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mercoledì 12 maggio 2010

QUI BUDAPEST - Il diario di bordo: domenica 9 maggio

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BUDAPEST / CORDENONS (PN) - Mesto risveglio, così come si confà alle mattinate che preludono al rientro... La colazione è un momento significativo della giornata, poiché vi è modo di raccogliere aneddoti e indiscrezioni (da 90 a 360 gradi!) sulle serate e sulle nottate trascorse. Ecco allora che scopriamo le straordinarie performances del Conte Andrea Landini Bellotto della Torre, capace di sovrastare l'hi-pod a palla che il serafico Simonato si è sparato in cuffia nel vano tentativo di difendersi dall'assordante fragore del motore a scoppio. Ed ancora lo stakanovista imprenditore potentino titolare della avviatissima "Segheria da Gegè", che sfrutta gli operai imponendo lo straordinario notturno senza soste per segare decine e decine di sequoie millenarie; il lavoro è prolifico nonostante gli svariati tentativi di sabotaggio dei compagni di stanza (Iodice-Cornacchia), che vanno dal classico verso di richiamo della gazza ladra al fischio tradizionale, dal lancio della ciabatta allo sputo di stizza. Ed infine Lui, l'uomo dei treni, il grande "Rail Man" che, raccolti sotto l'esperta ala protettiva i cuccioli Casucci, indossa la divisa da capo stazione e si abbandona alla travolgente passione... per i modellini di treno! La giornata riserva ancora qualche ora a disposizione per girare a zonzo per Budapest e magari per combinare qualche altra minchiata, prima della partenza fissata per le 14:00. E qualcuno, come era logico desumere, puntualmente non si lascia sfuggire l'occasione... Eccovi dunque il racconto de "Il miracolo della spina umana della birra". Il quartetto Pergola-Cornacchia-Gurnari-Iodice, a spasso nella città alta di Buda, per non lasciare l'Ungheria senza aver assaporato l'emozione dell'approccio con le bellezze locali (tanto decantate dai compagni più... "esperti"), piazzava il colpaccio trovando modo di rimorchiare una tavolata intera di avvenenti pensionate intente ad esibirsi nella nobile arte del canto. Età media 70 anni, altezza media un metro ed un boccale, peso medio 85 chili. Quando il buon Gegè, dopo la terza birra ed il secondo hot-dog, esternava elegantemente ai compagni una sua impellente necessità («Ci vorrebbe un cesso!»), l'ottimo Gurnari replicava con una mimica facciale degna del miglior Alberto Sordi ed una gestualità essenziale ma straordinariamente efficace, volgendo lo sguardo verso la tavolata vicina e guarnendo il tutto con un semplice: «Beh...». Seguiva immediata un'esplosione incontrollata di risa che sorprendeva Iodice nell'atto di deglutire l'ennesima birra. Ed ecco "Il miracolo della spina umana della birra" che si compie: scampata la tragedia (per alcuni brevi ma drammatici istanti - durante i quali ho visto scorrere davanti agli occhi i momenti salienti della mia vita - ho avuto la netta percezione che sarei morto soffocato), la birra inizia a schiumare copiosa dalle narici, tra le fragorose risate dei compagni e delle stagionate donzelle (evidentemente ignare del motivo che aveva suscitato cotanta ilarità), che continuavano ad alimentarsi a vicenda per lunghissimi minuti. Bei momenti di vita, non c'è che dire... Si rientra in albergo per gli ultimi preparativi prima della partenza; questa volta tutti sono puntuali ed alle 14:15 siamo in marcia. Anche nel viaggio di ritorno c'è spazio per il momento musicale: il pezzo che viene immolato sull'altare della cazzata questa volta è "Dieci ragazze per me" di Battisti che nella versione rivista e corretta by Brovedinho diventa "Dieci minuti per te" (sottotitolo "Toni e il Kaptàno"): alla chitarra Angelo Casucci, alla voce il trio canoro dei "Minchiones". L'esibizione riscuote un discreto successo tra il pubblico pagante e viene molto apprezzata anche dai due protagonisti (Pollini, al primo ritornello, rischia il soffocamento da risata grassa, ma per fortuna tutto si risolve solo in una grande paura). Sosta veloce alle 17:00 in terra slovena per dare sollievo alle vesciche e poi si riparte (l'autista, che in mattinata ha formalmente contestato l'ora tarda fissata per la partenza, freme per il rientro). Frattanto la gentil coppia Sbrizzi-Tonon distribuisce lezioni gratuite di briscola a chiunque capiti a tiro. Alle 20:00 imponiamo all'autista, che accetta suo malgrado, la sosta per la cena. Le ultime speranze di ricucire lo strappo con il Mazzariol svaniscono definitivamente quando Pia Casucci, accomodatasi con la famiglia al tavolo del solitario Sergio (appartatosi bestemmiante), si rivolge a quest'ultimo e sbotta: «Possiamo fare presto per favore? Domani mio figlio ha compito in classe!». Olè! L'autista, digrignando i denti, si alza e se ne va. Dopo la cena comincia ad affiorare la stanchezza (abbondantemente giustificata) e nel pullman regna il silenzio più assoluto, interrotto di tanto in tanto dal miagolio inconfondibile dei gatti in calore... Poi, improvvisamente, dopo oltre sessanta ore ininterrotte di "apnea simbiotica da accoppiamento", "Gattone" Vissat riemerge ed abbandona il nido d'amore della prima fila per trasferirsi in fondo alla corriera. Lì, segrega in un angolo il povero Casucci dopo avergli rifilato in braccio la chitarra e comincia a sbraitare a squarciagola, con il povero chitarrista che tenta invano di limitare i danni cercando almeno in parte di coprire la voce con il suono. Inizia un flusso di massa verso i sedili delle prime file, ma purtroppo non c'è posto per tutti, così più di qualcuno è costretto a subire la violenza acustica dell'invasato. Dopo un'ora di calvario, il tradizionale discorso di fine gita di Pollini (invocato a gran voce!) riesce finalmente ad interrompere l'assolo psichiatrico del Kaptàno ed a mettere definitivamente fine allo scempio: ci sono belle parole per tutti, autista compreso... Prima dell'arrivo, il premuroso Toni vuole sincerarsi delle condizioni del pennuto naoniano, in silenzio da un pò e rintanato in un angoletto a consumare il suo mangime: «Come sta il mio amico Cornacchia?». Dal fondo del pullman (una zona che in questi tre giorni si è rivelata una fucina inesauribile di strepitose minchiate) si leva la voce di Brovedinho a rassicurare il capo-comitiva: «Tranquillo Toni, ha mangiato e adesso gli abbiamo appena cambiato il giornale sotto...». La corriera esplode! A scoppio ritardato, causa fuso orario, parte l'inconfondibile risata di Toni, con piegamento all'indietro e mani sul volto. La corriera riesplode! Alle ore 23:00, con l'arrivo a Cordenons presso la Residenza Pollini, si chiude infine ufficialmente l'avventura dei ramarri in terra magiara. Anche stavolta non ci siamo annoiati troppo... Alla prossima...
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martedì 11 maggio 2010

QUI BUDAPEST - Il diario di bordo: sabato 8 maggio...

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BUDAPEST - Risveglio lento della comitiva, spalmato omogeneamente nell'arco di tutta la mattinata, a seconda delle esigenze di ogni singolo metabolismo: si va dai mattutini delle 8:00, ai fedeli "colazionisti" praticanti delle 10:00 (segnaliamo la "dieta del campione" del Diaboliko Olivier a base di frittata, uova, formaggio ed affettati misti), fino ai più prudenti, come il bomber Simonato, che prolungano il sonno di bellezza fin oltre mezzogiorno. La giornata purtroppo viene funestata da una tragica notizia di cronaca locale che scuote l'ambiente neroverde: György, giovane portatore di risciò a pedali, in un eccesso di generosità ha sottoposto il suo fisico ad uno sforzo troppo violento ed il cuore non ha retto; dopo aver scarrozzato nella notte due lottatori di sumo di "caratura" mondiale, Takona Rumnoto detto "Il cucciolo" e Sado Gurnaki detto "Over PB" (per i meno ferrati in chimica, trattasi del simbolo del piombo), da un capo all'altro della città, si è spento nella mattinata dopo lunghe ore di agonia. Prima di spirare, ha sussurrato una frase al suo inseparabile compagno e collega di fatiche István (anch'egli ricoverato, ma oramai fuori pericolo), che ha trasportato gli altri tre elementi della comitiva: «Erano solo in due, ma sembravano imbottiti di piombo... porca kurva... ﻍ¿ إ*ζ؟ﮊﻖ*!!!». Libera uscita fino alle 14:00 per chi presenzierà allo stadio per tifare Ferencvaros e fino alle 16:00 per gli altri. La compagine mista italo-austriaca con destinazione stadio è diretta e coordinata da Herr Langer che, dopo l'invio dell'ultimatum («Vi aspetto fino alle 14:05, poi vado!»), liquida immediatamente gli indisciplinati italici che avevano già annunciato un ritardo doloso di oltre cinque minuti sull'orario concordato, con motivazioni di ordine... eno-gastronomico o di tavola che dir si voglia. Si registrano attimi di tensione anche all'atto della partenza per il campo sportivo della seconda comitiva: tutti puntuali e pronti sul pullman, ma mancano i pluri recidivi Kaptàno & signora, oltre a Robi Casucci & signora. Questa volta prevale la linea dura: Gattone Vissat riesce a conficcare gli artigli sulla scaletta del pullman ormai in movimento e a salire al volo con la sua dolce metà, mentre per Robi e Pia non vi è nulla da fare, la corriera si allontana senza di loro... Dopo lunghi momenti di incertezza e tanti interrogativi nel corso del tragitto («Andiamo prima allo stadio?!?», «E' questo il campo dove giochiamo?!?», «Pesa di più un chilo di piombo o un chilo di Gurnari?!?»), conditi da qualche genuina bestemmia, il pullman giunge con ritardo a destinazione presso il centro sportivo dell'accademia del Ferencvaros. Segue un rapido conciliabolo tra Pollini e Sergio Mazzariol, all'esito del quale l'autista, con rinnovato entusiasmo, parte per andare a recuperare allo stadio i reduci dalla gara del Ferencvaros (che si dichiareranno molto soddisfatti del trattamento ricevuto: tribuna vip, con poltrona e frigo-bar e, nell'intervallo, visita alla sala dei trofei del glorioso Ferencvaros). Il terreno di gioco dell'accademia è da favola, per quanto di dimensioni eccessive (sigh!), soffice, con un manto erboso fittissimo. Il clima è ideale per esibirsi: cielo coperto, temperatura fresca, ventilazione non apprezzabile e... un pò di bruciore di stomaco. I ramarri sfoderano la loro divisa rossa, nuova fiammante, confezionata per l'occasione e sponsorizzata da... "Le tentazioni".
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IL TRIANGOLARE DI CALCIO
. FC Vis Maior Budapest - Fc Insolvenz Vienna 1-1 FC Vis Maior Budapest - Avvocati Pordenone 2-1 (brosolo) Avvocati Pordenone - Fc Insolvenz Vienna 3-0 (simonato, simonato, celano) . Il triangolare ha inizio con una mezz'ora di ritardo: le prime squadre ad affrontarsi, designate nel sorteggio della sera precedente, sono i padroni di casa e gli austriaci. Finisce 1-1, con gli ungheresi che, passati in vantaggio con un bel gol di testa in tuffo, sprecano diverse occasioni e vengono raggiunti nel finale. A seguire i ramarri contro Budapest: gara equilibrata con una traversa colta da dagli ungheresi con un fendente da fuori area e replica dei neroverdi di rosso vestiti che passano in vantaggio con Brosolo, bravo a finalizzare una stupenda azione confezionata sulla fascia sinistra dal duo Moro-Simonato (uno-due con ingresso in area ed assist sul primo palo dove accorre il Diaboliko che insacca). Qualche sconquasso tattico agevolato dai cambi volanti e due macroscopici svarioni nel finale regalano la vittoria ai padroni di casa: prima "gattone" Vissat toppa l'anticipo e concede via libera all'attaccante ungherese che entra in area e battezza il volatile; poi lo stesso Cornix (condizionato dalla minaccia incombente dello squaraus, già manifestatosi poco prima dell'inizio delle ostilità) su calcio d'angolo confonde la sfera variopinta con un coleottero da collezione, i compagni si assopiscono ed il collega magiaro ringrazia. Vano l'assalto finale dei ramarri. La terza sfida tra i pordenonesi e l'FC Insolvenz si rivela una gara senza storia, con un monologo costante dei naoniani dal primo all'ultimo minuto. Si conclude con un secco 3-0, con tante occasioni da rete sciupate, doppietta di Simonato e timbro di Tatanka: tre reti frutto di altrettanti assist dorati di Re Mida Brosolo, miglior giocatore in assoluto del torneo (il suo metabolismo disumano è oggetto di studio presso i laboratori di ricerca più avanzati nel mondo). Ai viennesi viene concessa solamente una traversa ma, come promesso, il bomber Langer rimane a secco. Il torneo viene quindi assegnato ai padroni di casa. Due note negative da segnalare: 1) Toni Pollini che, indossata la divisa e gli scarpini, rinuncia a scendere in campo per gli annunciati storici ultimi cinque minuti; 2) Brovedinho che con un gesto inconsulto cancella in un istante tutte le foto fin lì scattate (circa 280!); circostanza questa che mi viene comunicata con straordinario tempismo proprio dall'artefice mentre sono accasciato a terra dopo aver respinto con le parti intime una bordata scagliata da distanza ravvicinata da un simpatico amico viennese. Sintetizziamo infine la parentesi sportiva della gita con il commento del grande condottiero Tatanka, bomber infallibile d'oltreconfine: «Mi fa sempre piacere segnare quando siamo fuori dall'Italia, ma avrei preferito vincere!». Dopo le gare si torna in centro, per raggiungere il ristorante di cucina tipica locale ove si consumerà la seconda cena organizzata dagli splendidi colleghi ungheresi. Purtroppo si registrano ancora una volta momenti di grande nervosismo, con il pullman che si avventura nelle calli di veneziana memoria per recapitare sull'uscio del ristorante i pretenziosi avventori e con un Pollini elettrico che, dopo aver raccolto le garbate lamentele dell'autista Mazzariol, sarebbe in grado di illuminare a giorno tutta la città, periferia compresa. Il sodalizio tra i ramarri ed "Il sogno di un viaggio brillante" sembra giunto al capolinea (qualche voce indiscreta mette addirittura a rischio il viaggio di ritorno: «Mazzariol ha scaricato tutte le borse in Holel, ci ha urinato sopra, una ad una, ed è partito!»). Il locale è molto bello ed accogliente, il buffet ricchissimo e piano piano gli animi si placano, grazie anche alle note musicali del pianista che addolciscono l'atmosfera ed al tasso alcolico che lentamente sale fino a prendere il sopravvento su ogni sentimento. Dell'Agnolo si infiltra tra le fila austriache per carpirne i segreti e spianare così il terreno a Simonato che a fine cena imperverserà al bancone, fiaccando irrimediabilmente le truppe viennesi a suon di digestivi. C'è naturalmente anche il momento per i discorsi ufficiali, i ringraziamenti, lo scambio dei regali ed i buoni propositi (calcistici e non) per il futuro. Dopo la cena "i soliti noti" sfidano la pioggia battente per puntare al Mammut Jam (un nome, un programma), rinomata discoteca della città caldeggiata dall'ottimo Gabor. Per la gioia dei portatori di risciò a pedali, questa sera Giove pluvio impone ai ramarri l'impiego del taxi. Giunti a destinazione, dopo una lunga e spasmodica attesa, con conseguente assottigliamento delle fila neroverdi, gli ultimi valorosi riescono finalmente a fare ingresso nell'affollatissima balera lanciando l'inconfondibile urlo di battaglia: «Assalta il bancone!». In conclusione, il solito immancabile squallido rito: verso le 5:00 la musica si spegne e tutte le luci si accendono, tre sole giacche appese nel guardaroba, gli addetti alle pulizie che scopano fuori gli ultimi resti degli ultimi ramarri, il saluto a Mammeth stakanovista turco, il panino delle sei... Nota a margine per raccontare l'avventuroso rientro in albergo del duo Iodice-Gurnari. Dopo aver mercanteggiato con un taxista la tariffa del rientro (da 5.000 fiorini a 3.000, con un risparmio netto pari ad € 8,00 circa, ovvero € 4,00 cadauno!), i due parsimoniosi venivano accompagnati con la propria auto privata da un giovane palestrato (che a scuola non doveva essere stato tra i primissimi della classe...), raccomandatoci dal taxista: il tragitto, che occupa normalmente 10 minuti ad andatura di crociera, veniva coperto in 40 minuti all'insegna del terrore e della sofferenza fisica causata dall'escursione termica di oltre venti gradi che si registrava nell'abitacolo (prima riscaldamento a palla e poi finestrini spalancati). L'energumeno sfrecciava sulle strade allagate del centro senza cognizione di causa (nonostante le ripetute indicazioni ricevute, alle quali rispondeva esprimendo l'intero vocabolario inglese a sua disposizione: «Very good!»), infilava una serie di cinque semafori rossi consecutivi e, dopo aver sbagliato strada una dozzina di volte, chiudeva in bellezza con una retromarcia a 70 km orari fin sull'uscio dell'Hotel. La lezione viene dal già citato Morandi: "Non piangerò mai sul denaro che spendo"...
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lunedì 10 maggio 2010

QUI BUDAPEST - Il diario di bordo: venerdì 7 maggio...

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Cari amici lettori e compagni d'avventure, vi riporto di seguito il diario di viaggio (suddiviso in tre puntate) della nostra grandiosa gita a Budapest. Ogni eventuale ulteriore contributo (di qualsiasi genere) sull'evento, sarà graditissimo. Buona lettura... CORDENONS / BUDAPEST (PN) - La comitiva si ritrova puntualissima presso la Residenza Pollini; il padrone di casa, operativo sin dalle 4:45, indossa il noto maglioncino da trasferta color pesca. Alle 6:45 i bagagli sono sistemati sul pullman, tutti sono pronti per partire, famiglia Casucci compresa (!), ma... manca il Kaptàno ritrovato! Alle 7:00 sopraggiunge il Nostro, rumoroso e sorridente come nelle migliori occasioni, accompagnato dalla gentil donzella Daniela che si curerà amorevolmente della sua personcina durante questa intensa tre-giorni. Dopo i saluti ai parenti (leggi: Generale Celano) e gli auguri di buon auspicio (Generale a Cornacchia: «Mi raccomando... che Lei è l'ultimo portiere rimasto!», con energica strizzata di maroni a seguire da parte dello scaramantico pennuto), si parte. Durante il tragitto, a fondo corriera si lavora per un exploit musicale, rivisitando nel testo un pezzo di Morandi ("Se perdo te" diventa "Accendila tu...") e dei Profeti ("Gli occhi verdi dell'amore" diventano "neroverdi"), per omaggiare il Kaptàno, rientrato nel gruppo dopo i capricci e le incomprensioni della scorsa settimana. Pollini frattanto distribuisce a tutta la truppa le felpe (color puffo anemico) e le t-shirts (violetto) ufficiali che commemorano l'evento, gentilmente offerte dallo sponsor (?). Sosta di venti minuti dalle 9:00 alle 9:40 in un autogrill poco prima di Lubiana dove i soliti facinorosi non si lasciano sfuggire l'occasione di consumare per colazione un birrone formato magnum. Rientrati sul pullman, dopo le prove generali, il gruppo canoro dei "Minchiones", accompagnato da un brillantissimo Angelo Casucci alla chitarra, si esibisce finalmente dinanzi alla folta ed attenta platea, raccogliendo consensi, applausi e... qualche immancabile sputo. Sosta alle 12:30 in un'area pic-nic in terra magiara, a 240 km dalla meta, con pranzo al sacco organizzato da Mr Pollinigson a base di panini con affettato, torte salate e birra; Tatanka, tra lo stupore dei presenti che ancora non conoscono le sue rigide abitudini alimentari, cala il jolly ed estrae dalla insospettabile valigetta ventiquattrore la pagnotta a fette con il formaggio confezionata da mamma Celano. Dopo le rimostranze di un puntiglioso Roberto Casucci per l'organizzazione del pranzo ritenuta troppo approssimativa («Vara qua che aria fastidiosa: Toni, te podevi vignir qua ieri par montar un tendon!»), alle 13:20 il gruppo si rimette in marcia. Alle 16:00 il torpedone dell'armata neroverde condotto da Sergio Mazzariol ("Il sogno di un viaggio brillante"), fa ingresso a Budapest. L'avvicinamento all'Hotel è piuttosto laborioso tanto che siamo costretti ad accostare il pullman a bordo strada e spedire in perlustrazione un'avanguardia di tre elementi appiedati (Pollini, Celano, Cornacchia). Poco dopo tutti in albergo (Mercure Budapest Museum), tranne il pennuto, disperso per le vie della capitale ungherese e risucchiato poi da una manifestazione di piazza contro gli uccellatori di frodo; il volatile ritroverà il gruppo dopo aver vagato disperatamente per una buona mezz'ora. Dopo la sistemazione nelle camere ed il saluto all'amico Stefan Langer, sopraggiunto frattanto in albergo con la famiglia, si esce per far due passi in centro, assaporare le prime birre nostrane ed iniziare a prendere confidenza con il nuovo ambiente (e che ambiente!). Rientro in albergo fissato entro le ore 20:00, per presenziare puntuali alla cena a sorpresa organizzata dagli ospitalissimi colleghi di casa. Anche la famiglia camperizzata Dell'Agnolo risponde all'appello (anche se poi dovrà malauguratamente rinunciare alla cena, a causa dello squaraus che sorprende all'improvviso uno dei gemelli); tutti sul pullman, austriaci compresi, e si parte con Daniel, delegato ungherese, a fare da guida. La sorpresa si rivela decisamente oltre ogni aspettativa: aperitivo e cena in barca con gita annessa sul Danubio, mentre sullo sfondo scorrono lente le immagini suggestive della Budapest by night. Superlativo! Qualcuno si lascia trasportare dall'atmosfera romantica (guarnita con il giusto tasso alcolico) e cede al sentimento... Dopo il lauto pasto e qualche apostrofo rosa, si punta ad una tappa caldamente sponsorizzata dai colleghi indigeni: Palinka Fesztival (la sagra della grappa!). Tra tutte le sagre possibili... va beh... Qui, nel momento cruciale, ungheresi ed austriaci si defilano ed abbandonano la solita sparuta rappresentanza di ramarri (questa volta impreziosita dalla nobile presenza femminile) a mantenere alto l'onore della serata. Ci sarà una bieca strategia a sfondo calcistico dietro tutto ciò? All'indomani pomeriggio l'ardua sentenza... La serata procede poi a ranghi misti: qualcuno rientra in Hotel intorno all'una, qualche collezionista amante di treni si trattiene in stazione ad ammirare i convogli "particolari" provenienti dall'est e qualcun altro si tuffa a pesce nella notte danzante, in groppa ai risciò a pedali, per "tastare con mano" la rinomata concentrazione di bellezze locali. Si chiude con il sole del mattino che splende già alto, cinque sagome (quasi umane) capeggiate dal Diaboliko che vengono trasportate in risciò a pedali per le vie deserte della città da due giovani ardimentosi piegati dalla fatica, l'hamburger con cipolla ed il croissant con salsiccia delle 6:00 consumato allo spaccio turco Mammeth, aperto 24 ore su 24, per reintegrare le abbondanti energie profuse... A giudicare dal primo impatto, l'ambientamento dei ramarri nel nuovo ecosistema pare già a buon punto...
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giovedì 6 maggio 2010

GITA BUDAPEST - Terza ed ultima lezione di lingua ungherese di Herr Doctor Langer!

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vino bianco - fehér bor vino rosso - vörös bor listino (menú) - étlap signore - úr cameriere - pincér si - igen no, non - nem questo/questa - ez (importante per le donne:) scarpe - cipő metropolitana - földalatti (ma si dice anche "metro") quanto costa ? - mennyibe kerül? polizia - rendőrség gol - gól (kapu) cartellino giallo - sárga lap cartellino rosso - piros lap calcio di punizione - szabadrúgás calcio di rigore - tizenegyes ("l´undici") portiere - kapus difensore - hátvéd centrocampista - középpályás attaccante - csatár Dunque, per chiudere in bellezza: cosa significa: Játékvezető úr, ez a seggfej kér egy tizenegyest!
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GITA BUDAPEST - Tutti pronti per l'avventura in terra magiara: domani si parte!

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PORDENONE - Dunque ci siamo finalmente: domani alle ore 6:30 la comitiva dei ramarri si radunerà presso la "Residenza Pollini" in quel di Cordenons per partire alla volta di Budapest. Rientro previsto, salvo l'imponderabile, per domenica sera. Dopo le numerose defezioni (alcune dell'ultimo minuto!), la truppa si è assottigliata passando dagli iniziali 46 elementi agli attuali 35 (compresa la famiglia Dell'Agnolo camper munita). L'arrivo a Budapest è stimato intorno alle ore 16:00 (ci sono 660 km da coprire in pullman). Per ottimizzare i tempi di viaggio, si è pensato di dotare l'intera comitiva di un equipaggiamento adeguato che prevede: gamella contenente rancio militare per il pranzo al sacco, sacchetto di plastica legato al polso per far fronte agli eventuali disagi causati dal mal di corriera ed infine pappagalli e padelle per espletare al volo e senza inutili perdite tempo le necessità fisiologiche impellenti. I ramarri alloggeranno nel centralissimo Hotel Mercure Budapest Museum. Il programma del soggiorno prevede due cene per venerdì e sabato, organizzate a cura dei colleghi ungheresi: la prima a sorpresa (?), la seconda in un locale ove si potrà apprezzare la cucina tipica ungherese. Nel tardo pomeriggio di sabato si svolgerà poi il triangolare di calcio con la compagine locale e quella degli amici viennesi dellll'FC Insolvenz, che avrà luogo nel prestigioso terreno di gioco dell'accademia del Ferencvaros. L'esperienza ci insegna che il fulcro della gita si incentrerà senz'altro sugli inevitabili ed immancabili fuori programma... Budapest, stiamo arrivandooooooo...
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martedì 4 maggio 2010

GITA BUDAPEST - La seconda lezione di lingua ungherese di Herr Doctor Langer!

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Parole utili per il calcio (e altre situazioni) grazie / köszönöm arrivederci / viszontlátásra ristorante / étterem alla salute! / egészségédre (se si da del tu all´interlocutore) calcio / labdarúgás pallone / labda arbitro / játékvezető vaffanculo / dögölj meg idiota / mafla

martedì 27 aprile 2010

GITA BUDAPEST - Tutti a lezione di ungherese da Herr Doctor Langer!

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PORDENONE - L'appuntamento con la tre-giorni a Budapest è oramai alle porte. Per non giungere impreparati in territorio straniero, il nostro valoroso e poliglotta centravanti asburgico ci soccorrerà con delle lezioni di lingua magiara, illustrando quelle che sono le parole chiave per essere autosufficienti e poter sopravvivere nella splendida capitale d'Ungheria. Ecco a voi la prima lezione: massima attenzione e concentrazione! Non spererete mica che il professore non interroghi, vero?
jo napot kivánok / buongiorno szervusz / ciao hol van... / dov´è...? egy sört kérek / una birra, per favore! két sört kérek / due birre, per favore! három sört kérek / tre birre, per favore! seggfej / stronzo (letteralmente: testa di culo) kurva / puttana szar / merda
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martedì 12 gennaio 2010

Ramarri in trasferta a Budapest dal 7 al 9 maggio 2010!

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PORDENONE – Carissimi amici lettori e compagni d'avventure pallonare, come molti di voi sanno oramai da tempo, c'è una data ufficiale da segnare in rosso nelle vostre agende con largo anticipo, un week-end durante il quale dovrà dissolversi come per incanto qualunque tipo di impegno e/o impedimento per ognuno di noi (in difetto sono previste pesantissime sanzioni). Venerdì 7 maggio 2010 i globetrotters naoniani (accompagnati da una foltissima schiera di supporters, si spera...) si imbarcheranno sul pullman per partire alla volta di Budapest, con il pretesto del solito immancabile triangolare di calcio cui prenderanno parte anche gli amici viennesi, unitamente ad una compagine locale. Il rientro è previsto - salvo eventuali facoltative appendici a tutt'oggi ancora non preventivabili - per domenica sera 9 maggio. L'idea è nata sul finire della scorsa stagione sull'onda dell'entusiasmo della indimenticabile gita viennese ed è stata coltivata, fino a giungere in porto, con l'ausilio imprescindibile del nostro Stefan Langer, uomo multilingue e tuttofare. Anche la splendida capitale magiara dunque godrà del privilegio di fungere da teatro per le gesta, dentro e fuori dal rettangolo di gioco, della poderosa armata neroverde. Dopo Vienna dunque, l'ambizioso progetto è quello di poter tappezzare nel tempo la cartina dell'Europa, anno dopo anno, con una crocetta su tutte le più belle capitali e con l'incisione su ognuna di esse di un solenne epitaffio: «Quivi marcò il grande Tatanka!». Affrettatevi, le iscrizioni sono aperte...
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