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venerdì 15 febbraio 2019

AVVOCATI PORDENONE - POL. SAN GIACOMO SEDRANO - SABATO 16/02/2019 ORE 14,30

I seguenti giocatori sono convocati Sabato 16/02/2019 alle ore 13,30 presso il Campo Sportivo di Sedrano : Cornacchia , Iodice ,Tomè , Marzona,Padovano,Feltrin,Zanardo,Ciacci,Vollaro,Tirelli,
Cesaratto,Ceolin,Fasan,D'Onza,Zanette,De Paoli, Bernardi.

giovedì 14 febbraio 2019

I neroverdi cadono nel recupero con la Valcolvera

AVVOCATI PN - VALCOLVERA 0-2 (0-0)

Formazione: Cornacchia, Marzona (Padovano), Ciacci, Feltrin, Tomè, Iodice [C] (Cesaratto), Fasan, D'Onza, Bernardi, Ceolin (Zanardo), Vollaro (Tirelli).

CORDENONS (PN) - Seconda sconfitta nell'arco di quattro giorni, questa volta ad opera della capolista Valcolvera. Il  primo tempo si conclude a reti inviolate, con i ramarri che partono davvero molto bene, mettendo a tratti addirittura alle corde gli avversari, salvo poi subire il ritorno degli ospiti, stoppati in due occasioni da altrettante prodezze di Cornacchia. Nella ripresa emerge la qualità del Valcolvera che tesaurizza la prima disattenzione difensiva dei togati per portarsi in vantaggio dopo un batti e ribatti in area; a seguire giunge anche il raddoppio, agevolato da un'amnesia della retroguardia neroverde distratta da una sospetta posizione di fuorigioco dell'avanti gialloblu. Prima del triplice fischio, anche il portiere ospite si esibisce in un maestoso intervento in volo su un fendente di Ceolin destinato all'incrocio. Si rientra quindi ancora con le pive nel sacco e con la casella dei gol fatti ferma a zero. Sabato un altro piatto forte: scontro con una delle tre prime della classe, nonché derby di Sedrano al "Saci Stadium"! 

lunedì 11 febbraio 2019

AVVOCATI PORDENONE - VAL COLVERA, mercoledì 13/02/2019 ore 20,30

I seguenti giocatori sono convocati per Mercoledì 13/02/2019 alle ore 19,30 presso il Campo Sportivo di Cordenons in Via Cortina 160 :
Cornacchia,Iodice,Tomè,Marzona,Padovano,Feltrin,Zanardo,Ciacci,Vollaro,Gasparinetti,Da Ros ,
Costanza,Cesaratto,Ceolin,Fasan ,D'onza,Zanette.
PS. Al termine della gara c'è la possibilità di fermarsi e mangiare
una pasta in loco,per chi fosse interessato è pregato di confermare.
Grazie

Ramarri sconfitti di misura a Vittorio Veneto

VITTORIO VENETO - AVVOCATI PN 1-0 (0-0)

Formazione: Cornacchia, Feltrin, Ciacci, Ceolin, Padovano, Iodice [C] (Cesaratto), Fasan, D'Onza (Costanza) (Gasparinetti), Bernardi, De Paoli, Vollaro.

VITTORIO VENETO - Una partita giocata male, contro una buona squadra, forse una delle migliori del torneo, che ha dato una conferma importante: i ramarri togati possono giocare alla pari con chiunque! Il rammarico, nonostante tutto, viene dal fatto di aver perso subendo un "gollonzo" (un campanile spiovuto sulla riga di porta e spinto in rete col corpo da un avversario), di aver fallito un rigore con Vollaro (respinto oltre la traversa dal portiere) e di aver colto una traversa piena con un piazzato di Fasan nei minuti di recupero. E a proposito di recuperi, mercoledí sera ci sarà quello con la Valcolvera... bisognerà cambiare registro!

venerdì 8 febbraio 2019

COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE

Carissimi amici, come ben sapete partecipare ad un torneo, anche se amatoriale,comporta delle spese,
iscrizione al torneo,affitto campi,lavaggio maglie,acqua medicinali ecc.
L'accordo con la POLISPORTIVA SEDRANESE prevede un costo di € 140,00 per ogni giornata di
utilizzo dell'impianto,oltre € 20,00 per il lavaggio maglie.
Ad oggi sono stati spesi € 1480,00 tra uso del campo,lavaggio maglie,iscrizione al torneo e varie .
Da pagare ancora € 250,00 per l'utilizzo del campo a Settembre.
Mi risultano versate ad oggi 15 quote da € 60,00 pari a € 900,00 e € 480,00 di quote raccolte dopo la partita.
Come ben sapete a Marzo 2018 abbiamo partecipato all'Avvocup per un esborso di € 1360,00 per la disputa di sei gare e la partecipazione alle finali,in un primo momento non avrei voluto pagare in quanto ritenevo eccessivo quanto richiestomi poi sono stato indotto a farlo in quanto Enrico era
perseguitato dall'organizzazione Ragno.
Ho chiuso questa partita grazie all'intervento del C.O.
Visto che a diversi giocatori non viene richiesto nessun tipo di contributo e tenendo conto dei versamenti di 5,00 € a partita ci sarà necessità di integrare la quota di almeno € 40,00 cadauno.
Certo della Vs disponibilità vi ringrazio . Ciao Toni

VITTORIO CAPPELLA - AVVOCATI PORDENONE , Sabato 09/02/2019 ore 14,30

I seguenti giocatori sono CONVOCATI per Sabato 09/02/2019 alle ore 13,30 presso il MARCO POLO SPORTING CENTER, in Via De Nadai 17 a VITTORIO VENETO :
Cornacchia,Iodice,Tomè,Padovano,De Paoli,Feltrin,Zanardo, Ciacci,Vollaro,Gasparinetti,Bernardi,
Da Ros,Costanza,Cesaratto,Ceolin,Fasan , D'onza.

venerdì 1 febbraio 2019

AVVOCATI PORDENONE - VAL COLVERA ,SABATO 02/02/2019 ORE 14,30

CIACCI ANDREA SEI CONVOCATO

AVVOCATI PN - VALCOLVERA , SABATO 2 FEBBRAIO 2019 ORE 14,30

Sono CONVOCATI per sabato 2 Febbraio alle ore 13,30 presso il Campo Sportivo di Sedrano i seguenti giocatori: CORNACCHIA,MARZONA,IODICE,TOME',PADOVANO,DE PAOLI,FELTRIN,VOLLARO,TIRELLI,BERNARDI,COSTANZA,CESARATTO,CEOLIN,D'ONZA,
FASAN,ZANARDO.

lunedì 28 gennaio 2019

Vittoria in rimonta contro il Campagna!!!

AMATORI CAMPAGNA - AVVOCATI PN 1-2 (1-0)
Marcatori: Vollaro, De Paoli

Formazione: Cornacchia, Marzona, Tomè, Feltrin (Da Ros), Pergola (Costanza), Iodice [C], De Paoli, Padovano, Tirelli (Cesaratto), Zanardo (Bernardi), Vollaro.

CAMPAGNA DI MANIAGO (PN) - Quella di Campagna è la classica vittoria "pesante", per tanti motivi: la sofferenza, la rimonta e la classifica! I padroni di casa approcciano la gara decisamente meglio dei ramarri, anche se sono questi ultimi a confezionare ben quattro nitide palle gol nel primo tempo, che si conclude però con il vantaggio del Campagna grazie ad un tiro sporco trasformato in una parabola velenosa dallo sfortunato tocco dell'ottimo Pergola. Nella ripresa le cose migliorano e dopo il puntuale timbro di testa di Vollaro su assist di Bernardi, arriva a pochi minuti dal termine la rete della vittoria firmata da De Paoli, abile a mettere nel sacco un pallone deviato sotto la traversa dal portiere dopo un piazzato dal limite dell'area di Iodice. Sabato prossimo il Valcolvera...

giovedì 24 gennaio 2019

Convocazioni per sabato 26 CAMPAGNA - AVVOCATI PN

Tutti i giocatori disponibili sono convocati!
Inizio gara ore 15:00.
Ritrovo al campo di Campagna di Maniago (Via dei Meassi, 2), ore 14:00.
Si prega confermare presenza.
Grazie.
Silvano

mercoledì 26 dicembre 2018

La partita di Natale: quando il calcio sconfisse la guerra

Il 25 dicembre 1914 i soldati inglesi e tedeschi si incontrarono nella Terra di Nessuno per festeggiare insieme il Natale: ne nacque una partita di calcio. Senza regole. 

Alle primi luci dell’alba del 25 Dicembre 1914 Bruce Bairnsfather si svegliò. Si trovava in una località nelle Fiandre, di cui non riusciva mai a ricordare il nome esatto. La sua divisa era ormai un blocco di ghiaccio che gli opprimeva gambe e polmoni. Dovette impegnarsi con quelle poche energie che ancora conservava per non lasciarsi vincere dal freddo. Quando si fu alzato, sfinito, sempre attento a non far spuntare la testa oltre la trincea, fu il naso ad accorgersi per primo che quello sarebbe stato un giorno speciale. Bruce fiutò l’aria e, per la prima volta da settimane, la sentì pulita. Il tanfo insopportabile di putrefazione era sparito. Anche le orecchie, allora, si fecero attente e il giovane capitano inglese di un'unità del Royal Warwickshire Regiment finalmente non sentì nulla. Nessun grido di terrore, nessun fischio di proiettile, nessuna esplosione, nessuna mitragliatrice incessante. 

Bruce rimase immobile, confrontando la sua incredulità con quella degli altri uomini intorno a lui. Tutti lo guardavano, aspettando un suo segnale o almeno la rassicurazione che non fossero impazziti. Bruce scorgeva nei loro occhi la paura che quel silenzio e quel lindore fossero delle allucinazioni nate nelle loro teste per combattere la paura. Il capitano sapeva di dovere una risposta a suoi uomini, sapeva di doverli confortare, lui, più giovane di tanti altri, perché non si sentissero ancor più abbandonati. 

I soldati inglesi non potevano credere a quello che vedevano 

Afferrò il caschetto, lo poggiò sulla sua testa e, senza aggiungere niente che non avesse già fatto intendere con il suo sguardo, si voltò e sollevò gli occhi oltre la trincea. Per un istante, si sentì perso nell’oblio. Credette davvero di essere vittima di un miraggio, che forse anche il freddo poteva dare alla testa come il caldo, congelare le sinapsi e catapultare le persone nel mondo dell’impossibile. Perché esattamente lì credeva di essere il capitano Bruce, nell’impossibile. 

La Terra di Nessuno, così come avevano ribattezzato quella striscia di 50 metri che li divideva dalla trincea nemica dei tedeschi, era sgombra. I cadaveri che fino alla sera prima giacevano senza nessuna sepoltura non c’erano più. Dall’altro lato del fronte, sul bordo dei fossati in cui i soldati della Germania si nascondevano ormai da settimane, iniziarono ad apparire, una alla volta, delle fioche fiammelle, che in quella mattina senza sole e senza vento iniziarono a brillare irradiando l’aria. Prima una, poi un'altra, poi ancora molte, tutte insieme. I tedeschi continuarono ad accendere candele, e alcuni raggiunsero addirittura gli alberi intorno per addobbarli. Poi, una voce forte e scura intonò una melodia e subito molte altre la seguirono, dando vita a un coro che Bruce non avrebbe mai dimenticato. 

I tedeschi cantavano una canzone di Natale. 

Il capitano non dovette neanche voltarsi verso i suoi uomini, che erano giù tutti in piedi intorno a lui, senza elmetto, senza armi. Tutti, senza provare né il dovere né il bisogno di chiederne il permesso, risposero insieme a quel canto. Le due truppe nemiche intonarono la stessa melodia, quella Stille Nacht che nella versione inglese suona come Silent Night. 

I soldati inglesi e tedeschi uscirono dalle trincee, riversandosi nella Terra di Nessuno 

Per diversi minuti, che a Bruce sembrarono delle ore, i due fronti furono uniti da quel coro comune che, incessante, continuava a festeggiare il Natale in un luogo e in un momento in cui nessuno avrebbe mai sperato di trovare un calore come quello che si può provare nella propria casa. Fu proprio per questo che, dall’una e dall’altra parte, vennero gridate a squarciagola promesse di pace: nessuno voleva più sparare. Ancora intimoriti, ma spinti dalla fiducia, uno alla volta i soldati, inglesi e tedeschi, uscirono dalle loro trincee e mossero i primi passi nella Terra di Nessuno, gli uni verso gli altri. Si vennero incontro e a metà strada, si trovarono e si riconobbero, non più come rivali, non più come nemici da combattere, ma come simili con l’unico comune desiderio di trascorrere un Natale normale. Gli uomini, non più soldati, si abbracciarono anche se non si erano mai visti prima, se non nascosti dal fumo di un’esplosione o nel mirino di un fucile. Si promisero ancora di non fronteggiarsi e tutti si scambiarono regali con chi avevano affianco. Fotografie o sigarette, sorsi di rum e whiskey, addirittura bottoni della divisa: tutti erano pronti a offrire qualcosa al nuovo compagno. Per la prima volta, in quella landa gelata riecheggiò un suono che nessuno di loro sentiva da ormai troppo tempo: una grassa e fragorosa risata che contagiò tutti i presenti, aldilà del colore delle divisa. 

Fu proprio durante questi festeggiamenti che qualcuno calciò dal fondo della trincea inglese un pallone di stracci. Quello strano oggetto, lontano dall’essere sferico, rimbalzò tra i commilitoni senza che nessuno ebbe inizialmente il coraggio di toccarlo. Tutti lo fissavano, restando immobili, aspettando che il piede di chi avevano affianco si muovesse per primo, incapace di resistere alla tentazione di giocare. Gli occhi si sfidarono, le labbra si piegarono al sorriso, e bastò che un grosso tedesco più ubriaco degli altri colpisse di punta la palla scagliandola lontana, per iniziare l’inseguimento. Tutti corsero dietro a quel pallone di stracci, urlando di gioia come non facevano da quando erano bambini. Non ci furono squadre, né porte o limiti del campo, né tanto meno arbitri o regole: si poteva correre ovunque, tirare, calciare e inseguire la palla fino allo sfinimento. Spontaneamente gli uomini si schierarono con chi aveva la divisa dello stesso colore, ma due masse informi di giocatori, l’una da 50 titolari in campo e l’altra da 70, non possono essere considerate propriamente delle squadre. Tedeschi e inglesi continuarono a tirare quella palla da una parte all’altra della Terra di Nessuno fino a notte fonda, e qualcuno continuò anche quando ormai quelli stracci erano completamente infradiciati. La partita finì 3-2 per i tedeschi, o almeno così scrissero alcuni soldati nei loro diari.

sabato 15 dicembre 2018

Gaetano Scirea, il libero che sapeva attaccare (da "La Gazzetta dello Sport" dd. 12.12.2018)

GAETANO SCIREA, IL LIBERO CHE SAPEVA ATTACCARE!


Gli inizi in periferia, poi Atalanta, Juventus e Nazionale: tante vittorie, zero espulsioni e neppure una squalifica Scomparso tragicamente quasi 30 anni fa rimane il simbolo di un calcio senza odio Ecco come un padre lo racconta al figlio...

Pochi giorni fa la vigilia di Fiorentina-Juventus è stata turbata da un fatto lontano anni luce dallo sport: poco fuori la zona del prefiltraggio dello stadio Franchi è comparsa una scritta: "Heysel -39, Scirea brucia all’inferno". Uno sfregio alla memoria collettiva, un colpo al cuore per chi è cresciuto negli anni di Scirea. Ecco, proprio con la storia di Gai inauguriamo una rubrica per raccontare e far conoscere campioni (ed epoche) a chi non ha avuto la fortuna di viverli. Un papà che parla al figlio partendo da una figurina: scacco matto all’ignoranza.

L'uomo si fermò proprio davanti alla porta, prima di entrare guardò e riguardò la figurina che aveva tra le mani: per anni era stata custodita nel suo cassetto come una reliquia. Fece un bel respiro e poi mise la testa dentro la stanza. "Eccomi, Matteo. Stasera non ho un libro da leggerti, ma questa". Il bimbo sgranò gli occhi, mise a fuoco la figurina e fece una faccia strana. Poi esclamò con tutta la sincerità degli 8 anni appena compiuti. "Papà, è un giocatore della Juventus… Lo sai che non sono come te, io tifo Fiorentina". L’uomo si aspettava l’obiezione: aveva la risposta. "Certo che lo so, però stanotte voglio raccontarti la storia di un giocatore speciale, un simbolo per tutti: Gaetano Scirea. Era il mio idolo quando avevo la tua età".


DESTRO, SINISTRO INSIEME — "Cosa aveva di particolare questo Scirea?", domandò il bambino prima di accucciarsi tra le coperte. "Mi chiedi chi era Gaetano? Da dove partiamo... Ecco, trovato. Un giorno lontano il piccolo Gai, come lo chiamavano, se ne stava a palleggiare contro un muro. Sai, una volta non c’erano tanti campi: un bel muro era già una fortuna. Comunque, lui aveva più o meno 9 anni ed era lì, con un panino al salame tra le mani per merenda. Destro, sinistro, un morso. Destro, sinistro, un morso. Non sbagliava un colpo. Controllava pallone e panino con la stessa naturalezza. Spettacolo per un solo spettatore, di passaggio: Gianni Crimella, allenatore della Serenissima-S. Pio X di Cinisello Balsamo, un paese vicino a Milano. Crimella gli fece posto nella sua squadra di calcio a 7, lo schierò attaccante. Gaetano sognava la 10, quella indossata da Rivera e Suarez. I poster nella sua stanza. Ma da punta segnava un sacco di gol e quindi niente 10. Passano gli anni, le reti aumentano. Così l’allenatore gli procura un provino con l’Atalanta:ingaggiato. Da quel momento il piccolo Gai prese a frequentare la corriera per andare da Cinisello a Bergamo. Sempre. Anche quando il tempo era brutto e la nebbia gli nascondeva persino il balcone di casa. Non saltava un allenamento come il papà, siciliano trasferito al nord per trovare lavoro, non mancava un turno in fabbrica, alla Pirelli. Una vita di sacrifici e di valori da trasmettere ai figli. Gai aveva un fratello, Paolo. Pure lui giocava, ma gli mancava quel qualcosa che fa la differenza. E comunque c’è voluto un braccio rotto per dare seguito a questa storia".

L’ATALANTA E IL DEBUTTO IN A — "Come un braccio rotto, papà?". "Eh, sì. Proprio rotto. Vedi, Scirea con l’Atalanta aveva cambiato ruolo: la sua classe e il suo vedere il gioco prima degli altri, lo avevano portato a centrocampo, vicino al 10 che voleva. Ma siccome sapeva adattarsi alle richieste degli allenatori, aveva accettato di andare in difesa, a fare il libero". "Libero? Che ruolo è? Non esiste…", chiese Matteo. "Oggi non esiste, ma una volta era forse il ruolo più delicato dopo il portiere. Senti come suona bene libero. Voleva dire che quel calciatore non aveva un avversario da marcare come gli altri difensori, ma doveva aiutarli, chiudere ogni spazio, essere l’ultimo baluardo. Per farlo serviva intelligenza e senso tattico. Gai li aveva. E quindi ogni tanto aveva tappato un buco. Nel settembre 1972 l’Atalanta è in A, lui ha solo 19 anni: l’allenatore Giulio Corsini lo fa esordire contro il Cagliari di Gigi Riva, il più forte attaccante italiano. E lo mette libero, accanto allo stopper Antonio Percassi (ora è diventato il presidente dell’Atalanta), perché il titolare, Giancarlo Savoia, si era rotto un braccio. Finì 0-0 e Scirea divise il premio in denaro per quel pari con Savoia che gli aveva dato dei consigli nei giorni precedenti. Savoia dopo qualche gara si riprende il posto, Gai finisce in panchina. Ma per poco. La stagione seguente, in B, non molla più il campo. E siccome nel cuore si sente ancora un numero 10, trova il modo di esserlo anche da libero". "Come faceva, papà?". "Quando la sua squadra attaccava non restava a guardarli, ma diventava lui il primo attaccante. Usciva palla al piede dalla difesa, testa alta, pronto al lancio per un compagno. Proprio come lo vedi in questa figurina. E mica si fermava qui: continuava a correre, arrivando fino all’area avversaria, per segnare. Senza paura. Al massimo la paura veniva ai suoi allenatori: non erano abituati a vedere il libero dall’altra parte del campo. Ma era impossibile fermarlo e poi non gli conveniva perché Gai faceva la differenza. La Juve se ne accorse prima degli altri: l’acquistò. E presto scopri di aver comprato non solo un grande giocatore, ma pure un grandissimo uomo. Un esempio per tutti, anche per i bambini".

LA RISSA SEDATA A FIRENZE — "Come mai?", domandò Matteo. "Perché il calcio adesso è troppo urlato, i calciatori dimenticano che sono imitati in tutto e per tutto dai più piccoli. Si fanno creste, inventano esultanze, ma poi si perdono nelle cose più banali. Scirea in carriera non è stato mai espulso e mai squalificato. Capisci, eppure giocava in difesa. Aveva un rispetto sacro degli avversari, dell’arbitro e degli spettatori. E quindi niente entrate violenti, niente proteste, niente liti, niente parole fuori posto. Una volta, proprio in un Fiorentina-Juventus, i calciatori iniziarono a spingersi dopo un brutto fallo a centrocampo. Scirea raggiunse il gruppo dei rissosi e li fece sentire ridicoli dicendogli: 'Non vi vergognate? In tribuna ci sono le nostre mogli, i nostri figli e gli altri tifosi che ci stanno guardando'. Smisero di litigare all’istante. Perché Gai parlava poco, ma quando lo faceva…". "Papà, ma Scirea ha vinto qualcosa con la Juve?". «Qualcosa? Visto che ti piacciono i numeri, eccotene qualcuno: 7 scudetti, 2 Coppa Italia, una Coppa Campioni, la vecchia Champions, poi altri due trofei ora riuniti dall’Europa League, la Coppa Uefa e la Coppa delle Coppe. E ti assicuro che allora era molto difficile conquistarli. E poi la Supercoppa Uefa e quella Intercontinentale. Insomma, ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Non solo, con la Juve ha disputato 563 partite ufficiali, segnando 24 gol in A. E ha trionfato sempre alla sua maniera, da libero in tutti i sensi. Anche se all’inizio della carriera chiedeva il permesso". Matteo s’incuriosì: "Il permesso a chi? Perché lo faceva?". "Era fatto così. E poi nella Juve c’era Dino Zoff, quel portiere che ti ho fatto vedere una volta in tv. Era il suo capitano, ma anche una specie di fratello maggiore. Gai, quando lasciava la difesa, temeva di procurargli qualche apprensione. E gli chiedeva il permesso. Fino a che, un giorno, Dino disse: 'Ascolta, Gaetano. Sali quando vuoi, mi fido'. Eh quei due, ad averli oggi in Nazionale. Ci hanno fatto piangere di gioia".

MONDIALE, IL DIPLOMA E... — "Quando è successo, pa’?". "Nel 1982, Mondiale in Spagna. Dicevano tutti che eravamo una squadra di bolliti. Che Bearzot, il c.t., non ci capiva nulla. Dicevano questo dopo le prime partite pareggiate, poi battiamo l’Argentina di Maradona e il Brasile di Zico, due fenomeni come oggi Messi e Ronaldo. Andiamo in finale e vinciamo 3-1 contro la Germania. Il gol di Tardelli, quello del 2-0, l’hai visto pure tu su internet. Ora rivedilo: guarda chi c’è in area…". "Quello è Scirea, vero?". "Esatto, vincevamo già 1-0, ma lui è lì a far male ai tedeschi. Prima un colpo di tacco e poi quello che oggi chiamate assist per Tardelli. Povero Tardelli: si mise a piangere come un bambino quando in tv annunciarono che Gai era morto». «Ma allora Scirea non è diventato vecchio…". "No, Matteo. Forse era un angelo caduto dal cielo. E lassù lo hanno rivoluto quando aveva solo 36 anni, il 3 settembre 1989. Anche quel giorno si era spinto lontano dalla sua area, stava in Polonia mandato dalla Juve per osservare il prossimo avversario di Coppa. Gai si era ritirato l’anno prima, faceva il vice allenatore di Zoff, il fratello maggiore. E nel 1987 aveva fatto in tempo a prendere il diploma magistrale: lo aveva promesso ai suoi genitori e a se stesso. Era fatto così. Pensa che in un’alba del 1975 non scese dalla macchina per andare a comprare i giornali che celebravano lo scudetto della Juve: davanti all’edicola c’erano gli operai del primo turno in fabbrica e a Gai non gli sembrava giusto farsi vedere vestito da festa da chi lavorava duro…". "Pa’, ma stai piangendo?". "A volte capita anche ai papà… Adesso dormi, Matteo". "Posso prima attaccare la figurina di Scirea accanto al poster di Davide Astori?". "Certo, è il posto giusto. Buonanotte, figlio mio. Buonanotte, Gai".

ASD CAMPAGNA - AVVOCATI PORDENONE

GARA RINVIATA AL 26/01/2019.

venerdì 14 dicembre 2018

ASD CAMPAGNA - AVVOCATI PORDENONE , Sabato 15/12/2018 ore 14,30.

Visto che mi riesce difficile diramare convocazioni tra infortuni,squalifiche e impegni personali chi è disponibile domani è convocato per le ore 13,30 presso il CAMPO SPORTIVO in Via dei Meassi 2
a CAMPAGNA DI MANIAGO.Vi prego cortesemente di confermare o meno la vostra disponibilità
il più celermente possibile . Grazie Silvano

martedì 4 dicembre 2018

AVVOCATI PN - G.S.R. ARZENE 0-5

AVVOCATI PN: Cornacchia, Marzona, Tomè, Luisa Vissat [C], Ciacci, De Paoli, Padovano, Ceolin, Fasan, Bernardi, Tirelli. A disposizione: Zanardo, Da Ros, Santarossa, Coan.

Sedrano (PN) - ...

venerdì 30 novembre 2018

AVVOCATI PORDENONE - G.S.R. ARZENE ,Sabato 01/12/2018 ore 14,30

C O N V O C A Z I O N I : I seguenti giocatori sono convocati per Sabato 01/12/2018 alle ore 13,30
presso il campo sportivo di Sedrano:
Bernardi Alessandro ,Ceolin Enrico , Ciacci Andrea, Coan Stefano, Cornacchia Matteo, DaRos Diego, De Paoli Antonio, Fasan Gino, Feltrin Michele, Luisa Vissat Paolo,Marzona Lorenzo,Padovano Marco,Santarossa Alberto,Tomè Massimo , Tirelli Mattia, Zanardo Luca.

martedì 27 novembre 2018

INTERVISTA A GIANLUCA VIALLI


"NOI SIAMO IL PRODOTTO DEI NOSTRI PENSIERI"

26.11.2018. Intervistato dal Corriere della Sera in vista dell'uscita del suo nuovo libro “GOALS – 98 STORIE + 1 PER AFFRONTARE LE SFIDE PIU’ DIFFICILI”, l'ex attaccante di Sampdoria, Juventus e Nazionale, Gianluca Vialli, ha parlato della sua esperienza da calciatore, dando la sua visione sulle questioni giudiziarie che hanno travolto la "sua" Juventus, fino alla sconvolgente notizia della malattia, il cancro, che lo ha colpito nel corso dell'ultimo anno.

Famiglia benestante, uso del congiuntivo. E ora pubblica il secondo libro.
“Guardi che io sono cresciuto all’oratorio, come tutti. Non c’era la playstation, la tv aveva un solo canale. Sono della generazione di Carosello. E come tutti ho imparato dai preti a giocare a pallone; a patto di frequentare anche il catechismo”.
Esordio nel Pizzighettone, poi la Cremonese. Insomma, non il Real Madrid.
“La Cremonese resta la mia squadra del cuore. Da bambino però tifavo Inter. Mi voleva la Juve, ma non ero ancora pronto. Il presidente Mantovani mi spiegò il progetto della Samp. Che poteva aspettarmi. Mi cercò anche il Milan di Berlusconie il Napoli di Maradona. Perché rimasi? Ogni volta Mantovani mi chiamava in ufficio, e mi spiegava la sua missione: sfidare lo status quo, ribaltare le gerarchie del calcio. Quando uscivo mi pareva di camminare sulle acque. Ero innamorato di lui, della squadra, dell’ambiente”.
A guastare la poesia alla Juve arrivò Moggi. Com’era?
“Un dirigente che ti metteva nelle condizioni di dare il massimo; e i calciatori pesano i dirigenti da questo. Non dal mercato o dalla politica. Calciopoli? Quella Juve avrebbe potuto vincere 6 o 7 scudetti su 10, rispettando le regole. Ma poi la gola ha fatto sì che tentasse di vincerli tutti, non rispettando le regole”.
Lei fu testimone al processo per doping. La Juve fu assolta, ma venne fuori un largo uso di farmaci.
“Posso parlare per me. Avrei potuto vivere più serenamente quella vicenda, come altri colleghi. Non ce l’ho fatta. Fu un’ingiustizia. Se prendevamo la creatina? Per qualche mese. Come tutti. Lecitamente”.

C’è una storia che finora nessuno conosceva. L’esperienza della malattia. Il cancro.
“Ne avrei fatto volentieri a meno. Ma non è stato possibile. E allora l’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa. Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. E ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano. Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro”.
L’intervento, otto mesi di chemioterapia, sei settimane di radioterapia. Come sta ora?
“Bene, anzi molto bene. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale (Vialli ride). Ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita. Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della vita. E spero che il mio sia un libro da tenere sul comodino, di cui leggere una o due storie prima di addormentarsi o al mattino appena svegli. Due frasi chiave, di quelle che durante la cura mi appuntavo sui post-it gialli appesi al muro? "Se molli una volta, diventa un’abitudine" e Noi siamo il prodotto dei nostri pensieri”: l’importante non è vincere, è pensare in modo vincente. La vita è fatta per il 10 per cento di quel che ci succede e per il 90 per cento di come lo affrontiamo. Spero che la mia storia possa aiutare altri ad affrontare nel modo giusto quel che accade. Vorrei che qualcuno mi guardasse e mi dicesse: “È anche per merito tuo se non ho mollato””.

domenica 25 novembre 2018

AUDAX - AVVOCATI PN 1-2 (bernardi, bernardi)

AVVOCATI PN: Cornacchia, Marzona, Tomè, Iodice [C], Ciacci, Ceolin, Padovano, De Paoli, Fasan, Bernardi, Vollaro (Da Ros).

ORCENICO SUPERIORE (PN) - Una vittoria sofferta, non c'è ombra di dubbio! Ma conta di più la VITTORIA oppure la SOFFERENZA? La domanda è intrigante ed il bello del calcio è che ognuno può rispondere come gli pare e piace... E' una questione di punti di vista! Si poteva giocare meglio... è vero! Si poteva vincere meglio... è vero! Si poteva pareggiare... è vero! Ad un certo punto sembrava addirittura che si potesse perdere... è vero! Durante l'intervallo, in vantaggio per 1-0 con il timbro dell'imprendibile Bernardi, la percezione unanimemente condivisa dall'intero spogliatoio dei ramarri  togati era quella di aver sprecato l'occasione di chiudere la partita con almeno tre reti di scarto! Ecco un primo spunto di riflessione su cui ragionare... Nella ripresa arriva il calo (fisiologico?), qualche infortunio per strada (fisiologico?) e, immancabilmente, il pareggio degli ospiti (fisiologico?).
Questa la situazione che si presenta a pochi minuti dal termine: gli avversari rinfrancati dalla rimonta, i neroverdi provati, con un paio di uomini acciaccati costretti a restare in campo per mancanza di cambi (l'unico disponibile, speso per lo stirato Vollaro). Una situazione nella quale era oggettivamente più facile perdere che vincere! E invece, soffrendo (troppo! Altro spunto...) nelle retrovie su ogni pallone che spioveva in area e ripartendo ripetutamente di rimessa con il duo Bernardi-De Paoli, ecco che arriva la (meritata!) vittoria! Tre/quattro contropiedi micidiali condotti dalla menzionata coppia, producono in serie una occasione da rete, il vantaggio firmato dal destro "strozzato" di Bernardi ed un rigore allo scadere, poi generosamente calciato "alla Baggio USA '94" dall'ottimo De Paoli! Continuiamo a lavorare, prendendo spunto dai "preziosi" errori commessi per continuare a migliorare...

venerdì 23 novembre 2018

Storie di emigranti (by Mike "The Dancer" Toffoli)

AUDAX ORCENICO - AVVOCATI PORDENONE , Sabato 24/11/2018 ore 15,00

C O N V O C A Z I O N I : I seguenti giocatori sono convocati per Sabato 24/11/2018 alle ore 14,00
presso il campo sportivo di Orcenico Superiore : BERNARDI ALESSANDRO,BOSCHIAN LUCA,CEOLIN ENRICO,CIACCI ANDREA,COAN STEFANO,CORNACCHIA MATTEO, COSTANZA PIER FRANCESCO,DA ROS DIEGO, DE PAOLI ANTONIO,FASAN GINO,IODICE ENRICO,MARZONA LORENZO,PADOVANO MARCO,SANTAROSSA ALBERTO,TOME' MASSIMO,VOLLARO ADRIANO.

giovedì 22 novembre 2018

"LE GRIGOLADE!"







Trad. (Accademia della Crusca):

"QUESTO TUO REITERATO ATTEGGIAMENTO, DENOTA UNA

SCARSA
PROPENSIONE
ALLO APPRENDIMENTO!" 

domenica 18 novembre 2018

AVVOCATI PN - CALCIO GIAIS 2-3 (vollaro, tirelli)

AVVOCATI PN: Cornacchia, Tomè, Marzona (Costanza), Iodice [C], Ciacci, De Paoli (Santarossa), Cesaratto, Fasan, Bernardi, Tirelli, Vollaro.


SEDRANO - Una sconfitta che brucia parecchio perchè matura a tempo scaduto con una rete in sospetto fuorigioco, ma, analizzandola a mente fredda, si può dire che paradossalmente vale di più dell'ultima vittoria! Perchè? L'avversario era una delle candidate alla vittoria del Campionato (leggi: Giais), i neroverdi dovevano rinunciare ancora a parecchi effettivi di valore e ciò nonostante ne è uscita una grande prestazione, sia sotto il profilo del gioco che della personalità dimostrata dalla squadra.
Nel primo tempo i ramarri conducono la gara senza correre rischi e creando almeno due nitide palle gol con De Paoli, ma vanno al riposo in svantaggio di un gol, subendo una velenosa conclusione (deviata) dal limite dell'area dopo una respinta centrale (!!!).
Nella ripresa Vollaro (già in doppia cifra!!!) timbra di testa l'1-1 su un angolo ben calciato da Fasan. I togati tornano sotto poco dopo, complice una grave disattenzione difensiva, ma reagiscono prontamente con un rabbioso sinistro incrociato di Tirelli. Nel finale gli ospiti, favoriti dai numerosi cambi che hanno trasmesso freschezza alla squadra pedemontana, spingono sull'acceleratore e, dopo un miracolo di Cornacchia seguito da una traversa piena, trovano a tempo abbondantemente scaduto il punto della vittoria sugli sviluppi di una mischia, con il marcatore in posizione di sospetto fuorigioco. Le proteste dei naoniani sortiscono effetto... solamente nel terzo tempo: giro di birre pagato dall'ottimo arbitro di Carpacco! Appuntamento a sabato prossimo contro l'Audax...

venerdì 16 novembre 2018

Nuova rubrica: "LE GRIGOLADE"!


Trad. (Accademia della Crusca):

“ESISTE UN SOTTILE
PARALLELISMO
TRA IL GIUOCO
DEL CALCIO E LA 
VITA: IN ENTRAMBI
I CAMPI VI E’
LA NECESSITA’
DI IMPORSI PER
NON RESTARE
IN BALIA
DEL DESTINO”

AVVOCATI PORDENONE - AMATORI GIAIS , SABATO 17 NOVEMBRE ORE 14,30.

C O N V O C A Z I O N I - Sono convocati per Sabato 17 Novembre alle ore 13,30 presso il Campo Sportivo di Sedrano i seguenti giocatori :
Bernardi Alessandro,Ceolin Enrico,Cesaratto Ivan,Ciacci Andrea,Coan Stefano,Cornacchia Matteo,
Costanza Pier Francesco,Da Ros Diego,De Paoli Antonio,Fasan Gino,Iodice Enrico,Marzona Lorenzo,Padovano Marco,Santarossa Alberto,Tirelli Mattia,Tomè Massimo,Vollaro Adriano,Zanardo Luca.

martedì 13 novembre 2018

AMATORI CIMPELLO - AVVOCATI PORDENONE 3-4 (vollaro, vollaro, vollaro 'r', vollaro)

AVVOCATI PN: Cornacchia, Marzona, Ceolin (Tomè), Iodice [C], Fasan, De Paoli, Padovano, Donza, Ciacci, Tirelli, Vollaro (Zanardo).

CIMPELLO - I ramarri escono vincitori da una sfida intensa, combattuta senza tregua fino all'ultimo istante sul "biliardo" di Cimpello (il riferimento è legato alle dimensioni del campo e non alla qualità del manto erboso!). Neroverdi avanti per due volte con Vollaro nel primo tempo e puntualmente raggiunti da altrettante disattenzioni difensive. Prima dell'intervallo ancora Vollaro fissa dagli undici metri il punteggio sul 3-2 per i naoniani. La ripresa si apre con il poker di Vollaro che sembra poter dare un pò di respiro ai togati, ma un generoso penalty concesso dall'arbitro per fallo di mano in area di Tomè, rimette in corsa i padroni di casa che ci provano fino all'ultimo. Da segnalare un intervento "salva-risultato" di Cornacchia che, pur acciaccato (per lui un "lopez" da manuale, generosamente offerto da un compagno di reparto!), con una magia in uscita trasforma un gol fatto in un calcio d'angolo. Gli sperticati elogi rivolti da un entusiastico Mister Grigoletti alla squadra a fine gara, sono parsi un tantino eccessivi: certamente meritati per il cuore e la determinazione esibiti in campo, ma va detto al tempo stesso che c'è ancora parecchio da lavorare sul piano della concentrazione e della personalità. Sabato arriva il Calcio Giais...

lunedì 12 novembre 2018

AMATORI CIMPELLO - AVVOCATI PORDENONE , il commento del Mister

Non ci siamo ragazzi,al di là della vittoria tante,troppe cose non mi sono piaciute ,che messe tutte assieme potevano costarci care e mettere in discussione una gara che era tranquillamente alla nostra portata. Capisco che non è facile giocare alla domenica mattina, vero Spalletti  ?, ma l'atteggiamento che abbiamo assunto non si addice a chi vuole migliorarsi , anzi abbiamo chiuso in balia dell'avversario senza riuscire a portare una palla pulita in attacco dove potevamo respirare, in poche parole ci siamo complicati la vita da soli commettendo un sacco di errori che ci hanno costretto ad arretrare troppo e subire così la loro pressione.Capisco che era una gara difficile per noi, il terreno di gioco non ci ha certo aiutati,ma dobbiamo imparare a sacrificarci e soffrire tutti assieme.La base su cui lavorare è buona ma il nostro è soprattutto un problema mentale, non si può subire il ritorno degli avversari appena andati in vantaggio,questo denota scarsa attenzione nella ns fase difensiva dove,da parte di tutti ,le marcature erano talmente allegre che per loro è stato abbastanza facile metterci in difficoltà. La vittoria mi sta bene e me la tengo stretta però dobbiamo legittimare con prestazioni più convincenti di meritare la testa della classifica e sabato abbiamo un banco di prova che ci darà la misura della nostra maturità.

venerdì 9 novembre 2018

AMATORI CIMPELLO - AVVOCATI PORDENONE , Domenica 11 novembre ore 10,00

CONVOCAZIONI : Sono convocati per Domenica 11 Novembre alle ore 09,00, presso il Campo Sportivo di Cimpello di Fiume Veneto , in Via G. Leopardi 28/A :
Ceolin Enrico,Cesaratto Ivan,Ciacci Andrea,Coan Stefano,Cornacchia Matteo,Costanza Pier Francesco,D'onza Nicola, Da Ros Diego,De Paoli Antonio,Fasan Gino,Iodice Enrico,Marzona Lorenzo,Padovano Marco,Santarossa Alberto,Tirelli Mattia,Tomè Massimo,Vollaro Adriano,Zanardo Luca.