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giovedì 14 aprile 2011

TORNEO "FOOD-BALL" - Ecco a voi l'Antitrust Roma: "La scossa" (di Gualco Zaccardi)

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ROMA - E’ giovedì e constatiamo per l’ennesima volta che è saltata la partita a Tor Di Quinto. La vecchia guardia sembra dispersa. Morreale alle prese con un infortunio alla spalla che lo blocca – per il bene del calcio – da un anno e mezzo; Merlino, da quando hanno chiuso il parcheggio dell’Antitrust, non può più venire in macchina e quindi non potrebbe tornare la sera a Latina (e non ci fidiamo a farlo dormire a casa di qualcuno di noi, mica siamo fessi, siamo tutti sposati!); Tacchiventuri è troppo preso da lavoro e famiglia, Gualco sta facendo tre tornei, anche se ancora non ha imparato a giocà a pallone. E, senza i vecchi, anche il resto della truppa si è perso. Con Tonino decidiamo che non c’è altra soluzione: la chiamata finale alle armi. Mando una mail a tutti, ci contiamo, facciamo il punto, ci assumiamo ognuno le proprie responsabilità. E’ la scossa. Ci siamo, ancora una volta, siamo pronti, con la stessa fame di vittorie di sempre. Eh sì, perché, in fondo, ci era successo come all’Inter. Dopo che hai vinto tutto, per un po’ ti passa la fame ma poi, con il tempo, il talento riemerge e ricomincia a scrivere la storia. Ed è quello che accadrà a Spilimbergo. Eccomi dunque, novello Franz Moor di Schiller, a presentarvi i miei Masnadieri, in ordine di reparto, enumerando solo quelli che, ad oggi, hanno dato conferma definitiva. I certi sono:
. DIFESA. Sergio Galetta. Ha imparato a rivestire, con il tempo, il ruolo di leader silenzioso. Coscienziosamente ha anche assunto le fattezze giuste per essere un riferimento nel nostro team. Solo per apparire più credibile ai nostri occhi, dunque, ha dovuto prendere quei 10 chiletti senza i quali mai e poi mai gli sarebbero state affidate le redini della partitella del giovedì. Nella prima edizione era un giovane assai promettente, ora il pendolino del tavoliere è diventato un vero e proprio omo de panza. Una certezza. Cristian. Lui le fattezze ce le ha sempre avute. Se tutto va come deve, sarà uno dei migliori giocatori del torneo, soprattutto fuori dal campo. 100 chili di difensore centrale, mi è bastato parlargli un minuto per convincerlo a venire. Mi ha risposto: “Ma se magna?” “Sì”. “Hmm… Ma se beve?” “Sì”. “Hmm. Ma le donne ce stanno?”. E qui ho dovuto esagerare un pochino. “Vabbé, per me è perfetto, ci sto”. Peraltro, tecnicamente, è il nostro Busquez. Eugenio Pergola. L’astemio difensore con contratto in scadenza coi ramarri, ha più volte manifestato l’intenzione di cambiare aria. Corteggiatissimo, alla fine ha ceduto alle insistenze del fratellone Gualco, sicuro di poter vincere ancora moltissimo. Con Bousquez formeranno una coppia insuperabile, anche perché perfettamente assortiti. Li vedo molto bene pure davanti al bancone. Gustavo Barbantini. Roccioso difensore, meglio sulla fascia, non dice mai di nò quando si tratta di giocare e mangiare. Altra certezza, un ottimo ragazzo (si fa per dire). Avviso ai naviganti sulla fascia: occhio, non sempre prende il pallone! Tonino D’Ambrosio. Vi starete chiedendo cosa si possa dire di lui che non sia stato già detto. Una chicca ce l’ho. Il 6 maggio, primo giorno del torneo, per improcrastinabile impegno di lavoro, sarà a Barletta. E che problema c’è? Mi manda oggi a pranzo il seguente sms: “Comincia a scrivere sul blog. Francesca non vuole mancare e quindi ci vedremo alle 17 a Bologna (la moglie infatti sarà a Padova) e quindi saremo a Spilimbergo in serata”. Serve altro?
. CENTROCAMPO Federico Céschel. L’oriundo di Orsago, che nella capitale si è visto anticipare l’accento, torna nella sua terra con ambiziosi progetti. Innanzitutto a Spilimbergo si sentirà nuovamente chiamare Ceschél. Poi, in fondo, un bicchierino se lo beve volentieri. Ancora, i tanti successi sportivi non lo hanno ancora sfamato. Gli manca il successo in terra propria e… nemo profeta in patria? Lui crede che si possa smentire il motto. Merita una citazione la cassa di Prosecco regalatami dal padre in occasione del primo Spilimbergo. Sor Céschel, se vuole ripetere, io non mi offendo mica! Vincenzo Maggiulli. Altra grande novità dalla quale il gruppo si aspetta moltissimo. Con il passare degli anni ha perso la sua abituale mobilità a centrocampo, trasformandosi in centrocampista di peso. Eppure, si è scritto di recente, alla ragazza dice che il giovedì va a giocare, ma noi non giochiamo da mesi! La domanda, allora, sorge spontanea: cosa c’è sotto o… meglio, chi c’è sotto? Gualco. A Tivoli ormai è diventata una leggenda, l’escussione dei testimoni del venerdì mattina, dalle 11 in poi. Niente chiarimenti, niente domande inutili, assunzione molto rapida. Il Giudice ha fretta, sussurrano gli avvocati dandosi di gomito… Alle 14,30, infatti, kick-off all’Acqua Acetosa e non si può arrivare in ritardo! Non serve che io precisi che si tratta solo di battute. Francesco Sucameli, detto… U CONSIGLIORI! Novello Consigliere della Corte dei Conti, trattore del centrocampo, diserbatore della fascia, terrore di tibie e talloni, è soprattutto un grande fuori dal campo. Porterà anche fratello e cugino, si dovesse pensare che non gli piace Spilimbergo!
. ATTACCO Giustino Lo Conte. Il Toro di Sora (vi invito a notare la somiglianza con il mitico Pasquale Luiso, centravanti del Piacenza degli anni 1980-1990), quello che quando segna - accade spessissimo - ringrazia Dio, quello che: “Datemi la palla, datemela qui sul petto, vi giuro che segno, ve lo giuro!”, gli passi la palla, stoppa di petto, la mette giù, beve un difensore, si aggiusta la palla e la mette sotto il sette da venti metri. Giustino non lo sa ma, come in ogni squadra che pratica il calcio totale, potrebbe essere chiamato a dare una mano a centrocampo, magari sulla fascia o dietro alla prima punta. Del resto anche Yari Litmanen, nell’Ajax dei primi ’90, tornava e correva come un dannato. Uno finlandese trapiantato in Olanda, l’altro Irpino trapiantato a Roma, il primo più tonico, il secondo più tecnico, ma entrambi campioni. Roberto. Il bomber, amico di Cèschel. L’altra volta lo abbiamo prestato a Salisburgo e ci ha rifilato due clisteri. In amicizia, naturalmente, ma stavolta non lo prestiamo a nessuno. Anche a lui potrebbe essere chiesto un sacrificio tattico. Anzi, gli sarà chiesto certamente: per 38 minuti su 40, per dirla come dicono a Sky, sarà l’unico oltre la linea della palla! Andrea Scalzo. Altro grande acquisto. Il sinistro buono ce l’avrebbe pure, ma non si allena, tatticamente è indisciplinato, non segna tantissimo e manco te dà retta. Praticamente, quando giochiamo, dopo 5 secondi si sente il vocione di Gualco… “André stringiii!”, “André allargate, c..zo!”, “Andrè passa sta c..zzo de palla”, “E guardame Andrè, so’ solo!”. Però gli voglio bene, anche se mi fa arrabbiare. Molto meglio fuori dal campo, in campo può solo migliorare. Merlino. Cosa aggiungere per colorare ancor di più il mito, il Clooney della Pontina, il sinistro di Dio? Ha annunciato che non giocherà, ma alla fine abbiamo trovato concordemente un ruolo fondamentale: dietro la porta avversaria, munito di cerbottana e cartoccetti, regolarmente salivati. Ci sta pensando e credo che alla fine, di fronte a questa prospettiva, tornerà ad indossare la sua maglia. Avviso alle naviganti: Viene senza la moglie!!!! Morreale. Lo avete visto in discoteca, lo avete visto con le taniche traboccanti di vino in partenza da Rauscedo e già questo spiega perché sia lui, con Tonino, il vero leader. Quando chiami, c’é. Anche lui sarà a Barletta, il 6 maggio, ma la sera sarà certamente nella vicina Spilimbergo. Possibilità di vederlo in campo? Abbiamo chiesto al fisioterapista di completare la riabilitazione con grande calma, in modo che non sia pronto per Spilimbergo. Il professionista costa molto, ma lavora bene. E’ un anno e mezzo, infatti, che il nostro non gioca! Luciano Vasquez. Come Vargas viene da Catania, come Vargas ha un grande sinistro, ma soprattutto si fa valere fuori dal campo, per simpatia e presenza… a tavola! Ci teniamo molto che venga, soprattutto se porta il figlio, Francesco, che gioca a calcio e ha 25 anni meno di noi! .
ER PURMINO Ci stiamo organizzando per avere a disposizione un pulmino per raggiungere i campi dal ritiro prepartita, sul luogo del quale aleggia ancora una fitta coltre di mistero.. Per adesso è tutto. Un grande abbraccio a quel mondo lontano che, da qui, va appena delineandosi all’orizzonte. Gualco
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AVVOCUP - I convocati per sabato 16 contro Vicenza

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.Ecco i nominativi dei convocati, numerosi ma ben sappiamo che alla fine …, per la partita di sabato 16 aprile 2011 (Auguri di buon compleanno a Ivan Cesaratto e tantissimi auguri per la sua salute. Lo aspettiamo per Dublino). Avversaria Vicenza. Sedrano ore 15,15 – inizio ore 16.00
. BELLINATO ALESSANDRO, BROSOLO OLIVIER, CAPOMACCHIA FILIPPO, CELANO GIOVANNI e FRANCESCO, DE COL ANDREA, DE GOTTARDO LUCA, DEL BIANCO ENZO, FELTRIN MICHELE, GALASSO CARLO, GASPARINI FABIO, IODICE ENRICO, LORENZON EMANUELE, PERGOLA EUGENIO, PIPPO, ROS EMO, SIMONATO PIERO, TIRELLI MATTIA, VICENZOTTO PAOLO.
. Toni Pollini
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mercoledì 13 aprile 2011

AVVOCUP - I posticipi della terza giornata del girone "B"

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VENEZIA - TREVISO 1-2 (niero [ve] rig., conselvan [tv], aggio [tv])
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Paolo Emilio Rossi (Venezia): “Archiviare e ripartire immediatamente (per Trieste)”
“Venezia ripiomba fragorosamente con i piedi per terra, ma non si fa male. La sconfitta di misura contro i più quotati trevigiani, squadra esperta e ricca di talenti, non ridimensiona le ambizioni della matricola. I lagunari, pur privi di ben 4 titolari, passano in vantaggio grazie a un rigore su Pea trasformato da Niero. Il primo tempo si conclude sull'1-0 per la squadra di casa, che però subisce il ritorno di Juris Marca, meglio disposta in campo nella seconda frazione di gioco e cinica nell'approfittare di due disattenzioni della retroguardia neroverde. Il terzo tempo pare riuscito alla grande, anche grazie alla cordialità e alla simpatia degli amici di Treviso.”
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Aurelio Munari (Treviso): "Partita equilibrata contro un Venezia che si dimostra matricola di lusso, ben disposta in campo e organizzata in tutti i reparti; primo tempo all'insegna dell'equilibrio con Juris che forse creava qualche occasione in più ma Venezia si difendeva ed in contropiede veniva premiata con un rigore per fallo del nostro portiere al limite (c'è chi dice dentro, chi fuori) dell'area di rigore. Secondo tempo all'insegna dei cambi da una parte e dall'altra ma continuava l'equilibrio, sancito dal gol di Conselvan che portava il match sul giusto pareggio, rotto solo ad una manciata di minuti dalla fine dalla zampata di Aggio, una delle new entry di quest'anno, che hanno portato un po' di forze fresche in una compagine oramai molto "esperta" .... Partita molto corretta ed ottima atmosfera; serata conclusa in maniera eccelsa con un terzo tempo di assoluta categoria Adesso sotto con il Bassano, per decidere la testa del girone .... un saluto aurelio".

BASSANO - VICENZA 3-1 (di benedetto [b], sartore [b], autogol [b], pelliccione [vi])

Marco Santarcangelo (Bassano): “LO JUS SPORT SORRIDE: 3 – 1 per il Bassano il derby contro Vicenza
Per una volta cominciamo dalla fine: Il girone B dell'Avvocup vede lo Jus Sport Bassano in testa con sette punti insieme a Treviso e nell'ambiente giallorosso, seppure senza troppo clamore, si avverte indubbiamente una certa sensazione di sana euforia! Eh sì, perché Bassano gioca bene, forse come mai prima e soprattutto riesce anche a capitalizzare il gioco prodotto portando a casa punti e, quindi, morale! Tre partite: sette punti (che potevano essere tranquillamente nove senza l'imprevista donazione effettuata a favore della “new entry” Venezia che comunque si sta ben comportando dimostrando il suo valore...). Tutti risultati positivi insomma ma, ciò che più conta, si comincia a vedere bel gioco non solo a sprazzi, ma anche come frutto di un ragionato modulo tattico.E' vero che le ultime due partite lo Jus Sport le ha giocate in casa e questo certamente costituisce per i giallorossi un vero e proprio “x factor”, un valore aggiunto che da sempre aggiunge qualche ottano in più alla benzina dei giocatori del Grappa. A voler cercare il pelo nell'uovo si nota sempre un deciso calo fisico nella seconda parte di ogni gara che però, partita dopo partita, i giocatori hanno dimostrato di poter gestire con maggior maturità. Anche nell'ultima partita, giocata nel derbyssimo con i cugini di Vicenza, il cliché è stato lo stesso: Bassano è partito subito forte gestendo molto bene le fasce esterne del campo per portare avanti il gioco e la palla al fine di sfruttare gli inserimenti in area degli attaccanti. Questo tipo di gioco si è dimostrato particolarmente congeniale alle caratteristiche dei centrocampisti e degli attaccanti giallorossi. Andiamo però con ordine. La formazione di casa si è presentata al completo, con l'unica rilevante assenza del difensore centrale Parolin che ha dovuto scontare la squalifica per cui mister Taras ha sopperito spostando Vidale al centro e per il resto formazione standard con Di Benedetto stavolta disponibile in fase offensiva. Con le azioni di gioco cui sopra si faceva cenno lo Jus Sport passa in vantaggio dopo appena cinque minuti di gioco: azione concertata con rapidi fraseggi tra Farronato, Rebecchi ed infine Di Benedetto che insacca alle spalle del portiere biancorosso. L'inizio è quindi promettente e consente al Bassano di giocare con una certa rilassatezza, anche se la concentrazione è alta e si vede. Da parte sua Vicenza gioca e sa far girare la palla, ma non riesce seriamente a far paura limitandosi ad effettuare qualche tiro da fuori area. Dopo una decina di minuti giunge il raddoppio bassanese: scambio tra Sartore, Rebecchi ed ancora Sartore che segna per l'esultanza di tutto il clan giallorosso! Un altro paio di occasioni si presentano subito dopo per Di Benedetto, che però stavolta non riesce ad affondare il colpo. Si va quindi negli spogliatoi per l'intervallo sul 2-0 per Bassano. La serata è piuttosto fresca rispetto alle temperature della settimana precedente e questo ha certamente contribuito a non esaurire troppo le batterie dei giocatori che quindi rientrano in campo ancora con la giusta voglia di fare bene. Il Vicenza non ci sta a perdere ed organizza una buona mole di gioco, ma il risultato non cambia anzi... cambia nel senso opposto! Dopo cinque minuti infatti Bassano effettua una punizione con Di Benedetto, palla che in piena area carambola sul corpo di un giocatore Vicentino per un classico autogol! 3-0 e risultato onestamente un po' troppo penalizzante per Vicenza. A onor del vero, da quanto si è potuto percepire osservando il match, la differenza più rilevante tra le due squadre (almeno in questa partita) è stata determinata dal collettivo. Bassano si è dimostrata formazione più compatta, con i reparti ben equilibrati e disciplinati, mentre gli ospiti apparivano più scomposti e con un reparto difensivo più in affanno, a causa anche del poco supporto forse ricevuto dal centrocampo nelle fasi di ripiegamento. Ciò nonostante verso la metà del secondo tempo giunge il gol della bandiera del Vicenza: un gran tiro da fuori area che si insacca sotto la traversa di Tomasello. Il portierone bassanese in realtà sembrava un po' troppo avanzato rispetto alla linea di porta, pare avesse visto un quadrifoglio appena vicino alla linea dell'area piccola e quindi, nonostante un gran colpo di reni, non è riuscito a toccare la velenosa palla che lo ha tradito... Comunque giusto così ed onore al merito vicentino per il bel tiro. Non sono poi mancate allo Jus Sport ulteriori occasioni (alcune davvero ghiotte) per raggiungere il poker: in particolare Agostini lanciato a sinistra in piena area di rigore ha lasciato partire un bel tiro ad effetto per aggirare il portiere di Vicenza sul palo più lontano, ma il n.° 1 biancorosso si è prontamente disteso riuscendo a toccare la palla quel tanto che bastava... la sfera è poi giunta tra i piedi di Rebecchi che non è a sua volta riuscito a finalizzare: poco male per il buon Leo che, seppure non ha avuto la gioia del gol, ha messo la sua firma su tutti gli altri...Verso il ventesimo del secondo tempo Bassano effettua qualche cambio: Branciforti per Farronato anche per testare la tenuta del piede acciaccato e Dionello per Di Benedetto. Le fasi finali sono sempre le più delicate per Bassano tra le cui fila ormai solo Conte corre ancora come se fosse il quinto minuto del primo tempo... Ultima nota per l'arbitro (anzi l'arbitra) Pallaro che, complice un comportamento sostanzialmente molto corretto di tutti i giocatori, ha disputato una prestazione più che buona. Da segnalare peraltro la tenuta atletica della stessa quando, ormai sul finire della partita, a più riprese inutilmente richiamata a gran voce da tutta la panchina bassanese che voleva effettuare un cambio, ha effettuato uno scatto di sessanta metri degno del vecchio Ben Johnson ai suoi tempi (ovviamente senza allusioni al doping...) per correre verso la panchina di mister Taras: attimo di panico nell'entourage bassanese nel timore che tanta arbitresca foga fosse il preludio all'esposizione “arbitraria” di un imprecisato numero di cartellini forse per i troppi richiami della panchina? In realtà nulla di tutto questo: in realtà voleva solo comunicare (ormai senza fiato dopo lo scatto...) che il cambio lo avrebbe concesso dopo la punizione che Vicenza doveva calciare. Finisce quindi 3-1 per Bassano. Anzi finisce tutto ad arrosticini & co. da Fernando l'abruzzese! Mercoledì prossimo... udite udite! Sarà scontro al vertice con Treviso, stavolta in trasferta! Vediamo se per Bassano saranno rose o.... cachi!
Marco Santarcangelo".
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AVVOCUP - Rassegna Stampa

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3^ giornata: A.C. FORENSE TRIESTE - AVVOCATI PN 1-1
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martedì 12 aprile 2011

IL CASO UMANO - Una lettera per gli amici... (di Matteo Cornacchia)

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Carissimi,
Enrico mi ha fatto sapere dei numerosi messaggi che mi sono stati rivolti sul blog. Ringrazio tutti di cuore. Vi scrivo dal monastero di San Bartolomeo Isolato in Aspromonte, dove mi sono ritirato da domenica mattina per un opportuno periodo di riflessione, preghiera e penitenza suggeritomi da un segno (una specie di incisione simile a una “T” e una “P” che ho trovato sulla portiera dalla mia auto sabato notte, nel parcheggio della piscina). In questo momento riesco a scrivervi in uno dei rari momenti di riposo: i frati mi hanno riservato la stessa cella che fu di Marco Stella due anni fa, dopo la semifinale con Padova. Sul muro ho trovato ancora qualche sua incisione. La celletta è davvero molto bella: semplice, forse un po’ sobria, ma accogliente. Il letto è praticamente un bancale di legno: sembra un po’ spartano, ma le proprietà del duro legno per la corretta postura della spina dorsale sono note. Sono sicuro che quando arriverà il materasso (stanno finendo di impagliarlo, mancheranno ancora due o tre settimane) sarà comodissimo. I frati poi mi hanno fatto trovare sul comodino alcune foto per rallegrare l’arredo: una è quella di Sant’Antonio (qui lo chiamano fraternamente “Toni”), una è quella di San Fernando Muslera, protettore dei portieri, la terza è di San Germano, protettore della mano, raffigurato con l’aureola di rigore ben marcata. Qui ovviamente Internet non arriva, per cui spero che il piccione che mi ha fatto avere il messaggio di Enrico ritorni presto a casa con questa mia lettera. La vita qui scorre lenta, in un clima di grande raccoglimento spirituale. Il cilicio, credetemi, non è poi così fastidioso: dopo le prime 7-8 ore mi ci ero già abituato e ora me ne accorgo solo quando starnutisco (il problema è che sono allergico al polline e la stagione non è delle migliori da questo punto di vista…). Un po’ più pesanti sono gli interminabili momenti di preghiera, specie i rosari. Qui se ne dicono 7 al giorno, uno ogni 3 ore: i fraticelli sgranano la loro corona all’inginocchiatoio, io invece devo stare inginocchiato direttamente al suolo, sui ceci secchi (così si usa fare con i novizi, su disposizione della regola monastica della congregazione, i “Fratelli della bandierina”). La posizione, lo ammetto, alla lunga è un po’ scomoda anche perché la recita del rosario è condotta da Fra Remigio, affetto da un evidente problema di balbuzie che allunga oltremodo le 50 avemaria. Ma a parte questi dettagli insignificanti, non mi sto trovando male e passato il primo giorno le ginocchia hanno preso la forma dei ceci per cui ad ogni nuovo rosario basta trovare la posizione per l’incastro giusto. Anche i pasti, che all’inizio mi sembravano un po’ parchi, in realtà sono più che sufficienti perché con tutta questa preghiera si consumano pochissime energie. All’inizio ho fatto un po’ di fatica con il pane secco, poi ho affinato una tecnica tutta mia che consiste nel tenere il boccone in bocca per diversi minuti, fino a quando con tutta la saliva di cui dispongo riesco a ottenerne un “bolo” che va giù che è una meraviglia. L’acqua, invece, è freschissima e davvero buona. Forse stasera me ne danno due bicchieri invece dell’unico che mi spetterebbe!!! Sono davvero gentili con me, e mi vogliono tutti un gran bene. Il resto della giornata lo trascorriamo a fare dei lavoretti per il monastero: qualcosa di falegnameria, restauro di mobili, il governo di un piccolo orticello proprio dietro il chiostro del convento. A me è spettato un lavoro piuttosto semplice: devo spaccare degli enormi blocchi di granito per farne dei mattoni, con i quali stiamo costruendo una nuova cappella (mi hanno detto: “La cappella è tutta tua!!!” Che forti…). Il lavoro in effetti può sembrare monotono e faticoso, non fosse altro perché il piccone che ho avuto in dotazione ha il manico rotto, lungo solo 30 centimetri, per cui avverto di più il colpo quando impatto sulla roccia e mi capita più facilmente di essere colpito sulla faccia da schegge o pezzi di granito sui denti. Ma continuo a pensare di essere fortunato, perché gli altri fraticelli lavorano tutti al chiuso mentre io posso stare all’aria aperta, al fresco dei 38 gradi dell’Aspromonte, in un incantevole paesaggio di rocce, spuntoni, rovi, sterpi e tante ortiche di speci diverse (all’inizio pensavo fossero tutte uguali, poi ho visto che mi provocavano bolle diverse sui piedi). Io lo considero un privilegio e, onestamente, non so quanti altri novizi abbiano potuto ricevere simili concessioni. Ora vi devo lasciare, perché i 6 minuti del riposo pomeridiano sono ormai terminati e devo affrettarmi a scendere in cripta per la recita del quarto rosario di oggi. Ah, dimenticavo. Sempre in base all’usanza della confraternita mi è stato assegnato il mio nuovo nome monacale: Fra Carlo. Mi è stato riferito che ogni battesimo ha il suo significato e presto anch’io capirò il mio. Non vedo l’ora…
Ciao amici, vi voglio bene e spero di rivedervi presto!
Matteo
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lunedì 11 aprile 2011

AVVOCUP - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi

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Cornacchia 5,5: e spiego il perché. Qui bisogna appellarsi ai penalistipallonari del gruppo per discutere il delicatissimo tema del nesso di causalità nel calcio. Per la teoria della causalità adeguata, il rapporto di causalità calcistica sussiste solo con riferimento a quegli antecedenti che, oltre ad essere causa dell'evento sulla base del giudizio controfattuale (condicio sine qua non), sono, secondo un giudizio ex ante, idonei a produrre il gol secondo il parametro dell'id quod calciumque accidit. E Vicenzotto dalla stessa posizione ha calciato sulla barriera. Perciò applicherei il secondo comma "La modalità di esecuzione del calcio di punizione sopravvenuto escludono il rapporto di causalità con il fallo che l'ha generato, quando è tirato talmente bene da essere da solo sufficiente a determinare il gol”. E mi pare che ci siamo……. “In tal caso” continua il 41 codice penalcalcistico, “se il fallo precedentemente commesso costituisce per sé una cappellata, si applica la pena per questo stabilita" cioè 5,5 in pagella.
Rumiel 6: aveva creato una buona diga in mezzo, ma poi ha gettato la spugna.
(Gurnari) 6: bene con i piedi, ma si vede che gli manca il ritmo gara dopo lo stop forzato.
Galasso 6,5: suo l'assist. Buon dinamismo e dialogo con i compagni. Anche lui ha la palla per chiudere il match ma la spreca alta.
Feltrin 6/7: gioca con grinta e precisione sull'uomo, concedendogli poco o nulla.
Pergola 6+: non lascia grandi manovre al suo uomo. Sul rigore, da lontano mi pareva più no che sì.
(Ribetti) 6: gioca in difesa e non disdegna le puntate in avanti. Ma non sfrutta una palla a due metri dalla porta.
Iodice 6+: gioca da capitano, organizzando con ordine la difesa.
Stella 6/7: in fascia concede anche un paio di discese non male.
Bellinato 7: forze fresche e buona qualità in mezzo.
Tirelli 5,5: sette per il gol, ma la media crolla per lo sperpero di gol.
De Gottardo 6/7: non lo vedo trequartista, ma ottimo esterno di centrocampo che copre e si propone.
Vicenzotto 5,5: rientro con qualche luce (la traversa) e molte ombre, dovute a caldo e muscoli non allenati.
(Celano) 5,5: nella nota occasione doveva chiudere con un destro secco fra palo e portiere, invece giochicchia sul fuorigioco.
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domenica 10 aprile 2011

AVVOCUP - Contro Trieste la vittoria si "volatilizza" a tempo scaduto...

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Il Tabellino
A.C. FORENSE TRIESTE - AVVOCATI PN 1-1 (0-0)
Formazione: Cornacchia, Rumiel (Gurnari), Galasso, Feltrin, Pergola (Ribetti), Iodice [C], Stella, Bellinato, Tirelli, De Gottardo, Vicenzotto (Celano).
Marcatore: Tirelli.
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TRIESTE - Sembrava fatta, il terzo minuto di recupero era quasi trascorso, i ramarri stavano conseguendo una meritata e faticosa vittoria, conquistata su di un terreno di gioco che per estensione pareva una prateria, sotto un sole cocente che rievocava momenti di piena estate... E poi? È difficile trovare una spiegazione per quanto occorso: abbiamo scomodato i massimi conoscitori di ogni specie avifaunistica ed illustri ornitologi, ma non si è riusciti ad andare oltre il generico e scontato concetto di "raptus avicula". Il fatto. Palla innocua che rimbalza in direzione dell'area neroverde, il pennuto naoniano esce dal suo perimetro di competenza e, vista la rassicurante distanza dall'attaccante avversario più prossimo, passa mentalmente in rassegna le varie opzioni a disposizione: 1) "Rinvio il pallone in direzione Trieste-Venezia con tutte le forze, così quando scende la gara è finita!"; 2) "Stoppo la palla, attendo pazientemente l'arrivo dell'avversario e lo beffo con un tunnel, così Pollini si diverte un pò!"; 3) "Visto che la partita è terminata, mi slaccio le scarpe, mi sfilo la maglia che ho accuratamente abbinato al colore dei calzini e poi appoggio comodamente la palla di piatto in fallo laterale!". Nel mentre l'avversario si appropinqua ed il buon Cornacchia, colto dal più classico dei raptus calcistici, abbranca la sfera tra le braccia: cartellino rosso e punizione dal limite, con Ribetti che si sacrifica tra i pali. Risultato: palla tesa indirizzata all'incrocio dei pali che scavalca la barriera e, dopo aver carambolato sulla traversa e sul povero Ribetti proteso in tuffo, finisce in rete. Grande esultanza dei colleghi triestini che trovano un impensabile fanta-pareggio e sconforto totale tra le fila neroverdi. Non ci sono aggettivi per descrivere l'espressione di Pollini... Venendo alla gara, vi è semplicemente da evidenziare la netta superiorità dimostrata in campo dai ramarri che, soprattutto nella ripresa, dopo essere andati in vantaggio con Tirelli ottimamente servito da Galasso, sciupano occasioni su occasioni per chiudere la gara. Tra i numerosi scempi commessi sotto porta (Tirelli, Galasso, Ribetti, ecc.), merita una menzione quello perpetrato dalla coppia Tirelli-Celano (denominato poi "duetto Mina-Celentano" per la raffinatezza del fraseggio): giunti dinanzi all'ultimo spaurito difensore di casa, si scambiano più volte la palla l'un l'altro, concludendo col fuorigioco del "bisonte molleggiato" che, incurante del fischio dell'arbitro, spedisce in rete. L'ultima nota è per l'esordio più che positivo del giovane Luca De Gottardo: una certezza per il futuro, anche al di fuori del campo. Infine il gradevolissimo terzo tempo in un locale sulla costiera, con vista mare, che regala uno spettacolare tramonto. Tornando al caso spinoso descritto in apertura, segnaliamo il tragico epilogo della vicenda, consumatosi nella tarda notte a Trieste: il pennuto naoniano, già apparso in stato confusionale nel post gara ("Dove mi trovo??? Dov'è Pollini?!?"), compie l'insano gesto gettandosi a mare dal Molo Audace, con la borsa "Avvocati Pordenone" al collo al grido di: "Toni perdonami!". Segue il commovente appello di un paterno Toni Pollini, che dimostra di avere oramai già archiviato l'incidente: "Continuare ricerche fino al recupero, così potremo riutilizzare la borsa...".
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AVVOCUP - Le sfide della terza giornata del Girone "A"

BRESCIA - PADOVA 0-0
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Giulio Soldà (Brescia): "Caldo ferragostano al Rigamonti di Brescia. Squadre spossate ancora prima del fischio d'inizio. Partita tattica con un buon primo tempo dei padroni di casa con le rondinelle che vanno più volte al tiro sempre ben parati dalla saracinesca patavina. Il foro di Padova gioca molto bene di rimessa innescando il centravanti biancorosso con improvvise verticalizzazioni e contropiede pericolosi. Nel secondo tempo la partita prosegue sulla falsariga della prima frazione. Piccolo per Brescia svetta di testa e centra il settimo palo in tre gare per le rondinelle con un'esecuzione che dopo aver colpito la parte interna della traversa ricade sulla riga e poi fuori. Anche Padova centra una traversa e, quindi, pareggio sostanzialmente giusto nonostante nel complesso lo Jusbrescia abbia giocato meglio e avuto più occasioni, ma per battere i campioni in carica serviva qualcosa di più (vero Soldà?). Terzo tempo con reidratazione parzialmente alcolica".
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Marco Cappellari (Padova): “Sabato 09/04/2011, dopo lunghe traversie ci siamo trovati alle 9.30 del mattino nel solito numero di 11, questa volta anche senza il mister Abate. Eravamo: 1 portiere, 6 difensori, 3 centrocampisti e 1 attaccante. Puoi immaginare le prospettive su che partita fare, tenuto conto della giornata caldissima e del fatto che si giocava su campo in erba sintetica. Superato il problema iniziale dell'arbitro non avvisato che la partita era alle 12, l'incontro è iniziato. Il nostro capitano, e tecnico, Mario Martinelli ci ha schierati in un prudente (e necessario viste le caratteristiche degli "atleti" a disposizione) 4 - 5 - 1 (così diamo un po' di numeri come i veri giornalisti sportivi), quindi un primo tempo di grande possesso palla in zona d'attacco da parte dei Bresciani che, vista la loro classifica, avevano bisogno di una vittoria per avere maggiori speranze di qualificazione. Non abbiamo concesso loro molto in termini di occasioni gol ed anzi, in contropiede, siamo arrivati un paio di volte a sfiorare il vantaggio e a colpire la traversa con un bel tiro da fuori area di Michele Mazzolo, poi pareggiato nel secondo tempo da altra traversa dei Colleghi di Brescia nel secondo tempo, caratterizzato da maggiore equilibrio. Qualche altra occasione per parte, ben parata dai portieri, un po' di elettricità in occasione dell'espulsione (un po' severa invero) del nostro Mazzolo, tanto caldo (il campo in erba sintetica lo accentua) e uno 0 a 0 direi giusto. Buon terzo tempo con gli amici bresciani a fine partita, per recuperare un po' delle forze perse giocando in un clima praticamente estivo. Alla prossima. Marco Cappellari”.
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MANTOVA - BERGAMO 2-0 (palvarini, galdi)
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Gaetano Alaia (Mantova): "Reduce da una pesante sconfitta il Foro Virgiliano si riscatta e supera Bergamo Lex 2 a 0. Parte bene Bergamo ma il primo tempo risente della temperatura estiva - si gioca a ritmi blandi - e si chiude 0 a 0 con un'occasione per parte. Nel secondo tempo Bergamo pare stanco e subisce il Mantova, che però non riesce a passare. La partita pare avviarsi verso il pareggio ma un gol miracoloso di Pennellone Palvarini sblocca il risultato. Bergamo rischia il tutto per tutto ma subisce il raddoppio ad opera di Massimo Galdi. Mentre vi scrivo il terzo tempo è in corso a base di risotto ed il Foro Virgiliano è ancora in corsa !!!!".
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Luca Cerullo (Bergamo): “La legge del contrappasso punisce Bergamo, sconfitta 2-0 sul campo dei Virgiliani, lesti nello sfruttare gli svarioni difensivi orobici, aggravati dalla miopia di un arbitro tanto scenografico quanto impreciso. Bergamo si presenta in campo in condizioni fisiche precarie, forse debilitata dal caldo o, più probabilmente, dal venerdì sera. Longobardi e Rillo, per ovviare alla prematura canicola, scendono in campo con improbabili divise da preistoria del calcio: il primo con i mutandoni di lana di un suo antenato partenopeo; il secondo con una maglietta attillata, leggermente alzata sopra l’ombelico (un po’ Boy George, un po’ George Michael). Scudeller è ancor più originale: scende in campo con scarpe ideate dalla Geox, forate in punta per agevolare l’areazione del piede. Idea geniale, ma, come vedremo, infruttuosa. Unico elemento degno di nota, sotto il profilo estetico, la presenza in panchina di Roberta, avvenente Dr.ssa del Foro Orobico assolutamente disinteressata all’incontro (come biasimarla?!?!?): in 70 minuti di gioco, fra uno sbadiglio e l’altro, è riuscita a leggersi le ultime edizioni di Glamour, Vanity Fair e Vogue.
Ma veniamo alla cronaca del match. Ad inizio partita il ritmo è blando. Le squadre si studiano senza farsi del male. Il termometro segna 31° circa e le gambe dei 22 in campo ne risentono. Gli orobici sembrano condurre il gioco, anche se con una manovra disordinata. Il centrocampo risente della mancanza di Mister Rillo, schieratosi al centro della difesa per sostituire l’assente (giustificato) Galatti. Mancando le geometrie del Mister, le azioni orobiche sono dettate dal caso e dagli spunti personali di Regazzoni e Scudeller. E’ Scudeller, infatti, ad impensierire il n. 1 virgiliano al 15’ del primo tempo: dopo un’azione personale, si presenta solitario davanti al portiere, ma conclude alto sopra la traversa. Sull’altro fronte Mantova agisce di rimessa. Al 20’ del primo tempo sfiora il vantaggio con un insidioso diagonale del n. 7, che sfiora il palo alla sinistra di uno stoico Mazzariol, sceso in campo nonostante la faringite e la conseguente terapia antibiotica. Il primo tempo si conclude in parità, senza troppi patemi per l’una e l’altra squadra. Nella seconda frazione di gioco Mantova prende il sopravvento, soprattutto grazie alle incursioni sulla fascia destra del n. 7. Stavolta è Bergamo ad agire prevalentemente di rimessa, ma senza la rapidità mostrata contro lo Jus Sport Brescia. Mantova è più pericolosa e, ripetutamente, impensierisce Sua Eminenza Mazzariol, pronto a sventare ogni insidia. Al 20° minuto del secondo tempo Di Dio viene atterrato in area da un difensore Virgiliano: l’arbitro si porta il fischietto alla bocca - non certo per fischiare la simulazione- ma incomprensibilmente ritorna sui suoi passi, lasciando correre il gioco. Di lì a poco Mantova passa in vantaggio. A 10 minuti dal termine uno spiovente proveniente dalla fascia sinistra cade in area orobica, il n. 7 virgiliano lo raccoglie tentando un improbabile cross che, complici la distrazione di Cerullo e la “malasorte”, si trasforma in gol. Bergamo tenta di reagire, però senza convinzione. Il pareggio, infatti, non arriva. Anzi, gli orobici subiscono in contropiede il secondo gol, viziato dal macroscopico fuorigioco di un avanti mantovano, bellamente ignorato dall’arbitro. La partita si conclude sul 2-0, in un clima comunque cordiale. Terzo tempo bucolico e sfizioso, con risotto alla salamella, tagliata, torta sbrisolona, birra e Lambrusco. Tutto sommato, credo che la vittoria di Mantova sia meritata. Certamente lo è sul piano della simpatia. Quando perdo con loro, non riesco ad arrabbiarmi. Interpretando il pensiero della squadra, faccio i miei complimenti a Gaetano ed al mitico Presidente, li ringrazio per la cordialità e la simpatia che sempre dimostrano. Alla prossima! Pagelle: tutti insufficienti tranne Mazzariol, Regazzoni e Scudeller.
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P.S. approfitto dello spazio concessomi per comunicare, attraverso pubblici proclami, che il Dott. Luca Manzoni e l’avv. Federico Gelmini, ieri assenti ingiustificati, verranno sodomizzati da tal A.Z. al termine del prossimo incontro, cui avranno la cortesia di presenziare”.
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venerdì 8 aprile 2011

AVVOCUP - Le pagelle del Koala

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De Col 6: senza infamia e senza lode pur con i guanti nuovi.
Gasparini 6: balla come tutti la samba nel primo tempo ma ostenta grande sicurezza nella ripresa.
Vissat 5.5: Sopreso dalla velocità e dalla furia agonistica dell'avversario va più di una volta in affanno.
Ribetti 6: il cambio da un ruolo all'altro non gli giova più di tanto. Prestazione onesta.
Feltrin 6: qualche fallo di troppo e la bravura dell'attaccante gli impediscono di raggiungere la consueta eccellenza.
Stella 6.5: Spinge sulla sua fascia e si rende pericoloso nel finale di partita.
Gurnari 6.5: Governa da par suo il centrocampo soprattutto nella ripresa mantenendo alta l'intensità del gioco.
Martini 6.5: E' la nota lieta della serata. Tatticamente intelligente e pronto a giocare di sponda aprendo gli spazi.
Simonato 5.5: Il gol fallito nel secondo tempo pesa sulla sua prestazione poco incisiva in avanti nonostante la grande volontà dimostrata.
Rumiel 6: primo tempo in affanno e nervoso. Si riprende nel secondo tempo buttando il cuore oltre l'ostacolo.
Boschian 6.5: gara ordinata sulla fascia sinistra e pungente in alcuni affondi.
Galasso 6.5: Un po' confusionario nel primo tempo ma sempre vivace e spina nel fianco della difesa avversaria.
Pollinigson 6.5: Corregge in corsa la disposizione tattica della squadra, dimostrando di saper leggere da subito la partita.
Brovedinho s.v.
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AVVOCUP - "Bassano - Pordenone 1-0: cronaca partigiana di una vittoria importante" (di Marco Santarcangelo)

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BASSANO - C’è poco da dire: dopo lo scellerato sperpero di due punti preziosi letteralmente naufragati nella laguna veneziana lo Jus Sport era chiamato all’impresa casalinga contro il Pordenone; una “classica” dell’Avvocup sempre combattuta e con alterni risultati. In ogni caso i due punti servivano ad entrambe le squadre avendo anche Pordenone un pareggio alle spalle da gestire: insomma i presupposti per i classici “sciantisi” (“fuochi d’artificio” per chi non mastica il dialetto veneto) c’erano tutti! Bassano si presenta in campo senza due pedine importanti in quanto Di Benedetto e Rebecchi, entrambi del reparto offensivo, sono indisponibili. Per contro recupera Parolin presente in difesa. Il teatro della disfida è sempre il “Travettore Arena”, ormai divenuto campo ufficiale per gli Avvocati bassanesi. La serata è un po’ umidina, ma la temperatura è ottima. Gli atleti affrontano la prima fase del riscaldamento schiacciando enormi zanzare con gli scarpini: chi ha scelto i tredici tacchetti in questo caso fa paradossalmente più vittime di chi ha optato per i sei…. I giocatori quindi si scaldano, si scaldano, si scaldano…. E poi si stancano di scaldarsi! La partita non inizia più in quanto dell’arbitro non vi è alcuna traccia! A questo punto si deve aspettare ed ognuno si organizza come può: a centrocampo mini torneo di calcetto tre contro tre; in zona panchina sit in con dibattito aperto sul tema: “La mediazione: nuova risorsa per la Giustizia od ennesima “tavanata galattica”? In spogliatoio qualcuno bivacca mentre il Presidente Merlo alla fine riesce a contattare l’arbitro. Morale della favola: alla fine la partita inizia con oltre un’ora di ritardo! Mister Taras schiera la squadra con Tomasello in porta, il neo acquisto Gasparotto e Parolin centrali, Vidale a sinistra e Chiminazzo a destra; a centrocampo Branciforti e poi Conte, Bizzotto e Sartore; in attacco (di necessità virtù stanti le assenze…) Agostini e Farronato. Una specie di 4 – 1 – 3 – 2?
Ora la cronaca!
Nei primissimi minuti, come spesso accade, le squadre si studiano e si misurano ma si capisce che i giallorossi sono ben sistemati in campo: difesa “quadrata” ed ottimi spunti sulle fasce (soprattutto la destra). Dopo due minuti primo infortunio (stiramento?) per un ramarro di Pordenone: si era scaldato troppo ed era già troppo stanco al fischio d’inizio! Già dopo cinque minuti Bassano inizia a spingere orchestrando azioni che nascono da Branciforti, il quale apre spesso verso Chiminazzo (che si dimostra lo Zanetti della situazione); scambio di staffette tra questi e Sartore e passaggi a tagliare l’area verso gli attaccanti. A sinistra operano invece Vidale (con consegne un po’ più difensive), Conte e Farronato. Quest’ultimo, forse desideroso di fare bella figura dopo il suo reinserimento come titolare, si mostra davvero ispirato tenendo palla finché serve e distribuendola con precisione ai compagni. La partita, per i numerosissimi tifosi presenti allo stadio (ben nascosti dietro le tribune), si fa davvero divertente e spettacolare; forse il miglior Jus Sport mai visto per qualità e mole di gioco, ordine e geometrie: molti i passaggi di prima con grande intesa tra centrocampisti ed attacco, mentre la difesa rischia poco o nulla grazie all’ottimo lavoro! Nota di merito al giovane Gasparotto che recependo le raccomandazioni del mister gioca pulito ed ordinato bloccando insieme a Parolin ed a Vidale tutte le incursioni degli avversari… E Pordenone? I ramarri ci sono, eccome! Nel primo tempo non riescono però a produrre molto gioco e, soprattutto, a finalizzarlo, mentre in difesa subiscono la rapidità del gioco bassanese. Al decimo minuto brutto fallo su Agostini lanciato a rete… potrebbe starci il rosso diretto, ma l’arbitro sanziona con l’ammonizione concedendo una punizione dal limite. Branciforti s’incarica del tiro e sfodera una bellissima parabola che si stampa sulla traversa a portiere battuto. Il gol però è maturo e verso il 17° giunge dopo l’ennesima bella azione, stavolta partita da sinistra, con il “gioiello” Farronato che ricevendo un passaggio verso l’interno dell’area, finge lo stop e poi tocca deliziosamente di tacco; la palla rotola a centro area in una zona che sembra “terra di nessuno”…. Mentre tutti stanno un paio di secondi col fiato sospeso per vedere che succede arriva Agostini (gran prestazione la sua) come un falco, s’impadronisce della sfera e scarica il destro verso l’incrocio dei pali! Gol bellissimo ed esultanza di tutti i bassanesi. Il primo tempo prosegue piacevolissimo, a parte il gioco un po’ troppo ruvido del Pordenone che si fa sentire sugli arti inferiori dei giallorossi. Al fischio che segna la pausa le squadre rientrano ai box e Bassano verifica lo stato fisico dei suoi: Branciforti ha preso un brutto colpo al piede (che il Dott. “Lessie” ottimisticamente diagnostica come “probabile frattura”), ma stoicamente riprenderà a giocare; Bizzotto controlla il ginocchio e gli altri riprendono fiato. E’ evidente che i ragazzi hanno speso molto ed il mister vuole evitare assolutamente che si ripeta l’esperienza di Venezia. Alla riapertura delle ostilità Bassano riprende e Pordenone pure: la differenza è che gli ospiti hanno sempre continuato a giocare con lo stesso ritmo ed intensità mentre, minuto dopo minuto, è evidente che le batterie giallorosse sono più sul “rosso” che sul giallo… L’arbitro si accorge (dopo un’ora di partita!) che un paio di giocatori non hanno i parastinchi e li manda in panca a rimediare… Mister Taras intanto corre ai ripari ed inserisce Santarcangelo come esterno a sinistra, Dionello in attacco che fa un buon lavoro difendendo la palla, subendo fallo e facendo rifiatare la squadra. Entra infine Cortese a centrocampo. Nonostante ciò Pordenone si fa arrembante rischiando qualcosa in più e rovesciandosi in attacco con alcune palle alte pericolose e giocatori forti di testa in grado di gestirle o di indirizzarle verso la porta di Tomasello. La difesa giallorossa va un po’ in crisi, anche a causa del sovrannumero degli avversari da gestire ma regge! Tomasello si rivela decisivo su un intervento in tuffo che toglie dallo specchio un bel tiro dei ramarri ed un altro paio di occasioni vengono sprecate dal Pordenone che non centra la porta. I cambiamenti di fronte sono ora repentini e gli spazi aumentano. Verso la fine saltano anche gli schemi mentre l’arbitro, a sua volta piuttosto appannato, decide di espellere Parolin (incolpevole) per somma di ammonizioni. Ora Bassano è in dieci ed aspetta con ansia il fischio finale: forse dovrebbe imparare a gestire con un po’ più di freddezza queste situazioni…. Al triplice fischio comunque il risultato non cambia ed i tre preziosi punticini restano cuciti sul tabellino bassanese!
Terzo tempo classicamente dedicato al “nemico” che con le sue specialità abruzzesi (e soprattutto con il vino e la birra) aiuta gli ospiti a buttar giù il rospo della sconfitta! In ogni caso onore al Pordenone che si dimostra sempre avversario temibile e complimenti a Bassano (soprattutto per il grandioso primo tempo) per la bella vittoria. Ultima nota dedicata al mitico Enrico Iodice (assente alla disfida) che si occuperà della pubblicazione di questa cronaca ed a cui vanno gli auguri di Buon Compleanno!
That’s All Folks!
Marco Santarcangelo
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giovedì 7 aprile 2011

AVVOCUP - I convocati per la trasferta di Trieste

. Ecco i convocati. Partenza ore 14,00 parcheggio Piscina. Inizio gara ore 16,00 presso il campo di Prosecco
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BOSCHIAN PEST LUCA, CELANO GIOVANNI, CESARATTO IVAN, CORNACCHIA MATTEO, DE GOTTARDO LUCA, DE COL ANDREA, FELTRIN MICHELE, GALASSO CARLO, IODICE ENRICO, LUISA VISSAT PAOLO, PERGOLA EUGENIO, PIPPO, RIBETTI FRANCESCO, ROS EMO, RUMIEL ALBERTO, SIMONATO PIERO, STELLA MARCO, TIRELLI MATTIA, VICENZOTTO PAOLO.

Molti dei convocati sono a rischio per questo il numero è elevato. Entro sabato, sicuramente, ci saranno delle defezioni. Ho quindi ritenuto opportuno abbondare.

AVVOCUP - Sconfitta di misura a Bassano: "La fredda cronaca" (di Anonimo Rumiel)

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Il Tabellino
JUS SPORT BASSANO - AVVOCATI PN 1-0 (1-0)
Formazione: De Col, Gasparini, Feltrin, Luisa Vissat [C] (Boschian), Ribetti, Rumiel, Stella, Gurnari, Simonato, Brovedani (Martini), Galasso. A disposizione: Pergola, Celano, Del Bianco.

BASSANO (VI) - Ramarri sconfitti di misura a Bassano dopo un match combattuto e nonostante una prova gagliarda nella seconda frazione di gioco.

CRONOLOGIA

Ore 17.45 ritrovo truppe.

Ore 19.49 arrivo generale a Travettore di Rosà.

Ore 20.15 arrivo del Generale a Travettore di Rosà.

Ore 20.16 inizio addestramento.

Ore 20.30 Toni Pollini riferisce che non ci sono notizie dell’arbitro.

Ore 20.32 Toni Pollini si dice sereno.

Ore 20.33 Toni Pollini scuote la testa.

Ore 20.34 Toni Pollini non parla più.

Ore 20.35 Toni Pollini rassicura la squadra.

Ore 20.36 conclusione sul sette di bomber Celano in fase di riscaldamento.

Ore 20.40 nessuna notizia dell’arbitro - il Generale dichiara aperto lo stato di crisi.

Ore 21.00 arrivo dell’arbitro.

Ore 21.15 inizio delle ostilità. Questa lo schieramento dei neroverdi: Portiere: De Col. Difensori: Luisa Vissat - Gasparini - Feltrin. Centrocampisti: Stella – Rumiel – Gurnari – Brovedani – Galasso. Attaccanti: Ribetti – Simonato.

Ore 21.19 esce Brovedani per “problemi muscolari” – ingresso in attacco del nuovo arruolato Giovanni Martini.

Ore 21.20 – 21.35 Bassano intensifica le operazioni, Neroverdi controllano faticosamente le incursioni.

Ore 21.36 Bassano sfonda le linee naoniane e fa ingresso in area con il n. 9.

Ore 21.36 – 2 sec. De Col intuisce di essere in vantaggio sul pallone.

Ore 21.36 – 4 sec. De Col decide di muovere verso l’avversario.

Ore 21.36 – 6 sec. De Col cambia opinione.

Ore 21.36 – 7 sec. De Col ha gli occhi del Koala.

Ore 21.36 – 8 sec. Il Koala raccoglie il pallone in fondo al sacco.

Ore 21.36 – 10 sec. Luisa Vissat suona la carica.

Ore 21.36 – 12 sec. La truppa “carica” Luisa Vissat.

Ore 21.36 – 16 sec. Kaptàno vivo per miracolo.

Ore 21.45 – 21.50 I neroverdi cambiano assetto a centrocampo.

Ore 21.50 fine delle ostilità.

Ore 21.55 appello.

Ore 21.57 contrappello.

Ore 21.58 il Prof. Boschian inizia la terapia di riscaldamento.

Ore 22.05 ripresa delle ostilità. Entra il Prof. Boschian.

Ore 22.06 la terapia Boschian alza il morale delle truppe.

Ore 22.07 la truppa neroverde attacca e difende a ritmi regolari.

Ore 21.15 neroverdi accerchiano Bassano.

Ore 21.18 Galasso al tiro – parata miracolosa del portiere.

Ore 22.20 Simonato al tiro – fuori bersaglio.

Ore 22.25 Ribetti spara alto da breve distanza.

Ore 22.27 Arbitro espelle centrocampista bassanese (? Numero non lo ricordo).

Ore 22.26 – 22.38 accampamento naoniano in area bassanese.

Ore 22.40 Gasparini spara alto da breve distanza.

Ore 22.42 l’Arbitro dichiara la fine delle ostilità.

Ore 23.15 uscita dagli spogliatoi.

Ore 23.40 arrivo al ristorante.

Ore 23.59 I lezione del Prof. Boschian ed annessa barzelletta.

Ore 24.00 – 01.00 Rancio da mensa ufficiali. Consegna onoreficienza all’avv. Pollini da parte degli Ufficiali bassanesi.

Ore 01.01 II lezione del Prof. Boschian ed annessa barzelletta.

Ore 01.02 momento alpino – giro di grappa.

Ore 01.08 partenza delle truppe in direzione Pordenone – conducono la comitiva Feltrin e Brovedani.

Ore 1.30 pattuglia schierata al confine ferma mezzo condotto da Feltrin e Brovedani.

Ore 1.30 – 5 sec. fila di mezzi neroverdi accostano a coprire le spalle agli sventurati.

Ore 1.30 – 6 sec. Koala fa il Koniglio ed insieme al Professore e ad Enzo Del Bianco si danno alla macchia.

Ore 1.35 Feltrin e Brovedani vengono rilasciati con la condizionale.

Ore 2.05 arrivo a Pordenone delle avanguardie.

Ore 5.00 arrivo a Pordenone del Generale Celano.

Ore 5.10 : RIPOSO!

Ogni riferimento a fatti e/o persone è puramente casuale e/o frutto della fantasia dell’anonimo autore.

AVVOCUP - Clamorose voci sull'astinenza del bomber Soldà...

DUE GARE, ZERO GOL, DUE PALI, UN RIGORE SULLA TRAVERSA...

lunedì 4 aprile 2011

AMATORI - Le PaGEGE'lle della gara (di Eugenio Pergola)

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CORNIX: effettua un riscaldamento a puntino (ma non faceva già molto caldo?), aiutato da un valido preparatore, ed accusa un fastidio all’adduttore sinistro che ne limiterà il raggio d’azione; non esente da qualche responsabilità sul primo gol, in concorso con Feltrinho; si riscatta con un paio di parate eccellenti e sul secondo gol è anche sfortunato perché la palla gli rimbalza sotto il corpo. VOTO: 6
CAFUCCI: luci ed ombre nella sua partita, caratterizzata da due tempi uno l’opposto dell’altro. Segna un gol all’inizio ed illude i Ramarri; sfiora la seconda segnatura sempre nel primo tempo e dal suo tiro ciabattato scaturisce un assist che Enzinho cicca; nel secondo tempo sparisce dalla situazione, lo si vede solo camminare per il campo (forse ancora alla ricerca del n. 5 della partita precedente contro il Milan Club, essendo il Nostro di nota fede rossonera) guardando i compagni e tiene in gioco il n. 9 in occasione del decisivo secondo gol avversario (anche se non ne ha tutte le colpe, come si dirà). VOTO: 5 e mezzo
MANU: rientra dopo un po’ di tempo e si vede che fatica inizialmente a prendere occhio sui movimenti e le distanze, ma pian piano migliora e risulta il meno peggio della difesa, anche se sul terzo gol la palla gli carambola nei pressi. VOTO: 6—
KAPTANO: lo vedo partire come libero e già so come andrà a finire, è un film che ho già visto e che mi è anche costato caro di recente… Nel primo tempo al solito gioca 15 metri dietro i compagni di reparto ed appare al di sotto delle ultime buone prestazioni (l’aria quasi estiva? assunzione di cibo e bevande poco prima della partita? altro?), impacciato e lento. Nel secondo tempo gioca invece 15 metri avanti ai compagni di reparto, nel senso che non fa il libero ma neppure il centrocampista o l’attaccante o qualsiasi altro ruolo si possa immaginare; sbaglia tutte o quasi le rimesse dal fondo; cammina per il campo; chiama la squadra in avanti in occasione del secondo gol errando perché, come dice Rumnold, era una palla che non era in nostro controllo, mettendo così in difficoltà uno dei compagni di reparto che rimane indietro, specie in una squadra che non si allena certamente a fare i movimenti della linea difensiva. VOTO: 5
FELTRINHO: ha mezzi fisici notevoli ma dei quali si fida troppo ed abusa. Forse condizionato dal tocco sbagliato che cagiona il primo gol, gioca una partita condita da errori che non gli son congeniali. VOTO: 5
CAMPOLAMACCHIA: il migliore. Tiene la sua posizione in modo sicuro, porta palla con diligenza, scambia al momento giusto con i compagni, si sacrifica anche in fase difensiva, crossa ottimi palloni, colpisce anche un palo sull’1 a 0. VOTO: 6 e mezzo
STELLA STELLINA: solito generoso lottatore, litiga col campo (pessimo: perché fanno giocare in questo tipo di campi?) all’inizio, corre e macina campo anche se con meno costrutto e risultati rispetto alle ultime prestazioni. VOTO: 6
CARLANZIL: dice all’inizio che non sarà la sua giornata, evidentemente se lo sente. Effettua il passaggio gol per Cafucci, si impegna ma non apporta il contributo che è nelle sue corde, defilandosi man mano nel secondo tempo. VOTO: 5 e mezzo
RUMNOLD: anche lui gioca una partita al di sotto delle sue ultime apparizioni, ma nel senso che riesce comunque a fare la sua porca figura senza tuttavia dominare come ci aveva abituati. VOTO: 6-
ENZINHO: sta migliorando progressivamente, sia come tenuta fisica che come capacità di partecipare al gioco della squadra (leggasi: passa un po’ di più la palla). Fallisce purtroppo due ottime palle gol, una nel primo ed una nel secondo tempo, e non passa (che novità…) a Rumnold una palla che lo poteva portare verso la rete. VOTO: 6—di incoraggiamento
TATY TATANKA: finalmente parte dall’inizio! Tocca qualche buon pallone ma si mangia una limpida palla gol nel primo tempo, tirando in salto di piatto sopra la traversa da 5 metri un delizioso cross di Campolamaccia anziché prenderla di testa come naturalmente avrebbe dovuto fare. Si lamenta in panca di non esser stato in campo in occasione di due punizioni dal limite che a suo dire avrebbe trasformato. VOTO: 5 +
ROS: non ha molto tempo a disposizione per mettere in mostra il suo talento ed entra nel momento peggiore della squadra. VOTO: 6 di stima
MR. POLLINIGSON: commette il solito errore del Kaptàno libero, mentre ormai è chiaro che deve giocare solo marcatore o al più in fascia (dove farebbe ugualmente danni), pur avendo uno come Manu che avrebbe garantito più concentrazione e velocità. VOTO: 5
TIFOSERIA: ottima ed abbondante!!!! VOTO: molto alto

domenica 3 aprile 2011

AMATORI - Tonfo dei ramarri a Polcenigo (di Matteo Cornacchia)

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Il Tabellino
SAN DAN - AVVOCATI PN 3-1 (1-1)
Formazione: Cornacchia, Casucci, Feltrin, Luisa Vissat [C], Lorenzon, Capomacchia, Stella, Anzil, Celano (Ros), Rumiel, Del Bianco.
Marcatore: Casucci.
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SAN GIOVANNI DI POLCENIGO (PN) - Il record di punti in campionato, le tre vittorie consecutive, alcuni inconfessabili calcoli da promozione e il buon esordio in Avvocup a Treviso devono aver “montato” la testa ai ramarri di Mr. Pollini, che steccano clamorosamente la prova di maturità e cadono senza appello nella tana del San Dan. Giornata soleggiata e primaverile, di quelle che invitano a salire in collina (o in pedemontana) per un sano pic-nic o addirittura per una grigliata. E infatti i padroni di casa accolgono i neroverdi proprio nel bel mezzo di una tavolata in compagnia abbondantemente annaffiata da caraffe traboccanti di birra: la partita sembra essere il loro ultimo pensiero e l’approccio alla gara non è dei più convincenti (almeno a giudicare dalle operazioni di riscaldamento, piuttosto originali). Per la banda Pollini, insomma, le cose sembrano mettersi subito sul binario giusto, nonostante una formazione molto rimaneggiata e ridisegnata “alla bisogna”: davanti a Cornacchia (in non perfette condizioni fisiche) si schierano Lorenzon e Feltrin, con Capitan Vissat in posizione di libero (per la gioia di Pergola…); a centrocampo si piazzano Rumiel, Anzil e Stella,con Casucci sugli esterni; inedito, infine, anche il pacchetto offensivo, composto da Vinavil Del Bianco e da Tatanka Celano (finalmente dal primo minuto). Che la giornata abbia una strana aurea lo dimostra il vantaggio dei legali, firmato niente meno da un redivivo Casucci con un bel diagonale sul palo opposto. Nei primi venti minuti i padroni di casa risultano ancora non pervenuti, ma si ritrovano inaspettatamente in partita grazie a un regalo di Feltrin che su uno spiovente da centrocampo non riesce a perfezionare il retropassaggio di testa a Cornacchia e consegna il pallone al centravanti avversario che si presenta davanti al pennuto e lo infila con i dovuti ringraziamenti. Poco più tardi è Del Bianco a sprecare un’incredibile opportunità, praticamente a porta sguarnita, su suggerimento di un ispiratissimo Casucci: l’infame terreno di San Giovanni di Polcenigo non aiuta e un rimbalzo irregolare toglie il tempo giusto per la battuta alla punta medunese. La ripresa si apre con lo stesso copione del primo tempo, con i naoniani a fare la partita grazie soprattutto ai polmoni di Stella e Rumiel e alla fantasia di Capomacchia. Ancora Del Bianco si ritrova a tu per tu con l’estremo di casa, ma si fa ipnotizzare dal portiere e manca la facile occasione. Sul ribaltamento di fronte è Cornacchia a farsi trovare pronto nel chiudere lo specchio al centravanti arancione. Nel momento migliore dei neroverdi il San Dan affonda il colpo che si rivelerà letale. Un tiraccio dalla tre quarti di un centrocampista diventa un assist millimetrico per il solito n. 9 (già autore della prima marcatura) tenuto in gioco da un’incomprensione fra Vissat e Casucci. Il centravanti si ritrova così in posizione regolare, da solo davanti a Cornacchia e lo trafigge sotto le gambe. Il gol è una mazzata per gli avvocati, che da quel momento in poi rischiano il tracollo. Nei minuti finali c’è il tempo per la terza rete, segnata dal n. 7 lesto a sfruttare un rimpallo in area piccola, e per un ultimo intervento di Cornacchia che con il piede evita un passivo che sarebbe stato troppo pesante. Mercoledì, a Bassano, ci vorrà tutta un’altra squadra per rimettersi subito in carreggiata e proseguire al meglio il cammino in Avvocup.
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sabato 2 aprile 2011

AVVOCUP - Seconda giornata: Rimini e Venezia corsare, Padova di goleada!

GIRONE "A"
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BRESCIA - RIMINI 0-2 (algeri, cavagna)
Giulio Soldà (Brescia): “In un pomeriggio caldissimo, a mezzogiorno di fuoco le due compagini forensi di Brescia e Rimini si sono fronteggiate all'arma bianca, peccato che i padroni di casa, come l'Inter toda gioa e beleza di Leonardo farà (sic....) circa otto ore dopo, resta negli spogliatoi per circa 20 minuti anche dopo il fischio d' inizio. Risultato 2 a 0 con reti del centravanti biancorosso con una bella serpentina tra le belle statuine bresciane (è ancora in corso il dibattito tra i due centrali su chi fosse San Giuseppe e chi la Madonna nel presepe vivente inscenato) e con una punizione dal limite ben calciata. Dopo la pennichella iniziale si svegliano anche le rondinelle che con Abate hanno due grandi occasioni, la prima con una serpentina che dopo aver scartato anche il potiere, la bandierina ed il magazziniere, spedisce la conclusione sopra la traversa, poi con una punizione che centra l'incrocio dei pali. Soldà al volo su cross di Abate centra in pieno lo stinco del suo arcigno stopper a mezzo metro dalla porta. Brescia nella ripresa cerca di recuperare il risultato, prima con Losi che calcia alto all’altezza del dischetto, poi con Abate con varie percussioni, poi con Soldà che colpisce l'ennesimo palo a portiere battuto su punizione. (Iodice piantala con le macumbe vecio furlan) .La rocciosa difesa riminese però regge e porta a casa la vittoria. Terzo tempo dove entrambe le compagini hanno dato il meglio di sè, compreso l'oste che nonostante i 32 gradi esterni porta in tavola polenta e stracotto......... La presente vale anche come richiesta per verificare se i colleghi riminesi sono arrivati sani e salvi nonostante i problemi digestivi.”
Feredico Cavagna (Rimini): "Brescia Rimini 0-2. Marcatori Algeri e Cavagna su punizione nel primo tempo. Palo Brescia secondo tempo e terzo tempo superlativo. Ciao e a presto".
PADOVA - MANTOVA 4-0 (biasia, biasia, pezzolo, pezzolo)
Marco Cappellari (Jusport Padova): “Giornata splendida, anche se un po' troppo calda per il periodo, campo di gioco in perfette condizioni e, invero, un po' troppo grande per le condizioni fisiche delle squadre (ma come ben sai, quello che conta è essere in forma tra un mesetto, quando ci saranno le partite di eliminazione diretta e le finali). La nostra formazione prevedeva: Cordella, Gorguinpour (anche noi attingiamo ai vivai esteri per rimpolpare le fila...), Beghin, Cappellari, Mazzolo, Chiaramida, Martinelli, Stivanello, Nicolella, Biasia, Pezzolo. A disposizione del Mister Abate (anche perché arrivati a partita iniziata!): Marchetti e Verri. L'incontro si è sbloccato immediatamente, dopo non più di due minuti, con Andrea Biasia, lesto a sfruttare un'indecisione dei due centrali avversari. Questo poteva far supporre una goleada da parte nostra, ma, invece, le reti sono tutte arrivate nel secondo tempo, la seconda delle quali a ripresa abbondantemente iniziata. Il gran caldo, di fatto, ha infatti spento le velleità delle due compagini. In ogni caso, fino al raddoppio avevamo avuto più occasioni noi, invero, alcune delle quali abbastanza clamorose. Raddoppio sempre di Andrea Biasia, questa volta lesto a sorprendere la difesa altrui un po' alta e a segnare con un bel pallonetto sul portiere in uscita. A questo punto, e saremo stati verso il 15 minuto del secondo tempo, i Colleghi di Mantova si sono un po' scollati e l'altra nostra punta, Alberto Pezzolo ne ha approfittato per segnare altri due gol, il secondo dei quali di pregevole fattura, con un dribbling al limite dell'area che gli ha consentito di saltare entrambi i due difensori che lo marcavano, con successivo sinistro sotto l'incrocio dei pali alla sinistra del portiere, incolpevole. Partita nel complesso corretta, ben diretta dell'arbitro, senza necessità di ammonizioni e con l'unico neo dell'espulsione di un Collega di Mantova, che, in disaccordo con una decisione del direttore di gara, gli dava dell'ubriaco (così mi è stato riferito, io ero lontano): viste le condizioni meteo e la "stazza" dell'amico mantovano, forse era lui un po' "ubriaco" di fatica e agognava di uscire prima del tempo... I nostri migliori in campo: i due attaccanti, Michele Mazzolo (ottimo e giovane difensore centrale, trasferitosi a Padova da Udine) e, manco a dirlo, l'intramontabile Mario Martinelli, autore di una partita di quantità e, soprattutto, di qualità. A fine gara consueto terzo tempo, che mi pare di poter dire sia stato apprezzato da chi si è trattenuto. A presto. Marco Cappellari”.
Gaetano Alaia (Mantova): "Partita senza storia tra Foro Virgiliano e Padova. Passano i padroni di casa dopo circa trenta secondi, ma la goleada non arriva. I mantovani, nonostante la squadra rimaneggiata resistono per tutto il primo tempoo. Partita blanda a causa del caldo anche il secondo tempo, ma il Padova segna comunque altre tre reti e chiude con un pesante 4 a 0. Unica nota di colore per Mantova un cartellino rosso per il talentuoso kung fu Panda biancorosso, reo di aver etichettato l'arbitro come "ubriaco". Purtroppo l'arbitro era astemio. Ottimo terzo tempo e grande cordialità fra le squadre. Ci rifaremo. GA".
GIRONE "B"
VICENZA - VENEZIA 1-3 (cagnin [ve], struzziero [vi], niero [ve] rig., cagnin [ve])
Paolo Emilio Rossi (Venezia): "Law profile"
"Sì, lo so, si scrive "low profile", ma permettetemi di sfruttare la stessa pronuncia dei due termini per fotografare l'atteggiamento dei lawyers veneziani in terra vicentina. Venezia scende in campo con la stessa umiltà con la quale aveva affrontato Bassano, ma meno timorosa. Scrollatasi di dosso l'emozione del debutto, gli undici di mister Secchi rintuzzano gli attacchi iniziali dei padroni di casa e colpiscono con Cagnin, abile a sfruttare un corto retropassaggio della difesa biancorossa. Reazione veemente del Vicenza che alla fine del primo tempo pareggia il risultato. Ma il Venezia non ci sta e torna in vantaggio con un rigore procurato e trasformato da Niero. Questa volta la difesa neroverde tiene bene e la partita si chiude virtualmente quando un altro corto retropassaggio viene intercettato da Pea che mette Cagnin nelle condizioni di segnare il gol che taglia le gambe alla squadra di casa. Terzo tempo sublime per la location, le scelte culinarie, la cordialità degli amici vicentini e la presenza dell'arbitro Barbara Pallaro, decisamente la migliore in campo!".

giovedì 31 marzo 2011