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mercoledì 25 gennaio 2012

ANEDDOTI CALCISTICI – “Maestro di calcio” (di Silvano Grigoletti)

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L'anno era il 1966, giocavo nelle giovanili dell'Audace San Michele, squadra del sobborgo di Verona, dove mosse i primi passi Mariolino Corso, mitica ala sinistra dell'Inter di Helenio Herrera, l'unico giorno libero che avevo era il mercoledì e regolarmente andavo a vedere l'allenamento dell'Hellas, mia grande passione che tutt'ora mi coinvolge. Il rituale era sempre lo stesso: fuori da scuola di corsa, pranzo al salto, filobus n°1 fino a Piazza Bra, a piedi fino in Piazza Cittadella dove tra i condomini c'era il vecchio stadio Bentegodi, sempre stesso posto, un pò defilato, vicino alla bandierina del calcio d'angolo, dal lato spogliatoi, in modo da vedere da vicino i giocatori che uscivano. «Ciao bocia», abituato a vedermi lì, mi salutava così Omero Tognon allenatore dell'Hellas, con semplicità senza che i due scudetti vinti con il Milan o le 14 presenze in nazionale facessero da muro tra me e lui. «Come va Mister?» gli chiedevo e lui di rimando «Se lotta» e si avviava verso il campo dove aspettava i suoi giocatori. Li aspettava sempre lui, mai che uno di loro avesse avuto la possibilità di uscire prima, poi via allenamento serrato senza fronzoli o chiacchiere, senza dubbio era un leader, il capo era lui e i suoi giocatori l'avevano capito tanto che si facevano trascinare da balzi ripetute ed esercizi vari. Anche quando riprendeva Bonatti, talentuoso trequartista dell'Hellas, dicendogli che «Il calcio lè na fabrica de illusi dove tutti i vende e nessun compra» e il buon Italo borbottando si rimetteva in riga. Domenica mattina, campionato giovanissimi regionali HELLAS VERONA - AUDACE S.M, gioco contro mio fratello, difensore nell'Hellas, in tribuna Omero Tognon assieme a Eros Beraldo, suo compagno nel Milan e allenatore della prima squadra dell'Audace, emozione incredibile, alla fine mi avvio verso gli spogliatoi e mi dice: «Bocia te ga tanta volontà, ma te ga el cul basso, mai ti sogador de balon!». Nella sua schiettezza mi ha ferito, ho fatto di tutto per dargli torto ma aveva ragione lui, ho dovuto barcamenarmi nel calcio che contava poco o niente fino a smettere per manifesta inferiorità. La vita continua ma ha un filo conduttore, un giorno lo ritrovo a Pordenone, dove lui si era trasferito a fine carriera, e semplicemente come se non fossero passati quindici anni ma dieci minuti, mi guarda incredulo e mi dice: «Cossa te fa quà bocia?». E da li è nato un incontro quasi giornaliero, parlando di calcio seduti sui gradini di casa sua, fatto di aneddoti e consigli che per me acerbo allenatore erano manna dal cielo. Anche mio figlio, tanto era il suo carisma, lo chiamava “il Capo” e quando ogni tanto lo veniva a vedere, lui era il più felice della terra nel sentirsi oggetto di tanta attenzione. Mi coinvolse anche nella sua avventura a Caneva, squadra in seconda categoria in piena zona retrocessione, li ho imparato che tutto deve essere professionale nei dilettanti, non professionistico, raggiungendo una salvezza insperata giocando anche un buon calcio. Con me era particolarmente puntiglioso e questo mi è servito anche nella vita, niente al caso “bocia”, ogni particolare era importante, il bello è che lo avevano capito sia i giocatori che tutti i dirigenti, e fecero carte false per trattenerlo. Il richiamo di insegnar calcio era più forte di tutto e subito accettò la proposta del Fontanafredda di ricostruire un settore giovanile che non dava i risultati sperati. Ben presto la mano del “Capo” diede i suoi frutti, ne sanno qualcosa i vari Locatelli, Rossitto, Lorenzini, ecc. Due erano i giocatori, a parte i professionisti, che lo avevano impressionato al punto di parlar di loro quasi giornalmente: Maurizio Mazzon detto Micio «El pol far el profesionista quando el vol, ma el ga na testa de casso che neanche i porsei la magna!»; Micio non lo ascoltò mai e ne pagò le conseguenze. L'altro era Fabio Rossitto. Il primo giorno che lo allenò capì subito dove poteva arrivare e Fabio fu tanto riconoscente con lui che il giorno del suo funerale, poco prima che lo chiudessero, mise sulle mani di Omero la sua maglia bianconera dell'Udinese. Anche nella sua malattia fu sereno e forte: «Se lotta anca qua bocia, ma non so se ghe la fasso», aveva già capito che era al capolinea.
Da tanto te ne sei andato Capo, ogni volta che vedo un pallone rotolare il mio pensiero va a te.
Grazie ancora.
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lunedì 3 maggio 2010

Lettera aperta agli amici avvocati calcio Pordenone (di Toni Pollini)

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Carissimo Enrico, Carissimi amici, dopo tre giorni di meditazione e di attesa devo purtroppo pensare che la decisione del nostro storico capitano Paolo di dedicarsi solo alla “Sauna” ed al turismo non Calcistico abbia un certo fondamento. Confido, come tutti voi, che Egli receda dalla sua insana, devastante, dolorosa, sconvolgente, immatura, imperdonabile, anticipata, imprevedibile sia tecnicamente che tatticamente, etc. etc. decisione e ricaricato dalla trasferta Ungherese possa riprendere il Suo posto e la Sua fascia di Capitano già nell’incontro con Trieste. Sappi comunque Paolo che per tutto quello che hai dato ed hai fatto per la Squadra degli Avvocati quando Tu deciderai di appendere le scarpe al chiodo, la Tua maglia numero 4 con annessa fascia di capitano color verde verrà ritirata e non sarà mai più indossata da alcuno. Ci vediamo a Budapest, con affetto. Il presidente Toni Pollini
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mercoledì 24 marzo 2010

AMATORI – «Non infangate il nome del Kaptàno!» (di Antonio Pollini)

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PORDENONE – Cari amici, dopo il singolare episodio arbitrale di sabato scorso, che ha fatto registrare il primo caso di espulsione per "responsabilità statistica da bestemmia" nella storia del calcio (vittima designata il nostro Kaptàno), è giunto a Mr Pollinigson il referto arbitrale. Il nostro Toni, una volta letto il comunicato, ha ritenuto di inoltrare al signor Giacomo Tonus, organizzatore e responsabile del Torneo Amatoriale Amici del Calcio di terza divisione, la missiva che riporto di seguito, per svolgere alcune puntualizzazioni. Signori, il dibattito è aperto. «Ho ricevuto il comunicato ufficiale relativo alla giornata del 20-21 marzo 2010. Al calciatore Paolo Luisa Vissat è stata inflitta una giornata di squalifica per aver pronunciato frasi blasfeme. L'avv. Paolo Luisa Vissat non ha mai bestemmiato in vita sua, né sabato 20 marzo 2010, durante la partita contro il San Dan, ha bestemmiato in campo. E' bene che tutti i partecipanti al Torneo vengano informati sui fatti. Durante la partita, circa il venticinquesimo del secondo tempo, il direttore di gara, dopo che il pallone era uscito dal campo, sospendeva la partita e chiamava a sè il capitano della squadra di calcio degli Avvocati, Andrea Bellotto, sostenendo di aver sentito nel corso dell'ultima azione di gioco, prima che la palla uscisse dal campo, uno dei giocatori della squadra dei legali bestemmiare. Non era però in grado di individuarlo. Per questo motivo o il capitano faceva confessare l'autore della frase blasfema per sanzionarlo con l'espulsione o avrebbe espulso direttamente il capitano. Tutti avevano manifestato la loro estraneità (non si riesce a capire perché doveva essere un giocatore degli Avvocati a bestemmiare e non uno del San Dan) ma, viste le insistenze dell'arbitro che non intendeva proseguire la partita, veniva invitato l'avv. Paolo Luisa Vissat ad accusarsi di un fatto al quale era completamente estraneo. Non voglio entrare nel merito dell'applicazione del regolamento da parte del Giudice di gara, ma solo precisare che l'avv. Paolo Luisa Vissat non è un bestemmiatore, né ha mai bestemmiato in vita sua. Veda l'organizzazione se, nel caso di specie, debba essere inflitta una gara di squalifica per "bestemmia oggettiva". Cordiali saluti. Avv. Antonio Pollini P.S. (Ti sarò grato se vorrai inoltrare questa mia osservazione a tutti i responsabili delle squadre partecipanti al Torneo)».
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venerdì 19 marzo 2010

PAPA' FELTRIN se n'è andato...

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TUTTI VICINI AL NOSTRO "MICHE"...
(funerali sabato 20, ore 15:00, San Michele di Sacile)
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sabato 13 marzo 2010

Tutti vicini al nostro Manlio che ha perso il papà...

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UN ABBRACCIO AFFETTUOSO...
(funerali lunedì 15, ore 15:00, Madonna delle Grazie)
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giovedì 31 dicembre 2009

Avvocati Pordenone Calcio: si va oltre il trentennio, guidati dal "monolite"...

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PORDENONE – Questo 2009 che se ne va è stato davvero un anno molto intenso e speciale per la grande famiglia neroverde. Si sono consumati gli appuntamenti tradizionali, come l'Avvocup, il Campionato Amatori ed il Memorial Brovedani, che scandiscono oramai da qualche anno con costanza ogni stagione dei ramarri. Ci siamo goduti la gradevolissima novità della gita viennese, prestigiosa trasferta calcistica internazionale. Si sono registrati addirittura ben due (!!!) successi in campo sportivo, con le vittorie nel memorabile Torneo di Food-ball di Spilimbergo ed in quello di San Quirino ("Vecchie glorie calcio a 7"). Ma l'annata 2009 resterà scolpita negli annali soprattutto per una importantissima ed irripetibile ricorrenza: il trentennale dalla nascita della leggendaria squadra di calcio degli Avvocati Pordenone! E' proprio per la coincidenza con questo anniversario davvero speciale, che questa nostra ultima generazione di "avvocati calciatori" è così orgogliosa di essersi resa protagonista, lo scorso mese di aprile, della storica costituzione della novella "Associazione Sportiva Dilettantistica Avvocati Pordenone Calcio 1979". Era infatti proprio l'autunno del 1979 quando un manipolo di avvocati malati di calcio, capeggiati da un tal Pollini Antonio da Cordenons, hanno deciso di volersi divertire "seriamente" ed hanno cominciato a vagare per i campi di periferia, con i calzoni corti in dosso, rincorrendo una sfera di cuoio. Inutile dire chi è colui che rappresenta il filo conduttore che lega indissolubilmente, senza soluzione di continuità, il passato al presente (e, senza ombra di dubbio, al futuro!). Non servirà dunque compiere un grande sforzo per immaginarci un Toni Pollini fra trent'anni, indomito condottiero, alla guida della compagine neroverde dei ramarri togati (forse più difficile tentare di figurarsi un Casucci settantacinquenne che scorazza sulla fascia...). Ricordate il monolite di "2001 Odissea nello spazio"? Buon 2010, di cuore, a tutti quanti...
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domenica 22 novembre 2009

AMATORI - La squadra (senza voler competere con il serial TV) (di Vincenzo Fantuzzi)

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Purtroppo ho dovuto abbandonare il campo, presto. E neppure dopo il piacere di essermi, personalmente, granchè entusiasmato della mia non-prestazione. Ma, saltato questo passaggio, resta quello che ho visto della partita. Inizio degli avversari. Bella squadra. Veloce. Ordinata. La nostra tiene bene il campo, nonostante gli attacchi degli avversari e il loro imperversare nella nostra metà. Ci difendiamo bene, attacchiamo in alcune occasioni con pregevoli scambi e con i due attaccanti nostri che, quando hanno supporto, riescono ad avvicinarsi con "piacere" alla porta avversaria. A metà campo i soliti Pippo e Fabio "lavorano" la palla interrompendo il gioco altrui e proponendo una bella spinta offensiva. Il gioco è frizzante, gradevole, ordinato, nonostante il campo. Che il campo abbia favorito noi o loro poco importa (in spogliatoio si apre questo dibattito tra "piedi buoni" e "piedi cattivi" - ci sono anche quelli "mediamente buoni" e quelli "non così cattivi nonostante tutto ma..."): la palla corre male e si vede. Quindi bene. Bravo, assolutamente, Andrea che come "libero" esce al momento giusto, raccorda e copre, "chiama" e mette ordine. Così Manlio, Eugenio e Paolo e Matteo, che in porta, mette una certa non indifferente sicurezza. A destra giochiamo poco, ma questa è una cosa già vista e sottolineata in altre partite. Angelo copre bene in difesa ma non riusciamo a supportare il resto. A questo punto, a fine del primo tempo si arresta il mio resoconto. Sono in auto e chiamo Enrico. Il mio timore sono i primi dieci minuti del secondo tempo. Invece, Enrico mi dice che è andato tutto bene fin quasi alla fine. 1 - 0, il risultato finale. Peccato per la classifica. Ma soddisfazione, leggo tra le parole di Enrico, per aver giocato "la nostra partita". Au revoir.
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mercoledì 4 novembre 2009

AMATORI - Secondo me non è andata male... (di Vincenzo Fantuzzi)

. Annotazione "moleskine style", anche un pò di calcio. Cerco di riassumere brevemente ciò che ho visto. Arrivo che la temperatura è perfetta, giornata tiepida e gradevole; le persone che, girato l'angolo della parrocchia, camminano lungo il viale alberato non vanno al campo di calcio, ad omaggiare i giocatori, ma la gran parte all'altro campo, quello davanti. Il terreno mi sembra in ottime condizioni. I giocatori sfilano in un riscaldamento piuttosto blando (lo so, lo so che io non debbo parlare!). La partita inizia e subito la squadra di casa si allunga in piacevoli ma poco "fruttiferi" scambi. Noto alcune cose. Fabio, che non conoscevo, si sposta facendo e portando gioco da 3/4 in avanti. Bravo. La nostra fascia destra non raccoglie gioco. Paolo "the Kap", questa volta, è assolutamente in giornata "out", non dal punto di vista agonistico ma da quello del coordinamento con la squadra: cosa che sarà ancor più evidente nel secondo tempo. Paolo Vicenzotto ne sa qualcosa, soprattutto quando gli indica la direzione lungo la quale calcerà la palla (che finisce sempre dalla parte opposta). Questa dei lanci lunghi, non è colpa del Kap, ma resta un punto incomprensibile del nostro gioco. Noto, in particolare, un Alberto "the myth" in grande forma; Andrea che stempera gli svarioni divensivi; alcune triangolazioni gradevoli, ma non si arriva mai in porta; Diego arcigno a sedare e sedere l'avversario che scende in fascia, coadiuvato da Manlio; Brovedinho bene, Marco che tiene gioco, non male non male... Non andiamo male ma siamo un pò "caciaroni". Due cose: gli avversarsi perdono palla; Diego la calcia per restituirla e finisce nella roggia a 30 mt. La palla si alza su un respinta e Alberto calcia... la stanno cercando. La partita continua con un pregevole gioco espresso dai locali. Bei fraseggi, allunghi, intese. Fino al secondo tempo, risultato che premia noi, ma non in modo così evidente. Il secondo tempo si apre all'insegna dei molti cambi. Che cosa dire a questo punto. Guardo loro e mi rendo conto della qualità che possono esprimere. Ma guardo il nostro centrocampo e credo di non aver visto, da un bel pò, una qualità così alta (anche se mancano Sarci e Oli) tutta in un colpo. Tutto ciò se non fosse che manca un trascinatore-organizzatore che sale in cattedra e tira le fila. Ci prova Pippo, ma poco, che sicuramente ha doti per tutto; Marco resta - nonostante il solito gran lavoro - un pò isolato. Dall'altra parte, Paolo M., non riesce ad agganciare il gioco e riverdire la giocata della scorsa volta. Guardo e sono ancora convinto, nonostante gli ospiti inizino a realizzare, che un centrocampo così non riesce a sviluppare gioco per propria mancanza piuttosto che per bravura altrui. Il che non significa poter vincere, ma potersela giocare bene. E dietro, Enrico non regge come al solito. Nessuno chiama nessuno. Nessuno chiama una posizione, una giocata, un giocatore che scende, se non quando è troppo tardi. I locali raddoppiano meritatamente e, se non ricordo male, segnano ancora. Fino a venti minuti alle 16. Quando Paolo "Buitre" Vincenzotto premia lo sforzo corale con una zampata delle sue. Gol! Per 20 minuti esatti la squadra prende il campo, gioca con passione, alla pari con i locali e....purtroppo un pò all'attacco, sguarnendo fascia e difesa, che vengono punite da un ottimo team locale. Alle quattro me ne vado. Con un pò di dispiacere, che qualcosa in più si meritava, se non altro un risultato meno pesante. Nulla da togliere ai locali. Qualcosa in più si poteva fare. Esco e mi fermo a bere un caffè, dalla signorina Barbara, al bar che si trova all'angolo "Plen de morbin". La bellezza del paesaggio che incontro, mentre torno a Pordenone, mi dona un piacevole pensiero: con una squadra così, qualche buon risultato si prepara a venire. E se non vien il risultato qualche buona partita si può, però, fare. Salut.
Bravi Eugenio, Paolo Montico, Tatanka ed Enrico, nel primo tempo!!!! Sempre con rispetto. Non riuscivo a postare da qualche giorno.
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mercoledì 23 settembre 2009

"IL PUNTO" di Mr Pollinigson

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PORDENONE - Carissimi amici, la stagione 2008/2009 si è conclusa con due successi. Il più recente è quello della vittoria del Torneo Amatoriale di Calcio di San Quirino in occasione della Festa dello Sport (il resoconto della manifestazione è presente sul BLOG), il precedente è quello della splendida trasferta a Vienna che suscita ancora nei partecipanti un piacevolissimo ricordo, con una leggera punta di nostalgia, per tre indimenticabili giornate che stimolano il desiderio e la volontà di organizzare per la primavera 2010 un’altra trasferta altrettanto allettante. E’ ovvio che il pretesto sarà sempre la partita ma c’è la convinzione che, dopo la esperienza viennese, anche i familiari degli avvocati calciatori abbiano compreso lo spirito che anima i nostri incontri non limitati al solo aspetto sportivo ma soprattutto ad un ampliamento dei rapporti interpersonali. Credo che la soluzione di viaggiare con il Pullman sia stata gradita da tutti i partecipanti perché con questo modo di viaggiare vengono eliminate una serie di problematiche. E’ sicuramente più sicuro; vi è la possibilità di socializzare con tutti i partecipanti al viaggio; la “quasi” puntualità nel rispettare orari ed appuntamenti; la certezza che alcuno dei partecipanti si possa perdere sia durante il trasferimento che in città; la possibilità di viaggiare anche con numerosi bagagli; infine ma soprattutto la possibilità di “festeggiare” senza avere problemi di guida. L’utilizzo del Pullman è conveniente quando il numero dei partecipanti non è inferiore a 35. L’optimum è un minimo di 40 partecipanti. Vorrei prima di tutto ringraziare la squadra femminile: Annalisa, Barbara, Caterina, Cinzia, Giulia, Luisa, Michela, Paola (promette nel tresette), Pia (instancabile con 4 uomini + Angelo da gestire) e Vera per aver partecipato con entusiasmo al viaggio sapendo cogliere ogni opportunità che veniva loro offerta. Poiché per alcuni era la prima volta che partecipavano ad un viaggio, voglio ricordare che con ordinanza n. 13, 8 Dicembre 2005, era stato abolito il “Lei” per cui ci si deve rivolgere alle persone con il “Tu”. Faccio alcuni esempi: "Ciao Vera, come stai?", "Vera, c’è Tuo marito che Ti cerca", "Vera vuoi venire con noi al Museo?". Siamo tutti sullo stesso Pullman.
Un sentitissimo grazie a Leo e Paolo ed ai loro figli. Un augurio a Pippo, da parte di tutti, per una prontissima guarigione ed un ringraziamento per aver sopportato con spirito… al col=mo delle sofferenze procurategli prima dalle ostriche tarvisiane (pescate al momento) e successivamente dall’insidioso terreno Austriaco. Complimenti infine all’esuberante pattuglia Casucci, che oltre ad offrire ben quattro elementi alla squadra ha dimostrato disponibilità verso tutti, molta curiosità, allegria ed un pizzico di imprevedibilità. Questo successo mi ha spinto ad ipotizzare per la primavera 2010 una trasferta di tre giorni in un’altra città, si di interesse calcistico ma soprattutto da conoscere. Avevo parlato con Enrico Iodice di possibili mete. Poi sabato sera a San Quirino mentre era in corso il Torneo, vinto brillantemente, è apparso Stefan, con indosso la tuta degli Avvocati Pordenone, che, dopo aver ricevuto abbracci e ringraziamenti, veniva informato della volontà di giocare in primavera un triangolare. Venivano indicate le sedi di Budapest e di Monaco di Baviera. Ho incontrato a pranzo domenica mattina Stefan e la sua famiglia ed abbiamo deciso di contattare gli avvocati ungheresi e bavaresi (non quelli che partecipano al Mundiavvocat) e concordare con loro un triangolare. La vera difficoltà è la mancanza di ponti per cui dovremmo individuare un fine settimana di Aprile, Maggio o Giugno terminate le scuole. Sconsiglierei Pasqua ed il Primo Maggio per la massiccia presenza di turisti.
Saranno graditi i suggerimenti. Toni Pollini P.S. (Siamo stati invitati ad un Torneo ad 11 per sabato pomeriggio, domenica mattina e possibili finali nel pomeriggio. Partite da disputare in Comina campo Ariete. Mi pare che il programma per noi in questo momento ed in queste condizioni fisiche e non solo, potrebbe, quasi con certezza, riservarci la possibilità di accedere alla fase finale. Tuttavia sono convinto che moltissimi, vorranno approfittare dell’ultimo scampolo d’estate).
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mercoledì 10 giugno 2009

Quello squarcio di luce... a portata di mouse

In tempo di bilanci e ringraziamenti abuso del mio ruolo e mi approprio della preziosissima password di accesso per pubblicare, all’insaputa del capo redattore, un post a lui dedicato. Credo di interpretare il sentimento dei tanti, tantissimi lettori, pordenonesi e non, nell’estendere la lista dei ringraziamenti anche Mr. Blogger, alias Enrico Iodice, per la straordinaria abnegazione e costanza con cui ha documentato non solo lo svolgimento dell’evento sportivo, ma anche per la simpatia e la puntualità con cui sono stati descritti personaggi, fatti, aneddoti. L’ingresso nel blog, facendo scorrere la lista dei preferiti o semplicemente interrogando Google, è diventato per molti di noi un “piacere quotidiano”, come recitava un famoso spot della Gazzetta. Nel nostro caso trattasi di “Gazzetta del Foro” e di epiche gesta pallonare che nello stile inconfondibile di Mr. Blogger, sapientemente dosato fra l’ironico e il sarcastico, hanno fatto provare a ciascuno di noi – chi più, chi meno – l’ebbrezza della celebrità. Il blog è un piacere quotidiano a portata di clic, uno squarcio luminoso in giornate a volte fin troppo seriose e soffocate, un momento che ci concediamo per staccare la spina, per sorridere, per ricaricare le batterie, nella trepidazione di trovare fra le maglie della Rete un nuovo aggiornamento, un fotomontaggio o il commento divertito di qualcuno. Credo allora sia doveroso rivolgere un sentito GRAZIE a colui che questo piacere ce lo riserva giorno dopo giorno, ripagandolo in questo modo, sia pure parzialmente, delle tante ore di paziente fotoritocco e straripante creatività.

Il Garante per le Telecomunicazioni

venerdì 22 maggio 2009

IERI MATTINA E' MANCATA LA MAMMA DEL NOSTRO TONI...

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funerali sabato ore 10:00, Don Bosco .

lunedì 16 giugno 2008

"Grazie"... (di Eugenio)

«Caro Enrico, Care Amiche e Cari Amici Ramarri,
tornando a casa oggi domenica sera son passato in ufficio per prendere i fascicoli dell'udienza di domani a San Vito, ho controllato le mails dopo 5 giorni di assenza ed ho anche guardato il sito, avvisato dal Kaptàno. Devo anzi voglio ringraziare tutti Voi per l'affetto che mi avete dimostrato in questi giorni (ma anche in precedenza), tutti, nessuno escluso. Ma oltre ad Enrico, Amico con la A maiuscola, voglio ringraziare in particolare Toni Pollini, perché mi ha scritto un bellissimo sms, ancor più bello se si pensa che è un mezzo di comunicazione che lui non usa (ed infatti lo ha fatto scrivere a Vera, che saluto e ringrazio parimenti), e voglio aggiungere che, come taluni sanno, a Montepulciano dopo il primo strillo del Nostro ho preferito uscire e non giocare più per non crearmi ulteriori motivi di tensione in un momento già difficile per le notizie che avevo su mia Madre, ed anche che il Vostro affetto mi porterà, purtroppo per Voi, a ripensare alla mia decisione di non giocare più a calcio (almeno con i Ramarri), anche perché se gioca ancora Paolo Dell'Agnolo....
Eugenio»

giovedì 12 giugno 2008




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...UN ABBRACCIO GRANDE DALLA
"FAMIGLIA" NEROVERDE...