.

.
Visualizzazione post con etichetta amatori '12-'13 - pagelle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amatori '12-'13 - pagelle. Mostra tutti i post

martedì 30 aprile 2013

CAMPIONATO AMATORI - Le pagelle (di Giovanni "Tatanka" Celano)


Cornacchia: 6,5 – Bene nel primo tempo, quando sventa un paio di occasioni da rete degli avversari, che si erano liberati al tiro sul rettangolo verde di Santa Fosca a San Martino al Tagliamento (che ora è nettamente meglio del nostro campo di Sedrano, purtroppo…); nella ripresa, invece, non mi pare totalmente indenne da colpe sul primo goal altrui: è pur vero che c’era stato uno “sciagurato” rinvio di testa verso il centro dell’area da parte di Iodice, ma l’uscita è un po’ in ritardo, nonostante la spinta ricevuta dall’avversario, perciò l’arbitro Buonocore decide di convalidare ugualmente. Sul secondo goal, invece, gli si presenta dinanzi l’avversario solitario (c’era fuorigioco? Ai posteri l’ardua sentenza), così non può farci granché, purtroppo. Comunque, se la cava in maniera più che positiva.

Lorenzon: 6,5 – Preciso, corretto e pulito sul suo avversario diretto; la sua presenza dà una certa sicurezza alla difesa, tant’è vero che nel primo tempo non soffriamo molto, se non per i due interventi del portiere di cui sopra. Inoltre, si sacrifica, prendendo botte dagli scatenati attaccanti altrui. Tuttavia, doveva andare ad un battesimo, per cui esce nell’intervallo: la difesa ne soffre abbastanza, finché arrivano i goal dell’Arzene, che chiudono la pratica a nostro sfavore. Emanuele, peraltro, se ne era già andato verso la cerimonia religiosa…

Del Bianco: 5,5 – Rientrava da un lungo intervallo di “stand by”, così non gli si poteva certo chiedere granché: ci mette impegno e sofferenza, ma, del resto, nella ripresa la squadra faticava in ogni reparto, complice la crescente pressione degli avversari, che avevano bisogno dei tre punti per ambire ad una promozione ormai vicina, quindi le differenti motivazioni hanno fatto la differenza in campo (si dice sempre così in questo periodo dell’anno). Gli servirebbe ancora un po’ di rodaggio, ma le occasioni non mancheranno fino al termine della stagione. Effettua l’unico nostro tiro in porta nella ripresa, anche se è uscita una telefonata al portiere. Dacci dentro, Enzo!

Contento: 6- - Si è dato da fare tutta la partita contro il suo ostico avversario diretto, che ha controllato quasi sempre in maniera corretta ed efficace. Va apprezzato per come regge gli 80 minuti di partita senza patimenti eccessivi, senza, d’altronde, sfigurare in una difesa costretta al superlavoro per buona parte dell’incontro. Se la barca affonda, la colpa è di tutti, ma la sua percentuale mi pare ridotta, in tutta sincerità.

Zanardo: 5,5 – Viene sballottato da una parte all’altra del campo, patendo non poco i continui cambi di posizione e di funzioni assunte; parte a centrocampo, poi passa in attacco e poi ritorna in mezzo al campo ma con altri compiti: la tattica determina tutto ciò, ma, se poi si pone dubbi esistenziali, ne ha buone ragioni, credo. Mi sa che sarà tornato a casa chiedendosi: “Che cosa sono io?”. Comunque, ci ha messo tutto l’impegno possibile e ciò va apprezzato al di là dei risultati.

Pergola: 5,5 – Se l’era cavata egregiamente nel primo tempo, limitando al massimo le incursioni avversarie ed impedendo che gli attaccanti altrui potessero nuocere più di tanto al nostro portiere; tuttavia, nella ripresa veniamo perforati due volte su incursioni centrali e lui fa lo stopper… Gli riconosco le attenuanti di non avere colpe specifiche in occasione del primo goal, che è maturato in circostanze alquanto strane (con un mezzo fallo sul portiere, come detto sopra), ma sul secondo non possiamo soltanto appellarci alla nota idiosincrasia dell’arbitro Buonocore per il fuorigioco, in tutta sincerità. Un intervento si sarebbe potuto tentare, anche se forse sarebbe stato pressoché inutile. Amen!

Iodice: 5+ - Mi dispiace dovergli dare la croce addosso per il primo goal subito, ma il rinvio a campanile sull’incursione avversaria ha consentito all’Arzene di passare in vantaggio; si sarebbe potuto buttare fuori la palla, ma so bene che adesso è facile parlare a tavolino, mentre in quei frangenti bisogna pensare ed agire in una frazione di secondo. Anche sul secondo goal si potrebbe obiettare qualche cosa, ma direi che possa bastare così per oggi: applichiamogli la circostanza attenuante specifica Buonocore (vedi Pergola) e buona notte. Si rifarà!

Fasan: 6 – Fa legna in mezzo al campo, lottando come un leone contro i due avversari che di solito gli si parano dinanzi; in qualche occasione – soprattutto nel primo tempo – va un po’ sopra le righe, rischiando cartellini inutili, ma Buonocore sorvola su certe reazioni e stavolta gli va bene così, evitando guai peggiori alla squadra (nel 2006 lo stesso arbitro, in una memorabile partita disputata a Ceolini, ci aveva espulso Ribetti e Pollini nel contempo dopo nemmeno 10 minuti di partita, condannandoci ad una sconfitta per 0-6, difatti, dopo che lo stesso Ribetti aveva subito un fallaccio sulla tre quarti avversaria, ricordo). Si spegne un po’ nella ripresa, seguendo l’andazzo generale.

Gullo: 6- - Vale per lui lo stesso discorso fatto per Fasan, fatta eccezione per il nervosismo, che non lo caratterizza affatto; tuttavia, se Gino lotta come un leone fin quasi alla fine, Piero sembra rassegnarsi prima all’ineluttabile sconfitta che si profila sul campo di Santa Fosca, lasciandosi andare alla marea. Peccato: saprebbe e potrebbe fare qualche cosa di più, ma domenica non c’erano tante motivazioni. Comunque, è ammirabile per come casca a terra lui ogni volta che subisce fallo, visto che ci frutta sempre una punizione a nostro favore.

Celano: 6 – Dopo lungo tempo torna a giocare dall’inizio, per cui decide di tirare da ogni posizione (hai visto mai che il portiere avversario sia distratto? Purtroppo, era attentissimo), così cava due tiri senza molte pretese dai vertici dell’altrui area di rigore; successivamente, patisce la manovra della squadra, che si arena spesso prima dell’ultimo passaggio o del cross dalla fascia verso il centro, così deve spesso rincorrere il pallone sui nostri lanci lunghi dalle retrovie, andando spesso a sbattere nel collega Marzona, che è senz’altro il miglior difensore dell’Arzene, ma lotta da par suo contro due o più difensori. Esce senza infamia e senza lode nell’intervallo, rimpiangendo la mancanza di un testuale compagno di reparto.

Dreon: 5,5 – Era all’esordio con noi e ciò costituisce senz’altro un’attenuante di non poco conto, dovendo adattarsi a compagni mai visti né conosciuti prima; “lo raccomanda” Pippo Gurnari – un nome, una garanzia -, ma la realtà è stata un po’ più complicata delle aspettative. Pare solido e sicuro del fatto suo. Va rivisto in diversi frangenti, magari con la squadra al completo in ogni reparto, anche perché non ha avuto modo di pungere granché.

De Gottardo: 6- - E’ in un periodo di involuzione (che diavolo è successo in quel Sud Est asiatico qualche mese fa? Manderò l’F.B.I. ad investigare!), però si sono visti dei timidi cenni di ripresa con qualche volata sulla fascia, a cui, peraltro, non hanno fatto seguito i cross verso il centro, che ci avrebbero permesso di impensierire un po’ di più il quasi inoperoso portiere avversario con qualche deviazione sotto misura. Non è che, per caso, si stia tenendo buono per esplodere a Brescia davanti a Soldà e soci? Sarebbe auspicabile, soprattutto per chi dovrebbe essere destinatario dei suoi cross…

Boschian Pest: 5,5 – Rimpiazza un De Gottardo lievemente sotto tono, ma stavolta, diversamente dalla partita con il Prata, non gli riesce il colpo a sorpresa; anzi, si fa un po’ sorprendere in occasione dei goal dagli avversari più smaliziati e svelti di lui; tuttavia, era entrato in un contesto già difficile e non sarebbe giusto dargli tutte le colpe: lui, da bravo soldatino, esegue gli ordini come può; i risultati miglioreranno, no?

Toffoli: 5,5 – Vale per lui il medesimo discorso fatto precedentemente per Zanardo, dovendo cambiare almeno tre ruoli nel corso della partita, ma si sa che alle esigenze tattiche bisogna soltanto obbedire, per cui si adegua senza discutere; ne deriva che la resa è quella che è, tuttavia. Sulla fascia dà qualche saggio della sua bravura ad andare via all’uomo, dimostrando la solita proprietà di palleggio, ma l’appoggio al compagno libero resta il punto debole. Diciamo che si è tenuto anche lui buono per Brescia e va bene così per questa partita.

Grigoletti: 6- - L’ organico a disposizione era quello che era: mancavano quasi tutti gli attaccanti e lui fa quello che può con il materiale a disposizione, mescolando le pedine per cercare di cavare qualche cosa di buono. Non gli va molto bene, purtroppo, ma c’era poco da fare con i noti problemi di costruzione del gioco, che non scorre fluido da centrocampo verso l’attacco. Forse due punte di ruolo avrebbero impensierito un po’ gli avversari, tenendoli maggiormente in difesa. Vediamo che cosa ci porterà il futuro: c’è Brescia che incombe, ma il buon Silvano sa bene come far vedere i sorci verdi a Soldà e soci, ne sono sicuro.
.

giovedì 25 aprile 2013

CAMPIONATO AMATORI - Le pagelle (di Giovanni "Tatanka" Celano)


Cornacchia: 6,5 – La prestazione è positiva, ma sul loro goal respinge davanti a sé, esponendosi all’immediata replica vincente dell’avversario, senza prevedere che il buon Boschian non sarebbe mai arrivato a coprirlo… Al di là degli scherzi, la sua partita è stata buona, ma di solito fa qualche cosa di più, mentre in questa occasione non gli è riuscito il miracolo, limitandosi all’ordinaria amministrazione, che, peraltro, nel suo caso è già più che sufficiente. Sarebbe meglio dargli un “senza voto”, perché ciò significherebbe che non è mai stato impegnato nella partita, ma non è ancora possibile farlo, perché dobbiamo prima avvisare gli altri di questa mia intenzione.

Zaffino: 7- - Si è reso protagonista di una rilevante prestazione, ponendo la ciliegina sulla torta con il bel goal, che ci aveva portato in vantaggio nel primo tempo; poi, purtroppo, non abbiamo mantenuto il vantaggio fino al termine, ma resta la sua bella partita, da cui, purtroppo, deve uscire a causa del riacutizzarsi di un vecchio infortunio; mi sembrava in progresso rispetto alle ultime prestazioni di cui l’avevo protagonista, ma la sfortuna ci ha messo lo zampino.

Ros: 6 – Rimpiazza Zaffino poco dopo l'inizio della ripresa, andando a svettare in difesa grazie alla sua altezza; ricordo molte sue respinte di testa su traversoni degli avversari, infatti, così come mi pare che abbia presidiato bene la difesa stessa, adempiendo agli ordini di Grigoletti; l’esperienza supplisce alle carenze dinamiche, mentre il suo proverbiale senso della posizione gli consente di farsi sempre trovare al posto giusto. La vecchia guardia non molla mai: può a buon titolo esere inserito tra i pretoriani di Toni Pollini con Luisa Vissat, Pergola e Contento!

Contento: 6+ - Si dà da fare a più non posso sull’avversario diretto, di cui patisce il superiore dinamismo, ma, comunque, non lo fa mai andare via e questo è un suo merito indiscutibile, tenendo la sua posizione con ordine e disciplina da bravo centurione della marcatura. Non gli si può certamente chiedere di impostare l’azione e di farsi anche vedere in attacco, per cui ha fatto il suo, delegando ad altri (e più giovani) compagni il compito di agire più in su. Ne consegue un voto positivo per lui: per voti superiori, però, Manlio, bisogna apparire per lo meno a centrocampo…

Luisa Vissat: 6,5 – Comanda la difesa con il consueto piglio gladiatorio (Oddio, ogni tanto si arma di un glado di latta e fa molto casino, ma in questa occasione ha saputo trattenersi: del resto, non potrà mai essere taciturno come Zeman, vero?) e mantiene bene le redini del reparto; forse avrebbe potuto tenere la squadra più corta, il che ci avrebbe aiutati in attacco a provare di schiacciare gli avversari (la cui difesa era un po’ lenta e stagionata, in verità) nella loro area, ma pare adesso una questione di lana caprina. Farà ancora marce?

Pergola: 6+ - Sostiene la difesa con vigore e mette il suo costante contributo alle respinte della stessa, per cui la squadra – a differenza di altre volte – non balla quasi per nulla; tiene bene l’avversario diretto, evitando che possa arrecarci danni irreparabili. Contribuisce alla difesa dei due secoli (lui, Contento, Luisa Vissat e Ros superano abbonadantemente i 200 anni di età in quattro, infatti), ma non si vede alcun problema di sorta: stavolta l’esperienza individuale e complessiva ha pesato positivamente a conquistare un buon punto in quel di San Quirino.

Gullo: 6 – Fornisce il solito contributo di solidità e di copertura a centrocampo, coprendo la posizione con impegno; certo, non brilla granché, però non ci si poteva di certo attendere chissà quale slancio in attacco, visto che gli avversari hanno provato fino alla fine a far propria la partita. Mi ha ricordato – per dedizione alla causa e spirito di sacrificio – il Soldatino Di Livio di vari anni fa…

Fasan: 6+ - Si è reso protagonista di alcuni spunti interessanti, che, tuttavia, non hanno portato a grandi risultati finali; non fa nulla: è stato parte attiva di una partita caratterizzata da molto gioco a centrocampo e qualche proiezione offensiva, per cui bisogna tenerne conto in sede di giudizio, anche se alla fine si è un po’ adagiato sul tran tran altrui. Mi piacerebbe vederlo al tiro almeno in qualche occasione, a proposito.

Zanardo: 6 – Aveva iniziato piuttosto tonico e stimolato, forse perché il fatto di partire dall’inizio lo aveva esaltato, rendendolo protagonista di un discreto primo tempo; alla distanza, poi, è sembrato un po’ in calo, per cui Grigoletti lo sostituisce poco prima del pareggio avversario. La sostituzione non l’ha lasciato felice, come è naturale che sia, ma presumo che l’allenatore volesse coprirsi un po’ in difesa, anche se, poco dopo, è arrivato il goal avversario: sono cose che capitano a chiunque, ma l’importante è saperne uscire bene, reagendo in maniera costruttiva, direi.

Boschian Pest: 5,5 – Il voto è condizionato dal fatto che il marcatore avversario del goal del pareggio proveniva dalla sua parte, così ha potuto ribattere in rete senza troppe difficoltà la respinta difficile di Cornacchia; io l’ho vista così dal campo, ma non sono certamente l’oracolo di Delfi, ovviamente… Il resto della sua partita non è stato malaccio, in verità, ma continua a mancargli il piede destro (nel senso calcistico, benintesi) e ciò nuoce non poco al suo gioco, che, conseguentemente, pende sempre da una sola parte: avrei un bel muretto a disposizione…

Benvenuti: 6- - Non fa mai mancare il suo proverbiale tremendismo in campo (non si ferma mai!), però il nervosismo resta il suo punto debole: quando gli avversari capiscono che è un po’ fumantino, lo puntano a bella posta, sperando di poterlo far cacciare dall’arbitro. Questo aspetto è tutt’altro che positivo e, purtroppo, si è ripetuto lunedì scorso, per lo meno sino a quando Grigoletti ha capito i rischi che correva nel tenerlo in campo e, periò, l’ha mandato anzitempo sotto la doccia a meditare. Tra gli Amatori la realtà e questa: bisogna adeguarsi giocoforza, per quanto sia spiacevole, Andrea.

Iodice: 6 – Entra al posto di Benvenuti e corre subito a dare una mano al nostro centrocampo, dove fa quel che può in considerazione delle sue precarie condizioni fisiche. Dà una mano (piccolina, stavolta) all’impostazione del gioco, ma ormai la squadra era stanca, per cui esce fuori ben poco, anche se non è colpa sua, in tutta sincerità. Andrà meglio dopo un po’ di riposo, penso, dato che le scorie di Malo pesavano ancora su vari giocatori.

De Gottardo: 6+ – Fa quel che può prima a centrocampo e poi in attacco con il sottoscritto, ma a fine partita era piuttosto stanco, così il suo contributo è un po’ limitato alla causa della ricerca del goal; tuttavia, i cambi erano finiti e lui stava giocando in un ruolo non suo, eseguendo le consegne dell’allenatore, per cui non ha mal fatto, anzi. E’ da lodare il suo spirito di sacrificio per la squadra: si è meritato l’ampia sufficienza, in breve.

Capuzzo: 6+ - L’ inizio era stato promettente con una bella discesa ed un tiro poco fortunato; era piuttosto mobile ed impegnato su tutto il fronte dell’attacco, ma sul più bello ha avuto un risentimento muscolare, che l’ha costretto ad una rapida resa. Se consideriamo che lui, Zaffino, Vicenzotto, Martini e Tirelli stanno a vario titolo in bacino di carenaggio per vari infortuni, c’è da preoccuparsi per chi gioca da quelle parti… Ogni riferimento a situazioni personali è tutt’altro che casuale, ovviamente. Lo attendiamo con fiducia, una volta ristabilitosi in forze.

Celano: 6 – Subentra quasi a freddo a Capuzzo e subito gli capita un’occasione su respinta della difesa avversaria, ma non riesce ad indirizzare con grande forza la palla verso la porta, così la stessa viene intercettata da un difensore avversario; per il resto, patisce la carenza di compagno di reparto, soprattutto dopo l’uscita di Zaffino dal campo all’inizio della ripresa, ma si sbatte il sufficiente per animare un po’ la manovra di attacco. E’ dura giocare da soli contro due o tre avversari, però si dà ugualmente da fare, cercando di sviluppare la manovra sulle fasce per andare a ricevere un cross al centro; non ne sono arrivati molti, ma fa niente. Ci riproverà in futuro!

Grigoletti: 6,5 – Amministra bene la squadra, gestendo bene le sostituizioni con quello che ha in panchina, ossia tre difensori ed una punta; gli capita la disdetta di dover far fronte a due infortuni in attacco, ma – da vecchia volpe della panchina – rimedia da par suo; per sua fortuna, Pollini non è il Conte Foscolo, così porta a casa un buon pareggio. Ora pensiamo, risolte le prossime partite del Campionato Amatori, a Brescia, dove sarebbe bello andare a recitare una parte da protagonisti, per tentare di risolevare il sin qui deludente Campionato Forense di questo disgraziato anno 2013: il mio vecchio amico Soldà merita un bel regalino da chi studiava con lui una ventina di anni fa…
.

martedì 9 aprile 2013

CAMPIONATO AMATORI - Le pagelle (di Giovanni "Tatanka" Celano)


De Col: 6,5 - Nella giornata che segna il più che probabile abbandono di ogni velleità di promozione della squadra, si impegna molto per evitare il tracollo finale; certo, non è colpa sua se i primi due goal avversari si infilano nell'angolino scoperto dal portiere (soprattutto perché il secondo proviene da un nostro vecchio compagno al Don Bosco, ossia quel Qualizza che nel lontano 1987 aveva realizzato un autogoal simile con retropassaggio al portiere Sessolo da centrocampo in una partita storica contro la Ramuscellese di Beppino Zoppolato, mentre il padre - ormai morto da qualche anno: reato estinto, caro Eugenio, anche perché non era stata presentata alcuna querela da parte dell'interessato nei termini di legge - di un altro mio compagno apostrofava l'allora arbitro come "figlio di una cooperativa di prostitute", visto che tollerava il gioco duro contro il figlio in campo... Bei tempi!) e, anzi, nella ripresa ferma più volte gli avanti roveredani giunti a tu per tu con lui. Mi dicono che non sia stato irreprensibile sul terzo goal, ma la realtà è che la difesa non teneva più gli scatenati punteros della Pedemontana, per cui resta ugualmente più che sufficiente, ma deve ricordarsi di restituire a Toni la muta di gioco nella borsa di plastica.

Benvenuti: 7- - Per me, è il migliore in campo, sebbene abbia fallito una ghiotta occasione da goal a metà primo tempo, che avrebbe probabilmente spento le velleità di rimonta degli avversari. Spingeva come un ossesso, era calmo (anzi, serafico), subendo i falli altrui con cristiana rassegnazione, pompava sulla fascia, lanciava i compagni all'azione di attacco e difendeva con energia: questo è il Benvenuti che mi piace vedere in campo, solo che non gli si può chiedere di cantare e portare la croce, per cui ci sta che possa sbagliare un goal dopo una volata di almeno 50 metri e non me la sento di affondare il bisturi nei suoi confronti, soprattutto in una giornata in cui i problemi erano altrove, secondo me.

Contento: 6- - Ha giocato il solo primo tempo, disimpegnandosi in maniera quasi sufficiente; come spesso gli capita, aveva da marcare un tipo svelto con un passo diverso dal suo, ma il mestiere non gli manca, per cui ha cercato di supplire con l'esperienza al maggior dinamismo del diretto avversario, tuttavia, sa fare di meglio; esce nell'intervallo per un piccolo infortunio, lasciando spazio a Bellotto e, soprattutto, andando così esente dal marasma della ripresa, che ha investito la nostra difesa con le sembianze di un tornado.

Bellotto: 5,5 - Entra subito dopo l'intervallo e sembra che se la cavi bene sull'avversario diretto, tant'è vero che la squadra passa rapidamente in vantaggio, ma poi partecipa attivamente al tracollo (senza colpe specifiche e dirette, peraltro) della difesa, che consente nel suo complesso di segnare due volte all'A.C.A.R. in due minuti; forse avrebbe potuto chiudere meglio sul marcatore della terza segnatura, ma, del resto, non era di sua pertinenza. Cambia poco: il risultato condanna la squadra oltre i suoi demeriti, ma questa è la dura legge del calcio, che determina pure il suo voto, in breve.

Gullo: 5,5 - L'ho visto assai più efficace in altre partite, mentre stavolta era un po' abulico e svagato in mezzo al campo; lo ricordo come un gran mazzolatore, mentre in questa occasione ha palesato un piccolo calo di condizione fisica. Urge rimediare con prestazioni migliori e più toniche: non può lasciarsi andare così, per poi essere sostituito nell'intervallo, visto che appartiene alla vecchia scuola (a cui mi onoro di prendere parte anch'io, tra l' altro) del calcio, dove quelli come lui non perdevano mai la bussola. Attendiamo il riscatto, O.K.?

Rumiel: 5,5 - Subentra a Gullo dopo l'intervallo; era da un po' che non lo vedevo e mi ha subito impressionato per la ridotta mobilità rispetto al passato. Il tocco di palla resta buono e tatticamente non lo si può discutere, ma bisogna recuperare una condizione fisica accettabile, perché a noi serve il vecchio Rumiel con le sue entrate determinanti sull'avversario e gli intercetti (da football americano) sui lanci altrui, per poi armare il nostro centrocampo o direttamente gli attaccanti. Dov'è finito quell'Alberto Rumiel? Andiamolo tutti a cercare, perché ci manca assai!

Pergola: 6,5 - Il suo personale periodo positivo sta proseguendo, tant'è vero che la sua uscita dal campo avviene prima del nostro tracollo; è in buone condizioni fisiche e si vedono i risultati di tanto allenamento; peccato solo per il primo goal, dove l'attaccante avversario (non so se era marcato da lui, tuttavia) ha tutto il tempo di sistemarsi il pallone con il petto, prima di spararlo nell'angolino lontano di De Col e, di conseguenza, di raggiungere il provvisorio pareggio. E' un peccato che la squadra non approfitti di tale sua condizione di grazia, vanificando il tutto nelle successive azioni. Speriamo che duri così e buon compleanno!

Luisa Vissat: 5+ - Stavolta non mi è piaciuto più di tanto; sarà certamente un caso, ma con lui becchiamo due goal (di cui uno, cioè il secondo, evitabile con un po' più di accortezza difensiva, siamo sinceri) e salutiamo il campionato, vanificando gli sforzi finora effettuati, anche se non è ancora detta l'ultima parola matematica. Forse bisogna scegliere tra le marce ed il calcio: mantenere entrambi gli impegni sembra nuocergli, difatti, almeno a mio avviso. A noi serve il vecchio capitano sempre sul pezzo, pronto ad urlare (anche a sproposito ogni tanto, in verità) e dedicato al morale altrui, capisci, Paolo?

Iodice: 6+ - Anche lui festeggiava il compleanno ed è riuscito persino a bagnarlo con un bel goal di rapina nella ripresa; la famiglia ha partecipato ai festeggiamenti finali, così come la squadra, però dispiace che il tutto sia coinciso con una prestazione tutto sommato deludente del team forense, che si è lasciato sfuggire per l'ennesima volta l'occasione di dire la sua in un campionato amatoriale ormai stregato. Enrico, peraltro, non ha colpe specifiche sulle amnesie difensive, se non quella - derivante dalla responsabilità oggettiva che concerne il libero di ogni formazione - di non dare grande sicurezza ai compagni, che, quindi, si lasciano "imperare" tre volte dagli avversari. Le chiusure difensive lo vedono in affanno, ma, del resto, sabato non ce n'era per nessuno.

Fasan: 5,5 - Qui si tratta di un altro caso di "tutto o niente"; ci sono giornate in cui è uno sfracello sulla fascia e giornate in cui, invece, lascia a desiderare; mi pare che sabato scorso si sia trattato di un giorno poco felice, anche se non rammento sue nefandezze particolari; forse non era semplicemente una giornata favorevole per la sua condizione globale, tant'è vero che Grigoletti lo cambia durante l'intervallo con Toffoli, ricercando forse un maggior dinamismo unito alla freschezza atletica. Mal gliene incoglie, ma ne parliamo subito....

Toffoli: 5 - Il discorso fatto per Fasan va ripetuto "a fortiori": sabato scorso non mi ha convinto, anche se, a sua discolpa, va detto che è entrato proprio mentre la difesa stava affondando sotto gli impietosi colpi avversari, il che aveva poco a che vedere con lui. Tuttavia, doveva dare - nelle intenzioni dell'allenatore, credo - quel "quid pluris" sulla fascia, di cui è senz'altro munito, e, invece, è stato devastante con i suoi battibecchi con i compagni (segnatamente con Tirelli ma anche con qualcun altro) e nelle contese per il pallone dato o non dato. Perché bisogna buttarsi via così? La parabola dei talenti gli si addice alla perfezione, purtroppo; provi con la camomilla prima delle partite e migliorerà del 50%!

Sarcinelli: 6- - Dura la vita per tutti, anche per quelli maggiormente dotati di tecnica e tocco come lui, se la squadra non gira nonostante tutto. Cerca di mettere un po' d'ordine in mezzo al campo e, in verità, per più di un tempo ci riesce, ma non è un incontrista e nulla può fare per impedire che la squadra arretri inopinatamente il baricentro, andando, così, incontro all'inevitabile sconfitta; si infortuna battendo (maluccio) un calcio d'angolo a nostro favore, ma ormai la frittata era fatta.

Celano:6- - Entra ad un quarto d'ora dalla fine, riportando Benvenuti nella sua posizione più congeniale sulla fascia; gli capitano poche palle e tante botte, ma si dà da fare il giusto. Gli si presenta una mezza occasione, che cerca di risolvere con un tiro sul primo palo: va fuori (alto, per la precisione, di 40 centimetri sulla traversa); il digiuno continua, ma qualche cosa si sta muovendo al suo interno: prevedo novità future... "Tanto tuonò, che piovve"? Speriamo, altrimenti dall'estero verranno critiche di chi non vede direttamente le nostre partite, senza notare gli assist al bacio in passato dispensati ai compagni così fortunati da ricevere tanti regali dal cielo...

Tirelli: 5,5 - La sua prestazione non è stata pessima, però il nervosismo (vedi alla voce "Toffoli") l'ha inevitabilmente contagiato, rendendolo meno preciso del solito; va detto, a sua discolpa, che il suo compagno di reparto stavolta era l'ombra dell'attaccante a noi noto (ne parliamo più avanti) e che l'arrembaggio finale l'ha più danneggiato che altro, pur avendo Grigoletti usato le tre punte; forse lo si sarebbe potuto spostare sulla fascia sinistra alla fine, per sfruttare le doti acrobatiche del sottoscritto, che di testa si fa valere, al centro, ma questo è un discorso ormai postumo. Va aggiunto, peraltro, che sabato era in versione generosa – ha provato più volte l'assist - e ciò torna a suo onore.

De Gottardo: 6,5 - Il goal iniziale (o gollonzo? Ai posteri l'ardua sentenza!) l'ha esaltato non poco, tant'è vero che nella ripresa scheggia la traversa con un bel tiro da fuori area; è apparso senz'altro in ripresa rispetto a Padova (correva più di Sarcinelli, oh yes!) ed ha dato concretezza ad un centrocampo privo di lampi di genio, ma Luca non è un inventore di gioco, purtroppo, per cui non gli si può chiedere il fosforo dato in dote ad altri, secondo me. Comunque, svolge il suo compito in maniera egregia ed è l'ultimo a mollare, pur non servendo ciò a muovere la classifica, sfortunatamente.

Martini: 4,5 – Gli do questo voto con la morte nel cuore, perché mi dispiace tantissimo dover affondare il coltello su di un compagno di reparto (e forse futuro collega di lavoro...) tanto dedito alla causa - rammento il suo infortunio muscolare di un anno fa... - e gentile in campo, poiché non ha mai polemizzato con nessuno, però i due errori sotto porta incidono non poco nel risultato finale e ci costano tantissimo; il primo tiro, sul finale del primo tempo, è andato altissimo sulla traversa, mentre bastava un diagonale sul secondo palo, mentre il secondo - un appoggio a due metri dalla porta ormai vuota - è capitato anche a me in altri campionati con squadre diverse. La giornata era nerissima per lui, che ha pagato colpe pure altrui. Gli do tutta la mia solidarietà da punta a punta: la situazione non è certamente delle migliori, ma passerà presto! Comunque, si può parlare anche di calamità in attacco e non solo in difesa.

Boschian Pest: 5,5 - Subentra ad uno spaesato Martini e si colloca in difesa a sinistra; spinge con alterne fortune sulla fascia e non tutti gli appoggi gli riescono bene, però ci mette l'anima, pur partecipando al disastro difensivo, che ci ha visti soccombere contro una squadra complessivamente alla nostra portata (l'avevamo quasi sempre sconfitta in passato, infatti); probabilmente lo penalizza il fatto di saper usare solo il piede sinistro - dovrebbe allenare pure il destro: non è mai troppo tardi per migliorarsi, in effetti - e di non avere il lancio tracciante di un Sarcinelli, ma aspettiamo ugualmente il professore a lezione.

Grigoletti: 6- - Non lo invidio affatto; avere una squadra che ti si squaglia sul più bello è una prospettiva tutt'altro che esaltante, anche perché le sta provando tutte: sabato ha persino rischiato le tre punte nel finale con poco esito, dopo aver ruotato i giocatori a sua disposizione. Notava giustamente Bellotto che dallo scorso mese di dicembre gli Avvocati hanno perso il filo diretto con la vittoria ed il bel gioco: per la prima posso dare il numero telefonico di mia figlia Vittoria (forse servirà come mascotte...), mentre per il secondo occorre recuperare la miglior forma di alcuni calciatori, in alternativa, rimpiazzarli con gli altri a disposizione, lasciando che tornino all'antico splendore. C'è ancora un Avvocup da disputare con immutate possibilità di successo, magari procedendo all'inizio sotto traccia, per poi uscire sul più bello, no? Smentisco categoricamente tutte le possibili voci sulla sua panchina: per me Silvano resta ben saldo in sella, non ambendo a fare il Segafreddo e non essendo Toni Pollini comparabile con Moras. A buon intenditore, poche parole!

Costanza: 8,5 - Non ha giocato, né era della partita, ma merita questo voto meraviglioso per un altro scintillante motivo post partita: sta a voi capire perché...
.

martedì 5 marzo 2013

CAMPIONATO AMATORI - Le pagelle (di Giovanni "Tatanka" Celano)


Cornacchia: 7- - Si è mantenuto sul suo standard qualitativo, che è senz'altro buono; ha compiuto un paio di interventi decisivi, per cui va lodato. Resta la magagna dei rinvii corti, che talvolta ci mettono in difficoltà, lanciando gli avanti avversari: non potrebbe battere qualcun altro le rimesse dal fondo?

Cesaratto: 5+ - Ritornava da un lungo periodo di assenza con la squadra e la ruggine si è fatta notare: era l'ombra del bel laterale conosciuto in passato (a Brescia se lo ricordano ancora, pur essendo passato qualche anno da allora, difatti) e sul suo lato gli avversari sfondavano spesso; va perfezionata la fase dell'appoggio, anche perché noi stessi lo abbiamo lasciato da solo, senza dargli mai una mano. Così lo si è esposto alle intemperie, ma si riprenderà presto. Silvano capisce presto l'antifona e lo rileva con Benvenuti.

Benvenuti: 6 - Rimpiazza Cesaratto alla fine del primo tempo, dando più sostanza sulla fascia sinistra, dove prima gli avversari impazzavano. Nella ripresa la situazione cambia e la squadra guadagna in sicurezza, anche perché il buon Andrea ha fiato e gambe per spingere forte, per cui l'avversario diretto rincula frequentemente. Certe sue scelte estetiche lasciano esterrefatti, ma si può giocare a calcio anche con la giarrettiera: la Regina Elisabetta d'Inghilterra lo vorrebbe insignire del medesimo ordine, ma lui sarà disposto a rinunciare ai suoi ormai famosi scaldamuscoli bianchi a favore della sovrana inglese?

Contento: 6- - La buriana è passata: rispetto all'andata gli avversari erano più quadrati e tosti (ce ne siamo accorti presto, invero), così non si poteva permettere licenze in avanti, ma la difesa ha tenuto tutto sommato bene, così come ha fatto lui sul proprio controllato. Del resto, non spettava a lui costruire gioco o segnare goal, perciò ha fatto il suo.

Gullo: 6 - I suoi voli sugli interventi degli avversari in contrasto sono ormai un marchio di fabbrica, così credo che anche gli arbitri l'abbiano capito e gli credano meno che in passato; macina gioco sul suo lato e distilla perle di saggezza (mi riferisco soprattutto ai commenti in mezzo al campo dopo ogni tackle subito), però sa fare di meglio, secondo me. A quando un tiro da fuori?

Pergola: 7- - Rientrava dopo un intervallo derivante da un infortunio: si è distinto per i suoi interventi precisi e puliti - non gli ho mai visto prendere un cartellino giallo finora -, come se la pausa forzata non l'avesse minimamente scalfito; lo attendiamo negli sganciamenti offensivi per qualche colpo di testa, che già in passato gli ha fruttato qualche golletto. Comunque, ha fornito un prestazione più che positiva.

Iodice 6+ - Comanda la difesa con sufficiente tranquillità, evitando guai peggiori; deve aver colpito almeno 25 palloni di testa per rinviare i lanci avversari, talvolta arrivando persino a far partire i nostri attacchi direttamente sui suoi interventi. Da rivedere in fase di impostazione, ma in certe occasioni è meglio non rischiare proprio, come si è verificato sabato scorso. Anche Franz Beckenbauer si permetteva l'ordinaria amministrazione in campo di tanto in tanto...

Fasan: 6+ - Partita di sostanza e con maggior difficoltà rispetto alle precedenti, anche perché gli avversari di fronte non erano proprio gli ultimi arrivati, così si è dovuto dedicare al suo concorrente diretto, evitando divagazioni sul tema; si è disimpegnato bene e non è certo colpa sua, se i tre punti non sono arrivati. Resta la questione che ora bisogna recuperare punti su tutti i campi, ma il suo contributo arriverà, ne sono certo.

Toffoli: 5,5 - Altra prestazione con poca sostanza, stavolta si inquieta il giusto, però resta il dilemma di fondo: come si può fargli capire che uno sciagurato accentratore di palloni non serve a molto, mentre uno smistatore di palle ci farebbe comodo? Rimane il nostro "Dottor Jekill e Mister Hyde", che nessuno pare in grado di trasformare definitivamente in principe azzurro e basta; potremmo provare con l'arma femminile... E' senz'altro un peccato, perché sa fare cose impensabili per gli altri, ma le spreca in iniziative personali spesso destinate all'aborto. Si rifarà!

Sarcinelli: 6 - Giornata rognosa in un campo senza righe nonostante il generoso intervento degli avversari con la propria macchinetta segnalinee (a proposito: "2" a Sacilotto, che ha avuto il coraggio di lasciarci un campo in quelle condizioni, ossia senza alcuna riga segnata, con la scusa della rottura della macchinetta al sabato mattina: il lavoro si compie il giorno prima e, in caso di imprevisti, si rimedia per tempo e non con una misera telefonata a Pollini un'ora prima dell'orario fissato per la convocazione! L'arbitro, che se ne è lamentato, aveva soltanto ragione; tra l'altro, vorrei tanto capire perché lo stesso Sacilotto ci lascia sempre un solo bagno a disposizione in entrambi gli spogliatoi, pur essendovene due...), così per un geometra di centrocampo come lui le difficoltà aumentano; se la cava senza infamia e senza lode, anche perché i nostri avanti non lo seguono bene sulla strada della costruzione del gioco.

Rumiel: 6 - Anche stavolta sbuffa e spinge a centrocampo, ma per lui vale lo stesso discorso intavolato per Sarcinelli, che sostituisce nella ripresa; Silvano lo inserisce per dare dinamismo alla squadra (e, credo, anche per garantire un po' di copertura dietro nel contempo) e lui lo ripaga con una prestazione degna dei suoi vecchi tempi, però può dare ancora un po' di più, mi pare.

Martini: 5,5 - Sulla sua coscienza pesa un errore sotto porta nel primo tempo, quando, dopo essersi involato, evitando il suo avversario diretto, ed entrato in area, sul dunque si lascia ipnotizzare dal portiere e mette fuori di poco il diagonale. Purtroppo, non si riprende più nonostante gli stimoli provenienti dal nostro centrocampo e Silvano, notato l'encefalogramma piatto nella ripresa, lo cambia con il sottoscritto.

Celano: 6+ - Rileva uno spento Martini e cerca di dettare due azioni in contropiede, che, peraltro, non hanno buon esito; da notare l'assist al bacio (di prima e di sinistro al volo...) per Tirelli, che quest'ultimo manda fuori di un soffio verso la fine della partita: si è probabilmente trattato della più bella azione della partita, ma non ha purtroppo fruttato il meritato goal. Mi piacerebbe tanto ricevere qualche palla così di tanto in tanto, ma Galasso (che me le forniva in passato) non c'è più: sta deliziando le platee belghe. Inconsolabile, lo rimpiango ancora con quei suoi cross mancini al bacio...

De Gottardo: 5,5 - La partita non lo esalta più di tanto e lui si adegua al ritmo generale, pur cercando di disimpegnare il suo compitino nell'area di pertinenza; giovedì scorso mi era piaciuto di più, tuttavia, anche perché era entrato a tamburo battente a Vajont, mentre in questa occasione si è lasciato assopire da chi gli stava intorno. Proviamo con il caffè, Luca? "Ad maiora"!

Gurnari: 6,5 - Tanto fosforo in mezzo al campo: prevale sul suo Dioscuro Sarcinelli per le pagelle, ma gli "rinfaccio" un mancato assist al sottoscritto (prima dell'azione di cui sopra), che forse sarebbe stato sfruttato meglio di come è andato a finire in seguito; ad ogni buon conto, ha fatto il suo con esiti lievemente inferiori all'impegno profuso. Resta il nostro lucido regista di sempre: è già andato dal parroco per quel piccolo impegno in confessionale, a proposito?

Vicenzotto: 5,5 - Sulla sua prestazione pesa il goal sprecato in apertura di partita, quando spreca malamente da pochi passi un assist al bacio di un compagno di squadra (è capitato anche a me in passato: so bene come si sta in queste occasioni...), però dopo non riesce a rimediare con una rete, che, invece, ci avrebbe fatto molto comodo. Non deve abbattersi: le segnature arriveranno (me lo dico anch'io da solo, del resto).

Tirelli: 6 - Rimpiazza uno spento Vicenzotto, dopo essersi riposato nel primo tempo; certo, non è sempre giovedì sera a Vajont (due goal ed una traversa che trema ancora...), ma resta il nostro attaccante più in palla in questo momento, anche se un po' di riposo gli giova, dato che la squadra ha altre punte a disposizione; peccato per il goal non realizzato su assist del sottoscritto: sarebbe stato più bello ancora di quello segnato da Vicenzotto contro il Milan Club S.M.T., se l'avesse infilato in porta. Invece, è uscito di 30 centimetri dal palo destro del portiere fuori causa. Comunque, ha già raggiunto un cospicuo bottino di segnature: anche Edinson Cavani si riposa con il Napoli, per cui può farlo pure lui, no?

Grigoletti: 6+ - Il campo non segnato ed il conseguente ritardo disturbano non poco la preparazione della partita, ma lui rimedia alla sua maniera: mette in campo una formazione sulla carta in grado di impensierire gli avversari, così spera, ma sotto porta non ci siamo granché; una giornata di magra può capitare a chiunque, ci mancherebbe altro. Resta la questione che adesso bisogna fare punti pure con gli squadroni ed il Forense sta per cominciare: urge una cura rinvigorente!
.

venerdì 1 marzo 2013

CAMPIONATO AMATORI - Le pagelle (di Giovanni "Tatanka" Celano)


Cornacchia: 7 - Il commento più bello è dello stopper avversario, che mi ha detto durante un'interruzione di gioco nel secondo tempo: "Minchia, quant'è bravo il tuo portiere! L' abbiamo bombardato e lui ha preso quasi tutto!". Faccio mie le sue parole, ricordandogli, peraltro, che deve migliorare il calcio di rinvio, oggi suo punto debole.

Bellotto: 5+ - La giornata è stata tutt'altro che memorabile tra problemi fisici, un battibecco con Toni (decisamente da evitare, direi... Sperare che il nostro presidente assista immobile e silenzioso ad una nostra partita equivale a convincere Pippo e Sarci a diventare i chierichetti del Duomo di Spilimbergo!) ed avversari che scendevano da tutte le parti con grande facilità; ha fatto il possibile, ma sa fare di meglio. Lo attendiamo al riscatto.

Costanza: 7 - Subentra al collega di Studio, evitando a quest'ultimo il protrarsi di una inutile agonia. Si posiziona nella zona più difficile e tartassata del campo (la fascia sulla quale dimora il Pollini "dagli occhi di brace") e ne esce in carrozza. Non passa inosservato neanche nel terzo tempo. Elemento prezioso per il gruppo. Mezzo voto in più per l'intelligente "contestazione" al pagellista distratto (by Blogger).

Brovedani: 5,5 - La sua partita dura poco, vittima di un polpaccio maligno, ma la posizione inedita di libero lo espone alle rapide incursioni degli avversari, che sfruttano la maggior birra in corpo. Silvano lo cambia dopo il goal con Luisa Vissat (di cui dirò a parte) e lo preserva da guai peggiori. Lo preferisco a centrocampo, ma ieri la necessità l'ha imposto come libero.

Toffoli: 5+ - Partita dai due volti: onesto pedalatore di centrocampo ed ordinato in fase difensiva nel primo tempo; solito casinista nella ripresa (perde palla sulla tre quarti avversaria e provoca il loro secondo goal, che ci mette provvisoriamente nei guai), quando decide di strafare e provoca le ire di Silvano e Toni: perché? Un passo indietro rispetto alle ultime (e più che positive) prestazioni.

Zanardo: 5,5 - Gioca solo il primo tempo, lasciando spazio a De Gottardo nella ripresa; a me non era dispiaciuto troppo, però il centrocampo mancava di filtro e serviva più dinamismo nel mezzo, per cui la scelta pare accettabile; nella prima metà della partita gli avversari godevano di spazi eccessivi. Sarebbe servito uno Zanardo più incontrista e meno ispiratore, cioè un Gattuso più che un Pirlo.

Gurnari: 5,5 - Stavolta il terreno allentato di Vajont gli nuoce e lui ne soffre non poco, anche perché gli avversari operano un pressing forsennato sui nostri centrocampisti, così Grigoletti gli concede solo 40 minuti di gioco. Generalmente macina più palloni per passaggi più filtranti: lo aspetto a prestazioni più efficaci.

Sarcinelli: 6 - Un po' meglio del suo dioscuro Pippo: si fa valere nella ripresa e crea gioco a ripetizione, anche se non sempre viene assecondato dai compagni di reparto e dall'attacco; gli è mancato il tiro in porta e ce ne siamo accorti, ma può ugualmente andar bene così.

Tirelli: 7 - Stavolta ci ha consentito di portare a casa un punto: si trova il pallone del primo goal tra i piedi per una corbelleria della difesa avversaria dopo di un nostro corner, ma segna un bel secondo goal nella ripresa e, alla fine, centra una traversa clamorosa da fuori area. Meglio così: la vittoria sarebbe stata un po' troppo generosa per noi, secondo me. Peccato per il cartellino giallo dovuto ad evitabilissime proteste verso l'arbitro, ma la doppietta basta.

Capuzzo: 5,5 - Un esordio sotto tono in quel di Vajont; la stoffa ci dovrebbe essere, ma bisogna tirarla fuori con tanto allenamento ed impegno certosino. L'età è dalla sua parte, perciò lo aspettiamo con fiducia e speranza.

Gasparini: 5,5 - Un primo tempo choc: la mancanza di allenamento è una brutta bestia, che ti presenta il conto quando meno te l'aspetti, ma patisce pure il poco affiatamento con Brovedani; meglio con Luisa Vissat in campo, finché ci rimane, ma la difesa balla spesso fino al termine.

Zaffino: 5,5 - Non mi ha soddisfatto appieno: si è lasciato coinvolgere dalla serata poco lucida del centrocampo, rischiando contro avversari tecnicamente inferiori ma più motivati.

Luisa Vissat: 6- - Ha fatto la partita: compie due incredibili svarioni appena entrato (per poco non ci costavano l'intera posta), ma salva un goal già fatto nella ripresa a Cornacchia battuto; magistrale la sua espulsione: arriva da dietro sull'avversario, che reagisce e, quindi, le prende di nuovo dallo stesso Paolo. Fuori tutti e due, amen! Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo!

De Gottardo: 6+ - Subentra nella ripresa e sembra dare una svolta alla partita, ma la squadra non lo segue fino in fondo; peccato: stava bene ed andava assecondato di più.

Stella: 6- - La desuetudine alla partita si è fatta sentire, anche se il buon Marco ci ha messo molto mestiere e se l'è cavata ugualmente; lo ricordavo con più fiato e grinta: torneranno?

Celano: 5,5 - Un tempo intero dopo qualche settimana di forzata inattività: Silvano mi voleva sull'ultimo uomo, ma io vedevo un buco tra centrocampo ed attacco... Ho cercato di cantare e di portare la croce: due goal non riusciti (con deviazione di sedere sul primo e rimpallo sul ginocchio nel secondo) ed un assist per Tirelli. Non era giornata, purtroppo.

Grigoletti: 6+ - Fa quel che può con gli uomini a disposizione: rischia tre cambi ad inizio ripresa e quasi gli riesce l'impresa di vincere, ma non può nulla contro l'abulia del centrocampo ed il dinamismo degli avversari. Speriamo meglio per sabato!
.

martedì 12 febbraio 2013

CAMPIONATO AMATORI - Le pagelle (di Giovanni "Tatanka" Celano)


De Col: 6,5 – Si ripresenta dopo lungo tempo, ma la pausa non gli ha nuociuto granché: i “milanisti” pungono poco e con scarsa convinzione, ma lui vivacizza la partita con un paio di parate in due tempi, dimostrando, comunque, una sicurezza inusitata, anche perché la difesa stavolta fa il suo dovere fino in fondo, coprendolo e proponendosi per i rilanci. Se le cose stanno così, Cornacchia può riposarsi di tanto in tanto senza eccessivi problemi per la squadra.

Bellotto: 6,5 – Fa una bella figura con gli spuntati rossoneri di San Martino, esibendo una condizione fisica in ripresa ed una sicurezza fuori del comune negli anticipi e negli appoggi; si è tolto una soddisfazione con la consegna degli occhialoni al sottoscritto, ma io nel calcio vedo cose che da parte degli umani non sono nemmeno immaginabili… Chi aveva previsto già a settembre del 2009 la pericolosità di un determinato tesseramento, ad esempio? Ad ogni buon conto, il regalo è stato accettato di buon grado, ma continuerò a non fare sconti a nessuno, naturalmente. Continua così, Andrea!

Gullo: 6,5 – L’ ho visto spesso a terra a causa di interventi spietati degli avversari a suo carico e di un campo poco simpatico, ma ha tenuto botta durante tutta la partita; pareva che si divertisse a fare certi voli, tant’è vero che ogni tanto sghignazzava, mentre il sottoscritto correva in suo aiuto con il ghiaccio miracoloso, per rialzarsi immancabilmente prima del mio arrivo (sempre dall’altra parte del campo, guarda caso). Resta un valido mestierante del centrocampo, ma lo fa bene.

Zanardo: 5,5 – Giornata di poca incisività: aveva già la faccia da pesce lesso prima della partita (forse un triste presagio lo aveva preavvisato della prestazione imminente… Gli potrei consigliare un aruspice etrusco di mia fiducia, se vuole: legge certe cose nei fegati degli animali morti…) ed il corso della stessa l’ha visto un po’ estraneo dal nerbo del gioco, quasi fosse un po’ abulico. Per nostra fortuna, dalla sua parte non c’era un campionissimo, per cui abbiamo limitato i danni ugualmente. Ha timbrato due avversari sulle caviglie, tra l’altro: si è preso una pausa comprensibile, ma ora bisogna migliorare, Luca!

Celano: 6+ - “Nemo iudex in causa propria”: conosco il broccardo romano, tuttavia Enrico mi chiede le pagelle di tutti e non posso sottrarmi alla mia; entra al posto di uno spento Zanardo appena dopo il secondo goal della partita e vivacizza subito il match: dopo pochi minuti Gurnari lo imbecca sul filo del fuorigioco e lui si invola verso la porta avversaria, optando per la conclusione di sinistro (quel sinistro che in passato l’ha visto raccogliere tanti goal…), ma, purtroppo, stavolta lo tradisce con un tiro che termina fuori di 40 centimetri alla destra del portiere. Rimedia cinque minuti dopo con un assist di prima al bacio per Vicenzotto, che deve solo fare il pallonetto (sempre di prima, notare bene) al portiere milanista. Certe cose valgono da sole il prezzo del biglietto, caro Eugenio, e vanno lette in termini di ravvedimento operoso. Tra l’ altro, tenta persino di lanciare Langer con due palloni filtranti, ma quest’ ultimo non percepisce l’azione ed il tutto sfuma. A quando il goal?

Gasparini: 6,5 – Dalle sue parti non si passa: libero d’antan, dotato di un’altezza e di un passo degni di centrali difensivi dotati di maggior lignaggio, sbriga il suo compito con autorevolezza ed applicazione, nascondendo per bene un po’ di desuetudine agonistica derivante dalla ruggine accumulata negli ultimi mesi. Bisogna rivederlo alle prese con attacchi più penetranti e ficcanti di quello dei rossoneri di San Martino, però sabato mi è piaciuto soprattutto nella ripresa, quando ha rimpiazzato Iodice al centro della nostra difesa. Bravo!

Iodice: 6 (di stima) – Non voleva giocare dall’inizio, ma Grigoletti gli chiede il sacrificio per motivi tattici (“Non ho alternative a te in quella posizione!”) e, perciò, obbedisce nonostante gli evidenti problemi fisici, che ne limitano la prestazione ad un mero contenimento degli attaccanti avversari; per sua fortuna, la difesa lo supporta a dovere, mentre il filtro del centrocampo stavolta funziona, così non passa brutti quarti d’ ora. Adesso, comunque, occorre guarire bene: consiglio le saune di Luisa Vissat, che mi dicono avere virtù miracolose, chissà perché!

Rumiel: 6+ - Un po’ di ruggine era inevitabile, ma il prodotto è comunque positivo, dato che il ragazzo conosce bene la posizione da ricoprire in campo e non è ignaro dei rudimenti della tecnica calcistica, anzi… Viene collocato nella sua posizione naturale e lui interpreta positivamente i compiti così assegnatigli. Forse l’avrei visto da subito in campo al posto del dolorante Iodice, ma, ad ogni buon conto, la squadra non ne ha affatto risentito, grazie anche alla pochezza degli avanti avversari, perciò va bene così. E’ tornato il nostro Cesarone Cattaneo (giocatore dell’ Udinese degli anni ’70 ed ’80)!

Fasan: 7+ - In passato l’ho criticato ferocemente (soprattutto in occasione della sciagurata espulsione di qualche giornata fa), ma stavolta mi è apparso il migliore in campo: attento, preciso, puntuale, efficace e lesto sulla sua fascia, dove lancia più volte i nostri attaccanti (soprattutto nel primo tempo) con palle meravigliose. Quando è in giornata di grazia così, Gino si fa perdonare di tutto e dimostra di essere un incontrista di razza. Mai più sciocchezze, please, e va’ pure avanti così!

Gurnari: 7- - Gli do qualche cosina in più per la bellissima palla filtrante data al sottoscritto (erano anni che non me ne capitava una così, difatti), ma l’ho apprezzato soprattutto per le sue geometrie perfette in mezzo al campo; perde una palla ogni venti toccate e già questa statistica testimonia il suo valore. Se consideriamo anche la consueta dose di fosforo fornita alla squadra, il voto non può che essere positivo, ma deve passare dal parroco per una confessione di un paio d’ ore: lui sa bene perché, vero, Pippo?

Tirelli: 7- - Sul primo goal esercita una pressione tremenda sul difensore avversario, che, quindi, avendo preso paura (di che cosa, poi? Mattia usa la testa per mettere l’auricolare del cellulare e poco altro), realizza un autogoal stupendo, insaccando di testa nel sette alla destra del suo portiere; poi, spreca qualche cosa nel primo tempo, ma si rifa nella ripresa, realizzando il secondo goal, ossia quello della tranquillità, per lasciare poco dopo spazio a Langer. Certo, giocare in coppia con un compagno come Vicenzotto cambia le cose non di poco e lo si vede ad occhio nudo rispetto a sabato scorso. Gli ho visto fare persino qualche assist e ciò non può che fare piacere: due punte che si cercano e si appoggiano sono il massimo per ogni squadra! Sempre così?

Langer: 5- - Stavolta parte dalla panchina e subentra a Tirelli a cose ormai fatte: apprezzabile per la passione per il calcio, che dimostra in varie occasioni, dovrebbe, secondo me, studiare qualche nuova posizione in campo, perché l’attacco non mi sembra decisamente fare per lui, occorrendo un passo ed una resa diversi. Gli tolgo qualche cosa per manifesta ingratitudine: dopo avergli dato due palloni invitanti, che bastava seguire (uno sulla nostra fascia destra e l’altro sul cerchio di centrocampo, per la precisione) con passo da sportivo, il sottoscritto viene incredibilmente accusato da lui di non correre a sufficienza. Gli applico la condanna di Giulio Cesare a Bruto: “Tu quoque, Brute, fili mi!”. Oltre Coccau lo aspettano: Herbert Prohaska, detto “lumachina” dai tifosi interisti e romanisti di trent’ anni fa, gli potrebbe spiegare qualche cosa sui passaggi verso la porta avversaria, credo.

De Gottardo: 6,5 – Una prestazione di sostanza, anche se i problemini fisici lo fanno soffrire, tant’ è vero che deve uscire prima della fine, manifestando una certa spossatezza non da lui. La giornata non è delle migliori, ma se la cava agevolmente, trovando presto la posizione in mezzo al campo e mantenendola con caparbietà. Si dà da fare per il cervello della squadra, per lo meno fin a quando il fisico lo sostiene: mi ricorda Massimo Bonini al servizio di Platini nella grande Juve degli anni ’80 del miglior Trapattoni. Anche stavolta la squadra lo ringrazia e lo prende ad esempio per la sua dedizione alla causa forense, insomma.

Costanza: 6 (di stima): Pochi minuti di gioco, ma si impegna nella sua posizione, tentando persino di lanciare un paio di ripartenze, ma Langer non lo capisce. Grigoletti fa bene ad impiegarlo, comunque. Anche Giovanni Koetting giocava poco nella Juve di trent’anni fa, ma partecipava ugualmente alla vittoria degli scudetti e delle coppe (oltre che ai premi all’uopo previsti), del resto…

Vicenzotto: 6,5 – Rientrava dopo un po’ di tempo: nel primo tempo ha un po’ faticato a trovare le giuste misure, nonostante il fatto che la partita fosse stata messa sui giusti binari dall’inopinata autorete avversaria, ma è venuto fuori alla distanza. Certo, quando trova un compagno che gli serve un assist sul vassoio di platino, non deve fare altro che sfruttarlo, ma è anche vero che non tutti i suoi compagni di sabato avrebbero azzeccato il pallonetto dalla posizione in cui lui si trovava: è bravo a piazzare la palla sul secondo palo, ossia su quello scoperto da parte del portiere, così realizza il goal più bello del 2013 (finora, almeno) per la squadra; adesso l’ assistman attende fiduciosamente la restituzione del favore in una delle prossime partite, O.K.?

Grigoletti: 6,5 – La partita si è rivelata più facile del previsto, ma è pur vero che l’anno scorso avevamo perso 5-1 in casa loro; ha preparato bene la squadra, tenendo alta la tensione e concentrato lo spogliatoio; la formazione di partenza si è rivelata azzeccata, così come i cambi sono stati effettuati al momento giusto, unendo i doveri di ospitalità con la ragion di Stato. 22 punti in 13 partite rappresentano un tesoretto da valorizzare nel girone di ritorno: per me, la promozione gira sui 40 punti in classifica, ma il Forense è in agguato tra un mese. Sarà dura, ma ce la possiamo ancora fare, sperando che Pollini riesca a sistemare bene i due calendari…
.

martedì 5 febbraio 2013

CAMPIONATO AMATORI - Le pagelle (di Giovanni "Tatanka" Celano)


Cornacchia: 7 – Ormai sto diventando ripetitivo e monotono, ma la squadra deve a lui buona parte delle sue fortune; sabato scorso, dopo essersi lasciato sorprendere sul primo goal dall’inzuccata (peraltro imprendibile anche per Fantomas, a dire il vero) di un avversario solitario, si è riscattato nel corso della partita; ha deviato un rigore sulla traversa, salvandosi, poi, sulla respinta con l’aiuto di un compagno. Si potrebbe cominciargli a chiedere di fare goal, dato che l’attacco non sempre riesce a raggiungere i suoi livelli qualitativi, ma temo che si debba ancora attrezzare per l’impossibile…

Bellotto: 5,5 - Emblema di una difesa impantanata su di un campo assai pieno di melma: l’inizio è scioccante (di chi era il marcatore del primo goal? Il cross proveniva dalla sua parte, ad ogni buon conto), ma dopo si è ripreso, fin a quando il secondo goal avversario ha tagliato le gambe alla squadra; si dice che abbia provocato il rigore dei “prataioli”, ma lui giura che non vi fosse alcunché: ha comunque rimediato Cornacchia, perciò non affondo più di tanto il coltello del giudizio nelle sue carni. Va rivisto con più allenamento nelle gambe, anche se io l’avrei sostituito con Luisa Vissat a metà ripresa, per dare più “verve” ad una squadra ormai sulle ginocchia per il campo pesante.

Benvenuti: 5,5 – Un po’ meglio della partita precedente, nonostante ancora qualche scoria di nervosismo da esaurire: si sbatte sulla fascia (ruolo ingrato, nevvero?) e si danna l’anima a portare su palloni per non si sa bene chi (“Langer, tu quoque…”); comunque, mi è parso in ripresa: se si calma e si dedica a tempo pieno alla partita, senza fare la guerra con gli avversari e l’arbitro, ci ritroveremo un signor giocatore. Gli tolgo mezzo punto per gli orripilanti scaldamuscoli bianchi della Grande Guerra, che si ostina ad indossare sotto la divisa di gioco. Grigoletti lo cambia e dà una svolta alla partita al 10° della ripresa.

Toffoli: 7 – Non sono impazzito: il voto è più che meritato, perché ha finalmente messo in pratica tutto quello che gli scrivevo da qualche settimana in qua sulle pagelle, portando a casa un goal ed una prestazione da incorniciare, ossia fatta di tanto arrosto e di poco fumo, contrariamente a quanto aveva fatto dall’inizio del 2013 in qua. Pochi tocchi di palla, molti appoggi ben fatti, una rete da incorniciare ed un’altra sfiorata: il tutto in soli 30 minuti, nei quali è stato più pericoloso lui dell’intero attacco degli Avvocati. Forse le mie critiche precedenti (costruttive, peraltro) sono servite a qualche cosa…

Gullo: 5,5 – Stavolta mi è piaciuto meno del solito: arrancava spesso a centrocampo, era più a terra che in piedi, soffriva il campo e gli avversari, non trovava la posizione con la sua consueta facilità. Probabilmente non era in grande giornata: avrei concesso una comparsata a Zanardo al posto suo nella ripresa, ma è rimasto nel pantano fino al termine della partita. Si tratta di un momentaccio.

Feltrin: 6 – La solita prestazione fatta di tanta grinta e corsa infinita: la resa non è eccellente ma nemmeno scarsa: resta sempre difficile passare dalle sue parti e, soprattutto, rimanere indenni. Prima o poi, peraltro, troverà chi gli chiederà il risarcimento danni ex art. 2043 C.C. (principio del “neminem laedere”), soprattutto se riuscirà ad affondare i suoi tacchetti fino in fondo, ma fino al Forense può bastonare tranquillo.

Iodice: 5+ - Partita dura e difficile: fare il libero su di un campo del genere è davvero una disdetta, soprattutto quando la palla si ferma su quasi tutte le pozzanghere in difesa e lui deve costantemente rinviarla di punta. Alla fine era davvero in sofferenza e gli avrei concesso un po’ di meritato riposo, magari per inserire forze fresche, ma lo si è lasciato patire fino al termine le pene d’inferno, rischiando un passivo più pesante. Da correggere le punizioni: non è sempre Meduno, infatti.

Fasan: 5,5 – Rientrava dalla squalifica presa dopo l’inopinata espulsione di due settimane prima ed è subito sembrato in condizioni migliori, specialmente dal punto di vista dei nervi, sempre tenuti a freno: giocava nella parte più brutta del campo e ciò gli ha nuociuto non poco, ma il campo era brutto anche per gli avversari, che, peraltro, hanno deciso subito di giocare con la palla in aria e la tattica poco ortodossa gli è servita non poco, tagliandolo spesso fuori sui rilanci. Avremmo dovuto azionarlo meglio, credo. In ripresa.

De Gottardo: 5 – Stavolta non mi è piaciuto molto, ma a sua discolpa va detto che non stava bene, tant’è vero che Grigoletti lo deve sostituire a ripresa appena iniziata. Ha sbagliato vari appoggi, la palla si muoveva con estrema difficoltà dai suoi piedi, i contrasti non lo aiutavano, non essendo un colosso di fisico, ed i compagni si smarcavano raramente, impedendogli di brillare come nella partita precedente. Un episodio negativo da superare alla svelta, insomma.

Contento: 5+ – Entra nella ripresa per un De Gottardo stremato, beccandosi un avversario dal passo assai diverso (e più svelto, in verità) dal suo, che lo mette in ambasce: in un’azione lo lascia sul posto e ci salva solo San Cornacchia con un’uscita kamikaze; il mestiere non basta con gente che corre da pazzi fino al 5° minuto di recupero, per cui il risultato è negativo per lui e per la squadra, che forse paga la mancanza di allenamento sui campi al limite della praticabilità.

Tirelli: 5,5 – Non è sempre festa: da un sabato con tripletta ad uno con Langer la distanza è obiettivamente tanta; paga la mancanza di un compagno di reparto da combattimento nel primo tempo, dovendo predicare nel deserto, ma anche nella ripresa con Martini (altro peso leggero…) gli esiti non migliorano granché, visto che la palla non entra mai sui suoi tiri. Peccato, perché era in vena di fare assist, cosa rara per il buon Mattia, ma nessuno era mai pronto a trasformarli in reti pesanti tra i presenti in campo… E pensare che in panchina c’era un noto specialista del contropiede nei match fangosi e su campi bagnati, che stava facendo i funghi, invece di aiutare il Tirex sotto porta. Amen!

Gurnari: 5+ – Giornataccia anche per lui: paga una condizione fisica non perfetta per un campo in quelle condizioni, che esige molto da un centrocampista tutto fosforo come lui, il quale, poi, ha pagato lo scotto di trovare molte difficoltà a far girare la palla sul fango da sabbie mobili del centrocampo. Grigoletti lo sostituisce nell’intervallo con Sarcinelli.

Sarcinelli: 5,5 – Vale lo stesso discorso fatto per Gurnari, anche se lui riesce a far valere il suo fisico più quadrato nella pugna della ripresa, cercando qualche appoggio di qualità ed iniziative più efficaci, ma predica nel deserto, dato che solo Toffoli sembra assecondarlo con uno stato di grazia inconsuetamente felice. Io l’avrei servito di più, ma è facile parlare a tavolino, lo so.

Langer: 4+ - Il calcio danubiano è in crisi seria: siamo passati da Mathias Sindelar (detto “Cartavelina”) e Franz Binder (detto “bimbo”) a Johann Krankl (uno degli “helden von Kordoba” da Argentina 1978), a Walter Schachner (calciatore del Cesena e del Torino degli anni ‘ 80), ad Anton Polster (altro torinista degli anni ’80, detto “Kaiser disco” per l’amore che nutriva per le discoteche viennesi dell’epoca), per giungere infine al nostro Stefan Langer, detto “kaiser brau” per la grande quantità di birra che riesce ad ingurgitare nei nostri incontri. Il campo l’ha condannato senza appello: produce cinque tocchi di palla, di cui uno su rinvio della difesa in pieno petto, ed una punizione dal limite a nostro favore, poi sprecata malamente da un suo sciagurato compagno. Dura un tempo solo, poi Grigoletti lo manda a godersi la doccia; il campo non era adatto alle sue caratteristiche di gioco, mi pare. Lo rivedremo puntuale su questi schermi, penso, ma io attendo ancora di poter disputare una partita regolamentare a Vienna su di un campo in erba vera e di poter mangiare un po’ di carne a Grinzing, ad ogni buon conto.

Martini: 5,5 – Il campo è quello che è, così lui rimpiazza Langer all’inizio della ripresa, anche se si trova un po’ a disagio in quelle condizioni, forse temendo per la propria incolumità fisica (già minacciata l’anno scorso da uno sgradevole infortunio muscolare); tenta qualche iniziativa personale senza molto costrutto, ma il bandolo della matassa non si trova. Grigoletti lo tiene in panca per l’episodio dell’incazzatura della partita precedente, ma c’è chi sospetta che si sia trattato di una mossa diplomatica per inserire Langer dall’inizio (per la serie: “Via il dente, via il dolore”)… Malignazzi!

Grigoletti: 5,5 – D’accordo che il campo era mal messo, che bisognava far giocare la squadra con determinate esigenze, che l’ospite è sacro, che il libero Tomi era ritenuto scarso per vecchie ruggini datate Don Bosco 2005-2006, che i giocatori non hanno reso come dovevano, però che fine ha fatto la vecchia regola, secondo cui tutti dovevano giocare? Qualche cambio in più (ed era disponibile, visto che mezza panchina è rimasta a guardare) avrebbe offerto una chance ulteriore in questo scontro diretto perso alla distanza con un’avversaria tutto sommato abbordabile, se non altro per cercare un pareggio alla nostra portata. Il campionato amatoriale si fa duro ed il Forense si sta avvicinando a grandi passi: urge un cambio di passo della squadra con i tre punti!
.

martedì 29 gennaio 2013

CAMPIONATO AMATORI - Le pagelle (di Giovanni & Ciccio Celano)


Cornacchia: 7 – Il risultato potrebbe far pensare ad una partita di tutto riposo, ma non è stato così: dopo il nostro primo goal gli avversari hanno compiuto il massimo sforzo, per cui si è dovuto prodigare in almeno tre interventi prodigiosi; nella ripresa non è riuscito a mantenere inviolata la sua porta, ma non gli si poteva chiedere l’impossibile. Deve perfezionare il calcio di rinvio, che rappresenta il suo punto debole nella sua scarsa lunghezza.

Bellotto: 6,5 – Si riscatta da una serie di prestazioni-no con una prova gagliarda; certo, la pochezza dei purliliesi in attacco era visibile, però è riuscito ad evitare sbavature ed imperfezioni, ritornando ai suoi soliti livelli di eccellenza. Adesso va sottoposto a collaudi più probanti, magari assieme al suo compare Pergola, che l’ha momentaneamente lasciato orfano per un infortunio capitatogli in allenamento. Vedremo che succederà alla “prova Langer” di sabato prossimo…

Benvenuti: 5,5 – La (giusta) ramanzina di Grigoletti nel pre-partita lo lascia praticamente indifferente: resta nervosetto per interventi veniali dell’avversario diretto e, anzi, si fa ammonire quasi subito; è un gran peccato, perché spreca il suo talento e la sua tecnica a far la guerra con l’avversario diretto, quando, invece, avrebbe i mezzi per essere più efficace (vedi Tirelli più avanti). Dopo pochi minuti della ripresa Grigoletti capisce che è meglio non rischiare un’altra (possibile) espulsione e lo manda sotto la doccia. Meglio così.

Gurnari: 6,5 – Rimpiazza l’iracondo Benvenuti e lo fa alla grande: mette subito il suo fosforo al servizio della squadra ed escono tre goal nel giro di nemmeno mezz’ora; più concreto e luccicante di così si muore. Probabilmente Grigoletti ha fatto bene a preservarlo per il momento più caldo della pugna, ma sabato scorso l’allenatore ha azzeccato tutte le mosse, bisogna riconoscerlo.

Luisa Vissat: 6+ – Il capitano è tornato ai suoi livelli di standard abituale: un’entrata da tergo dopo due minuti ed un sorrisone con l’arbitro Buonocore sistemano subito la questione con l’avversario diretto. Di là non si passa e basta, a meno che non si giochi in minigonna! Peccato che tra un po’ ricomincerà la stagione delle maratone e lo perderemo sotto l’aspetto della tenuta fisica, temo.

Contento: 6+ - Rileva il capitano nella ripresa e cerca di chiudere il catenaccio dalla sua parte, tuttavia un’unica piccola sbavatura concede il goal della staffa agli avversari, anche se è indolore per la squadra. Lo attendiamo in campo dal primo minuto, quando il Mister lo riterrà all’altezza, naturalmente.

Feltrin: 6,5 – Grigoletti lo schiera in una posizione non sua per necessità di equilibrio, ma lui – da bravo soldatino – gli obbedisce e fa più del previsto, rendendosi persino pericoloso in un’occasione; purtroppo, verso la fine si infortuna, ma tiene duro fino al termine della partita, dimostrando che è dotato di spirito di sacrificio e non si atteggia mai a prima donna della squadra: ce ne vorrebbero due!

Iodice: 6 – L’ho visto un po’ in difficoltà soprattutto nei rinvii su retropassaggio e mi è parso un po’ legnoso nei movimenti, però alla distanza è venuto fuori e si è parzialmente riscattato; va considerato che il loro attacco non era potente né molto pericoloso: nelle prossime partite lo vedremo alla prova.

Gullo: 6+ – Grigoletti gli ha assegnato un incarico di fiducia e lui lo svolge con diligenza, anche se mi è parso lievemente meno mobile del solito; se la cava con il mestiere e non fa sbagli evidenti: per il Porcia può bastare così, ma non sarà sempre una pacchia, temo. Comunque, la sua esperienza risulta utile alla squadra e, cosa non trascurabile, sa sdrammatizzare nei momenti difficili con le sue battutine.

Zanardo: 6 – In panchina sembra soffrire, perciò, una volta entrato al posto di Gullo, vuole assolutamente mettersi in luce; stavolta gli esiti sono un po’ altalenanti, però è da apprezzare la sua volontà, che lo porta persino a strafare nelle sue folate offensive. Gli manca l’appoggio a rete per il compagno meglio piazzato (vedi Tirelli più avanti), ma nessuno è perfetto, peraltro.

De Gottardo: 7 – Il Vietnam gli ha fatto bene: è rientrato in piena forma e si fa vedere tonico in mezzo al campo, dove la sua presenza brilla di luce propria. Ogni tanto sembra piacersi troppo, ma i cazziatoni del Mister lo riportano sulla terra con i piedi ben saldi. Servirebbe sempre così…

Toffoli: 5,5 – Sarò ripetitivo, ma ogni volta mi tocca scrivere le solite cose, anche perché in questa occasione ho pagato pure io le conseguenze di una sua discesa sulla fascia finita senza il passaggio finale al compagno meglio marcato. Che si può dire di diverso? Speriamo che con il tempo maturi e capisca che un buon giocatore di fascia deve servire la palla al centro almeno otto volte su dieci con un cross dalla linea di fondo; quando lo farà, sarà davvero devastante per gli avversari mentre adesso lo è solo per le coronarie di Pollini, che gli urla dietro di tutto.

Tirelli: 7,5 – Una tripletta è sempre una tripletta: voleva portarsi a casa il pallone, come insegnano gli Inglesi in questi casi, ma Pollini gli fa presente il costo dello stesso pallone, per cui ripiega su di una buona birretta. Finalmente si scatena alla sua maniera, lasciando da parte le polemiche con i compagni del sabato precedente, però gli tolgo mezzo punto per non avermi passato una palla da spingere in rete, dopo aver dribblato tre avversari. Ci tenevo a segnare… Del resto, non esiste un attaccante che non sia egoista e lui interpreta alla perfezione tale ruolo. Se avesse tale caratteristica, sarebbe perfetto, ma per sabato scorso può bastare così, no? Il Porcia non aveva Stefano Piccinin in difesa e lui ne ha tratto il massimo profitto.

Sarcinelli: 6,5 – Dopo un inizio un po’ affannoso si riprende alla distanza la sua posizione di regista, soprattutto perché Grigoletti ripete a tutti in più occasioni che lo ha messo in campo con la funzione di distribuire palloni. L’ho visto in ripresa, ma gli manca ancora un golletto, che dovrebbe arrivare presto, specialmente se si degnerà di calciare lui le punizioni come sa, invece di lasciarle a qualche compagno in vena di avventure con la barriera. Bene così!

Tauro: 6 – Rimpiazza Sarcinelli nei minuti finali: se giocasse come chiacchiera, sarebbe il dio Eupalla (inventato da Gianni Brera); invece, si tratta di Sandro Tauro, ossia il Gianni Rivera “de noantri”, ma va bene lo stesso. La simpatia lo rende inarrivabile comunque!

Martini: 6,5 – Si è reso protagonista di un episodio spassoso nella ripresa: un avversario lo fa volare davanti alla nostra panchina e lui se la prende, facendo per andarsene fuori dal campo contro tutto e tutti; poi, per sua fortuna, ci ripensa e rimane in gioco, segnando pochissimi minuti dopo. Anche lui pare in ripresa, ma va verificato con squadre più forti ed attrezzate in difesa, sempre che Langer non gli voglia rubare il posto già da sabato prossimo… Chi vivrà, vedrà!

Celano: 6 – Due mesi di inattività agonistica peserebbero su chiunque e non sfugge alla regola, pur sbattendosi il giusto; c’è chi (Bellotto) l’ha soprannominato “amuleto”, perché senza di lui la squadra non aveva più vinto alcunché, perdendo terreno in classifica, ma si tratta senz’altro di una casualità. Tirelli e Toffoli non lo vedono in mezzo all’area in due occasioni: perché prolungargli il digiuno in campionato (ormai giunto a quattro anni e due mesi; per fortuna che segna ancora in altri tornei e trasferte internazionali…) così crudelmente? Comunque, la ruggine non nasconde l’impegno e la dedizione alla causa; la rete aspetta di essere sbattuta con una delle sue proverbiali zampate!

Grigoletti: 7,5 – Il vero vincitore della partita è l’allenatore: azzecca tutte le mosse ed il discorso pre-partita, che tocca le corde giuste della squadra, risvegliandola dal torpore in cui pareva essere piombata da dicembre in qua; è pur vero che il Porcia non è più quello di due anni fa, ma le vittorie sono facili solo dopo che le si è ottenute. Stavolta i meriti maggiori vanno ascritti a lui, che ha compiuto e giustificato le sue scelte senza guardare in faccia a nessuno, sparando qualche solenne cazziatone quando la situazione lo richiedeva.