Blog Ufficiale (rigorosamente umoristico!) della squadra di calcio degli Avvocati Pordenone
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lunedì 2 maggio 2011
AMATAORI - Le convocazioni per il recupero di domani sera
domenica 1 maggio 2011
TORNEO BENEFICIENZA - Ramarri e AVIS Rorai Grande ospiti degli Alpini a Meduno
MEDUNO (PN) - Così come l'anno scorso, anche quest'anno il 1° maggio è stata una splendida giornata di sole dedicata al calcio, ma soprattutto alla solidarietà. L'iniziativa, che recava il marchio D.O.C. del gruppo Alpini della Val Meduna, prevedeva un triangolare di calcio con pranzo collettivo a seguire e relativo incasso da devolvere in beneficienza a favore di una Associazione per lo studio e la ricerca contro la SLA. I ramarri si sono aggiudicati il Torneo, come un anno fa, imponendosi in entrambe le sfide disputate, quella contro la compagine dell'AVIS di Rorai Grande (3-1) e quella decisiva contro i padroni di casa, gli Alpini della Val Meduna (2-1). Da segnalare, sotto il profilo squisitamente calcistico, la prestazione sopra le righe del bomber Tirelli (4 reti in due mini-gare!) e quella di Tatanka Celano nella inedita veste di assist-man. La nota più lieta della giornata però riguarda due graditissimi rientri tra le fila neroverdi: Vincenzino Fantuzzi, assente da lungo tempo per impegni di carattere personale, la cui presenza non passa mai inosservata (ottima prestazione e gran gol su punizione!) e Andrea Bellotto che tornava a calcare il prato verde dopo circa sei mesi di penitenza a causa dei noti problemi alla schiena. Quest'ultimo ha interrotto così quella s
orta di inquietante ed anomalo regresso evolutivo, causato dalle frequentissime ed interminabili applicazioni in piscina, che ormai lo aveva portato ad uno stadio avanzato nella metamorfosi uomo-anfibio (pasti ridotti e frequenti a base di insetti, chiazze di pelle squamosa dalla colorazione vivace, forte predilezione per i materassi ad acqua). Bentornato Andrea! Poi, come si è detto, tutti insieme attorno ad una tavola ben imbandita a consumare in amicizia il rancio cucinato per l'occasione dagli Alpini; rancio che, come nella miglior tradizione alpina, ha confermato quelle che sono le sue storiche peculiarità: ottimo e abbondante! Chiudiamo con l'esternazione dell'inguaribile Pollini all'atto della consegna della targa ricordo per la prima squadra classificata: «Non ho più posto nella sala dei trofei!».
sabato 30 aprile 2011
AVVOCUP - Si completa anche il quadro del girone "A": Mantova esce di scena...
Luca Cerullo (Bergamo): “Al comunale di Zanica la Bergamo Lex si impone per 4 a 2 su Rimini ed accede ai quarti di finale. Nonostante il risultato, la partita è stata equilibrata e combattuta. Entrambe le squadre sono scese in campo falcidiate dalle assenze: per Bergamo, oltre ai defunti (calcisticamente) Manzoni e Gelmini, assenti anche Galatti, Di Dio, Bonomi, Luca Cagnazzo, Zesi e Regazzoni. Presenti, invece, Attila Baruffi e il dott. Marco Fattorini: il primo non calcava i campi da gioco dal maggio 2010, ossia dai quarti di finale con Bassano; il secondo, assistito dall’agente Marcello Brignoli, dopo mesi di corteggiamento ha ceduto alle lusinghe della dirigenza orobica . Bergamo si schiera con il consueto 4-4-2 così composto: Mazzariol fra i pali, Birolini-Fachinetti-Colombo-Pizzoccheri in difesa, Cerullo-Rillo-Baruffi-Cagnazzino a centrocampo, Marco Fattorini e bomber Scudo in attacco. La partita inizia all’insegna dell’equilibrio. La Bergamo Lex, come suo solito, agisce di rimessa, mentre Rimini mostra un buon possesso palla ed una tecnica invidiabile. Il match si sblocca al 15’ del primo tempo, quando Rimini passa in vantaggio grazie ad una punizione dal limite. Gli orobici reagiscono con grinta ed ottengono l’immediato pareggio: un difensore romagnolo perde palla in area e Cerullo di sinistro, infila il portiere. Il pareggio non smorza la veemenza orobica. Dopo pochi minuti la Bergamo Lex passa in vantaggio. Mister Rillo lancia sulla fascia sinistra Cerullo. Il n. 3 supera in velocità la difesa avvers
aria, conquista il pallone prima che superi la linea di fondo, dribbla un difensore e crossa al centro per Bomber Scudo, che di testa/rotula segna il gol del vantaggio. Trascorrono ancora pochi minuti e Cerullo, dalla trequarti, detta il passaggio in profondità a Bomber Scudo, che si incunea fra i difensori avversari e segna il terzo gol con un destro di precisione. Rimini non si dà per vinta e vende cara la pelle, rendendosi pericolosa con alcune punizioni dal limite che mettono in apprensione la retroguardia orobica. A pochi minuti dalla fine del primo tempo, tuttavia, Bomber Scudo, implacabile, firma il quarto gol, finalizzando un’azione costruita a centrocampo da Baruffi, Fattorini e Rillo. Il primo tempo si chiude sul 4-1, ma la sensazione è che la partita non sia affatto decisa. Ed infatti nel secondo tempo Rimini dimostra la propria forza e mette alle corde gli orobici, grazie ad un ottimo possesso palla, all’organizzazione di gioco ed alla tecnica di alcuni giocatori. A dieci minuti dall’inizio del secondo tempo Rimini accorcia le distanze con il n. 11, uno dei migliori in campo, che con un tiro a girare alla Del Piero supera Mazzariol. Il leit motiv del match, per i restanti minuti di gioco, resta lo stesso. Bergamo continua ad agire di rimessa e con Scudeller, Longobardi e Cerullo sfiora il quinto gol, ma il risultato resta inchiodato
sul 4-2 sino alla fine. Entrambe le formazioni accedono ai quarti, sfortunatamente a spese di Mantova... mi spiace…
Terzo tempo eccellente presso il ristorante la “Gatta al Lardo”, onorato dai colleghi di Rimini ed anche dagli Orobici, forse incentivati dalla pubblica “reprimenda” di Padova, tanto utile quanto inopportuna: una mail al responsabile della squadra sarebbe stata più che sufficiente. Al termine dell’incontro, lo ricordo, nessuno ebbe da ridire sulla nostra assenza, peraltro dovuta soltanto al venire meno dell’unica vettura disponibile per il ritorno a casa.
giovedì 28 aprile 2011
AVVOCUP - Le pagelle veneziane: "Un ocio da la panca!" (di Paolo Emilio Rossi)
GALLI: costretto dall’arbitro a cambiare maglia per non confondersi col portiere avversario, supera il trauma indossando quella di Guidoni e ne tiene largo l’onore. Voto 6
AVVOCUP - Definito il girone "B": Bassano in testa!
Marco Santarcangelo (Bassano): “TRIESTE NUMBER ONE!!! Nonostante la sonora sconfitta (2-6) con lo Jus Sport Bassano esce a testa alta dal campo e pure dal ristorante!”.
“Alla fine è stata festa grande per tutti mercoledì sera in quel di Bassano, con lo Jus Sport ebbro di gioia (e non solo di gioia) per un epilogo alla grande di una grande “regular season”! Il tabellino parla chiaro: mai una sconfitta, solo vittorie ed un pareggio alla prima in terra lagunare… C’è davvero di che essere felici a Bassano che mai in tutti gli anni di Avvocup ha mostrato qualità e rendimento a questi livelli. Il primo posto del girone era già assicurato addirittura prima del fischio d’inizio in quanto, a conti fatti, anche un’eventuale sconfitta non avrebbe cambiato le cose e quindi l’atmosfera in casa giallorossa era alquanto distesa. Quel che p'erò più preme rilevare, prima della cronaca di quest’ultima partita, è una menzione particolare agli amici triestini i quali, ultimi in classifica e senza aver nulla da chiedere a questa fase preliminare dell’Avvocup, sono venuti in trasferta a giocare con i primi in classifica facendo un bel po’ di strada in mezzo al traffico che notoriamente avvolge la città del Grappa ed hanno onorato il campo con orgoglio. Da parte sua lo Jus Sport ha messo subito le cose in chiaro: niente partitina tra amici, tanto i giochi son fatti… si gioca per vincere e mister Taras schiera il meglio di cui dispone. Tutti presenti a parte Sartore ancora convalescente e formazione a trazione anteriore (4-4-2 un po’ bugiardo viste le propensioni offensive anche dei centrocampisti schierati). La partita inizia in ritardo, appunto per i noti problemi di traffico, ed i Colleghi triestini si presentano in undici contati e con un’anagrafica in effetti un po’ “impegnativa”… Una pioggerella leggera non infastidisce più di tanto se non per il campo reso un po’ più veloce del solito. Tutti pronti…. Via! Lo Jus Sport prende in mano il pallino del gioco, come era lecito aspettarsi, ma nei primi minuti stenta a carburare: pare una Volvo 240 degli anni ’80! Ciò nonostante le azioni da gol non mancano ma, vuoi
perché la “zampata” finale degli attaccanti non arriva a segno, vuoi per gli interventi difensivi (soprattutto del portiere triestino che merita una lode particolare…), la palla non va dentro! Da parte sua Trieste, a dispetto dell’età veneranda di alcuni giocatori, tiene il campo con ordine e buona tecnica, pur senza infastidire più di tanto i giallorossi tanto che la difesa bassanese risulta ben poco sollecitata. In sostanza passa il tempo, ma il risultato non cambia: 0-0 sino alla fine del primo tempo. Negli spogliatoi i giocatori dello Jus Sport si guardano in faccia ed il mister chiede di affondare i colpi con più determinazione senza avere però fretta di segnare: il tempo c’è e le possibilità pure… In effetti al rientro in campo le cose appaiono subito diverse! Alla prima azione Conte lanciato in una delle sue classiche incursioni sulla fascia si spinge verso la porta di Trieste lasciando partire un potente tiro che si schianta sulla traversa (forse il legno sta ancora tremando…). L’appuntamento con il gol però è solo di poco rinviato in quanto, all’azione successiva, il “gioiello” Farronato lascia filtrare un bel passaggio per l’arrembante Vidale (nella circostanza schierato come centrocampista invece che come difensore) il quale senza farselo dire due volte approfitta dell'occasione ed affetta in tre passi l’area avversaria terminando l’azione con un bel tiro che (finalmente!) batte l’estremo difensore Triestino. Ogni elemento ha il suo punto di rottura e, evidentemente, Bassano ha trovato quello degli ospiti i quali, dopo il primo gol subito, sembrano dissanguati e non in grado di orchestrare più alcuna azione. Ha così inizio la “mattanza” con il gol di Rebecchi frutto di una serie di combinazioni astrali tipo “cometa di Halley” in quanto: 1) su un cross alto riesce a vedere la palla; 2) invece di scansarsi come al solito salta e la colpisce di testa; 3) la indirizza con precisione dentro al sacco! Increeedibbbbbbbile! Tutti i compagni compresa la panchina esultano con le mani tra i capelli per la sorpresa 2 – 0! Tocca poi a Di Benedetto segnare il terzo gol e ne farà poi ancora uno portando a sei il suo personale bottino in Avvocup: niente male no? C’è poi gloria per Dionello, il “pendolino del Brenta” (dove per pendolino non s’intende il treno sia chiaro…) che, appena entrato, regala al pubblico una delle sue “perle” uccellando il bravo portiere avversario con un delizioso pallonetto. Segnerà poi ancora lui realizzando una doppietta. Le squadre ora sono molto “lunghe”, gli schemi saltati e Trieste giustamente mira a segnare il gol della bandiera in una partita il cui risultato, obiettivamente, è troppo ingeneroso. Dopo un paio di belle parate di Tomasello, finalmente impegnato, arrivano così non uno, ma due gol, entrambi timbrati da Rossi (sul primo grosse responsabilità della difesa giallorossa, ma senza far nomi basti dire che solitamente “il pesce puzza dalla testa...” .Al fischio finale Bassano esulta per il primato e la prestazione mentre T
rieste spera nell'abbondanza e qualità delle libagioni da consumare nella “Club House” dello Jus Sport presso la Trattoria da Fernando detto “il Nemico” . In effetti il terzo tempo viene apprezzato come sempre alla grande da tutti ed a tal proposito una particolare menzione va attribuita al clima di festa e complicità tra le due compagini... La cronaca è di Marco Andreatta che riferisce di un vero proprio tributo con tanto di applauso e “standing ovation” al Presidente triestino Amatulli il quale, presa la parola, dopo i ringraziamenti sentiti agli amici Bassanesi ha intavolato un discorso particolarmente gradito a tutti i giocatori dello Jus Sport: in sostanza ha proposto di unire le forze per affrontare insieme traguardi sportivi di alto spessore quali tornei internazionali e, udite udite, tornei misti! A quel punto l'attenzione dei presenti si è attestata ai massimi livelli e la proposta è stata accolta con il massimo entusiasmo! Addirittura i bassanesi hanno acclamato a gran voce il buon Amatulli come nuovo Presidente dello Jus Sport, per non parlare di qualcuno, non nominabile per l'incarico pubblico che ricopre, il quale ha lamentato che in quattrto anni di Avvocup non riteneva giusta la quasi totale assenza di gno ..a! Un sentito grazie quindi a Trieste! Ora però la festa è finita! In terra del Grappa si pensa già ai quarti di finale che incombono...
Marco Santarcangelo".
mercoledì 27 aprile 2011
AVVOCUP - Le "PaGEGE'lle" (di Eugenio Pergola)
martedì 26 aprile 2011
AVVOCUP - Si chiude senza vittorie un'avventura da dimenticare (di Matteo Cornacchia)
Il Tabellino
AVVOCATI PN - VENEZIA FOOTBALL LAWYERS 1-1 (0-0)
Formazione: Cornacchia, Boschian (Feltrin), Gasparini, Rumiel (Brovedani), Bellinato, Sarcinelli, Stella, Gurnari (Ribetti), Tirelli (Celano), Galasso (Del Bianco), Vicenzotto [C].
Marcatori: Tirelli (PN), Niero (VE).
SAN QUIRINO (PN) - Nell’inusuale cornice di San Quirino è andato ieri in scena l’ultimo atto dell’Avvocup per i ramarri, già esclusi dalla competizione con una giornata d’anticipo. Contro Venezia si giocava dunque solo per l’orgoglio, mentre gli ospiti si sono presentati con l’obiettivo minimo di portare a casa un punto per blindare il terzo posto nel girone. E alla fine punto è stato, ma solo dopo una partita combattuta e giocata a viso aperto da entrambe le formazioni. Vista la posta in gioco – dicevasi dell’orgoglio – Pollini approfitta della gara per farne un test-match e concedersi alcuni esperimenti che potranno risultare utili nel prossimo futuro, magari già a Dublino. Accantonato dunque il suo credo calcistico (il 3-5-2), Mr. Pollinigson schiera un inedito 4-3-1-2, con Boschian, Gasparini, Rumiel e Stella a comporre il pacchetto difensivo, Sarcinelli, Gurnari e Bellinato a dar sostanza al centrocampo, e Galasso dietro le due punte Tirelli e Vicenzotto. Fra i pali torna Cornacchia, per l’occasione in un inusuale completo blu scuro (maglia giallo-blu per il resto della squadra). Il primo tempo è giocato all’insegna dell’ordine. La linea di difesa funziona assai bene, con belle giocate di prima che danno respiro alla manovra. I problemi, semmai, si verificano fra centrocampo e attacco, dove i meccanismi di gioco, non perfettamente oliati, producono spesso confusione e intasamento. La squadra tuttavia è vogliosa e in palla, al cospetto di Venezia che conferma quanto di buono si è detto e scritto in questi giorni sulla compagine lagunare (minchia, quanti anni è che sognavo di scrivere “la compagine lagunare”….; vado via di testa anche per “gli orobici” o “le rondinelle”; per fortuna non abbiamo Bologna in Avvocup, perché “i felsinei” mi provoca sempre un orgasmo). La prima frazione si segnala dunque per qualche bella giocata, ma di occasioni nitide non se ne vedono: per Pordenone il più pericoloso è Stella che con un paio di calci d’angolo maligni mette in difficoltà il bravo portiere veneziano; dall’altra parte Cornacchia è costretto a intervenire una sola volta, in uscita bassa di piede su un’incursione della punta avversaria. Nella ripresa solita girandola di sostituzioni e gli Avvocati Pordenone iniziano a scomporsi. Paradossalmente, però, la partita si ravviva e iniziano a fioccare le occasioni da rete. Fra i ramarri il più attivo in attacco è Tirelli, che prima impegna severamente l’estremo ospite con un diagonale insidioso, poi lanciato in profondità in posizione defilata si accentra e batte il portiere sul palo opposto: 1 a 0! Da quel momento Venezia prende in mano il pallino del gioco e schiaccia i naoniani nella propria tre quarti. I pali della porta di Cornacchia si fanno entrambi la barba su due diverse conclusioni dal limite; altre situazioni pericolose sono risolte in mischia a centro area, mentre sul finale è lo stesso volatile a doversi superare per mettere in angolo una conclusione a botta sicura dall’altezza del dischetto di rigore. La vittoria sfuma proprio sul finale, quando su un preciso traversone dalla sinistra l’ottimo n. 8 veneziano svetta di testa su Feltrin e incrocia sul palo lontano, dove il pennuto non può proprio arrivare. Il gol vale il meritato 1 a 1 e chiude di fatto il match poco prima del minuto di recupero chiamato dall’arbitro. Pordenone dunque a casa, con tre pareggi e due sconfitte e la testa già rivolta ai prossimi impegni internazionali (torneo di Food-ball e ELF Cup); Venezia, al suo esordio in Avvocup, centra invece l’obiettivo dei quarti e si propone come graditissima “sorpresa” del torneo, dotata di ottime individualità e soprattutto di una panchina simpaticissima, non fosse altro per quel continuo “da sboro”… (con erre alla mestrina) pronunciato ad ogni giocata dei compagni. E hanno giocato…
domenica 24 aprile 2011
L’ANEDDOTO CALCISTICO - Australia-Samoa Americane: preghiere e goals a raffica (di "Locorotondo Production")
Non è la prima e non sarà l'ultima volta che un popolo prega per ottenere risultati nello sport. E' noto infatti che la maggior parte dei tifosi vivono in maniera totale la propria passione, che soffrono e si esaltano per le sconfitte e le vittorie... e che baratterebbero qualsiasi cosa per il raggiungimento di un trionfo. La storia che vi vogliamo raccontare è molto più semplice, ma forse proprio per questo più simpatica e commovente.
L'11 aprile 2001 si affrontano l’Australia e le Samoa Americane per un match valido per le qualificazioni mondiali. Gli sportivi samoani aspettavano questa partita come se fosse stata il giorno del giudizio: gli australiani avevano sconfitto, qualche giorno prima, le isole Tonga per 22 a 0, stabilendo il nuovo record di reti segnate in una gara ufficiale. Così la nazionale di calcio samoana si sentiva come l'agnello sacrificale destinato al macello. Tutta la popolazione dell'arcipelago aveva così fatto la sola cosa possibile: pregare perché una forza divina proteggesse i propri atleti ed impedisse una sconfitta così disonorevole. Ma, evidentemente, gli dei avevano cose più importanti da seguire e non hanno protetto la porta di Samoa, trafitta ben 31 volte dagli attacanti aussies. Ottimi rugbysti, i samoani hanno affrontato ingenuamente la gara, tentando di giocare palla ed evitando il gioco ostruzionistico che, in Europa, praticano anche i pulcini. Sarebbe bastato spazzare qualche pallone in tribuna, perdere secondi ad ogni rimessa o stramazzare a terra moribondi ad ogni contrasto, perdendo così minuti preziosi e risparmiandosi qualche goals. Molti hanno notato anche una mancaza di savoir faire da parte degli australiani: a cosa serve infatti infierire su avversari nettamente inferiori? Che soddisfazione può dare maltrattare così i più deboli? A questa considerazione, i più maliziosi, hanno aggiunto una semplice considerazione: è inutile realizzare goleade contro squadre scarse se poi si beccano sonori schiaffoni dalle squadre di alto livello. Ma c'è anche chi ha difeso la condotta di gara dell'Australia, asserendo che sarebbe stato umiliante per Samoa vedersi risparmiare..... osservare, insomma, gli avversari temporeggiare per non infierire in un modo compassionevole. Questa corrente di pensiero sostiene che dal momento che si scende in campo si deve giocar
e ogni istante con la massima intensità, per rispetto della propria maglia e dell'avversario.
Ritornando alla partita del record, c'è un altro episodio simpatico da ricordare: l'arbitro, nella bolgia di reti realizzate, all'inizio ha sbagliato a contare e ha comunicato il risultato di 32 a 0, poi rettificato. Neanche i giocatori dell'Australia si ricordavano bene di quante reti avessero realizzato, proprio come in una di quelle partite in cortile che durano tutto il pomeriggio e si concludono con punteggi da basket. La vittoria e il record di reti vanno all'Australia (allenata da Frank Farina ex Bari e Bruges), il record del bomber più prolifico in una gara diventa di proprietà di Archie Thompson, ma la simpatia del mondo sportivo va tutta alle isole Samoa.venerdì 22 aprile 2011
TORNEO FOOD-BALL - Ecco a voi l'F.C. Insolvenz Wien: "Che fine hanno fatto i viennesi? F.C. Insolvenz sempre presenti!" (di Stefan Langer)
VIENNA - Dopo la straordinaria presentazione dell’Antitrust Roma da parte del mitico Gualco tocca a me raccontarvi le avventure della squadra di Avvocati Fallimentaristi Viennesi - F.C. Insolvenz - negli ultimi due anni.
Torniamo al 3 maggio 2009: quasi tutta la squadra riunita nella sala colazione del Grand Hotel President di Spilimbergo, qualche giocatore era un pó stanco, tutti erano tristi di dover partire dopo la bellissima prima edizione del “TORNEO INTERNAZIONALE DI FOOD-BALL”. Ma come cantavano i Ricchi e Poveri negli Anni ‘70 nella terza strofa di “Che Sarà” – “ti do l’appuntamento, come quando non lo so, ma so soltanto che ritornerò”. Tutti sapevamo da subito che il torneo a Spilimbergo era un’esperienza da ripetere “ad ogni costo”.
Sono passati due anni, qualche giocatore è leggermente invecchiato (ma non troppo), abbiamo peró rinforzato la squadra con dei giocatori giovani nuovi, la gran parte praticanti di studi legali a Vienna. Giocare con loro ha anche costretto noi giocatori “esperti” a seguire un’alimentazione austriaca sana (schnitzel, stinco, birra) e ad allenarci seriamente (corse dal campo al chiosco e ritorno).
Dal maggio 2009 abbiamo avuto due esperienze internazionali con i nostri amici pordenonesi (prima una partita a Vienna nel settembre del 2009, finita 3-3 anche a causa della idratazione superiore da parte degli ospiti), poi un torneo a Budapest nel maggio del 2010. Nel settembre scorso siamo stati pure in Grecia per giocare una partita a Salonicco. Poi abbiamo disputato un sacco di altre partite, specie quelle in estate sono sempre pretese per maxi grigliate, quindi con molti spettatori. Poi i nostri cosiddetti allenamenti, vuol dire le partitelle interne settimanali, sono un punto di riferimento per tutti, si gioca, si beve ‘na roba insieme ogni mercoledì sera, si chiacchiera e si scherza fino a mezzanotte ed oltre. Quest’inverno abbiamo disputato tutti gli allenamenti all’aperto, anche quando c’erano dieci gradi sotto zero, fino al 2009/10 avevamo giocato sul campo coperto da novembre a marzo. Siamo uomini duri!
A Spilimbergo andremo con una rosa di 18 giocatori (con un asterisco ho in
dicato coloro che erano già presenti alla prima edizione del “FOOD-BALL” nel 2009). Accetto con grande piacere l´onore ed onore di presentarvi tutti:
tto. Al contrario di molti giocatori che nel 2009 erano presenti insieme alla moglie o fidanzata e stavolta vengono da soli, Norbert era solo a Spilimbergo nel 2009 e stavolta sarà accompagnato da sua moglie (e socia di studio) Hanni. La sua specialità calcistica sono le corse con la palla lungo le linee laterali, visto che è un pó miope non riesce sempre ad accorgersi dalla linea di fondo avversaria in tempo e finisce fuori del campo insieme alla palla. MONUMENTO.
lotta per il pallone. BIKER.
Matthias Schmidt, maglia no 19: Vicecapitano della nostra squadra, organizza tutto ció che non organizzo io… grande amico del bel calcio, appassionato della cucina italiana e greca, della cultura, punto fermo delle nostre “riunioni dopopartita” per “analizzare” l´allenamento ed evitare la disidratazione fino a mezzanotte ed oltre … autoritá assoluta della nostra squadra per tutti gli argomenti di moda (vuol dire: bellezza delle nostre divise e tute d’allenamento), componente della commissione disciplinare insieme a Michi Lang. Grande amico e GRAN SIGNORE.
ATTACCO: Matthias Siegert*, maglia no 13: Un altro mio ex-praticante che – terrorizzato dal mio cattivo esempio come avvocato – ha scelto l’ufficio legale di una grande impresa dello stato (cf. Torsten Marx in difesa), oramai lavora per le Ferrovie Austriache. Al contrario dei treni arriva puntuale, è in grado di cambiare direzione velocemente e non si ferma mai… anche lui lascerà moglie e figlia al loro destino a casa. Attaccante bravo, grande tecnica. SIGI.
faccio gol. Quando ero giovane (fino al 2009 ;-) ) ero per 4 anni consecutivi capocannoniere della nostra squadra, oramai c´è altra gente che conquista questo primato, tutto passa, tutto se ne va.
Sono orgoglioso della mia squadra e di essere stato tesserato anche dagli amici pordenonesi per la loro squadra due anni fa. In primo luogo felice di aver trovato i ramarri sull’Internet nel 2008. A Spilimbergo andrò di nuovo con mia moglie e i figli. Senza la mia Susi e la sua comprensione per il calcio la nostra squadra non esisterebbe! CAPITANO.AVVOCUP - I convocati per la sfida di martedì 26 contro Venezia
giovedì 21 aprile 2011
AMATORI - Le pagelle del Blogger!
AMATORI - Pareggio a reti inviolate contro il Borc
BUDOIA (PN) - Dopo la clamorosa eliminazione anticipata nell'Avvocup, i ramarri erano chiamati a reagire prontamente offrendo una prova d'orgoglio. Ebbene la risposta sul campo c'è stata, anche se non è arrivata la vittoria. I neroverdi si presentano al penultimo appuntamento in Campionato con i ranghi assottigliati a causa di svariati infortuni: solo 12 gli effettivi a disposizione (una rarità!), tra cui qualche acciaccato. Pochi minuti di gara e il Kaptàno deve abbandonare per un risentimento muscolare (dentro Super Feltrinho). Il primo tempo scorre via senza sussulti, con le squadre che si controllano a vicenda. Prima dell'intervallo, al culmine di uno scatto, Pergola si stira e così i ramarri disputeranno di fatto la ripresa in dieci contro undici (anche se il "potentino" resterà stoicamente in campo fino alla fine, contribuendo alla causa). Nella ripresa non accade nulla, così la gara si conclude a reti inviolate, con i portieri che non compiono neanche un intervento; bravi i naoniani a compensare l'inferiorità numerica (a tratti 9 contro 11), tenendo il campo con grande ordine e compattezza. In chiusura, due note a margine: 1) la maiuscola prestazione di Angelo Casucci, baluardo difensivo pressoché insormontabile; 2) la singolare direzione di gara dell'arbitro Gavino Patagghiu, che lascia correre tutti i falli al di sotto della cosiddetta "soglia sarda", sanzionando solo quelli che oltrepassano il limite tollerato della lesione grave (esempio: testata in faccia o colpo inferto a mano chiusa - “cadàssu” - sulla noce del capocollo). Dunque, dopo il noto arbitraggio "all'inglese", da oggi abbiamo anche quello "alla sarda", assai indicato per chi ama assistere a partite "maschie".