.
Blog Ufficiale (rigorosamente umoristico!) della squadra di calcio degli Avvocati Pordenone
.
venerdì 26 marzo 2010
AVVOCUP – Domani decolla la quinta edizione del Torneo Forense
.
PORDENONE – Ci siamo finalmente! Domani prenderà ufficialmente il via l'AVVOCUP 2010: le prime due gare che avranno luogo sono Brescia-Bergamo (in campo alle 18:30), per il girone "A", e Trieste-Padova (15:30) per il girone "B". Completeranno poi il quadro della prim
a giornata le sfide infrasettimanali che vedranno oppposte Vicenza-Bassano (31.03, ore 18:30) e Treviso-Pordenone (30.03, ore 20:30). Colgo l'occasione per rivolgere un ringraziamento anticipato ai miei preziosissimi "inviati speciali" che anche quest'anno sapranno certamente contribuire all'aggiornamento in tempo reale sul Blog di risultati, marcatori e classifiche. Un saluto particolare al collega Merlo di Bassano, recentemente coinvolto in un sinistro stradale, per augurargli di cuore una prontissima guarigione: ti aspettiamo Nereo! Buon Torneo a tutti!!!
giovedì 25 marzo 2010
mercoledì 24 marzo 2010
AMATORI – «Non infangate il nome del Kaptàno!» (di Antonio Pollini)
.
PORDENONE – Cari amici, dopo il singolare episodio arbitrale di sabato scorso, che ha fatto registrare il primo caso di espulsione per "responsabilità statistica da bestemmia" nella storia del calcio (vittima designata il nostro Kaptàno), è giunto a Mr Pollinigson il referto arbitrale. Il nostro Toni, una volta letto il comunicato, ha ritenuto di inoltrare al signor Giacomo Tonus, organizzatore e responsabile del Torneo Amatoriale Amici del Calcio di terza divisione, la missiva che riporto di seguito, per svolgere alcune puntualizzazioni. Signori, il dibattito è aperto.
«Ho ricevuto il comunicato ufficiale relativo alla giornata del 20-21 marzo 2010. Al calciatore Paolo Luisa Vissat è stata inflitta una giornata di squalifica per aver pronunciato frasi blasfeme. L'avv. Paolo Luisa Vissat non ha mai bestemmiato in vita sua, né sabato 20 marzo 2010, durante la partita c
ontro il San Dan, ha bestemmiato in campo. E' bene che tutti i partecipanti al Torneo vengano informati sui fatti. Durante la partita, circa il venticinquesimo del secondo tempo, il direttore di gara, dopo che il pallone era uscito dal campo, sospendeva la partita e chiamava a sè il capitano della squadra di calcio degli Avvocati, Andrea Bellotto, sostenendo di aver sentito nel corso dell'ultima azione di gioco, prima che la palla uscisse dal campo, uno dei giocatori della squadra dei legali bestemmiare. Non era però in grado di individuarlo. Per questo motivo o il capitano faceva confessare l'autore della frase blasfema per sanzionarlo con l'espulsione o avrebbe espulso direttamente il capitano. Tutti avevano manifestato la loro estraneità (non si riesce a capire perché doveva essere un giocatore degli Avvocati a bestemmiare e non uno del San Dan) ma, viste le insistenze dell'arbitro che non intendeva proseguire la partita, veniva invitato l'avv. Paolo Luisa Vissat ad accusarsi di un fatto al quale era completamente estraneo. Non voglio entrare nel merito dell'applicazione del regolamento da parte del Giudice di gara, ma solo precisare che l'avv. Paolo Luisa Vissat non è un bestemmiatore, né ha mai bestemmiato in vita sua. Veda l'organizzazione se, nel caso di specie, debba essere inflitta una gara di squalifica per "bestemmia oggettiva".
Cordiali saluti.
Avv. Antonio Pollini
P.S. (Ti sarò grato se vorrai inoltrare questa mia osservazione a tutti i responsabili delle squadre partecipanti al Torneo)».
PORDENONE – Cari amici, dopo il singolare episodio arbitrale di sabato scorso, che ha fatto registrare il primo caso di espulsione per "responsabilità statistica da bestemmia" nella storia del calcio (vittima designata il nostro Kaptàno), è giunto a Mr Pollinigson il referto arbitrale. Il nostro Toni, una volta letto il comunicato, ha ritenuto di inoltrare al signor Giacomo Tonus, organizzatore e responsabile del Torneo Amatoriale Amici del Calcio di terza divisione, la missiva che riporto di seguito, per svolgere alcune puntualizzazioni. Signori, il dibattito è aperto.
«Ho ricevuto il comunicato ufficiale relativo alla giornata del 20-21 marzo 2010. Al calciatore Paolo Luisa Vissat è stata inflitta una giornata di squalifica per aver pronunciato frasi blasfeme. L'avv. Paolo Luisa Vissat non ha mai bestemmiato in vita sua, né sabato 20 marzo 2010, durante la partita c
ontro il San Dan, ha bestemmiato in campo. E' bene che tutti i partecipanti al Torneo vengano informati sui fatti. Durante la partita, circa il venticinquesimo del secondo tempo, il direttore di gara, dopo che il pallone era uscito dal campo, sospendeva la partita e chiamava a sè il capitano della squadra di calcio degli Avvocati, Andrea Bellotto, sostenendo di aver sentito nel corso dell'ultima azione di gioco, prima che la palla uscisse dal campo, uno dei giocatori della squadra dei legali bestemmiare. Non era però in grado di individuarlo. Per questo motivo o il capitano faceva confessare l'autore della frase blasfema per sanzionarlo con l'espulsione o avrebbe espulso direttamente il capitano. Tutti avevano manifestato la loro estraneità (non si riesce a capire perché doveva essere un giocatore degli Avvocati a bestemmiare e non uno del San Dan) ma, viste le insistenze dell'arbitro che non intendeva proseguire la partita, veniva invitato l'avv. Paolo Luisa Vissat ad accusarsi di un fatto al quale era completamente estraneo. Non voglio entrare nel merito dell'applicazione del regolamento da parte del Giudice di gara, ma solo precisare che l'avv. Paolo Luisa Vissat non è un bestemmiatore, né ha mai bestemmiato in vita sua. Veda l'organizzazione se, nel caso di specie, debba essere inflitta una gara di squalifica per "bestemmia oggettiva".
Cordiali saluti.
Avv. Antonio Pollini
P.S. (Ti sarò grato se vorrai inoltrare questa mia osservazione a tutti i responsabili delle squadre partecipanti al Torneo)»..
martedì 23 marzo 2010
AMATORI - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi
.
Cornacchia 6+: partita senza grosse sbavature (salvo il gollonzo!).
Casucci 7-: una delle sue migliori gare degli ultimi tempi.
(Celano) 6,5: aiuta un po’ tutti quando le forze calano. Impreciso in alcuni appoggi.
Gasparini 7+: dove c’è lui non si passa. E ha anche piedi e ossigeno per impostare.
Luisa Vissat 7: alcuni interventi da gran difensore. Si immola per la squadra dichiarandosi blasfemo.
Bellotto 7+: gara più che buona. Annulla il suo e aiuta gli altri difensori.
Rumiel 7,5: oggi fa la differenza in mezzo, davanti e anche dietro.
Stella 7: macinino inesauribile, giostra anche con buona qualità.
Moro 7-: corre molto e quando ha la palla sa sempre prima cosa fare. Arranca un po’ verso la fine in sacrificio sulla sinistra.
Tauro 7-: imposta con precisione e pressa persino i loro portatori.
(Cesaratto) 6,5: prima a sinistra dove tiene e si propone. Poi si prende in marcatura il piccoletto che lo fa sudare.
Iodice 7: è il perno di una disposizione ordinata e redditizia del nostro centrocampo del primo tempo.
(Fantuzzi) 6,5: finchè ha gamba distribuisce e costruisce con precisione. Poi perde lucidità col tempo.
Vicenzotto 6,5: partita di sacrificio, un po’ solo in avanti. Si procura con abilità un rigore (netto) che trasforma.
Pòllini di saggezza. Al termine della partita siamo tutti nello spogliatoio. Vista l’incredibile decisione dell’arbitro, che in barba alla Costituzione, voleva espellere il capitan Bellotto per scurrilità oggettiva e dopo l’atto di eroismo del Kaptano che si autodenunciava e si prendeva il cartellino rosso al posto dell’anonimo bestemmiatore, Toni si rivolge a Paolino Luisa Vissat e dice “Non avevi la fascia di capitano, ma hai dimostrato spirito di sacrificio e attaccamento alla maglia. Sei il nostro Salvo D’Acquisto!”.
Cornacchia 6+: partita senza grosse sbavature (salvo il gollonzo!).
Casucci 7-: una delle sue migliori gare degli ultimi tempi.
(Celano) 6,5: aiuta un po’ tutti quando le forze calano. Impreciso in alcuni appoggi.
Gasparini 7+: dove c’è lui non si passa. E ha anche piedi e ossigeno per impostare.
Luisa Vissat 7: alcuni interventi da gran difensore. Si immola per la squadra dichiarandosi blasfemo.
Bellotto 7+: gara più che buona. Annulla il suo e aiuta gli altri difensori.
Rumiel 7,5: oggi fa la differenza in mezzo, davanti e anche dietro.
Stella 7: macinino inesauribile, giostra anche con buona qualità.
Moro 7-: corre molto e quando ha la palla sa sempre prima cosa fare. Arranca un po’ verso la fine in sacrificio sulla sinistra.
Tauro 7-: imposta con precisione e pressa persino i loro portatori.
(Cesaratto) 6,5: prima a sinistra dove tiene e si propone. Poi si prende in marcatura il piccoletto che lo fa sudare.
Iodice 7: è il perno di una disposizione ordinata e redditizia del nostro centrocampo del primo tempo.
(Fantuzzi) 6,5: finchè ha gamba distribuisce e costruisce con precisione. Poi perde lucidità col tempo.
Vicenzotto 6,5: partita di sacrificio, un po’ solo in avanti. Si procura con abilità un rigore (netto) che trasforma.
Pòllini di saggezza. Al termine della partita siamo tutti nello spogliatoio. Vista l’incredibile decisione dell’arbitro, che in barba alla Costituzione, voleva espellere il capitan Bellotto per scurrilità oggettiva e dopo l’atto di eroismo del Kaptano che si autodenunciava e si prendeva il cartellino rosso al posto dell’anonimo bestemmiatore, Toni si rivolge a Paolino Luisa Vissat e dice “Non avevi la fascia di capitano, ma hai dimostrato spirito di sacrificio e attaccamento alla maglia. Sei il nostro Salvo D’Acquisto!”..
domenica 21 marzo 2010
AMATORI - Successo dei ramarri nella penultima di campiopnato (di Eugenio Pergola)
.
Il Tabellino
AVVOCATI PN - SAN DAN 2-1 (2-0)
Formazione: Cornacchia, Casucci (Celano), Gasparini, Luisa Vissat, Bellotto [C], Rumiel, Stella, Moro, Tauro (Cesaratto), Iodice (Fantuzzi), Vicenzotto.
Marcatori: Vicenzotto ‹r›, Rumiel.
.
SEDRANO (PN) - La banda Pollini vince l’ultima partita in casa del torneo amatoriale, contro gli Amatori San Dan, grazie al ritorno della divisa bianca con bordi verdi. Squadra abbastanza rimaneggiata e con la panchina corta per i ramarri. Si comincia, in un pomeriggio grigio, verso le 4 e venti del pomeriggio, causa precedente partita dei bambini del San Quirino. Mr. Blogger arriva al campo alle 4 passate, proveniente dal funerale del papà di Michele Feltrin, convinto ormai di non giocare anche perché alla fine del primo tempo deve scappare e partire per il Cadore dove lo attende un fine settimana dedicato ai fossili (non gli bastavano quelli in campo?!?), e Toni gli dice con un ruggito che deve cambiarsi ed entrare in campo. Mentre va in auto a prendere la borsa, l’arbitro comincia a mostrare la singolarità del materiale di cui è fatto: ha infatti iniziato l’appello e non vuole attendere Mr. Blogger che è a 5 metri nel parcheggio e si fa prendere da una crisi isterica che al confronto quelle di Kanzucci quando rinnega che l’8 sia “il suo uomo” sono delle amabili disquisizioni. Mentre sta per battere i piedi in terra, gridando che cose così non ne ha mai viste (ma dov’è abituato ad arbitrare?), entra Mr. Blogger e l’appello si può fare. La squadra presenta un paio di novità, una gradita ed una meno: come all’andata sono infatti della banda sia The Magic Vice (che parte dalla panca) che il ciclista azzoppatore di Giudici Sandro Tauro, che parte titolare. Tempo grigio, come detto, campo bello nonostante abbiano appena giocato, palloni ottimi, ventilazione assente: insomma, si può giocare a calcio, non come sette giorni fa. In porta il Gatto Cornix; difesa con Fabio Gasparini libero, marcatori The Kap ed AB x 3, Kanzucci sulla destra, Marcus Stella Stellina a sinistra; a centrocampo Rumnold, il Ciclista per caso ST ed il povero Mr. Blogger (catapultato in campo senza manco un secondo di riscaldamento); in avanti Vicenz8 e Fabiomoro. Fascetta nera sul braccio in segno di lutto per i ramarri ed iniziale minuto di silenzio in memoria dei papà dei Nostri Michele Feltrinho e Manlio. Si comincia con qualche difficoltà, almeno per i primi dieci minuti, in quanto gli avversari sono giovani (che novità…) e ben messi in campo ed i nostri faticano a trovare un buon assetto, a causa delle troppe novità in formazione: i San Dan premono, spingono molto, danno l’impressione di poter passare da un momento all’altro, anche se non creano azioni da gol pericolose. Invece i nostri, soprattutto a centrocampo, si sistemano bene, non concedono spazi, fanno girare bene la palla, sono ordinati: Rumnold fa un passo indi
etro davanti alla difesa, ST si alza a far pressing (!!!!), Mr. Blogger (sebbene imballato) fa un oscuro lavoro, i due esterni (soprattutto Marcus, ovviamente) cominciano anche a spingere e Fabiomoro comincia a macinare campo. Mentre i ramarri stanno pian piano venendo fuori, il n. 10 avversario pensa bene di farsi espellere in un minuto, facendosi ammonire due volte in pochi secondi (la seconda sanzione non è chiaro se sia stata una seconda ammonizione oppure un rosso diretto, in quanto ha protestato e bestemmiato). Poco dopo azione in attacco sulla nostra sinistra, Vicenz8 perde palla senza passarla a Fabiomoro, la palla diventa vagante per una distrazione della difesa, si avventa sulla stessa Fabiomoro che entra in area, salta un avversario e passa in mezzo a Vicenz8 (se solo passasse un po’ di più la sfera a Fabio…) il quale viene sdraiato da dietro da un avversario: rigore netto, che viene trasformato dal bomber Paolino, 1-0. E giacché ci siamo a quel punto facciamo anche il 2-0: punizione poco dopo la linea di centrocampo, Stella Stellina la batte immediatamente lanciando in area l’accorrente Rumnold (che gli aveva fatto cenno) sulla fascia opposta, tiro in corsa di piatto in controbalzo sul palo opposto e rete bellissima! Esce per il solito stiramento/contrattura il Ciclista Taurino (qualcuno gufava?) ed entra Ivan "Il Terribile" Cesaratto, che si piazza sulla sinistra e Marcus scala in mezzo (dove rende meglio). Intervallo, e subito dopo esce Mr. Blogger per Vice. Il San Dan cambia le punte ed entrano altri due giovani torelli che corrono e lottano (su di uno viene cambiata la marcatura: The Kap non riesce a stargli dietro e ad un certo momento per stanchezza fa un’entrata in doppia forbiciata carpiata con la quale per fortuna passa ad un mezzo metro dal furetto e non lo prende, perché altrimenti sarebbe stato un vero tentato omicidio) ma i nostri riescono a tenere abbastanza bene il campo, senza tuttavia mai riuscire ad impensierire gli avversari. Si nota una frase di quelle storiche di Kanzucci, che, una volta che la palla esce in fallo laterale, chiede al direttore di gara: «Arbitro, è verde o bianca?» (si noti che gli avversari avevano le maglie arancioni, il che denota la sua lucidità ed obiettività); va anche evidenziato che Il Nostro è riuscito nuovamente a sbagliare tutte le rimesse laterali che ha battuto, dando la palla agli avversari oppure facendo controfallo, tanto che ad un certo momento le rimesse non le ha battute più lui: siamo l’unica squadra in cui le rimesse non vengono battute dal laterale ma da un marcatore, che praticamente marca il nostro laterale… Al ventesimo esce il predetto Kanzucci ed entra Ta
tanka (che si distinguerà per alcuni campanili, per un colpo di testa verso la porta da circa 20 metri e per essersi autolanciato verso la porta da centrocampo anziché passare al libero Vicenz8: ecco un altro che spesso gioca la sua partita anziché quella dei compagni…). Verso la metà del tempo sale in cattedra l’arbitro! Palla lunga sulla sinistra della nostra difesa, un avversario la insegue insieme a due nostri difensori, l’arbitro (che era ad una trentina di metri) grida qualcosa, fa finire l’azione, si avvicina e, udite udite, dice che ha sentito una bestemmia, che non è in grado di dire chi l’abbia detta ma, siccome erano due maglie bianche ed una arancio, sicuramente l’aveva detta uno dei nostri perché erano di più e quindi doveva espellere uno dei ramarri! Stupore generale, anche gli avversari ridono, non possono credere a quanto stanno vedendo e sentendo (in fondo non aveva arbitrato male), ma la giacchetta nera è irremovibile, si avvicina al capitan AB x 3 e gli dice che se non viene fuori il nome di chi ha bestemmiato darà a lui il cartellino rosso. Siamo all’assurdo: espulsione per responsabilità statistica (2 su 3 del gruppo da cui proveniva la bestemmia sono dei nostri, quindi deve essere espulso un ramarro)! Dopo 5 minuti di incredulità si immola The Kap (che si trovava a circa 3 o 4 km dal punto del fatto…) che viene espulso (era molto affaticato) e si raggiunge la parità numerica. Nel finale assalto degli avversari, che sbagliano un paio di occasioni e segnano alla fine del recupero grazie ad un cross sbagliato che si alza e prende una traiettoria strana, mal vista e mal calcolata da Gatto Cornix, e la palla si insacca nel sette opposto. Finale 2-1 per noi!!! A seguire doppio giro di birre (o pippe, come volete) e propositi per il futuro. Considerazioni? Abbiamo giocato bene, Rumnold (corsa fluida che non gli si vedeva da mesi) e Stella Stellina una spanna sopra tutti, grande sacrificio ed utilità di Fabiomoro, buon ritorno di Vice (affaticato nel finale). Tra poco inizia il forense de noantri…
.
SEDRANO (PN) - La banda Pollini vince l’ultima partita in casa del torneo amatoriale, contro gli Amatori San Dan, grazie al ritorno della divisa bianca con bordi verdi. Squadra abbastanza rimaneggiata e con la panchina corta per i ramarri. Si comincia, in un pomeriggio grigio, verso le 4 e venti del pomeriggio, causa precedente partita dei bambini del San Quirino. Mr. Blogger arriva al campo alle 4 passate, proveniente dal funerale del papà di Michele Feltrin, convinto ormai di non giocare anche perché alla fine del primo tempo deve scappare e partire per il Cadore dove lo attende un fine settimana dedicato ai fossili (non gli bastavano quelli in campo?!?), e Toni gli dice con un ruggito che deve cambiarsi ed entrare in campo. Mentre va in auto a prendere la borsa, l’arbitro comincia a mostrare la singolarità del materiale di cui è fatto: ha infatti iniziato l’appello e non vuole attendere Mr. Blogger che è a 5 metri nel parcheggio e si fa prendere da una crisi isterica che al confronto quelle di Kanzucci quando rinnega che l’8 sia “il suo uomo” sono delle amabili disquisizioni. Mentre sta per battere i piedi in terra, gridando che cose così non ne ha mai viste (ma dov’è abituato ad arbitrare?), entra Mr. Blogger e l’appello si può fare. La squadra presenta un paio di novità, una gradita ed una meno: come all’andata sono infatti della banda sia The Magic Vice (che parte dalla panca) che il ciclista azzoppatore di Giudici Sandro Tauro, che parte titolare. Tempo grigio, come detto, campo bello nonostante abbiano appena giocato, palloni ottimi, ventilazione assente: insomma, si può giocare a calcio, non come sette giorni fa. In porta il Gatto Cornix; difesa con Fabio Gasparini libero, marcatori The Kap ed AB x 3, Kanzucci sulla destra, Marcus Stella Stellina a sinistra; a centrocampo Rumnold, il Ciclista per caso ST ed il povero Mr. Blogger (catapultato in campo senza manco un secondo di riscaldamento); in avanti Vicenz8 e Fabiomoro. Fascetta nera sul braccio in segno di lutto per i ramarri ed iniziale minuto di silenzio in memoria dei papà dei Nostri Michele Feltrinho e Manlio. Si comincia con qualche difficoltà, almeno per i primi dieci minuti, in quanto gli avversari sono giovani (che novità…) e ben messi in campo ed i nostri faticano a trovare un buon assetto, a causa delle troppe novità in formazione: i San Dan premono, spingono molto, danno l’impressione di poter passare da un momento all’altro, anche se non creano azioni da gol pericolose. Invece i nostri, soprattutto a centrocampo, si sistemano bene, non concedono spazi, fanno girare bene la palla, sono ordinati: Rumnold fa un passo indi
etro davanti alla difesa, ST si alza a far pressing (!!!!), Mr. Blogger (sebbene imballato) fa un oscuro lavoro, i due esterni (soprattutto Marcus, ovviamente) cominciano anche a spingere e Fabiomoro comincia a macinare campo. Mentre i ramarri stanno pian piano venendo fuori, il n. 10 avversario pensa bene di farsi espellere in un minuto, facendosi ammonire due volte in pochi secondi (la seconda sanzione non è chiaro se sia stata una seconda ammonizione oppure un rosso diretto, in quanto ha protestato e bestemmiato). Poco dopo azione in attacco sulla nostra sinistra, Vicenz8 perde palla senza passarla a Fabiomoro, la palla diventa vagante per una distrazione della difesa, si avventa sulla stessa Fabiomoro che entra in area, salta un avversario e passa in mezzo a Vicenz8 (se solo passasse un po’ di più la sfera a Fabio…) il quale viene sdraiato da dietro da un avversario: rigore netto, che viene trasformato dal bomber Paolino, 1-0. E giacché ci siamo a quel punto facciamo anche il 2-0: punizione poco dopo la linea di centrocampo, Stella Stellina la batte immediatamente lanciando in area l’accorrente Rumnold (che gli aveva fatto cenno) sulla fascia opposta, tiro in corsa di piatto in controbalzo sul palo opposto e rete bellissima! Esce per il solito stiramento/contrattura il Ciclista Taurino (qualcuno gufava?) ed entra Ivan "Il Terribile" Cesaratto, che si piazza sulla sinistra e Marcus scala in mezzo (dove rende meglio). Intervallo, e subito dopo esce Mr. Blogger per Vice. Il San Dan cambia le punte ed entrano altri due giovani torelli che corrono e lottano (su di uno viene cambiata la marcatura: The Kap non riesce a stargli dietro e ad un certo momento per stanchezza fa un’entrata in doppia forbiciata carpiata con la quale per fortuna passa ad un mezzo metro dal furetto e non lo prende, perché altrimenti sarebbe stato un vero tentato omicidio) ma i nostri riescono a tenere abbastanza bene il campo, senza tuttavia mai riuscire ad impensierire gli avversari. Si nota una frase di quelle storiche di Kanzucci, che, una volta che la palla esce in fallo laterale, chiede al direttore di gara: «Arbitro, è verde o bianca?» (si noti che gli avversari avevano le maglie arancioni, il che denota la sua lucidità ed obiettività); va anche evidenziato che Il Nostro è riuscito nuovamente a sbagliare tutte le rimesse laterali che ha battuto, dando la palla agli avversari oppure facendo controfallo, tanto che ad un certo momento le rimesse non le ha battute più lui: siamo l’unica squadra in cui le rimesse non vengono battute dal laterale ma da un marcatore, che praticamente marca il nostro laterale… Al ventesimo esce il predetto Kanzucci ed entra Tavenerdì 19 marzo 2010
giovedì 18 marzo 2010
AVVOCUP 2010: tutto pronto per il via! Ramarri all'esordio martedì 30 contro Treviso
.
PORDENONE – Ci siamo dunque! La quinta edizione del Torneo Forense riservato ai soli avvocati o praticanti iscritti nei registri degli Ordini (con deroga per gli "storici"), denominato AVVOCUP, prenderà ufficialmente il via sabato 27 marzo per concludersi poi a metà giugno.
Rispetto alle edizioni passate (che hanno sempre visto trionfare l'invincibile armata dello Jusport Padova!), ci sarà una significativa novità: la prima fase con girone unico all'italiana lascia il posto alla formula con due gironi da 5 squadre cadauno (sulla parte sinistra del Blog troverete il calendario completo delle gare) e quarti di finale a seguire. Ciò si è reso possibile grazie alla new entry Rimini Lex, che ha portato a 10 il numero delle partecipanti (oltre ai ramarri, si contano le "veterane" Bassano, Bergamo, Brescia, Mantova, Padova, Treviso, Trieste e Vicenza).
La formula piuttosto elaborata del campionato (finalizzata a consentire ad ogni compagine un numero minimo di partite), è la seguente. Prima fase, come detto, a 2 gironi territoriali con gare di sola andata.
Questa la composizione dei gruppi:
GIRONE A: Bassano – Bergamo – Brescia –Mantova – Vicenza.
GIRONE B: Padova – Pordenone – Rimini – Treviso – Trieste.
Seconda fase: le prime classificate di ogni girone passeranno direttamente ai quarti di finale. Le squadre dal secondo al quinto posto giocheranno contro quelle del girone opposto con il seguente schema: 2°A-5°B, 3°A-4°B, 4°A-3°B e 5°A-2°B; si giocherà in casa delle migliori classificate (2° e 3°). Le vincenti accederanno ai quarti di finale. Per completare il quadro dei quarti con le ultime due squadre, le perdenti giocheranno incrociate tra loro, sempre in casa delle migliori classificate nei gironi iniziali e abbinate possibilmente fra gironi diversi. Le vincenti saranno ripescate per i quarti di finale.
Quarti di finale: le squadre verranno abbinate possibilmente sempre fra gironi diversi e migliore contro peggiore dei gironi iniziali. Gli incontri si giocheranno in casa della migliore classificata nei gironi (in caso di parità di posizione, in mancanza di accordo, si sorteggerà la sede). Seguiranno semifinali e finali; queste ultime (1°/2°, 3°/4° e minitorneo-triangolare fra le altre sei squadre) si terranno tutte nella medesima giornata conclusiva del Torneo (12 o 19 giugno, a Padova o Pordenone), al termine della quale, come da tradizione, seguirà una serata conviviale con tutti i partecipanti.
La durata delle gare è sempre di 70' (due tempi da 35'); in caso di parità al termine dei tempi regolamentari, si procederà direttamente ai calci di rigore. Nel girone di qualificazione all’italiana in caso di parità di punti in classifica si ricorrerà ai seguenti criteri di priorità: esito scontri diretti (eventuale classifica avulsa), differenza reti e maggior numero di reti segnate.
I neroverdi, nella storia del Torneo, hanno fatto registrare due quarti posti (2007 e 2008), un terzo posto (2009) ed un secondo posto (2006); cosa manca? Come l'anno passato, il Pollini's Team esordirà contro i temibili colleghi dello Juris Marca (finalisti nella passata edizione): si giocherà a Treviso alle ore 20:30. Infine, come sempre, rivolgiamo un doveroso e sentito "GRAZIE DI CUORE" al padre della manifestazione, l'avv. Alessandro Ragno di Padova.
.
martedì 16 marzo 2010
AMATORI - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi
.
Cornacchia 6: ne salva un paio, ma non è impeccabile come al solito (vedi respinta corta sul primo gol).
Casucci 6: Alterna cose buone e errori pacchiani. Dal quasi gol (puntuale inserimento), all’inutile protesta per un fuori presunto (mentre il suo si invola a insaccare).
Lorenzon 6,5: il suo uomo non segna e non nuoce. Efficace.
Iodice 6+: cerca di dare ordine alla difesa e chiude puntuale qualche svarione dei colleghi di reparto.
(Bellotto) 5,5: si trova spesso uno contro uno e a volte la prende, altre no.
Sarcinelli 7-: ottimo primo tempo e parte del secondo. Poi saltano gli schemi e si perde.
Boschian 5,5: schiacciato dietro da un’ala rapida e tecnicamente capace.
(Cesaratto) 5,5: si fa sentire ma è vittima della confusione tattica del secondo tempo.
Stella 6,5: primo tempo esemplare, una spina nel fianco. Nel secondo si perde e si innervosisce.
(Celano) 6+: ha sulla capoccia la palla gol che aspettava da tempo. Di poco alta.
Moro 6,5: una gara più che buona, soprattutto il primo tempo e inizio ripresa.
Galasso 6+: sempre più in partita. A volte gira largo, ma entra negli scambi che contano e indovina il gol.
Brovedani 6: a fine primo tempo si gioca a calcio e lui c’è nelle azioni migliori.
(Rumiel) 6: qualche zampata davanti (meritava miglior sorte un tiro salvato in tuffo dall’estremo avversario). Poi anche lui si perde.
Vicenzotto 5,5: non in forma e a volte impreciso. Salva il voto perché tiene palla e prende falli con esperienza.
Pòllini di saggezza. 1) Primo tempo. Lancio lungo verso la fascia, palla agli avversari perché Angelo marca il suo uomo dalla parte contraria (cioè verso il campo e non verso la linea dell’out). Toni, agitando la bandierina: “Angelo ma come fai a stare di là, e non dirmi che è colpa del sole o della neve!”.
2) Spogliatoio. Parlando di Pippo infortunato che non può venire a giocare, Sarci dice: "Sarà in giro con la morosa..." (con il tono di chi riferisce una cosa scontata). Pollini, sbigottito, resta in silenzio un pò, con la bocca semi aperta, e poi: "Ma ha la morosa?!?", altri attimi di silenzio e riflessione, e poi ancora: "E come mai io non lo sapevo?!?".
.
Cornacchia 6: ne salva un paio, ma non è impeccabile come al solito (vedi respinta corta sul primo gol).
Casucci 6: Alterna cose buone e errori pacchiani. Dal quasi gol (puntuale inserimento), all’inutile protesta per un fuori presunto (mentre il suo si invola a insaccare).
Lorenzon 6,5: il suo uomo non segna e non nuoce. Efficace.
Iodice 6+: cerca di dare ordine alla difesa e chiude puntuale qualche svarione dei colleghi di reparto.
(Bellotto) 5,5: si trova spesso uno contro uno e a volte la prende, altre no.
Sarcinelli 7-: ottimo primo tempo e parte del secondo. Poi saltano gli schemi e si perde.
Boschian 5,5: schiacciato dietro da un’ala rapida e tecnicamente capace.
(Cesaratto) 5,5: si fa sentire ma è vittima della confusione tattica del secondo tempo.
Stella 6,5: primo tempo esemplare, una spina nel fianco. Nel secondo si perde e si innervosisce.
(Celano) 6+: ha sulla capoccia la palla gol che aspettava da tempo. Di poco alta.
Moro 6,5: una gara più che buona, soprattutto il primo tempo e inizio ripresa.
Galasso 6+: sempre più in partita. A volte gira largo, ma entra negli scambi che contano e indovina il gol.
Brovedani 6: a fine primo tempo si gioca a calcio e lui c’è nelle azioni migliori.
(Rumiel) 6: qualche zampata davanti (meritava miglior sorte un tiro salvato in tuffo dall’estremo avversario). Poi anche lui si perde.
Vicenzotto 5,5: non in forma e a volte impreciso. Salva il voto perché tiene palla e prende falli con esperienza.
Pòllini di saggezza. 1) Primo tempo. Lancio lungo verso la fascia, palla agli avversari perché Angelo marca il suo uomo dalla parte contraria (cioè verso il campo e non verso la linea dell’out). Toni, agitando la bandierina: “Angelo ma come fai a stare di là, e non dirmi che è colpa del sole o della neve!”.
2) Spogliatoio. Parlando di Pippo infortunato che non può venire a giocare, Sarci dice: "Sarà in giro con la morosa..." (con il tono di chi riferisce una cosa scontata). Pollini, sbigottito, resta in silenzio un pò, con la bocca semi aperta, e poi: "Ma ha la morosa?!?", altri attimi di silenzio e riflessione, e poi ancora: "E come mai io non lo sapevo?!?".
.lunedì 15 marzo 2010
AMATORI - "SPUNTI DI VICE..." (di Vincenzo Fantuzzi)
.
CAVASSO (PN) - Non ho ancora potuto leggere l'articolo eccezionale che Eugenio-fotoreporter pubblicherà. Ma vado sulla fiducia. Il resto. La partita mi ha riportato indietro nel tempo. Due anni fa circa. Troppa leziosità al centro, non per eccesso di autostima o superbia - questo è ovvio - ma perchè il valore dei talentuosi giocatori era evidente: solo che non si andava avanti. Su campo piccolo, al centro si sta in tre, a meno che non si tratti del leggendario trittico di “velocisti” Montico-Sarcinelli-Fantuzzi, che allora forse è meglio essere in cinque!!! E tre, con i piedi di Matteo, Sarci, Fabio e Marco (a scelta uno poteva spostarsi, o riposare) possono fare quello che vogliono. Carletto, in questa partita, tiene troppo palla - è chiaro che è forte e fa la differenza, ma crea una serie di difficoltà di movimento agli altri. Alberto, al di là dell'infortunio, non deve giocare davanti, ma a supporto del centro campo. Anche azzoppato vale una diga. Fabio era fuori fase, senza spinta perchè in fascia non ha supporto. Ma è da lì che si poteva entrare. Vincezottogol bravo a tenere alta la linea, ma questa volta ha tenuto troppo la palla e un paio di volte è stato poco lucido (leggi, compagni di squadra liberi in prossimità dell’area in fascia opposta) - ma il decorso post-malanno giustifica ampiamente. Enrico Iodice sembra quasi キャプテン翼, Captain Tsubasa, dal famoso spokon manga giapponese sul calcio, sia per aspetto che per tenuta di ruolo: splendido e concentrato. E alla fine della partita “etereamente” (sin. angelico, nel senso di "con eleganza") incazzato. Matteo Cornix può poco, tra il rocambolesco rimpallare della prima occasione (o
seconda) e gli altri tre gol. Forse, un’uscita anticipata avrebbe permesso la chiusura dello specchio della porta e una maggior difficoltà per l’avversario. Ma con i se e i ghe messi in fila si fa solo quello. Sarci giganteggia per l’eleganza nel dribbling stretto e per un paio di lanci lunghi che sembrano uscire da un calcolatore applicato ai piedi in grado di risolvere automaticamente la seguente formula: X-Xo=Vi*t+1/2*a*t^2 dove X-Xo è 25m Vi=56.57 e a=-9.81. Angelo fa una bella partita. Alcune giocate assolutamente pregevoli. Però basta lamentarsi senza motivo o chiedere quale indicazione seguire: Pollingstone o la panchina!? Come sempre ho saltato qualcuno. Ma come dicevo ad Andrea 3B, ad un certo punto, quando la partita non ha storia e si è come l’Italia nel match di rugby con la Francia (anche se le forze opposte a Fanna non avevano proprio quel gap) tutto diventa un varco aperto. Ogni giocata semplice diventa spettacolo. Peccato. Resta la rabbia. Ma anche quella stava gigioneggiando a centrocampo, in difesa, in attacco e forse anche in panchina. Questa volta è mancato, e debbo dirlo, il capitano-dai-due-cognomi: ci voleva grinta e spinta. Forse avrebbe fatto peggio? Impossibile. Ma sono giornate che capitano. Come diceva Mark Twain, il passato non ritorna ma può far rima. La cosa peggiore è stata, infatti, rivedere "il fantasma" dello “spirito” di squadra di un tempo. Per le prossime, oltre al ritorno di Pippo e degli altri (compresi i presenti) riporto una frase di Bunna, degli Africa Unite: "E domani? E domani è solo il primo giorno del resto della nostra vita". Una nota tra il primo e secondo tempo. Toni dice ad Alberto: "Scaldati!". Risposta del nostro: "Ma gioco davanti o dietro? Perchè ho due riscaldamenti differenti a seconda del ruolo!". Impagabile!!! That's all folks!!!
CAVASSO (PN) - Non ho ancora potuto leggere l'articolo eccezionale che Eugenio-fotoreporter pubblicherà. Ma vado sulla fiducia. Il resto. La partita mi ha riportato indietro nel tempo. Due anni fa circa. Troppa leziosità al centro, non per eccesso di autostima o superbia - questo è ovvio - ma perchè il valore dei talentuosi giocatori era evidente: solo che non si andava avanti. Su campo piccolo, al centro si sta in tre, a meno che non si tratti del leggendario trittico di “velocisti” Montico-Sarcinelli-Fantuzzi, che allora forse è meglio essere in cinque!!! E tre, con i piedi di Matteo, Sarci, Fabio e Marco (a scelta uno poteva spostarsi, o riposare) possono fare quello che vogliono. Carletto, in questa partita, tiene troppo palla - è chiaro che è forte e fa la differenza, ma crea una serie di difficoltà di movimento agli altri. Alberto, al di là dell'infortunio, non deve giocare davanti, ma a supporto del centro campo. Anche azzoppato vale una diga. Fabio era fuori fase, senza spinta perchè in fascia non ha supporto. Ma è da lì che si poteva entrare. Vincezottogol bravo a tenere alta la linea, ma questa volta ha tenuto troppo la palla e un paio di volte è stato poco lucido (leggi, compagni di squadra liberi in prossimità dell’area in fascia opposta) - ma il decorso post-malanno giustifica ampiamente. Enrico Iodice sembra quasi キャプテン翼, Captain Tsubasa, dal famoso spokon manga giapponese sul calcio, sia per aspetto che per tenuta di ruolo: splendido e concentrato. E alla fine della partita “etereamente” (sin. angelico, nel senso di "con eleganza") incazzato. Matteo Cornix può poco, tra il rocambolesco rimpallare della prima occasione (o
seconda) e gli altri tre gol. Forse, un’uscita anticipata avrebbe permesso la chiusura dello specchio della porta e una maggior difficoltà per l’avversario. Ma con i se e i ghe messi in fila si fa solo quello. Sarci giganteggia per l’eleganza nel dribbling stretto e per un paio di lanci lunghi che sembrano uscire da un calcolatore applicato ai piedi in grado di risolvere automaticamente la seguente formula: X-Xo=Vi*t+1/2*a*t^2 dove X-Xo è 25m Vi=56.57 e a=-9.81. Angelo fa una bella partita. Alcune giocate assolutamente pregevoli. Però basta lamentarsi senza motivo o chiedere quale indicazione seguire: Pollingstone o la panchina!? Come sempre ho saltato qualcuno. Ma come dicevo ad Andrea 3B, ad un certo punto, quando la partita non ha storia e si è come l’Italia nel match di rugby con la Francia (anche se le forze opposte a Fanna non avevano proprio quel gap) tutto diventa un varco aperto. Ogni giocata semplice diventa spettacolo. Peccato. Resta la rabbia. Ma anche quella stava gigioneggiando a centrocampo, in difesa, in attacco e forse anche in panchina. Questa volta è mancato, e debbo dirlo, il capitano-dai-due-cognomi: ci voleva grinta e spinta. Forse avrebbe fatto peggio? Impossibile. Ma sono giornate che capitano. Come diceva Mark Twain, il passato non ritorna ma può far rima. La cosa peggiore è stata, infatti, rivedere "il fantasma" dello “spirito” di squadra di un tempo. Per le prossime, oltre al ritorno di Pippo e degli altri (compresi i presenti) riporto una frase di Bunna, degli Africa Unite: "E domani? E domani è solo il primo giorno del resto della nostra vita". Una nota tra il primo e secondo tempo. Toni dice ad Alberto: "Scaldati!". Risposta del nostro: "Ma gioco davanti o dietro? Perchè ho due riscaldamenti differenti a seconda del ruolo!". Impagabile!!! That's all folks!!!vice
.
domenica 14 marzo 2010
AMATORI - I ramarri fanno harakiri... (di Eugenio Pergola)
.
Il Tabellino
99 CENT - AVVOCATI PN 4-1 (1-1)
Formazione: Cornacchia, Casucci, Lorenzon, Iodice [C] (Bellotto), Sarcinelli, Boschian (Cesaratto), Stella (Celano), Moro, Galasso, Brovedani (Rumiel), Vicenzotto.
Marcatori: Galasso.
.
CAVASSO (PN) - Non tutto da buttare nella giornata di sabato scorso per la formazione allenata da Mr. Pollinigson. Si comincia con le notizie dell’ultimo momento: assente il preannunciato Koala, sedicente stirato, pare mentre cercava di raccogliere una foglia di eucalipto cadutagli dalle zampe al risveglio dal letargo; al suo posto, costretto a venire dai vertici societari, Gatto Cornix; assenti anche il campo di calcio (si è giocato infatti su di un terreno bitorzoluto che definire campo di calcio è un’offesa ai campi, al calcio ed ai campi di calcio) ed i palloni da calcio (dei 4 visti in campo, nemmeno uno potrebbe esser utilizzabile in una partita nel cortile di casa con il proprio cane: meraviglioso poi quello di plastica di color rosa omaggio della Gazzetta dello Sport…); assenti nei ramarri i migliori giocatori della rosa, the Kap (doveva inaugurare una sauna in una qualche località sulle Alpi), Picco Gulnari (che fino alle 5 e mezza del pomeriggio sembrava aver smesso col calcio, poi è comparso nella locanda dal Maresciallo a Travesio ed ha rassicurato il povero Mr. Pollinigson) e soprattutto il più forte difensore che abbia mai calcato i campi di calcio (così imparate a farmi scrivere i pezzi…). In un primo momento sembra addirittura che la partita non si possa giocare per mancanza di acqua calda, poi finalmente viene trovata una bacinella ed un fornello da campo, si comincia a scaldare l’acqua e quindi si può iniziare. Il Generale e Tatanka arrivano al campo provenienti da Meduno, anziché da Fanna… Sulla panca dei ramarri siedono giocatori importanti: Bellotto x 3, Rumnold, Ivan, Tatanka; ci sono anche il cronista e fotografo ed il nostro Vice Fantuzzi. In campo, con le maglie neroverdi, i nostri si schierano con Cornix in porta, Mr. Blogger libero, Manu ed il dott. Bòskyan in marcatura, Kanzucci e Stella Stellina sulle fasce, in mezzo Br
ovedinho, Sarci e Fabiomoro, in attacco Vicenz8 e Galax. Tenuto conto dell’osceno campo e dei palloni da far rimpiangere i Supertele di quando eravamo bambini, i nostri dopo un po’ si mettono pure a giocare decentemente a calcio; si distinguono in particolare Sarci, metronomo del centrocampo, Mr. Blogger, impeccabile in difesa, e Stella Stellina, che spinge sulla fascia sinistra; il migliore comunque è il cane che ad un certo momento entra in campo e che in seguito lotterà col Generale per recuperare i palloni usciti. Nel momento più bello accade il patatrac: rimessa laterale dei ramarri al limite della nostra area, controllo sbagliato da parte di Brovedinho, tiro di un avversario, respinta corta di Cornix, palla tra i piedi di Manu e di un avversario, carambole varie e palla nel sacco. Poco dopo però gli avversari pareggiano la cappella: palombella innocua di Galax, il portiere la guarda, la guarda, la guarda e poi la guarda nella rete. Uno pari, risultato della fine del primo tempo. Ad inizio ripresa Bell8 x 3 entra per Mr. Blogger ed Ivan per uno spento e
macchinoso dott. Bòskyan (evidentemente i suoi rimedi funzionano solo per gli altri…); poi entrerà Rumnold per un insolitamente acciaccato Brovedinho ed infine Tatanka per un insolitamente nervoso e moccolante Stella Stellina. Purtroppo gli avversari segnano ben tre gol (e gli mancava il loro giocatore migliore, quel torello che gioca in attacco e che negli ultimi due anni è stato una volta capocannoniere del torneo e l’altra secondo in graduatoria), due dei quali in contropiede, mentre i nostri prendono una traversa ed un palo e rischiano di segnare sia con Tatanka che con Kanzucci (che come richiesto ha giocato tutta la partita ed ha alternato momenti buoni ad alcuni bui: in particolare dovrebbe riflettere sul fatto che il suo uomo, il solito n. 8 - ah, già, l’8 non è mio, digli che l’8 non è mio, l’8 non è mio… -, ha fatto due gol, una volta perché era solo in quanto lui era in attacco ed un’altra perché lui non lo ha fermato o rallentato). Insomma, abbiamo giocato non male, meglio dei 99 Cent, ed abbiamo perso malamente: purtroppo la nostra cronica carenza in zona gol si è fatta ancora sentire, Vicenz8 reduce da scarlattina non aveva gambe, Galax girava al largo ed a vuoto, e siam restati praticamente a bocca asciutta (il gol è stata una topica del portiere): speriamo nel prossimo ritorno con noi dell’assente storico che ora lavora in banca… Terzo tempo divertente nell’osteria al Maresciallo di Travesio, con la chicca della falsa notizia data da Sarci di un Pippo che avrebbe dovuto smettere col calcio, poi smentita dal diretto interessato, con Toni che in quella mezzora ha perso trent’anni di vita… Considerazioni? Colpa dell’assenza delle maglie bianche e verdi…
CAVASSO (PN) - Non tutto da buttare nella giornata di sabato scorso per la formazione allenata da Mr. Pollinigson. Si comincia con le notizie dell’ultimo momento: assente il preannunciato Koala, sedicente stirato, pare mentre cercava di raccogliere una foglia di eucalipto cadutagli dalle zampe al risveglio dal letargo; al suo posto, costretto a venire dai vertici societari, Gatto Cornix; assenti anche il campo di calcio (si è giocato infatti su di un terreno bitorzoluto che definire campo di calcio è un’offesa ai campi, al calcio ed ai campi di calcio) ed i palloni da calcio (dei 4 visti in campo, nemmeno uno potrebbe esser utilizzabile in una partita nel cortile di casa con il proprio cane: meraviglioso poi quello di plastica di color rosa omaggio della Gazzetta dello Sport…); assenti nei ramarri i migliori giocatori della rosa, the Kap (doveva inaugurare una sauna in una qualche località sulle Alpi), Picco Gulnari (che fino alle 5 e mezza del pomeriggio sembrava aver smesso col calcio, poi è comparso nella locanda dal Maresciallo a Travesio ed ha rassicurato il povero Mr. Pollinigson) e soprattutto il più forte difensore che abbia mai calcato i campi di calcio (così imparate a farmi scrivere i pezzi…). In un primo momento sembra addirittura che la partita non si possa giocare per mancanza di acqua calda, poi finalmente viene trovata una bacinella ed un fornello da campo, si comincia a scaldare l’acqua e quindi si può iniziare. Il Generale e Tatanka arrivano al campo provenienti da Meduno, anziché da Fanna… Sulla panca dei ramarri siedono giocatori importanti: Bellotto x 3, Rumnold, Ivan, Tatanka; ci sono anche il cronista e fotografo ed il nostro Vice Fantuzzi. In campo, con le maglie neroverdi, i nostri si schierano con Cornix in porta, Mr. Blogger libero, Manu ed il dott. Bòskyan in marcatura, Kanzucci e Stella Stellina sulle fasce, in mezzo Br
ovedinho, Sarci e Fabiomoro, in attacco Vicenz8 e Galax. Tenuto conto dell’osceno campo e dei palloni da far rimpiangere i Supertele di quando eravamo bambini, i nostri dopo un po’ si mettono pure a giocare decentemente a calcio; si distinguono in particolare Sarci, metronomo del centrocampo, Mr. Blogger, impeccabile in difesa, e Stella Stellina, che spinge sulla fascia sinistra; il migliore comunque è il cane che ad un certo momento entra in campo e che in seguito lotterà col Generale per recuperare i palloni usciti. Nel momento più bello accade il patatrac: rimessa laterale dei ramarri al limite della nostra area, controllo sbagliato da parte di Brovedinho, tiro di un avversario, respinta corta di Cornix, palla tra i piedi di Manu e di un avversario, carambole varie e palla nel sacco. Poco dopo però gli avversari pareggiano la cappella: palombella innocua di Galax, il portiere la guarda, la guarda, la guarda e poi la guarda nella rete. Uno pari, risultato della fine del primo tempo. Ad inizio ripresa Bell8 x 3 entra per Mr. Blogger ed Ivan per uno spento e
macchinoso dott. Bòskyan (evidentemente i suoi rimedi funzionano solo per gli altri…); poi entrerà Rumnold per un insolitamente acciaccato Brovedinho ed infine Tatanka per un insolitamente nervoso e moccolante Stella Stellina. Purtroppo gli avversari segnano ben tre gol (e gli mancava il loro giocatore migliore, quel torello che gioca in attacco e che negli ultimi due anni è stato una volta capocannoniere del torneo e l’altra secondo in graduatoria), due dei quali in contropiede, mentre i nostri prendono una traversa ed un palo e rischiano di segnare sia con Tatanka che con Kanzucci (che come richiesto ha giocato tutta la partita ed ha alternato momenti buoni ad alcuni bui: in particolare dovrebbe riflettere sul fatto che il suo uomo, il solito n. 8 - ah, già, l’8 non è mio, digli che l’8 non è mio, l’8 non è mio… -, ha fatto due gol, una volta perché era solo in quanto lui era in attacco ed un’altra perché lui non lo ha fermato o rallentato). Insomma, abbiamo giocato non male, meglio dei 99 Cent, ed abbiamo perso malamente: purtroppo la nostra cronica carenza in zona gol si è fatta ancora sentire, Vicenz8 reduce da scarlattina non aveva gambe, Galax girava al largo ed a vuoto, e siam restati praticamente a bocca asciutta (il gol è stata una topica del portiere): speriamo nel prossimo ritorno con noi dell’assente storico che ora lavora in banca… Terzo tempo divertente nell’osteria al Maresciallo di Travesio, con la chicca della falsa notizia data da Sarci di un Pippo che avrebbe dovuto smettere col calcio, poi smentita dal diretto interessato, con Toni che in quella mezzora ha perso trent’anni di vita… Considerazioni? Colpa dell’assenza delle maglie bianche e verdi….
sabato 13 marzo 2010
giovedì 11 marzo 2010
martedì 9 marzo 2010
AMATORI - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi
.
Cornacchia 8: tre interventi che valgono il prezzo del biglietto.
Casucci 5,5: la palla scotta un po’ troppo tra i piedi.
(Moro) 6: rende un pò più fluida la manovra in mezzo al campo.
Contento 6,5: una buona gara di contenimento, anche se il suo non è proprio un fulmine di guerra.
(Anzil) 6-: sulla fascia offre qualche sponda interessante, ma il piccolino dalla sua parte fa il bello e il cattivo tempo.
Bellotto 6,5: gara precisa, senza sbavature.
Pergola 6,5: vince la sfida con il suo avversario che non nuoce.
(Luisa Vissat) 6: carico e motivato, ma un po’ impreciso negli interventi.
Rumiel 6: davanti cerca di farsi sentire e non è supportato dal centrocampo.
Stella 6-: non spinge come sa, anche perché si preoccupa di aiutare in mezzo.
Iodice 5,5: avrebbe diverse opportunità di inserirsi senza palla. Ma non è nelle sue corde.
Brovedani 5,5: poche palle a disposizione. Copre poco gli spazi che avrebbe a disposizione.
(Cesaratto) 6,5: aumenta il dinamismo e procura l’espulsione.
Cornacchia 8: tre interventi che valgono il prezzo del biglietto.
Casucci 5,5: la palla scotta un po’ troppo tra i piedi.
(Moro) 6: rende un pò più fluida la manovra in mezzo al campo.
Contento 6,5: una buona gara di contenimento, anche se il suo non è proprio un fulmine di guerra.
(Anzil) 6-: sulla fascia offre qualche sponda interessante, ma il piccolino dalla sua parte fa il bello e il cattivo tempo.
Bellotto 6,5: gara precisa, senza sbavature.
Pergola 6,5: vince la sfida con il suo avversario che non nuoce.
(Luisa Vissat) 6: carico e motivato, ma un po’ impreciso negli interventi.
Rumiel 6: davanti cerca di farsi sentire e non è supportato dal centrocampo.
Stella 6-: non spinge come sa, anche perché si preoccupa di aiutare in mezzo.
Iodice 5,5: avrebbe diverse opportunità di inserirsi senza palla. Ma non è nelle sue corde.
Brovedani 5,5: poche palle a disposizione. Copre poco gli spazi che avrebbe a disposizione.
(Cesaratto) 6,5: aumenta il dinamismo e procura l’espulsione.Gurnari 6+: corre, salta, passa. Ma spesso gira a vuoto perché non ha soluzioni.
Galasso 6-: gira ancora al largo dalle zone calde del campo, senza andare al sodo.
(Celano) 5,5: sempre in agguato, ma non la vede quasi mai.
Pòllini di saggezza. “Eugenio mi ha chiesto di organizzargli una partita per il suo compleanno (NDR: 4 aprile, cioè Pasqua): giochiamo coi Carabinieri!”.
.
domenica 7 marzo 2010
AMATORI - Ramarri ancora a secco di gol: 0-0 contro Muzzati
.
Il Tabellino
AVVOCATI PN - MUZZATI 0-0
Formazione: Cornacchia, Casucci (Moro), Contento (Anzil), Bellotto, Pergola (Luisa Vissat), Rumiel, Stella, Iodice [C], Brovedani (Cesaratto), Gurnari, Galasso (Celano).
SEDRANO (PN) - Una gara maschia, combattuta, con qualche caduto sul campo (Pippo, non fare scherzi col ginocchio!), ma tutto sommato divertente nonostante il pareggio a reti inviolate. La scarlattina costringe il bomber Vicenzotto a bordo campo, in veste di fotografo, così Pollini decide di caricare il peso dell'attacco (un solo gol nelle ultime 5 gare!) sulle possenti spalle del guerriero Rumnold, coadiuvato dal velocista Galasso. Prima dell'inizio, nello spogliatoio neroverde, superba esibizione di Mr Pollinigson che recita a memoria l'intero calendario calcistico dei ramarri: tutti i sabati occupati fino al 10 luglio, tra Amatori, Forense, tornei estivi e la chicca dell'amichevole contro i Carabinieri nel giorno della santa Pasqua. La platea, attonita, ascolta in religioso silenzio fino alla fine e poi esplode con un applauso scrosciante. Dopo una lunga attesa, alle 16:20 si dà finalmente il via alle ostilità. Quest'oggi ci viene concesso il privilegio di poter prendere a calci il pallone ufficiale dei Mondiali Sudafrica 2010, gentilmente offerto alla squadra dal buon Gegè (grazie!). Il primo tempo scorre via senza grandi emozioni, con le due squadre che si neutralizzano a vicenda. La ripresa si vivacizza con l'espulsione del portiere ospite che, fuori dall'area, respinge di mano una conclusione del neo entrato Cesaratto, destinata a finire nel sacco. Con la superiorità numerica i ramarri aumentano la pressione alla ricerca della vittoria ed un tiro velenoso di An
zil viene deviato in tuffo dal centravanti improvvisatosi portiere. Più tardi è il Hrubesch di Bagnarola (ottima prestazione da centravanti boa) a sciupare il colpo del K.O.: splendido cross dalla destra di Anzil e colpo di testa in beata solitudine che esce a lato di poco. I ramarri rischiano qualcosa per eccesso di generosità, concedendo qualche pericoloso contropiede (provvidenziale doppio intervento del pennuto naoniano). Su un altro ribaltamento di fronte arriva poi il gesto tecnico più bello della giornata, ad opera di Cornacchia che dà senso compiuto all'etimologia del suo cognome: tiro dal limite rimpallato, la palla cambia completamente traiettoria, il volatile preso in controtempo riesce ad invertire la direzione e staccare con un volo plastico, schiaffeggiando in angolo una palla che pareva oramai già in rete. "Minchia che parata!": prodezza applaudita da compagni ed avversari. Infine l'immancabile terzo tempo, con i festeggiamenti in onore del Kaptàno, neo cinquantenne: taglio della torta a forma di rettangolo verde, brindisi ripetuti e consegna della T-shirt commemorativa che reca impresso il grido internazionale del guerriero indomabile: "We'll get them here!" ("Li prendiamo qui!"). Poi il "rompete le righe" in tarda serata, con la patetica parata degli zoppi che vagano nelle tenebre...
SEDRANO (PN) - Una gara maschia, combattuta, con qualche caduto sul campo (Pippo, non fare scherzi col ginocchio!), ma tutto sommato divertente nonostante il pareggio a reti inviolate. La scarlattina costringe il bomber Vicenzotto a bordo campo, in veste di fotografo, così Pollini decide di caricare il peso dell'attacco (un solo gol nelle ultime 5 gare!) sulle possenti spalle del guerriero Rumnold, coadiuvato dal velocista Galasso. Prima dell'inizio, nello spogliatoio neroverde, superba esibizione di Mr Pollinigson che recita a memoria l'intero calendario calcistico dei ramarri: tutti i sabati occupati fino al 10 luglio, tra Amatori, Forense, tornei estivi e la chicca dell'amichevole contro i Carabinieri nel giorno della santa Pasqua. La platea, attonita, ascolta in religioso silenzio fino alla fine e poi esplode con un applauso scrosciante. Dopo una lunga attesa, alle 16:20 si dà finalmente il via alle ostilità. Quest'oggi ci viene concesso il privilegio di poter prendere a calci il pallone ufficiale dei Mondiali Sudafrica 2010, gentilmente offerto alla squadra dal buon Gegè (grazie!). Il primo tempo scorre via senza grandi emozioni, con le due squadre che si neutralizzano a vicenda. La ripresa si vivacizza con l'espulsione del portiere ospite che, fuori dall'area, respinge di mano una conclusione del neo entrato Cesaratto, destinata a finire nel sacco. Con la superiorità numerica i ramarri aumentano la pressione alla ricerca della vittoria ed un tiro velenoso di An
zil viene deviato in tuffo dal centravanti improvvisatosi portiere. Più tardi è il Hrubesch di Bagnarola (ottima prestazione da centravanti boa) a sciupare il colpo del K.O.: splendido cross dalla destra di Anzil e colpo di testa in beata solitudine che esce a lato di poco. I ramarri rischiano qualcosa per eccesso di generosità, concedendo qualche pericoloso contropiede (provvidenziale doppio intervento del pennuto naoniano). Su un altro ribaltamento di fronte arriva poi il gesto tecnico più bello della giornata, ad opera di Cornacchia che dà senso compiuto all'etimologia del suo cognome: tiro dal limite rimpallato, la palla cambia completamente traiettoria, il volatile preso in controtempo riesce ad invertire la direzione e staccare con un volo plastico, schiaffeggiando in angolo una palla che pareva oramai già in rete. "Minchia che parata!": prodezza applaudita da compagni ed avversari. Infine l'immancabile terzo tempo, con i festeggiamenti in onore del Kaptàno, neo cinquantenne: taglio della torta a forma di rettangolo verde, brindisi ripetuti e consegna della T-shirt commemorativa che reca impresso il grido internazionale del guerriero indomabile: "We'll get them here!" ("Li prendiamo qui!"). Poi il "rompete le righe" in tarda serata, con la patetica parata degli zoppi che vagano nelle tenebre....
giovedì 4 marzo 2010
L'evento: 04.03.1960 - 04.03.2010, il "Kap" fa 50!!!
.
PORDENONE - "Dice che era un bell'uomo e veniva, veniva dal mare, parlava un'altra lingua, però sapeva amare...": si apre così, con questa strofa poetica, la celeberrima canzone del grande Lucio Dalla intitolata "4.3.1943" ed ispirata proprio alla data di nascita del "marinaio di montagna" dai due cognomi. Non potevamo di certo lasciar passare inosservato il cinquantesimo compleanno del nostro storico "Kaptàno"! Ebbene sì, le candeline sulla torta parlano chiaro: mezzo se
colo! E che "mezzo secolo", signori miei... Gli aneddoti, calcistici e non, le frasi storiche e le performances dell'istrione-fabbro-pallonaro più esuberante della storia del calcio nostrano, costituiscono la materia prima di un progetto ambizioso, sponsorizzato dalla Treccani: si tratta della pubblicazione di una collana in 50 volumi (uno per ogni anno d'età), con cadenza mensile, dal suggestivo titolo "Oltre la coppia" (sottotitolo: "Li prendiamo qui!"). Naturalmente c'è grande fermento tra tutte le fans di "King Sauna", ma anche tra i mariti delle stesse che temono la diffusione di scomode indiscrezioni. Staremo a vedere. La prima uscita dovrebbe essere presto a disposizione presso tutte le farmacie del triveneto. Per l'occasione è stata preparata una t-shirt commemorativa (foto a destra), che ha già ricevuto una marea di
prenotazioni. Si pensa anche ad una gara amichevole celebrativa tra la squadra togata guidata da Kapitan Fracassa ed una compagine femminile, già contattata a tal uopo (foto a sinistra), proprio per rendere omaggio a quell'universo tinto di rosa cui il nostro beneamato si è dedicato, anima e corpo (non ha importanza in quali proporzioni), con ammirevole costanza per ben dieci lustri, ricevendo in cambio numerosi attestati di stima (e non solo...). La data più indicata per la disputa dell'incontro è certamente quella del prossimo 8 marzo, giornata dedicata a tutte le donne (ancor
a per poco: esiste infatti già una proposta di legge per anticipare "La giornata della donna" al 4 marzo, per ovvie ragioni); al termine della sfida, dopo l'irrinunciabile cerimonia della "doccia mista", si parla di una torta dalle dimensioni umane dalla quale potrebbe fuoriuscire proprio Lui, "Il distributore automatico di felicità", vestito solo di panna e crema e valorizzato da uno strategico e sgargiante fiocco in raso rosso posizionato ove si conviene. Intanto, per cominciare a calarci nelle pieghe del personaggio, vi proponiamo alcuni spezzoni tratti dal Blog, che potrete godervi di seguito unitamente alle immagini qui raccolte. Prima però, vogliamo chiudere con il toccante omaggio reso da colui che non esitiamo a definire un secondo padre per il nostro Kaptàno, Toni Pollini: «E' come un gatto in calore...».
da «AMATORI - Un violento uragano dall'America si abbatte sui "ramarri": 5-0!» (domenica 1 marzo 2009)
Chiudiamo con una nota di colore (e conseguente richiamo storico) sulla quale non potevamo non soffermarci. Siamo a pochi minuti dalla conclusione. Gli avversari, dopo un dominio incontrastato, conducono per 4-0. I nostri, stravolti dalla stanchezza e annichiliti nello spirito,
attendono mestamente il triplice fischio finale per porre fine all'agonia. Ma... in campo c'è uno squilibrato che non si è ancora arreso, che incita i compagni e li sprona alla ricerca del gol e che, con un motto d'impeto di "custeriana" memoria (leggi: generale Custer nella battaglia di Little Bighorn. E sappiamo come è finita...), lancia a squarciagola l'urlo dell'irriducibile combattente: «ALLA CARICAAAAAAA!!!!!!»... E sappiamo come è finita... Tremate, il Kaptàno è tornato...
da «Si conclude l'avventura romana di Kaptàn Katodik!» (giovedì 4 giugno 2009)
«...PARLIAMO DI BELLE DONNE, QUESTO CREDO SIA UN ARGOMENTO DI CUI LEI SI INTENDE PIU' CHE DEI PROMONTORI!»: è questa la fotografia del nostro Kaptàn Katodik (scattata da Magalli!) che rimarrà indelebile nella memoria degli italiani, insieme al sorriso ammiccante e compiaciuto dell'homo televisivus per antonomasia.
da «Serial TV "Un Kaptàno a Roma (ahò!)", seconda puntata (11.01.2009)» (sabato 17 gennaio 2009)
Il Kaptàno, rinchiuso in una gigantesca manona di gomma piuma (una scena che non avremmo mai voluto vedere, mai...), dal quale fuoriusciva solamente il suo ghigno sornione (foto a destra), è stato costretto con la forza a gareggiare (insieme a quattro energumeni) in una prova che era esclusivamente incentrata sulle doti atletiche dei concorrenti. Ebbene, dopo aver onorevolmente abbattuto un avversario nel primo round, il povero Kaptàno, nella seconda ripartenza, è franato rovinosamente al suolo dopo pochissimi passi, finendo a pelle di leone davanti a milioni di telespettatori; sarà difficile toglierci dagli occhi quella scena toccante della "manona" che arranca faccia a terra, mentre gli operatori di studio tentano invano di prestare soccorso.
PORDENONE - "Dice che era un bell'uomo e veniva, veniva dal mare, parlava un'altra lingua, però sapeva amare...": si apre così, con questa strofa poetica, la celeberrima canzone del grande Lucio Dalla intitolata "4.3.1943" ed ispirata proprio alla data di nascita del "marinaio di montagna" dai due cognomi. Non potevamo di certo lasciar passare inosservato il cinquantesimo compleanno del nostro storico "Kaptàno"! Ebbene sì, le candeline sulla torta parlano chiaro: mezzo se
colo! E che "mezzo secolo", signori miei... Gli aneddoti, calcistici e non, le frasi storiche e le performances dell'istrione-fabbro-pallonaro più esuberante della storia del calcio nostrano, costituiscono la materia prima di un progetto ambizioso, sponsorizzato dalla Treccani: si tratta della pubblicazione di una collana in 50 volumi (uno per ogni anno d'età), con cadenza mensile, dal suggestivo titolo "Oltre la coppia" (sottotitolo: "Li prendiamo qui!"). Naturalmente c'è grande fermento tra tutte le fans di "King Sauna", ma anche tra i mariti delle stesse che temono la diffusione di scomode indiscrezioni. Staremo a vedere. La prima uscita dovrebbe essere presto a disposizione presso tutte le farmacie del triveneto. Per l'occasione è stata preparata una t-shirt commemorativa (foto a destra), che ha già ricevuto una marea di
prenotazioni. Si pensa anche ad una gara amichevole celebrativa tra la squadra togata guidata da Kapitan Fracassa ed una compagine femminile, già contattata a tal uopo (foto a sinistra), proprio per rendere omaggio a quell'universo tinto di rosa cui il nostro beneamato si è dedicato, anima e corpo (non ha importanza in quali proporzioni), con ammirevole costanza per ben dieci lustri, ricevendo in cambio numerosi attestati di stima (e non solo...). La data più indicata per la disputa dell'incontro è certamente quella del prossimo 8 marzo, giornata dedicata a tutte le donne (ancor
attendono mestamente il triplice fischio finale per porre fine all'agonia. Ma... in campo c'è uno squilibrato che non si è ancora arreso, che incita i compagni e li sprona alla ricerca del gol e che, con un motto d'impeto di "custeriana" memoria (leggi: generale Custer nella battaglia di Little Bighorn. E sappiamo come è finita...), lancia a squarciagola l'urlo dell'irriducibile combattente: «ALLA CARICAAAAAAA!!!!!!»... E sappiamo come è finita... Tremate, il Kaptàno è tornato...
da «Si conclude l'avventura romana di Kaptàn Katodik!» (giovedì 4 giugno 2009)
«...PARLIAMO DI BELLE DONNE, QUESTO CREDO SIA UN ARGOMENTO DI CUI LEI SI INTENDE PIU' CHE DEI PROMONTORI!»: è questa la fotografia del nostro Kaptàn Katodik (scattata da Magalli!) che rimarrà indelebile nella memoria degli italiani, insieme al sorriso ammiccante e compiaciuto dell'homo televisivus per antonomasia.
da «Serial TV "Un Kaptàno a Roma (ahò!)", seconda puntata (11.01.2009)» (sabato 17 gennaio 2009)
Il Kaptàno, rinchiuso in una gigantesca manona di gomma piuma (una scena che non avremmo mai voluto vedere, mai...), dal quale fuoriusciva solamente il suo ghigno sornione (foto a destra), è stato costretto con la forza a gareggiare (insieme a quattro energumeni) in una prova che era esclusivamente incentrata sulle doti atletiche dei concorrenti. Ebbene, dopo aver onorevolmente abbattuto un avversario nel primo round, il povero Kaptàno, nella seconda ripartenza, è franato rovinosamente al suolo dopo pochissimi passi, finendo a pelle di leone davanti a milioni di telespettatori; sarà difficile toglierci dagli occhi quella scena toccante della "manona" che arranca faccia a terra, mentre gli operatori di studio tentano invano di prestare soccorso..
TANTI AUGURI DI BUON KOMPLEANNO
martedì 2 marzo 2010
AMATORI - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi
.
Da Ros L. 6: alcuni buoni interventi, un po’ sorpreso sulla punizione del ko.
Bellotto 6,5: paga – e valga per tutta la difesa e il centrocampo – 10 minuti di disordine dell’inizio ripresa, ma nel complesso inanella un’altra prestazione più che positiva.
Contento 6+: sull’uomo si fa sentire senza grossi problemi, un po’ leggero in un paio di occasioni quando c’era da spazzare con decisione.
Luisa Vissat 6: se c’è da lottare non si tira indietro, ma quando riceve palla per costruire il gioco, la perde quasi sempre o la rinvia storta.
(Boschian) 5,5: a sinistra deve spesso tornare e rincorrere l’uomo. Non ha più forza per proporsi avanti.
Pergola 6,5: francobolla efficacemente il suo uomo, che non crea pericoli.
Iodice 5,5: acido lattico, campo sconnesso e pochi spazi limitano la volenterosa prestazione.
(Gasparini) 6: aiuta difesa e centrocampo, ma senza spostare gli equilibri della gara.
Brovedani 6-: un po’ tagliato fuori dal gioco. Unico lampo, un assist delizioso vanificato da un fuorigioco fantasma.
(Rumiel) 6: una gara fisica, finita da punta a duellare a “sportellate” con il proprio marcatore.
Moro 6-: scheggia la traversa con una delle sue incursioni, per il resto un po’ perso fra le linee.
Anzil 5,5: elegante, ma su questi campi serve tener palla e prendere botte.
(Celano) 5,5: svaria inoffensivo sul fronte offensivo. Poco servito.
Gurnari 6-: prestazione di sacrificio, ma con le gambe pesanti non trova tempi e spazi per dettare gioco.
Vicenzotto 5,5: conquista falli che fanno respirare la squadra. Ma salta poco l’uomo e non è mai pericoloso.
Pòllini di saggezza. Intravede L. B. mentre si fa la doccia, notando una piccola zona del “lato B” non abbronzata e più chiara del resto della cute, quasi a formare un triangolino bianco là dove i glutei si fondono con la schiena. Sarcastico: “Chissà se ti vedesse la Fernanda di Tatanka”.
Da Ros L. 6: alcuni buoni interventi, un po’ sorpreso sulla punizione del ko.
Bellotto 6,5: paga – e valga per tutta la difesa e il centrocampo – 10 minuti di disordine dell’inizio ripresa, ma nel complesso inanella un’altra prestazione più che positiva.
Contento 6+: sull’uomo si fa sentire senza grossi problemi, un po’ leggero in un paio di occasioni quando c’era da spazzare con decisione.
Luisa Vissat 6: se c’è da lottare non si tira indietro, ma quando riceve palla per costruire il gioco, la perde quasi sempre o la rinvia storta.
(Boschian) 5,5: a sinistra deve spesso tornare e rincorrere l’uomo. Non ha più forza per proporsi avanti.
Pergola 6,5: francobolla efficacemente il suo uomo, che non crea pericoli.
Iodice 5,5: acido lattico, campo sconnesso e pochi spazi limitano la volenterosa prestazione.
(Gasparini) 6: aiuta difesa e centrocampo, ma senza spostare gli equilibri della gara.
Brovedani 6-: un po’ tagliato fuori dal gioco. Unico lampo, un assist delizioso vanificato da un fuorigioco fantasma.
(Rumiel) 6: una gara fisica, finita da punta a duellare a “sportellate” con il proprio marcatore.
Moro 6-: scheggia la traversa con una delle sue incursioni, per il resto un po’ perso fra le linee.
Anzil 5,5: elegante, ma su questi campi serve tener palla e prendere botte.
(Celano) 5,5: svaria inoffensivo sul fronte offensivo. Poco servito.
Gurnari 6-: prestazione di sacrificio, ma con le gambe pesanti non trova tempi e spazi per dettare gioco.
Vicenzotto 5,5: conquista falli che fanno respirare la squadra. Ma salta poco l’uomo e non è mai pericoloso.
Pòllini di saggezza. Intravede L. B. mentre si fa la doccia, notando una piccola zona del “lato B” non abbronzata e più chiara del resto della cute, quasi a formare un triangolino bianco là dove i glutei si fondono con la schiena. Sarcastico: “Chissà se ti vedesse la Fernanda di Tatanka”..
domenica 28 febbraio 2010
AMATORI – I neroverdi si arenano nel pantano di Vigonovo...
.
Il Tabellino
FONTANAFREDDA DUE - AVVOCATI PN 3-0 (0-0)
Formazione: Da Ros L. [C], Bellotto, Contento, Luisa Vissat (Boschian), Pergola, Iodice (Gasparini), Brovedani (Rumiel), Moro, Anzil (Celano), Gurnari, Vicenzotto.
VIGONOVO (PN) - Seconda sconfitta in meno di 48 ore per i ramarri, ma stavolta le sberle sono tre. Esistono alcune significative analogie tra le due gare: il terreno di gioco impresentabile, gli avversari che non erano stati ancora concepiti nel grembo materno quando molti di noi già stentavano all'Università, la nostra cronica sterilità offensiva (tutto il peso dell'attacco grava sul povero Paolino), l'orgoglio e la caparbietà dimostrati, nonostante tutto, fino al triplice fischio. Il presagio negativo si avverte dopo un paio di minuti dall'inizio con la traversa scheggiata da Moro da ottima posizione. Poi un primo tempo di contenimento (gli avversari avevano più birra nelle gambe, ma solo nelle gambe...), con i neroverdi che non riescono a creare nitide occasioni da rete, ma che si difendono con ordine senza far correre alcun pericolo al rientrante Leo Tirakka (oggi capitano). Poi i fatidici primi 5 minuti della ripresa, dove paghiamo a caro prezzo la modifica dell'assetto tattico imposta dalle sostituzioni: un tiro della domenica ed un piazzato dal limite. Due a zero e gara in archivio. La terza segnatura arriva nel finale con un diagonale in contropiede. Lo spirito di gruppo della "banda Pollini" rimane però integro nonostante la sconfitta: sabato prossimo si torna a Sedrano, allelujah...
VIGONOVO (PN) - Seconda sconfitta in meno di 48 ore per i ramarri, ma stavolta le sberle sono tre. Esistono alcune significative analogie tra le due gare: il terreno di gioco impresentabile, gli avversari che non erano stati ancora concepiti nel grembo materno quando molti di noi già stentavano all'Università, la nostra cronica sterilità offensiva (tutto il peso dell'attacco grava sul povero Paolino), l'orgoglio e la caparbietà dimostrati, nonostante tutto, fino al triplice fischio. Il presagio negativo si avverte dopo un paio di minuti dall'inizio con la traversa scheggiata da Moro da ottima posizione. Poi un primo tempo di contenimento (gli avversari avevano più birra nelle gambe, ma solo nelle gambe...), con i neroverdi che non riescono a creare nitide occasioni da rete, ma che si difendono con ordine senza far correre alcun pericolo al rientrante Leo Tirakka (oggi capitano). Poi i fatidici primi 5 minuti della ripresa, dove paghiamo a caro prezzo la modifica dell'assetto tattico imposta dalle sostituzioni: un tiro della domenica ed un piazzato dal limite. Due a zero e gara in archivio. La terza segnatura arriva nel finale con un diagonale in contropiede. Lo spirito di gruppo della "banda Pollini" rimane però integro nonostante la sconfitta: sabato prossimo si torna a Sedrano, allelujah....
venerdì 26 febbraio 2010
AMATORI - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi
.
Lorenzon 7-: sul gol nulla può. Due buoni interventi su tiri da fuori.
Casucci 5,5: tutto sommato regge in difesa, ma non si è mai visto in avanti.
(Boschian) 5,5: prova a spingere nel secondo tempo, ma sbatte nel muro avianese.
Bellotto 6,5: dalle sue parti non si passa, nonostante i crampi.
Iodice 5,5: il suo stile di gioco non rende in un centrocampo che sembra un flipper.
(Gasparini) 6+: si fa valere col fisico e prova a proporsi anche in avanti.
Pergola 6: in generale tiene abbastanza bene, ma rimane un po’ sorpreso in occasione del gol.
Rumiel 6+: coordina i movimenti difensivi con ordine.
(Luisa Vissat) 5,5: si fa vedere anche avanti, ma dietro è irruento anche quando non serve.
Stella 5+: le dimensioni del campo non gli permettono di sfogare la sua corsa, e rimane imbrigliato.
Moro 5+: la palla rimbalza fra le zolle e lui non riesce a domarla e a costruire come sa.
Tirelli 5/6: porta peso in avanti: si fa sentire, a parte qualche leziosità di troppo.
(Celano) 5,5: si fa vedere poco e ottiene poche palle giocabili.
Gurnari 5+: il più penalizzato dalle condizioni del campo, schiacciato sui difensori non costruisce.
Vicenzotto 6: tiene palla, si mangia un’occasione nel primo tempo e nel secondo centra il palo, con un pizzico di sfortuna.
"Pòllini di saggezza". 1) Tutti stupiti per le maglie biancorosse: "Non ho portato le maglie biancoverdi portafortuna perché non era venuto bene il lavaggio e la Vera non me le ha date".
2) Luisa Vissat, clamorosamente in ritardo, balbetta la solita scusa del colloquio con la cliente per un divorzio: "Ecco perché hai perso i gradi… neanche caporale… di giornata!".
Lorenzon 7-: sul gol nulla può. Due buoni interventi su tiri da fuori.
Casucci 5,5: tutto sommato regge in difesa, ma non si è mai visto in avanti.
(Boschian) 5,5: prova a spingere nel secondo tempo, ma sbatte nel muro avianese.
Bellotto 6,5: dalle sue parti non si passa, nonostante i crampi.
Iodice 5,5: il suo stile di gioco non rende in un centrocampo che sembra un flipper.
(Gasparini) 6+: si fa valere col fisico e prova a proporsi anche in avanti.
Pergola 6: in generale tiene abbastanza bene, ma rimane un po’ sorpreso in occasione del gol.
Rumiel 6+: coordina i movimenti difensivi con ordine.
(Luisa Vissat) 5,5: si fa vedere anche avanti, ma dietro è irruento anche quando non serve.
Stella 5+: le dimensioni del campo non gli permettono di sfogare la sua corsa, e rimane imbrigliato.
Moro 5+: la palla rimbalza fra le zolle e lui non riesce a domarla e a costruire come sa.
Tirelli 5/6: porta peso in avanti: si fa sentire, a parte qualche leziosità di troppo.
(Celano) 5,5: si fa vedere poco e ottiene poche palle giocabili.
Gurnari 5+: il più penalizzato dalle condizioni del campo, schiacciato sui difensori non costruisce.
Vicenzotto 6: tiene palla, si mangia un’occasione nel primo tempo e nel secondo centra il palo, con un pizzico di sfortuna.
"Pòllini di saggezza". 1) Tutti stupiti per le maglie biancorosse: "Non ho portato le maglie biancoverdi portafortuna perché non era venuto bene il lavaggio e la Vera non me le ha date".
2) Luisa Vissat, clamorosamente in ritardo, balbetta la solita scusa del colloquio con la cliente per un divorzio: "Ecco perché hai perso i gradi… neanche caporale… di giornata!"..
AMATORI - Sconfitta di misura nel recupero col Pleif
.
Il Tabellino
CALCIO PLEIF - AVVOCATI PN 1-0 (1-0)
Formazione: Lorenzon, Casucci (Boschian), Bellotto, Iodice (Gasparini), Pergola, Rumiel [C] (Luisa Vissat), Stella, Moro, Tirelli (Celano), Gurnari, Vicenzotto.

CASTELLO DI AVIANO - "Il terreno di gioco non si addiceva ai piedi vellutati dei ramarri": questa la versione ufficiale diramata dall'ufficio stampa di casa neroverde, per motivare la sconfitta di misura maturata ieri sera in quel di Aviano. Una gara equilbrata, disputata su un campo in pessime condizioni, contro una squadra vergognosamente giovane (ma che ci fanno 'sti ragazzini negli Amatori?!?) e decisa da una disattenzione dei ramarri dopo poco più di dieci minuti di gioco; poi un secondo tempo orgoglioso, combattuto ad armi pari, con un palo del solito Vicenzotto e niente più. La squadra ha comunque dimostrato ancora una volta di esserci, soprattutto nel terzo tempo consumato in gruppo al BEFeD a suon di polletti, patatine e qualche sano bicchiere di birra (a destra, il calice dell'immenso Pippo Gurnari). Fra poco più di 24 ore di nuovo in campo, con l'occasione di potersi rifare in casa del Fontanafredda Due...
.
martedì 23 febbraio 2010
sabato 20 febbraio 2010
giovedì 18 febbraio 2010
Casucci: e se fosse solo un problema di comunicazione? La storia del bonobo Kanzi...
.
PORDENONE - Premessa doverosa: Angelo Casucci è un patrimonio (umano e calcistico) indiscutibile ed assolutamente irrinunciabile della nostra squadra. Dopo le infelici esternazioni, in spogliatoio prima ed in campo poi, del nostro amato Angelo, la sua scarsa propensione ad assoggettarsi alle regole del gruppo (nuovamente palesata) e le ennesime incomprensioni tecnico/tattiche con alcuni compagni, io e Vice ci siamo presi a cuore la faccenda, interrogandoci a fondo. Alla fine ci ha assaliti un dubbio atroce: e se fosse solo un problema di comunicazione? Per cercare una risposta, abbiamo preso spunto da qualcuno che in tema di "comunicazione" ha dimostrato davvero di essere un esperto. Eccovi allora la storia del bonobo Kanzi e di come imparò a comunicare con alcuni esemplari di Homo sapiens, confidando che il racconto possa fungere da insegnamento per tutti i compagni di squadra del nostro beneamato. Buona lettura...
I bonobi (Pan paniscus) sono dei primati molto simili agli scimpanzé (Pan troglodytes) cui la dottoressa Sue Savage-Rumbaugh ha dedicato lunghi anni di ricerche, lavorando a progetti di comunicazione uomo-bonobo; negli anni novanta i suoi studi hanno avuto uno straordinario risultato grazie al rapporto instauratosi tra la dottoressa e il suo team di ricerca ed un piccolo bonobo di nome Kanzi. Kanzi si presenta nel 1980, all'età di 16 anni, al centro di ricerca dell'Università della Georgia che lo dirotta immediatamente presso il proprio modernissimo laboratorio sperimentale distaccato in un ridente paesino dell'Italia settentrionale (Sedrano). Esuberante e giocherellone, Kanzi, è sempre presente agli esperimenti, gioca e cerca di attirare in tutti i modi l'attenzione su di sé, come farebbe un bambino vivace e comincia ad utilizzare la tavola dei lessigrammi per comunicare con gli umani. Nessuno gli aveva mai insegnato nulla, ma lui era da subito in grado di formare 120 differenti frasi sensate usando propriamente almeno 12 lessigrammi (tra cui "banana", "calcio", "palla",
"avversario", "villaggio", "fanciullo", "vaffanculo", ecc...). Da questo momento in poi, Kanzi diventa l'interlocutore privilegiato degli sperimentatori ed ha inizio un'avventura davvero commovente di relazione bonobo-uomo. La descrizione di una giornata tipo passata in compagnia di Kanzi è esattamente identica a quella che si potrebbe trascorrere insieme a qualunque esemplare di uomo adulto ultra quarantacinquenne. Kanzi si sveglia, sempre di buonumore, saluta chi c'è con lui con allegre vocalizzazioni di cui fa abbondante esercizio, qualche volta eccedendo, fino al punto da esasperare i suoi interlocutori; chiede con risolutezza la sua maglia preferita (è morbosamente attratto da quella col n° 2 stampigliato sulla schiena), mangia, poi si guarda intorno: se c'è qualcosa di diverso dal solito, ne chiede conto o interagisce in vario modo a seconda dei casi (ad esempio, un giorno, nota un numero diverso sulla maglia: lui la prende e la butta dalla finestra). Quindi chiede di essere portato al "Villaggio del fanciullo" per giocare a palla con i suoi numerosi amici umani; sebbene
stremato, di fronte all'invito di sedersi a riposare su una panca all'aria aperta, oppone sistematicamente un ostinato rifiuto. Dopo il pranzo chiede di fare un pisolino preferibilmente nella sua stanzetta e se non è possibile, capisce il problema e si adatta a dormire sotto un albero. A volte Kanzi parla da solo e tende ad appartarsi per cimentarsi con la tastiera dei lessigrammi e con quella della chitarra (uno strumento che da sempre richiama la sua curiosità). Al pomeriggio: merenda e poi ancora a giocare (il calcio è la sua unica attività fisica...); è curioso notare come, durante le fasi ricreative, egli non sia portato ad alzarsi dal suo posto per nessun motivo, a meno che non sia coinvolto nel gioco in prima persona. Dopo cena, prima di dormire, gli piace guardare la televisione; segue con grande interesse le partite di calcio del Milan, accompagnando con vocalizzazioni divertite o eccitate le fasi salienti. Infine, esausto, si fa portare nella sua stanzetta, nel suo lettino. Kanzi continua a progredire e apprende ad utilizzare due nuovi lessigrammi ("gol" e "l’otto-non-è-mio-diglielo-tu") per esprimere i propri stati d'animo; in questo contesto non solo li utilizza propriamente, ma dimostra di capire i sentimenti dei suoi simili e anche quelli degli umani, seppur talvolta a lui ostili. Ad esempio se qualcuno si fa male, lui chiede dell'acqua per rinfrescare la ferita e aiuta il contuso con un atteggiamento consolatorio e solidale. Kanzi è anche in grado di capire frasi elementari del tipo: «Se non arrivi quaranta minuti prima della gara, non giochi», «Dai la palla prima di essere marcato», «Non seguire solo il tuo uomo senza vedere il gioco». Ed è talvolta capace di differenziare tra: «Questa è la palla, quello è il giocatore», «Questo è il tuo compagno, quello è l’avversario». Kanzi risponde in modo corretto al 72% delle richieste; significativo il raffronto effettuato con una bambina di 2 anni e mezzo, che ha risposto correttamente al 66% delle richieste.
Molte delle incomprensioni sono probabilmente dovute alla difficoltà di isolare alcuni suoni pronunciati; non dimentichiamoci che lui non può esprimersi con effetti acustici simili ai nostri, ragion per cui alcuni suoni - come ad esempio quello complesso della lettera "zeta" - gli risultano totalmente estranei, da cui consegue la mancata comprensione di alcuni concetti-chiave come: "Cazzo Angelo!" o "Io ti ammazzo!". Il simpatico primate ha poi delle comprensibili difficoltà con i termini che rivestono significati plurimi: per lui "can" significa l’equivalente di "contenitore", "barattolo" (è uno dei primi lessigrammi che ha imparato); come spiegargli l'uso anomalo dello stesso suono che non designa più un oggetto che serve a contenere il cibo, ma bensì un’espressione che conferisce alla frase un’enfasi poco elegante, per quanto assai diffusa? Kanzi incontra qualche difficoltà anche con le frasi definite dai linguisti "embedded" (circostanziate), ad esempio: «Ferma la palla che esce dal terreno di gioco e
passala ai compagni». Kanzi cerca una palla qualsiasi, colpendo talvolta inavvertitamente tutto ciò che si trova nelle immediate vicinanze e compiendo delle curiose traiettorie circolari (gli esperti le hanno classificate col nome di "traiettorie automobilistiche", proprio per la dinamica macchinosa ed impacciata che ricorda appunto la tipica manovra del veicolo a quattro ruote). Questa operazione più complessa di correlazione del complemento oggetto "la palla" che a sua volta richiede di essere messo in una specifica relazione ("stare dentro") con altro ("compagni"), crea a Kanzi qualche perplessità. Alcuni filosofi e psicologi cognitivi cercano (sempre più disperatamente) di isolare ciò che differenzia l'uomo dagli altri animali (e che lo renderebbe, quindi, "superiore"). L'ultimo criterio a cui si aggrappano questi irriducibili è la convinzione che solo l'uomo sia in grado di elaborare il concetto che anche gli altri hanno una mente, delle emozioni, delle intenzioni, un punto di vista, diverso, ma comprensibile. Kanzi, come abbiamo visto, in molte occasioni mostra di capire il punto di vista del suo interlocutore (pur non condividendolo), le sue emozioni e ciò che in una certa situazione può essergli più o meno utile. Naturalmente gli studiosi scettici, che desiderano conservare la supremazia della specie umana, continuano ad affermare che tutto è spiegabile in termini di stimolo e che Kanzi non fa che rispondere alle aspettative degli sperimentatori ed ai premi che loro gli danno quando soddisfa le richieste. Ma sembra sempre meno facile, leggendo queste cronache, continuare a credere a questa favola, soprattutto allorquando il pensiero corre al bonobo calciatore Kanzucci...
.
I bonobi (Pan paniscus) sono dei primati molto simili agli scimpanzé (Pan troglodytes) cui la dottoressa Sue Savage-Rumbaugh ha dedicato lunghi anni di ricerche, lavorando a progetti di comunicazione uomo-bonobo; negli anni novanta i suoi studi hanno avuto uno straordinario risultato grazie al rapporto instauratosi tra la dottoressa e il suo team di ricerca ed un piccolo bonobo di nome Kanzi. Kanzi si presenta nel 1980, all'età di 16 anni, al centro di ricerca dell'Università della Georgia che lo dirotta immediatamente presso il proprio modernissimo laboratorio sperimentale distaccato in un ridente paesino dell'Italia settentrionale (Sedrano). Esuberante e giocherellone, Kanzi, è sempre presente agli esperimenti, gioca e cerca di attirare in tutti i modi l'attenzione su di sé, come farebbe un bambino vivace e comincia ad utilizzare la tavola dei lessigrammi per comunicare con gli umani. Nessuno gli aveva mai insegnato nulla, ma lui era da subito in grado di formare 120 differenti frasi sensate usando propriamente almeno 12 lessigrammi (tra cui "banana", "calcio", "palla",
"avversario", "villaggio", "fanciullo", "vaffanculo", ecc...). Da questo momento in poi, Kanzi diventa l'interlocutore privilegiato degli sperimentatori ed ha inizio un'avventura davvero commovente di relazione bonobo-uomo. La descrizione di una giornata tipo passata in compagnia di Kanzi è esattamente identica a quella che si potrebbe trascorrere insieme a qualunque esemplare di uomo adulto ultra quarantacinquenne. Kanzi si sveglia, sempre di buonumore, saluta chi c'è con lui con allegre vocalizzazioni di cui fa abbondante esercizio, qualche volta eccedendo, fino al punto da esasperare i suoi interlocutori; chiede con risolutezza la sua maglia preferita (è morbosamente attratto da quella col n° 2 stampigliato sulla schiena), mangia, poi si guarda intorno: se c'è qualcosa di diverso dal solito, ne chiede conto o interagisce in vario modo a seconda dei casi (ad esempio, un giorno, nota un numero diverso sulla maglia: lui la prende e la butta dalla finestra). Quindi chiede di essere portato al "Villaggio del fanciullo" per giocare a palla con i suoi numerosi amici umani; sebbene
stremato, di fronte all'invito di sedersi a riposare su una panca all'aria aperta, oppone sistematicamente un ostinato rifiuto. Dopo il pranzo chiede di fare un pisolino preferibilmente nella sua stanzetta e se non è possibile, capisce il problema e si adatta a dormire sotto un albero. A volte Kanzi parla da solo e tende ad appartarsi per cimentarsi con la tastiera dei lessigrammi e con quella della chitarra (uno strumento che da sempre richiama la sua curiosità). Al pomeriggio: merenda e poi ancora a giocare (il calcio è la sua unica attività fisica...); è curioso notare come, durante le fasi ricreative, egli non sia portato ad alzarsi dal suo posto per nessun motivo, a meno che non sia coinvolto nel gioco in prima persona. Dopo cena, prima di dormire, gli piace guardare la televisione; segue con grande interesse le partite di calcio del Milan, accompagnando con vocalizzazioni divertite o eccitate le fasi salienti. Infine, esausto, si fa portare nella sua stanzetta, nel suo lettino. Kanzi continua a progredire e apprende ad utilizzare due nuovi lessigrammi ("gol" e "l’otto-non-è-mio-diglielo-tu") per esprimere i propri stati d'animo; in questo contesto non solo li utilizza propriamente, ma dimostra di capire i sentimenti dei suoi simili e anche quelli degli umani, seppur talvolta a lui ostili. Ad esempio se qualcuno si fa male, lui chiede dell'acqua per rinfrescare la ferita e aiuta il contuso con un atteggiamento consolatorio e solidale. Kanzi è anche in grado di capire frasi elementari del tipo: «Se non arrivi quaranta minuti prima della gara, non giochi», «Dai la palla prima di essere marcato», «Non seguire solo il tuo uomo senza vedere il gioco». Ed è talvolta capace di differenziare tra: «Questa è la palla, quello è il giocatore», «Questo è il tuo compagno, quello è l’avversario». Kanzi risponde in modo corretto al 72% delle richieste; significativo il raffronto effettuato con una bambina di 2 anni e mezzo, che ha risposto correttamente al 66% delle richieste.
Molte delle incomprensioni sono probabilmente dovute alla difficoltà di isolare alcuni suoni pronunciati; non dimentichiamoci che lui non può esprimersi con effetti acustici simili ai nostri, ragion per cui alcuni suoni - come ad esempio quello complesso della lettera "zeta" - gli risultano totalmente estranei, da cui consegue la mancata comprensione di alcuni concetti-chiave come: "Cazzo Angelo!" o "Io ti ammazzo!". Il simpatico primate ha poi delle comprensibili difficoltà con i termini che rivestono significati plurimi: per lui "can" significa l’equivalente di "contenitore", "barattolo" (è uno dei primi lessigrammi che ha imparato); come spiegargli l'uso anomalo dello stesso suono che non designa più un oggetto che serve a contenere il cibo, ma bensì un’espressione che conferisce alla frase un’enfasi poco elegante, per quanto assai diffusa? Kanzi incontra qualche difficoltà anche con le frasi definite dai linguisti "embedded" (circostanziate), ad esempio: «Ferma la palla che esce dal terreno di gioco e
passala ai compagni». Kanzi cerca una palla qualsiasi, colpendo talvolta inavvertitamente tutto ciò che si trova nelle immediate vicinanze e compiendo delle curiose traiettorie circolari (gli esperti le hanno classificate col nome di "traiettorie automobilistiche", proprio per la dinamica macchinosa ed impacciata che ricorda appunto la tipica manovra del veicolo a quattro ruote). Questa operazione più complessa di correlazione del complemento oggetto "la palla" che a sua volta richiede di essere messo in una specifica relazione ("stare dentro") con altro ("compagni"), crea a Kanzi qualche perplessità. Alcuni filosofi e psicologi cognitivi cercano (sempre più disperatamente) di isolare ciò che differenzia l'uomo dagli altri animali (e che lo renderebbe, quindi, "superiore"). L'ultimo criterio a cui si aggrappano questi irriducibili è la convinzione che solo l'uomo sia in grado di elaborare il concetto che anche gli altri hanno una mente, delle emozioni, delle intenzioni, un punto di vista, diverso, ma comprensibile. Kanzi, come abbiamo visto, in molte occasioni mostra di capire il punto di vista del suo interlocutore (pur non condividendolo), le sue emozioni e ciò che in una certa situazione può essergli più o meno utile. Naturalmente gli studiosi scettici, che desiderano conservare la supremazia della specie umana, continuano ad affermare che tutto è spiegabile in termini di stimolo e che Kanzi non fa che rispondere alle aspettative degli sperimentatori ed ai premi che loro gli danno quando soddisfa le richieste. Ma sembra sempre meno facile, leggendo queste cronache, continuare a credere a questa favola, soprattutto allorquando il pensiero corre al bonobo calciatore Kanzucci...martedì 16 febbraio 2010
AMATORI - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi
.
Cornacchia 8: fra le altre cose, alza d’istinto una palla schiacciata di testa da pochi passi, salvando il risultato.
Anzil 6,5: bene nei tempi di inserimento e – a dispetto del ruolo non suo – anche nei ripiegamenti. Unico neo: un paio di passaggi intercettati in orizzontale a centrocampo.
(Rumiel) 6,5: fa capire (agli altri e ai compagni) che non siamo l’agnello sacrificale della prima in classifica.
Contento 6/7: pulito con qualche anticipo di testa da ventenne. Forse, sul gol, dopo il liscio del Kap poteva coprire sul cinque solo in mezzo all’area.
(Boschian) 6,5: utile dietro, si fa anche vedere largo a centrocampo per far respirare un po’ la manovra.
Luisa Vissat 6,5: una grande gara, il voto crolla solo per il doppio errore sul cross che ci è costato il gol.
Pergola 7: ormai è un diesel e tiene fisicamente fino alla fine, sfiancando alla lunga l’avversario.
Bellotto 7: bene nei singoli interventi, in più comincia a coordinare tutto il pacchetto arretrato.
Stella 7: Instancabile. D’altronde quando il playmaker gioca bene (Pippo) il merito è anche suo.
Moro s.v.: chissà che partita avremmo visto con un Moro fino alla fine…
(Iodice) 6/7: preciso nei passaggi e utile in copertura. Infonde calma e tranquillità sia dietro che in mezzo al campo.
Celano 6,5: macina chilometri e aiuta anche il centrocampo quando serve.
(Casucci) 6,5: entra concentrato, si propone e chiude quasi sempre la sua fascia. Due volte poteva puntare a rete, ma ha esitato con strane circumnavigazioni della palla prima di raggiungerla.
Gurnari 7,5: in possesso palla sa trovare spazi (saltando anche l’uomo se serve) fronte porta. Ne conseguono gioco e assist-gol.
Vicenzotto 7: tiene impegnata tutta la retroguardia, arbitro compreso. Bello il gol. Rischia da pollo il rosso per proteste.
(Ragogna) 6,5: contribuisce con esperienza al possesso palla nel finale.
Pollini: da oggi sostituisco il voto a Pollini con la rubrica “Pòllini di saggezza” (il miglior aneddoto/frase/massima della giornata del nostro mister Toni). Gli aneddoti di oggi sono 2:
1) Redarguito dall’arbitro perché nei cambi non mostra la lavagnetta coi numeri, risponde: “L’ho dimenticata, ma non posso mica fare tutto io in questa squadra”.
2) L’arbitro tenta di calciare la palla verso la bandierina per far battere un angolo, ma svirgola malamente il cuoio. Toni, sorridendo: “Ecco perché hai fatto l’arbitro!”.
(anche se di quest’ultimo fatto cerco conferme, perché ero lontano e non ho capito bene)
Cornacchia 8: fra le altre cose, alza d’istinto una palla schiacciata di testa da pochi passi, salvando il risultato.
Anzil 6,5: bene nei tempi di inserimento e – a dispetto del ruolo non suo – anche nei ripiegamenti. Unico neo: un paio di passaggi intercettati in orizzontale a centrocampo.
(Rumiel) 6,5: fa capire (agli altri e ai compagni) che non siamo l’agnello sacrificale della prima in classifica.
Contento 6/7: pulito con qualche anticipo di testa da ventenne. Forse, sul gol, dopo il liscio del Kap poteva coprire sul cinque solo in mezzo all’area.
(Boschian) 6,5: utile dietro, si fa anche vedere largo a centrocampo per far respirare un po’ la manovra.
Luisa Vissat 6,5: una grande gara, il voto crolla solo per il doppio errore sul cross che ci è costato il gol.
Pergola 7: ormai è un diesel e tiene fisicamente fino alla fine, sfiancando alla lunga l’avversario.
Bellotto 7: bene nei singoli interventi, in più comincia a coordinare tutto il pacchetto arretrato.
Stella 7: Instancabile. D’altronde quando il playmaker gioca bene (Pippo) il merito è anche suo.
Moro s.v.: chissà che partita avremmo visto con un Moro fino alla fine…
(Iodice) 6/7: preciso nei passaggi e utile in copertura. Infonde calma e tranquillità sia dietro che in mezzo al campo.
Celano 6,5: macina chilometri e aiuta anche il centrocampo quando serve.
(Casucci) 6,5: entra concentrato, si propone e chiude quasi sempre la sua fascia. Due volte poteva puntare a rete, ma ha esitato con strane circumnavigazioni della palla prima di raggiungerla.
Gurnari 7,5: in possesso palla sa trovare spazi (saltando anche l’uomo se serve) fronte porta. Ne conseguono gioco e assist-gol.
Vicenzotto 7: tiene impegnata tutta la retroguardia, arbitro compreso. Bello il gol. Rischia da pollo il rosso per proteste.
(Ragogna) 6,5: contribuisce con esperienza al possesso palla nel finale.
Pollini: da oggi sostituisco il voto a Pollini con la rubrica “Pòllini di saggezza” (il miglior aneddoto/frase/massima della giornata del nostro mister Toni). Gli aneddoti di oggi sono 2:
1) Redarguito dall’arbitro perché nei cambi non mostra la lavagnetta coi numeri, risponde: “L’ho dimenticata, ma non posso mica fare tutto io in questa squadra”.
2) L’arbitro tenta di calciare la palla verso la bandierina per far battere un angolo, ma svirgola malamente il cuoio. Toni, sorridendo: “Ecco perché hai fatto l’arbitro!”.
(anche se di quest’ultimo fatto cerco conferme, perché ero lontano e non ho capito bene).
Iscriviti a:
Post (Atom)







.jpg)
.jpg)




