.

.

martedì 19 aprile 2011

AVVOCUP - "La Per-Nacchia": pagelle a quattro mani! (di Pergola & Cornacchia)

.
Premessa. I voti “Per-Nacchia”, come suggerisce la parola stessa, sono voti “pesanti”, che vengono assegnati in occasioni particolarmente nefaste. L’eliminazione al primo turno dell’Avvocup (mai avvenuta prima) è purtroppo una di queste e i giudizi risentono ovviamente del fallimento complessivo, non soltanto di una singola partita andata storta. Chi ha giocato sabato, insomma, paga un pò per tutti. Non dimentichiamo poi che i voti “Per-Nacchia” sono stati affidati a due tizi, un giudice e un professore universitario, che per deformazione professionale sono piuttosto inclini ad abbattersi con la loro scimitarra su anime ignare del loro amaro destino. Sempre con il massimo della simpatia, ci mancherebbe.
.
De Col: Se non fosse per l’orrendo abbinamento dei calzettoni gialli su maglia grigia (roba da far venire i brividi allo stilista di Cornacchia) nessuno lo noterebbe. Deve sporcare i guanti nuovi solo per raccogliere due peri dal sacco. Sul primo gol non può proprio nulla, sul secondo forse non è un esempio di reattività, ma non è certo lui il primo responsabile della disfatta. VOTO: S.V.
Gasparini: Concorso di colpa in occasione del secondo gol, quando concede alla punta di Vicenza (che non brilla per velocità) di accentrarsi e concludere a rete. Nel finale partecipa alla sagra del lancio lungo tentando qualche sfortunata sortita in avanti nella confusione generale degli ultimi minuti. VOTO: 5,5
Iodice: Pollini gli chiede di restare a “bagno maria” in attesa dell’arrivo di Brosolo (che però non arriverà mai), lui non accetta. Gettato nella mischia fin dal primo minuto, eredita da Vissat la fascia di capitano e come tale ammaina la bandiera per ultimo. VOTO: 6
Vissat: la sua partenza è da brividi, con un paio di interventi decisamente “poco ortodossi”. Dirottato sulla destra, al posto di Feltrin, si rimette in carreggiata e ha il merito di fornire l’assist (con la complicità del portiere vicentino) per il gol dell’illusorio vantaggio. VOTO: 6
Feltrin: Assieme a Pippo sarà uno dei pochi a uscire a testa alta dalla tenzone. Dove lo mettono sta, senza mai tirare indietro la gamba e offrendo un costante apporto di cuore, polmoni, cervello, fegato e… un occhio. VOTO: 6,5
Maiorana: Giornata decisamente negativa. Fa fatica a entrare nei meccanismi di un centrocampo privo di Stella e Rumiel: orfano della corsa del primo e della quantità del secondo va presto in debito di ossigeno e viene sostituito nell’intervallo. VOTO: 5
Gurnari: Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo, Pippo… Se lo chiamano tutti ci sarà un perché… VOTO: 6,5
Bellinato: Indubbiamente un gran bel giocatore, gettato purtroppo nella mischia nelle partite più sfigate della stagione. Da rivedere quando anche la squadra girerà meglio. VOTO: 6
De Gottardo: Il secondo gol del Vicenza nasce da un suo errore. Imperdonabile la leggerezza con cui si ferma in attesa di un fischio che non arriverà mai. Pochi minuti dopo, in un momento di evidente difficoltà, sfiora un autogol da cineteca. Detto questo riteniamo che non meriti l’insufficienza piena, perché non va dimenticato che il ragazzo (che è trequartista) si è sacrificato a giocare in un ruolo che non è decisamente nelle sue corde. La prossima partita vogliamo farlo giocare in porta? VOTO: 5,5
Vicenzotto: Dai suoi piedi scaturiscono le due uniche occasioni pericolose dei ramarri. Nel primo tempo costringe ad un quasi autogol i centrali vicentini affannati a chiuderlo; nella ripresa si libera per un bel destro di poco sopra la traversa. Per quanto rimanga l’attaccante di gran lunga più pericoloso dei neroverdi, partecipa con non poche responsabilità alla confusione finale quando, dirottato sulla destra per allargare le maglie della difesa avversaria, occupa abusivamente le vie centrali intasando il traffico ai limiti dell’area biancorossa. VOTO: 5
Simonato: Il giocatore è fuori discussione, sia chiaro. Ma pur con tutte le attenuanti del caso, la prestazione di sabato risulta, alla resa dei conti, gravemente insufficiente. Sul voto pesa non poco la leggerezza dell’espulsione, giunta in un momento in cui la sua fisicità a centro area avrebbe fatto comodo. VOTO: 4
Tirelli: In queste circostanze si usa una delle frasi più abusate del calcio: “I rigori li sbagliano solo chi li tira”. Se questo è vero, è altrettanto evidente che la freddezza non sia esattamente la prima qualità del buon Mattia. La “fame di gol”, che pure è una dote importante per un attaccante, non deve offuscare la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie virtù. VOTO: 4
Galasso: indubbiamente da quando entra in campo offre brillantezza e velocità sulla fascia di competenza. Per la concretezza ci sarà un’altra occasione. VOTO: 5
Pollini & Mazzarella. VOTO 6 (in due però… scelgano loro come spartirsi gli addendi). La responsabilità di Mazzarella è di aver stravolto in campo una squadra che non vede da tempo e con giocatori dei quali ignora la condizione. La battuta negli spogliatoi (“Sto pensando alla prossima partita, perché questa è già vinta!”) è già in nomination per gli oscar di fine anno. La responsabilità di Pollini, invece, è di aver rispolverato Mazzarella.
.

lunedì 18 aprile 2011

AMATORI - I convocati per la sfida di mercoledì

. . . . Ecco i nominativi dei convocati per mercoledì 20 aprile 2011 presso il campo sportivo comunale di Budoia per le ore 19.45. Inizio partita ore 20,30 Avversari BORC .
.
BROVEDANI MATTEO, CASUCCI ANGELO, CELANO GIOVANNI, CORNACCHIA MATTEO, DE GOTTARDO LUCA, DEL BIANCO ENZO, FELTRIN MICHELE, GURNARI FABRIZIO, IODICE ENRICO, LUISA VISSAT PAOLO, MARTINI GIOVANNI, PERGOLA EUGENIO, RIBETTI FRANCESCO, ROS EMO, RUMIEL ALBERTO, STELLA MARCO, TIRELLI MATTIA, VICENZOTTO PAOLO.
.
. . . Per i partecipanti al viaggio a Dublino ho necessità di avere una copia del documento di identità valido per l’espatrio e della somma di € 185,00 per il biglietto aereo. Luca e Giovanni € 200,00. TUTTI I GIOCATORI UNA FOTO-TESSERA. Giovanni due foto formato tessera. Toni Pollini . .
.

domenica 17 aprile 2011

AVVOCUP - Disfatta contro Vicenza: ramarri fuori dall'Avvocup!

.
Il Tabellino
AVVOCATI PN - JUS VICENZA 1-2 (1-1)
Formazione: De Col, Vicenzotto, Feltrin, Luisa Vissat [C] (Tirelli), Gasparini, Iodice, De Gottardo, Gurnari, Maiorana (Galasso), Bellinato, Simonato. A disposizione: Del Bianco, Celano, Tauro.
Marcatore: Simonato.
.
SEDRANO (PN) - Grande bagno di umiltà, sconfitta meritata ed eliminazione dai quarti con un turno d'anticipo: è questo il frutto amaro che i ramarri raccolgono dalla sfida contro i colleghi di Vicenza. Non si era mai verificata un'uscita di scena così prematura dall'Avvocup per i neroverdi che, prima di oggi, avevano sempre centrato l'obiettivo minimo delle semifinali. Quali i motivi? Difficile dirlo, certo è che il materiale umano a disposizione era certamente di prim'ordine. Vicenza si presenta al cospetto dei ramarri, costretti a vincere, con undici giocatori contati ma sin dalle prime battute di gara si capisce che non sono venuti per una gita turistica. I naonoani, contratti sin dall'inizio, trovano il vantaggio grazie all'infortunio del portiere vicentino che esce in presa alta su un cross innocuo di Luisa Vissat e si lascia sfuggire il pallone: il fratello gemello di Simonato (quello che non gioca a calcio) è lì ed appoggia comodamente in rete di testa ad un passo dalla porta. Gli ospiti non si perdono d'animo e prima del riposo trovano il pareggio con un eurogol di Fiiippo Martini che calcia indisturbato di mezzo collo esterno dal vertice dell'area, inventando un lob che scavalca il Koala e si insacca nell'angolo lontano. Nell'intervallo imperversa il tifone Mazzarella, oggi presente al campo dopo lunghi decenni di latitanza, che lascia il segno: Vicenzotto terzino destro! Ad inizio ripresa gli ospiti passano inaspettatamente in vantaggio con Diego Novello, lasciato incustodito per pochi secondi, che fredda il Koala con un rasoterra angolato dai sedici metri. Di lì ha inizio lo sterile assedio dei ramarri (che avrebbero dovuto beneficiare dell'innesto di Galasso e Tirelli), tenuto a bada dall'ordinata retroguardia vicentina. I naoniani, volenterosi ma frenetici, non riescono mai ad impensierire seriamente il portiere vicentino. Prima del triplice fischio finale, tre episodi da annotare: lo spettacolare tentativo di autogol del giovane De Gottardo con una fiondata da quaranta metri che esce a lato di poco; l'espulsione di Simonato per un imperdonabile fallo di reazione; il rigore generosamente concesso a tempo scaduto dall'arbitro che, dopo qualche esitazione, viene calciato sul palo esterno da Tirelli. Si chiude così per la "banda Pollini" l'avventura nell'Avvocup. Vittoria meritata degli ospiti che oltre alla compattezza di squadra hanno messo in mostra anche dei valori tecnici importanti (su tutti il duo d'attacco ed il n° 10). Anche i numeri sono dalla loro parte: Vicenza due tiri e due gol, Pordenone zero tiri ed un gol. In conclusione una riflessione: il calcio è una stupenda palestra di vita, che sa regalare preziosi insegnamenti a chi ha l'intelligenza di saperli cogliere (riferimento ad una voce stonata levatasi nello spogliatoio dei pordenonesi durante l'intervallo: «Sto pensando alla prossima gara, perché questa è già vinta!»).
.

AVVOCUP - I risultati della 4^ giornata

.
GIRONE "A"
.
PADOVA - BERGAMO 5-0 (rondello, biasia, biasia, tamburrino, biasia)
.
Marco Cappellari (Padova): "Giornata ottima per giocare a calcio (perfetta se non ci fosse stato un po' troppo vento) e campo in perfette condizioni. Finalmente a disposizione del mister Abate 15 giocatori e, quindi, ampia possibilità di scelta sulla formazione da schierare, con opzione molto offensiva quasi obbligata (questa volta, a differenza di Brescia, pochi difensori e molte punte e controcampisti offensivi). Comunque, la scelta paga e, dopo una ghiotta occasione fallita da Francesco Rondello, questi si rifà con un bel gol di testa nel "sette", a chiusura di una bella manovra sulla nostra fascia sinistra offensiva. L'incontro è sempre stato sotto il nostro controllo e Andrea Biasia ha segnato altre due reti che hanno portato il risultato sul 3 a 0 alla fine del primo tempo. Nel secondo tempo il ritmo è un po' calato, anche perchè noi non avevamo necessità di attaccare, ma comunque abbiamo segnato ancora due gol: il quarto Tommaso Tamburrino con un bel tiro da fuori area e, il quinto, sempre con Andrea Biasia, capocannoniere più che mai. Il nostro mister è stato molto soddisfatto della prestazione della squadra (lo sarà molto meno, immagino, alla sera per il risultato dell'Inter di cui è un tifoso ai limiti della ragione). Verso la fine della partita, anche qualche occasione per i Colleghi Bergamaschi, ai quali avevamo anche organizzato il consueto terzo tempo e che, invece, con "tempestiva" comunicazione data solo negli spogliatoi hanno deciso di disertare e di tornare subito nelle loro lande. Senza voler fare polemica, devo dire che tale comportamento, oltre che averci lasciati perplessi (la partita era stata tranquilla e senza il minimo screzio), appare contrario allo spirito per cui questa competizione è sorta e, per questo, speriamo che non si ripeta più. A presto. Marco Cappellari".
.
Luca Cerullo (Bergamo): "....Che dire....? Non é facile commentare un 5-0, é doloroso e poco piacevole. Il risultato parla chiaro e lascia poco spazio all'immaginazione. La superiorità di Padova, a tratti, é stata imbarazzante. Cinque i gol subiti, tutti di pregevole fattura: di testa in torsione, al volo, dal limite, con palombella. Meritano una speciale menzione i colleghi patavini Tamburrino Luca (8) e Biasia Andrea (7). Il primo si é portato a spasso 10/11 della Bergamo Lex per tutti i 70 minuti di gioco, impreziosendo la propria gara con un fantastico gol (il quarto): un missile terra aria dal limite esploso alla destra di un incolpevole Mazzariol. Il secondo ha siglato 3 dei 5 gol con cui Padova ci ha travolti. Entrambi ben potrebebro giocare, senza sfigurare, nel campionato promozione. Non mi sento di aggiungere altro, troppo grande il divario fra le due squadre in campo. Francamente non credo che la Bergamo Lex, anche se al completo ed in perfette condizioni, potrebbe competere ad armi pari con una squadra simile. Ora non ci resta che sperare nell'ultimo incontro con Rimini, che, alla luce dei risultati conseguiti, mi pare una squadra da temere. Sarà dura... F.to n. 3".
.
RIMINI - MANTOVA 2-2 (costi [m], gencarelli [r], stanghellini [m] rig., coppola [r])
.
Federico Cavagna (Rimini): "Rimini - Mantova 2-2. Marcatori Rimini Gencarelli e Coppola. Partita nervosa e risultato giusto".

Gaetano Alaia (Mantova): "Il Foro Virgiliano si presenta a Rimini con una discreta formazione (ma cautamente con una sola punta), consapevole delle insidie che la riviera romagnola potrebbe riservare. In effetti il Rimini parte forte ed impone il proprio gioco, passando con un bel colpo di testa alla metà del primo tempo. Non si arrendono i Biancorossi, che pareggiano con un gol "dichiarato" di Costi (al quale dovrò con piacere pagare da bere) e riescono anche a tornare in partita sotto il profilo del gioco. Secondo tempo piacevole, con belle parate di entrambi i portieri e squadre che giocano a viso aperto. Verso il 20° raddoppia Rimini che approfitta di una ingenuità degli ospiti. Un gol che si poteva evitare. Il Foro Virgiliano però, a 7 min. dal termine su rigore, agguanta il meritato pareggio e rischia di vincere allo scadere con un diagonale ravvicinato che esce di un soffio. Terzo tempo in ottima e piacevole compagnia (senza piadina però) e quarto tempo notturno del Foro Virgiliano a Milano Marittima ... di cui nulla si sa."

.
GIRONE "B"
.
TRIESTE - VENEZIA 0-2 (fumarola, fumarola)
.
Paolo Emilio Rossi (Venezia): "Il pagellone di Bonifacio"
.
Cimino: pronti via, fa respirare la squadra tenendo palla, poi decide di mandare a quel paese l'arbitro e si guadagna il rosso. Più sregolatezza che genio. Voto 3 (come i minuti giocati)
Fameli: è la vera risorsa della squadra, se c'è bisogno gioca anche in porta, entra e fa l'assist del secondo gol. Voto 6.5 (speranza)
Zanchi: alle prese con un brutto cliente, si riscatta della sbavatura col Treviso. Peccato per il colpo di testa nel finale. Voto 7 (the wall)
Bianchi: ha tanta grinta che sgrida compagni, avversari, arbitro e se ci fosse una curva zittirebbe anche quella. Esce in polemica con se stesso. Voto 6
Pea: parte punta, gioca a centrocampo e si va a prendere la palla in difesa. Voto 6, solo perchè manca il terzo rigore su tre partite. Onnipresente
Rossi: padrone della fascia sinistra, non gli manca il fiato. Aiuta la difesa e si propone costantemente in attacco. Voto 7 quantità e qualità, manca la freddezza
Secchi: ora la panchina traballa di meno. Più re del terzo tempo, che genio tattico. Non conosce ancora i nomi dei giocatori. Voto 8 (ma solo per il terzo/quarto tempo). Bello di notte.
Fumarola: in una partita, quasi prende a quota 3 il nostro goleador. Aiutato dalla staticità della coppia centrale avversaria, va in doppietta all'esordio. Voto 7,5 (paraculato)
Rigo: non risparmia le sportellate con il suo dirimpettaio. Da del tu al pallone, che però latita nella sua zona di competenza. Voto 6 (assist man)
Pusateri: il tempo che gli concede il mister non gli è sufficiente a dimostrare il suo talento. Aspettiamo il nostro Gigi Riva per la fase finale. S.V.
Ghedin: sempre presente nella manovra, sulla lunga distanza non smette di disegnare trame interessanti. Voto 6 (calatrava)
Niero: vero regista di centrocampo, si dice che lo cerchi anche la Juve per la prossima stagione, ma mister Secchi non lo molla. Cala un po' nel secondo tempo. Voto 6,5 (essenziale)
Romor: assieme a Zanchi fa addormentare ogni iniziativa avversaria. Parla poco, ma si sente molto. Voto 6,5 (camomillo)
Tasca: le giovanili con il mister Secchi si vedono tutte. È un vero talento, ma gli manca l'orecchio musicale. Non passa nulla nella fascia destra se non lo vuole lui. Voto 6,5 (Maldini allo specchio)
Guidoni: si conferma ancora una volta saracinesca, gli avversari non tirano mai in porta e lui prende il sole. Voto 6 (abbronzato)
Galli: 35 minuti rilassanti. Quando é chiamato ad intervenire si mostra presente. Il più grande pericolo é dato dalle grida di Bianchi. Voto 6 (assordato)
Greco: la sua falsità non ha limiti. Litiga col capitano avversario e con la bandierina. Non sbandiera nei fuori gioco, ma ce li fischiano lo stesso. Voto 5 (querelabile)
Gianni: la stella del lido non trova spazio nell'undici titolare, ma appena chiamato si fa trovare pronto. S.V. (Roberto, almeno per il mister)
Bonifacio: molto meglio per le pagelle che come terzino. Non sta in piedi, ma ci prova lo stesso. S.V. (vernaccoliere) [n.d.P. = nota del Presidente: concentrato e determinato, salva il risultato con una scivolata provvidenziale. Voto 6 (efficace non solo con le parole)]
Sforza: entra e fa subito sentire la sua presenza. Ripetutamente redarguito da Ghedin, combatte fino all'ultimo. Voto 6 (recuperato).
.

giovedì 14 aprile 2011

TORNEO "FOOD-BALL" - Ecco a voi l'Antitrust Roma: "La scossa" (di Gualco Zaccardi)

.
ROMA - E’ giovedì e constatiamo per l’ennesima volta che è saltata la partita a Tor Di Quinto. La vecchia guardia sembra dispersa. Morreale alle prese con un infortunio alla spalla che lo blocca – per il bene del calcio – da un anno e mezzo; Merlino, da quando hanno chiuso il parcheggio dell’Antitrust, non può più venire in macchina e quindi non potrebbe tornare la sera a Latina (e non ci fidiamo a farlo dormire a casa di qualcuno di noi, mica siamo fessi, siamo tutti sposati!); Tacchiventuri è troppo preso da lavoro e famiglia, Gualco sta facendo tre tornei, anche se ancora non ha imparato a giocà a pallone. E, senza i vecchi, anche il resto della truppa si è perso. Con Tonino decidiamo che non c’è altra soluzione: la chiamata finale alle armi. Mando una mail a tutti, ci contiamo, facciamo il punto, ci assumiamo ognuno le proprie responsabilità. E’ la scossa. Ci siamo, ancora una volta, siamo pronti, con la stessa fame di vittorie di sempre. Eh sì, perché, in fondo, ci era successo come all’Inter. Dopo che hai vinto tutto, per un po’ ti passa la fame ma poi, con il tempo, il talento riemerge e ricomincia a scrivere la storia. Ed è quello che accadrà a Spilimbergo. Eccomi dunque, novello Franz Moor di Schiller, a presentarvi i miei Masnadieri, in ordine di reparto, enumerando solo quelli che, ad oggi, hanno dato conferma definitiva. I certi sono:
. DIFESA. Sergio Galetta. Ha imparato a rivestire, con il tempo, il ruolo di leader silenzioso. Coscienziosamente ha anche assunto le fattezze giuste per essere un riferimento nel nostro team. Solo per apparire più credibile ai nostri occhi, dunque, ha dovuto prendere quei 10 chiletti senza i quali mai e poi mai gli sarebbero state affidate le redini della partitella del giovedì. Nella prima edizione era un giovane assai promettente, ora il pendolino del tavoliere è diventato un vero e proprio omo de panza. Una certezza. Cristian. Lui le fattezze ce le ha sempre avute. Se tutto va come deve, sarà uno dei migliori giocatori del torneo, soprattutto fuori dal campo. 100 chili di difensore centrale, mi è bastato parlargli un minuto per convincerlo a venire. Mi ha risposto: “Ma se magna?” “Sì”. “Hmm… Ma se beve?” “Sì”. “Hmm. Ma le donne ce stanno?”. E qui ho dovuto esagerare un pochino. “Vabbé, per me è perfetto, ci sto”. Peraltro, tecnicamente, è il nostro Busquez. Eugenio Pergola. L’astemio difensore con contratto in scadenza coi ramarri, ha più volte manifestato l’intenzione di cambiare aria. Corteggiatissimo, alla fine ha ceduto alle insistenze del fratellone Gualco, sicuro di poter vincere ancora moltissimo. Con Bousquez formeranno una coppia insuperabile, anche perché perfettamente assortiti. Li vedo molto bene pure davanti al bancone. Gustavo Barbantini. Roccioso difensore, meglio sulla fascia, non dice mai di nò quando si tratta di giocare e mangiare. Altra certezza, un ottimo ragazzo (si fa per dire). Avviso ai naviganti sulla fascia: occhio, non sempre prende il pallone! Tonino D’Ambrosio. Vi starete chiedendo cosa si possa dire di lui che non sia stato già detto. Una chicca ce l’ho. Il 6 maggio, primo giorno del torneo, per improcrastinabile impegno di lavoro, sarà a Barletta. E che problema c’è? Mi manda oggi a pranzo il seguente sms: “Comincia a scrivere sul blog. Francesca non vuole mancare e quindi ci vedremo alle 17 a Bologna (la moglie infatti sarà a Padova) e quindi saremo a Spilimbergo in serata”. Serve altro?
. CENTROCAMPO Federico Céschel. L’oriundo di Orsago, che nella capitale si è visto anticipare l’accento, torna nella sua terra con ambiziosi progetti. Innanzitutto a Spilimbergo si sentirà nuovamente chiamare Ceschél. Poi, in fondo, un bicchierino se lo beve volentieri. Ancora, i tanti successi sportivi non lo hanno ancora sfamato. Gli manca il successo in terra propria e… nemo profeta in patria? Lui crede che si possa smentire il motto. Merita una citazione la cassa di Prosecco regalatami dal padre in occasione del primo Spilimbergo. Sor Céschel, se vuole ripetere, io non mi offendo mica! Vincenzo Maggiulli. Altra grande novità dalla quale il gruppo si aspetta moltissimo. Con il passare degli anni ha perso la sua abituale mobilità a centrocampo, trasformandosi in centrocampista di peso. Eppure, si è scritto di recente, alla ragazza dice che il giovedì va a giocare, ma noi non giochiamo da mesi! La domanda, allora, sorge spontanea: cosa c’è sotto o… meglio, chi c’è sotto? Gualco. A Tivoli ormai è diventata una leggenda, l’escussione dei testimoni del venerdì mattina, dalle 11 in poi. Niente chiarimenti, niente domande inutili, assunzione molto rapida. Il Giudice ha fretta, sussurrano gli avvocati dandosi di gomito… Alle 14,30, infatti, kick-off all’Acqua Acetosa e non si può arrivare in ritardo! Non serve che io precisi che si tratta solo di battute. Francesco Sucameli, detto… U CONSIGLIORI! Novello Consigliere della Corte dei Conti, trattore del centrocampo, diserbatore della fascia, terrore di tibie e talloni, è soprattutto un grande fuori dal campo. Porterà anche fratello e cugino, si dovesse pensare che non gli piace Spilimbergo!
. ATTACCO Giustino Lo Conte. Il Toro di Sora (vi invito a notare la somiglianza con il mitico Pasquale Luiso, centravanti del Piacenza degli anni 1980-1990), quello che quando segna - accade spessissimo - ringrazia Dio, quello che: “Datemi la palla, datemela qui sul petto, vi giuro che segno, ve lo giuro!”, gli passi la palla, stoppa di petto, la mette giù, beve un difensore, si aggiusta la palla e la mette sotto il sette da venti metri. Giustino non lo sa ma, come in ogni squadra che pratica il calcio totale, potrebbe essere chiamato a dare una mano a centrocampo, magari sulla fascia o dietro alla prima punta. Del resto anche Yari Litmanen, nell’Ajax dei primi ’90, tornava e correva come un dannato. Uno finlandese trapiantato in Olanda, l’altro Irpino trapiantato a Roma, il primo più tonico, il secondo più tecnico, ma entrambi campioni. Roberto. Il bomber, amico di Cèschel. L’altra volta lo abbiamo prestato a Salisburgo e ci ha rifilato due clisteri. In amicizia, naturalmente, ma stavolta non lo prestiamo a nessuno. Anche a lui potrebbe essere chiesto un sacrificio tattico. Anzi, gli sarà chiesto certamente: per 38 minuti su 40, per dirla come dicono a Sky, sarà l’unico oltre la linea della palla! Andrea Scalzo. Altro grande acquisto. Il sinistro buono ce l’avrebbe pure, ma non si allena, tatticamente è indisciplinato, non segna tantissimo e manco te dà retta. Praticamente, quando giochiamo, dopo 5 secondi si sente il vocione di Gualco… “André stringiii!”, “André allargate, c..zo!”, “Andrè passa sta c..zzo de palla”, “E guardame Andrè, so’ solo!”. Però gli voglio bene, anche se mi fa arrabbiare. Molto meglio fuori dal campo, in campo può solo migliorare. Merlino. Cosa aggiungere per colorare ancor di più il mito, il Clooney della Pontina, il sinistro di Dio? Ha annunciato che non giocherà, ma alla fine abbiamo trovato concordemente un ruolo fondamentale: dietro la porta avversaria, munito di cerbottana e cartoccetti, regolarmente salivati. Ci sta pensando e credo che alla fine, di fronte a questa prospettiva, tornerà ad indossare la sua maglia. Avviso alle naviganti: Viene senza la moglie!!!! Morreale. Lo avete visto in discoteca, lo avete visto con le taniche traboccanti di vino in partenza da Rauscedo e già questo spiega perché sia lui, con Tonino, il vero leader. Quando chiami, c’é. Anche lui sarà a Barletta, il 6 maggio, ma la sera sarà certamente nella vicina Spilimbergo. Possibilità di vederlo in campo? Abbiamo chiesto al fisioterapista di completare la riabilitazione con grande calma, in modo che non sia pronto per Spilimbergo. Il professionista costa molto, ma lavora bene. E’ un anno e mezzo, infatti, che il nostro non gioca! Luciano Vasquez. Come Vargas viene da Catania, come Vargas ha un grande sinistro, ma soprattutto si fa valere fuori dal campo, per simpatia e presenza… a tavola! Ci teniamo molto che venga, soprattutto se porta il figlio, Francesco, che gioca a calcio e ha 25 anni meno di noi! .
ER PURMINO Ci stiamo organizzando per avere a disposizione un pulmino per raggiungere i campi dal ritiro prepartita, sul luogo del quale aleggia ancora una fitta coltre di mistero.. Per adesso è tutto. Un grande abbraccio a quel mondo lontano che, da qui, va appena delineandosi all’orizzonte. Gualco
.

AVVOCUP - I convocati per sabato 16 contro Vicenza

.
.Ecco i nominativi dei convocati, numerosi ma ben sappiamo che alla fine …, per la partita di sabato 16 aprile 2011 (Auguri di buon compleanno a Ivan Cesaratto e tantissimi auguri per la sua salute. Lo aspettiamo per Dublino). Avversaria Vicenza. Sedrano ore 15,15 – inizio ore 16.00
. BELLINATO ALESSANDRO, BROSOLO OLIVIER, CAPOMACCHIA FILIPPO, CELANO GIOVANNI e FRANCESCO, DE COL ANDREA, DE GOTTARDO LUCA, DEL BIANCO ENZO, FELTRIN MICHELE, GALASSO CARLO, GASPARINI FABIO, IODICE ENRICO, LORENZON EMANUELE, PERGOLA EUGENIO, PIPPO, ROS EMO, SIMONATO PIERO, TIRELLI MATTIA, VICENZOTTO PAOLO.
. Toni Pollini
.

mercoledì 13 aprile 2011

AVVOCUP - I posticipi della terza giornata del girone "B"

.
VENEZIA - TREVISO 1-2 (niero [ve] rig., conselvan [tv], aggio [tv])
.
Paolo Emilio Rossi (Venezia): “Archiviare e ripartire immediatamente (per Trieste)”
“Venezia ripiomba fragorosamente con i piedi per terra, ma non si fa male. La sconfitta di misura contro i più quotati trevigiani, squadra esperta e ricca di talenti, non ridimensiona le ambizioni della matricola. I lagunari, pur privi di ben 4 titolari, passano in vantaggio grazie a un rigore su Pea trasformato da Niero. Il primo tempo si conclude sull'1-0 per la squadra di casa, che però subisce il ritorno di Juris Marca, meglio disposta in campo nella seconda frazione di gioco e cinica nell'approfittare di due disattenzioni della retroguardia neroverde. Il terzo tempo pare riuscito alla grande, anche grazie alla cordialità e alla simpatia degli amici di Treviso.”
.
Aurelio Munari (Treviso): "Partita equilibrata contro un Venezia che si dimostra matricola di lusso, ben disposta in campo e organizzata in tutti i reparti; primo tempo all'insegna dell'equilibrio con Juris che forse creava qualche occasione in più ma Venezia si difendeva ed in contropiede veniva premiata con un rigore per fallo del nostro portiere al limite (c'è chi dice dentro, chi fuori) dell'area di rigore. Secondo tempo all'insegna dei cambi da una parte e dall'altra ma continuava l'equilibrio, sancito dal gol di Conselvan che portava il match sul giusto pareggio, rotto solo ad una manciata di minuti dalla fine dalla zampata di Aggio, una delle new entry di quest'anno, che hanno portato un po' di forze fresche in una compagine oramai molto "esperta" .... Partita molto corretta ed ottima atmosfera; serata conclusa in maniera eccelsa con un terzo tempo di assoluta categoria Adesso sotto con il Bassano, per decidere la testa del girone .... un saluto aurelio".

BASSANO - VICENZA 3-1 (di benedetto [b], sartore [b], autogol [b], pelliccione [vi])

Marco Santarcangelo (Bassano): “LO JUS SPORT SORRIDE: 3 – 1 per il Bassano il derby contro Vicenza
Per una volta cominciamo dalla fine: Il girone B dell'Avvocup vede lo Jus Sport Bassano in testa con sette punti insieme a Treviso e nell'ambiente giallorosso, seppure senza troppo clamore, si avverte indubbiamente una certa sensazione di sana euforia! Eh sì, perché Bassano gioca bene, forse come mai prima e soprattutto riesce anche a capitalizzare il gioco prodotto portando a casa punti e, quindi, morale! Tre partite: sette punti (che potevano essere tranquillamente nove senza l'imprevista donazione effettuata a favore della “new entry” Venezia che comunque si sta ben comportando dimostrando il suo valore...). Tutti risultati positivi insomma ma, ciò che più conta, si comincia a vedere bel gioco non solo a sprazzi, ma anche come frutto di un ragionato modulo tattico.E' vero che le ultime due partite lo Jus Sport le ha giocate in casa e questo certamente costituisce per i giallorossi un vero e proprio “x factor”, un valore aggiunto che da sempre aggiunge qualche ottano in più alla benzina dei giocatori del Grappa. A voler cercare il pelo nell'uovo si nota sempre un deciso calo fisico nella seconda parte di ogni gara che però, partita dopo partita, i giocatori hanno dimostrato di poter gestire con maggior maturità. Anche nell'ultima partita, giocata nel derbyssimo con i cugini di Vicenza, il cliché è stato lo stesso: Bassano è partito subito forte gestendo molto bene le fasce esterne del campo per portare avanti il gioco e la palla al fine di sfruttare gli inserimenti in area degli attaccanti. Questo tipo di gioco si è dimostrato particolarmente congeniale alle caratteristiche dei centrocampisti e degli attaccanti giallorossi. Andiamo però con ordine. La formazione di casa si è presentata al completo, con l'unica rilevante assenza del difensore centrale Parolin che ha dovuto scontare la squalifica per cui mister Taras ha sopperito spostando Vidale al centro e per il resto formazione standard con Di Benedetto stavolta disponibile in fase offensiva. Con le azioni di gioco cui sopra si faceva cenno lo Jus Sport passa in vantaggio dopo appena cinque minuti di gioco: azione concertata con rapidi fraseggi tra Farronato, Rebecchi ed infine Di Benedetto che insacca alle spalle del portiere biancorosso. L'inizio è quindi promettente e consente al Bassano di giocare con una certa rilassatezza, anche se la concentrazione è alta e si vede. Da parte sua Vicenza gioca e sa far girare la palla, ma non riesce seriamente a far paura limitandosi ad effettuare qualche tiro da fuori area. Dopo una decina di minuti giunge il raddoppio bassanese: scambio tra Sartore, Rebecchi ed ancora Sartore che segna per l'esultanza di tutto il clan giallorosso! Un altro paio di occasioni si presentano subito dopo per Di Benedetto, che però stavolta non riesce ad affondare il colpo. Si va quindi negli spogliatoi per l'intervallo sul 2-0 per Bassano. La serata è piuttosto fresca rispetto alle temperature della settimana precedente e questo ha certamente contribuito a non esaurire troppo le batterie dei giocatori che quindi rientrano in campo ancora con la giusta voglia di fare bene. Il Vicenza non ci sta a perdere ed organizza una buona mole di gioco, ma il risultato non cambia anzi... cambia nel senso opposto! Dopo cinque minuti infatti Bassano effettua una punizione con Di Benedetto, palla che in piena area carambola sul corpo di un giocatore Vicentino per un classico autogol! 3-0 e risultato onestamente un po' troppo penalizzante per Vicenza. A onor del vero, da quanto si è potuto percepire osservando il match, la differenza più rilevante tra le due squadre (almeno in questa partita) è stata determinata dal collettivo. Bassano si è dimostrata formazione più compatta, con i reparti ben equilibrati e disciplinati, mentre gli ospiti apparivano più scomposti e con un reparto difensivo più in affanno, a causa anche del poco supporto forse ricevuto dal centrocampo nelle fasi di ripiegamento. Ciò nonostante verso la metà del secondo tempo giunge il gol della bandiera del Vicenza: un gran tiro da fuori area che si insacca sotto la traversa di Tomasello. Il portierone bassanese in realtà sembrava un po' troppo avanzato rispetto alla linea di porta, pare avesse visto un quadrifoglio appena vicino alla linea dell'area piccola e quindi, nonostante un gran colpo di reni, non è riuscito a toccare la velenosa palla che lo ha tradito... Comunque giusto così ed onore al merito vicentino per il bel tiro. Non sono poi mancate allo Jus Sport ulteriori occasioni (alcune davvero ghiotte) per raggiungere il poker: in particolare Agostini lanciato a sinistra in piena area di rigore ha lasciato partire un bel tiro ad effetto per aggirare il portiere di Vicenza sul palo più lontano, ma il n.° 1 biancorosso si è prontamente disteso riuscendo a toccare la palla quel tanto che bastava... la sfera è poi giunta tra i piedi di Rebecchi che non è a sua volta riuscito a finalizzare: poco male per il buon Leo che, seppure non ha avuto la gioia del gol, ha messo la sua firma su tutti gli altri...Verso il ventesimo del secondo tempo Bassano effettua qualche cambio: Branciforti per Farronato anche per testare la tenuta del piede acciaccato e Dionello per Di Benedetto. Le fasi finali sono sempre le più delicate per Bassano tra le cui fila ormai solo Conte corre ancora come se fosse il quinto minuto del primo tempo... Ultima nota per l'arbitro (anzi l'arbitra) Pallaro che, complice un comportamento sostanzialmente molto corretto di tutti i giocatori, ha disputato una prestazione più che buona. Da segnalare peraltro la tenuta atletica della stessa quando, ormai sul finire della partita, a più riprese inutilmente richiamata a gran voce da tutta la panchina bassanese che voleva effettuare un cambio, ha effettuato uno scatto di sessanta metri degno del vecchio Ben Johnson ai suoi tempi (ovviamente senza allusioni al doping...) per correre verso la panchina di mister Taras: attimo di panico nell'entourage bassanese nel timore che tanta arbitresca foga fosse il preludio all'esposizione “arbitraria” di un imprecisato numero di cartellini forse per i troppi richiami della panchina? In realtà nulla di tutto questo: in realtà voleva solo comunicare (ormai senza fiato dopo lo scatto...) che il cambio lo avrebbe concesso dopo la punizione che Vicenza doveva calciare. Finisce quindi 3-1 per Bassano. Anzi finisce tutto ad arrosticini & co. da Fernando l'abruzzese! Mercoledì prossimo... udite udite! Sarà scontro al vertice con Treviso, stavolta in trasferta! Vediamo se per Bassano saranno rose o.... cachi!
Marco Santarcangelo".
.

AVVOCUP - Rassegna Stampa

.
3^ giornata: A.C. FORENSE TRIESTE - AVVOCATI PN 1-1
.

martedì 12 aprile 2011

IL CASO UMANO - Una lettera per gli amici... (di Matteo Cornacchia)

.
Carissimi,
Enrico mi ha fatto sapere dei numerosi messaggi che mi sono stati rivolti sul blog. Ringrazio tutti di cuore. Vi scrivo dal monastero di San Bartolomeo Isolato in Aspromonte, dove mi sono ritirato da domenica mattina per un opportuno periodo di riflessione, preghiera e penitenza suggeritomi da un segno (una specie di incisione simile a una “T” e una “P” che ho trovato sulla portiera dalla mia auto sabato notte, nel parcheggio della piscina). In questo momento riesco a scrivervi in uno dei rari momenti di riposo: i frati mi hanno riservato la stessa cella che fu di Marco Stella due anni fa, dopo la semifinale con Padova. Sul muro ho trovato ancora qualche sua incisione. La celletta è davvero molto bella: semplice, forse un po’ sobria, ma accogliente. Il letto è praticamente un bancale di legno: sembra un po’ spartano, ma le proprietà del duro legno per la corretta postura della spina dorsale sono note. Sono sicuro che quando arriverà il materasso (stanno finendo di impagliarlo, mancheranno ancora due o tre settimane) sarà comodissimo. I frati poi mi hanno fatto trovare sul comodino alcune foto per rallegrare l’arredo: una è quella di Sant’Antonio (qui lo chiamano fraternamente “Toni”), una è quella di San Fernando Muslera, protettore dei portieri, la terza è di San Germano, protettore della mano, raffigurato con l’aureola di rigore ben marcata. Qui ovviamente Internet non arriva, per cui spero che il piccione che mi ha fatto avere il messaggio di Enrico ritorni presto a casa con questa mia lettera. La vita qui scorre lenta, in un clima di grande raccoglimento spirituale. Il cilicio, credetemi, non è poi così fastidioso: dopo le prime 7-8 ore mi ci ero già abituato e ora me ne accorgo solo quando starnutisco (il problema è che sono allergico al polline e la stagione non è delle migliori da questo punto di vista…). Un po’ più pesanti sono gli interminabili momenti di preghiera, specie i rosari. Qui se ne dicono 7 al giorno, uno ogni 3 ore: i fraticelli sgranano la loro corona all’inginocchiatoio, io invece devo stare inginocchiato direttamente al suolo, sui ceci secchi (così si usa fare con i novizi, su disposizione della regola monastica della congregazione, i “Fratelli della bandierina”). La posizione, lo ammetto, alla lunga è un po’ scomoda anche perché la recita del rosario è condotta da Fra Remigio, affetto da un evidente problema di balbuzie che allunga oltremodo le 50 avemaria. Ma a parte questi dettagli insignificanti, non mi sto trovando male e passato il primo giorno le ginocchia hanno preso la forma dei ceci per cui ad ogni nuovo rosario basta trovare la posizione per l’incastro giusto. Anche i pasti, che all’inizio mi sembravano un po’ parchi, in realtà sono più che sufficienti perché con tutta questa preghiera si consumano pochissime energie. All’inizio ho fatto un po’ di fatica con il pane secco, poi ho affinato una tecnica tutta mia che consiste nel tenere il boccone in bocca per diversi minuti, fino a quando con tutta la saliva di cui dispongo riesco a ottenerne un “bolo” che va giù che è una meraviglia. L’acqua, invece, è freschissima e davvero buona. Forse stasera me ne danno due bicchieri invece dell’unico che mi spetterebbe!!! Sono davvero gentili con me, e mi vogliono tutti un gran bene. Il resto della giornata lo trascorriamo a fare dei lavoretti per il monastero: qualcosa di falegnameria, restauro di mobili, il governo di un piccolo orticello proprio dietro il chiostro del convento. A me è spettato un lavoro piuttosto semplice: devo spaccare degli enormi blocchi di granito per farne dei mattoni, con i quali stiamo costruendo una nuova cappella (mi hanno detto: “La cappella è tutta tua!!!” Che forti…). Il lavoro in effetti può sembrare monotono e faticoso, non fosse altro perché il piccone che ho avuto in dotazione ha il manico rotto, lungo solo 30 centimetri, per cui avverto di più il colpo quando impatto sulla roccia e mi capita più facilmente di essere colpito sulla faccia da schegge o pezzi di granito sui denti. Ma continuo a pensare di essere fortunato, perché gli altri fraticelli lavorano tutti al chiuso mentre io posso stare all’aria aperta, al fresco dei 38 gradi dell’Aspromonte, in un incantevole paesaggio di rocce, spuntoni, rovi, sterpi e tante ortiche di speci diverse (all’inizio pensavo fossero tutte uguali, poi ho visto che mi provocavano bolle diverse sui piedi). Io lo considero un privilegio e, onestamente, non so quanti altri novizi abbiano potuto ricevere simili concessioni. Ora vi devo lasciare, perché i 6 minuti del riposo pomeridiano sono ormai terminati e devo affrettarmi a scendere in cripta per la recita del quarto rosario di oggi. Ah, dimenticavo. Sempre in base all’usanza della confraternita mi è stato assegnato il mio nuovo nome monacale: Fra Carlo. Mi è stato riferito che ogni battesimo ha il suo significato e presto anch’io capirò il mio. Non vedo l’ora…
Ciao amici, vi voglio bene e spero di rivedervi presto!
Matteo
.

lunedì 11 aprile 2011

AVVOCUP - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi

.
Cornacchia 5,5: e spiego il perché. Qui bisogna appellarsi ai penalistipallonari del gruppo per discutere il delicatissimo tema del nesso di causalità nel calcio. Per la teoria della causalità adeguata, il rapporto di causalità calcistica sussiste solo con riferimento a quegli antecedenti che, oltre ad essere causa dell'evento sulla base del giudizio controfattuale (condicio sine qua non), sono, secondo un giudizio ex ante, idonei a produrre il gol secondo il parametro dell'id quod calciumque accidit. E Vicenzotto dalla stessa posizione ha calciato sulla barriera. Perciò applicherei il secondo comma "La modalità di esecuzione del calcio di punizione sopravvenuto escludono il rapporto di causalità con il fallo che l'ha generato, quando è tirato talmente bene da essere da solo sufficiente a determinare il gol”. E mi pare che ci siamo……. “In tal caso” continua il 41 codice penalcalcistico, “se il fallo precedentemente commesso costituisce per sé una cappellata, si applica la pena per questo stabilita" cioè 5,5 in pagella.
Rumiel 6: aveva creato una buona diga in mezzo, ma poi ha gettato la spugna.
(Gurnari) 6: bene con i piedi, ma si vede che gli manca il ritmo gara dopo lo stop forzato.
Galasso 6,5: suo l'assist. Buon dinamismo e dialogo con i compagni. Anche lui ha la palla per chiudere il match ma la spreca alta.
Feltrin 6/7: gioca con grinta e precisione sull'uomo, concedendogli poco o nulla.
Pergola 6+: non lascia grandi manovre al suo uomo. Sul rigore, da lontano mi pareva più no che sì.
(Ribetti) 6: gioca in difesa e non disdegna le puntate in avanti. Ma non sfrutta una palla a due metri dalla porta.
Iodice 6+: gioca da capitano, organizzando con ordine la difesa.
Stella 6/7: in fascia concede anche un paio di discese non male.
Bellinato 7: forze fresche e buona qualità in mezzo.
Tirelli 5,5: sette per il gol, ma la media crolla per lo sperpero di gol.
De Gottardo 6/7: non lo vedo trequartista, ma ottimo esterno di centrocampo che copre e si propone.
Vicenzotto 5,5: rientro con qualche luce (la traversa) e molte ombre, dovute a caldo e muscoli non allenati.
(Celano) 5,5: nella nota occasione doveva chiudere con un destro secco fra palo e portiere, invece giochicchia sul fuorigioco.
.

domenica 10 aprile 2011

AVVOCUP - Contro Trieste la vittoria si "volatilizza" a tempo scaduto...

.
Il Tabellino
A.C. FORENSE TRIESTE - AVVOCATI PN 1-1 (0-0)
Formazione: Cornacchia, Rumiel (Gurnari), Galasso, Feltrin, Pergola (Ribetti), Iodice [C], Stella, Bellinato, Tirelli, De Gottardo, Vicenzotto (Celano).
Marcatore: Tirelli.
.
TRIESTE - Sembrava fatta, il terzo minuto di recupero era quasi trascorso, i ramarri stavano conseguendo una meritata e faticosa vittoria, conquistata su di un terreno di gioco che per estensione pareva una prateria, sotto un sole cocente che rievocava momenti di piena estate... E poi? È difficile trovare una spiegazione per quanto occorso: abbiamo scomodato i massimi conoscitori di ogni specie avifaunistica ed illustri ornitologi, ma non si è riusciti ad andare oltre il generico e scontato concetto di "raptus avicula". Il fatto. Palla innocua che rimbalza in direzione dell'area neroverde, il pennuto naoniano esce dal suo perimetro di competenza e, vista la rassicurante distanza dall'attaccante avversario più prossimo, passa mentalmente in rassegna le varie opzioni a disposizione: 1) "Rinvio il pallone in direzione Trieste-Venezia con tutte le forze, così quando scende la gara è finita!"; 2) "Stoppo la palla, attendo pazientemente l'arrivo dell'avversario e lo beffo con un tunnel, così Pollini si diverte un pò!"; 3) "Visto che la partita è terminata, mi slaccio le scarpe, mi sfilo la maglia che ho accuratamente abbinato al colore dei calzini e poi appoggio comodamente la palla di piatto in fallo laterale!". Nel mentre l'avversario si appropinqua ed il buon Cornacchia, colto dal più classico dei raptus calcistici, abbranca la sfera tra le braccia: cartellino rosso e punizione dal limite, con Ribetti che si sacrifica tra i pali. Risultato: palla tesa indirizzata all'incrocio dei pali che scavalca la barriera e, dopo aver carambolato sulla traversa e sul povero Ribetti proteso in tuffo, finisce in rete. Grande esultanza dei colleghi triestini che trovano un impensabile fanta-pareggio e sconforto totale tra le fila neroverdi. Non ci sono aggettivi per descrivere l'espressione di Pollini... Venendo alla gara, vi è semplicemente da evidenziare la netta superiorità dimostrata in campo dai ramarri che, soprattutto nella ripresa, dopo essere andati in vantaggio con Tirelli ottimamente servito da Galasso, sciupano occasioni su occasioni per chiudere la gara. Tra i numerosi scempi commessi sotto porta (Tirelli, Galasso, Ribetti, ecc.), merita una menzione quello perpetrato dalla coppia Tirelli-Celano (denominato poi "duetto Mina-Celentano" per la raffinatezza del fraseggio): giunti dinanzi all'ultimo spaurito difensore di casa, si scambiano più volte la palla l'un l'altro, concludendo col fuorigioco del "bisonte molleggiato" che, incurante del fischio dell'arbitro, spedisce in rete. L'ultima nota è per l'esordio più che positivo del giovane Luca De Gottardo: una certezza per il futuro, anche al di fuori del campo. Infine il gradevolissimo terzo tempo in un locale sulla costiera, con vista mare, che regala uno spettacolare tramonto. Tornando al caso spinoso descritto in apertura, segnaliamo il tragico epilogo della vicenda, consumatosi nella tarda notte a Trieste: il pennuto naoniano, già apparso in stato confusionale nel post gara ("Dove mi trovo??? Dov'è Pollini?!?"), compie l'insano gesto gettandosi a mare dal Molo Audace, con la borsa "Avvocati Pordenone" al collo al grido di: "Toni perdonami!". Segue il commovente appello di un paterno Toni Pollini, che dimostra di avere oramai già archiviato l'incidente: "Continuare ricerche fino al recupero, così potremo riutilizzare la borsa...".
.

AVVOCUP - Le sfide della terza giornata del Girone "A"

BRESCIA - PADOVA 0-0
.
Giulio Soldà (Brescia): "Caldo ferragostano al Rigamonti di Brescia. Squadre spossate ancora prima del fischio d'inizio. Partita tattica con un buon primo tempo dei padroni di casa con le rondinelle che vanno più volte al tiro sempre ben parati dalla saracinesca patavina. Il foro di Padova gioca molto bene di rimessa innescando il centravanti biancorosso con improvvise verticalizzazioni e contropiede pericolosi. Nel secondo tempo la partita prosegue sulla falsariga della prima frazione. Piccolo per Brescia svetta di testa e centra il settimo palo in tre gare per le rondinelle con un'esecuzione che dopo aver colpito la parte interna della traversa ricade sulla riga e poi fuori. Anche Padova centra una traversa e, quindi, pareggio sostanzialmente giusto nonostante nel complesso lo Jusbrescia abbia giocato meglio e avuto più occasioni, ma per battere i campioni in carica serviva qualcosa di più (vero Soldà?). Terzo tempo con reidratazione parzialmente alcolica".
.
Marco Cappellari (Padova): “Sabato 09/04/2011, dopo lunghe traversie ci siamo trovati alle 9.30 del mattino nel solito numero di 11, questa volta anche senza il mister Abate. Eravamo: 1 portiere, 6 difensori, 3 centrocampisti e 1 attaccante. Puoi immaginare le prospettive su che partita fare, tenuto conto della giornata caldissima e del fatto che si giocava su campo in erba sintetica. Superato il problema iniziale dell'arbitro non avvisato che la partita era alle 12, l'incontro è iniziato. Il nostro capitano, e tecnico, Mario Martinelli ci ha schierati in un prudente (e necessario viste le caratteristiche degli "atleti" a disposizione) 4 - 5 - 1 (così diamo un po' di numeri come i veri giornalisti sportivi), quindi un primo tempo di grande possesso palla in zona d'attacco da parte dei Bresciani che, vista la loro classifica, avevano bisogno di una vittoria per avere maggiori speranze di qualificazione. Non abbiamo concesso loro molto in termini di occasioni gol ed anzi, in contropiede, siamo arrivati un paio di volte a sfiorare il vantaggio e a colpire la traversa con un bel tiro da fuori area di Michele Mazzolo, poi pareggiato nel secondo tempo da altra traversa dei Colleghi di Brescia nel secondo tempo, caratterizzato da maggiore equilibrio. Qualche altra occasione per parte, ben parata dai portieri, un po' di elettricità in occasione dell'espulsione (un po' severa invero) del nostro Mazzolo, tanto caldo (il campo in erba sintetica lo accentua) e uno 0 a 0 direi giusto. Buon terzo tempo con gli amici bresciani a fine partita, per recuperare un po' delle forze perse giocando in un clima praticamente estivo. Alla prossima. Marco Cappellari”.
.
MANTOVA - BERGAMO 2-0 (palvarini, galdi)
.
Gaetano Alaia (Mantova): "Reduce da una pesante sconfitta il Foro Virgiliano si riscatta e supera Bergamo Lex 2 a 0. Parte bene Bergamo ma il primo tempo risente della temperatura estiva - si gioca a ritmi blandi - e si chiude 0 a 0 con un'occasione per parte. Nel secondo tempo Bergamo pare stanco e subisce il Mantova, che però non riesce a passare. La partita pare avviarsi verso il pareggio ma un gol miracoloso di Pennellone Palvarini sblocca il risultato. Bergamo rischia il tutto per tutto ma subisce il raddoppio ad opera di Massimo Galdi. Mentre vi scrivo il terzo tempo è in corso a base di risotto ed il Foro Virgiliano è ancora in corsa !!!!".
.
Luca Cerullo (Bergamo): “La legge del contrappasso punisce Bergamo, sconfitta 2-0 sul campo dei Virgiliani, lesti nello sfruttare gli svarioni difensivi orobici, aggravati dalla miopia di un arbitro tanto scenografico quanto impreciso. Bergamo si presenta in campo in condizioni fisiche precarie, forse debilitata dal caldo o, più probabilmente, dal venerdì sera. Longobardi e Rillo, per ovviare alla prematura canicola, scendono in campo con improbabili divise da preistoria del calcio: il primo con i mutandoni di lana di un suo antenato partenopeo; il secondo con una maglietta attillata, leggermente alzata sopra l’ombelico (un po’ Boy George, un po’ George Michael). Scudeller è ancor più originale: scende in campo con scarpe ideate dalla Geox, forate in punta per agevolare l’areazione del piede. Idea geniale, ma, come vedremo, infruttuosa. Unico elemento degno di nota, sotto il profilo estetico, la presenza in panchina di Roberta, avvenente Dr.ssa del Foro Orobico assolutamente disinteressata all’incontro (come biasimarla?!?!?): in 70 minuti di gioco, fra uno sbadiglio e l’altro, è riuscita a leggersi le ultime edizioni di Glamour, Vanity Fair e Vogue.
Ma veniamo alla cronaca del match. Ad inizio partita il ritmo è blando. Le squadre si studiano senza farsi del male. Il termometro segna 31° circa e le gambe dei 22 in campo ne risentono. Gli orobici sembrano condurre il gioco, anche se con una manovra disordinata. Il centrocampo risente della mancanza di Mister Rillo, schieratosi al centro della difesa per sostituire l’assente (giustificato) Galatti. Mancando le geometrie del Mister, le azioni orobiche sono dettate dal caso e dagli spunti personali di Regazzoni e Scudeller. E’ Scudeller, infatti, ad impensierire il n. 1 virgiliano al 15’ del primo tempo: dopo un’azione personale, si presenta solitario davanti al portiere, ma conclude alto sopra la traversa. Sull’altro fronte Mantova agisce di rimessa. Al 20’ del primo tempo sfiora il vantaggio con un insidioso diagonale del n. 7, che sfiora il palo alla sinistra di uno stoico Mazzariol, sceso in campo nonostante la faringite e la conseguente terapia antibiotica. Il primo tempo si conclude in parità, senza troppi patemi per l’una e l’altra squadra. Nella seconda frazione di gioco Mantova prende il sopravvento, soprattutto grazie alle incursioni sulla fascia destra del n. 7. Stavolta è Bergamo ad agire prevalentemente di rimessa, ma senza la rapidità mostrata contro lo Jus Sport Brescia. Mantova è più pericolosa e, ripetutamente, impensierisce Sua Eminenza Mazzariol, pronto a sventare ogni insidia. Al 20° minuto del secondo tempo Di Dio viene atterrato in area da un difensore Virgiliano: l’arbitro si porta il fischietto alla bocca - non certo per fischiare la simulazione- ma incomprensibilmente ritorna sui suoi passi, lasciando correre il gioco. Di lì a poco Mantova passa in vantaggio. A 10 minuti dal termine uno spiovente proveniente dalla fascia sinistra cade in area orobica, il n. 7 virgiliano lo raccoglie tentando un improbabile cross che, complici la distrazione di Cerullo e la “malasorte”, si trasforma in gol. Bergamo tenta di reagire, però senza convinzione. Il pareggio, infatti, non arriva. Anzi, gli orobici subiscono in contropiede il secondo gol, viziato dal macroscopico fuorigioco di un avanti mantovano, bellamente ignorato dall’arbitro. La partita si conclude sul 2-0, in un clima comunque cordiale. Terzo tempo bucolico e sfizioso, con risotto alla salamella, tagliata, torta sbrisolona, birra e Lambrusco. Tutto sommato, credo che la vittoria di Mantova sia meritata. Certamente lo è sul piano della simpatia. Quando perdo con loro, non riesco ad arrabbiarmi. Interpretando il pensiero della squadra, faccio i miei complimenti a Gaetano ed al mitico Presidente, li ringrazio per la cordialità e la simpatia che sempre dimostrano. Alla prossima! Pagelle: tutti insufficienti tranne Mazzariol, Regazzoni e Scudeller.
.
P.S. approfitto dello spazio concessomi per comunicare, attraverso pubblici proclami, che il Dott. Luca Manzoni e l’avv. Federico Gelmini, ieri assenti ingiustificati, verranno sodomizzati da tal A.Z. al termine del prossimo incontro, cui avranno la cortesia di presenziare”.
.

venerdì 8 aprile 2011

AVVOCUP - Le pagelle del Koala

.
De Col 6: senza infamia e senza lode pur con i guanti nuovi.
Gasparini 6: balla come tutti la samba nel primo tempo ma ostenta grande sicurezza nella ripresa.
Vissat 5.5: Sopreso dalla velocità e dalla furia agonistica dell'avversario va più di una volta in affanno.
Ribetti 6: il cambio da un ruolo all'altro non gli giova più di tanto. Prestazione onesta.
Feltrin 6: qualche fallo di troppo e la bravura dell'attaccante gli impediscono di raggiungere la consueta eccellenza.
Stella 6.5: Spinge sulla sua fascia e si rende pericoloso nel finale di partita.
Gurnari 6.5: Governa da par suo il centrocampo soprattutto nella ripresa mantenendo alta l'intensità del gioco.
Martini 6.5: E' la nota lieta della serata. Tatticamente intelligente e pronto a giocare di sponda aprendo gli spazi.
Simonato 5.5: Il gol fallito nel secondo tempo pesa sulla sua prestazione poco incisiva in avanti nonostante la grande volontà dimostrata.
Rumiel 6: primo tempo in affanno e nervoso. Si riprende nel secondo tempo buttando il cuore oltre l'ostacolo.
Boschian 6.5: gara ordinata sulla fascia sinistra e pungente in alcuni affondi.
Galasso 6.5: Un po' confusionario nel primo tempo ma sempre vivace e spina nel fianco della difesa avversaria.
Pollinigson 6.5: Corregge in corsa la disposizione tattica della squadra, dimostrando di saper leggere da subito la partita.
Brovedinho s.v.
.

AVVOCUP - "Bassano - Pordenone 1-0: cronaca partigiana di una vittoria importante" (di Marco Santarcangelo)

.
BASSANO - C’è poco da dire: dopo lo scellerato sperpero di due punti preziosi letteralmente naufragati nella laguna veneziana lo Jus Sport era chiamato all’impresa casalinga contro il Pordenone; una “classica” dell’Avvocup sempre combattuta e con alterni risultati. In ogni caso i due punti servivano ad entrambe le squadre avendo anche Pordenone un pareggio alle spalle da gestire: insomma i presupposti per i classici “sciantisi” (“fuochi d’artificio” per chi non mastica il dialetto veneto) c’erano tutti! Bassano si presenta in campo senza due pedine importanti in quanto Di Benedetto e Rebecchi, entrambi del reparto offensivo, sono indisponibili. Per contro recupera Parolin presente in difesa. Il teatro della disfida è sempre il “Travettore Arena”, ormai divenuto campo ufficiale per gli Avvocati bassanesi. La serata è un po’ umidina, ma la temperatura è ottima. Gli atleti affrontano la prima fase del riscaldamento schiacciando enormi zanzare con gli scarpini: chi ha scelto i tredici tacchetti in questo caso fa paradossalmente più vittime di chi ha optato per i sei…. I giocatori quindi si scaldano, si scaldano, si scaldano…. E poi si stancano di scaldarsi! La partita non inizia più in quanto dell’arbitro non vi è alcuna traccia! A questo punto si deve aspettare ed ognuno si organizza come può: a centrocampo mini torneo di calcetto tre contro tre; in zona panchina sit in con dibattito aperto sul tema: “La mediazione: nuova risorsa per la Giustizia od ennesima “tavanata galattica”? In spogliatoio qualcuno bivacca mentre il Presidente Merlo alla fine riesce a contattare l’arbitro. Morale della favola: alla fine la partita inizia con oltre un’ora di ritardo! Mister Taras schiera la squadra con Tomasello in porta, il neo acquisto Gasparotto e Parolin centrali, Vidale a sinistra e Chiminazzo a destra; a centrocampo Branciforti e poi Conte, Bizzotto e Sartore; in attacco (di necessità virtù stanti le assenze…) Agostini e Farronato. Una specie di 4 – 1 – 3 – 2?
Ora la cronaca!
Nei primissimi minuti, come spesso accade, le squadre si studiano e si misurano ma si capisce che i giallorossi sono ben sistemati in campo: difesa “quadrata” ed ottimi spunti sulle fasce (soprattutto la destra). Dopo due minuti primo infortunio (stiramento?) per un ramarro di Pordenone: si era scaldato troppo ed era già troppo stanco al fischio d’inizio! Già dopo cinque minuti Bassano inizia a spingere orchestrando azioni che nascono da Branciforti, il quale apre spesso verso Chiminazzo (che si dimostra lo Zanetti della situazione); scambio di staffette tra questi e Sartore e passaggi a tagliare l’area verso gli attaccanti. A sinistra operano invece Vidale (con consegne un po’ più difensive), Conte e Farronato. Quest’ultimo, forse desideroso di fare bella figura dopo il suo reinserimento come titolare, si mostra davvero ispirato tenendo palla finché serve e distribuendola con precisione ai compagni. La partita, per i numerosissimi tifosi presenti allo stadio (ben nascosti dietro le tribune), si fa davvero divertente e spettacolare; forse il miglior Jus Sport mai visto per qualità e mole di gioco, ordine e geometrie: molti i passaggi di prima con grande intesa tra centrocampisti ed attacco, mentre la difesa rischia poco o nulla grazie all’ottimo lavoro! Nota di merito al giovane Gasparotto che recependo le raccomandazioni del mister gioca pulito ed ordinato bloccando insieme a Parolin ed a Vidale tutte le incursioni degli avversari… E Pordenone? I ramarri ci sono, eccome! Nel primo tempo non riescono però a produrre molto gioco e, soprattutto, a finalizzarlo, mentre in difesa subiscono la rapidità del gioco bassanese. Al decimo minuto brutto fallo su Agostini lanciato a rete… potrebbe starci il rosso diretto, ma l’arbitro sanziona con l’ammonizione concedendo una punizione dal limite. Branciforti s’incarica del tiro e sfodera una bellissima parabola che si stampa sulla traversa a portiere battuto. Il gol però è maturo e verso il 17° giunge dopo l’ennesima bella azione, stavolta partita da sinistra, con il “gioiello” Farronato che ricevendo un passaggio verso l’interno dell’area, finge lo stop e poi tocca deliziosamente di tacco; la palla rotola a centro area in una zona che sembra “terra di nessuno”…. Mentre tutti stanno un paio di secondi col fiato sospeso per vedere che succede arriva Agostini (gran prestazione la sua) come un falco, s’impadronisce della sfera e scarica il destro verso l’incrocio dei pali! Gol bellissimo ed esultanza di tutti i bassanesi. Il primo tempo prosegue piacevolissimo, a parte il gioco un po’ troppo ruvido del Pordenone che si fa sentire sugli arti inferiori dei giallorossi. Al fischio che segna la pausa le squadre rientrano ai box e Bassano verifica lo stato fisico dei suoi: Branciforti ha preso un brutto colpo al piede (che il Dott. “Lessie” ottimisticamente diagnostica come “probabile frattura”), ma stoicamente riprenderà a giocare; Bizzotto controlla il ginocchio e gli altri riprendono fiato. E’ evidente che i ragazzi hanno speso molto ed il mister vuole evitare assolutamente che si ripeta l’esperienza di Venezia. Alla riapertura delle ostilità Bassano riprende e Pordenone pure: la differenza è che gli ospiti hanno sempre continuato a giocare con lo stesso ritmo ed intensità mentre, minuto dopo minuto, è evidente che le batterie giallorosse sono più sul “rosso” che sul giallo… L’arbitro si accorge (dopo un’ora di partita!) che un paio di giocatori non hanno i parastinchi e li manda in panca a rimediare… Mister Taras intanto corre ai ripari ed inserisce Santarcangelo come esterno a sinistra, Dionello in attacco che fa un buon lavoro difendendo la palla, subendo fallo e facendo rifiatare la squadra. Entra infine Cortese a centrocampo. Nonostante ciò Pordenone si fa arrembante rischiando qualcosa in più e rovesciandosi in attacco con alcune palle alte pericolose e giocatori forti di testa in grado di gestirle o di indirizzarle verso la porta di Tomasello. La difesa giallorossa va un po’ in crisi, anche a causa del sovrannumero degli avversari da gestire ma regge! Tomasello si rivela decisivo su un intervento in tuffo che toglie dallo specchio un bel tiro dei ramarri ed un altro paio di occasioni vengono sprecate dal Pordenone che non centra la porta. I cambiamenti di fronte sono ora repentini e gli spazi aumentano. Verso la fine saltano anche gli schemi mentre l’arbitro, a sua volta piuttosto appannato, decide di espellere Parolin (incolpevole) per somma di ammonizioni. Ora Bassano è in dieci ed aspetta con ansia il fischio finale: forse dovrebbe imparare a gestire con un po’ più di freddezza queste situazioni…. Al triplice fischio comunque il risultato non cambia ed i tre preziosi punticini restano cuciti sul tabellino bassanese!
Terzo tempo classicamente dedicato al “nemico” che con le sue specialità abruzzesi (e soprattutto con il vino e la birra) aiuta gli ospiti a buttar giù il rospo della sconfitta! In ogni caso onore al Pordenone che si dimostra sempre avversario temibile e complimenti a Bassano (soprattutto per il grandioso primo tempo) per la bella vittoria. Ultima nota dedicata al mitico Enrico Iodice (assente alla disfida) che si occuperà della pubblicazione di questa cronaca ed a cui vanno gli auguri di Buon Compleanno!
That’s All Folks!
Marco Santarcangelo
.

giovedì 7 aprile 2011

AVVOCUP - I convocati per la trasferta di Trieste

. Ecco i convocati. Partenza ore 14,00 parcheggio Piscina. Inizio gara ore 16,00 presso il campo di Prosecco
.
BOSCHIAN PEST LUCA, CELANO GIOVANNI, CESARATTO IVAN, CORNACCHIA MATTEO, DE GOTTARDO LUCA, DE COL ANDREA, FELTRIN MICHELE, GALASSO CARLO, IODICE ENRICO, LUISA VISSAT PAOLO, PERGOLA EUGENIO, PIPPO, RIBETTI FRANCESCO, ROS EMO, RUMIEL ALBERTO, SIMONATO PIERO, STELLA MARCO, TIRELLI MATTIA, VICENZOTTO PAOLO.

Molti dei convocati sono a rischio per questo il numero è elevato. Entro sabato, sicuramente, ci saranno delle defezioni. Ho quindi ritenuto opportuno abbondare.

AVVOCUP - Sconfitta di misura a Bassano: "La fredda cronaca" (di Anonimo Rumiel)

.
Il Tabellino
JUS SPORT BASSANO - AVVOCATI PN 1-0 (1-0)
Formazione: De Col, Gasparini, Feltrin, Luisa Vissat [C] (Boschian), Ribetti, Rumiel, Stella, Gurnari, Simonato, Brovedani (Martini), Galasso. A disposizione: Pergola, Celano, Del Bianco.

BASSANO (VI) - Ramarri sconfitti di misura a Bassano dopo un match combattuto e nonostante una prova gagliarda nella seconda frazione di gioco.

CRONOLOGIA

Ore 17.45 ritrovo truppe.

Ore 19.49 arrivo generale a Travettore di Rosà.

Ore 20.15 arrivo del Generale a Travettore di Rosà.

Ore 20.16 inizio addestramento.

Ore 20.30 Toni Pollini riferisce che non ci sono notizie dell’arbitro.

Ore 20.32 Toni Pollini si dice sereno.

Ore 20.33 Toni Pollini scuote la testa.

Ore 20.34 Toni Pollini non parla più.

Ore 20.35 Toni Pollini rassicura la squadra.

Ore 20.36 conclusione sul sette di bomber Celano in fase di riscaldamento.

Ore 20.40 nessuna notizia dell’arbitro - il Generale dichiara aperto lo stato di crisi.

Ore 21.00 arrivo dell’arbitro.

Ore 21.15 inizio delle ostilità. Questa lo schieramento dei neroverdi: Portiere: De Col. Difensori: Luisa Vissat - Gasparini - Feltrin. Centrocampisti: Stella – Rumiel – Gurnari – Brovedani – Galasso. Attaccanti: Ribetti – Simonato.

Ore 21.19 esce Brovedani per “problemi muscolari” – ingresso in attacco del nuovo arruolato Giovanni Martini.

Ore 21.20 – 21.35 Bassano intensifica le operazioni, Neroverdi controllano faticosamente le incursioni.

Ore 21.36 Bassano sfonda le linee naoniane e fa ingresso in area con il n. 9.

Ore 21.36 – 2 sec. De Col intuisce di essere in vantaggio sul pallone.

Ore 21.36 – 4 sec. De Col decide di muovere verso l’avversario.

Ore 21.36 – 6 sec. De Col cambia opinione.

Ore 21.36 – 7 sec. De Col ha gli occhi del Koala.

Ore 21.36 – 8 sec. Il Koala raccoglie il pallone in fondo al sacco.

Ore 21.36 – 10 sec. Luisa Vissat suona la carica.

Ore 21.36 – 12 sec. La truppa “carica” Luisa Vissat.

Ore 21.36 – 16 sec. Kaptàno vivo per miracolo.

Ore 21.45 – 21.50 I neroverdi cambiano assetto a centrocampo.

Ore 21.50 fine delle ostilità.

Ore 21.55 appello.

Ore 21.57 contrappello.

Ore 21.58 il Prof. Boschian inizia la terapia di riscaldamento.

Ore 22.05 ripresa delle ostilità. Entra il Prof. Boschian.

Ore 22.06 la terapia Boschian alza il morale delle truppe.

Ore 22.07 la truppa neroverde attacca e difende a ritmi regolari.

Ore 21.15 neroverdi accerchiano Bassano.

Ore 21.18 Galasso al tiro – parata miracolosa del portiere.

Ore 22.20 Simonato al tiro – fuori bersaglio.

Ore 22.25 Ribetti spara alto da breve distanza.

Ore 22.27 Arbitro espelle centrocampista bassanese (? Numero non lo ricordo).

Ore 22.26 – 22.38 accampamento naoniano in area bassanese.

Ore 22.40 Gasparini spara alto da breve distanza.

Ore 22.42 l’Arbitro dichiara la fine delle ostilità.

Ore 23.15 uscita dagli spogliatoi.

Ore 23.40 arrivo al ristorante.

Ore 23.59 I lezione del Prof. Boschian ed annessa barzelletta.

Ore 24.00 – 01.00 Rancio da mensa ufficiali. Consegna onoreficienza all’avv. Pollini da parte degli Ufficiali bassanesi.

Ore 01.01 II lezione del Prof. Boschian ed annessa barzelletta.

Ore 01.02 momento alpino – giro di grappa.

Ore 01.08 partenza delle truppe in direzione Pordenone – conducono la comitiva Feltrin e Brovedani.

Ore 1.30 pattuglia schierata al confine ferma mezzo condotto da Feltrin e Brovedani.

Ore 1.30 – 5 sec. fila di mezzi neroverdi accostano a coprire le spalle agli sventurati.

Ore 1.30 – 6 sec. Koala fa il Koniglio ed insieme al Professore e ad Enzo Del Bianco si danno alla macchia.

Ore 1.35 Feltrin e Brovedani vengono rilasciati con la condizionale.

Ore 2.05 arrivo a Pordenone delle avanguardie.

Ore 5.00 arrivo a Pordenone del Generale Celano.

Ore 5.10 : RIPOSO!

Ogni riferimento a fatti e/o persone è puramente casuale e/o frutto della fantasia dell’anonimo autore.