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giovedì 15 luglio 2010

MEMORIAL BROVEDANI – Riflessioni su "cuisine", vita ed altro ancora... (di Vice Fantuzzi)

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PORDENONE - Piccole note in attesa del concerto. Mi pregusto questi giorni. Una sorta di avvento, ogni giorno tolgo uno dei pochi grani che rimangono di questo "rosario" di 365 perline - e l'intenzione non è quella di offendere alcuna religione. Aspetto già la prima arsura del pomeriggio, quando le squadre, "armate" e "ordinate" secondo studi scientifici (il caso) si disporranno in mezzo al campo per la disfida. Va sempre così. Si fa qualche partita saggiando già nella mente la doccia fresca e attendendo ancor più la birra (ancor più fredda). E chi ha voglia di sognare alla grande, anche la salita all'"eremo" di Clauzetto, con vista impagabile, aria fresca, e verde che sazia la sete degli occhi. Se fossimo a "Gusto", staremmo in attesa delle spiegazioni delle ricette. Per tentare di rifarle abbastanza uguali. Vedendo il risultato, ma senza mai avere la possibilità di assaggiare veramente. Sarà poi buono? Invece, qui non siamo a "Gusto", siamo dalle "ZIE"; non ci sono ricette da esplorare (se non per curiosità successiva) ma certezza del "buono", che in periodo di relativismo generalizzato vale come dogma. Si sa, poi, che riprodurre queste prelibatezze è impossibile. Mi sono intrattenuto qualche tempo fa, per ragioni di lavoro, con dei cuochi professionisti. Abbiamo parlato della cucina in generale, del gusto, della tradizione, concordando - infine - sulla morte, che mai fu migliore accadimento, della nouvelle cuisine (so che molti di voi non sono d'accordo). «Posto che sia mai esistita» mi ha detto uno chef giramondo romagnolo che scrive interessanti libri di cucina. Sarà che io debbo esser stato, in un'altra vita, il soggetto de "I mangiatori di patate", ma la cucina di Verge, Bocuse e Guerard, con quella combinazione di carne e pesce, e quell'esaltazione filo-nipponica per il dettaglio artistico e il colore, proprio non mi è mai andata a genio. Come se, tra le altre cose, non vi fosse cura del dettaglio in un piatto della nostra cucina tradizionale. Ultimamente, poi, mi sono un pò perso nel dibattito attorno alla cucina postmoderna di Ferrà, gli ogm e l'adulterazione: si o no? Beh! come sempre bisognerebbe provare, ma già il nome "briochina" di mollica al sesamo nero, "minuscole" gelatine di shizu, "cucchiaino" di carbonara non depongono, per quanto mi riguarda, a suo favore. (E mentre mi immagino una tavola imbandita, sul terrazzo del Tagliamento, mi vedo già ridere a crepapelle il Pippo e il Sarci, non che non siano fini di palato, davanti a questi piatti pieni (o vuoti!!) di -ina/ole/ino e dopo averne assaggiati una ventina guardarsi e ripetere l'un l'altro: «E i primi? Quando arrivano?»). Della scuola di Ferrà ho potuto assaggiare il suo "uovo sferico" e alcuni piatti preparati con fiori e germogli secondo i suoi insegnamenti anche se elaborati da uno dei suoi cuochi in una cucina di provincia che non era quella di El Bulli. Bene la vista e la curiosità, ma... Neppure la Jappopizza, di Fabian Martin, che il mio amico giornalista enogastronomico a Barcellona, Marco Bozzer, ha raccontato in un bell'articolo, è riuscita a farmi salire l'acquolina in bocca. Le focacce di Migas sono assolutamente più gustose. Mi pare che a volte si adulteri un gusto che naturale vale doppio; che il tentativo di esaltare porti al suo contrario: snaturare. Mi piace leggere James Olivier, e il suo viaggio lungo l'Italia. O "Heat", di Buford, editorialista del New Yorker che, al seguito del celebre chef Batali, raccoglie i segreti di massaie italiane e macellatori toscani. Sem-pli-ci-tà! Anzi, a saper prima che avrebbero girato lo "stivale" era da avvisarli: tappa a Clauzetto! E' un pò così che mi preparo a questo annuale incontro. Sapori forti e puliti, gusti intensi e delicati. La pasta che è pasta, le verdure verdure, le carni carni, il cotechino è quello e il formaggio anche. Come ripetere quel giramondo di cui sopra, che ama andare dalle brisdore di Romagna e insegnar loro a tirar la pasta anche quando fuori è umido, «E' la semplicità la miglior ricetta». E anche la più difficile. Una pasta aglio, olio e peperoncino (mentuccia o meno) resta assolutamente difficile da preparare (il mio amico Totò, cuoco dei Pompieri, ne preparava una ottima). Il basco Arzak, altro eroe alla ribalta delle cronache culinarie, afferma candidamente che probabilmente «E' successo quello che succede in tutte le professioni. Prima eravamo solamente cuochi, oggi sembra siamo diventati una forza culturale». Per chi gioca a calcio "che è un gioco semplice" questo vale quanto dire "meno televisione". Mi sa che è una questione di libertà: la risata grassa o quella contenuta; il vociare forte o quello sommesso; la forma rispetto alla sostanza. Ma George Best superava tutti: «Non sono mai stato in spiaggia, per arrivarci dovevo passare davanti a un bar e mi sono sempre fermato prima di raggiungere l'acqua», che non c'entra con il discorso di prima, però mi piaceva. Viva le ZIE!
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lunedì 12 luglio 2010

MEMORIAL BROVEDANI - Omaggio alle "INFINITE" ZIE...

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LE INFINITE ZIE (G. Leopardi)
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Sempre caro mi fu questo balcon friulano,
e questa magnolia, che da tanta parte del campanil di fronte il guardo esclude.
Ma sedendo e gustando, interminati piatti con la ribolla,
e sovrumani banchetti, e freschissima birra
io nel bicchier m'intingo;
ove per poco le ZIE non si spauran.
E come un canto odo brindar tra queste panche
io quello infinito ozio a questa piazza vo comparando:
e mi sovvien il forno, e le ricche libagioni, e la porchetta non più viva, e il buon dessert.
Così in questa ardua digestion s'annega il pensier mio;
e il naufragar m'è DOLCE in questo mare.
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lunedì 5 luglio 2010

MEMORIAL BROVEDANI - Una giornata da incorniciare...

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SEDRANO/CLAUZETTO (PN) - Eccoci qui, ancora una volta, a raccontare di una giornata speciale, guarnita con quella discreta ed irrinunciabile presenza della sfera di cuoio, vissuta all'insegna del buonumore e suggellata da una foltissima e sentita partecipazione (alla fine si conteranno all'incirca una settantina di persone). Questa volta qualcuno si scomoda persino da Vienna (!), pur di prendere parte all'attesissimo appuntamento. Il "Franco Brovedani Day" ha inizio con una spedizione mattutina di pochi intimi in quel di Clauzetto, con la più classica e puerile delle scuse: «Andiamo a dare una mano alle Zie per i preparativi...». Si finisce ovviamente a suon di birra (bisognava pur accertarsi dell'efficienza della spina, no?), Ribolla spumantizzata (come confrontarsi altrimenti per stabilire la giusta gradazione?), pane, prosciutto e salame (come non rendere onore al maiale oramai sacrificatosi per gli antipasti?)... Poi tutti a Sedrano dove la premiata ditta Luigino Sacilotto / Bau Bar ha allestito, con la consueta impareggiabile efficienza, un televisore per ammirare il prestigioso quarto di finale mondiale tra i giovani teutonici e gli esperti argentini. Ed ecco le sfide sul rettangolo verde (35 minuti cadauna!), sotto il sole rovente, con qualche eroica spettatrice che si affianca al monolitico Generale Celano sulla panchina ombreggiata in cima alla collinetta. Nessun infarto, nessun malore: questo il più importante ed inatteso responso del campo, che decreta anche il successo della quadrata compagine milanista. Ecco nel dettaglio il tabellino delle gare:
. JUVENTUS - INTER 1-1 (4-6 d.r.) celano (j), ribetti (i) MILAN - JUVENTUS 2-0 simonato, simonato INTER - MILAN 1-1 anzil (i), vicenzotto ‹r› (m)
. Dopo il prolungato rito della doccia e del rinfrancante post-doccia consumato al chiosco, tutta la comitiva muove verso Clauzetto. Il saluto collettivo a Franco e poi la splendida serata a casa Brovedani con grandi tavolate ricche di allegria e di ogni ben di Dio. In chiusura, nella magica piazzetta della fontana ove viene allestita la strepitosa mostra dei dolci sfornati dalle Zie (se conteranno ben 29!!! Impossibile scegliere il più buono!), l'immancabile discorso finale del Grande Capo. Tra i vari ringraziamenti e riconoscimenti, va segnalato senz'altro quello tributato all'irriducibile capo ultrà delle brigate neroverdi, Generale Celano: presente a TUTTE le performances dei ramarri nella stagione in corso (Amatori, Avvocup, Tornei, amichevoli), allenamenti compresi! Ed infine l'irriverente regalo della truppa all'indiscusso condottiero Mr Pollinigson: "Il Manuale del Calcio"! Arrivederci dunque alla prossima edizione del Memorial e GRAZIE di cuore (da parte di tutti) allo straordinario "Team Brovedani" per l'ennesima perfetta riuscita dell'evento...
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venerdì 2 luglio 2010

MEMORIAL BROVEDANI -1- "Nonsolocalcio..."

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PORDENONE - Ci siamo! Domani pomeriggio a partire dalle 16:30 andrà in scena a Sedrano la parte "agonistica" del 7° Memorial Franco Brovedani, con l'ormai immancabile triangolare di calcio che vedrà il Foro pordenonese svestire la toga per indossare le gloriose casacche di Inter, Milan e Juventus. La novità assoluta di quest'anno è rappresentata dalla presenza del primo atleta "straniero" nella storia della competizione. Il sostantivo va necessariamente virgolettato in quanto trattasi dell'ubiquo Stefan Langer, ramarro promosso sul campo e cittadino pordenonese ad honorem. Vista la concomitanza con l'altro evento calcistico di minor attrattiva (quarto di finale del Mondiale di calcio tra Germania e Argentina), sarà allestito presso il campo sportivo di Sedrano un collegamento diretto via satellite che consentirà agli amici sudafricani di vivere il Memorial in diretta e, nel contempo, agli interessati presenti al campo, di seguire la disfida mondiale tra crucchi e gauchos. Al termine dell'ampia parentesi calcistica, la folta comitiva si trasferirà a "casa Brovedani", in Clauzetto (ripristinando così l'antica tradizione temporaneamente sospesa l'anno passato), per il saluto al Padrone di casa e per la grande serata conviviale scritta, diretta ed interpretata dalle magistrali ZIE BROVEDANI. Chi mancherà, avrà certamente di che rammaricarsi...
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lunedì 28 giugno 2010

MEMORIAL BROVEDANI – "Milan - Juve a Paludea" (di Franco Brovedani)

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PORDENONE – Questa che inizia è la settimana del "Memorial Franco Brovedani", nato in quel (quasi) lontano settembre del 2004 e giunto oramai alla settima edizione. E' un appuntamento semplicemente immancabile, che chiude tradizionalmente nel migliore dei modi la stagione agonistica (e non solo...) dei ramarri. Non trovo le parole per ringraziare l'amico Brovedinho, per questo preziosissimo documento che ci regala un momento di intensa vicinanza al protagonista dell'evento e che nel contempo consente di annoverare (con grande orgoglio) tra i contributi al Blog, anche quello del "Padrone di casa", Franco Brovedani. Per comodità, vi riporto fedelmente il testo del memorabile scritto che narra la genesi dell'ormai storico avvenimento: "Pordenone, 4 luglio 2003 Oggetto: Milan - Juve a Paludea. Cari Amici, località di svolgimento della grande sfida, luogo e ora d'incontro per la partenza, percorso da seguire e manifestazioni di contorno sono state oggetto di "passaparola" che sarebbe termine recente meno impegnativo e meno suggestivo del più aulico "tradizione orale": entrambi comunque suscettibili di un certo margine di confusione! Per porre rimedio ed evitare angosciose ricerche di persone disperse fra i pur ameni colli di Castelnovo, cercherò di riassumere per punti senza ausilio grafico purtroppo perché le maggiori difficoltà nel mio comunque non esaltante corso di studi le ho incontrate, nel tracciare le aste in prima elementare (metodo didattico che mi risulta ora abbandonato). Per punti: 1. LUOGO DELL'INCONTRO. La partita si svolge a Paludea frazione che è sede municipale del Comune di Castelnovo del Friuli. Percorrendo la strada della Valcosa che collega Travesio a Clauzetto il campo sportivo e relativa struttura denominata ai Pioppi, è ben visibile sulla sinistra prima dell'ingresso della borgata il preriferimento, nè allegro nè indispensabile, è il cimitero che, pochi metri prima, appare sulla destra. 2. LUOGO D'INCONTRO. La scelta del luogo d'incontro è caduta, sempre nel passaparola al Tribunale più per pigrizia mentale che per effettiva funzionalità. Per le aggregazioni di calciatori nelle varie autovetture non ancora spontaneamente avvenute, si potrà provvedere anche all'ultimo momento. Una tal aggregazione è raccomandata per almeno tre motivi: a) Il difficile momento dell'economia mondiale che impone austerity; b) Il maggior piacere di viaggiare in compagnia, piacere che progressivamente aumenta con il numero degli occupanti il mezzo (nel limite dei posti previsti dalla carta di circolazione); c) L'adeguamento alle severe norme sulla repressione per la guida in stato di ebbrezza e quindi onere ed onore di porsi al volante per gli astemi o quasi. E' previsto comunque, alla bisogna, un collegio di difesa gratuito composto da colleghi partecipanti e non coinvolti. Nel liberissimo berlusconiano imperante è consentita ovviamente la libera iniziativa di raggiungere "privatamente" Paludea specie a Colleghi che partono da località diverse da Pordenone: il ritardo potrebbe peraltro comportare pene corporali. Orario d'inizio è fissato ore 19.00 con accesso ai luoghi con quel congruo anticipo che consenta riscaldamento e "vestizione". Operazione che, per alcuni, rivestirà (scusate il bisticcio) presumibili difficoltà: le maglie custodite con amore del Collega Bozzetto, che ne è il legittimo proprietario, son rimaste quelle o addirittura possono essersi ristrette; per certo circonferenze..... non sempre cioè accaduto. 3. PERCORSO. C'è una possibile alternativa che per i Pordenonesi potrebbe porsi solo come preferenza per percorso noto: Spilimbergo e poi strada per Travesio-Paludea Clauzetto. Più comoda e veloce è sicuramente la nuova Pordenone-Sequals all'uscita della quale si gira a sinistra e dopo pochi metri percorsi sulla provinciale Spilimbergo-Maniago, si piega a destra seguendo le indicazioni Meduno-Tramonti-Passo Rest. Si entra in paese a Sequals finché i caseggiati di fronte non costringono a girare e si gira a destra. Dal quel punto sempre dritti trascurando ovviamente di girare a sinistra per Tramonti e passo Rest. Percorrerete la cosidetta strada del bosco, il cui nome evoca romantici ricordi, e sempre dritti attraverserete il piccolo abitati di Usago e subito dopo, ad un incrocio recentemente riorganizzato, prenderete l'indicazione Clauzetto ed appena svoltato (a sinistra) vedrete apparire un sottopasso. Siete sulla strada buona! Il tempo per coprire il percorso da Pordenone è di circa 45 minuti. 4. MANIFESTAZIONI DI CONTORNO. Sono assolutamente modeste anzi si limitano proprio al "contorno" che sarà servito assieme alla cena a casa mia a Clauzetto. Il gioco di parole (il Calambour come direbbe il compianto Avv. Guido Comis) è per la verità un pò forzato perché, da informazioni assunte, mi risulta proprio che i contorni costituiscono la parte meno significativa della cena anzi potrebbero addirittura mancare. Non mancherà invece a me, Vi assicuro, il piacere di accoglierVi nella casa in cui sono nato e fin d'ora mi scuso se dovremo stare un pò stretti: questo fa, per lo più, atmosfera e calore. Mettiamola così ma questa "ristrettezza", considerato il numero, si poneva in alternativa ad un doppio turno di mensa come avveniva nelle classi turistiche di certe crociere a basso costo. Erano per vero previsti dall'Avv. Bozzetto imponenti rituali con inni delle squadre all'inizio, presenza sul campo della Coppa Campioni. Una copia, io ritengo, ma trattandosi dell'amico Mauro non si sa mai: quello che è certo, ad esempio, è che i dischi con i rispettivi inni sono in possesso del Nostro Amico. Il Cerimoniale è stato un pò ridimensionato anche per i tempi ristretti dell'orgsnizzazione, si farà meglio la prossima volta; per il momento esprimo la mia gratitudine a Mauro Bozzetto e lo propongo al doveroso e giusto plauso. Le difficoltà atmosferiche non disturberanno perlomeno la fase conviviale. Ci si vede a Paludea. Franco Brovedani".
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