, Cusinato e Martini sparano da fuori ma senza precisione. Dopo dieci minuti, Mr. Ghirini inizia i cambi: Pelliccione per Cera e, dopo altri 10, Nsundi per Balasso. L'obiettivo è chiaro: vincere prima dei rigori, benevoli contro Padova ma pur sempre la proverbiale lotteria. Anche perché, si sa, spesso chi avrebbe meritato di più sul campo, poi ai rigori... L'iniezione di forze fresche genera altre occasioni, con Pelliccia che prima prova in proprio e poi assiste alla perfezione Struzz che, con stacco molto simile a quello del gol di Treviso, incorna, ma stavolta trova la paratissima del portiere bassanese. Dopo essersi resa pericolosa solo una volta nella ripresa (parata di Dal Santo su destro preciso ma comunque lento), nel finale arriva anche la miglior occasione per i giallorossi: lancio lungo che scavalca la linea difensiva verso la punta che, pressata dal disperato ritorno di Martini, incrocia bene, ma fortunatamente tiene troppo alta la mira e il tiro si spegne sopra la traversa. Pochi istanti dopo, arriva il triplice fischio che significa calci di rigore. Parte a battere Vicenza, col gol di Carta, e lì inzia il Dal Santo Show: il primo tiro bassanese è del n. 11, che la mette letteralmente a fil di palo, ma il tiro non è violentissimo e permette al nostro portierone di allungare tutti i 2 metri e 40 di apertura alare e respingere il tiro. Siamo già in vantaggio. Il secondo rigore è di Muscolino che "si dirige sul dischetto e tira con la stessa calma mia quando vado a prendere il prosciutto al supermercato (cit.)" e segna, imitato dal collega di Bassano. E' comunque 2-1. E' la volta del Pelliccia, la cui voglia di riscattare un'Avvocup a suo dire inferiore alle sue possibilità lo spinge ad angolare troppo il tiro: traversa piena, con palla che ritorna quasi a centrocampo come quella di Di Biagio a Francia '98. La parità è dietro l'angolo, ma, nuovamente, Dal Santo ipnotizza il terzo rigorista bassanese, si lancia sulla sua sinistra e respinge. Ancora 2-1. Il quarto rigore tocca a Cusinato, già autore del rigore decisivo nel quarto contro Padova. E come allora non c'è problema. Gol. Come anche per Bassano: 3-2. Sul dischetto per il quinto si presenta quindi Struzziero, un professore in materia di tiri dal dischetto, avendo segnato contro Padova sia l'anno scorso (uno dei pochissimi) sia quest'anno. Proprio per questo, però, si teme la beffa, soprattutto quando Andrea parte e non spiazza, come sua consuetudine, il portiere, ma il suo rasoterra è secco e potente e supera l'estremo avversario. Gioco-partita-incontro-torneo.
La fine del monopolio di Padova era già stata sancita, ora la stessa mano che aveva compiuto il golpe ha completato l'impresa e si è appuntato sul petto la coccarda: AVVOCAMPIONI 2011. Che la festa abbia inizio (sugli accadimenti di Montegrotto, meglio soprassedere... facebook ne darà una sufficiente testimonianza ...).
Comunque, e qui giuro di non essere retorico, questa è stata davvero la vittoria DI TUTTI:
- di Fabio Dal Santo, ultimo di una schiera di 11-12 (ma forse più, i conteggi nella serata di Montegrotto paiono comunque da verificare) guardiani della porta dello Jus Vicenza, decisivo nelle sfide ai rigori come chi lo conosce prevedeva, ma ancor prima capace di dare sicurezza ed indicazioni a tutta la squadra durante i canonici 70 minuti;
- di una difesa in cui ha giganteggiato IL CAPITANO, Ricky Carta, perfetto su ogni tipo di centravanti avversario e con ogni compagno di reparto, che fosse Balasso, Beccaro o Ivan Dal Santo (il cui impatto nelle partite decisive è stato semplicemente devastante), preciso nei rilanci e sempre pronto a supportare i compagni in difficoltà;
- dei terzini Tiso e Martini, che hanno garantito copertura e spinta in ogni partita, oltre a sfatare il falso mito che i terzini arrivano sul fondo e crossano: questi due picchiano e basta... anche e soprattutto visto che quasi tutti gli avversari attaccavano con lo schema palla dal terzino al mediano o alla punta che lancia l'ala, che costringeva i numeri 2 e 3 biancorossi spesso a dover gestire un 1 contro 2;
- di un centrocampo che, col ritorno alla salute del Pavo e l'avanzamento della torre Balasso, ha trovato la quadratura perfetta del cerchio che ha liberato sulle fasce la tecnica e la creatività di Cusinato e Muscolino;
- del reparto d'attacco, probabilmente allettante anche per squadre di categoria, Struzziero-Cesco Rizzato, che col loro senso del gol e la loro rapidità hanno spesso tolto le castagne dal fuoco ai biancorossi ma anche dei validissimi Pelliccione, Novello e Cera, tutti comunque andati in gol (e gol spesso pesanti) nel corso della coppa, a dimostrazione che quando chiamati in causa hanno dato il loro contributo;
- di chi purtroppo ha giocato meno, per ragioni fisiche (Magaraggia, Nsundi), tattiche (Osti, Max Rizzato, Manfredini, Edo), anagrafiche (Gherardo) o regolamentari (Chiesa, maledetto limite dei praticanti; Aleardo, purtroppo si può schierare solo un portiere), ma comunque quando è stato chiamato a scendere in campo ha dato tutto;
- di chi non ha giocato affatto: Gigi Ponso (per colpa della casa), Battista Galvan (per colpa del matrimonio), Roberto Rigoni (per colpa di non si sa cosa);
- di chi ha seguito da fuori le gesta di questa "armata Brancaleone" (soprattutto se confrontata con squadre iscritte ai vari campionati csi o abituate ad almeno un ritrovo settimanale per affiatare il gruppo e perfezionare gli schemi), come LO STRATEGA Gherardo Ghirini, IL MOTIVATORE Mike "Mago" Magaraggia, il fotoreporter ufficiale Domenico Rigo e alla sua aiutante e morosa Chiara Anzolin, la mitica Barbara, quasi commovente nelle titaniche trasfertone da sola per ammirare il suo Balasso...
A tutti questi che ho citato, ma anche a chi, colpevolmente ma involontariamente, sto dimenticando, non posso che dire GRAZIE, SIAMO STATI TUTTI FANTASTICI !!!!!!!!!!!!!!
di Pippomartinidettopippomartini
Il commento del mister: quando ho visto che siamo arrivati al campo, mentre Bassano già cambiato si scaldava, in 6 alle 5 meno 10, i restanti fra le 5 e le 5.20, Novello e Ale che arrivavano anche senza giocare, e il capitano che urlava per far fare un minimo di riscaldamento, ho pensato: riconosco la mia squadra, è fatta.
E ora, posso appendere la lavagnetta (che non ho) al chiodo.
Ciao
Gherardo
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giovedì 19 maggio 2011

AVVOCUP - Vicenza compie l'impresa: vittoria a Treviso e finale conquistata!

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TREVISO - VICENZA 2-3 (rizzato [vi], rizzato [vi] rig., struzziero [vi], conselvan [tv], brugnaro [tv] rig.)
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Aurelio Munari (Treviso): "Vicenza si guadagna la finale battendo a Treviso 3 a 2 una Juris dai due volti: primo tempo in affanno sia per il grande pressing vicentino in difesa ed a metà campo che non ci permetteva di ragionare e fare il nostro gioco sia per qualche disattenzione difensiva sulle ripartenze ospiti, affanno che è costato 3 gol (tra cui un rigore) nei primi 25 minuti!!!. Ma non era finita: inizio di ripresa shok con l'espulsione di Boscato dopo neppure un minuto dalla sua entrata in campo; quindi avevamo di fronte solo 34 minuti da affrontare in 10 contro 11!! Certo un po' aiutava il ricordo di qualche anno fa in cui Juris, proprio a vicenza, seppe rimontare nel secondo tempo da 4 a 0 fino al 4 a 4 finale, ma bisognava essere inguaribili ottimisti. Invece un po' alla volta la partita ha cambiato inerzia, forse Vicenza ha pensato di aver già vinto, sicuramente noi abbiamo giocato meglio ed abbiamo cominciato a gestire di più il pallone, e trascinati da Conselvan che prima infila il 3 a 1 e poi causa un fallo in area per il rigore del 3 a 2 di Brugnaro, con ancora una decina di minuti da giocare, ritrovavamo coraggio. Il Vicenza non stava a guardare e anche nel secondo tempo aveva alcune ghiotte occasioni per chiudere la partita ma le sprecava o venivano neutralizzate dal nostro portiere: questo faceva aleggiare i fantasmi di una incredibile "remuntada" e moltiplicava le forze (oramai scarse) degli uomini di Juris che purtroppo si spegnevano, come le nostre illusioni, sull'ultima nettissima occasione capitata sulla testa del nostro "Garrincha" Malagugini, sventata dal portiere vicentino. Un vero peccato, ma contro una squadra esperta e quadrata come Vicenza non puoi regalare nulla, nè occasioni, nè uomini in più, pertanto la reazione del secondo tempo è stata ancor più degna di nota e fonte di orgoglio oltre che, ovviamente, di recriminazioni, ma questo è il calcio".
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lunedì 16 maggio 2011

AVVOCUP - Nella prima semifinale Bassano passa ai rigori

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BASSANO - BERGAMO 5-3 d.r. (2-2)
(rebecchi [ba], di benedetto [ba], furlanetto [bg], manzoni [bg])
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Luca Cerullo (Bergamo): “Al Travettore si impone la legge del contrappasso”.
“Gli orobici si presentano al Travettore a ranghi ridotti, con soli 12 giocatori disponibili, di cui due a mezzo servizio: Cerullo (costola lussata) e Fattorini (affaticamento muscolare). Ancora indisponibile Bomber Scudo, comunque in costante contatto telefonico con la squadra. Assenti, oltre a Galatti, Di Dio, Zesi, Longobardi, Guarino, Bonomi, anche Rillo, impegnato in udienza a Nuoro (!) ed Andrea Cagnazzo, in trasferta all’Isola del Giglio per ottenere il brevetto di sub (?!?). La Bergamo Lex, tuttavia, pur senza il Bomber (Scudo), il fosforo (Rillo) e orfana dell’aspirante Umberto Pellizzari, scende in campo convinta di poter sfiorare l’impresa. L’undici iniziale orobico è composto da Mazzariol, Pizzoccheri, Fachinetti, Colombo, Birolini, Luca Cagnazzo, Furla, Baruffi, Cerullo, Fattorini, Regazzoni. In panchina si accomoda il Bomber triste Manzoni, non per demerito, ma per la ridotta autonomia dovuta ad una prolungata assenza dai campi da gioco. Sin da subito la strada per l’impresa si mostra impervia. Dopo soli due minuti Rebecchi approfitta di una amnesia collettiva orobica e sigla il primo gol. Bergamo tenta di reagire e si rende pericolosa con alcune azioni offensive di Regazzoni e di Luca Cagnazzo. Sulla fascia sinistra Cerullo è al 50% delle proprie possibilità per il dolore al costato, ma stringe i denti e fa il possibile per rendersi pericoloso. Fattorini non è da meno e, nonostante l’affaticamento muscolare, non si risparmia. Baruffi a centrocampo lotta su ogni pallone e svolge un fondamentale ruolo d’interdizione. Furla cerca di far ragionare la squadra e di dare ordine al centrocampo. In difesa Colombo e Fachinetti tengono testa al duo d’attacco bassanese composto da Di Benedetto e Rebecchi. Sulle fasce laterali Birolini e Pizzoccheri si prodigano nel tentativo di limitare le folate offensive degli esterni avversari. Bassano prevale a centrocampo grazie al dinamismo del n. 8 Walter Bizzotto, punto di riferimento dei compagni e spina nel fianco (scoperto) degli orobici. Al 20° del primo tempo Rebecchi, partito da sospetta posizione di fuorigioco, si invola solitario verso la porta, ma Mazzariol, con due interventi prodigiosi, gli impedisce di raddoppiare. Il primo tempo si chiude quindi sull’1-0. Nel secondo tempo la musica cambia. Bergamo scende in campo più convinta ed aggressiva. Furlanetto dal centrocampo e Colombo dalla difesa cercano di ispirare l’attacco con lunghi lanci in profondità. Regazzoni, supportato da Fattorini e Cagnazzo, a più riprese mette in difficoltà la retroguardia Bassanese. Sulla fascia sinistra Cerullo si mostra più vivace e dinamico rispetto al primo tempo. Baruffi in mezzo al campo corre e contrasta, garantendo alla difesa la necessaria copertura. I 4 difensori Colombo, Birolini , Pizzocheri e Fachinetti, con ordine limitano il raggio d’azione dei Bassanesi e chiudono ogni varco. Bergamo gioca meglio e Bassano è in evidente sofferenza. Il pareggio sembra alla portata degli orobici, ma Di Benedetto, con un colpo di genio, sigla il gol del raddoppio: solo fra tre difensori infila Mazzariol con un destro a girare imprendibile. La Bergamo Lex non molla e continua a macinare gioco. A metà del secondo tempo Furla detta il passaggio in profondità a Regazzoni. L’attaccante orobico insegue la palla, di punta la tocca lateralmente, tenta di evitare il portiere, ma quest’ultimo, uscito a mo’ di kamikaze, lo stende impietosamente. Per il regolamento è un fallo da ultimo uomo e, quindi, da punire con la sanzione massima dell’espulsione. Per l’arbitro, invece, il fallo è di Regazzoni: incredibile ed inaccettabile! Gli orobici non si scoraggiano e continuano a macinare gioco. Al 45° del secondo tempo il Bomber triste Manzoni rileva uno stremato Fattorini. Il suo ingresso dà nuova linfa all’attacco orobico e mette in seria difficoltà Bassano. Al 50° gli orobici, dopo un lungo forcing, conquistano una punizione dal limite dell’area. Furlanetto la batte e, sulla respinta della barriera, raccoglie palla e di destro tira un bolide sul quale il portiere bassanese nulla può. Sul 2-1 la Bergamo Lex inizia a credere nell’impresa. Bassano arranca e al 55° capitola nuovamente. Cerullo si invola sulla fascia sinistra e di esterno destro passa la palla a Manzoni; il Bomber triste, di prima intenzione, restituisce palla a Cerullo, che dopo un duello in velocità con un difensore bassanese conquista il corner. Il n. 3 si incarica della battuta e con un destro teso mette la palla in area dove Manzoni, in mischia, sigla il gol del pareggio con un tap-in alla Inzaghi. Dopo il 2 a 2 Bassano tenta di reagire con alcune azioni di rimessa e, a pochi minuti dallo scadere, coglie la traversa con un tiro dal limite. I tempi regolamentari si chiudono sul 2-2 e si va nuovamente ai rigori, esattamente come l’anno scorso, sempre al Tra vettore. Per Bergamo i rigoristi sono nell’ordine: Furla, Cagnazzo, Colombo Cerullo, Manzoni. Furla, Cagnazzo e Cerullo falliscono clamorosamente, traditi dall’emozione, dalla fatica, da un cratere in prossimità del dischetto e condannati dalla legge del contrappasso: chi di rigore ferisce, prima o poi, di rigore perisce!
Note.
Arbitro. Voto sul campo: mi autocensuro. Voto fuori dal campo: 8
Spettatori. Da segnalare la presenza di un corvo appollaiato su un trespolo dietro la porta orobica: petulante, fastidioso e antisportivo. Ero contrario alla caccia, mi sto ricredendo. Intervenga la LIPU e lo chiuda in gabbia.
Terzo tempo. Bergamo risente dell’assenza di Bomber Scudo a tavola, ma onora comunque il terzo tempo e i meritevoli colleghi Bassanesi.
Ammoniti. Per Bergamo Baruffi e Pizzoccheri
PAGELLE
Mazzariol: si contraddistingue per alcuni interventi prodigiosi, voto 7/8
Pizzoccheri: il solito guerriero di fascia, voto 7+
Fachinetti: deve fare i conti con due degli attaccanti più forti del torneo e non sfigura, voto 7+
Colombo: dirige la difesa con piglio sicuro e costruisce gioco, voto 7,5
Birolini: ancora acciaccato, ma tiene duro sulla fascia sinistra, voto 7+
Furla: un gol da cineteca ad incorniciare una prestazione generosa, voto 8
Baruffi: inesauribile nel ruolo di interditore, non disdegna di costruire gioco, voto 7/8
Cagnazzone: sulla giusta strada per ritrovare se stesso ed il gol, voto 7+
Cerullo: ieri a mezzo servizio, ma comunque generoso, voto 7
Fattorini: fondamentale anche se acciaccato, voto 7+
Regazzoni: pur non essendo una prima punta, interpreta il ruolo come può, e gli riesce bene, voto 7/8
Manzoni: il Bomber triste regala ai compagni un’altra prestazione maiuscola impreziosita da un gol, voto 8
La squadra: grinta, carattere, coesione, voto 10
Ora spero che Vicenza, la squadra che apprezzo più di ogni altra nel torneo, batta Treviso e acceda alle finali. Me lo auguro per due ragioni: anzitutto perché è una delle mie squadre preferite nell’Avvocup (per grinta, determinazione); in secondo luogo perché dobbiamo lavare l’onta del 5-1 subito l’anno scorso nella finale per il 3°-4° posto.
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martedì 10 maggio 2011

AVVOCUP - Clamorosa sorpresa nei quarti: esce di scena l'armata invincibile di Padova!

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BASSANO – BRESCIA 1-0 (conte)
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Marco Santarcangelo (Bassano): “JUS SPORT BASSANO – BRESCIA 1-0: LO JUS SPORT VEDE LA SEMIFINALE"
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"Bassano ce l'ha fatta! Battendo in casa per 1-0 il Brescia si qualifica per la semifinale che disputerà prevedibilmente giovedì prossimo in casa contro Bergamo. Questo il succo della giornata di Sport appena conclusasi in quel di Travettore dove si disputava il quarto di finale Avvocup e stavolta è proprio il risultato quello che conta visto che, quanto a spettacolo, non c'è poi molto da raccontare. A Bassano tutti aspettavano gli amici bresciani, senza farsi illusioni circa il fatto che avrebbero venduto cara la pelle: ormai sono anni che le due squadre si affrontano e ne sono sempre uscite partite combattute. A dire la verità il ricordo più vivo in tutti i bassanesi è la trasferta dello scorso anno in cui la pioggia l'ha fatta da padrona in campo e fuori: in campo perchè veniva giù a “secie roverse” sollevando persino il fondo in sintetico e creando simpatiche ed enormi bolle d'acqua sulle quali i giocatori correvano come fosse un materasso; fuori dal campo, in particolare in spogliatoio, l'acqua invece che dall'alto proveniva dal basso ed aveva completamente allagato tutto... questa però è un'altra storia! Stavolta invece niente acqua, ma un sole che “spacca le pietre” e che forse, in qualche modo, ha anche condizionato la partita. Lo Jus Sport raccoglie tutte le forze in organico (manca solo Bizzotto, unico petalo della rosa indisponibile) e si presenta quindi praticamente a ranghi completi. Altrettanto non può dirsi per Brescia che porta in campo l'undici titolare ed una sola riserva.... Alla foto cumulativa infatti il bianco delle divise lombarde si perdeva nei colori giallo rossi. Come si è già detto la cronaca della partita non è certo ricca di avvenimenti. Bassano non riesce a sviluppare il suo solito gioco fatto sfruttando le fasce ed i passaggi filtranti e tutte le azioni si spengono regolarmente sulla difesa bresciana. Gli ospiti a loro volta, pur ben organizzati, non riescono a pungere ed in sostanza, alla fine, pochi sono i tiri in porta. Anche la velocità del gioco non è certo supersonica, complice anche il caldo che ha davvero colto tutti di sorpresa quest'oggi! Da segnalare nel primo tempo un paio di occasioni per lo Jus Sport, entrambe con Rebecchi: la prima con un tiro da fuori area troppo alto e la seconda bloccata dall'arbitro per un presunto fallo di mano che però non c'era. Nella prima frazione di gioco poco altro e soprattutto... niente gol! Bassano è consapevole che deve fare qualcosa in più per non rischiare la lotteria dei rigori, ma è pure evidente una certa tensione ed il timore di scoprirsi troppo per cui ne esce una squadra un po' troppo “bloccata”. Nel secondo tempo ci si aspettava un calo fisico degli ospiti, complice la poca disponibilità dei cambi ma, nonostante tutto, i bresciani “tengono botta” e si dimostrano anche pericolosi in alcune occasioni sinché finalmente lo Jus Sport comincia a premere con maggior decisione. Al decimo del secondo tempo Bassano usufruisce di una punizione al limite dell'area con Di Benedetto che s'incarica di calciare e calibra un preciso destro a girare verso l'incrocio dei pali... sembrava fatta, ma con un balzo felino il portiere del Brescia toglie la palla dal sette strozzando in gola l'urlo di gioia ai giallorossi. Dopo qualche minuto mister Taras effettua mano a mano alcune sostituzioni gettando nella mischia Cortese, Dionello e Muschitiello. Bassano si fa più pericoloso e le azioni da gol cominciano a maturare, arriva anche un palo, ma non il gol! E' dopo la metà del secondo tempo che Conte, nel modo più incredibile, porta in vantaggio i giallorossi con un cross in rovesciata che diventa invece un tiro velenoso che va ad insaccarsi alle spalle del numero uno bresciano. In campo ed in panchina si guardano tutti increduli ed i più lontani chiedono ai compagni: “Oh ma abbiamo segnato?” “Davvero?”... “E chi è stato?” E' proprio tutto vero! Mancano dieci minuti alla fine e Bassano vede la semifinale! Entra anche Santarcangelo per Di Benedetto e proprio sui suoi piedi (purtroppo...!) capita la più ghiotta occasione per il raddoppio: Cortese (di nome e di fatto) a tu per tu con il portiere scarica la palla verso il centro dell'area piccola dove appunto arriva come un falco Santarcangelo il quale, a porta vuota, riesce a spedire la sfera sopra la traversa! C'è spazio anche per un pericoloso tentativo di Brescia che con Soldà manca di poco il gol. Dopo Brescia ora tocca a Bergamo, con la voglia di “lavare l'onta” dell'edizione 2010! Forza Jus Sport! P.S.: Lo diciamo sottovoce, ma la vera notizia è che Padova ha perso per cui il trofeo quest'anno... lo vince qualcun altro!!!! Marco Santarcangelo”.
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Giulio Soldà (Brescia): "Partita dura, spigolosa, con molti scontri, molto equilibrata e decisa da un gollonzo. Bassano segna a cinque minuti dalla fine con una semirovesciata, che era un cross, che si va ad infilare sotto la traversa. Entrambe le squadre hanno avuto più occasioni per vincere. Le rondinelle si presentano in 12 e Bonometti e Soldà si stirano sul finire del primo tempo. Soldà resta in campo ma solo per simulare degli scatti e all'ultimo minuto ha l'occasione per pareggiare ma calcia sull'esterno della rete. Grande prestazione di Losi nel Brescia e della difesa in blocco. Temperatura torrida".
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TREVISO – RIMINI 1-0 (conselvan)
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Aurelio Munari (Treviso): "Juris, sia pur a fatica, raggiunge anche quest'anno il traguardo delle semifinali. Per la prima volta abbiamo giocato al pomeriggio, peraltro molto caldo, e sicuramente questo aspetto ci ha molto condizionato, in quanto non siamo mai riusciti ad esprimere il nostro gioco, creando più confusione che altro: evidentemente l'ossigeno faticava ad arrivare al cervello... Per fortuna ci ha pensato la caparbietà del nostro Conselvan che nel primo tempo si è creato un'ottima occasione conclusa sulla ribattuta del portiere avversario. Il secondo tempo è vissuto su folate da una parte e dall'altra con alcune occasioni sventate dai due portieri molto attenti. Onori delle armi a Rimini che fino all'ultimo ci ha impensieriti. Adesso la semifinale: se è vero che per la prima volta non incrociamo Padova, è anche vero che Vicenza si è dimostrata ottima squadra, non per niente dopo il nostro incontro nel girone di qualificazione avevo segnalato: "questo Vicenza ha dimostrato di valere molto più del quarto posto con cui ha chiuso il girone".
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Federico Cavagna (Rimini): “Sconfitta immeritata su autogol nel primo tempo…”.
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BERGAMO – VENEZIA 8-6 d.r. (3-3) (ghedin [v], rigo [v], niero [v], rillo [b], pizzoccheri [b], cerullo [b])
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Luca Cerullo (Bergamo): “Sul campo di Zanica, dopo i calci di rigore, la Bergamo Lex supera meritatamente Venezia ed accede alla semifinale. Gli orobici, ancora una volta, sono scesi in campo fortemente rimaneggiati. Pesantissime le assenze di Andrea Cagnazzo e, soprattutto, di Bomber Scudo, fermato da uno strappo muscolare rimediato dopo l’incontro dei quarti con Rimini. A Mister Rillo, dunque, il difficile compito di ridisegnare l’impianto di gioco della squadra, orfana di uno degli attaccanti più forti del torneo e dell’unico, ineguagliabile catalizzatore di tutte le azioni offensive della Bergamo Lex. La formazione orobica scende in campo con un inedito 4-4-1-1: fra i pali il solito Mazza, in difesa Birolini – Colombo – Fachinetti – Cerullo, a centrocampo Di Dio-Rillo-Baruffi- Galatti, in avanti Fattorini e Regazzoni. Venezia sin da subito mostra di essere una squadra compatta, aggressiva e ben organizzata, con alcune individualità di spicco, fra cui merita una speciale menzione Niero(n. 8), metronomo di centrocampo e tessitore di quasi tutte le trame di gioco dei lagunari. Bergamo, invece, parte in sordina, senza idee, disorganizzata e disunita. Molti i giocatori in casacca bianca fuori ruolo, in particolare Galatti e Di Dio, due valenti centrali di centrocampo oggi schierati sulle fasce laterali. In avanti Regazzoni viene abbandonato a se stesso, lasciato solo ad interpretare l’inconsueto ruolo di prima punta. Dietro di lui agisce Fattorini, soffocato dalle maglie amaranto che lo pressano e non gli permettono di costruire gioco. Cerullo è mobbizzato, relegato ad interpretare un ruolo di secondo piano sulla fascia sinistra. Rillo gravemente demansionato, da geometra del centrocampo ad apprendista muratore; il maratoneta Baruffi (febbricitante) va a sbattere contro il “Mose” eretto a centrocampo da Venezia. Fachinetti e Colombo difendono come possono la trincea orobica. Mazzariol è spettatore impotente di una drammatica disfatta. Birolini presidia la fascia destra, ma corre lungo le rotaie di un binario morto. La disorganizzazione orobica consente a Venezia di prevalere in ogni settore del campo. In difesa i gondolieri dormono sonni tranquilli; a centrocampo Niero detta legge; in attacco gli avanti amaranto (e la sfortuna )fanno il resto: nei primi venti minuti due autogol ed un diagonale del n. 7 (?) di Venezia mettono ko Bergamo. Il primo tempo si chiude sul 3 a 0 per i lagunari. Risultato ineccepibile. Nell’intervallo la tensione fra i bergamaschi è palpabile. Nello spogliatoio serpeggia il malumore e la confusione regna sovrana. Si discute di cambi, di strategie di gioco, degli errori fatti e dei possibili rimedi. In pochi credono ad una rimonta. I più ottimisti aspirano ad una sconfitta onorevole; ma il calcio non è matematica, è poesia: quando i numeri sembrano condannarti, poche parole possono bastare a mutare le sorti di un destino per alcuni già tragicamente segnato. Quando lo scoramento sta per prevalere, il “combinato disposto” Rillo-Birolini declama una sublime poesia, fatta di undici parole: Mazzariol, Pizzoccheri (esterno basso di destra)-“Furla”-Bonomi(centrali) –Birolini (esterno basso di sinistra), Manzoni (esterno alto di destra)-Rillo-Baruffi (centrali di centrocampo)- Cerullo(esterno alto di sinistra), Fattorini e Regazzoni. Dopo il break poetico, inizia il secondo tempo e la poesia si trasforma in una musica fatta di tre note: grinta, determinazione, tecnica. Per Venezia è una musica assordante, un frastuono che deconcentra ed intimorisce. Bergamo è travolgente ed in 20 minuti pareggia i conti. Il primo gol nasce da un calcio d’angolo: fattorini lo batte, Manzoni colpisce di testa, ma la traversa gli nega il gol che Rillo, in ribattuta, siglerà dopo un istante. Il secondo gol scaturisce da una percussione di Pizzoccheri sulla fascia destra conclusa con un diagonale che, deviato da un difensore lagunare, finisce in rete. Il terzo gol, quello del pareggio, nasce da un’azione di rimessa: Bergamo recupera palla nella propria trequarti, Rillo (?) imbecca il bomber triste Manzoni al limite dell’area, Manzoni di prima passa a Cerullo sopraggiunto dalla sinistra , Cerullo di destro/ al volo/ dal limite dell’area infila il pallone all’incrocio dei pali. In difesa Birolini, Furla, Bonomi sono la “trasposizione” umana delle mura venete: Città Alta viene cinta d’assedio, ma il nemico non passa! Dopo il pareggio Bergamo spreca altri gol(almeno 4 occasioni) con Guarino, Regazzoni, Luca Cagnazzo e colpisce una traversa con Rillo . I tempi regolamentari si concludono sul 3-3 e la partita si decide ai rigori. Dopo un breve conciliabolo Bergamo sceglie i propri rigoristi: Furla, Luca Cagnazzo, Rillo, Cerullo, Fattorini. Furla, Cagnazzo , Rillo e Cerullo realizzano i primi quattro tiri dal dischetto. Il quarto rigore, invece, è fatale per i lagunari: un giocatore amaranto calcia deciso alla sinistra di Mazzariol, ma Super Mazza intuisce e para. Il destino orobico, a quel punto, è nelle mani Fattorini, che con classe e freddezza realizza il rigore e regala a compagni di squadra una vittoria sofferta e meritata(per quanto visto nel corso di un secondo tempo eccezionale). Ora tutti a Bassano a sfidare la legge del contrappasso e del Travettore! F.to n. 3”.
p.s. (Ringrazio gli amici Veneziani per la bellissima partita e per la simpatia dimostrata nel terzo tempo. Venezia è stata una piacevole scoperta, non solo a livello calcistico. Vincere e raccontare un successo è facile, accettare con il sorriso una sconfitta ai rigori, invece, non è da tutti. Arrivederci a Padova, comunque vada!).
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LE PAGELLE
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Longobardi: è il più giovane fra gli orobici, oggi avrebbe voluto scendere in campo; sempre vicino alla squadra, mai una polemica da parte sua, un esempio per tutti; quando il Mister lo chiama, lui non tradisce la fiducia.
Mazzariol: è chiamato ad una sola parata, ma è quella decisiva, lui è l’essenza della Bergamo Lex (voto 8,5)
Birolini: pur se acciaccato, lotta su ogni pallone e interpreta al meglio il suo ruolo di terzino duro e puro (voto 7+).
Fachinetti: non concede molto agli avversari, puntuale negli interventi ed ordinato, è una delle anime della squadra (voto 6/7)
Colombo: meno perentorio del solito, ma comunque importante per lo spirito che infonde alla squadra (voto 6/7)
Cerullo: corsa, grinta, tecnica ed un eurogol, la fascia sinistra è roba sua (voto 8,5)
Bonomi: entra nel secondo tempo e non fa rimpiangere Fachinetti, un suo intervento difensivo ha impedito a Venezia di siglare il 4-3 (voto 7/8)
Di Dio: pur se incolpevolmente fuori ruolo, gioca con grinta, determinazione e dà alla squadra tutto quel che ha (voto 6/7)
Galatti: interpreta come può un ruolo non suo, non si risparmia e dà il massimo (voto 6/7)
Rillo: quando prende fra le mani compasso e goniometro disegna geometrie ineffabili, suo il gol che rianima Bergamo (voto 8+)
Baruffi: entra in campo febbricitante, ma quando c’è da lottare in mezzo al campo lui non si tira indietro (voto 7+)
Pizzoccheri: entra nel secondo tempo, contribuisce a cambiare il volto della squadra e segna il gol che riporta in vita Bergamo (voto 8+)
Furla: subentra a Colombo e sfodera una prestazione di tutto rispetto (voto 7/8)
Regazzoni: tecnicamente fra i migliori della Bergamo Lex, non fa rimpiangere Bomber scudo pur interpretandone diversamente il ruolo (voto 8+)
Fattorini: ha passo, senso della posizione, tecnica e visione di gioco, da poco con noi e già indispensabile (voto 8+)
Cagnazzone: sta recuperando la miglior condizione fisica, il carattere non gli ha mai fatto difetto, ma da lui vogliamo di più (voto 7-)
Manzoni: il Bomber triste esce dal tunnel della depressione calcistica e regala ai compagni di squadra 20 minuti di calcio di alto livello (voto 7/8)
Guarino: entra nel secondo tempo e crea scompiglio sulla fascia destra, sfiora pure il gol (voto 7+)
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Paolo Emilio Rossi (Venezia): "Perso ai rigori. Per noi Ghedin, Rigo e Niero i primi tre gol".
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IL PAGELLONE DI BONIFACIO (di Nicolò Bonifacio)
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GUIDONI: rompe un dito a Galli per farsi tutta la partita e non lo fa rimpiangere. Controlla nel primo tempo, ma la sfortuna lo buca nel secondo. Per un soffio non ci regala la qualificazione parando il terzo rigore. Voto 7 (furbastro)
GIANNI: si guadagna la fascia sinistra con i denti, peccato per il taglio sul terzo gol. Voto 6,5 (ruba il cognome a Fulvio: famelico)
MARCON: sicurezza e personalità nel nuovo centrale di mister Secchi, peccato non randelli come richiederebbe il suo fisico. Voto 6 (pilone)
ZANCHI: manovra la difesa con personalità e precisione, si propone anche in attacco con uno scatto non proprio irresistibile. Voto 6,5 (o'professore)
ROMOR: oggi niente camomilla, mette sulla fascia destra la grinta necessaria a ribadire che a destra non passa lo straniero. Peccato per il rimpallo sul secondo gol. Voto 6,5 (soldatino)
GHEDIN: quantità e qualità, disegna trame interessanti e mette lo zampino in ogni azione gol, cala un po' nel secondo tempo. Più mite del solito, comincia a parlare solo dopo 20 minuti. Per questo un voto in più: Voto 7,5 (taciturno)
NIERO: sarà dura tenerlo, mezza Europa lo vuole, il presidente è già all’opera per il rinnovo. Voto 7,5 (classe)
PEA: scende in campo con l'intenzione di togliersi i "meno" della precedete pagella. Vero “tuttofare”, non serve cercarlo perché si fa trovare da solo, ha fame e si vede, ma sta troppo lontano dall'area. I meno rimangono per gli auguri a martino su facebook. Voto 7-- (ritenta)
ROSSI: sabato di sacrificio per il presidente capitano allenatore giocatore, il Papa gli rovina la trasferta già dal mattino e lui ne rimane turbato. Voto 10 (santo subito)
RIGO: la pazienza è la virtù dei forti: non smadonna neanche dopo un entrata killer, si dice che tenti abusivamente di alzarsi i voti dopo le pagelle perciò sottolineiamo che il voto è comprensivo del +1. Voto 7,5 (bagarino)
CIMINO: si batte, sgomita, corre e perfino segna. La ramanzina post squalifica del presidente gli è servita, sforna un ottima prestazione, sbalordendo un po' tutti. Voto 8 (dopato)
FUMAROLA: sostituisce l'ottimo cimino. L'ordine era “chiudi la partita”, lui ci prova, ma non cade quando glielo chiede Bianchi e ora gli tocca darsi alla macchia. Voto 6 (latitante)
SFORZA: si prende la fascia di uno sfinito Roberto (Alessandro). Va a mordere le caviglie di chiunque si presenti nella sua zona. Non si riesce proprio a calmarlo. Voto 6,5 (ringhio)
FAMELI: entra a metà del secondo tempo, agli occhi del mister gioca così bene, tanto da toglierlo per concedergli la standing ovation. Voto 7 (vittima)
CASERTANO: vero uomo allenatore, prende il posto di “o'professore” e dirige senza patemi la difesa. Lo spogliatoio ventila una sua candidatura a mister per il prossimo anno, attendiamo i piani della dirigenza. Voto 6 (trappattoni)
BONIFACIO: in attesa della nota del presidente, segue la latitanza di Fumarola per aver dato i “meno” a Pea. Voto 6 (giullare) [n.d.P.: Si sistema esterno destro nell’immaginaria linea difensiva voluta dal mister e non fa rimpiangere Romor. Combattivo e battagliero, dove non arriva con l’anticipo, supplisce con le entrate in scivolata sempre puntuali. Voto 5 per le poche presenze in campionato, 6 per essere venuto in trasferta al sabato! 7 per l’impegno, 8 per la grinta, 9 per lo stile nelle scivolate e 10 per le pagelle]
GRECO: fortunatamente la sua pagella non la fanno i bocciati di Pordenone, troppo poco il tempo per mostrare il suo valore, coraggioso, si propone come rigorista. Voto 6-- (cuor di leone)
TASCA: si infortuna nel riscaldamento e deve dare forfait, alla squadra è mancato il suo apporto. S.V. (Traoré)
BIANCHI: vorrebbe entrare a fare il suo, la panchina non riesce a calmarlo, forse per questo si è richiamato in panchina Romor. Dimostra di essere stoico sopportando un’evidente scottatura al cranio. Voto 7,5 (Leonida)
SECCHI: ora è in discussione, vista la candidatura di Casertano. Baciato dalla fortuna vince il gratta e vinci ma non paga da bere. Per questo: Voto 4 (Del Neri)
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PADOVA – VICENZA 4-5 d.r. (0-0)
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Marco Cappellari (Padova): “L'incontro si è svolto presso il consueto nostro campo di gioco, sempre in ottime condizioni. Bella giornata di sole, anche se un po' troppo calda, circostanza questa che mi pare essere una costante quest'anno. A disposizione del Mister Abate eravamo in quattordici, ma, senza togliere nulla a chi è venuto e ha giocato con impegno, come pure agli ottimi avversari, ci mancavano almeno tre elementi tra centrocampo e attacco che avrebbero fatto la differenza. Partita equilibrata, con una partenza migliore di Vicenza, ma caratterizzata da pochissime occasioni durante l'intero incontro: non ho memoria di parate significative dei due portieri. Ovvio si sia andati ai rigori che, come spesso accade, come ci avevano arriso lo scorso anno danno inizio alla nostra rincorsa al V titolo, questa volta hanno premiato i nostri avversari, che si sono certamente meritati il passaggio del turno. A fine partita ci aspettavamo la sfuriata del Mister, ma questa non è venuta probabilmente perché il Presidente Abate era distratto e più preoccupato dal fatto che il Milan di li a qualche ora avrebbe scucito lo scudetto dalla maglia dell'Inter! Che giornata nera che sarà stata per lui..... Dopo l'incontro consueto terzo tempo che confidiamo abbia soddisfatto i "cugini" vicentini. Credo sia giusto attribuire un doveroso ringraziamento a tutti quelli della nostra squadra che si sono impegnati anche quest'anno, in primis al "mitico" capitano Mario Martinelli, che anche sabato, con quasi trenta gradi e a quasi 47 anni anni, ha corso di più di chi ne aveva 20 di meno di lui. In bocca la lupo a chi resta in competizione e un arrivederci alle finali oppure al prossimo anno. Marco Cappellari”.
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sabato 30 aprile 2011

AVVOCUP - Si completa anche il quadro del girone "A": Mantova esce di scena...

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MANTOVA - BRESCIA 0-1 (soldà)
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Gaetano Alaia (Mantova): "Brescia supera Mantova 1 a 0 ed affida al posticipo di Bergamo le speranze di qualificazione dei biancorossi (oggi in maglia azzurra grazie allo sponsor storico Farmacia Mazzoli di Quistello). Brescia passa al 15° minuto, con un gol di rapina di Soldà e riesce a portare a casa la partita con una delle migliori difese del campionato (probabile per tutto il reparto difensivo una richiesta di test antidoping o quanto meno di un test di diritto). Ottimo terzo tempo e orecchie attaccate alla radio per la partita di Bergamo".
Giulio Soldà (Brescia): "A Pozzolo va in scena il derby lombardo per l'ultimo posto disponibile nei quarti. Brescia parte meglio e le rondinelle, dopo un dubbio intervento in area mantovana su Federico Abate, non sanzionato dal direttore di gara, passano in vantaggio con Soldà che anticipa su un cross teso dello stesso n. 7, sul primo palo e con spaccata realizza l'1 a 0. Tra il caldo e le zolle la partita arriva all'intervallo con molti scontri fisici. Nel secondo tempo la leonessa si copre a difesa del prezioso risultato, ma in contropiede due volte con Ghidoni, due con Soldà, una con Mulè sfiora il due a zero. E così all'ultimo minuto Villini su punizione sfiora l'incrocio del possibile pari".
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BERGAMO - RIMINI 4-2 (cavagna [R], cerullo [BG], scudeller [BG], scudeller [BG], scudeller [BG], coppola [R])
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Luca Cerullo (Bergamo): “Al comunale di Zanica la Bergamo Lex si impone per 4 a 2 su Rimini ed accede ai quarti di finale. Nonostante il risultato, la partita è stata equilibrata e combattuta. Entrambe le squadre sono scese in campo falcidiate dalle assenze: per Bergamo, oltre ai defunti (calcisticamente) Manzoni e Gelmini, assenti anche Galatti, Di Dio, Bonomi, Luca Cagnazzo, Zesi e Regazzoni. Presenti, invece, Attila Baruffi e il dott. Marco Fattorini: il primo non calcava i campi da gioco dal maggio 2010, ossia dai quarti di finale con Bassano; il secondo, assistito dall’agente Marcello Brignoli, dopo mesi di corteggiamento ha ceduto alle lusinghe della dirigenza orobica . Bergamo si schiera con il consueto 4-4-2 così composto: Mazzariol fra i pali, Birolini-Fachinetti-Colombo-Pizzoccheri in difesa, Cerullo-Rillo-Baruffi-Cagnazzino a centrocampo, Marco Fattorini e bomber Scudo in attacco. La partita inizia all’insegna dell’equilibrio. La Bergamo Lex, come suo solito, agisce di rimessa, mentre Rimini mostra un buon possesso palla ed una tecnica invidiabile. Il match si sblocca al 15’ del primo tempo, quando Rimini passa in vantaggio grazie ad una punizione dal limite. Gli orobici reagiscono con grinta ed ottengono l’immediato pareggio: un difensore romagnolo perde palla in area e Cerullo di sinistro, infila il portiere. Il pareggio non smorza la veemenza orobica. Dopo pochi minuti la Bergamo Lex passa in vantaggio. Mister Rillo lancia sulla fascia sinistra Cerullo. Il n. 3 supera in velocità la difesa avversaria, conquista il pallone prima che superi la linea di fondo, dribbla un difensore e crossa al centro per Bomber Scudo, che di testa/rotula segna il gol del vantaggio. Trascorrono ancora pochi minuti e Cerullo, dalla trequarti, detta il passaggio in profondità a Bomber Scudo, che si incunea fra i difensori avversari e segna il terzo gol con un destro di precisione. Rimini non si dà per vinta e vende cara la pelle, rendendosi pericolosa con alcune punizioni dal limite che mettono in apprensione la retroguardia orobica. A pochi minuti dalla fine del primo tempo, tuttavia, Bomber Scudo, implacabile, firma il quarto gol, finalizzando un’azione costruita a centrocampo da Baruffi, Fattorini e Rillo. Il primo tempo si chiude sul 4-1, ma la sensazione è che la partita non sia affatto decisa. Ed infatti nel secondo tempo Rimini dimostra la propria forza e mette alle corde gli orobici, grazie ad un ottimo possesso palla, all’organizzazione di gioco ed alla tecnica di alcuni giocatori. A dieci minuti dall’inizio del secondo tempo Rimini accorcia le distanze con il n. 11, uno dei migliori in campo, che con un tiro a girare alla Del Piero supera Mazzariol. Il leit motiv del match, per i restanti minuti di gioco, resta lo stesso. Bergamo continua ad agire di rimessa e con Scudeller, Longobardi e Cerullo sfiora il quinto gol, ma il risultato resta inchiodato sul 4-2 sino alla fine. Entrambe le formazioni accedono ai quarti, sfortunatamente a spese di Mantova... mi spiace… Terzo tempo eccellente presso il ristorante la “Gatta al Lardo”, onorato dai colleghi di Rimini ed anche dagli Orobici, forse incentivati dalla pubblica “reprimenda” di Padova, tanto utile quanto inopportuna: una mail al responsabile della squadra sarebbe stata più che sufficiente. Al termine dell’incontro, lo ricordo, nessuno ebbe da ridire sulla nostra assenza, peraltro dovuta soltanto al venire meno dell’unica vettura disponibile per il ritorno a casa.
PAGELLE
Mazzariol: incolpevole sui due gol, in poche altre occasioni chiamato all’intervento, voto 7
Pizzoccheri: buona prestazione difensiva per il n. 2 orobico, sempre grintoso e combattivo, voto 7
Colombo: sicuro e deciso nel guidare la difesa, voto 7+
Birolini: solita prestazione tutta grinta e sacrificio, nel primo tempo sfiora anche il gol, voto 7
Fachinetti: attento in marcatura e nelle chiusure, deciso nei contrasti, voto 7- (il meno è per l’abito e la valigetta non in tinta con cintura e pantaloni)
Baruffi: non butta mai il pallone, corre, contrasta e dà l’anima per la squadra, voto 7+
Rillo: finalmente il Mister è tornato ai livelli che gli competono, voto 7,5
Cagnazzino: prestazione di carattere sulla fascia destra, voto 7
Cerullo: un gol, due assist e qualche chilometro nelle gambe, voto 8,5
Fattorini: tecnica, senso della posizione e visione di gioco, voto 7,5
Scudeller: puntuale ed implacabile, voto 8,5
Guarino: subentra a Cagnazzino e non lo fa rimpiangere, voto 7
Longobardi: si danna per la squadra, corre e riesce a presentarsi solo davanti al portiere in un paio di occasioni, voto 6/7
Furlanetto: subentra a Rillo e lo sostituisce degnamente, voto 7
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Federico Cavagna (Rimini): "Bergamo Rimini 4-2. Marcatori rimini Cavagna e Coppola. Partita equilibrata con 10 minuti di sbandamento costati cari".