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giovedì 9 giugno 2011

ELF CUP (Diario di bordo) - Mercoledì 8 giugno: si sbarca a Dublino!

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DUBLINO (EIRE) - È partita dunque l'avventura in terra d'Irlanda! La comitiva si è ritrovata ieri alle 7:00 del mattino al quartier generale (casa Pollini) e ci sono state subito delle sorprese: il Kaptàno in largo anticipo sull'orario concordato e la Celano's Mobile che giunge per ultima (seppur in tempo utile!). Prima della partenza il pullman dei ramarri è stato benedetto da Giove Pluvio con un improvviso scroscio d'acqua. Essenziale la presenza di un elegantissimo Brovedinho, atteso per oggi a Dublino, presentatosi per salutare la truppa ed improvvisatosi taxista subito dopo, "regalando" così il soggiorno irlandese ai ritardatari Simonato e Perosa (con signora), puniti con l'abbandono a terra e la diffamazione ad oltranza: corsa folle fino all'autogrill di Portogruaro e ricongiungimento col gruppo, dopo qualche schiumata di lava di un vulcanico Pollini. Tutto è bene quel che finisce bene. Il volo, dopo qualche apprensione al check-in per la famiglia Iodice sospettata di traffico internazionale di minori, si è compiuto senza intoppi ed alle 14:00 (ora locale) i ramarri erano già rintanati in un Pub del centro, per rendere onore agli gli usi e costumi locali: Guinness a volontà accompagnata da fish & chips! In serata si sono svolti i sorteggi dei tre gironi: ai neroverdi sono toccate la squadra turca del Bosphorus, il Bilbao e Budapest 2. I commenti a caldo raccolti in casa nero verde sono stati discordanti. Pollini: «E’ un girone facilissimo!», Celano: «Porca troia!!!». Ecco il quadro completo dei gironi:
- GIRONE "A": Roma Dream Team, Kocaeli Bar, Valencia, Francoforte;
- GIRONE "B": Avvocati Pordenone, Bosphorus, Bilbao, Budapest 2;
- GIRONE "C": Livorno Forense, Dublino, Budapest 1, Ankara.
I ramarri esordiranno questa mattina alle 11:20 contro Bosphorus, venerdì se la vedranno con Budapest 2 (13:30) e sabato chiuderanno la fase di qualificazione contro Bilbao (11:00).
I giocatori si sono diligentemente ritirati in albergo prima del fare della sera, fatta eccezione per lo zoccolo duro che si è dovuto sobbarcare la responsabilità ed il gravoso onere di celebrare il battesimo dei nuovi arrivati. La cerimonia ha avuto inizio nel pomeriggio presso lo storico "Temple Bar" e si è protratta per il tempo necessario... I ragazzi hanno risposto alla grande: ora Giovanni Martini e Luca De Gottardo sono due ramarri togati fatti e finiti! Per i cultori del fine umorismo, segnaliamo la battuta di un compiaciuto Pippo Gurnari: "Certo che quel Martini, se continua così, prende una brutta China...".
Due note di colore prima di chiudere: il primo gruppo di ramarri è rentrato in albergo nel tardo pomeriggio, insieme ai romani che tornavano da una seduta di allenamento; il secondo gruppo è rientrato in tarda serata, imbattendosi nei turchi che in tenuta ginnica correvano, correvano, correvano...
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lunedì 6 giugno 2011

ELF CUP - Comunicazione di servizio (di Toni Pollini)

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A tutti i partecipanti all'ELFCUP di Dublino calciatori e non.
Il volo è previsto per mercoledì 8 giugno 2011 ore 10.10 dall'aeroporto di Venezia - Volo Ryanair. Arrivo a Dublino ore 11.50.
Raduno a Cordenons davanti casa mia - Via N. Sauro n° 30 - alle ore 7.00. Partenza con pullman privato per Venezia ore 7.15. NO RITARDI.
Rientro 14 giugno 2011. Dublino ore 16.15 - Bergamo ore 19.50. Rientro a Pordenone con pullman privato.
Ogni partecipante ha diritto di portare 30 Kg: Kg 10 in cabina (bagaglio a mano) e Kg 20 in stiva.
Toni Pollini
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ELF CUP - La formula del Torneo...

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PORDENONE – Il conto alla rovescia è oramai giunto a - 2! Ogni più piccolo dettaglio della macchina è stato messo a punto dal premuroso meccanico che la governa: non resta dunque che imbarcarsi sull’aereo e partire alla volta di Dublino! Ma quale sarà mai la formula del Campionato Europeo? Ecco svelato il segreto. Le squadre partecipanti sono in tutto dodici, provenienti da sei nazioni diverse: Avvocati Pordenone, Livorno Forense e Roma Dream Team (ITALIA), Ankara, Bosphorus e Kocaeli Bar (TURCHIA), Budapest-Pecs 1 e Budapest-Pecs 2 (UNGHERIA), Bilbao e Valencia (SPAGNA), Dublino (EIRE) e Francoforte (GERMANIA). Il sorteggio che si svolgerà nella serata di mercoledì 8 giugno, alla presenza di tutti i responsabili delle squadre, determinerà la composizione dei tre gironi da quattro squadre ciascuno. Le compagini di ogni raggruppamento si confronteranno in un mini-campionato all’italiana con una sfida al giorno da due tempi di 30’ ciascuno (max 5 sostituzioni consentite). Al termine delle prime tre giornate di qualificazione, le prime tre classificate di ogni girone e la miglior seconda saranno ammesse a disputare le semifinali (che avranno luogo nella giornata di domenica 12 giugno) ed infine, le vincenti, si contenderanno la ELF CUP lunedì pomeriggio 13 giugno, giornata di chiusura del Torneo. Anche le squadre eliminate dopo la prima fase non avranno di che annoiarsi, poiché scenderanno in campo anche nei due giorni successivi, per i piazzamenti d’onore. Quali gli obbiettivi dei ramarri togati? Divertirsi, ben figurare e… circola già qualche voce che parla di “Guinness Cup”…
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venerdì 3 giugno 2011

ELF CUP - Assegnati i numeri di maglia!

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CORDENONS (PN) - Come in tutte le squadre che si accingono a prendere parte ad una prestigiosa competizione calcistica internazionale, anche in casa neroverde, in occasione della ELF CUP, si è celebrato l'attesissimo rito dell'assegnazione dei numeri di maglia che accompagneranno ciascun giocatore per l'intera manifestazione. Martedì sera i giornalisti sono accorsi numerosi presso la Residenza Pollini in quel di Cordenons, pazientando a lungo assiepati sulle scale dell'entrata, poiché dopo la penultima rifinitura dei ramarri togati sul tappeto di Sedrano (l'ultima è per venerdì 3), hanno anche dovuto attendere che si concludesse la cena ufficiale di squadra. Al termine del bivacco infatti, i giocatori sono stati convocati due per volta nei piani alti presso la sala dei trofei, dove Pollini ha personalmente provveduto alla consegna delle tre mute numerate (neroverde, rossa e azzurra) e dei vari capi di vestiario predisposti per l'occasione.
Ecco dunque l'elenco completo dei 24 atleti (passateci il termine) con l'indicazione del rispettivo numero di maglia: 1 DE COL ANDREA, 2 BELLINATO ALESSANDRO, 3 BOSCHIAN PEST LUCA, 4 BELLOTTO ANDREA, 5 BROVEDANI MATTEO, 6 CELANO GIOVANNI, 8 DE GOTTARDO LUCA, 9 FELTRIN MICHELE, 10 GURNARI FABRIZIO, 11 IODICE ENRICO, 12 e 26 LORENZON EMANUELE, 13 LANGER STEFAN, 14 LUISA VISSAT PAOLO, 15 MARTINI GIOVANNI, 16 PERGOLA EUGENIO, 17 RAGOGNA PIERO, 18 RIBETTI FRANCESCO, 19 ROS EMO, 20 RUMIEL ALBERTO, 21 SIMONATO PIERO, 22 STELLA MARCO, 23 TIRELLI MATTIA, 24 DONADON LUCA, 30 CORNACCHIA MATTEO.
Un dovuto ringraziamento va a tutti gli sponsor (Zanette Prefabbricati Srl, Officine Zampese Srl, Cremonesini Srl e SNUA San Quirino) per il contributo offerto ed uno particolarmente sentito va all'amico e compagno di battaglie Manlio Contento.
Manca nella lista dei partecipanti il nome di Ivan Cesaratto (numero 7) che ha dovuto rinunciare in extremis alla gita per un appuntamento poco gradito ma molto importante: a lui, da parte di tutti quanti, va un grandissimo abbraccio ed un caloroso augurio di prontissima ripresa.
La serata è stata poi allietata dall'esuberante presenza di un ospite inatteso, che ancora una volta non ha mancato di farsi notare: il bassotto Conte, autentico padrone di casa a quattro zampe. Si è chiuso infine con il taglio della torta celebrativa che recava impresso un nome ed un numero, uniti in un binomio destinato a restare nella storia: "DUBLINO 2011"!
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mercoledì 1 giugno 2011

ELF CUP - Tutto pronto per la grande trasferta: ramarri a Dublino dall'8 al 14 giugno per i campionati europei forensi!

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PORDENONE - Oramai manca una settimana esatta all'ora X: mercoledì prossimo 8 giugno i naoniani partiranno alla volta di Dublino, dove si tratterranno fino al 14 per disputare i Campionati Europei Forensi di Calcio (ELF CUP: European Lawyers Football Cup). Si tratta di un evento di portata storica, sia per il prestigio della manifestazione che per la durata del soggiorno. I ramarri togati, per la prima volta nella loro storia ultra trentennale, prenderanno parte ad una competizione internazionale, riconosciuta ufficialmente, confrontandosi con altre 11 compagini provenienti da 5 diverse nazioni europee (Irlanda, Ungheria, Turchia, Germania e Spagna); a questo si aggiunge anche la novità assoluta del "battesimo dell'aria" (primo viaggio in aereo!). La comitiva neroverde per l'occasione si presenta (quasi) a pieno organico, con ben 40 componenti (ai quali se ne aggiungeranno altri due nel week-end), tra cui 25 atleti.
Ma ecco nel dettaglio i nomi degli eroici pionieri:
BELLINATO ALESSANDRO, ZANELLA LARA, BELLINATO SASHA, BELLOTTO ANDREA, BOSCHIAN PEST LUCA, LONGHETTO ERICA, POSOCCO MATTEO, BROVEDANI MATTEO, CASAGRANDE ANDREA, CELANO GIOVANNI, CESARATTO IVAN, CORNACCHIA MATTEO, DE COL ANDREA, DE GOTTARDO LUCA, DONADON LUCA, COLLODEL MARIA TERESA, FELTRIN MICHELE, GURNARI FABRIZIO, IODICE ENRICO, MARCUZZI MICHELA, IODICE OLIVIER, LANGER STEFAN, LORENZON EMANUELE, BELTRAME LIVIA, LORENZON GIULIA, LUISA VISSAT PAOLO, MARTINI GIOVANNI, PERGOLA EUGENIO, PEROSA CESARE, GAILO ELISABETTA, POLLINI ANTONIO, CASAGRANDE VERA, RAGOGNA PIERO, RIBETTI FRANCESCO, PALAZZO MARIA, ROS EMO, RUMIEL ALBERTO, SIMONATO PIERO, STELLA MARCO, TIRELLI MATTIA, oltre a MRS BARBARA DE COL e MRS GIULIA RUMIEL che si aggregheranno al gruppo nel week-end.
Mai come in questa occasione il merito della realizzazione di questo piccolo "miracolo" va ascritto ad una persona sola: Toni Pollini! Non solo per essersi sobbarcato per intero OGNI aspetto legato alla complessa organizzazione (iscrizione al Torneo, acquisto dei biglietti aerei, prenotazione in Hotel, raccolta dei documenti e delle taglie di ciascun partecipante, ordinativi per i capi di abbigliamento, reperimento degli sponsor, noleggio del pullman per l'aeroporto, ecc.), ma soprattutto per aver partorito nella testa ed allevato nel cuore questo grandioso progetto, accudendo amorevolmente quel piccolo embrione figlio dell'entusiasmo fino a renderlo "adulto" ed a trasformarlo in cosa fatta. Oltre un anno fa, dopo le sue prime esternazioni («Il prossimo anno a giugno andiamo a Dublino a fare gli Europei!»), tutti (in primis il sottoscritto) hanno sorriso pensando all'ennesima velleitaria dichiarazione d'amore per l'inseparabile compagna della vita, la sfera di cuoio, destinata ancora una volta a rimanere lettera morta. Poi, strada facendo, si è capito che il buon Pollini faceva sul serio: la sua straordinaria determinazione ed il suo contagioso entusiasmo (da mesi non parla di altro: a casa, in udienza, per strada!), hanno finito poi per coinvolgere il gruppo che ha risposto alla grande con una marea di adesioni. Prima di ogni altra cosa dunque, prima degli ultimi preparativi, prima della consegna di tutta l'attrezzatura sportiva (zainetti, mute) e dei capi d'abbigliamento predisposti ad hoc (giubbino, felpa), prima della partenza, prima dell'arrivo a Dublino, prima di tutto, è doveroso tributare all'indomito condottiero neroverde malato di calcio un sentito e doveroso ringraziamento: "GRAZIE DI CUORE TONI, SEI GRANDE!!!".
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martedì 31 maggio 2011

AVVOCUP - La finale vista da... Bassano! (di Marco Santarcangelo)

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Marco Santarcangelo (Bassano): "AVVOCUP 2011 AL SUO EPILOGO: E’ VICENZA A SOLLEVARE LA COPPA. BASSANO VICE CAMPIONE".
E così si chiude anche la sesta edizione dell’Avvocup e Bassano ha stavolta davvero sfiorato il colpaccio! Se all’inizio del torneo qualcuno avesse scommesso un Euro su Bassano finalista forse non ci sarebbero state puntate, ma quando sono iniziate le partite lo Jus Sport si è scoperta squadra bella, tenace e ben equilibrata. Di match in match aumentava la consapevolezza nei propri mezzi finché si è ritrovata prima nel suo girone con tutte vittorie e solo un pareggio (quello nel primo incontro con Venezia). Quando poi è scoppiata la “bomba” (Padova eliminata!) allora è davvero maturata la consapevolezza che forse questa era la volta buona. Magari era l’anno giusto per lo Jus Sport e sì, forse si poteva per la prima volta alzare la coppa! Questa consapevolezza è forse stata anche la condanna dei giallorossi perché ha scoperto un nervo dolente all’interno del bel gruppo di Bassano: la paura di vincere! Già dalla semifinale con Bergamo infatti si è notato che la fluidità di gioco che aveva sempre contraddistinto le manovre dello Jus Sport è venuta a mancare; senza nulla togliere al valore degli amici di Bergamo (che invece dalla loro hanno dimostrato di saper lottare fino alla fine e lo si è visto anche nella finale terzo-quarto posto…) già in quell’occasione, seppur giocando tra le mura amiche dello Stadio di Travettore, Bassano ha sofferto ed ha rischiato con la lotteria dei rigori. Per fortuna la semifinale è stata archiviata con una bella festa, ma tutti sapevano che poteva finire diversamente! Giunti quindi alla finale con Vicenza in un derby inedito per il primo posto, non si poteva certamente negare che lo Jus Sport ci credeva. La partita si poteva vincere e sarebbe stato un coronamento perfetto per un percorso golfistico praticamente senza handicap. La storia invece è stata diversa… Ha vinto Vicenza e non ha rubato nulla. Una finale a dire il vero avrebbe meritato ben altra intensità ed emozioni mentre le occasioni da gol sono state davvero poche, da una parte e dall’altra, mentre il gioco è risultato frammentario e spesso inconcludente, da una parte ed anche dall’altra. Ne è uscita una partita “bloccata” con Bassano in preda ai suoi timori e Vicenza più attendista, ma anche più concreta. La cronaca poco ha da raccontare e chi scrive ne ha poca voglia. Basta dire che il pareggio alla fine dei tempi regolamentari è risultato giusto e che i rigori hanno punito lo Jus Sport. Delusione? Tanta. I ragazzi (de na volta) avrebbero davvero voluto regalare questa gioia al Presidente che se la meritava per tutto l’impegno e la fatica profusi in questa manifestazione per tutti questi anni. Trasferte in autobus, abbigliamento dedicato, organizzazione terzo tempo, presenza costante di molti giocatori e panchina lunga in tutte le gare non sono cose che cadono dal cielo. C’è sempre qualcuno che si occupa di trovare sponsor, di chiamare a raccolta tutte le “pecorelle” del gregge in occasione delle partite. Il “segreto” di questa squadra è questo: grande (in tutti i sensi) gruppo e massima considerazione e rispetto per tutti gli impegni e con tutti gli avversari. Bassano è un Foro piccolo e se su sei edizioni ha raggiunto due finali deve esserne orgogliosa e ringraziare soprattutto il suo Presidente Nereo Merlo. Alla fine della partita avevano ragione i vicentini molto “simpaticamente” a cantare: “volevate vincere, l’avete presa nel c…!”. Sì, Bassano voleva vincere e non c’è niente di male in questo: fino a prova contraria è lo scopo del gioco! Lo Jus Sport ha perso ai rigori, ma esce vincitore morale di questa edizione senza aver mai perso con nessuna squadra. Ci riproverai l’anno prossimo Bassano e, sempre e comunque, FORZA JUS SPORT!
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lunedì 30 maggio 2011

FINALI AVVOCUP - Bergamo Lex sul podio...

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Finale 3°/4°
BERGAMO - TREVISO 7-6 d.r. (3-3)
(brugnaro [tv], regazzoni [bg], casagrande [tv], regazzoni [bg], rillo [bg] rig., conselvan [tv])
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Luca Cerullo (Bergamo): “La Bergamo Lex, alla sua quinta Avvocup, conquista meritatamente il 3° posto in classica superando Treviso ai rigori: dopo il secondo posto in un Campionato Nazionale Forense negli anni ’80, si tratta del miglior risultato di sempre. Il percorso di avvicinamento alla finale per il 3°-4° posto, tuttavia, non è stato dei più agevoli per i Bergamaschi. Lotte intestine ed estemporanei raptus di follia hanno rischiato di minare la coesione del gruppo, tenuto unito dallo spirito indomito di Sua Eminenza Mazzariol, il terrore dei rigoristi del Triveneto. E così, nonostante la prematura morte calcistica di alcuni (Gelmini e Manzoni), gli infortuni di altri(Guarino, Scudeller, Fattorini), gli impegni mondani di Pizzoccheri, la partecipazione alle nozze reali di Fachinetti e Cagnazzino, i doveri nascenti dalla patria potestà di Zesi, lo studio matto e disperato di Longobardi, i doveri coniugali di Baruffi, la Bergamo Lex è riuscita a far scendere in campo 11 giocatori. I Leoni di Padova sono: Mazzariol, Birolini, Bonomi, Furlanetto, Galatti (difesa), Di Dio, Rillo, Colombo, Cerullo(centrocampo), Cagnazzone, Regazzoni (attacco). Mister Rillo decide di spostare Colombo in mezzo al campo e retrocedere Furlanetto al centro della difesa, ma la manovra orobica nei primi minuti di gioco è poco fluida e Treviso subito ne approfitta. Al 5’ del primo tempo passa in vantaggio con un’azione fulminea in contropiede: una palla in profondità sulla fascia destra scavalca centrocampo e difesa consentendo ad un avanti trevigiano di trafiggere Mazzariol. La Bergamo Lex, seppur scossa, reagisce ed inizia a macinare gioco in ogni settore del campo. Bonomi, coadiuvato da Furlanetto, è PADRONE della difesa. Il primo distrugge il gioco avversario e costruisce gioco con uguale maestria; il secondo guida i movimenti difensivi ed imposta il gioco. Sulle fasce, a destra Birolini ricorda, per chioma e movenze, il miglior Attilio Lombardo; a sinistra Galatti, nel ruolo inedito di terzino, si ispira all’ Amedeo Carboni del periodo Valenciano e regala scampoli di classe ad una fascia sinistra solitamente più operaia e muscolare. A centrocampo Cerullo, esterno alto di sinistra, si trattiene in attesa di dare il meglio di sé nel secondo tempo. Sulla destra Di Dio si produce nella sua miglior prestazione di sempre: contrasta, corre ed ispira le azioni di gioco più pericolose. In mezzo al campo Rillo dispensa classe e predica il bel gioco, mentre Colombo intimidisce gli avversari con la sua possanza. In avanti Cagnazzone coadiuva al meglio un Regazzoni in forma regale. E' proprio grazie a quest’ultimo che, al 20’ del primo tempo, la Bergamo Lex pareggia i conti con Treviso finalizzando un’azione costruita da Rillo Di Dio e Luca Cagnazzo: passaggio in profondità e tiro di regazzoni, ad incrociare sul palo lungo, per il momentaneo pareggio. Sull’1-1 Bergamo continua a premere sull’acceleratore e, con un’azione fotocopia, sempre con Regazzoni coglie il palo alla destra del portiere. La corsa di Bergamo si arresta però quando Treviso la costringe ad una sosta improvvisa approfittando di una maldestra respinta: un centrocampista trevigiano raccoglie palla al limite e, con un tiro al volo sospinto dal vento, supera Mazzariol. Il primo tempo si chiude sul 2-1 per Treviso, ma il finale del match è ancora tutto da scrivere. Inizia la seconda frazione di gioco ed è un monologo orobico. Bergamo rivoluzione in corsa il propria sistema di gioco. Furlanetto raggiunge Rillo a centrocampo, mentre Colombo affianca Bonomi in difesa abbandonanod le velleità di fuorigioco . La difesa scende a compromessi con il gioco a uomo, ma il il centrocampo si concede al calcio spettacolo. Con tutte le pedine al posto giusto, e due registi da oscar in mezzo al campo, la Bergamo Lex diventa inarrestabile. Con la sapiente regia del duo Rillo – Furlanetto, finalmente anche la fascia sinistra prende vita. Cavallo Pazzo, ispirato dal Furla, si produce in devastanti allunghi che fiaccano la resistenza trevigiana. Dalla parte opposta Birolini e Di Dio sono sempre nel vivo dell’azione. Colombo e Bonomi ricordano Stam e Nesta: stessa potenza(il primo), eguale classe(il secondo). Regazzoni fa letteralmente impazzire la retroguardia Trevigiana ed al 5’ minuto del secondo tempo segna il gol del 2-2, trasformando un pregevole assist di Luca Cagnazzo. Sul 2-2- Bergamo coglie una traversa con Rillo, spreca ancora un paio di occasioni con Luca Cagnazzo e Regazzoni, ma nulla concede agli avversari. Verso il 15’ minuti del secondo tempo, Rillo entra nell’area trevigiana, con una finta in stile carioca elude l’intervento di due difensori avversari, ma mentre sta per caricare il tiro a rete viene atterrato impietosamente: è rigore. Lui stesso si incarica di batterlo e, con consueta freddezza, lo realizza spiazzando il portiere. Al 20’ del secondo tempo Bergamo concede a Treviso il cambio volante, per permettere ad un difensore infortunatosi di essere sostituito. Poco dopo Alberto Galatti è costretto ad abbandonare il campo dopo uno scontro di gioco con il n. 8 di Treviso. La squadra avversaria non ne approfitta,anzi, ristabilisce la parità numerica facendo accomodare in panchina un proprio giocatore. La lealtà di Treviso non passa inosservata agli occhi della dea Bendata, che, a due minuti dal termine, impone il pareggio: dopo un’azione convulsa al limite dell’area orobica, una palla senza troppe pretese filtra fra una selva di gambe e si insacca alla destra di Mazzariol. E’ di nuovo parità e si va ai rigori, ossia la specialità di sua eminenza Super Mazza. Per Bergamo si incaricano della battuta Rillo, Di Dio, Cagnazzone, Colombo, Regazzoni. A questo punto i ricordi del cronista sfumano e, a causa della tensione, diventano inconsistenti. Mi limiterò perciò a dire che, dopo due clamorosi errori di Bergamo, Super Mazza, superando se stesso, ha parato ben tre rigori a Treviso. La partita si è chiusa così sul 6-5 per Bergamo: un risultato giusto e meritato, per una squadra con le palle!
PAGELLE
Mazzariol: i rigori sono la sua specialità, lui è il principale artefice di questo 3° posto per quanto fatto in campo e fuori, voto 9
Birolini: ha la chioma di Attilio Lombardo, ma la sua forza non sta nei capelli, è nel carattere, voto 8+
Colombo: in campo o in difesa poco cambia, lui è sempre una sicurezza, voto 8,5
Galatti: libero alla Baresi, terzino alla Amedeo Carboni, centrocampista alla Zvone Boban, è lui il jolly della Bergamo Lex, voto 8,5
Bonomi: è il PADRONE assoluto della zona difensiva centrale, devastante nei contrasti e dotato di ottima tecnica, voto 8/9;
Cerullo: grande stagione per cavallo pazzo, Gareth Bale ha un gemello e vive a Bergamo, voto 8,5.
Rillo: genio e sregolatezza, estro ed imprevedibilità, così è se vi piace, prendere o lasciare, voto 9.
Furla: l’assistente alla regia non sbaglia un’inquadratura, con lui in campo lo spettacolo è assicurato, voto 9.
Di Dio: ultima prestazione da incorniciare, dai suoi piedi sono passate alcune delle azioni più pericolose, voto 8,5.
Regazzoni: per “Il Rega” è inutile spendere altre parole, grazie a lui la squadra ha saputo sopperire alla mancanza di Bomber Scudo, voto 9
Cagnazzone: una partita finalmente ad alto livello per Cagnazzone,condita da un pregevole assist e da molte azioni pericolose, voto 8,5”. .
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Aurelio Munari (Treviso): “Questi i marcatori dei tempi regolamentari: Brugnaro, Casagrande Pierluigi, Conselvan. Quanto ai rigori ne abbiamo segnati 3 su 6, loro 4 su 6. Partita equilibrata ed aperta, nel primo tempo al gol di Brugnaro rispondeva Bergamo, quindi ripassavamo in vantaggio con un gran gol del nostro grande presidente Casagrande, classe 1959!! Nel secondo tempo pareggiava ed allungava Bergamo, ma Juris non mollava e caparbiamente cercava e piazzava il pareggio con il bomber Conselvan. Lotteria dei rigori che sembrava inizialmente favorire Treviso, che però sprecava il match ball e veniva punita al primo turno ad oltranza. Poi tutti alla cena finale a rifarsi delle aspettative che in casa trevigiana erano sicuramente diverse. Ma ci rifaremo l'anno prossimo!!!”.
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Finale 5°/6°/7°
PADOVA – VENEZIA 1-0 (rondello)
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PADOVA – RIMINI 3-0 (tamburino, pezzolo, rondello)
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VENEZIA – RIMINI 0-0

Marco Cappellari (Padova): “Per le finali dell'Avvocup 2011, abbiamo giocato un mini torneo a tre con Venezia e Rimini. Partite di 35 minuti, assolutamente rilassate nei toni, che abbiamo vinto entrambe: 1 a 0 con Venezia, rete di Rondello, e per tre a zero con Rimini, reti di Tamburrino, Pezzolo e Rondello. In pratica siamo arrivati quinti pur non avendo mai perso e pur avendo subito un solo gol, alla prima giornata da Rimini. Roba da matti! Comunque, onore al merito a chi di noi ha giocato con Vicenza, ma se c'era la squadra di sabato, con ogni probabilità sarebbe finita in maniera molto differente. Pazienza, sarà per la prossima volta”. Federico Cavagna (Rimini): “Riminesi rimaneggiati, fiacchi e da spiaggia…”. .
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Finale 8°/9°
BRESCIA - MANTOVA 5-1
(tironi [mn], soldà [bs], abate [bs], abate [bs], casati [bs], soldà [bs]) .
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Giulio Soldà (Brescia): "Brescia - Mantova 5 a 1. Primo tempo equilibrato, va avanti la squadra del tortello e pareggia quella del casoncello con Soldà. Nel secondo tempo dilagano le rondinelle con due gol di Abate, una clamorosa serpentina di Fabinho Casati e chiusura di Soldà. Campo bello, squadre rimaneggiate, ma impegno encomiabile. Sarà per l'anno prossimo".
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Gaetano Alaia (Mantova): “Sulla finale posso dirti poco. Se non che mi sono fatto 430 km in moto senza soste per arrivare in tempo per la finale 8-9 posto con Brescia (ero all'Isola d'Elba). Posso dirti anche che abbiamo perso 5 a 1, dopo essere passati in vantaggio e che abbiamo perso per i soliti ammutinamenti in campo che portano inevitabilmente a svarioni difensivi. Per noi ha segnato Francesco Tironi”.
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VENEZIA FOOTBALL LAWYERS: LE PAGELLE STAGIONALI (di Nicolò Bonifacio)
GUIDONI: questa volta preferisce una sdraio ai pali per la sua tintarella, ma rimane sempre una certezza: conferma la propria presenza ancor prima di ricevere le “mail – convocazioni” ed è così disponibile da conferire il pulmino anche se si giocasse a Murano. Il momento più duro per lui è l'allenamento dei portieri. Voto 10. San Bernardo.
GALLI: per tutta la stagione si gioca le sue chances per il posto in mezzo ai pali, sui suoi infortuni incombe l'ombra di Momo (proteggiamolo!). Sfortunatamente deve dare forfait per le ultime partite. Voto 10. Beffato.
SFORZA: La sua stagione è senz'altro positiva, desta enorme perplessità in tutti noi quando accomoda la bellissima fidanzata in panchina affianco a quel predatore del mister Secchi. Se può ancora programmare le vacanze in dolce compagnia deve ringraziare i suoi compagni di squadra. Voto 10. Fortunato.
BIANCHI: è un vero esempio in campo e fuori, infatti contravviene alle indicazioni dell’allenatore facendosi pizzicare dopo una lunga serie di "vinelli" la sera prima della finale (massima stima), gioca senza palesare i segni della notte brava. Voto 10. Sommelier.
ROMOR: elemento imprescindibile della formazione veneziana. L’esperienza c’è e si vede, infatti contrariamente a quanto fa l’ingenuo Martino spedisce la bellissima fidanzata il più lontano possibile dalle grinfie del mister Secchi, la sua lungimiranza però gli costa un pomeriggio di shopping. Voto 10 e lode. Astuto.
TASCA: probabilmente partecipa a tutti i tornei del triveneto in discipline differenti, inesauribile motorino di fascia, si dice che Usain Bolt abbia il suo poster in camera. Fatica a seguire le indicazioni di un ancora euforico Bianchi (per questo giustificato). Voto 10. Inesauribile.
ZANCHI: ha le chiavi della difesa, ma va in montagna dimenticandosi di chiudere e Venezia prende un gol evitabile. Speriamo solo che la prossima partita non ci dica: "...sono appena tornato...", scimmiottando un noto spot televisivo. Voto 10. Vacanziero.
DANESIN: sostituire Niero è compito difficile per il nuovo acquisto veneziano che svolge il suo compito egregiamente e senza alcun timore reverenziale. Più che promosso per la prossima stagione. Voto 10. Risorsa.
BAESSO: Chiamato a dare protezione alla difesa, "fa legna in tutte e due le partite". Ha qualche dubbio sulla tenuta della rete laterale, così, per tutelare la salute della squadra, la prova in prima persona (n.d.r. la rete tiene!). Voto 10. Boateng.
GHEDIN: corre e si produce in pregevoli lampi di genio che smarcano i compagni in posizioni pericolose, non va mai in riserva infatti la bontà dei suoi polmoni gli permettono di dare indicazioni tecnico tattiche e non mancare mai nell’azione veneziana. Poggi spinge per un suo arruolamento nei campi estivi. Voto 10. Urlatore.
CASERTANO: rivelazione della stagione, dimostra presenza e idee chiare e concrete sull'assetto e le strategie della squadra, rimane il nome più caldo per il dopo Secchi, lo spogliatoio lo vede nella veste di allenatore/giocatore. Voto 10. Antonio Conte.
GIANNI: duttile esterno sinistro/destro emula Maicon, sfiorando il gol del pareggio. La sua stagione termina con questo monito: "Fulvio, bravo, ma cambia gli scarpini!" cit. Secchi. Si insinua il dubbio su quale sia il vero nome dell’esterno lidense... Voto 10. Mistero.
FAMELI: l’unico ruolo che gli manca di ricoprire è quello del portiere, ma teme troppo la competizione, non troppo sana, di Momo (vedi Galli). Fornisce i riferimenti sbagliati al nostro regista, per questo si consiglia un estate con Poggi e Ghedin ai campi estivi. Voto 10. Scolaro.
RIGO: la sua stagione ha sicuramente una media alta, macchiata solo dalle “Greco pagelle”. Rimane sotto indagine per quella questione di bagarinaggio dei voti, ma la "rosea" gli attribuisce una notevole base d’asta per il prossimo fantacalcio. Voto 10. Fantagiocatore.
CAGNIN: con lui in campo l’11 di Secchi aveva certamente un’arma in più. Scompare sfortunatamente nella seconda parte del torneo mettendo in difficoltà la dirigenza e il suo avvocato procuratore (n.d.r. Pusateri); per questo la pratica forense non è compiuta. Voto 10. Praticante.
PUSATERI: Venezia cala l’asso e si gioca il bomber sardo nella finale. Da giocatore di esperienza qual è si mostra subito a suo agio. Peccato che manchi la sua firma! è la frase pronunciata da Simone Cagnin con il libretto della pratica non ancora vidimato. Voto 10. Dominus.
CIMINO: si cala completamente nei panni del calciatore: si fa cacciare a Trieste, arriva in ritardo agli allenamenti ed esibisce autovetture sgargianti il giorno della finale. Dice di essere anche munito di Velina, ma nessuno può provarne l’esistenza. Voto 10. Gullo.
ROSSI (PRESIDENTE): ispiratore e “padre” della gloriosa formazione veneziana merita un plauso per l’impegno e la passione dimostrata. Detto questo, non scambia uno straccio di gagliardetto con gli avversari, si affida ad una guida tecnica abile, sì, ma solo per il terzo tempo, e intasa le caselle postali dei suoi giocatori. Voto 10 e lode. "Spam".
ROSSI (GIOCATORE): tanta classe, qualità e anche generosità quando fà l'assist per il gol di Padova. Ha già la mente al prossimo campionato. Infatti anche lui parteciperà al “camp” di Poggi con specialità rigori. Voto 10. Esausto.
LO SCALZO: onesto “operaio” di fascia, non si risparmia quando si tratta di macinare chilometri. Mai parco di consigli, funge da collante con la fascia più giovane dello spogliatoio. Impeccabile anche nel terzo tempo. Voto 10. Gentleman.
FUMAROLA: non può venire alla finale essendo ancora latitante dalla partita di Bergamo, la domanda di grazia è ancora ferma sul tavolo del capitan Bianchi, speriamo che per il prossimo anno le cose si sistemino. Voto 10. Esiliato.
NIERO: di lui si è detto molto soprattutto sul piano del gioco, pedina inamovibile della mediana veneziana, si fa sentire in campo, ma spesso si defila nel terzo tempo. Consigliati week end con il trio delle meraviglie Bianchi-Greco-Secchi. Voto 10. Taciturno.
GRECO: spesso infortunato, non ha l’occasione di incidere come vorrebbe. Dopo le contestatissime pagelle di Pordenone e il rischio del linciaggio è rientrato a pieno titolo tra le razze protette. Voto 10 (WWF).
MARCON: quando c’è si sente, ma le poche apparizioni non permettono una valutazione completa. Lo aspettiamo per la prossima stagione. S.V. Rimandato.
GAMBA: fagocitato dagli impegni extra-torneo non fornisce elementi sufficienti per una valutazione completa, rimane oggetto misterioso. Urge colloquio con la dirigenza. S.V. (U.F.O.).
PEA: in una stagione che lo vede protagonista e onnipresente, diserta la finale per un corso d'aggiornamento! Basiti sulla necessità del giovane avvocato di aggiornarsi preferiamo pensarla così: “tira più un pel di... che un carro di buoi”! Voto 10. Secchione.
SECCHI: affranto a fine torneo, è ormai certo di dover lasciare la panchina al suo successore. Ciò che ha pesato per il suo esonero è l’ignoranza sui nomi dei giocatori. È in fase di elaborazione un libro sui suoi aforismi che sarà utilizzato anche a Coverciano. Attendiamo con ansia la meta del ritiro pre-stagione 2011/12. Voto 10. Poeta.
BONIFACIO (n.d.P.): il Paolo Ziliani degli avvocati neroverdi si rivela tra le sorprese più gradite. Le sue temute pagelle lasciano il segno come e più dei suoi ormai celebri interventi in scivolata. Partito in sordina, il Presidente si augura però di non vederlo quest’estate anche al “camp” di Poggi magari mentre sta per tirare un rigore... Voto 10. Controcampista. .

domenica 29 maggio 2011

FINALE AVVOCUP - "Vicenza Campione!!!" (di Pippomartinidettopippomartini)

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VICENZA - BASSANO 4-2 d.r. (0-0)
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Campioni. Non c'è molto altro da dire. Contro i pronostici, conto la logica, contro gli infortuni, contro il buon senso, contro i vari campionati che ci sottraggono giocatori in momenti chiave, contromano, contrordine e contraccettivi. Abbiamo vinto. Punto. Una squadra riunitasi come tutti gli anni con le consuete modalità quantomeno raffazzonate (e-mail con scarso appeal e riscontro, passaparola quasi massonico, suppliche e ricatti dei componenti a colleghi/amici di cui conoscevano o immaginavano le doti), un esordio esaltante contro Trieste che poi, dopo due sconfitte in fila, veniva tacciato di essere stato illusorio.
Poi l'impresa, quel Pordenone-Vicenza 1-2 in undici contati, col tesseramento di Beccaro pochi giorni prima della partita (leggenda vuole durante l'orario aperitivo, tanto che c'era chi dubitava fosse tutto uno scherzo e che non si sarebbe mai presentato al campo) che ci permette di arrivare al numero minimo e col solo Mago in panca - in veste di giocatore di movimento ma in realtà tutt'altro che pronto in caso di bisogno. Una sfida vinta con due prodezze balistiche di Martini e Novello e, forse, l'unica botta di culo dell'anno, quel rigore sparato a lato dei neroverdi in pieno recupero.
Dopo quella memorabile giornata, la certezza della qualificazione dà serenità alla squadra, che contro Treviso assedia gli avversari per 70 minuti ma non trova il gol e viene condannata al 4° posto, che vuol dire lo spauracchio più temuto: Padova. Nel suo fortino del quartiere Guizza. Ai quarti di finale. Come l'anno scorso. Padova. I Pentacampeones (nel nostro caso, gli Omniacampeones...).
Una partita bruttina, caratterizzata da un caldo africano e da pochissime palle gol, che come l'anno scorso si decide solo ai rigori. Fabio Dal Santo, IL PORTIERONE, finalmente a disposizione da inizio stagione, ne para 3 su 7; Cusinato, la new entry, con glaciale sicurezza spiazza il portiere padovano ed è semifinale a Treviso.
Semifinale della quale si è detto e scritto già molto, un primo tempo praticamente perfetto e una crisi di crescita che ci ha fatto quasi sprecare un vantaggio di 3 gol ed un uomo. Quasi, per l'appunto. Ma quel 3-2 ci ha regalato il biglietto per quella finale di Avvocup che negli anni precedenti era stata solo sognata (e magari guardata).
Una finale che nasce subito sotto una stella tutt'altro che fortunata, con gli imminenti play out che ci sottraggono Cesco Rizzato, l'uomo delle accelerazioni offensive e delle staffilate sotto rete. Rispetto alla semifinale, però, c'è il ritorno di Carta ed il recupero, almeno per uno spezzone di partita, di Christian Nsundi, altro elemento in grado di velocizzare l'azione e alzare i giri di tutta la squadra. Per il resto, la formazione è quella di Treviso, col più classico dei 4-4-2: Fabio Dal Santo; Tiso-Ivan Dal Santo-Carta-Martini; Muscolino-Balasso-Coltro-Cusinato; Struzziero-Cera. A disposizione di mister Gherardo Ghirini ci sono Magaraggia, Massimo Rizzato, Beccaro, Edoardo Ghirini, Nsundi e Pelliccione. L'inizio è di studio, col n. 11 bassanese tra i più temuti ma ben limitato dalla coppia Carta-Martini e con Cusinato che cerca sempre la verticalizzazione verso le punte, che però non trovano lo spunto vincente. La prima emozione è una punizione di Struzz, che aggira la barriera e, complice il vento, a momenti beffa il portiere bassanese con un effetto maligno. Poi, dal nulla, capovolgimento di fronte e un tiro apparentemente destinato ben sopra la traversa si abbassa e spolvera la traversa biancorossa. Il fatto non spaventa lo Jus Vicenza, che con Cera si trova in un paio di occasioni in condizione di tirare pericolosamente, ma il nostro primo bomber stagionale non trova lo spiraglio giusto. A fine primo tempo, i punti dicono di una supremazia del Vicenza purtroppo non concretizzata. Nella ripresa, nessun cambio di giocatori per mister Ghirini, ma gli undici in campo... cambiano mentalità, provando con ben maggiore convinzione a sbloccare la partita: Struzziero, Cusinato e Martini sparano da fuori ma senza precisione. Dopo dieci minuti, Mr. Ghirini inizia i cambi: Pelliccione per Cera e, dopo altri 10, Nsundi per Balasso. L'obiettivo è chiaro: vincere prima dei rigori, benevoli contro Padova ma pur sempre la proverbiale lotteria. Anche perché, si sa, spesso chi avrebbe meritato di più sul campo, poi ai rigori... L'iniezione di forze fresche genera altre occasioni, con Pelliccia che prima prova in proprio e poi assiste alla perfezione Struzz che, con stacco molto simile a quello del gol di Treviso, incorna, ma stavolta trova la paratissima del portiere bassanese. Dopo essersi resa pericolosa solo una volta nella ripresa (parata di Dal Santo su destro preciso ma comunque lento), nel finale arriva anche la miglior occasione per i giallorossi: lancio lungo che scavalca la linea difensiva verso la punta che, pressata dal disperato ritorno di Martini, incrocia bene, ma fortunatamente tiene troppo alta la mira e il tiro si spegne sopra la traversa. Pochi istanti dopo, arriva il triplice fischio che significa calci di rigore. Parte a battere Vicenza, col gol di Carta, e lì inzia il Dal Santo Show: il primo tiro bassanese è del n. 11, che la mette letteralmente a fil di palo, ma il tiro non è violentissimo e permette al nostro portierone di allungare tutti i 2 metri e 40 di apertura alare e respingere il tiro. Siamo già in vantaggio. Il secondo rigore è di Muscolino che "si dirige sul dischetto e tira con la stessa calma mia quando vado a prendere il prosciutto al supermercato (cit.)" e segna, imitato dal collega di Bassano. E' comunque 2-1. E' la volta del Pelliccia, la cui voglia di riscattare un'Avvocup a suo dire inferiore alle sue possibilità lo spinge ad angolare troppo il tiro: traversa piena, con palla che ritorna quasi a centrocampo come quella di Di Biagio a Francia '98. La parità è dietro l'angolo, ma, nuovamente, Dal Santo ipnotizza il terzo rigorista bassanese, si lancia sulla sua sinistra e respinge. Ancora 2-1. Il quarto rigore tocca a Cusinato, già autore del rigore decisivo nel quarto contro Padova. E come allora non c'è problema. Gol. Come anche per Bassano: 3-2. Sul dischetto per il quinto si presenta quindi Struzziero, un professore in materia di tiri dal dischetto, avendo segnato contro Padova sia l'anno scorso (uno dei pochissimi) sia quest'anno. Proprio per questo, però, si teme la beffa, soprattutto quando Andrea parte e non spiazza, come sua consuetudine, il portiere, ma il suo rasoterra è secco e potente e supera l'estremo avversario. Gioco-partita-incontro-torneo.
La fine del monopolio di Padova era già stata sancita, ora la stessa mano che aveva compiuto il golpe ha completato l'impresa e si è appuntato sul petto la coccarda: AVVOCAMPIONI 2011. Che la festa abbia inizio (sugli accadimenti di Montegrotto, meglio soprassedere... facebook ne darà una sufficiente testimonianza ...).
Comunque, e qui giuro di non essere retorico, questa è stata davvero la vittoria DI TUTTI:
- di Fabio Dal Santo, ultimo di una schiera di 11-12 (ma forse più, i conteggi nella serata di Montegrotto paiono comunque da verificare) guardiani della porta dello Jus Vicenza, decisivo nelle sfide ai rigori come chi lo conosce prevedeva, ma ancor prima capace di dare sicurezza ed indicazioni a tutta la squadra durante i canonici 70 minuti;
- di una difesa in cui ha giganteggiato IL CAPITANO, Ricky Carta, perfetto su ogni tipo di centravanti avversario e con ogni compagno di reparto, che fosse Balasso, Beccaro o Ivan Dal Santo (il cui impatto nelle partite decisive è stato semplicemente devastante), preciso nei rilanci e sempre pronto a supportare i compagni in difficoltà;
- dei terzini Tiso e Martini, che hanno garantito copertura e spinta in ogni partita, oltre a sfatare il falso mito che i terzini arrivano sul fondo e crossano: questi due picchiano e basta... anche e soprattutto visto che quasi tutti gli avversari attaccavano con lo schema palla dal terzino al mediano o alla punta che lancia l'ala, che costringeva i numeri 2 e 3 biancorossi spesso a dover gestire un 1 contro 2;
- di un centrocampo che, col ritorno alla salute del Pavo e l'avanzamento della torre Balasso, ha trovato la quadratura perfetta del cerchio che ha liberato sulle fasce la tecnica e la creatività di Cusinato e Muscolino;
- del reparto d'attacco, probabilmente allettante anche per squadre di categoria, Struzziero-Cesco Rizzato, che col loro senso del gol e la loro rapidità hanno spesso tolto le castagne dal fuoco ai biancorossi ma anche dei validissimi Pelliccione, Novello e Cera, tutti comunque andati in gol (e gol spesso pesanti) nel corso della coppa, a dimostrazione che quando chiamati in causa hanno dato il loro contributo;
- di chi purtroppo ha giocato meno, per ragioni fisiche (Magaraggia, Nsundi), tattiche (Osti, Max Rizzato, Manfredini, Edo), anagrafiche (Gherardo) o regolamentari (Chiesa, maledetto limite dei praticanti; Aleardo, purtroppo si può schierare solo un portiere), ma comunque quando è stato chiamato a scendere in campo ha dato tutto;
- di chi non ha giocato affatto: Gigi Ponso (per colpa della casa), Battista Galvan (per colpa del matrimonio), Roberto Rigoni (per colpa di non si sa cosa);
- di chi ha seguito da fuori le gesta di questa "armata Brancaleone" (soprattutto se confrontata con squadre iscritte ai vari campionati csi o abituate ad almeno un ritrovo settimanale per affiatare il gruppo e perfezionare gli schemi), come LO STRATEGA Gherardo Ghirini, IL MOTIVATORE Mike "Mago" Magaraggia, il fotoreporter ufficiale Domenico Rigo e alla sua aiutante e morosa Chiara Anzolin, la mitica Barbara, quasi commovente nelle titaniche trasfertone da sola per ammirare il suo Balasso...
A tutti questi che ho citato, ma anche a chi, colpevolmente ma involontariamente, sto dimenticando, non posso che dire GRAZIE, SIAMO STATI TUTTI FANTASTICI !!!!!!!!!!!!!!
di Pippomartinidettopippomartini
Il commento del mister: quando ho visto che siamo arrivati al campo, mentre Bassano già cambiato si scaldava, in 6 alle 5 meno 10, i restanti fra le 5 e le 5.20, Novello e Ale che arrivavano anche senza giocare, e il capitano che urlava per far fare un minimo di riscaldamento, ho pensato: riconosco la mia squadra, è fatta.
E ora, posso appendere la lavagnetta (che non ho) al chiodo.
Ciao
Gherardo
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TORNEO BENEFICIENZA - A Forcate ultima apparizione "italiana" dei ramarri (di Matteo Cornacchia)

FORCATE (PN) - A poco più di una settimana dall’ELF Cup, i ramarri forensi concludono il loro ciclo di partite di avvicinamento all’evento irlandese partecipando al quadrangolare di Forcate organizzato dalla sezione Avis di Rorai Grande.

Mr. Pollini ha avuto ottime indicazioni dai suoi ragazzi che, con una grande prova di maturità, sono riusciti a non farsi condizionare dalle differenti cifre tecniche messe in campo dalle tre contendenti giocando praticamente con la stessa intensità tutte e tre le mini-partite. E così, mentre le altre squadre davano vita a incontri dai risultati altalenanti, gli uomini di Pollini, con una regolarità disarmante, hanno chiuso il torneo con un triplice 2 a 0. Probabilmente condizionati dallo spirito benefico della manifestazione, organizzata sotto il patrocinio dei “donatori”, i naoniani hanno però pensato di “donare” le tre vittorie agli avversari ma, come detto, sempre con il medesimo risultato. Come dire: va bene la beneficienza, ma a tutti e in parti uguali!

Al motto “l’importante è non farsi male”, Mr. Pollini ha potuto contare su 11 effettivi, che sono stati spremuti come agrumi di Sicilia in una torrida giornata di sole. Per porre rimedio alle numerose defezioni dell’ultima ora, si sono ritrovati una maglia da titolare gli intramontabili Tauro e Ragogna oltre all’entusiasta Volatile, finalmente liberato dalla sua gabbietta di rigore e lasciato svolazzare in lungo e in largo sull’amata fascia sinistra. Fra le note più liete della giornata si segnala il ritorno del Koala, rimasto lontano dai pali neroverdi per diverse settimane dopo l’infortunio patito a Lestans.

Ora la testa è davvero tutta a Dublino: la preparazione si concluderà in terra italiana con gli ultimi due allenamenti di rifinitura (martedì e venerdì), poi sarà già tempo di bagagli e documenti.

venerdì 27 maggio 2011

TORNEO DI SAN QUIRINO - Archiviato il torneo con la terza sconfitta in tre gare

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SAN QUIRINO (PN) - Con la sconfitta contro il Fontanafredda Due, va in archivio il Torneo di calcio a undici di San Quirino. Si trattava dell'ultima performance agonistica ufficiale prima della partenza per la terra d'Irlanda, dove i ramarri saranno chiamati a vivere lo storico appuntamento dei Campionati Europei Forensi. La gara non ha offerto significativi sussulti emotivi, grazie anche all'immediato doppio vantaggio del Fontanafredda con due dei più classici "tiri della domenica", per la gioia del rientrante Leo "Tiracca" Da Ros. Prima del riposo Marcuz aveva accorciato le distanze con una pregevole conclusione di sinistro dal limite dell'area. Nella rpresa, dopo la terza marcatura degli avversari con un piazzato dal limite (poco dopo sciuperanno anche un penalty), c'è stato modo di veder andare a segno il bomber Tatanka che ha approfittato con freddezza di una indecisione del portiere, raccendendo per un attimo le speranze di pareggio dei ramarri. Prima della chiusura però un generoso regalo della retroguardia naoniana fissava definitivamente il punteggio sul 4-2. Poi tutti sotto la doccia, con la testa già a Dublino...
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martedì 24 maggio 2011

LIETO EVENTO - Olivier ed Irene annunciano l'arrivo di...

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EMMAAAAAAAA!!!!!!!!!!
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TORNEO SAN QUIRINO - Ramarri belli e perdenti nella sfida contro i Vigili del Fuoco

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SAN QUIRINO (PN) – I canarini e la Cornacchia di Pollini non hanno dunque preso il volo e sono rimasti diligentemente nella loro gabbietta, fedeli alle consegne impartite dal padre padrone: con la sconfitta di ieri sera, infatti, sono riusciti a centrare con una gara d’anticipo l’obiettivo del mancato passaggio alle semifinali, per la gioia (?) del loro condottiero. L'impresa, va detto, non appariva proibitiva... In una serata torrida da luglio inoltrato, i ramarri, rinvigoriti per l’occasione del Torneo dagli innesti degli amici Basso, Brancaccio e Marcuz, sono scesi in campo con un modulo sperimentale, per quanto non del tutto nuovo: 4-4-2, con la difesa schierata in linea. L’intento era quello di tentare nuove soluzioni e, soprattutto, di divertirsi; alla fine, purtroppo, dopo molte ombre e poche luci, chi si è divertito di più sono stati gli avversari che nel primo tempo sono andati in rete due volte ed hanno sfiorato la segnatura in almeno altre due occasioni (bravo il volatile a dire di no). I naoniani hanno esibito nell’arco dell’intera gara un possesso palla pressoché costante (con le proporzioni siamo intorno all’80%-20%!), cercando sempre di costruire gioco con fraseggi prolungati a centrocampo, ma senza creare delle vere occasioni da rete nonostante l’indiscutibile qualità dei giocatori messi in campo. Le cose sono un po’ migliorate nella ripresa nel corso della quale è giunto il più che meritato punto della bandiera, al culmine di una pregevolissima combinazione Del Bianco-Celano-Martini: percussione centrale con un paio di immancabili dribbling del medunese e apertura sulla sinistra per Tatanka che crossa di prima intenzione sul secondo palo dove accorre prontamente il giovane puntero che appoggia in rete con un piatto destro al volo. Ora non resta che l’ultimo appuntamento ufficiale con la gara di giovedì prossimo contro il Fontanafredda Due (quarta sfida dell’anno!), dopo di che solo un paio di allenamenti separeranno i neroverdi dall’attesissima partenza per Dublino…
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venerdì 20 maggio 2011

OBIETTIVO DUBLINO - Il dettaglio e l'eleganza: "Grazie Toni!" (di Matteo Cornacchia)

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MARON DI BRUGNERA (PN) - Caro Toni, con la presente voglio ringraziarti nuovamente per le splendide mute da portiere che hai appositamente fatto confezionare per me in vista della trasferta di Dublino. Sono davvero fantastiche, sia per i colori (quella rosa, in particolare, è un gioiellino), sia per il taglio (taglia L elasticizzata, sembra fatta su misura per me). Era da tempo che speravo di poter indossare un completo con maglia e pantaloncino dello stesso colore, come già usavano Fabrizio Lorieri ai tempi del Torino (in rosso con inserti bianchi) e Mario Paradisi ai tempi del Como in serie A (verde, sempre con inserto bianco). Ora anch’io ho due completi di colori diversi!!! Come sai, il completo non sarebbe completo senza i calzettoni. Qui si pone un piccolo problema perché le due nuove mute sono sprovviste del “terzo articolo”, per cui, onde evitare di dover giocare in infradito, propongo un rimedio. Preso atto della difficoltà di trovare in commercio calzettoni da calcio color rosa o color oro, eviterei il nero. Come giustamente mi hai fatto notare, e come confermato dal resto della squadra, gli inserti neri della maglia e del pantaloncino chiamerebbero il nero (Sarci dice che calzino chiama cravatta, ma gli abiti da uomo e le mute da calcio sono cose assai diverse!). In realtà non è così: nella storia dell’abbigliamento del portiere di calcio (di cui sono grande esperto), il completo ha da sempre una ferrea legge stilistica: se il calzettone non è dello stesso colore di maglia e pantaloncini, allora va rigorosamente in bianco (indipendentemente dagli inserti). Certo, anche le moda-portieri ha avuto i suoi momenti di rottura, specie con Campos del Messico o il francese Janot, ma io sono per il classico, come credo di averti dimostrato con la mia predilezione per il completo nero senza inserti. Ho tuttavia pensato che le due mute che mi hai donato sono “celebrative”, create ad hoc per un’occasione importante (l’Europeo in Irlanda!!!). Ho dunque pensato di adeguarmi e ti propongo anche il calzino (il calzettone non l’ho trovato) celebrativo. Come mostrano inequivocabilmente le foto, la soluzione con il trifoglio, la pinta di birra e la scritta “legless in Ireland”, può essere un giusto compromesso per presentarmi più che dignitosamente al cospetto degli attaccanti avversari. Vorrei sapere cosa ne pensi. Ancora grazie – anche da parte di mia moglie – e a prestissimo.
Tuo, volatile.

giovedì 19 maggio 2011

TORNEO SAN QUIRINO – Ramarri sconfitti contro Muzzati, ma la testa è a Dublino…

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SAN QUIRINO (PN) – Con i neroverdi che hanno oramai da qualche tempo il cervello letteralmente immerso nel verde d’Irlanda (meno di tre settimane alla partenza per Dublino!), i propositi di questo Torneo sono stati messi subito in chiaro da Mister Pollini: 1) mantenersi in allenamento (senza infortunarsi); 2) divertirsi (possibilmente); 3) evitare nel modo più assoluto il passaggio del turno che comporterebbe due ulteriori ed inopportune fatiche (semifinale e finale). Brevi ma illuminanti le disposizioni sulla formazione da schierare in campo: «Tu e tu in panchina… ehm… dietro i soliti tre… in mezzo… beh, fate voi, arrangiatevi!». I naoniani, ieri in versione “canarini”, hanno recepito le consegne e, con una agevole sconfitta per 2 a 0 (un gol per tempo), hanno già messo una seria ipoteca sull’obiettivo numero 3 (basterà non commettere sciocchezze nella prossima gara). Anche il primo intento, ad onor del vero, è stato effettivamente onorato, mentre per quanto riguarda il secondo, beh, diciamo che in rappresentanza della squadra si è sacrificato il buon Cornacchia. Super prestazione la sua, con un campionario di svolazzi davvero spettacolari, uscite, tuffi e palloni smanacciati dagli incroci. Mc Cornix (questo il nome di battaglia per la trasferta dublinese) si è dunque molto divertito ed è parso davvero in ottima forma, come testimonia anche la pantagruelica porzione di wurstel alla griglia calati nello stomaco nel dopo-gara. Prima dell’inizio della partita si è avuta una gustosa anteprima legata ai preparativi per la grande trasferta: le nuove borse da calcio “mignon” (formato “bagaglio a mano”) e soprattutto le due scintillanti mute del portiere, rispettivamente completo rosa e color oro!!! Cornacchia, “lo stilista tra i pali”, letteralmente in visibilio…
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AVVOCUP - Vicenza compie l'impresa: vittoria a Treviso e finale conquistata!

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TREVISO - VICENZA 2-3 (rizzato [vi], rizzato [vi] rig., struzziero [vi], conselvan [tv], brugnaro [tv] rig.)
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Aurelio Munari (Treviso): "Vicenza si guadagna la finale battendo a Treviso 3 a 2 una Juris dai due volti: primo tempo in affanno sia per il grande pressing vicentino in difesa ed a metà campo che non ci permetteva di ragionare e fare il nostro gioco sia per qualche disattenzione difensiva sulle ripartenze ospiti, affanno che è costato 3 gol (tra cui un rigore) nei primi 25 minuti!!!. Ma non era finita: inizio di ripresa shok con l'espulsione di Boscato dopo neppure un minuto dalla sua entrata in campo; quindi avevamo di fronte solo 34 minuti da affrontare in 10 contro 11!! Certo un po' aiutava il ricordo di qualche anno fa in cui Juris, proprio a vicenza, seppe rimontare nel secondo tempo da 4 a 0 fino al 4 a 4 finale, ma bisognava essere inguaribili ottimisti. Invece un po' alla volta la partita ha cambiato inerzia, forse Vicenza ha pensato di aver già vinto, sicuramente noi abbiamo giocato meglio ed abbiamo cominciato a gestire di più il pallone, e trascinati da Conselvan che prima infila il 3 a 1 e poi causa un fallo in area per il rigore del 3 a 2 di Brugnaro, con ancora una decina di minuti da giocare, ritrovavamo coraggio. Il Vicenza non stava a guardare e anche nel secondo tempo aveva alcune ghiotte occasioni per chiudere la partita ma le sprecava o venivano neutralizzate dal nostro portiere: questo faceva aleggiare i fantasmi di una incredibile "remuntada" e moltiplicava le forze (oramai scarse) degli uomini di Juris che purtroppo si spegnevano, come le nostre illusioni, sull'ultima nettissima occasione capitata sulla testa del nostro "Garrincha" Malagugini, sventata dal portiere vicentino. Un vero peccato, ma contro una squadra esperta e quadrata come Vicenza non puoi regalare nulla, nè occasioni, nè uomini in più, pertanto la reazione del secondo tempo è stata ancor più degna di nota e fonte di orgoglio oltre che, ovviamente, di recriminazioni, ma questo è il calcio".
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