.
Il Tabellino
TECNOCAD CAPPELLA MAGGIORE - AVVOCATI PN 1-2 (1-0)
Formazione: Cornacchia, Feltrin, Contento, (Cesaratto), Brovedani (Zanardo), Pergola, Iodice [C], Boschian (Toffoli), Rumiel, Tirelli (Celano), Sarcinelli, Vicenzotto (Martini).
Marcatori: Toffoli (r), Martini.
.
CAPPELLA MAGGIORE (TV) - L'approccio alla gara di ieri era segnato da un giustificato timore e ciò per una svariata serie di motivi: per il valore degli avversari (primi in classifica con una gara da recuperare!), per la loro divisa di gioco (nazionale brasiliana!), la prestanza (nessuno sopra gli 80 kg!) e la media di età (pochi gli ultra trentenni in campo!), ma soprattutto per il nome della località che ospitava la sfida, un nome che evocava nefasti presagi. Vero è che i neroverdi si erano tolti il pensiero di celebrare una "cappella monumentale" già sabato scorso, con l'ormai noto autogol negli ultimi minuti, ma c'era pur sempre il rischio di metterne in atto una... "maggiore". Invece così non é stato: i naoniani hanno sfoderato una prestazione gagliarda, intrisa di grande sostanza e temperamento, su un terreno (nel senso letterale del termine!) che non consentiva di giocare a calcio. Le "cappelle", ad onor del vero, non sono mancate, ma, una volta tanto, sono state fortunatamente opera di altri (segnatamente l'arbitro ed il portiere avversario). Prima di entrare in campo, Pollini, sottile psicologo, trova come sempre le parole giuste per motivare i suoi ragazzi:
«Ho visto gli avversari… li ho studiati attentamente! Ripetete con me: Padre Nostro che sei nei cieli…», con risata fragorosa a seguire. La gara ha inizio con i ramarri guardinghi e quasi timorosi, che soffrono inizialmente la maggior iniziativa degli avversari, subendo un paio di incursioni sulle fasce che producono altrettante conclusioni a lato. Poi, piano piano, i naoniani cominciano a prendere le misure e riequilibrano la gara, portando anche qualche insidia alla porta avversaria (bella la girata di Tirelli che esce non di molto). Prima della chiusura del tempo però, l'arbitro omaggia la località trevigiana con una "cappella" d.o.c.: conclusione dal limite dei locali deviata con il corpo da un "cappellano" che staziona in evidente
off-side a due passi da Cornacchia; il pennuto, seppur spiazzato, riesce miracolosamente a schiaffeggiare la sfera che ruota su se stessa come una trottola ma prosegue beffarda la sua corsa a zero chilometri orari fino in fondo alla rete. Le vibranti proteste non valgono a nulla e si va al riposo sotto di un gol. Nella ripresa i neroverdi mantengono i nervi saldi e continuano a giocare con ordine, ribattendo colpo su colpo in una gara che si fa molto "maschia". Il meritato pareggio arriva a metà tempo su un'efficace iniziativa di Tirelli che viene scalciato in area: rigore! Dopo qualche attimo di
suspance, il neo entrato Toffoli si presenta sul dischetto e realizza con un rasoterra angolato, freddando il portiere e firmando il suo primo gol con la casacca neroverde (poi adeguatamente celebrato al chiosco!). Dopo un provvidenziale intervento di Cornacchia sull'unica vera conclusione dei locali, ecco che, ad una manciata di secondi dal termine, arriva il regalo che non ti aspetti: il subentrato Martini, forse ancora in odore di carnevale, si traveste da faina e, sfruttando a dovere una clamorosa indecisione (leggi: "cappella maggiore") tra difensore e portiere, si avventa su una palla innocua, scavalca l'estremo difensore con un tocco felpato e accompagna il cuoio in porta. La gara si accende e cominciano a fioccare i cartellini gialli; Martini, svestiti i panni della faina, n

e colleziona due in un minuto e finisce sotto la doccia anzi tempo. Prima del triplice fischio finale é l'umorista Zanardo a regalare in pieno recupero qualche brivido con un
raptus da ginnasta con velleità da
kickboxer: spaccata in verticale e scarpata in bocca all'avversario che non gradisce e frana a terra proprio nello spigolo interno dell'area di rigore! L'arbitro, nominato a fine gara dai locali "cittadino
ad honorem", si inventa un'improbabile punizione a due in area per gioco pericoloso, che non sortisce alcun effetto (sul risultato ben s’intende, ma non certo sugli umori dei padroni di casa!). Infine tutti al chiosco (che sforna ripetuti “metri” di birre!) ad onorare debitamente il prestigioso successo, osservando i ragazzini che scorazzano sul soffice manto erboso adiacente al terreno agricolo su cui si è appena consumata l’aspra disfida…
.