Cornacchia: la prima caratteristica di un buon portiere di calcetto è la capacità di stare in piedi fino all’ultimo. Lui, al contrario, abbocca a qualsiasi finta e finisce sempre a terra prima ancora che gli arrivino i palloni. Fortunatamente gli avversari tirano poco e il pennuto ha modo di farsi apprezzare con i piedi partecipando molto alla manovra della squadra. Chiude il triangolare con sole due reti al passivo, che a calcetto non è male. Voto: 6,5
Luisa Vissat: la prima caratteristica di un buon difensore di calcetto è evitare di far girare l’avversario. Lui, al contrario, si presenta in campo unto come un perno per consentire agli avversari di turnicare meglio. Soffre tremendamente le misure del campo e le regole del futsal che gli impediscono qualsiasi contatto: niente scivolate, niente terra sotto i piedi e, soprattutto, niente sturamento di narici in mezzo al campo. Ma alla lunga sopperisce a tutti i limiti tecnici con l’immancabile grinta del condottiero e i contatti che gli erano proibiti sul parquet diventano leciti sugli spalti, fra una partita e l’altra, alla ricerca di qualcosa di biondo. Voto: 6,5
Pergola: la prima caratteristica di un buon centrale di calcetto è darle senza essere beccato. Lui, al contrario, prende botte da chiunque, sacerdoti compresi, che dopo il “lodo Barabba” ce l’hanno indistintamente con tutta la magistratura. Da buon romano, però, dimostra una genetica predisposizione per il calcetto. Mai lezioso, né banale, risulta concreto ed efficace in ogni situazione. Non sbaglia praticamente nulla e coglie un palo clamoroso che grida ancora vendetta. Voto: 7
Iodice: la prima caratteristica del buon giocatore di calcetto è avere il baricentro basso. Lui, al contrario, come gli altissimi negri ogni due passi fa sei metri. Eppure ricorre all’intelligenza, che non gli fa difetto, e si ritaglia piccoli fazzoletti di campo dai quali agisce praticamente da fermo, con grande produttività per sé e per la squadra tutta. Alla resa dei conti chiude la serata con due gol all’attivo e molte giocate determinanti. Voto: 7
Galasso: la prima caratteristica del buon pivot di calcetto è sca
ricare subito palla e tagliare il campo in senso opposto. Lui, al contrario, la palla ce l’ha incollata al piede e si ostina in dribbling e gincane contro ogni legge della fisica. Gli avversari, però, non sono fulmini di guerra e alla lunga la sua tattica paga e, al netto di qualche palo, rende un paio d’assist e una fantastica tripletta. Voto: 7,5
Celano: la prima regola del calcio (e del calcetto) consiste nell’indirizzare la sfera di cuoio (che per comodità chiameremo “palla”) nello spazio delimitato da tre pali (due verticali e uno orizzontale, che per comodità chiameremo “porta”). Lui, al contrario, si ostina per una partita e mezza a colpire tutto ciò che gli capita a tiro nell’intento di abbatterlo. Quando si avvede del clamoroso fraintendimento (l’aver creduto di essere in un poligono di tiro, per la gioia di un orgoglioso Generale…) invece di colpire si fa colpire. E segna. Voto: 6,5
Pollini: la prima caratteristica del buon coach di calcetto è dare suggerimenti alla squadra. Lui, al contrario, ad ogni uomo abbattuto da Tatanka Celano perde voce e ragione. Salvo poi riprendersi con un sorso di acqua Paradiso. Voto: 8
Gurnari: la prima caratteristica del buon atleta è essere a posto fisicamente ed evitare ogni rischio che possa condurre a guai fisici. Lui, che non è un bastian contrario, lo sa bene e lascia la borsa a casa. Voto: 10.

