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martedì 18 maggio 2010

AVVOCUP 2010 - Treviso accede ai quarti in rimonta

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TREVISO - VICENZA 3-2
Aurelio Munari (Treviso): "Vittoria sudata ed in rimonta di Juris Marca contro un'ottima Jus Vicenza. Nonostante la partita si fosse messa subito bene per noi con il gol lampo di Michielan, per buona parte del primo tempo abbiamo sofferto il gioco di Vicenza, squadra, almeno quella vista ieri sera - evidentemente si pregiava di rientri importanti - che sicuramente non meritava l'ultimo posto del suo girone. Difatti sotto la sua pressione ecco il più classico degli autogol, su cross di Vicenza piede galeotto del nostro C2 che insacca nella nostra porta. Dopo il gol per fortuna cominciamo a giocare meglio e manchiamo due grosse occasioni, soprattutto con Michielan che a causa di un rimbalzo fatale manda alle stelle a due metri due dalla porta... neanche Calloni... Secondo tempo che inizia con Juris ancora in affanno sulla spinta di Vicenza e altro gol regalato con una ribattuta della nostra difesa che colpisce uno dei nostri liberando un attaccante vicentino davanti al nostro portiere. Per fortuna c'è tutto il tempo di recuperare e un po' alla volta ricominciamo a creare occasioni, pur lasciando qualche falla di troppo in difesa: l'ultimo quarto della partita è al cardiopalma, in quanto se è vero che il bomber biondo Caneva insacca una pregevole doppietta, è anche vero che Vicenza, come noi nel primo tempo, si mangia almeno un paio di gol che sembravano fatti. Grande sospiro di sollievo al fischio finale!! ". P.S. (Sia pur in ritardo di una settimana, mi preme sottolineare l'ottima ospitalità di Rimini sabato scorso, una novità per noi, in quanto a casa di uno di loro, con piadine pizze e torte a volontà). Giulio Manfredini (Vicenza): "3-2 per il Treviso. Primo gol del Treviso dopo pochi secondi, pareggio su autogol. Secondo tempo passa in vantaggio Vicenza con gol di Struzziero, pareggio del Treviso e dopo una serie di clamorose occasioni da gol sciupate dal Vicenza, gol della vittoria del Treviso su disattenzione difensiva dei biancorossi".
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lunedì 17 maggio 2010

Racconti di uomini, di treni e di vita: "Railman"... (di Vice Fantuzzi)

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Ci sono cose che capitano e che tenti di raccogliere come pietre preziose di un piccolo mosaico di ricordi e informazioni da tramandare o, semplicemente, coccolare tra te e te, in un qualche non tempo di un qualche non luogo. Se ad ogni viaggio o evento corrisponde una pietra miliare della filosofia, non solo spiccia (ricordate la bellezza di Eric Cantona), ogni occasione è sempre sorpresa aggiunta. Come ho già avuto modo di annotare verbalmente a molti di voi, il mio “filosofo” preferito resta Roberto “il caorlotto” Casucci, dopo Remigio da Variano (un vero out-standing sotto il profilo delle perle). Sono perle che non si trovano in nessun oceano. Dopo aver smarrito il cellulare, aver messo in allarme la parte centrale della corriera, messo in movimento Pia e figli, Diego e Cinzia, ecc., ecc., davanti alla domanda di Tatanka: “…ma ti è caduto per terra!?!”, rispondeva un po’ stupito: “Perché, lo veditu par aria!!!”. Ho cercato di raccogliere alcune informazioni sulla città e i dintorni. Ma non è stato semplice. L’unica persona che sembrava averne non le ha dispensate a dovere. Però ho scoperto un libro sui treni, e su quelli di Budapest, in particolare, raccontati sotto pseudonimo. Certamente, fin dalla sua nascita, il treno ha rivoluzionato la vita dell’uomo e il suo modo di viaggiare, invadendo la sfera dell’immaginario. Elemento ispiratore di molti scrittori ed artisti, il treno diventa il mezzo del cambiamento. Ne “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello, il protagonista decide di "cambiare il treno" e quindi vita fingendosi morto e costruendosi una nuova identità. Daumier ne “La carrozza di terza classe”, dipinge il problema delle relazioni umane di fronte al rapido mutamento degli stili di vita. J. Tuner, anticipa gli impressionisti, tra i quali spiccano le opere di Monet, sul tema del treno e della stazione. E’ nella seconda metà dell’800 che il viaggio in treno diviene uno strumento di emancipazione dalla circoscritta esperienza di vita della città. Il treno aiuta a soddisfare in parte una tendenza all'avventura se non all'esotismo. Le carrozze (spazi aperti alle relazioni ) riproducono occasioni di vita pubblica, fatte di incontri che si immaginano spesso avventurosi e intriganti. Tommaso Martinetti dichiara "...canteremo le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano", in questo modo accogliendo tra le realtà urbane significative per l'immaginario futurista la stazione quale luogo di fervide attività notturne. Per Corrà la vita della stazione è un aspetto significativo della vita notturna della città. In un libro più recente, per la prima volta, vengono raccolte invece molte informazioni legate in particolare alla vita “sociale” che si sviluppa attorno ai treni della stazione di Budapest. L’autore si confessa particolarmente estasiato nel vedere arrivare e partire i treni che arrivano dall’est. Si tratta delle annotazioni di questo incredibile viaggiatore naoniano noto all’est come Railman il “Pannone”. Non siamo ai livelli di esplorazioni compiute dal leggendario Ibn Battuta, ma le cose sono interessanti. Il primo passaggio è un’introduzione alla città: il mitico “Astoria”, dove pare si possa sorseggiare, tra gli storici addobbi, una Coca Cola particolarmente deliziosa. Ancora all’inizio, si annotano alcune precisazioni sulla pronuncia in lingua ungherese e si procede con una sommaria descrizione delle principali attrattive storico-culturali della città. Ma è nella seconda parte del libro che la cosa si fa interessante. Nonostante le interviste, le dichiarazioni rilasciate dallo scrittore non permettono di entrare esattamente nella conoscenza di ciò che si svolge attorno alla stazione negli orari notturni. Il tentativo di avere qualche indicazione dai due co-protagonisti di una eccezionale, unica e irripetibile nottata, finita – si dice – a ridosso delle balaustre del Ponte delle Catene, non ha sortito esito alcuno. Ciò che resta è, quindi, l’approfondimento della lettura del libro del quale vi lascio una breve introduzione ad uno dei capitoli.
Capitolo II° - “Railman alla ricerca della Pannonia perduta!”. Il naoniano entrò nella Taverna del Coniglio Arrapato, triste e pensoso. Paolik e Pierik, i due giovani virgulti a cui era stato concesso l’onore di trascorrere una serata iniziatica lungo il Danubio, lo guardarono con fare interrogativo. "Sigh!" mormorò lui, affranto. "Che ti succede? Hai di nuovo quel vecchio disturbo gastrointestinale?" chiesero i due. "Lo zuppone ti è andato di traverso?". "SIGH!!". "E parla, dai!" sbottarono i due trangugiando birra. "Il mio problema è un problema vecchio come il mondo, amici...". "Da quando in qua - interloquì Paolik - i naoniani pagano per questo vecchio vezzo?". "Macchè - sussurrò l'infelice - il mio problema è che sono... innamorato della … !!!". E giù a piangere... Non so se leggerete il libro, ma un’occhiata al capitolo “Railman e la passione per il gioco” merita una breve lettura. Treno: momento fortunato (Numero 87). Prendere il treno: possibili cambiamenti (Numero 17). Viaggiare sul treno: senso delle responsabilità (Numero 64). Perdere il treno: ti senti depresso (Numero 63). Treno che deraglia: degli imprevisti non ti permetteranno di realizzare i tuoi piani (Numero 45). Rincorrere il treno e salirvi: determinazione, forza d'animo (Numero 17). Grandi eventi (Canale 60). In ogni caso, altri curiosi suggerimenti e pensieri li potete trovare nel libro scritto dallo stesso protagonista, Railman, di cui allego la copertina.
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sabato 15 maggio 2010

AVVOCUP 2010 - Le gare per l'accesso ai quarti di finale

. MANTOVA - PADOVA 2-0
Gaetano Alaia (Mantova): "Mantova batte Padova 2 a 0. Squadre concentrate e partita corretta. Primo tempo 0 a 0 senza emozioni se non per un netto fallo di mano in area di un difensore padovano, non visto dal pur bravo arbitro. nel Secondo tempo un paio di parate del portiere ospite, poi Padova rimane in 10 per una doppia ammonizione, ma reagisce bene. Passa finalmente Mantova con goal di Stanghellini, prova a reagire Padova ma subisce nel finale il raddoppio di Villini. Scusate se chiudo ma devo finire il risotto del terzo tempo". Marco Cappellari (Padova): "Eravamo contati come al solito perché tutti quelli che giocano in categoria non hanno voluto andare. Uno di noi è stato espulso nel primo tempo e loro hanno segnato nel secondo".
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RIMINI - BERGAMO 1-3
Luca Cerullo (Bergamo): "Eravamo contati... ma é stata la nostra migliore partita... vinto 3-1 gol di mister avv. Rillo su rigore e doppietta di Alessandro Longobardi (dott.). Migliori in campo bomber Scudeller (avv.), Rillo (avv.), il "prof" Galatti nella inedita veste di libero (avv.) e Longobardi Alessandro (dott.)".
Federico Cavagna (Rimini): "Rimini-Bergamo 1-3. Vantaggio ospiti e pareggio di testa di Gencarelli. Partita sotto pioggia battente. Occasioni sprecate da entrambe le parti. Vittoria Bergamo meritata".
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venerdì 14 maggio 2010

Comunicazione di servizio (di Toni Pollini)

. Carissimo Enrico, carissimi amici Dopo il brillantissimo risultato di mercoledì 12 maggio che ci ha consentito di approdare direttamente ai Quarti Vi comunico le date dei prossimi impegni: L’AVVOCUP ci vedrà impegnati la settimana dal 31 Maggio al 5 giugno per i Quarti; sabato 12 giugno per le semifinali e sabato 19 giugno, a Padova, per le finali. Quarti e semifinale a Sedrano. Domenica 30 Maggio 2010 alle ore 9,00 Quadrangolare con le AVIS a Forcate – Torneo di beneficenza con pranzo. Torneo Delle Vedove – Campo piscina martedì 25 maggio 2010 ore 20,15 Cordenons – Martedì 1 giugno ore 21,45 Fontanafredda. Lunedì 7 giugno ore 21.45 contro Esercito 21 Maggio 2010 ore 18,30 Sedrano – Allenamento al quale seguirà cena. Dopo il 20 giugno inizia il Torneo di Corva. Ricordo che al Torneo di Delle Vedove non potranno partecipare, perché tesserati FIGC, Olivier e Piero. Per eventuali chiarimenti non chiamatemi ma ponete le Vostre domande al Blog che risponderà solo a quelle intelligenti. Con affetto. Toni. .

AVVOCUP 2010 - Rassegna stampa

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5^ giornata: AVVOCATI PN - A.C. FORENSE TRIESTE 5-1
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giovedì 13 maggio 2010

AVVOCUP 2010, 5^ GIORNATA - I ramarri superano Trieste e volano direttamente nei quarti

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Il Tabellino AVVOCATI PN - AC FORENSE TRIESTE 5-1 (3-0) Formazione: Cornacchia, Moro (Iodice), Galasso (Celano), Luisa Vissat [C] (Cesaratto), Pergola (Feltrin), Gasparini (Rumiel), Stella, Sarcinelli, Simonato (Boschian), Brosolo, Vicenzotto. Marcatori: Stella, Galasso, Simonato, Galasso, Celano. SEDRANO (PN) - I ramarri battono Trieste, conquistano il primo posto nel girone al termine della prima fase ed accedono direttamente ai quarti di finale. Primo obbiettivo centrato. Senza nulla voler togliere a chi va in campo e decide le gare con giocate risolutive, ci pare doveroso sottolineare la grande compattezza del gruppo, certamente fino ad ora l'arma in più dei neroverdi: ieri, dopo il forfait di Bellotto e Brovedinho nella fase di riscaldamento, si contavano nell'affollata panchina ben 9 elementi (i sopra menzionati più Montico ed i sei a disposizione che sono scesi in campo nella ripresa); a questi vanno aggiunti coloro che hanno dovuto accontentarsi di tifare da casa, per questioni numeriche, impedimenti o infortuni, il cui valore è quanto meno pari a quello dei presenti. La gara, che non era iniziata nel migliore dei modi per l'approccio un pò confusionario dei naoniani, si incanala nei giusti binari quando il cross di Stella (che in precedenza aveva colto una clamorosa traversa [video]) dalla sinistra viene seguito con lo sguardo dal portiere avversario fin dentro il sacco [video]. Poco dopo la difesa triestina confeziona un pacco regalo per l'accorrente Galasso che ringrazia e mette dentro. Gara di fatto conclusa anche se Vicenzotto tenta di vivacizzarla al 25': colto da un raptus, scalcia un avversario (reo di avergli assestato poco prima un colpo "proibito") a gioco fermo e viene spedito sotto la doccia anzi tempo. Fortunatamente prima della conclusione del tempo una accelerazione di Speedy Galasso mette nelle condizioni il bomber Simonato di appoggiare facilmente in rete [video]. Si va al riposo e Pollini dà corso nella ripresa ad un ampio turn-over. Ancora Galasso firma il 4-0 rubando palla in area e trafiggendo il portiere da distanza ravvicinata [video]. I ramarri allentano la pressione e subiscono il gol della bandiera con un tap-in su una corta respinta di Cornacchia oppostosi ad una conclusione dal limite dell'area. Infine l'ultima segnatura (un deja vu con radici ungheresi): Brosolo, dopo il solito slalom in area tra i paletti avversari, porge a Celano una palla d'oro che Tatanka, da bomber "consumato", controlla e mette in rete di sinistro. Ora i ramarri dovranno attendere i risultati delle gare per l'accesso ai quarti di finale e dei due spareggi a seguire tra le quattro perdenti, per conoscere l'avversario (cioè la squadra promossa ai quarti con il peggior piazzamento nel girone "A") che si presenterà a Sedrano per contendere al Pollini's Team l'ingresso in semifinale. Molto gradito dagli ospiti (ma anche dagli ospitanti!) il terzo tempo da "Il Teston".
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mercoledì 12 maggio 2010

QUI BUDAPEST - Il diario di bordo: domenica 9 maggio

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BUDAPEST / CORDENONS (PN) - Mesto risveglio, così come si confà alle mattinate che preludono al rientro... La colazione è un momento significativo della giornata, poiché vi è modo di raccogliere aneddoti e indiscrezioni (da 90 a 360 gradi!) sulle serate e sulle nottate trascorse. Ecco allora che scopriamo le straordinarie performances del Conte Andrea Landini Bellotto della Torre, capace di sovrastare l'hi-pod a palla che il serafico Simonato si è sparato in cuffia nel vano tentativo di difendersi dall'assordante fragore del motore a scoppio. Ed ancora lo stakanovista imprenditore potentino titolare della avviatissima "Segheria da Gegè", che sfrutta gli operai imponendo lo straordinario notturno senza soste per segare decine e decine di sequoie millenarie; il lavoro è prolifico nonostante gli svariati tentativi di sabotaggio dei compagni di stanza (Iodice-Cornacchia), che vanno dal classico verso di richiamo della gazza ladra al fischio tradizionale, dal lancio della ciabatta allo sputo di stizza. Ed infine Lui, l'uomo dei treni, il grande "Rail Man" che, raccolti sotto l'esperta ala protettiva i cuccioli Casucci, indossa la divisa da capo stazione e si abbandona alla travolgente passione... per i modellini di treno! La giornata riserva ancora qualche ora a disposizione per girare a zonzo per Budapest e magari per combinare qualche altra minchiata, prima della partenza fissata per le 14:00. E qualcuno, come era logico desumere, puntualmente non si lascia sfuggire l'occasione... Eccovi dunque il racconto de "Il miracolo della spina umana della birra". Il quartetto Pergola-Cornacchia-Gurnari-Iodice, a spasso nella città alta di Buda, per non lasciare l'Ungheria senza aver assaporato l'emozione dell'approccio con le bellezze locali (tanto decantate dai compagni più... "esperti"), piazzava il colpaccio trovando modo di rimorchiare una tavolata intera di avvenenti pensionate intente ad esibirsi nella nobile arte del canto. Età media 70 anni, altezza media un metro ed un boccale, peso medio 85 chili. Quando il buon Gegè, dopo la terza birra ed il secondo hot-dog, esternava elegantemente ai compagni una sua impellente necessità («Ci vorrebbe un cesso!»), l'ottimo Gurnari replicava con una mimica facciale degna del miglior Alberto Sordi ed una gestualità essenziale ma straordinariamente efficace, volgendo lo sguardo verso la tavolata vicina e guarnendo il tutto con un semplice: «Beh...». Seguiva immediata un'esplosione incontrollata di risa che sorprendeva Iodice nell'atto di deglutire l'ennesima birra. Ed ecco "Il miracolo della spina umana della birra" che si compie: scampata la tragedia (per alcuni brevi ma drammatici istanti - durante i quali ho visto scorrere davanti agli occhi i momenti salienti della mia vita - ho avuto la netta percezione che sarei morto soffocato), la birra inizia a schiumare copiosa dalle narici, tra le fragorose risate dei compagni e delle stagionate donzelle (evidentemente ignare del motivo che aveva suscitato cotanta ilarità), che continuavano ad alimentarsi a vicenda per lunghissimi minuti. Bei momenti di vita, non c'è che dire... Si rientra in albergo per gli ultimi preparativi prima della partenza; questa volta tutti sono puntuali ed alle 14:15 siamo in marcia. Anche nel viaggio di ritorno c'è spazio per il momento musicale: il pezzo che viene immolato sull'altare della cazzata questa volta è "Dieci ragazze per me" di Battisti che nella versione rivista e corretta by Brovedinho diventa "Dieci minuti per te" (sottotitolo "Toni e il Kaptàno"): alla chitarra Angelo Casucci, alla voce il trio canoro dei "Minchiones". L'esibizione riscuote un discreto successo tra il pubblico pagante e viene molto apprezzata anche dai due protagonisti (Pollini, al primo ritornello, rischia il soffocamento da risata grassa, ma per fortuna tutto si risolve solo in una grande paura). Sosta veloce alle 17:00 in terra slovena per dare sollievo alle vesciche e poi si riparte (l'autista, che in mattinata ha formalmente contestato l'ora tarda fissata per la partenza, freme per il rientro). Frattanto la gentil coppia Sbrizzi-Tonon distribuisce lezioni gratuite di briscola a chiunque capiti a tiro. Alle 20:00 imponiamo all'autista, che accetta suo malgrado, la sosta per la cena. Le ultime speranze di ricucire lo strappo con il Mazzariol svaniscono definitivamente quando Pia Casucci, accomodatasi con la famiglia al tavolo del solitario Sergio (appartatosi bestemmiante), si rivolge a quest'ultimo e sbotta: «Possiamo fare presto per favore? Domani mio figlio ha compito in classe!». Olè! L'autista, digrignando i denti, si alza e se ne va. Dopo la cena comincia ad affiorare la stanchezza (abbondantemente giustificata) e nel pullman regna il silenzio più assoluto, interrotto di tanto in tanto dal miagolio inconfondibile dei gatti in calore... Poi, improvvisamente, dopo oltre sessanta ore ininterrotte di "apnea simbiotica da accoppiamento", "Gattone" Vissat riemerge ed abbandona il nido d'amore della prima fila per trasferirsi in fondo alla corriera. Lì, segrega in un angolo il povero Casucci dopo avergli rifilato in braccio la chitarra e comincia a sbraitare a squarciagola, con il povero chitarrista che tenta invano di limitare i danni cercando almeno in parte di coprire la voce con il suono. Inizia un flusso di massa verso i sedili delle prime file, ma purtroppo non c'è posto per tutti, così più di qualcuno è costretto a subire la violenza acustica dell'invasato. Dopo un'ora di calvario, il tradizionale discorso di fine gita di Pollini (invocato a gran voce!) riesce finalmente ad interrompere l'assolo psichiatrico del Kaptàno ed a mettere definitivamente fine allo scempio: ci sono belle parole per tutti, autista compreso... Prima dell'arrivo, il premuroso Toni vuole sincerarsi delle condizioni del pennuto naoniano, in silenzio da un pò e rintanato in un angoletto a consumare il suo mangime: «Come sta il mio amico Cornacchia?». Dal fondo del pullman (una zona che in questi tre giorni si è rivelata una fucina inesauribile di strepitose minchiate) si leva la voce di Brovedinho a rassicurare il capo-comitiva: «Tranquillo Toni, ha mangiato e adesso gli abbiamo appena cambiato il giornale sotto...». La corriera esplode! A scoppio ritardato, causa fuso orario, parte l'inconfondibile risata di Toni, con piegamento all'indietro e mani sul volto. La corriera riesplode! Alle ore 23:00, con l'arrivo a Cordenons presso la Residenza Pollini, si chiude infine ufficialmente l'avventura dei ramarri in terra magiara. Anche stavolta non ci siamo annoiati troppo... Alla prossima...
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martedì 11 maggio 2010

QUI BUDAPEST - Il diario di bordo: sabato 8 maggio...

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BUDAPEST - Risveglio lento della comitiva, spalmato omogeneamente nell'arco di tutta la mattinata, a seconda delle esigenze di ogni singolo metabolismo: si va dai mattutini delle 8:00, ai fedeli "colazionisti" praticanti delle 10:00 (segnaliamo la "dieta del campione" del Diaboliko Olivier a base di frittata, uova, formaggio ed affettati misti), fino ai più prudenti, come il bomber Simonato, che prolungano il sonno di bellezza fin oltre mezzogiorno. La giornata purtroppo viene funestata da una tragica notizia di cronaca locale che scuote l'ambiente neroverde: György, giovane portatore di risciò a pedali, in un eccesso di generosità ha sottoposto il suo fisico ad uno sforzo troppo violento ed il cuore non ha retto; dopo aver scarrozzato nella notte due lottatori di sumo di "caratura" mondiale, Takona Rumnoto detto "Il cucciolo" e Sado Gurnaki detto "Over PB" (per i meno ferrati in chimica, trattasi del simbolo del piombo), da un capo all'altro della città, si è spento nella mattinata dopo lunghe ore di agonia. Prima di spirare, ha sussurrato una frase al suo inseparabile compagno e collega di fatiche István (anch'egli ricoverato, ma oramai fuori pericolo), che ha trasportato gli altri tre elementi della comitiva: «Erano solo in due, ma sembravano imbottiti di piombo... porca kurva... ﻍ¿ إ*ζ؟ﮊﻖ*!!!». Libera uscita fino alle 14:00 per chi presenzierà allo stadio per tifare Ferencvaros e fino alle 16:00 per gli altri. La compagine mista italo-austriaca con destinazione stadio è diretta e coordinata da Herr Langer che, dopo l'invio dell'ultimatum («Vi aspetto fino alle 14:05, poi vado!»), liquida immediatamente gli indisciplinati italici che avevano già annunciato un ritardo doloso di oltre cinque minuti sull'orario concordato, con motivazioni di ordine... eno-gastronomico o di tavola che dir si voglia. Si registrano attimi di tensione anche all'atto della partenza per il campo sportivo della seconda comitiva: tutti puntuali e pronti sul pullman, ma mancano i pluri recidivi Kaptàno & signora, oltre a Robi Casucci & signora. Questa volta prevale la linea dura: Gattone Vissat riesce a conficcare gli artigli sulla scaletta del pullman ormai in movimento e a salire al volo con la sua dolce metà, mentre per Robi e Pia non vi è nulla da fare, la corriera si allontana senza di loro... Dopo lunghi momenti di incertezza e tanti interrogativi nel corso del tragitto («Andiamo prima allo stadio?!?», «E' questo il campo dove giochiamo?!?», «Pesa di più un chilo di piombo o un chilo di Gurnari?!?»), conditi da qualche genuina bestemmia, il pullman giunge con ritardo a destinazione presso il centro sportivo dell'accademia del Ferencvaros. Segue un rapido conciliabolo tra Pollini e Sergio Mazzariol, all'esito del quale l'autista, con rinnovato entusiasmo, parte per andare a recuperare allo stadio i reduci dalla gara del Ferencvaros (che si dichiareranno molto soddisfatti del trattamento ricevuto: tribuna vip, con poltrona e frigo-bar e, nell'intervallo, visita alla sala dei trofei del glorioso Ferencvaros). Il terreno di gioco dell'accademia è da favola, per quanto di dimensioni eccessive (sigh!), soffice, con un manto erboso fittissimo. Il clima è ideale per esibirsi: cielo coperto, temperatura fresca, ventilazione non apprezzabile e... un pò di bruciore di stomaco. I ramarri sfoderano la loro divisa rossa, nuova fiammante, confezionata per l'occasione e sponsorizzata da... "Le tentazioni".
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IL TRIANGOLARE DI CALCIO
. FC Vis Maior Budapest - Fc Insolvenz Vienna 1-1 FC Vis Maior Budapest - Avvocati Pordenone 2-1 (brosolo) Avvocati Pordenone - Fc Insolvenz Vienna 3-0 (simonato, simonato, celano) . Il triangolare ha inizio con una mezz'ora di ritardo: le prime squadre ad affrontarsi, designate nel sorteggio della sera precedente, sono i padroni di casa e gli austriaci. Finisce 1-1, con gli ungheresi che, passati in vantaggio con un bel gol di testa in tuffo, sprecano diverse occasioni e vengono raggiunti nel finale. A seguire i ramarri contro Budapest: gara equilibrata con una traversa colta da dagli ungheresi con un fendente da fuori area e replica dei neroverdi di rosso vestiti che passano in vantaggio con Brosolo, bravo a finalizzare una stupenda azione confezionata sulla fascia sinistra dal duo Moro-Simonato (uno-due con ingresso in area ed assist sul primo palo dove accorre il Diaboliko che insacca). Qualche sconquasso tattico agevolato dai cambi volanti e due macroscopici svarioni nel finale regalano la vittoria ai padroni di casa: prima "gattone" Vissat toppa l'anticipo e concede via libera all'attaccante ungherese che entra in area e battezza il volatile; poi lo stesso Cornix (condizionato dalla minaccia incombente dello squaraus, già manifestatosi poco prima dell'inizio delle ostilità) su calcio d'angolo confonde la sfera variopinta con un coleottero da collezione, i compagni si assopiscono ed il collega magiaro ringrazia. Vano l'assalto finale dei ramarri. La terza sfida tra i pordenonesi e l'FC Insolvenz si rivela una gara senza storia, con un monologo costante dei naoniani dal primo all'ultimo minuto. Si conclude con un secco 3-0, con tante occasioni da rete sciupate, doppietta di Simonato e timbro di Tatanka: tre reti frutto di altrettanti assist dorati di Re Mida Brosolo, miglior giocatore in assoluto del torneo (il suo metabolismo disumano è oggetto di studio presso i laboratori di ricerca più avanzati nel mondo). Ai viennesi viene concessa solamente una traversa ma, come promesso, il bomber Langer rimane a secco. Il torneo viene quindi assegnato ai padroni di casa. Due note negative da segnalare: 1) Toni Pollini che, indossata la divisa e gli scarpini, rinuncia a scendere in campo per gli annunciati storici ultimi cinque minuti; 2) Brovedinho che con un gesto inconsulto cancella in un istante tutte le foto fin lì scattate (circa 280!); circostanza questa che mi viene comunicata con straordinario tempismo proprio dall'artefice mentre sono accasciato a terra dopo aver respinto con le parti intime una bordata scagliata da distanza ravvicinata da un simpatico amico viennese. Sintetizziamo infine la parentesi sportiva della gita con il commento del grande condottiero Tatanka, bomber infallibile d'oltreconfine: «Mi fa sempre piacere segnare quando siamo fuori dall'Italia, ma avrei preferito vincere!». Dopo le gare si torna in centro, per raggiungere il ristorante di cucina tipica locale ove si consumerà la seconda cena organizzata dagli splendidi colleghi ungheresi. Purtroppo si registrano ancora una volta momenti di grande nervosismo, con il pullman che si avventura nelle calli di veneziana memoria per recapitare sull'uscio del ristorante i pretenziosi avventori e con un Pollini elettrico che, dopo aver raccolto le garbate lamentele dell'autista Mazzariol, sarebbe in grado di illuminare a giorno tutta la città, periferia compresa. Il sodalizio tra i ramarri ed "Il sogno di un viaggio brillante" sembra giunto al capolinea (qualche voce indiscreta mette addirittura a rischio il viaggio di ritorno: «Mazzariol ha scaricato tutte le borse in Holel, ci ha urinato sopra, una ad una, ed è partito!»). Il locale è molto bello ed accogliente, il buffet ricchissimo e piano piano gli animi si placano, grazie anche alle note musicali del pianista che addolciscono l'atmosfera ed al tasso alcolico che lentamente sale fino a prendere il sopravvento su ogni sentimento. Dell'Agnolo si infiltra tra le fila austriache per carpirne i segreti e spianare così il terreno a Simonato che a fine cena imperverserà al bancone, fiaccando irrimediabilmente le truppe viennesi a suon di digestivi. C'è naturalmente anche il momento per i discorsi ufficiali, i ringraziamenti, lo scambio dei regali ed i buoni propositi (calcistici e non) per il futuro. Dopo la cena "i soliti noti" sfidano la pioggia battente per puntare al Mammut Jam (un nome, un programma), rinomata discoteca della città caldeggiata dall'ottimo Gabor. Per la gioia dei portatori di risciò a pedali, questa sera Giove pluvio impone ai ramarri l'impiego del taxi. Giunti a destinazione, dopo una lunga e spasmodica attesa, con conseguente assottigliamento delle fila neroverdi, gli ultimi valorosi riescono finalmente a fare ingresso nell'affollatissima balera lanciando l'inconfondibile urlo di battaglia: «Assalta il bancone!». In conclusione, il solito immancabile squallido rito: verso le 5:00 la musica si spegne e tutte le luci si accendono, tre sole giacche appese nel guardaroba, gli addetti alle pulizie che scopano fuori gli ultimi resti degli ultimi ramarri, il saluto a Mammeth stakanovista turco, il panino delle sei... Nota a margine per raccontare l'avventuroso rientro in albergo del duo Iodice-Gurnari. Dopo aver mercanteggiato con un taxista la tariffa del rientro (da 5.000 fiorini a 3.000, con un risparmio netto pari ad € 8,00 circa, ovvero € 4,00 cadauno!), i due parsimoniosi venivano accompagnati con la propria auto privata da un giovane palestrato (che a scuola non doveva essere stato tra i primissimi della classe...), raccomandatoci dal taxista: il tragitto, che occupa normalmente 10 minuti ad andatura di crociera, veniva coperto in 40 minuti all'insegna del terrore e della sofferenza fisica causata dall'escursione termica di oltre venti gradi che si registrava nell'abitacolo (prima riscaldamento a palla e poi finestrini spalancati). L'energumeno sfrecciava sulle strade allagate del centro senza cognizione di causa (nonostante le ripetute indicazioni ricevute, alle quali rispondeva esprimendo l'intero vocabolario inglese a sua disposizione: «Very good!»), infilava una serie di cinque semafori rossi consecutivi e, dopo aver sbagliato strada una dozzina di volte, chiudeva in bellezza con una retromarcia a 70 km orari fin sull'uscio dell'Hotel. La lezione viene dal già citato Morandi: "Non piangerò mai sul denaro che spendo"...
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lunedì 10 maggio 2010

QUI BUDAPEST - Il diario di bordo: venerdì 7 maggio...

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Cari amici lettori e compagni d'avventure, vi riporto di seguito il diario di viaggio (suddiviso in tre puntate) della nostra grandiosa gita a Budapest. Ogni eventuale ulteriore contributo (di qualsiasi genere) sull'evento, sarà graditissimo. Buona lettura... CORDENONS / BUDAPEST (PN) - La comitiva si ritrova puntualissima presso la Residenza Pollini; il padrone di casa, operativo sin dalle 4:45, indossa il noto maglioncino da trasferta color pesca. Alle 6:45 i bagagli sono sistemati sul pullman, tutti sono pronti per partire, famiglia Casucci compresa (!), ma... manca il Kaptàno ritrovato! Alle 7:00 sopraggiunge il Nostro, rumoroso e sorridente come nelle migliori occasioni, accompagnato dalla gentil donzella Daniela che si curerà amorevolmente della sua personcina durante questa intensa tre-giorni. Dopo i saluti ai parenti (leggi: Generale Celano) e gli auguri di buon auspicio (Generale a Cornacchia: «Mi raccomando... che Lei è l'ultimo portiere rimasto!», con energica strizzata di maroni a seguire da parte dello scaramantico pennuto), si parte. Durante il tragitto, a fondo corriera si lavora per un exploit musicale, rivisitando nel testo un pezzo di Morandi ("Se perdo te" diventa "Accendila tu...") e dei Profeti ("Gli occhi verdi dell'amore" diventano "neroverdi"), per omaggiare il Kaptàno, rientrato nel gruppo dopo i capricci e le incomprensioni della scorsa settimana. Pollini frattanto distribuisce a tutta la truppa le felpe (color puffo anemico) e le t-shirts (violetto) ufficiali che commemorano l'evento, gentilmente offerte dallo sponsor (?). Sosta di venti minuti dalle 9:00 alle 9:40 in un autogrill poco prima di Lubiana dove i soliti facinorosi non si lasciano sfuggire l'occasione di consumare per colazione un birrone formato magnum. Rientrati sul pullman, dopo le prove generali, il gruppo canoro dei "Minchiones", accompagnato da un brillantissimo Angelo Casucci alla chitarra, si esibisce finalmente dinanzi alla folta ed attenta platea, raccogliendo consensi, applausi e... qualche immancabile sputo. Sosta alle 12:30 in un'area pic-nic in terra magiara, a 240 km dalla meta, con pranzo al sacco organizzato da Mr Pollinigson a base di panini con affettato, torte salate e birra; Tatanka, tra lo stupore dei presenti che ancora non conoscono le sue rigide abitudini alimentari, cala il jolly ed estrae dalla insospettabile valigetta ventiquattrore la pagnotta a fette con il formaggio confezionata da mamma Celano. Dopo le rimostranze di un puntiglioso Roberto Casucci per l'organizzazione del pranzo ritenuta troppo approssimativa («Vara qua che aria fastidiosa: Toni, te podevi vignir qua ieri par montar un tendon!»), alle 13:20 il gruppo si rimette in marcia. Alle 16:00 il torpedone dell'armata neroverde condotto da Sergio Mazzariol ("Il sogno di un viaggio brillante"), fa ingresso a Budapest. L'avvicinamento all'Hotel è piuttosto laborioso tanto che siamo costretti ad accostare il pullman a bordo strada e spedire in perlustrazione un'avanguardia di tre elementi appiedati (Pollini, Celano, Cornacchia). Poco dopo tutti in albergo (Mercure Budapest Museum), tranne il pennuto, disperso per le vie della capitale ungherese e risucchiato poi da una manifestazione di piazza contro gli uccellatori di frodo; il volatile ritroverà il gruppo dopo aver vagato disperatamente per una buona mezz'ora. Dopo la sistemazione nelle camere ed il saluto all'amico Stefan Langer, sopraggiunto frattanto in albergo con la famiglia, si esce per far due passi in centro, assaporare le prime birre nostrane ed iniziare a prendere confidenza con il nuovo ambiente (e che ambiente!). Rientro in albergo fissato entro le ore 20:00, per presenziare puntuali alla cena a sorpresa organizzata dagli ospitalissimi colleghi di casa. Anche la famiglia camperizzata Dell'Agnolo risponde all'appello (anche se poi dovrà malauguratamente rinunciare alla cena, a causa dello squaraus che sorprende all'improvviso uno dei gemelli); tutti sul pullman, austriaci compresi, e si parte con Daniel, delegato ungherese, a fare da guida. La sorpresa si rivela decisamente oltre ogni aspettativa: aperitivo e cena in barca con gita annessa sul Danubio, mentre sullo sfondo scorrono lente le immagini suggestive della Budapest by night. Superlativo! Qualcuno si lascia trasportare dall'atmosfera romantica (guarnita con il giusto tasso alcolico) e cede al sentimento... Dopo il lauto pasto e qualche apostrofo rosa, si punta ad una tappa caldamente sponsorizzata dai colleghi indigeni: Palinka Fesztival (la sagra della grappa!). Tra tutte le sagre possibili... va beh... Qui, nel momento cruciale, ungheresi ed austriaci si defilano ed abbandonano la solita sparuta rappresentanza di ramarri (questa volta impreziosita dalla nobile presenza femminile) a mantenere alto l'onore della serata. Ci sarà una bieca strategia a sfondo calcistico dietro tutto ciò? All'indomani pomeriggio l'ardua sentenza... La serata procede poi a ranghi misti: qualcuno rientra in Hotel intorno all'una, qualche collezionista amante di treni si trattiene in stazione ad ammirare i convogli "particolari" provenienti dall'est e qualcun altro si tuffa a pesce nella notte danzante, in groppa ai risciò a pedali, per "tastare con mano" la rinomata concentrazione di bellezze locali. Si chiude con il sole del mattino che splende già alto, cinque sagome (quasi umane) capeggiate dal Diaboliko che vengono trasportate in risciò a pedali per le vie deserte della città da due giovani ardimentosi piegati dalla fatica, l'hamburger con cipolla ed il croissant con salsiccia delle 6:00 consumato allo spaccio turco Mammeth, aperto 24 ore su 24, per reintegrare le abbondanti energie profuse... A giudicare dal primo impatto, l'ambientamento dei ramarri nel nuovo ecosistema pare già a buon punto...
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"Il Gazzettino" torna sul torneo di beneficenza di Meduno conquistato dai ramarri

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AVVOCUP, 5^ GIORNATA - Successi di Mantova e Treviso

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MANTOVA - VICENZA 2-1 (Girone "A")
Gaetano Alaia (Mantova): "Mantova batte Vicenza 2 a 1 e si assicura il terzo posto nel girone. Partita sostanzialmente equilibrata, con spinta veemente di Vicenza negli ultimi 20 minuti alla ricerca del pareggio. Qualche responsabilità per la sconfitta va addebitata al portiere vicentino... Ma chi è senza colpa? Goal di Paolo Costi su punizione dal limite (1 a 0), goal dell'11 di Vicenza di testa nell'area piccola e goal di Boninsegna junior che la "ruba" al portiere vicentino (2 a 1). Il terzo tempo è in corso a base di risotto con la salamella e lambrusco". Giulio Manfredini (Vicenza): " 2-1 x il Mantova. Primo gol dei virgiliani su punizione dal limite passata in mezzo alla barriera. Pareggio di testa di Ponso su calcio d'angolo. All'inizio del secondo tempo gol della vittoria del Mantova su dormita della difesa e disattenzione del portiere. Sterile forcing finale del Vicenza. Come sempre grande terzo tempo del locali: risotto alla mantovana, tagliata e sbrisolona con la grappa".
RIMINI - TEVISO 1-2 (Girone "B")
Federico Cavagna (Rimini): "Rimini treviso 1-2. Rimini rimaneggiato e poco lucido. Marcatore Veschi. Treviso solido e organizzato fallisce anche un rigore nel finale. Terzo tempo luculliano". Aurelio Munari (Treviso): "Abbiamo vinto 2 a 1 con gol di Conselvan e Caneva".
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giovedì 6 maggio 2010

GITA BUDAPEST - Terza ed ultima lezione di lingua ungherese di Herr Doctor Langer!

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vino bianco - fehér bor vino rosso - vörös bor listino (menú) - étlap signore - úr cameriere - pincér si - igen no, non - nem questo/questa - ez (importante per le donne:) scarpe - cipő metropolitana - földalatti (ma si dice anche "metro") quanto costa ? - mennyibe kerül? polizia - rendőrség gol - gól (kapu) cartellino giallo - sárga lap cartellino rosso - piros lap calcio di punizione - szabadrúgás calcio di rigore - tizenegyes ("l´undici") portiere - kapus difensore - hátvéd centrocampista - középpályás attaccante - csatár Dunque, per chiudere in bellezza: cosa significa: Játékvezető úr, ez a seggfej kér egy tizenegyest!
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GITA BUDAPEST - Tutti pronti per l'avventura in terra magiara: domani si parte!

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PORDENONE - Dunque ci siamo finalmente: domani alle ore 6:30 la comitiva dei ramarri si radunerà presso la "Residenza Pollini" in quel di Cordenons per partire alla volta di Budapest. Rientro previsto, salvo l'imponderabile, per domenica sera. Dopo le numerose defezioni (alcune dell'ultimo minuto!), la truppa si è assottigliata passando dagli iniziali 46 elementi agli attuali 35 (compresa la famiglia Dell'Agnolo camper munita). L'arrivo a Budapest è stimato intorno alle ore 16:00 (ci sono 660 km da coprire in pullman). Per ottimizzare i tempi di viaggio, si è pensato di dotare l'intera comitiva di un equipaggiamento adeguato che prevede: gamella contenente rancio militare per il pranzo al sacco, sacchetto di plastica legato al polso per far fronte agli eventuali disagi causati dal mal di corriera ed infine pappagalli e padelle per espletare al volo e senza inutili perdite tempo le necessità fisiologiche impellenti. I ramarri alloggeranno nel centralissimo Hotel Mercure Budapest Museum. Il programma del soggiorno prevede due cene per venerdì e sabato, organizzate a cura dei colleghi ungheresi: la prima a sorpresa (?), la seconda in un locale ove si potrà apprezzare la cucina tipica ungherese. Nel tardo pomeriggio di sabato si svolgerà poi il triangolare di calcio con la compagine locale e quella degli amici viennesi dellll'FC Insolvenz, che avrà luogo nel prestigioso terreno di gioco dell'accademia del Ferencvaros. L'esperienza ci insegna che il fulcro della gita si incentrerà senz'altro sugli inevitabili ed immancabili fuori programma... Budapest, stiamo arrivandooooooo...
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AVVOCUP 2010, 5^ GIORNATA - Nell'anticipo Brescia conquista il primo posto nel girone!

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Giulio Soldà (Brescia): "Lo spareggio per il primo posto del girone si conclude con la vittoria delle rondinelle bresciane per 2 a 0 . Campo ridotto ad una piscina dal tifone tropicale abbattutosi sulla città lombarda. I ventidue in campo che stoicamente si battono come leoni. Inondazione degli spogliatoi che, come il resto della città, finiscono sott'acqua, con doccia delle squadre presso altra struttura. Primo tempo uno a zero del redivivo Riki Barbieri di testa su corner. Secondo tempo due a zero di Soldà su perfetto assist di Piccolo. Una menzione particolare per Mulè autore di una prestazione gladiatoria. Tutti i partecipanti hanno dato l'anima. Terzo tempo riconciliatorio da Anto' o pizzaiolo". Marco Santarcangelo (Bassano): "RARI NANTES BRESCIA 2 - BASSANO DOLPHINS 0. Sotto il diluvio universale si svolge regolarmente il match valido per l'assegnazione del primo posto del girone A in questa Avvocup 2010. Gli avvenimenti atmosferici hanno condizionato pesantemente la partita e la sensazione e' sempre stata quella che Giove Pluvio avesse un conto in sospeso con le squadre in campo. Ha sempre piovuto a "secie roverse" come si dice in Veneto ed ha smesso solo in due momenti: alla fine primo tempo ed alla fine della partita! Come se non bastasse subito dopo la vestizione degli atleti dagli scoli degli scarichi e' iniziata a tracimare acqua putrida... Alla fine della partita gli spogliatoi erano completamente allagati e con l'acqua alle ginocchia stile Venezia con l'acqua alta i giocatori hanno recuperato i loro vestiti per andare in pullmann a lavarsi negli spogliatoi "alternativi" prontamente reperiti dai prodi Colleghi bresciani. Fortunatamente la cena ha alleviato ( e di molto)) le sofferenze fisiche e morali dei giocatori bassanesi che la partita giocata (per modo di dire) l'hanno persa 2-0. La cronaca racconta dunque di una pioggia incessante che pure ha consentito, nel primo quarto d'ora, di giocare comunque su un campo praticabile nonostante strane ed inquietanti "bolle" d'acqua che apparivano qua e là sul terreno di gioco. In questa fase le squadre si studiano e sviluppano un gioco piuttosto accorto ed attento. Al quarto d'ora, al primo vero tentativo, Brescia passa su calcio d'angolo con una bella incornata della matricola Barbieri che inzucca di giustezza, complice una marcatura bassanese a dir poco "disinvolta" nella circostanza. Poi la pioggia diventa torrenziale ed il gioco praticamente finisce. La palla naviga allegramente sul campo e non c'è verso di domarla... Ad onor del vero in questa fase le Rondinelle dimostrano di saper meglio sfruttare la situazione calciando subito il pallone per portarlo nell'area giallorossa. Per contro i bassanesi si ostinano a tener palla finendo per perderla inesorabilmente! In questo guazzabuglio arriva il raddoppio bresciano: assist di Piccolo (gli abbiamo promesso la citazione) per capitan Soldà il quale, grazie alla complicita' di una bella pozza che blocca il pallone, "uccella" il portiere bassanese, peraltro meno pronto del solito in questa occasione (provate a stare voi fermi per un'ora sotto quella pioggia!). 2 a 0 e tanta voglia di rientrare negli spogliatoi (poi è passata subito appena si è parato davanti quello spettacolo di acqua melmosa...). C'è tempo per qualche sostituzione (tra l'altro le migliori occasioni giallorosse nascono proprio dai piedi dei neo entrati!). Al triplice fischio finale dell'arbitro in gonnella che si e' beccata come i giocatori una simile tempesta d'acqua sfoderando una più che onesta prestazione, tutti a cercar riparo. Come sopra si diceva serata conclusa al centro sportivo "Rigamonti" consolati dall'ottimo cibo e bevande di Antonio. Magari il prossimo anno Brescia lo ospiteremo a Bassano!".
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mercoledì 5 maggio 2010

Il Kaptàno ha deciso: non farà il villeggiante! Qualcuno è deluso?

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Mi spiace dolcezza, ma...
IO NON FACCIO IL TURISTA!!!
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martedì 4 maggio 2010

GITA BUDAPEST - La seconda lezione di lingua ungherese di Herr Doctor Langer!

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Parole utili per il calcio (e altre situazioni) grazie / köszönöm arrivederci / viszontlátásra ristorante / étterem alla salute! / egészségédre (se si da del tu all´interlocutore) calcio / labdarúgás pallone / labda arbitro / játékvezető vaffanculo / dögölj meg idiota / mafla

AVVOCUP - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi

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Cornacchia 7: fondamentale in almeno 2 o 3 interventi. Simonato 8-: in un tempo due gol da vero bomber d’area. Ma sa anche tenere palla quando serve. (Moro) 7+: entra e fa la differenza a destra. Con tanto di gol. Bellotto 6-: benino in marcatura, meno da libero (vedi il rigore un po’ ingenuo). Feltrin 6: un primo tempo di sacrificio avanti e indietro sulla fascia. (Lorenzon) 6-: alcune sbavature, ma a dondolare è tutta la difesa. Pergola 6,5: bracca il suo uomo in ogni angolo del campo. Alcune sbavature, ma, come detto, è l’intera struttura difensiva a scricchiolare. Gasparini 6,5: benino da libero, e in mediana, nella prima parte del secondo tempo, permette ai piedi buoni di giocare di più. Stella 7-: ordinato sia in fase di impostazione che difensiva. Gurnari 6+: forse un po’ sacrificato in copertura. Ma in mezzo loro erano fisicamente forti e con piedi buoni. (Rumiel) 6,5: porta quel po’ di fisicità che mancava in mezzo al campo. Galasso 6,5: a centrocampo forse un po’ spaesato. Davanti può sfruttare spazi e accelerazioni. Brosolo 7+: bene sia davanti (assist) che dietro (due salvataggi d’oro). Vicenzotto 7,5: segna il quarto gol e mette lo zampino sul secondo (tiro dal limite) e sul terzo (velo per Moro). (Boschian) 6: dà il suo apporto ma la partita è molto fisica e deve riprendere corsa e muscoli. Pòllini di saggezza. Dopo essere stato portato a spasso per le campagne trevigiane nel tragitto di andata dal millantatore capofila Cornacchia, gli si rivolge al termine della cena: "Dimmi che strada fai... così io ne faccio un'altra!".
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lunedì 3 maggio 2010

Lettera aperta agli amici avvocati calcio Pordenone (di Toni Pollini)

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Carissimo Enrico, Carissimi amici, dopo tre giorni di meditazione e di attesa devo purtroppo pensare che la decisione del nostro storico capitano Paolo di dedicarsi solo alla “Sauna” ed al turismo non Calcistico abbia un certo fondamento. Confido, come tutti voi, che Egli receda dalla sua insana, devastante, dolorosa, sconvolgente, immatura, imperdonabile, anticipata, imprevedibile sia tecnicamente che tatticamente, etc. etc. decisione e ricaricato dalla trasferta Ungherese possa riprendere il Suo posto e la Sua fascia di Capitano già nell’incontro con Trieste. Sappi comunque Paolo che per tutto quello che hai dato ed hai fatto per la Squadra degli Avvocati quando Tu deciderai di appendere le scarpe al chiodo, la Tua maglia numero 4 con annessa fascia di capitano color verde verrà ritirata e non sarà mai più indossata da alcuno. Ci vediamo a Budapest, con affetto. Il presidente Toni Pollini
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La bacheca dei ramarri si fregia di un'altra perla: la Prostata Cup! (di Matteo Cornacchia)

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MEDUNO (PN) - Come diceva il grande Roberto Casucci “Mi tegno conto anca de una partia vinta a ping-pong”. Questa frase, questo motto, incarna sempre di più lo spirito, certo sportivo, ma anche agonistico, degli Avvocati Pordenone. Insomma, come faceva il cannibale Merckx, non si lascia nulla per strada, nemmeno le briciole. Ed il primo a manifestare questo spirito, che altri chiamerebbero “mentalità vincente”, è proprio il condottiero di mille battaglie, Toni Pollini. Chi è cresciuto con i suoi insegnamenti, ormai, affronta ogni sfida, anche la più amatoriale del mondo, con il preciso imperativo della vittoria. Che il teatro della contesa sia internazionale, nazionale, rurale, di sagra paesana o anche semplicemente amichevole, la ricerca della vittoria (e quindi della felicità) è un must che ormai accompagna i ramarri naoniani ad ogni loro uscita. E così, dopo aver portato anche a casa il trofeo del torneo organizzato dagli alpini (perché, al di là della beneficenza, l’abbiamo vinto noi…), dopo il pranzo comunitario si presenta una nuova occasione per la classica “prova di forza dell’ubriaco”. Ancora una volta protagonista del misfatto è Cornix, stavolta privo della sua spalla preferita: l’altro Matteo, al secolo Brovedinho. Avvistato un campetto adiacente al tendone in cui si cimentavano una decina di ragazzini, Cornix si ripresenta al tavolo dei commensali e senza esitare se ne viene fuori con la solita frase, ormai entrata nella storia della cazzata: “Adesso, se abbiamo i coglioni, andiamo là fuori e sfidiamo i bambini!!!”. Enrico Iodice, ancora intento ad affondare il forchettone in un piatto colmo di fagioli e cipolla, si fa sfuggire un “Oh Signore, ci risiamo…” che tradisce tutta la sua preoccupazione. In tre, per la precisione Enrico Sarcinelli, Carlo Galasso e Alberto Rumiel scelgono fin da subito la strada della fermezza: “No Matte!!!”. Anche Toni Pollini, stavolta presente al misfatto, nega subito l’assenso. Gegè Pergola punta tutto sul riacutizzarsi del dolore toracico. Ma stavolta, oltre alla solita e comprovata determinazione, Cornix ha dalla sua 7 birre consumate in tre ore al chiosco del campo. Lo sguardo della tigre di Cornacchia (che non è facile…) incrocia gli occhietti furbi e goderecci del gaio Bellotto: trovata la spalla ideale per il misfatto, la tragedia è pronta a consumarsi. Ancor più volitivo Cornix sradica dal tavolo due giocatori dell’Avis Rorai (Gino e Davis, la risposta italiana alla bella attrice Geena Davis) e a quel punto torna sull’anello debole della compagnia, Mr. Blogger, che a questo punto non può rifiutarsi di fare il quinto uomo. Di fronte ad una curva gremitissima (mi raccomando, curva con la “c”), i nostri scendono in campo con Bellotto in porta (con le Hogan), Cornix e Gino dietro, Davis per i cazzi suoi e Iodice a fare il puntero, proprio come in occasione della Cappone Cup vinta a Fratta di Caneva qualche settimana fa. L’impatto con la partita, stavolta, è disastroso, vuoi per i ragazzini (davvero bravi), vuoi per i fumi dell’alcol (davvero parecchi), vuoi per l’assemblaggio della squadra (davvero improvvisato). Il parziale è subito a favore dei Medun Boys, in vantaggio per 3 o 4 reti. Si capisce subito che l’ipotesi della vittoria al 5° gol è poco sensata per la totale assenza di una squadra in campo: quella degli avvocati-donatori. Si contratta per un prolungamento al 10, giusto per registrare le linee. E così, la grande “remuntada” non riuscita al Camp Nou, inizia a materializzarsi al Center Zatti Stadium. Sotto 2 a 6, i nostri dapprima con Cornix, poi con Iodice, iniziano a riguadagnare terreno. La svolta della partita si ha sul 9 a 5 per i Medun Boys: proprio Iodice chiede la sospensione del match per il classico “infortunio del ciclista”, che ne condiziona la prestazione. Il bomber, guarda caso di origini medunesi, si allontana con passo incerto verso la turca, dove, liberata la prostata, va in scena la pisciata del decennio. Rientrato in campo assai più libero, nella mente come nelle mutande, Mr. Blogger si prende la squadra sulle spalle e inizia a colpire con precisione chirurgica. Nel frattempo un immenso Bellotto sistema l’incerta difesa lasciando la porta a Gino (sigh….) ed edificando un muro pressoché insormontabile firmato Hogan. Cornix, dopo aver perso due coronarie per le nefandezze di Gino in porta, si appropria della sua dimora naturale (fra i pali) e cala il jolly con una mossa tattica d’altri tempi: il lancio lungo sul puntero. Si va così sul 9 a 9 e dopo ben tre legni colpiti in sequenza, sua Maestà Iodice trova il pertugio giusto per un incredibile 10 a 9 che lascia i Medun Boys attoniti. E’ l’apoteosi, raggiunta con un finale thrilling che, dopo la Cappone Cup, consegna l’ennesimo trofeo ai naoniani. Un trofeo che, per le circostanze in cui è stato conseguito, non può che chiamarsi Prostata Cup. Oratori e campetti di periferia tremate! I ramarri sono sempre in agguato. E ora sotto a chi tocca… .

domenica 2 maggio 2010

TORNEO MEDUNO - Una grande giornata all'insegna dello sport e della solidarietà

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MEDUNO (PN) - Hanno vinto proprio tutti ieri a Meduno, in una splendida giornata dedicata alla beneficenza ed organizzata con il pretesto di rincorrere quella solita immancabile sfera di cuoio. Hanno vinto gli alpini del gruppo Valmeduna che hanno saputo promuovere ed ospitare l'evento con l'ormai rinomata efficienza, hanno vinto le squadre dell'Avis di Rorai Grande e degli Avvocati Pordenone che, unitamente ad una compagine della Valmeduna, hanno aderito con entusiasmo alla manifestazione ed ha vinto soprattutto lo spirito di solidarietà che ha ispirato la manifestazione e che ha offerto un piccolo ma prezioso e concreto contributo (l'incasso della giornata - chiosco e pranzo - andrà devoluto ad una fondazione regionale per la ricerca contro la S.L.A.). La manifestazione sportiva prendeva il via alle ore 10:00 in una meravigliosa giornata di sole; intorno alle 10:40 però (in concomitanza con la fine della prima gara dei ramarri), si registrava l'addensamento di un corpo nuvoloso anomalo in zona chiosco che portava di seguito una pioggia incessante... di birra, protrattasi ben oltre il termine delle ostilità. Il triangolare si concludeva poi intorno alle 13:00, decretando il successo dei ramarri dimostratisi pressochè infallibili dal dischetto. Questi i risultati delle gare nel dettaglio: AVVOCATI PN - AVIS RORAI GRANDE 6-4 d.r. (2-2 galasso, celano) ALPINI VALMEDUNA - AVIS RORAI GRANDE 4-1 ALPINI VALMEDUNA - AVVOCATI PN 3-4 d.r. (0-0) Tra le note di cronaca di casa neroverde, da segnalare le gesta del pennuto naoniano Cornacchia, protagonista sia in negativo che in positivo. Dapprima si esibiva in una monumentale cappella: dribbling a seguire in area di rigore su un attaccante dell'Avis con palla che finiva sui piedi di un avversario che depositava comodamente in rete e ringraziava (mentre da bordo campo, in un silenzio surreale, si levava una voce familiare: «De Col, scaldati...»); poi si riscattava esprimendosi da par suo sui tiri dagli 11 metri, risultando infine decisivo (e sottraendosi così al probabile linciaggio dei compagni). Si concludeva poi con il trasferimento dell'intera comitiva presso il "Centro Zatti" dove, dopo aver rapidamente espletato il rito delle premiazioni, si consumava il lauto pranzo di gruppo, cucinato e servito dagli alpini. Dopo il pasto si dava corso ancora una volta ad una appendice calcistica fuori programma, promossa dal recidivo professor Cornacchia, con un quintetto misto Avvocati PN-Avis Rorai Grande (attempato e ben carburato!) che saliva a bordo della macchina del tempo e scendeva in campo per una estenuante sfida all'ultimo gol contro una rappresentanza della gioventù medunese (tutti rigorosamente minorenni). Il solito manipolo di ramarri irriducibili concludeva poi la trionfale giornata a Spilimbergo tra le bancarelle eno-gastronomiche di "Sapori d'Europa", non prima però della tappa maniaghese pomeridiana per godere della squisita ospitalità del generale Cornacchia.
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venerdì 30 aprile 2010

TORNEO MEDUNO - Domani ramarri impegnati in un triangolare per beneficenza

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AVVOCUP 2010 - Rassegna stampa

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1^ giornata (recupero): JURIS MARCA TREVISO - AVVOCATI PN 3-4 .

AVVOCUP 2010, RECUPERO 1^ GIORNATA - Vittoria "scoppiettante" a Treviso...

. Il Tabellino JURIS MARCA TREVISO – AVVOCATI PN 3-4 (1-2) Formazione: Cornacchia, Simonato (Moro), Bellotto [C], Feltrin (Lorenzon), Pergola, Gasparini, Stella, Gurnari (Rumiel), Galasso, Brosolo, Vicenzotto (Boschian). A disposizione: Luisa Vissat, Iodice, Celano, Sarcinelli. Marcatori: Simonato, Simonato, Moro, Vicenzotto. .
Prima di tutto, per dovere di ospitalità, la cronaca di parte trevigiana con l'inviato speciale Aurelio Munari: "Juris Marca abdica di fronte ad un Pordenone molto in palla, che sfrutta al meglio le amnesie difensive di Treviso, che forse paga le poche opportunità di allenarsi con una serie notevole di infortuni: ai due già pesanti delle precedenti partite si sono aggiunte le indisponibilità del Capitano Gallo, nel riscaldamento, e quelle di Jurghen Piazza e Garrincha Malagugini nel corso del primo tempo, con le quali avevamo già finito le sostituzioni... PN prova a scappare due volte, ma Beppo Coan nel primo tempo e poi Andrea Conselvan su rigore nel secondo recuperano il pareggio, immediatamente vanificato dall'ennesimo regalo di Treviso e dal successivo poker neroverde. Treviso comunque non molla e con le ultime energie rimaste accorcia con la doppietta di Beppo Coan, ma l'assalto finale non viene premiato anche a causa di due incredibili errori della new entry Luca Milanese che si divora due grandi occasioni. Peccato perchè il pareggio sarebbe stato meritato, sia per le occasioni avute (anche nel primo tempo il portiere - nuovo? - in un paio di occasioni aveva salvato incredibilmente la porta degli ospiti), sia per le energie profuse in campo, contro una squadra che, mi permetto di rimarcare, sembrava più una squadra di calciatori-amatori che non di avvocati-calciatori. Posso capire che per affrontare i campionati ed i tornei locali sia necessario integrare la squadra con soggetti "terzi" i quali poi vengono integrati nel gruppo, tuttavia credo che nell'affrontare l'Avvocup si debba cercare di privilegiare la parte "forense": non nascondo che ci ha fatto un certo che vedere in panchina per tutta la partita due colonne storiche come Paolo Vissat ed Enrico Jodice...".
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FOSSALUNGA DI VEDELAGO (TV) – E' stata una gara davvero vivace quella di ieri sera tra Pordenone e Treviso, con tantissimi errori grossolani da ambo le parti che hanno fruttato numerose palle-gol (alla fine se ne conteranno circa una decina per parte, gol compresi!) e che poteva tranquillamente concludersi in parità per quanto espresso sul campo dalle due compagini. La sfida non nasce sotto i migliori auspici per i ramarri che giungono in forte ritardo al campo di gioco; in particolare Pollini manifesta in modo esplicito di non aver gradito il giro panoramico nella campagna trevigiana offerto dall'agenzia turistica "Cornacchia-Iodice Tours". Nello spogliatoio la tensione è palpabile... Pronti via ed i neroverdi passano subito in vantaggio con Simonato che sottomisura dirotta nel sacco una palla vagante in area [video]. Treviso reagisce e sfiora la segnatura due volte in pochi minuti con una girata di Conselvan respinta da Cornacchia [video] e con un altro tiro ravvicinato sventato ancora alla grande dal pennuto [video]. Subito dopo i padroni di casa trovano il meritato pareggio con il più classico dei "gol di ribattino" da calciobalilla di Coan: rinvio di Bellotto sullo stinco dell'avversario e palla in rete [video]. I padroni di casa prendono coraggio e impegnano il volatile naoniano con due conclusioni dalla distanza [video]. Proprio nel momento migliore del Treviso, arriva la rete del 2-1 per i ramarri, ancora con Simonato che sfrutta un altro rimpallo in area e realizza di rapina [video]. Si va al riposo. La ripresa si apre con un raptus di Bellotto che in area tenta di accorciare una gamba a Caneva [video]: rigore sacrosanto. Sul dischetto va Conselvan che realizza con un destro forte e angolato [video]. Sull'immediato ribaltamento di fronte però la banda Pollini torna nuovamente in vantaggio: serpentina in area di Brosolo che offre al neo entrato Moro una palla d'oro sul secondo palo da appoggiare in rete [video]. Dopo un'altra occasione per parte, Vicenzotto mette al sicuro il risultato con un interno destro dal limite dell'area indirizzato nell'angolino. Treviso non si arrende e accorcia le distanze con un diagonale rasoterra di Coan [video]. Prima della fine i trevigiani si divorano clamorosamente la palla del possibile 4-4 dopo l'ennesimo svarione difensivo dei naoniani [video], con le urla di Pollini che si fondono all'unisono con quelle del pavone in calore che, nel corso di tutta la gara, ha smerigliato la prostata a tutti i presenti. Finisce quindi con una vittoria pesante per i ramarri che balzano così in vetta alla classifica del proprio girone; è doveroso però rimanere coi piedi per terra, sottolineando sia i meriti che le mancanze: bene per la vittoria, bene per i quattro gol (non capita spesso!), male per le polemiche a fine gara di chi non ha giocato, molto male la squadra nella fase difensiva. Grandiosa infine l'ospitalità dei colleghi di Treviso nel terzo tempo consumato alla Trattoria "Da Vicino", a Villorba, con le orecchiette alle cime di rapa a farla da padrone. Gli high-lights su: http://www.youtube.com/view_play_list?p=02750533C0BEDA60
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martedì 27 aprile 2010

GITA BUDAPEST - Tutti a lezione di ungherese da Herr Doctor Langer!

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PORDENONE - L'appuntamento con la tre-giorni a Budapest è oramai alle porte. Per non giungere impreparati in territorio straniero, il nostro valoroso e poliglotta centravanti asburgico ci soccorrerà con delle lezioni di lingua magiara, illustrando quelle che sono le parole chiave per essere autosufficienti e poter sopravvivere nella splendida capitale d'Ungheria. Ecco a voi la prima lezione: massima attenzione e concentrazione! Non spererete mica che il professore non interroghi, vero?
jo napot kivánok / buongiorno szervusz / ciao hol van... / dov´è...? egy sört kérek / una birra, per favore! két sört kérek / due birre, per favore! három sört kérek / tre birre, per favore! seggfej / stronzo (letteralmente: testa di culo) kurva / puttana szar / merda
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