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giovedì 17 settembre 2009

GITA VIENNA - La cronaca della gara (di Matteo Cornacchia)

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VIENNA (Alte Donau) - La trasferta viennese della squadra di calcio degli Avvocati Pordenone aveva anche uno scopo sportivo, non dimentichiamolo: giocare una partita di calcio contro i colleghi fallimentaristi viennesi. La partita si è giocata e qui ne narriamo la nuda cronaca, così come ci si attenderebbe dal cronista sportivo all’uopo inviato che si piazza in tribuna stampa con il suo bel taccuino per poi fiondarsi negli spogliatoi, a fine gara, per raccogliere, come dicono quelli bravi, “le voci dei protagonisti”. E cronaca sia, allora.
. PRIMO TEMPO I padroni di casa si presentano con una formazione assai diversa da quella schierata a Vacile in occasione del torneo di food-ball: fra gli austriaci spiccano le assenze del capitano Langer (infortunio alla spalla per lui) e gli inserimenti dei giovani praticanti Kautz e Holzer e dell’affidabile portiere Kaufmann. Mr. Pollini dal canto suo deve rinunciare ai “dispersi” Rumiel e Boschian, potendo tuttavia contare su alcune giovani leve del vivaio forense (leggasi prole Casucci). Al fischio d’inizio il tema tattico della partita appare subito chiaro: l’FC Insolvenz si appropria immediatamente del pallino del gioco, con i neroverdi naoniani bloccati sulla linea difensiva. Il gioco fluente dei viennesi di bianco vestiti imbriglia immediatamente la manovra ospite, la cui tattica evidenzia palesi lacune specie per la frattura che si viene a creare fra difesa ed attacco. Ribetti si ritrova isolato in pieno territorio nemico, con il solo Brosolo che canta e porta la croce nell’infausto tentativo di ricucire lo strappo fra i reparti. Nelle rare circostanze in cui i pordenonesi riescono a recuperare palla, la controffensiva non riesce mai a dischiudere l’ermetica difesa austriaca, ben organizzata dietro l’immaginaria trincea della trequarti contro cui si infrange ogni velleitario tentativo di costruzione di Sarcinelli e compagni. Dopo nemmeno 20 minuti di scaramucce iniziali, la situazione si fa ancor più difficile per il comandante Pollini. Il suo uomo di fiducia, autentico ufficiale di trasmissione, perno del centrocampo e avamposto tattico, al secolo Filippo Fabrizio Gurnari, cade vittima del fuoco amico strambandosi da solo nell’eroico tentativo di sottrarre munizioni agli austriaci. La diagnosi appare immediatamente grave, con il povero mediano spilimberghese costretto ad affidarsi alle cure dell’infermeria da campo montata per l’occasione in prossimità del rettangolo verde. Di lì a poco accade l’irreparabile. Attorno al minuto 25 ennesima sortita offensiva dei fallimentaristi viennesi, percussione centrale che trova impreparata la retroguardia capitanata da Luisa Vissat, prode respinta dell’ultimo baluardo neroverde, il portiere De Col, e fendente vincente dell’attaccante viennese che trafigge la porta sguarnita di fronte all’attonito sguardo di uno sconsolato Pollini: 1 a 0 per l’F.C. Insolvenz. Il colpo subìto ha però il pregio di risvegliare l’orgoglio del condottiero cordenonese, che mette mano alle poche risorse presenti in panchina per ridisegnare la formazione sul campo. A sorpresa viene chiamato alle armi l’affidabile Celano, cui vengono assegnati compiti di attacco con licenza di gonfiare le maglie della rete nemica. La mossa di rivela diabolica per acume tattico, spregiudicatezza, lungimiranza e impavido coraggio. Al grido della celebre frase “non capisce un cazzo di calcio ma è un generoso”, il valoroso soldato, candida espressione della genuinità meridionale, si carica sulle spalle il peso della responsabilità di un’intera nazione e affronta fiero ed impettito il gaudente avversario. L’irrompere di Celano cambia il quadro tattico dell’incontro, ed un repentino uno due naoniano ribalta d’amblais una situazione che appariva disperata. Grazie alla spensierata follia del giovane Paolo Casucci e all’astuzia da rapace d’area dello stesso Celano, i pordenonesi prima pareggiano, poi invertono le sorti dell’incontro. La forza dell’azione d’assalto è tutta racchiusa in quel gesto di contenuta ma intensa esultanza, con cui Celano celebra la rete appena segnata! Quel pugno al cielo, quello sguardo e quel dito puntati verso l’alto, lassù, oltre le nuvole, a ringraziare le stelle o, più probabilmente, il satellite che trasmette gratuitamente il Canale 60…
SECONDO TEMPO Le velleità calcistiche riprendono dopo pochi minuti di meritato riposo, durante i quali il comandante Pollini continua a proferire parole di sprono e ad elargire indicazioni tattiche all’intera truppa. Fra le voci si levano cori di compiacimento soprattutto all’indirizzo del portiere Leopoldo Da Ros, subentrato al collega De Col nei minuti finali della prima frazione di gioco e autore di un pregevole intervento che ne ha esaltato la longilinea e filiforme figura. Al rientro sul terreno di gara i ramarri naoniani si presentano con diverse novità, a sottolineare la duttilità degli uomini di Pollini e l’irrinunciabile apporto della cosiddetta “panchina lunga”. Si vedono, fra gli altri, Diego Da Ros, Roberto Casucci e Paolo Dell’Agnolo, gente di sostanza, esperienza e un po’ de panza. Nuovo avvicendamento fra i pali, con l’esordio in terra asburgica anche per Cornacchia. L’inizio di ripresa è subito difficoltoso per i pordenonesi, con le linee difensive ripetutamente richiamate all’ordine dal capitano Iodice, che con solerte tempismo invita i suoi indefessi compagni di reparto a repentine risalite oltre la trequarti nel sagace tentativo di mettere in fuori gioco le schiere d’attacco austriache. Ma i colpi dell’artiglieria pesante messa in campo dallo stratega Langer mettono a dura prova la strenua resistenza neroverde, con la porta custodita dall’uccello di Brugnera ripetutamente presa d’assalto da fendenti, rasoiate, traversoni e conclusioni a rete che fanno sobbalzare Pollini e la panchina tutta, con non poche fitte alle sue già deboli coronarie. L’assalto è ormai all’arma bianca, con eroici gesti dei paladini italici che si ergono a difesa della linea di porta. Si segnalano all’onore delle cronache ripetuti interventi di Iodice e l’estremo atto di Eugenio Pergola, letteralmente immolatosi alla causa per mezzo del proprio volto, tramortito in un sol colpo dal bolide scagliato dall’impetuosa punta viennese. Di fronte a cotanta irruenza, tuttavia, i nostri sono costretti a capitolare attorno alla metà del secondo tempo, quando l’ennesimo tentativo di Pergola di contenere le bordate avversarie si tramuta in un diabolico pallonetto che spiazza l’irreprensibile Cornacchia e si infila beffardo nel sacco. Il 2 a 2 appare il risultato più corretto, veritiera espressione delle forze messe in campo dalle due compagini forensi. Ma la generosità ospite, identificata nel veemente gesto atletico dello scultoreo Ribetti, produce un’azione di contropiede di straordinaria efficacia che proietta la punta pordenonese nel cuore della difesa asburgica e consegna ai ramarri, inaspettata, la realizzazione del terzo punto. Proprio il contropiede, antico credo di catenacciara memoria, emblematica espressione del più italico modulo calcistico, diviene la pietra d’angolo su cui l’architetto Pollini erge il suo edificio tattico: per ben due volte – e dicasi due! – la genialità di Brosolo lo conduce solitario ad ingaggiare un personale duello con il guardiano d’area Kaufmann, la cui eroica opposizione tiene a galla i suoi dall’imminente tracollo. E mentre la pressione dei bianchi viennesi, pur esponendo il fianco alle sortite naoniane, mina la solidità difensiva della Pordenone forense, un’immagine all’orizzonte, ai margini del campo di battaglia, lascia tutti i duellanti senza parole, attoniti di fronte all’incombere di una figura imponente. Là, dalle pendici della panchina, dismessa la tuta e l’orologio da polso che stringe a mo' di salsiccia l’avambraccio paffuto, scende orgoglioso e fiero il condottiero in persona, il comandante naoniano, Toni Pollini, che esemplare e paterno raggiunge i suoi ragazzi fin nel mezzo dell’arena, pronto a dirigere in prima persona la resistenza finale. La sua discesa in campo, che da sola riscrive la storia degli Avvocati Pordenone, assume subito un senso allorquando il direttore di gara concede un insidioso tiro franco dal limite in favore degli austriaci. E’ lui, Toni Pollini, che per primo si impettisce a far barriera, stringendo a sé alcuni uomini ed innalzando così una falange umana di cui lui per primo è scudo e freccia assieme. Quando il tiro parte, tuonante e teso sopra il muro eretto all’uopo, Pollini si produce in un gesto atletico impavido e irriverente: le ginocchia flesse, le braccia a spingere verso il basso per indurre lo slancio, il collo allungato verso l’alto, teso e rigido, lo sguardo al cielo in direzione del cuoio scagliato a velocità sostenuta verso la porta, Pollini compie un “balzello” con cui si stacca dal suolo e si eleva al cielo di almeno 1 o forse 2 centimetri da terra, rimanendo sospeso nel vuoto per quasi un intenso, interminabile, millesimo di secondo. L’atletico gesto di Pollini, che si imprime negli sguardi e nella memoria di tutti gli astanti, diviene sacrificio umano nel momento in cui, all’atto del ricadere, una fitta, una stilettata alla coscia causa al muscolo femorale sinistro una contrattura che si manifesta sul volto e sulla voce di Pollini prima ancora che l’acido lattico sortisca i suoi effetti. L’inevitabile abbandono della mischia cui è costretto il vecchio ramarro getta nello sconforto la sua truppa, inesorabilmente consegnata allo strapotere austriaco e ormai del tutto inerme di fronte all’ultima sortita che buca, per la terza e ultima volta, la rete neroverde. La tenzone si conclude dunque con il risultato di parità, che segna il miglior armistizio possibile fra le due compagini e apre una nuova pagina di amicizia e fratellanza suggellata da fiumi di birra e gaudenti momenti di ilarità. Viva il calcio, viva la birra, viva la f….elicità. ______________________________________________________________________ IL TABELLINO
. Vienna, Alte Donau (Polizeisportplatz), 12.9.2009 FC INSOLVENZ - AVVOCATI PORDENONE 3:3 (1:2) FC INSOLVENZ: Kaufmann; Honemann, Koroschetz (75. Holzer), Stranzinger (26. Pracht), Schellmann (46. Podoschek), Kautz, Pechmann (46. Abel), Papasoglou (46. Marx), Schmidt (46. Anzböck), Siegert, Holzer (46. Lang, 70. Schmidt). All. Langer. AVVOCATI PN: De Col (Da Ros L., Cornacchia), Casucci A. (Da Ros D.), Bellotto, Luisa Vissat, Pergola, Iodice (Pollini), Casucci Pa., Sarcinelli, Gurnari (Fantuzzi, Brovedani), Brosolo (Casucci R., Casucci Pi.), Ribetti (Celano, Dell'Agnolo). All. Pollini. MARCATORI: 17' Holzer (FCI), 18' Casucci Pa. (APN), 44' Celano (APN), 55' Marx (FCI), 79' Ribetti (APN), 90'+4' Pracht (FCI).
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mercoledì 16 settembre 2009

GITA VIENNA - Jan Tatanka, "Il conquistatore di Vienna"!

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PORDENONE – Giambattista Vico aveva ragione, la storia si ripete continuamente... Questa volta i protagonisti del ricorso storico sono due personaggi che hanno saputo eccellere ciascuno nel proprio ambito, mietendo gloria e successi nella rinomata capitale d'Austria. Ciò che li unisce, oltre all'innato spirito vincente ed alla discendenza da illustri strateghi militari, sono il nome, il luogo delle loro epiche gesta ed una data. Il primo, di nazionalità polacca, è Jan Sobieski (Giovanni III° Re di Polonia), che il 12 settembre 1683 intervenne in aiuto dell'imperatore Leopoldo I d'Asburgo contro le forze ottomane, sconfiggendo sotto le mura di Vienna, con una manovra geniale della sua cavalleria da lui stesso comandata, il grosso dell'esercito di Kara Mustafa. Il secondo, di origine italo-brasilera, è Giovanni "Tatanka" Celano, dominatore incontrastato dell'area di rigore: la sua potenza dirompente, paragonabile a quella di un bisonte che carica (di qui lo pseudonimo oramai universalmente noto), può essere fermata solo con... il fucile! La stupefacente similitudine (per eleganza e confidenza con il gol) con l'altrettanto stimato collega di reparto Marco Van Basten, gli è valsa ad inizio carriera l'appellativo di "Cigno claudicante". In occasione della sfida internazionale contro gli amici viennesi, il nostro, con il coraggio (e che coraggio!) che non gli difetta, si era assunto una grande responsabilità esternando i propri intenti bellicosi (che agli incompetenti erano parsi velleitari): «...voglio concentrarmi sulla partita internazionale, che è la prima della mia carriera calcistica (...) ho una gran voglia di sfondare le reti viennesi, per le quali mi sto allenando da un mese circa. Fatemi giocare al massimo e "vi trascinerò alla conquista di Vienna" come fece Jan Sobieski contro i Turchi Ottomani». Ebbene, signori miei, sabato 12 settembre 2009, primo tempo di FC Insolvenz – Avvocati PN, Tatanka si schioda dalla panca ed entra in campo per trascinare alla vittoria i compagni che stanno soccombendo: è suo quel destro al fulmicotone che scuote la rete avversaria e porta in vantaggio i neroverdi, è suo quel pugno chiuso che significa: «Sono qui! Non cambiate canale...». E poco importa se gli avversari riusciranno in extremis a sottrarsi alla sconfitta, poiché lui, Jan Tatanka "Il Conquistatore di Vienna", aveva già impresso il suo marchio indelebile. Vienna... 12 settembre (una data che il popolo viennese ricorderà per sempre)... la storia si ripete...
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lunedì 14 settembre 2009

QUI VIENNA - Il "Diario di bordo": domenica 13 settembre 2009...

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VIENNA - Risveglio sulla scia di quello del giorno precedente: atmosfera (mooolto) pacata in sala-colazione, qualche indiscrezione che trapela sulla nottata trascorsa (si parla di bar equivoci, del mitico canale 60, ecc., ma non facciamo nomi...), molti sguardi spenti e alcuni persino rassegnati (sono i condannati, quelli strappati con la forza dalla calda alcova e precettati per la visita musei). Il programma prevede una mattinata in libera uscita, con appuntamento all'Hotel tra le ore 11:40 e le 11:59 («Alle 12:00 la corriera parte! Chi c'è, c'è!», così Pollini), per caricare il pullman. Tutti i componenti dell'armata neroverde arrivano entro il limite concesso. Durante le operazioni di carico bagagli, si assiste ad un simpatico siparietto. Un grazioso fanciullo viennese in bicicletta (età stimata tra i 7 e gli 8 anni), scampanella più volte all'indirizzo di Pollini che sta occupando la pista ciclabile; il nostro, con modi assolutamente urbani, invita il pargolo a pazientare e riceve in contropartita il "saluto internazionale personalizzato". A quel punto Toni gli rivela delle confidenze intime sulla madre, preoccupandosi che l'informazione venga correttamente recepita dal piccolo («Tua madre... your mother...»), prima del commovente commiato finale («ﻒﻐﻉ۽ώגּﻖ!»). Frattanto anche Stefan ci ha raggiunti all'Hotel, diligentemente abbigliato con la divisa ufficiale dell'adorato Rapid Vienna, così come il figliolo (lo Stadio li attende nel pomeriggio). Nota di colore: il piccolo Konstantin Langer, 8 anni, abbonato in curva, inizia la sua sesta stagione da tifoso ultrà... (telefono azzurro?) Poco dopo mezzogiorno ci dirigiamo a piedi al Prater per un pranzo frugale alla Schweizerhaus (specialità: stinco di dinosauro!); Pippo, che dopo aver vagato nella notte con l'arto infermo oggi si ritrova un cocomero al posto della caviglia, ci raggiungerà in corriera, assistito dalla compagna di sempre (Sarci). Alla Schweizerhaus (che tradotto in italiano significa letteralmente: "Ingozzatevi o restate a casa vostra") recitiamo un ruolo da protagonisti nell'orgia selvaggia della papilla. I bagordi dei giorni passati, oltre ai danni cagionati in termini di fegato e colesterolo, hanno portato anche qualche vantaggio: la capienza del ventre, oramai irrimediabilmente dilatato, è notevolmente aumentata; questo ci consente quindi di poter introdurre nello stomaco svariati boccali di birra, stinchi di dimensioni ciclopiche, wurstel di ogni tipo e colore, wienerschnitzel con diametro da 50 cm, senape e patatine a go-go! Terminata la maratona della vettovaglia, giunge il momento dei saluti ed alle 15:15 siamo già tutti sul pullman a guardare con malinconia la ruota del Prater che si allontana... L'unica sosta in autogrill ci offre l'opportunità di assaporare i gustosi aneddoti di Tatanka il giramondo. Su tutti, segnaliamo la chicca del parrucchiere brasiliano viados Fernanda che offre un "servizio completo" ed il racconto della sua gloriosa carriera calcistica in Sudafrica, sfumata per il timore di essere abbattuto: «M'hanno detto che sparavano a quelli che correvano in campo!». Applausi scroscianti per il superbo "Celano-show". Ci rimettiamo in marcia e, dopo lo stinco della Schweizerhaus, l'autista ci propina un film "polpettone" che finisce per stendere anche i pochi sopravvissuti. Giungiamo a destinazione alle 21:15 (6 ore di viaggio esatte) e sotto la pioggia battente ha luogo il frettoloso "rompete le righe". Grazie di cuore a tutti e alla prossima...
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QUI VIENNA - Il "Diario di bordo": sabato 12 settembre 2009...

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VIENNA - La giornata inizia con il rituale tipico che scandisce ogni mattina nelle trasferte a sfondo pseudo-calcistico: si scende a fare colazione alla spicciolata, i primi godono del privilegio di sorbirsi la paternale di Pollini che ha vistato l'orario di rientro di ciascuno, poi occhi gonfi e facce colpevoli, smorfie che raccontano anche quello che non si potrebbe raccontare ed acconciature quanto meno improbabili (oggi, la palma dello scapigliato viene assegnata all'unanimità a Paolo Casucci: inarrivabile!). Tatanka non si sente riposato: è andato a letto (col telecomando sintonizzato su... Eurosport!) alle 22:30 e forse a cena ha esagerato un pò con l'acqua... La mattinata prevede a partire dalle 9:30 una visita nel centro di Vienna guidata dal puntualissimo (e sorridente!) Stefan e dall'amico Michi Lang. Sul volto di Pollini traspare la preoccupazione per le inevitabili perdite (Ribetti, Sarcinelli e Gurnari, non pervenuti). Alla prima occasione Toni catechizza l'ingenua truppa, rimproverandola per la totale mancanza di esperienza in "campo internazionale", mentre fa la conta degli assenti («Tre dei nostri sono ancora a letto e forse non si rialzeranno più...»). Si parte: il gruppo esce dall'Hotel e svolta compatto a sinistra, Robi Casucci, senza esitazioni, imbocca la direzione opposta («Deve vedere la ruota del Prater», ci spiega il serafico figliolo Piergiovanni). Angelo, non senza qualche rimostranza, deve fungere da ufficiale di collegamento tra la comitiva, ferma in attesa alla stazione del metrò, ed il solitario ribelle ritardatario che sopraggiunge di lì a poco. Momenti di genuina ilarità, già vissuti... Dopo la visita nel cuore della splendida capitale si rientra alla base: la partenza dall'Hotel per il campo sportivo è fissata per le 14:00. Le donne disertano (saggiamente) in massa l'evento sportivo su cui è improntata la tre-giorni austriaca, disattendendo (in favore della gola e delle frivolezze) il loro senso del dovere e l'innato spirito di sacrificio di cui hanno dato prova negli anni. La sfida con gli amici fallimentaristi si concluderà con un salomonico pareggio (3-3), segnando l'evento storico che mancava agli occhi dei più: Toni Pollini in campo! (i nostri inviati "Matteo & Matteo" sapranno soffermarsi adeguatamente su ciascuno dei temi). Poi la prima birra, "prima" di fatto e "prima" sul podio del godimento, quella post-doccia e infine la cena alla Creperie, nella zona alta del vecchio Danubio, con un buffet regale in una meravigliosa cornice. Qui si consuma un altro momento storico, tra ringraziamenti e scambi di doni, con l'ingaggio del primo calciatore straniero tra le fila neroverdi: Stefan Langer sigla di proprio pugno (!) il cartellino, conferendo ufficialità alle indiscrezioni della Gazzetta. Si scrive così una nuova pagina da aggiungere a quelle che raccontano la storia trentennale dei ramarri togati... Ora non resta che attendere l'esordio ed il primo gol mancato dal puntero asburgico per l'inesorabile "battesimo polliniano": «Stefaaaaaannnn!!!».
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QUI VIENNA - Il "Diario di bordo": venerdì 11 settembre...

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La spedizione viennese si è dunque conclusa con un grandissimo successo, per la soddisfazione di tutti i partecipanti. Nel ringraziare di cuore i nostri impagabili amici viennesi, eccovi di seguito il "Diario di bordo" della indimenticabile tre-giorni in terra d'Austria...
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CORDENONS (PN)/GRAZ/VIENNA - Il giorno fatidico è finalmente giunto! Ritrovo alle ore 8:30 presso il quartier generale (leggi: "Residenza Pollini"). Degno di nota l'arrivo alle ore 8:33 (!) del Kaptàno che reca seco copia stampata del dettagliato programma della trasferta viennese: una simil trasmutazione (processo che in fisica nucleare porta un atomo instabile a trasformarsi in un atomo stabile) può trovare ragione solamente in un "gentile" incontro. Ne chiederemo conto... Giunge poi anche l'uomo simbolo della trasferta calcistica, Giovanni Tatanka il Conquistatore, accompagnato dal fido generale. Il bomber è carico, pronto per il suo esordio assoluto in campo internazionale: sappiamo che ci darà grandi soddisfazioni... («Vedrò di "punire" la premiata ditta Lang & Langer con una tripletta: dì a Toni che ho una gran voglia di sfondare le reti viennesi, per le quali mi sto allenando da un mese circa. Fatemi giocare al massimo e "vi trascinerò alla conquista di Vienna" come fece Jan Sobieski contro i Turchi Ottomani», questo il monito del "cigno claudicante" alla vigilia della partenza). Contro ogni pronostico, ecco sopraggiungere pressochè in orario anche la "Casucci-mobile", con l'equipaggio al gran completo (evidentemente questa gita è protetta dall'influsso di una congiunzione astrale favorevole). Il "clan degli Spilimberghesi" si presenta invece un pò azzoppato: due uomini in carne e ossa (Oli e Sarci) ed un fantasma (Pippo). Il buon Pippo Gurnari ha trascorso l'intera notte nel tentativo di confezionare il dono offerto dalle ostriche consumate la sera precedente! (ci sono voluti metri e metri di carta da regalo...). Alle ore 9:00 la corriera con i 26 passeggeri a bordo si muove... comincia l'avventura! Prima sosta alle ore 11:00, imposta dal malessere che affligge il 'o Kaptàno 'nammurato, provato nel fisico e nell'animo dal mal di corriera. Qualcuno ne approfitta per prendere subito confidenza con alcuni prodotti tipici locali (con una lieve preferenza per quelli liquidi). Seconda tappa per il pranzo a Graz, alle ore 13:15. Fanno capolino sul piatto i primi kartoffel, wurstel, schnitzel & C., accompagnati da ein großes bier. Lui, Tatanka il fiero condottiero, consuma il pasto casalingo in disparte: quanta determinazione nel suo sguardo e nell'aggredire quel panino al formaggio preparato con amore da mamma Celano... Si riparte alle 14:30 (tutti presenti sul pullman!) con la pioggia e si punta diretti a Vienna, dove ci attende il fraterno corrispondente Stefan. Dopo aver rischiato di perdere un prezioso elemento del gruppo (Pia Casucci, per una tragica disattenzione, finisce a bordo di un pullman diretto in Estonia, ma i volti poco familiari la inducono a scendere per tempo), giungiamo all'Hotel Classic Wien alle 17:00 spaccate, dove troviamo ad accoglierci l'ottimo Stefan ed il nostro Paolo Dell'Agnolo con i suoi sgargianti zoccoloni color arancio! Un attimo di relax e alle 18:20 tutti nella hall ad attendere... Robi Casucci! Partiamo guidati da Stefan con ben 4 minuti di ritardo sul tabellino di marcia. Nel frattempo il povero Dell'Agnolo, giunto puntualissimo al ristorante, è ostaggio degli austriaci che, verso le 19:32 iniziano a torchiarlo per l'ingiustificato ritardo della comitiva (attesa per le 19:30!); il nostro comincia a temere per l'incolumità della sua famiglia. Fortunatamente giungiamo al Gusshaus dopo pochi minuti ed evitiamo la tragedia. Il benvenuto ci viene dato a suon di birre taglia extra large (0,5 l) dal padrone di casa in persona, lo splendido Presidente Walter Kainz. Più tardi si unirà a noi la famiglia Da Ros, camper munita, e, a seguire, Fantuzzi & signora: siamo finalmente al completo (totale: 36 elementi!). Il sorriso sornione che campeggia sul volto di Stefan durante il discorso di benvenuto, tradisce il suo palese intento (frutto di un disegno preordinato) di fiaccare le "truppe nemiche" con una manovra avvolgente incentrata su fiumi di birra e piatti tipici locali; a cena inoltrata, getterà la maschera facendo leva sul nostro orgoglio ed istigandoci apertamente a "bere di più!". Cena sontuosa ed ospitalità a dir poco superlativa! Ci avviamo, visibilmente debilitati dalla subdola strategia di casa, ma sulla strada che porta all'agognata stanza d'albergo, si frappongono altre insidie: prima un posto di blocco (con consumazione alcolica obbligatoria) in un disco-bar del centro e successivamente un'imboscata tesa da un gruppo di gentili donzelle indigene che, simulando un improbabile addio al nubilato, dispensano senza sosta (con un'apparente e disinteressata generosità) bicchierini di snaps agli ingenui calciatori di provincia. Infine il rientro all'Hotel, a ranghi sparsi...
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domenica 13 settembre 2009

venerdì 11 settembre 2009

GITA VIENNA - Si Parteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!

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ALLA CONQUISTA DI VIENNAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!! .

lunedì 7 settembre 2009

GITA VIENNA - Comunicazione ufficiale da "Stefan Langer Tours"!

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Programma 11 - 13 settembre 2009, Vienna FC Insolvenz – Avvocati Pordenone Calcio Cari amici pordenonesi, BENVENUTI A VIENNA! Ecco il programma per la vostra gita a Vienna (e qualche altra informazione utile per il soggiorno nella nostra città!) . 1 Arrivo – prima della cena di venerdì . Il vostro gruppo soggiornerà nell'Austria Classic Hotel Wien, Praterstrasse 72, A-1020 Wien, info@classic-hotelwien.at, Tel +43 1 211 30-0, Fax +43 1 211 30-72. La signora Brüstle della reception parla l´italiano correntemente (ha vissuto e lavorato a Roma per sei anni). Lei sarà presente tutto il venerdì e sabato mattina. All´arrivo l´Hotel vi fornirà di una mappa di Vienna e di biglietti di 48 ore (euro 10) che vi abbiamo procurato. Con questo biglietto potete usare tutti i tram, tutte le metro e tutti gli autobus pubblici a Vienna per 48 ore dal momento della convalida. Importante: convalidare il biglietto una volta sola, prima di salire sulla metro/tram/bus per la prima volta (le macchine obliteratrici si trovano vicino alle uscite per i binari). Per i bimbi (sotto i 15 anni) bisogna usare un biglietto ridotto (euro 0,90) prima di ogni corsa (non ci sono biglietti di 48 ore per gli under 15). Una corsa significa che si puó cambiare linea anche piú volte senza dover convalidare un altro biglietto, soltanto però per raggiungere una meta dal posto di partenza e senza fare pause. L´Hotel si trova in un´ottima posizione anche per quanto riguarda il trasporto pubblico: Uscendo dall'Hotel potrete dirigervi verso destra fino alla (piú grande) stazione “Praterstern” (linee metropolitana U1 e U2, treni) oppure (lo consiglierei!) verso sinistra – in direzione centro città – dove dopo 200 metri troverete la piú piccola stazione della linea metropolitana U1 “Nestroyplatz”: Potrete prendere la metropolitana e uscire dopo due stazioni (alla fermata di “Stephansplatz”) al centro del centro città! Ogni linea metropolitana ha un proprio colore che viene indicato nelle stazioni: la linea U1 è rossa, la linea U2 (che porta tra l´altro da Praterstern allo Stadio del Prater, stazione “Stadion”) viola, la linea U3 è arancione, U4 verde e U6 marrone (una linea U5 non esiste). Vi raggiungerò all'Hotel insieme a Michael Lang, un mio caro compagno di squadra (ha giocato a Spilimbergo anche lui) verso le ore 18.00. Poi ci sono due opzioni: Chiedo a tutti coloro che vogliono camminare dall'hotel al ristorante (ci metteremo 45 minuti circa, ma l´itinerario è bello) di essere pronti alla ricezione alle ore 18.30. Gli altri che raggiungeranno il ristorante (accompagnati da Michael Lang) con la metropolitana (si esce alla stazione “Karlsplatz”, il ristorante si trova vicino alla chiesa di San Carlo, “Karlskirche”) partiranno alle ore 19.10. .
2. Cena di venerdì – Restaurant Gusshaus . Venerdì dalle ore 19.30 ci troveremo nel Restaurant Gusshaus, Gußhausstraße 23, 1040 Vienna, http://www.gusshaus.at/. Proprietario del “Gusshaus” è il nostro collega e presidente del FC Insolvenz, l´avv. Walter Kainz. Anche Walter Kainz era presente al torneo di Spilimbergo. Walter Kainz ci offre la serata nel suo ristorante! Il ristorante si chiama “Gusshaus” (cioè “Casa di Fonderia”) perché nella casa accanto si trovò fino alla fine dell'Ottocento la fonderia imperiale che produceva il ferro: Lí lo scultore Anton Dominik Fernkorn creò i famosi monumenti equestri del Heldenplatz. Nella stessa casa si trovò il mitico laboratorio del “principe dei pittori” Hans Makart dove la crema della società teneva feste sontuose. Vi troverete perciò in un posto molto particolare, che offre cibo viennese di ottima qualità!
. 3. Sabato 12 settembre 2009 - mattinata
. Dopo la prima colazione, ci raduneremo davanti alla reception del vostro hotel alle ore 9.30: Partiranno i due gruppi per visitare diverse zone della nostra città: Entrambi i gruppi si muoveranno verso la stazione della metropolitana linea U1 “Nestroyplatz” e prenderanno la metro per due stazioni fino a “Stephansplatz”. Poi un gruppo camminerà con me e mia moglie dallo Stephansplatz alla zona musei, passando da Graben, Kohlmarkt, Hofburg (castello imperiale), Heldenplatz (Piazza Eroi) a Maria Theresien-Platz (dove si trovano i due grandi musei di arte e di natura, il Kunsthistorisches Museum e il Naturhistorisches Museum) al complesso del “Museumsquartier”: Edifici di grande storia, che hanno ospitato le stalle dei cavalli dell'imperatore e dopo la Prima Guerra Mondiale la fiera di Vienna. Oggi il Museumsquartier (aperto dal 2001) occupa un'area di 60.000 m² e contiene al suo interno edifici barocchi e di architettura moderna. Costituisce uno dei dieci complessi dedicati all'arte piú grandi del mondo. Poi proseguiremo verso la zona limitrofa dello Spittelberg, zona rivitalizzata, fino a qualche decennio fa quartiere a luci rosse, con bellissime case e caffè interessanti. Un secondo gruppo procederà con Michael Lang e Sara Pancot nel centro città e visiterà la Cattedrale di Santo Stefano (Stephansdom) e altre parti del centro storico (Kärntner Strasse, Graben, Castello Imperiale con i suoi giardini ecc). La Cattedrale di Santo Stefano e una grandiosa costruzione in stile romanico e gotico nella Stephansplatz con l’elegante campanile (137 m.) detto “Steffl” (Stefanino). Graben e Kärntner Strasse sono le prime vie pedonali del centro di Vienna. Oltre ai numerosi negozi e caffè che le abbelliscono. Il complesso della Hofburg (Castello Imperiale) è formato da una serie di edifici, piazze (per esempio la Josefsplatz - la piazza più bella di Vienna) cortili e giardini. La Hofburg ospita anche la scuderia di corte (Stallburg), famosa per l’antica Scuola di equitazione spagnola e i suoi bianchi cavalli lipizzani. Poi ci saranno i cosiddetti cani sciolti che non parteciperanno a nessun programma. Alle ore 13.00 ci troveremo all'Hotel Sacher (vicino alla Opera di Stato, la Staatsoper) per mangiare una Sachertorte nel suo luogo d'origine. .
4. Sabato 12 settembre 2009 - partita
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Poi vi prego tutti (cani sciolti inclusi) di rientrare direttamente all´Hotel e partire con il vostro pullman non più tardi delle ore 14.00. La nostra partita avrà inizio alle ore 15.00, il campo l´abbiamo affittato dalle ore 15.00 alle ore 17.00, perciò dovremo iniziare a giocare puntuali (erba sintetica, quindi niente tacchetti di alluminio e scarpe possibilmente pulite). Il campo sarà probabilmente occupato da un'altra partita a partire dalle ore 17.00 (sabato si giocano le partite di tutti i campionati). La gara si terrà al Polizeisportplatz (1220 Wien, Dampfschiffhaufen 2), http://digital.vienna.at/bildserie/Polizeisportanlage_Wien/index.shtml, nella zona dell'Alte Donau (“Vecchio Danubio”, fece parte del Danubio fino prima di essere addomesticato dall'uomo nell'Ottocento quando fu separato dal fiume stesso). Purtroppo non siamo riusciti a trovare un accordo con il titolare della mensa dell'impianto sportivo e quindi non potremo offrirvi da bere per conto nostro – chi vuole bersi una birra ecc. potrà comprarla dalla mensa. .
5. Sabato 12 settembre 2009 – cena a “La Crêperie”, dalle ore 19.00 circa
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Dopo la partita il pullman vi porterà al ristorante, ci vorranno 15 minuti circa. “La Crêperie” http://www.lacreperie.at/ è situata sulla riva dell´Alte Donau – se il tempo è bello mangeremo fuori, altrimenti dentro. Ci sarà un grande buffet a barbecue, birra e vino. Nonostante il ristorante sia francese, è un posto molto gettonato per i viennesi ed il ristorante vi offrirà una vista inedita di Vienna – un grande lago, siamo nel verde e vedremo la grande torre di Vienna, la Donauturm, costruita negli Anni 60 con una altezza di 252 m. Ci auguriamo che possa essere una lunga e gradevole serata, con gli immancabili discorsi dei dirigenti e capitani delle nostre squadre e qualche sorpresa…
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6. Domenica 13 settembre 2009 – “Schweizerhaus” .
Giorno della vostra partenza. :-( Siccome partirete nel pomeriggio, prenoterò una tavola nella Schweizerhaus (http://www.schweizerhaus.at/) nel Prater (raggiungibile a piedi dal vostro hotel) per 20 persone dalle ore 10.30, se credete che piú gente vorrà partecipare ditemelo pure. Credo però che qualche partecipante preferisca visitare il centro città, il castello di Schönbrunn o rimanere a letto. La Schweizerhaus (“Casa degli Svizzeri”) è una birreria di grande tradizione, si beve la birra “Budweiser” originale e si mangia stinco di maiale. Sarà un´ottima preparazione del viaggio di ritorno per tutti i superstiti della serata di sabato.
Per chi vuole frequentare la messa cattolica, c´è una grande comunità italiana a Vienna e la messa in lingua italiana ha luogo alle ore 11.00 di domenica alla Minoritenkirche nel primo distretto. Facilmente raggiungibile, si trova in Minoritenplatz, stazione metropolitana U3 Herrengasse, uscita “Minoritenplatz” e sarete davanti alla chiesa. Io ci sono andato per qualche anno. Dall'hotel prendete la metropolitana U1 Nestroyplatz, due stazioni in direzione “Reumannplatz”, scendete alla stazione di Stephansplatz e cambiate alla metropolitana linea U3 in direzione Ottakring, soltanto una stazione e si scende a Herrengasse. Poi dovremo salutarci. Ci sarà una prossima volta!!! Divertitevi bene! Stefan
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giovedì 3 settembre 2009

FACCE DA CULTO – "El Chino" Naoniano! (di Matteo Cornacchia)

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PORDENONE – Dal genio intuitivo del nostro amico pennuto, eccovi un'altra perla della nostra (oramai) collaudata rubrica. Ricorderete senz'altro tutti quanti il talento incompiuto dell'Inter Alvaro Recoba (detto "El Chino"), oggi impiegato come operaio in una miniera di carbone in Sud America. Ebbene, è con grande orgoglio che possiamo affermare di annoverare tra le nostre fila il "Chino" nostrano, al secolo Checco Durat: guardare per credere... Quando lo incrocierete nei corridoi del Tribunale, non dimenticatevi di chiedere un autografo al grande CHECCO DUROBA!
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lunedì 31 agosto 2009

FACCE DA CULTO - Da un cocktail speciale esce l'inedito... JOHN FANTIVORI!

PORDENONE – Proseguiamo la carrellata delle nostre "Facce da culto" dopo un pò di riposo, con un salto indietro nel calcio degli anni sessanta e più precisamente tra le fila della Vecchia Signora. Prendete il fatato piede sinistro del talento argentino Omar Enrique Sivori, la stazza del gigante buono gallese John Charles, shakerate per bene e... voilà, avrete ottenuto il cocktail perfetto denominato "John Fantivori"! Il risultato è davvero sorprendente, ma soprattutto molto, molto familiare...

lunedì 10 agosto 2009

FACCE DA CULTO – "The Blues Brothers": Jake, Ellwood & Doug!

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PORDENONE – Ebbene sì, i mitici fratelli "Blues" dell'omonimo film (monumento cinematografico!!!) erano in realtà tre! L'eredità lasciata da Jake (John Belushi) ed Ellwood (Dan Aykroyd), noti alle platee di tutto il mondo, è stata infatti raccolta dal fratellino minore Doug (Diego Da Ros). Il funambolico mediano sacilese ha dimostrato di aver conservato intatti i geni dei suoi illustri predecessori, rinverdendo i fasti dell'impareggiabile Jake! Chi ha vissuto gli epici momenti danzanti nella storica serata spilimberghese del venerdì del "Food-ball", sa bene di cosa sto parlando... .

giovedì 6 agosto 2009

"Doppietta" in casa Mazzoli: ieri due gemelli!!!

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.... BENVENUTI AD ALESSIO E BENEDETTA!!!
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lunedì 3 agosto 2009

GITA VIENNA - Stiamo sempre lavorando per voi... (di Stefan Langer)

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VIENNA - Venerdì scorso ero dal ristorante che abbiamo scelto per sabato sera. Si chiama "La Crêperie" ed è situato sul grande lago di Vienna "Alte Donau" (="Vecchio Danubio", fece parte del Danubio fino alla regimentazione del fiume nell'Ottocento quando fu separato dal fiume stesso). Troverete parecchie foto su http://www.lacreperie.at/. Sono convinto che il ristorante sarà la cornice per una bellissima serata - e vedrete un angolo diverso di Vienna! La nostra partita la giocheremo sabato alle ore 15 al Polizeisportplatz (1220 Wien, Dampfschiffhaufen 2), sempre nella zona dell'Alte Donau. Ho trovato delle immagini del campo su http://digital.vienna.at/bildserie/Polizeisportanlage_Wien/index.shtml (altre, di una partita della Serie C austriaca, su http://digital.vienna.at/bildserie/Impressionen_PSV_Platz/index.shtml). Molto particolari sono la tribuna sulla riva del lago e l'accesso al campo sul ponte dalla "terraferma" alla penisola del "Dampfschiffhaufen"! (la posizione particolare dello stadio si vede bene su http://digital.vienna.at/bildserie/Satellitenaufnahme_PSV_Platz/index.shtml). Il campo è di erba sintetica, ma di quella modernissima che va usata anche per partite della massima serie austriaca. A Vienna i campi di erba naturale divengono sempre meno e c'è sempre il rischio di pioggia che porta all'annullamento della prenotazione affinché non si rovini il tappeto erboso (e purtroppo da noi il tempo bello non è mai garantito). Siccome sabato pomeriggio si giocano le partite di quasi tutti i campionati in Austria, sarebbe difficile trovare un altro campo a breve termine in caso di una disdetta da parte del proprietario del campo. Quindi abbiamo fatto una scelta "sicura", sul Polizeisportplatz potremo giocare anche se piove, grandina, nevica, ecc. Spesso il tempo è bellissimo a Vienna in settembre ma non si sa mai...
A presto.
Stefan
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mercoledì 29 luglio 2009

GITA VIENNA - Comunicazione di servizio...

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Cari Amici vicini e lontani, vi scrivo per offrire qualche ragguaglio sulla oramai quasi imminente trasferta in terra austriaca. Ad oggi le adesioni complessive risultano essere 45: 8 persone si arrangeranno con mezzi propri (famiglia dell'agnolo & famiglia leo "tiracca" da ros, muniti di camper), gli altri 37 alloggeranno presso il centralissimo Austria Classic Hotel Wien (A-1020 Wien, Praterstrasse 72, Tel. +43/1/211 30 -0, Fax +43/1/211 30 72, email: info@classic-hotelwien.at, www.classic-hotelwien.at) secondo gli abbinamenti (frutto di rigorosa estrazione a sorte) che seguono: 1) enrico iodice + michela marcuzzi (matrimoniale) 2) enrico sarcinelli + pippo gurnari + olivier brosolo (tripla-sweet imperiale con mega-vasca idromassaggio modello "ciclopi in love", stanza adibita a frigo-bar-globale con accesso diretto alla fornitissima cantina dell'Hotel mediante apposito cunicolo, salottino per gli ospiti e taverna privè con spina della birra a parete) 3) antonio pollini + mrs vera pollini (matrimoniale) 4) matteo cornacchia + mrs paola cornacchia (matrimoniale) 5) matteo brovedani + mrs giulia brovedani (matrimoniale) 6) andrea bellotto + mrs sabrina bellotto (matrimoniale) 7) diego da ros + mrs cinzia da ros (matrimoniale) 8) vincenzo fantuzzi + mrs caterina fantuzzi (matrimoniale) 9) andrea de col + mrs de col (matrimoniale) 10) roberto casucci + mrs pia casucci (matrimoniale) 11) manlio contento + mrs moira contento (matrimoniale) 12) luca boschian + mrs boschian (matrimoniale) 13) emo ros + mrs alessandra ros (matrimoniale) 14) alberto rumiel + mrs gemma rumiel (matrimoniale) 15) giovanni celano + francesco ribetti (matrimoniale con materasso ad acqua) 16) piergiovanni casucci + stefano casucci + angelo casucci + paolo casucci (quadupla mitica!) 17) eugenio pergola + paolo luisa vissat (doppia con letti molto distanti) Grazie al nostro impareggiabile e temerario amico Stefan Langer, che ha compromesso il proprio nome (e soprattutto la propria carta di credito!!!) garantendo il pagamento dell'alloggio, non abbiamo dovuto finora versare alcun anticipo. Grazie di cuore Stefan! Il costo delle camere è il seguente: - CAMERA DOPPIA € 122,00 a notte
- CAMERA TRIPLA € 171,00 a notte (sweet di Pippo & Sarci & Oli) - CAMERA QUADRUPLA € 193,00 a notte. Il collega ed amico Langer, che ha già puntualmente provveduto ad organizzare le cene per venerdì e sabato in due locali degni del miglior nome, mi chiede se siamo interessati ad avere delle guide (che masticano la lingua italiana e... bevono birra!) che ci possano accompagnare nella visita della città con tre itinerari alternativi: 1) un gruppo per il centro del centro città (Duomo Santo Stefano, Palazzo Imperiale del Hofburg e dintorni), 2) il secondo gruppo per castello, giardini e gallerie del Castello Belvedere (www.belvedere.at) 3) il terzo gruppo per la (relativamente) nuova zona musei (Museumsquartier, www.mqw.at) e la vicina zona del Spittelberg (molti caffè, bellissime case vecchie). Vi chiedo gentilmente (e non ve lo ripeterò una seconda volta!!!) di volerci dare un'idea approssimativa di quale possa essere il vostro interesse specifico (gruppo 1, 2 o 3; la quarta opzione è quella di girare come "cani sciolti" e mettere a ferro e fuoco la città). Infine una cosa fondamentale: il mezzo di trasporto per il viaggio! Considerato il numero dei partecipanti, abbiamo pensato ad un Pullman Granturismo, dotato di ogni comfort (lo vediamo nella foto a destra): il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 45 euro cadauno circa (cifra nettamente più vantaggiosa rispetto al costo di viaggio in auto, cui va aggiunto un ulteriore non trascurabile beneficio: pullman = birra & relax, auto = gran sete & stress). Credo che sia un'occasione irripetibile per poter collaudare l'esperimento "corriera" (anche per il futuro...), in modo da poter stare tutti uniti e compatti e brindare alla salute (bene essenziale, di primaria importanza, che va saggiamente e costantemente celebrato) anche durante gli spostamenti. C'è bisogno però della collaborazione di tutti per adattarsi agli orari: partenza venerdì 11 settembre alle ore 9:00 – 09:30 (presumibilmente da PN, ma vi faremo sapere) e rientro (dei superstiti) domenica sera 13 settembre. Se qualcuno dovesse avere qualche problema con gli orari sopra indicati... LO RISOLVA!!! A presto. Enrico
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martedì 28 luglio 2009

Clamoroso sfogo di Mr Pollinigson: l'amara riflessione del "grande capo" (di Enrico "Il Nipote")

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PORDENONE - Cari amici lettori, mi giunge inaspettata per il tramite del mio omonimo, discendente della stirpe dei Pollinidi (id est Enrico "croupier", il nipote di Toni), una inquietante testimonianza che vi traspongo pari pari. E che ciascuno tragga le proprie conclusioni... «Carissimo Enrico, la mattina di Domenica 19, quando ci siamo incontrati al Bau Bar di Sedrano, volevo renderti partecipe di un fatto grave verificatosi in occasione del Memorial. Poi ho riflettuto e ho ritenuto di non rovinare a te e Michela la giornata. Pertanto intervengo nella mia veste di custode–magazziniere della stanza di cui tu solo ora hai la seconda chiave. Ho contato le maglie: tutte presenti. Come tutti presenti erano i calzoncini. Mancavano all’appello cinque, due paia e mezzo, calzettoni neri Errea e tre, un paio e mezzo, calzettoni neri Virma consegnati in dotazione ai giocatori di Milan e Inter. Tutti presenti i calzettoni degli juventini. Finalmente i colori bianconeri non sono coinvolti in uno scandalo. Sono sincero: Olivier aveva due calzettoni neri Errea che spuntavano dalla sua borsa personale. Gli ho contestato il fatto. Ha tentato una timida difesa sostenendo che erano suoi, poi me li ha consegnati. Un ravvedimento che gli fa onore. Ho pensato chi poteva essere l’autore dell’appropriazione dei calzettoni; se poteva essere uno o più di uno. Esclusi tutti gli juventini, esclusi i cinque portieri, compreso Kalac-Riccio Cobucci, perché indossavano maglie e calzettoni di altri colori, non rimaneva che controllare uno ad uno i giocatori delle due squadre meneghine. Ricorderai Enrico che cinque o sei anni fa era sparito un unico calzettone bianco-azzurro mai più ritrovato. Ho collegato quell’episodio a quanto successo a Vacile. Anche in questo caso i calzettoni mancanti sono dispari. E’ possibile quindi che alcuni giocatori, tre, sbadatamente abbiano “imboscato” un paio di calzettoni ciascuno (invito costoro, anche in maniera anonima, dopo essersi pentiti, a restituirli entro il 31 luglio 2009), ma sicuramente uno di loro si era appropriato di un singolo calzettone per marca. Ritengo tuttavia che non abbia agito per trarne un vantaggio. Non è possibile che possa adoperare un paio di calzettoni neri di marche diverse - Errea e Virma -perché non potrebbe usarli e verrebbe subito scoperto. Mi sono chiesto quale potrebbe essere lo scopo di spaiare una coppia di calzettoni, se non quello di utilizzarli per qualche rito satanico, sado-maso, feticista o per riti vudù nei confronti di qualche giocatore che gli insidia il ruolo di titolare. Confido molto che questo mio sfogo faccia ravvedere l’autore con la restituzione dei calzettoni mancanti, compreso quello bianco-azzurro a righe. Arrivederci a Settembre».
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venerdì 24 luglio 2009

FACCE DA CULTO - Da "Happy Days" arriva "Sarcinellingham"! (di Paolo Vicenzotto)

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PORDENONE - E' con grandissimo piacere che vi propongo la geniale intuizione del nostro Paolino Vicenzotto (il bomber si è premurato di puntualizzare: «Fra qualche anno...»). La sua creazione ci trascina idealmente a bordo della macchina del tempo: prima un tuffo nel passato e più precisamente negli anni '50, periodo nel quale è ambientato lo "storico" telefilm di Happy Days, per incontrare il capo-famiglia di casa Cunningham, Howard; poi un salto nel futuro, dove troviamo la serafica espressione del Sarcinelli che verrà... insomma, sintetizzando: SARCINELLINGHAM!
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martedì 21 luglio 2009

Torno sul Memorial Brovedani... (di Vincenzo Fantuzzi)

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PORDENONE - Che dire! Avevo sentito che il Paris Saint Germain, fallito il tentativo di accordo pre-Memorial, e in cerca di un ottimo portiere, avesse segretamente invitato il "Matteo nostro che sta tra i pali" per degli accordi, per l'anno prossimo; con tanto di moglie, perchè spetterà a lei decidere se la città è abbastanza accogliente, glamour, ecc., ecc. (sulla scia dell'ormai consolidato "spaistrend"!!!). E questo pare trovare conferma nelle note che avete scritto. Bene. Scrivere di Memorial Brovedani è sempre un appuntamento. Per me, l’ho scritto l’altra volta, particolarmente importante. Quest’anno, poi, non toccavo palla da mesi; non entravo in un campo grande, se non da spettatore, da qualche tempo e, quindi, il piacere è stato grande. Avevo pensato per quest’anno di fare un elenco contenente “le cose peggiori”: il rigore peggio tirato; la parata peggiore; il fallo peggiore; ...ma ho perso la prima partita attardandomi a giocare con un giovane calciatore, al secolo Enrico De Zan, figlio dell’Alberto (si possono sprecare mille battute, anche e solo con riferimento al talento del piccolo!!!) e, quindi, non sarei stato equo. Ho visto una grande Inter, con i migliori talenti disponibili, una marcia in più e i risultati a dar conferma al valore della compagine. Non mi soffermo sui vari talenti che ho visto un un pò ovunque, Milan compreso. Mi soffermo solo su quelli della mia squadra. Mi sono trovato con la maglietta bianconera. Da quando ho terminato l’asilo (Davide in quella giornata lontana si era chiuso il dito in un tombino; Gabriele aveva sbattutto il naso contro la panchina rossa usata come porta; Marina recitava le poesie davanti a suor Bruna; le marmellate erano in carta trasparente, i tipi di pane erano pochi e l’asilo non era ancora un ufficio dell’Enel) e tolta la parentesi del Memorial, è una maglia che non ho mai vestito. Da piccolo, quando passavo davanti al bar di Lino Puragliesi, in via Stadio, gli amici di mio padre – tifoso del Bologna – mi chiamavano Tumburus (friulano di Aquileia, campione d'Italia '63/'64 con il Bologna di Bernardini), che non ho mai capito se fosse uno scarpone o meno, e la mia passione negli ultimi anni è sempre stata legata poco a qualche squadra in particolare (vorrei dire al calcio in generale, ma so che qualcuno – sul terrazzo a Clauzetto – ha rischiato parecchio). Però, poter giocare a fianco di uno degli “Enrico nazionali”; con O’Brosolo, il fantasista; Fabio-che-corre-un-sacco come Stella; Eugenio che, con l’aiuto di Manlio, ha caparbiamente contenuto le incursioni degli attaccanti avversari senza dar loro respiro; il “maestro” Maurizio Mazzarella; l’esteta Paolo Montico; il virtuoso Ragogna; l'estroso Boschian; gli ottimi Da Ros (Diego & Leo); il fondista Speranzin; il mio vero nuovo mito calcistico, ma con qualche incursione anche sul piano personale, nonchè sul minimo comun denominatore che è la latteria di Molevana, Pippo, ecc., ecc., mi ha dato grande gioia. Ho lasciato volutamente fuori dall’elenco due calciatori con i quali vorrei, particolarmente, complimentarmi: il-capitano-dai-due-cognomi, che ha tenuto un comportamento ineccepibile e il nostro portiere Andrea, che più volte ha salvato il risultato con delle belle parate (negli anni gli ho sempre e solo fatto notare il peggio delle sue prestazioni, ma questa volta va così – buonismo da Memorial). Ma questa è la parte meno importante del Memorial. Ah! Dimenticavo la perfetta presenza di Barbara, Mrs “Referee”: inappuntabile, per stile, precisione e professionalità. Ma questo è uno dei passaggi. Forse il meno importante, considerando la cornice su cui si muove il resto. La passione di Matteo e Andrea per i preparativi è veramente eccezionale. La cura per tutto, perchè tutto riesca bene, è enorme. Le “zie”, anche senza la maglietta “rosa-avvocati-pordenone”, che hanno esibito ad Abano, inducendo alcune clienti a pensare che fossero le “legali” dell’albergo, sono un’istituzione, un marchio DOC, che garantisce una qualità culinaria e di ospitalità da far invidia a Ciccio Sultano e colleghi. Il dopo partita, nella splendida cornice di Vacile, ha visto, poi, la gradita presenza delle gentilissime mogli, compagne, amiche, ecc. E se anche non si è trattato del maggio del 1958, se Toni non ricorda – in questo momento - Danny Zuko, i giocatori non sembrano i T-Birds, le nostre “Pink Ladies” (dal “theme” che ad un certo punto ha riempito la notte) hanno rallegrato l’atmosfera, oltre a garantire un servizio “ristorante” eccellente. La fine, quindi, è il discorso di Toni. C’è sempre qualcosa di commovente: il ricordo, l’impegno e il messaggio che ha lasciato Franco Brovedani. Qualcosa di ironico: il ricordo al trentennale impegno del Mister per un risultato che non arriva; la partecipazione al Mundial Avvocati in Turchia; la consegna delle chiavi ad Enrico (che si era lamentato di essere “senza portafogli”), varie ed eventuali. Qualcosa di semplice: il fatto di ritrovarsi, tutti insieme, per una splendida giornata. Grazie. E ancora grazie.
. P.S.: ancora due note brevi. La prima è l’arrivo di Mattia (spero si chiami così) Spadotto. Di venerdì 17 non può che essere un campione. E se ho sbagliato giorno, ora e nome, amen! Comunque congratulazioni a Fabri e Anna. La seconda, è il saluto al mio/nostro amico Glauco. Assente in campo e a tavola – e anche nel mezzo delle due, al chiosco della birra. Che un pò manca sempre. E che proprio al Memorial di qualche edizione fa, ricevette la maglia neroverde con il numero 10, dando il via ad un momento assolutamente toccante. Ultimo dell’ultimo: carissimo Matteo Portiere, neppure io sono avvocato, ma se un tempo qualche squadra di prima serie ha tesserato coloro che non potevano, per mancanza di requisiti (credo la cittadinanza), non credo sia un gran peccato se a noi “zeru tituli” continuano a farci giocare.
. Au revoir. Terve! Näkemiin!Nähdään. Zbogom! Doviđenja. Ci vediamo. Do zobaczenia! do widzenia. 再见!待会儿. שלום! היי! להתראות. Γειά!Τα λέμε. Salam əleyküm. Kenavo
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sabato 18 luglio 2009

Fiocco azzurro in casa Spadotto: ieri sera è nato il "puledro" Mattia...

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... ORA "CAVALLO PAZZO" HA UN EREDE!!!
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giovedì 16 luglio 2009

Pensierino: "Il mio primo Memorial Brovedani" (di Cornix)

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MARON DI BRUGNERA (PN) - Da quando, ormai diversi mesi fa, ho iniziato a seguire le gesta della squadra degli Avvocati Pordenone, tramite il blog ho conosciuto prima i volti, poi le caricature (più o meno accentuate) dei vari personaggi che gravitano attorno a quel piccolo mondo pallonaro di nero-verde colorato. Per uno come me, che da sempre ha fatto dello spogliatoio e dell’amabile compagnia l’essenza vera del calcio amatoriale, il primo sentimento che ho provato nel leggere le gesta del Pollini’s team è stata l’invidia. Già, un’invidia sana, perché capivo bene, tra le righe, i post, le immagini e le parole di Enrico e di quanti animano il blog, quale fosse l’armonia di quell’ambiente, certo un po’ esagerato in alcuni toni, ma pur sempre coinvolgente e appassionante. Poi, complice il destino o qualche buona raccomandazione, ho avuto la fortuna di entrare a far parte di quello strampalato mondo che avevo conosciuto solo tramite il monitor di un computer. Ricordo ancora la prima partita, a Sedrano: vedere dal vivo i vari Travergola, Rumnold, Brovedinho, Bellotto dopo averli conosciuti solo sullo schermo, una sensazione incredibile, quasi fossi entrato nello spogliatoio della Juventus, o dell’Inter, o del Milan, tanto per rimanere in tema. Poi, addirittura, li ho visti sotto la doccia, dopo la partita, e devo dire che il mio entusiasmo per quel primo incontro si è raffreddato parecchio. Dopo quella partita ce ne sono state altre, vissute anche solo dalla panchina (credo una delle poche squadre in cui l’andare in panchina è un premio, visto lo spettacolo di cui ogni volta si riesce a godere da quei posti in prima fila…). C’è stato Spilimbergo, con il torneo di Food-ball vissuto da protagonista, per quanto mi sono sentito accolto e già membro della squadra (anche se momentaneamente in prestito agli splendidi amici romani). C’è stata la trasferta di Padova, la prima per me, alle finali del forense. E poi diverse cene, pranzi, incontri vari più o meno preparatori di qualsiasi evento. Mi sono divertito a confezionare il filmato sugli avvocati del ’79, sentendomi pienamente integrato al gruppo e pertanto già libero di prendermi alcune licenze… Di tutto questo, anzi, credo di dover ringraziare tutti, Enrico e Toni in testa, per la simpatia e l’affetto di cui mi sono sentito subito circondato. Io, che avvocato lo sono solo nella testa di mio padre, e che ho rinnegato la Giurisprudenza per un esame di Diritto Costituzionale andato male “perché non mi hanno capito”. Nonostante tutto questo, però, un briciolo di quell’invidia iniziale, provata all’inizio della mia avventura in nero-verde, mi è sempre rimasto. Perché, dalle pagine del blog, ho sempre inteso, ed in maniera piuttosto netta, che il vero battesimo del fuoco, la vera iniziazione, sarebbe stato un evento, un happening, al quale non avevo ancora partecipato: il Memorial Brovedani. Rileggendo, ancora in questi giorni, i post dedicati all’edizione dello scorso anno, ho avvertito nelle parole di Matteo, di Enrico e di uno strepitoso Vice un’atmosfera, fra il magico (la notte di Clauzetto), il poetico (l’amorevole accoglienza delle “zie”) e l’epico (l’improbabile triangolare di calcio) che ancora non mi era dato conoscere. Come dire: potrai anche essere un giocatore degli Avvocati Pordenone, ma se non hai mai partecipato al “Memorial” non puoi dire di aver compreso del tutto quello straordinario mondo pallonaro di nero-verde colorato… Era il mio primo Memorial, dunque, e l’ho atteso con la stessa emozione di un bambino la settimana che precede il Natale. E con mia moglie interdetta nel vedermi preparare l’albero a luglio vestito da portiere dell’Inter… Era il mio primo Memorial, e venerdì sera, prima del grande giorno, ho trovato del tutto spontaneo prendere il telefono e chiamare le mie due zie a Taranto, che non sentivo da un po’, per far saper loro quanto bene gli voglio. Interdette hanno chiamato mio padre… che interdetto ha chiamato mia moglie… che interdetta gli ha spiegato la storia dell’albero… Per il mio primo Memorial non mi sono fatto mancare nulla, a cominciare dalla spedizione mattutina dei soliti impavidi, che dopo aver sistemato poche cose a Vacile, si sono arrampicati fin su sul terrazzo del Friuli, a Clauzetto, per non far mancare la tradizionale visita alla zie. In queste prime ore di Memorial Brovedani, pur in tante faccende affaccendati, gli organizzatori avrebbero dovuto fare una sola cosa: portarsi il prosciutto dalla zie per apparecchiargli intorno tutto l’aperitivo di benvenuto. E ovviamente il prosciutto è rimasto a Vacile (quando il giorno si vede dal mattino). Incidente a parte, fortunatamente risolto grazie a solo 826 telefonate, la prima parte della giornata, trascorsa a Clauzetto, in un incantevole pergolo con Pergola (nel senso che c’era anche Eugenio), ha offerto ai soliti noti un rinfresco d’accoglienza di straordinario livello: salumi e affettati vari, palline al formaggio fritte, formaggio di varie qualità, il tutto bagnato da abbondanti provvigioni di ribolla gialla spumantizzata. Mi sono sentito a casa, io che per la prima volta salivo a Clauzetto. E senza nulla togliere all’arte culinaria delle zie, credo che questo possa essere il più bel complimento che si possa render loro. Questa straordinaria accoglienza, che nelle passate edizioni è stata apprezzata direttamente a casa loro, le zie se la sono portata fino a Vacile, assieme alle tante prelibatezze che hanno insaporito una serata freddina nella temperatura, ma così umanamente calda. Del triangolare, onestamente, ho poco da dire. Era il mio primo Memorial, e l’ho pure vinto, ma questo è davvero un dettaglio assai meno importante, un particolare della giornata che è più un pretesto che un torneo vero e proprio. Ciò di cui non ho ancora detto, invece, e che riservo volutamente per ultimo, è stato il momento del ricordo, quello che ho vissuto con più emozione e che, credo, racchiuda il senso dell’intera giornata. Non ho avuto la fortuna di conoscere Franco Brovedani, ma sarà che per “andarlo a trovare” bisogna salire lassù, e poi ancora più su, nel punto più alto del paese, in questo nostro andargli idealmente incontro l’ho sentito molto vicino… E mi sembra d’averlo conosciuto anch’io.
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martedì 14 luglio 2009

Il "Pagellone" del Memorial (di Matteo Cornacchia)

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10 alle Zie. Anche se capitato in un momento un po’ particolare, il Memorial non può fare a meno della loro discreta presenza e della loro straordinaria accoglienza. Strepitose in ogni circostanza, si esaltano sui primi e raggiungono vette ineguagliabili con i dolci. CLONATELE
. 10 a Matteo Brovedani. Si è sbattuto come un cencio per tutti noi e per tutta la settimana. Assieme al fido compagno d’avventure Bellotto (voto 9) è stato splendido padrone di casa e perfetto organizzatore. Non si è risparmiato un attimo per garantire il nostro divertimento. SAMARITANO
. 8 a Toni Pollini, anch’egli infaticabile nel tenere le fila dell’intera manifestazione. Due perle su tutte: la certosina preparazione dello spogliatoio, con le maglie di Inter, Juve e Milan appese su ogni postazione stile finale di Champions e il discorso finale con la consegna delle chiavi ad Enrico. POETA
. 7,5 a Pippo Gurnari. Viene dirottato da Zoppola a Vacile, dove attende un quarto d’ora l’arrivo di uno sconosciuto in compagnia di un ragazzone di colore (in quanti l’avrebbero fatto?). Non contento si carica il prosciutto nella macchina nuova e si catapulta a Clauzetto per chiedere in cambio solamente un bicchiere di ribolla. Poi vola dall’amico a sistemargli il tetto, va a giocare a Paludea e si ripresenta a Vacile per indossare la maglia bianconera. Il tutto con la scusa della macchina nuova (a gas) e con il sorriso perennemente stampato in volto. UNICO
. 7,5 a Enrico Sarcinelli. Altro indefesso lavoratore e organizzatore di eventi. Dal torneo di food-ball in poi Vacile è diventata una seconda casa per gli Avvocati Pordenone, ed il merito è in gran parte suo, sempre pronto ad aprire le porte della sua casa e a mettersi a disposizione di tutti. OSPITALE
. 7 a Glauco Zaccardi. Il giorno prima del Memorial lascia traccia di se sul blog. Il giorno del Memorial invia messaggi alla comitiva, augurandole ogni bene. Certe attenzioni, pur nella distanza, confermano la sua straordinaria sensibilità da gigante buono. PRESENTE
. 4 a quei pochi (per fortuna) che non hanno capito nulla del Memorial. Sarà che le maglie di Inter, Juve e Milan danno alla testa, ma certi atteggiamenti in campo in un giorno dedicato alla festa e al ricordo ci paiono davvero inopportuni. CENSURATI
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domenica 12 luglio 2009

MEMORIAL BROVEDANI - Il resoconto della giornata...

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PORDENONE - «Giornata stupenda, come sempre!», è questo il pensiero che certamente accomuna tutti coloro (oltre 70 persone!) che ieri hanno preso parte, ognuno a suo modo, alla sesta edizione del Memorial Brovedani. Il clima meteorologico, conscio della portata dell'evento, si è perfettamente adattato ad ogni esigenza, regalando una giornata soleggiata che ha saputo alternare a tratti qualche provvidenziale rannuvolamento, garantendo così la sopravvivenza a tutti gli atleti o quasi (c'è apprensione per il buon Checco Durat: di lui sono rimasti solamente gli scarpini da calcio nuovi fiammanti. Attendiamo notizie...). La giornata ha preso il via intorno alle 11:30 quando il solito manipolo di irriducibili, capeggiati dall'onnipresente Toni Pollini, si è radunato al campo sportivo di Vacile per depositare le vettovaglie (prosciutto compreso, sigh...) e predisporre ogni attrezzatura destinata ad accogliere i commensali per la serata. Poi partenza per Clauzetto, per una tappa dalle "Zie" con aperitivo a base di Ribolla spumantizzata e prosciutto, non senza qualche attimo di suspance: tutti presenti, manca il coscione di maiale, rinchiuso a Vacile! Arriverà poco più tardi, a mezzo corriere espresso, recapitato personalmente dal postino più efficiente delle tre venezie: SuperPippo Gurnari! Nel frattempo la riserva di Ribolla è diminuita... Prima del rientro a Vacile, tutti lassù sul balcone del Friuli per il saluto affettuoso al padrone di casa, che assume la forma ed il colore di un mazzo di luminose rose rosse. Poi la parentesi calcistica della giornata con l'ormai tradizionale triangolare. L'entusiasmo e la passione per quella palla rotolante stregata, consentono la deroga al divieto imposto agli "over 10" dalla logica delle cose: ecco allora gli avvocati che si rincorrono sul prato con in dosso le casacche di Juve, Milan e Inter. Alla fine la spunteranno i nerazzurri sul filo di lana (differenza reti di un gol), ma ecco risultati e marcatori nel dettaglio:
. Milan-Inter 3-1 (vollaro[m],vollaro[m],manfroi[i], dell'agnolo ‹r› [m]) Inter-Juve 4-1 (mazzoli[i],lorenzon[i],galasso[i],galasso[i],fantuzzi[j]) Juve-Milan 2-0 (brosolo,papais)
. Segue la cena luculliana (da cui si astiene il solo Papais, costipato dopo la scorpacciata sul rettangolo verde!) che segna lo scorrere dell'allegria e... di tre fusti di birra (totale 60 litri!) in aggiunta a svariate bottiglie di vino, con il gradito ed atteso arrivo delle "Zie", autentiche mattatrici della... tavola! Dopo la sontuosa parata dei dessert (sublimi!), il momento dei conferimenti: un pensiero per l'arbitressa, l'investitura "materiale" per il sottoscritto (dopo quella formale già consumata a suo tempo) con la consegna della chiave che simbolicamente dà accesso diretto alla storia trentennale della squadra neroverde ed infine, il momento più significativo, con la consegna della targa-ricordo alle splendide "Zie". Poi musica e festa fino a notte fonda, quando i Re Magi, dopo aver riordinato ogni cosa, svaniscono nell'oscurità carichi di soddisfazione e di... spazzatura! Grazie a tutti i partecipanti per la preziosa collaborazione e, in particolare, un grandissimo "GRAZIE DI CUORE" al nostro Brovedinho ed alle impareggiabili "Zie Brovedani".
E' bello, già oggi, avere la certezza del Memorial Brovedani 2010, con un anno in più di vita vissuta e di storie da raccontare...
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venerdì 10 luglio 2009

MEMORIAL BROVEDANI (-1) - Il saluto del Grande Gualco...

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ROMA - Dopo 44 gare ufficiali, più mercoledì sera con gli amici e Spilimbergo, diversi cartellini, due tornei vinti grazie a compagni veramente fortissimi e la finale del Flaminio di ieri pomeriggio, archivio finalmente una stagione lunghissima. Purtroppo mi mancherà quest'anno il Memorial, festa dedicata a un grande signore e a quella voglia di stare insieme a tavola e in campo di cui era maestro. Mi perderò la parte più bella dell'annata, quella di cui ho sentito più la mancanza. Infatti, il calcio giocato bene (dai miei compagni, ovviamente), a Roma é un brutto ambiente, che non ha nulla a che fare con ciò che mi diverte davvero. Viva il Memorial, allora, viva le Zie, viva Matteo e viva tutti voi. Per adesso é tutto: un grande abbraccio a quel mondo lontano che, da qui, si va appena delineando all'orizzonte.
Gualco
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mercoledì 8 luglio 2009

MEMORIAL BROVEDANI (-3) – A proposito di Memorial...

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PORDENONE – Riordinando le varie cartelle del computer (oramai ho eliminato quasi tutti gli atti per lasciar spazio alle foto della squadra ed al materiale del Blog, ma so di poter contare sui miei fidati compagni...), ho rinvenuto il volantino che avevo predisposto (e poi diligentemente distribuito in tribunale ad ogni passante!) in occasione del primo "Memorial Franco Brovedani": 18 settembre 2004, in quel di Arba (PN). Trattasi pertanto di reperto storico, che finisce di diritto nell'archivio ufficiale della squadra. A proposito di storia, mi permetto di offrire un suggerimento a tutti gli amici lettori del Blog, per cominciare a calarci nello spirito dell'imminente prestigiosissimo evento ed iniziare a respirare quel clima inconfondibile... "da Memorial"! Scendete al bar più vicino e ordinatevi una birretta fresca con tramezzino da portare via (consiglio il tonno e cipolla, se è finito, patatine a volontà!), rientrate in studio, sfilatevi le scarpe e piazzatevi comodi davanti al PC; portatevi sulla parte sinistra del Blog, in fondo, nell'archivio "per etichette" e digitate su "memorial brovedani 2008": vi comparirà una schermata con gli otto post (in ordine cronologico inverso: dal più recente al più vecchio) che riguardano la manifestazione (strepitosa!) tenutasi l'anno passato. Prendetevi un quarto d'ora di pausa e leggetevi alcune perle (quella di Fantuzzi su tutti!), ne vale la pena... Buona lettura...
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martedì 7 luglio 2009

MEMORIAL BROVEDANI - Sabato 11 luglio si celebra la 6^ edizione della kermesse clauzettana!

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PORDENONE – Cari amici vicini e lontani, finalmente ci siamo! Il conto alla rovescia è oramai giunto quasi alla fine: sabato 11 luglio si terrà la 6^ edizione del prestigioso "MEMORIAL BROVEDANI", appuntamento "monolitico" di straordinaria rilevanza per la squadra degli AVVOCATI PORDENONE (e dintorni). Quest'anno ci sarà qualche novità sotto il profilo organizzativo, mentre il marchio "clauzettano" e lo spirito consolidato che animano da sempre l'avvenimento, rimarranno del tutto immutati. Voglio ringraziare subito il nostro Presidente Napolitano che, con un'iniziativa tanto apprezzata quanto ineluttabile, ha ritenuto di celebrare degnamente l'evento, proclamando la giornata del "MEMORIAL" quale festa nazionale. La kermesse si articolerà in due momenti culminanti. Il primo, che imprimerà il senso all'intera giornata, avrà luogo a Clauzetto con il flusso di una cospicua delegazione che, a partire dalle ore 12:00, porterà il saluto al nostro Franco Brovedani e successivamente farà visita alle "Zie" presso la residenza Brovedani per un aperitivo di gruppo. La seconda tranche si consumerà presso l'area del campo sportivo di Vacile (ricordate il Torneo di Food-ball?), con il tradizionale triangolare calcistico che vedrà opposte le brutte copie di Milan, Juventus e Inter in versione togata, a partire dalle 17:30 (con spina della birra in funzione dalle ore 16:00). Al termine delle gare, gli atleti sopravvissuti, i tifosi, le fidanzate, le mogli, gli amici, i conoscenti e chiunque capiti a tiro, daranno vita presso la collaudata struttura del campo sportivo (sarà allestito anche un tendone, in caso di maltempo) alla consueta "maratona della tavola" che si protrarrà fino a notte fonda. E' attesa inoltre l'imprescindibile presenza delle due "Zie Brovedani", madrine d'eccezione e protagoniste incontrastate del momento culinario...
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. Il Torneo si svolgerà secondo la formula ormai consolidata che prevede sfide da 30' minuti ciascuna. Per la vittoria sono previsti 3 punti, mentre in caso di pareggio si procederà ai calci di rigore (5 per parte), con l'assegnazione di 2 punti alla squadra che prevarrà dal dischetto ed 1 a quella perdente. Nel caso di arrivo a pari punti in classifica, per stabilire la squadra vincitrice del Torneo saranno adottati, nell'ordine, i seguenti criteri: punti totalizzati senza i calci di rigore di fine gara, scontro diretto (in questo caso, solamente, si terrà conto dell'esito dei rigori), differenza reti totale, maggior numero di gol segnati, giocatore più anziano schierato in campo, minor numero di infartuati e, nel caso estremo, monetina. La giuria monocratica composta dall'esperto ed imparziale notaio Antonio Pollini, ha provveduto alla composizione delle squadre ed al sorteggio delle gare. Eccovi dunque il programma dettagliato del triangolare e, a seguire, la composizione delle squadre (non sono ammessi reclami, per nessuna ragione!): ore 17:30 .. .INTER – MILAN ore 18:15 .. .JUVENTUS – Perdente primo incontro ore 19:00 ... JUVENTUS – Vincente primo incontro INTER: ANZIL, ATTANASIO, CANZIAN, CASSIN, CABRERA, CESARATTO, CORNACCHIA, DE ZAN, DONADON, DURAT, GALASSO, LOMBARDINI, LORENZON, MARZONA, MAZZOLI, MANFROI, MARCHI, PETTOELLO MILAN: BELLINATO, BELLOTTO, BROVEDANI, CASAGRANDE, CASUCCI A., CASUCCI R., CASUCCI P., DE COL, DELL’AGNOLO, FELTRIN, MARCHETTI, ROS, RUMIEL, TAURO, SARCINELLI, VICENZOTTO, VOLLARO, ZANARDO JUVENTUS: ALBANESE, BOSCHIAN, BROSOLO, CONTENTO, DA ROS D., DA ROS L., FANTUZZI, IODICE, LUISA VISSAT, MAZZARELLA, MONTICO, PAPAIZ, PERGOLA, PIPPO, RAGOGNA, SPERANZIN, STELLA . Accorrete in massa al campo sportivo di Vacile... Vi attendiamo numerosi!!!
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