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lunedì 15 aprile 2013

L'EDITORIALE - "Punto e a capo" (di Alvise Beccaccioni)


LA RICETTA PER USCIRE DALLA CRISI

Uscire dalla crisi? Si deve e si può. A condizione che Pollini e la dirigenza si decidano a cambiare. Già. Ma cambiare cosa? Allenatore? Giocatori? Modulo? Nulla di tutto questo. La soluzione è in casa, basta accorgersene. Bisogna solo ricomporre la formazione con i giocatori a disposizione, avendo però ciò che è mancato finora: un modello di riferimento, e che funzioni.
Pensiamoci: di grandi formazioni cui ispirarsi ce ne sono state tante e ce ne sono tutt’ora, dall’Ajax di Cruyff al Real Madrid di Santillana, Hugo Sanchez e Butragueño, dal grande Torino di Mazzola, alla grande Inter del mago Herrera, la Juve del Trap (e di Platini), il Milan di Sacchi (e dei tre olandesi), il Barcellona di Guardiola (ma prima di tutto di Messi, Xavi e Iniesta) e così via. Più in piccolo, ma in maniera non meno significativa, aggiungo a questa speciale classifica amarcord anche la Roma di Spalletti e l’Udinese di Zaccheroni: avranno vinto meno, ma erano comunque uno spettacolo e, a modo loro, sono diventate un marchio di fabbrica dei rispettivi allenatori.
Tutte queste formazioni, oltre ai grandi giocatori, avevano un’anima, una precisa identità, una fisionomia che le rendeva riconoscibili. In una parola: un PROGETTO.
Perché allora non prendere una di queste formazioni e farne un modello al quale ispirarsi? E quale scegliere?
Per ragioni di campanilismo optare fra Inter, Milan o Juve creerebbe dei dissapori, per cui mi pare che la migliore soluzione sia adottare un modello che metta tutti d’accordo: l’Italia dell’82, l’Italia Mundial, l’Italia di Bearzot. Voglio fare un esperimento che, sono certo, non potrà che sortire esiti positivi: prendiamo quella formazione e ricostruiamola con il materiale umano a disposizione di Grigoletti. Potrebbe essere la chiave di volta che da tempo si sta cercando.
PORTIERE. I portieri dell’82 erano tre: Zoff, Bordon e Galli. Le analogie con i tre portieri a disposizione dei ramarri sono evidenti: due portieri il cui cognome finisce con le consonanti (De Col e Da Ros, come Zoff e Bordon) e un portiere con il nome di un volatile (Galli e Cornacchia). Il portiere con il nome dell’animale faceva indiscutibilmente il terzo per cui, spiace per Cornix, ma va silurato subito. Nell’82 il titolare era Zoff, cioè il più anziano dei tre. Per questo motivo fra De Col e Da Ros farei giocare il secondo, anche se la juventinità del primo non lo scredita del tutto e l’analogia con lo juventinissimo Zoff sarebbe comunque garantita.
DIFENSORI. Nell’82 si giocava a uomo, con il libero staccato. E il libero era Gaetano Scirea, un grande uomo prima di essere un grande giocatore. L’integrità morale per ricoprire questo ruolo è fondamentale, il che esclude in automatico un bel po’ di gente… Ci vorrebbe qualcuno taciturno, ma allo stesso tempo carismatico: il profilo giusto potrebbe averlo decisamente Emo Ros.
Il terzino di destra era Gentile: a Pordenone un Gentile non ce l’hanno, ma uno Contento sì, per cui in qualche modo si combina. Bearzot all’occorrenza faceva giocare anche Bergomi e in questo caso, per ovvie ragioni sopraccigliari, non ci sono dubbi su chi possa emularlo (Enrico Iodice). A sinistra, invece, stazionava il bell’Antonio, Cabrini, il giocatore più bello della squadra: anche in questo caso pochi dubbi chi sia l’avvocato più affascinante cui affidare la maglia n. 3: Michele Feltrin. Lo stopper (allora si chiamava così) era Fulvio Collovati, erre moscia e maniere ruvide: Alberto Rumiel è pevvvfetto.
Chi in Spagna non ha giocato nemmeno un minuto, pur essendo fra i 22 convocati, è stato Pietro Vierchowod, difensore centrale che diceva di essere di Calcinate pur essendo russo. Qui non faccio nomi, ma fra i ramarri ce n’è uno che millanta origini romane quando invece è di Potenza: per lui vedo tanta, tanta tribuna…
CENTROCAMPISTI. Per Bearzot il centrocampo andava assemblato in maniera piuttosto semplice: un costruttore di gioco, “protetto” da due o tre incontristi. Il costruttore, ovviamente, doveva essere quello con i piedi buoni, ma un po’ più debole degli altri sul piano della quantità: questo compito nell’82 era affidato a Giancarlo Antognoni, classe cristallina ma fisico molto fragile. In fatto di classe, ma soprattutto di fragilità, Matteo Brovedani non teme confronti con nessuno. Il sostituto ideale di Antognoni era Dossena, altro giocatore dai piedi buoni: in casa nero verde potrebbe essere raffigurato bene da Gullo.
L’indiscusso re degli incontristi era Marco Tardelli, gran recuperatore di palloni ma, all’occorrenza, puntuale anche sottoporta; per necessità poteva essere dirottato sulla fascia con esiti sempre molto positivi e il suo urlo liberatorio divenne l’immagine simbolo di quel trionfo mondiale: uno come De Gottardo gli assomiglia molto. Un buon falegname del centrocampo era anche Lele Oriali, al quale Ligabue ha dedicato una canzone: una “vita da mediano” la può cantare di diritto anche Marco Stella. Giampiero Marini, altro mastino della trequarti, giocò pochino, ma seppe comunque distinguersi: Ivan Cesaratto offre le giuste garanzie in caso di necessità.
Con Bearzot si giocava praticamente con una fascia sola (la destra), dove però agiva il giocatore più talentuoso della nazionale: Bruno Conti, un vero e proprio furetto della fascia, in grado di inventare e saltare sistematicamente l’uomo; chi potrebbe assomigliargli tecnicamente è Benvenuti, ma anche Boschian, in maniera un po’ più figurata, sa il fatto suo quando si tratta di fare su e giù a ripetizione (ma anche giù e su… e così via…). In assenza di Conti (dunque quasi mai…) giocava Franco Causio, detto il “barone” per la sua eleganza: l’unico che possa avvicinarsi al ruolo, anche per la fede bianconera (sponda Udinese, sia chiaro) è Gino Fasan.
ATTACCANTI. Le decisioni di Bearzot riguardanti il reparto offensivo furono le più controverse. Nell’81-82 il capocannoniere del campionato di serie A fu Roberto Pruzzo, ma a sorpresa non venne convocato per lasciare posto a Selvaggi (che comunque non giocò mai senza però sognarsi di fare la ben che minima polemica). Per analogia, Mattia Tirelli, attuale capocannoniere ramarro in campionato, va lasciato a casa per fare posto a uno che abbia la Costanza di starsene in panchina con il sorriso stampato in volto…
Le punte titolari, invece, erano Paolo Rossi e Ciccio Graziani. Il primo veniva da un periodo molto buio, anche con una squalifica per una brutta storia di calcio scommesse. La sua designazione a punta centrale fu accolta con molta perplessità, e dopo le prime tre partite del girone di qualificazione (Polonia, Camerun e Perù) fu letteralmente crocifisso dalla stampa. Poi sappiamo tutti come andò a finire. Ebbene, anche se fisicamente non gli assomiglia molto, il giocatore più incompreso (e a volte criticato) degli Avvocati Pordenone è Tatanka Celano che da tempo va annunciando la sua resurrezione sportiva e potrebbe sbloccarsi da un momento all’altro, proprio come Pablito nel 1982. Bisogna però avere fiducia in lui e farlo giocare con regolarità, in barba all’opinione pubblica. La spalla di Rossi, come detto, era Ciccio Graziani, sicuramente più completo tecnicamente di Rossi, ma decisamente meno puntuale sottoporta: se non altro per quest’ultimo aspetto, il Martini di questi tempi può esserne una degna controfigura. Alessandro “Spillo” Altobelli non giocò molto in Spagna, ma segnò un gol in finale: anche Paolino Vicenzotto è uno che parte spesso dalla panchina e poi segna gol decisivi.
Tirando le somme: Da Ros, Contento, Feltrin, Stella, Rumiel, Ros, Benvenuti, De Gottardo, Celano, Brovedani e Martini potrebbero essere un undici titolare di ispirazione “nazionale” e vanno senz’altro confermati. Dietro di loro sarebbero abili e arruolati i vari De Col, Boschian, Fasan, Iodice, Costanza, Gullo, Cesaratto e Vicenzotto. Chi invece non avrebbe mai giocato in una squadra di Bearzot è gente come Sarcinelli, Gurnari, Bellotto, Toffoli, Gasparini e Zanardo, oltre al già citato Cornacchia e all’anonimo di Potenza. L’unico a salvarsi, per anzianità, potrebbe essere Paolo Luisa Vissat, che un posto potrebbe ancora trovarlo a condizione che accetti di emulare un altro mitico personaggio dell’Italia Mundial:… il professor Vecchiet!
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sabato 13 aprile 2013

AVVOCUP - Nel Girone "A" conferme per Brescia e Venezia "in rosa"!


FORO VIRGILIANO - JUS SPORT BRESCIA 0-3
Marcatori: Soldà 'r', Soldà, Soldà.

Dopo la vittoria della scorsa settimana contro la forte compagine di Venezia, arrivata all'ultimo minuto di recupero grazie ad una magia di Highlander Abate, le rondinelle si presentano fortemente rimaneggiate all'appuntamento ormai storico contro il Foro Virgiliano. Dopo circa 10 minuti di studio Riviello Matteo viene steso in area mantovana e l'arbitro assegna un rigore eclatante a Brescia. Dagli 11 metri trasforma Soldà. Complici il gran caldo e la gibbosità del terreno, il primo tempo termina senza altre particolari occasioni. Il secondo tempo inizia sugli stessi binari del primo, quando verso la metà della ripresa un contropiede orchestrato da Soldà e Frangipane consente a Brescia di raddoppiare con tocco sottomisura del primo. A questo punto, come è tradizione per Brescia-Mantova, la partita inizia a innervosirsi e ne fa le spese Angelo Rota che viene allontanato dopo un vivace scambio di vedute con un avversario. Rimasta in 10 Brescia agisce di rimessa e l'ennesima ripartenza orchestrata dai f.lli Riello mette Soldà in condizione di portare a tre le reti per la leonessa. Con Mantova sbilanciata Riviello Luca, Frangipane, Casati e Piccolo vanno più volte alla conclusione pur non riuscendo a incrementare il punteggio. Dopo partita spettacolare come da splendida tradizione degli amici Mantovani.
Giulio Soldà (Jus Sport Brescia)

Risultato (troppo) pesante per Mantova nel quasi derby con i campioni in carica.
Eppure il primo quarto d’ora ci aveva illuso su un esito differente del match, dato che il gioco pareva essenzialmente equilibrato e l’unica mezza occasione l’aveva avuta Mantova.
Cambia tutto con il rigore per Brescia, per alcuni evidente per altri dubbio. Diciamo che si poteva sicuramente dare e purtroppo è stato concesso e realizzato molto bene da Soldà, fino a quel momento marcato egregiamente da capitano Benedini. Subito dopo il goal Mantova è costretta a sostituire il libero, autore del fallo da rigore, che forse per qualche (immotivato) senso di colpa, fra imprecazioni, qualche parola di troppo ed un fallo “da nervosismo”, premiato con un’ammonizione, ha richiesto veementemente di essere sostituito (speriamo abbia ora qualche motivato senso di colpa). Il cambio porta anche ad una modifica della marcatura su Soldà, complice l’ottimismo del Collega Turzi, candidato all’incombente, che si dichiara pronto affermando: “Non va da nessuna parte, lo marco io!”. Cotanto ottimismo induce infatti i Mister Ferrari e Moriconi (altro candidato alla marcatura ma ieri meno in condizione del solito) ad affidare a lui il controllo del capitano avversario. I due goal di Soldà nel secondo tempo, sfuggito d’esperienza al proprio marcatore (che si è dovuto evidentemente ricredere), chiudono la partita che, pur giocata discretamente da entrambe le squadre, non ha offerto particolari emozioni, forse a causa del primo caldo stagionale. Va detto però che la seconda rete poteva essere annullata per un fallo in area di Brescia, ma l’arbitro, lontano dall’azione - per sua stessa ammissione - non ha ritenuto di intervenire.
Prima del triplice fischio finale segnaliamo però una scena degna di una partita di serie A, con un giocatore bresciano, che imputando ad uno dei nostri di averlo offeso (tirando in ballo la mamma per intenderci) si è lasciato andare ad una articolata replica verbale, tentando nel contempo di aggredire il rivale, a ciò impedito solo dai propri compagni (nel tenerlo Soldà ha rimediato anche una gomitata).
Tale episodio ha di fatto assai ridimensionato la reazione del libero mantovano del “dopo rigore”, ma devo dire, a titolo personale, che entrambi i fatti, in misura come detto differente, non risolvendosi in incidenti isolati, mi hanno suscitato qualche perplessità, soprattutto per la insolita presenza di pubblico (anche bambini) a bordo campo.
Il terzo tempo, che speriamo sia stato gradito agli amici bresciani, mi ha però portato via, come giusto che sia, qualche cattivo pensiero.
Gaetano Alaia (Foro Virgiliano)
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DURALEX REGGIANA - VENEZIA FOOTBALL LAWYERS 0-5
Marcatori: Cagnin, Fumarola, Rossi, Cagnin, Longo.

“La manita de Venessia” (di Enrico Corradini)
13 aprile 2013

Il sole splende alto a Reggio Emilia e i veneziani si presentano puntuali all’appuntamento. Il campo pare essere di gommapiuma, fatto che certamente avvantaggia i lagunari, abituati all’instabilità del suolo natio. La partita, oltre a sembrare uno scontro tra genitori e figli (verificabile dai dati anagrafici delle due compagini), presenta due mosse a sorpresa che gettano nel panico la squadra granata: il mister veneziano, infatti, fa accomodare inspiegabilmente in panchina il noto “Peter Crouch della Laguna” Pusateri, insieme a “Michelle Hunzigher di Rialto” Silvia. Dopo il rito dei gagliardetti - nel senso che Venezia ne consegna due a Reggio Emilia - e la consegna di un prezioso portachiavi in eternit, si è pronti a partire. La DuraLex, ancora frastornata, scruta più la panchina avversaria piuttosto che i colleghi inferociti, i quali piombavano nella trequarti reggiana come l’acqua alta in Piazza San Marco. In quei momenti, verso il 5’, anche un giocatore veneziano era intento a guardare la propria panchina, ove erano giunti i turchi, e così svirgolava clamorosamente un cross inviando una palla telecomandata a ficcarsi nel “sette” opposto, con il portiere reggiano incredulo spettatore. A fine partita, si dice che il custode abbia ringraziato il giocatore veneziano per aver tolto una ragnatela che lì dimorava dal lontano 1957. Pochi minuti dopo viene concesso un netto rigore a Venezia, dopo che un difensore granata, munito di aratro, aveva provveduto a visitare le gambe avversarie. Botta a mezza altezza sul lato destro della porta, dove Spiderman Caldarola arrivava a mani aperte in completa distensione del corpo a deviare la palla in calcio di angolo, con conseguenti grida di giubilo dei reggiani, i quali però di lì a poco regalavano due goal agli ospiti come atto di cortesia, stoppando la palla in area e lasciando che il “doge” di turno insaccasse indisturbato. Reggio perde vari pezzi (sì sì: “pezzi”, definirli giocatori sarebbe vieppiù offensivo!!!) per infortuni muscolari e l’arbitro, sfortunatamente, non vede un altro rigore netto per Venezia, che avrebbe esaltato nuovamente il portiere granata. Nel frattempo il portiere veneziano, indisturbato, si recava nella vicina piscina a testare i vari scivoli ivi presenti. Nel secondo tempo V.F.L. segna in apertura il 4° goal, per poi completare la manita verso metà tempo, quando Michelle già sfrecciava sulla fascia destra corteggiata da 8 giocatori reggiani che saltellavano felici sul prato di gioco. Per farla breve: Venezia giovane, rapida, veloce, bella; Reggio vecchia, lenta, sovrappeso, acciaccata!!!! L’arbitro finalmente manda tutti sotto la doccia ed al grido di “la coppa ce l’abbiamo pure noi” si conclude in allegria a colpi di gnocco fritto e lambrusco: e qui sì che Reggio Emilia si fa rispettare!
Enrico Corradini (DuraLex Reggiana)

DEBUTTO ROSA PER IL VENEZIA FOOTBALL LAWYERS, CHE PER LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO SCHIERA IN SQUADRA UNA PRATICANTE AVVOCATO!

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venerdì 12 aprile 2013

AVVOCUP - Rassegna stampa


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CAMPIONATO AMATORI - Le convocazioni per lunedì 15 (di Toni Pollini)


CONVOCAZIONI PER LUNEDI 15 APRILE 2013 ORE 20.30 MARON DI BRUGNERA. AVVERSARIO PRATA. RITROVO A MARON ORE 19.45. EVENTUALI PARTENZE DA PORDENONE DA CONCORDARE.
Convocati:
BELLOTTO ANDREA, BENVENUTI ANDREA, BOSCHIAN LUCA, BROVEDANI MATTEO, CAPUZZO RENE, CELANO GIOVANNI, CESARATTO IVAN, CONTENTO MANLIO, CORNACCHIA MATTEO, DE GOTTARDO LUCA, FASAN GINO, FELTRIN MICHELE, GULLO PIERO, IODICE ENRICO, LUISA VISSAT PAOLO, MARTINI GIOVANNI, PERGOLA EUGENIO, RUMIEL ALBERTO, SARCINELLI ENRICO, STELLA MARCO, TOFFOLI MICHELE, VINCENZOTTO PAOLO, ZAFFINO MARCO, ZANARDO LUCA.
PREGASI CONFERMARE
TONI
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AVVOCUP - Le pagelle (di Giovanni "Tatanka" Celano")


Cornacchia: 7- - La partita era stata presa sotto gamba dalla squadra - non si dovrebbe partecipare ad un torneo privo di valore pratico (morale sì, invece, ma per il Campionato Forense ciò non conta, purtroppo) il giorno prima, né fare allenamento sei ore prima della partita, secondo me, se quest'ultima conta più di tutto -, però lui si è fatto trovare pronto sulle uniche due palle afferrabili del primo tempo, in cui la nostra difesa ballava come un vascello nel Triangolo delle Bermude; ci ha permesso di restare aggrappati alla partita fino alla fine, ma non poteva certamente segnare lui il goal del pareggio.

Bellotto: 5 - So già che mi dirà che non capisco granché di calcio, che mi sogno le azioni di notte, etc., però non vedo come potrei giudicarlo meglio: si è fatto scherzare dal numero 8 avversario (gran bel giocatore, a proposito: complimenti!) in occasione del terzo goal, permettendogli di infilarsi sul nostro lato destro e di mettere al centro la palla per il terzo goal bassanese, segnato da un suo compagno perfettamente indisturbato; fornisce la replica cinque minuti dopo, ma in quest'occasione il goal non esce, per nostra fortuna. L'avevo già detto a chi era in panchina con me, per cui il voto è una triste conseguenza dei balli corsi dalla nostra difesa nel primo tempo.

Iodice: 6- - Subentra nella ripresa, quando i bassanesi avevano già tirato i remi in barca, e, oltre a dare un po' di certezze alla difesa, rischia seriamente di siglare il goal del nostro pareggio, che, invece, non esce per il sacrificio di un difensore avversario, che si becca un mio calcione sulla gamba di appoggio; forse sarebbe dovuto entrare prima, ma ormai è tardi per piangere sul latte versato. Gli tiro via qualche cosa, perché era venuto in panchina senza i parastinchi, per cui Grigoletti ha dovuto attendere alcuni minuti, prima di inserirlo nella mischia.

Gasparini: 4,5 - Giornataccia in tutti i sensi: si rende responsabile di un goal avversario con un liscio sciagurato, che serve l'attaccante avversario, per poi dare spesso una sensazione di insicurezza e di difficoltà (con altri colpi mal riusciti), per cui la squadra ne risente molto; nella ripresa si riprende un po', ma ormai è tardi per rimediare ai tre goal presi in poco più di venti minuti; urge un riscatto, Fabio: "mala tempora currunt"!

Rumiel: 5 - Anche lui si rende responsabile di un goal avversario con uno stop inverecondo, che passa direttamente il pallone alla scatenata punta giallorossa, contribuendo a mandare in malora la nostra partita; mi sembra che stia pagando l'esito di una condizione fisica tutt'altro che invidiabile: facciamo tornare la Zia (o chi per essa) per qualche seduta intensiva di esercizi addominali? In caso di lacune, potrei indicare io qualche candidata alla sostituzione, che mi ha già espresso il desiderio di conoscere il nostro bel tenebroso: la mitica Fernanda Carraro!

Luisa Vissat: 5,5 - Rimpiazza uno spaesato Rumiel nel corso della ripresa; sembra più reattivo ed efficace, ma riesce anche a rompere le scatole a mezza squadra con le sue urla sconclusionate; pare che tutti pendano dalle sue labbra, mentre, in realtà, ai compagni sarebbe servito un capitano autorevole e pronto all'incoraggiamento: tutti sono bravi a criticare pesantemente in campo, magari caricandosi di cartellini gialli privi di utilità pratica, mentre a lui si richiedeva soltanto di spingere sulla fascia e di aiutare gli altri. Molto meglio in pizzeria, invece, dove è il solito compagnone: "Dottor Jekill e Mistrer Hyde".

Pergola: 6- - E' l'unico che non affonda nella difesa, pur venendo preso di infilata dagli scatenati attaccanti bassanesi, nel primo tempo: spiazza e prova persino ad impostare l'azione, ma non era proprio giornata; viene rimpiazzato da Stella nella ripresa, forse per un leggero calo fisico, però non è bastato ad evitarci la sconfitta, ahimè!

Stella: 6 - Subentra nella ripresa e dà maggior dinamismo alla squadra, che se ne avvantaggia non poco, spostando il baricentro della stessa più in avanti di almeno 20 metri; dai suoi piedi partono le azioni più pericolose e - cosa che non guasta - schioda vari palloni dai piedi avversari; ricorda il miglior Tardelli di trent'anni fa, ma lui non ha conosciuto Moana Pozzi in aereo, né sta attualmente collaborando con Trapattoni in Irlanda... Ben tornato, Marco!!

Benvenuti: 5,5 - Un passo indietro rispetto alla prestazione di sabato scorso con l'A.C.A.R.: si lascia andare al nervosismo, perde spesso l'uomo sulla sua fascia, cade preda del nervosismo e prende presto un cartellino giallo, che lo penalizza nel resto della partita; migliora nella ripresa, ossia quando gli avversari arretrano il loro raggio di azione, ma ciò non basta a dargli la sufficienza. Deve tornare ai suoi livelli di eccellenza, speriamo!

Fasan: 5,5 - Cade anche lui nelle gherminelle degli avversari, innervosendosi un po' e perdendo in efficacia di azione; l'arrivo di Grigoletti (e dei suoi proverbiali cazziatoni...) lo rivitalizza un poco, ma alla fine lo sostituisce Boschian. Nel primo tempo si era fatto risucchiare in difesa, pur essendo in origine a centrocampo, così i bassanesi ci hanno schiacciato sulla nostra tre quarti per la prima mezz'ora: questo equivoco tattico ci è costato tre goal, in breve.

Boschian Pest: 5,5 - Entra a metà ripresa e presto Vicenzotto gli offre una bella palla, che lui spreca con un calcio di sinistro esterno, che va fuori di 30 metri dal palo destro della porta. Dietro di lui c'ero io, che chiamavo la palla... A parte questo, ha disputato uno spezzone di partita senza infamia e senza lode, cercando di garantirci un po' di spinta sulla fascia sinistra.

Sarcinelli: 5+ - La sua partita è apparsa connotata dalla fatica di trovare la corretta posizione in campo e dal pressing asfissiante, cui lo sottoponevano i centrocampisti avversari, che avevano probabilmente individuato in lui l'elemento più tecnico della nostra squadra; ne è conseguita una sua "sofferenza" nel fare la sua prestazione sui livelli di eccellenza, cui ci ha abituato di solito; non vorrei rivelare la malignità che girava in panchina su di lui ("La campagna elettorale a Spilimbergo nuoce alla sua linea"), ma so che è una persona dotata di spirito, per cui prevedo che non si arrabbierà, vero? Mal che vada, non mi darà mai più una palla in campo e mi dispiacerebbe non poco...

Tirelli: 5+ - E' rimasto in campo meno di mezz'ora, nella quale è stato l'emblema della nostra partita ("Vorrei, ma non posso"): fallisce due goal quasi fatti a tu per tu con il portiere avversario, anche se la palla è uscita di un'unghia in entrambe le occasioni, mentre non sbaglia alla terza occasione, ma, nel liberarsi del portiere, viene toccato duro da un avversario, provocandogli una dolorosa contrattura, che lo costringe ad uscire subito dal campo; resta il rimpianto per le due reti fallite clamorosamente, che ci avrebbero consentito di portare a casa qualche punto, purtroppo!

Vicenzotto: 6+ - Subentra ad un Tirelli acciaccato, dando molto dinamismo alla squadra, oltre alla solita profondità, che arriva a permettergli di segnare il nostro secondo goal di rapina durante la ripresa; avrebbe probabilmente meritato di giocare dall'inizio, visti gli esiti delle due punte titolari, ma ciò serve solo ad aumentare i rimpianti per ciò che doveva essere e non è stato...

De Gottardo: 5+ - Fin dall'inizio dava l'impressione di non essere molto presente in campo - era stanco? - e tale idea si è pian piano avvalorata nel corso della partita, nella quale non ha mai brillato di luce propria, lasciando un po' a desiderare sui passaggi e sui recuperi: non è stata una delle sue migliori prestazioni, ma, del resto, come si potrebbe essere sempre al massimo dei propri bioritmi? Arriva persino a chiedere il cambio con ampi gesti. Si rifarà presto!

Gullo: 6 - L'esperienza al servizio dell'astuzia: rileva uno spento De Gottardo e si inserisce subito al posto giusto, mettendosi tra le linee avversarie e dando fastidio agli ormai sopiti giallorossi, tentando di guastargli la festa ormai pronta da "Grande Italia"; per poco non ci riesce: merita un arrosticino per l'impegno profuso! Bravo, vecchio volpone!

Martini: 5+ - Il periodo nero continua: non ha avuto palloni da spingere in rete stavolta (diversamente da quanto gli era avvenuto sabato scorso con l'A.C.A.R.), ma è stato un po' abulico, soffrendo la straripante fisicità dell'avversario diretto oltre misura; forse avrebbe bisogno di un po' di riposo: venga con me al ritiro spirituale di Cison di Valmarino e tornerà il gioiello a cui eravamo stati abituati!!

Celano: s.v. - Pochi minuti alla fine: ignorato da Boschian, si spinge in avanti e quasi arriva a deviare un pallone spinto da Iodice verso la porta; era comunque in fuorigioco, ma colpisce, invece, l'avversario, che aveva appena salvato la vittoria bassanese; forse il pareggio sarebbe stato un premio eccessivo per la nostra squadra, che aveva già pregiudicato la sua partita con una prima sciagurata mezz'ora, ma tra poco si sbloccherà e saranno guai per tutti... Un po' di ironia non guasta mai.

Grigoletti: 6 - Arriva tardi dal lavoro, però quasi gli riesce di rimediare ad una prestazione sciagurata della squadra con cambi tardivi ma azzeccati, sostituendo chi non stava giocando al meglio. Forse con i suoi proverbiali cazziatoni fin dall'inizio non avremmo preso tre goal in così poco tempo, ma non c'è modo di toglierci questo dubbio adesso. Ora ci serve necessariamente fare punti a Vicenza...
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AVVOCUP - Girone "B": nell'altro anticipo della 4^ giornata Treviso supera Vicenza


JURIS MARCA TREVISO - JUS VICENZA 3-0
Marcatori: Campion, Piazza, Michielan
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giovedì 11 aprile 2013

AVVOCUP - La sfida vissuta da Bassano (di Nereo Merlo)


Jus Sport Bassano espugna anche Pordenone che però domina nel terzo tempo.

Con una giornata di anticipo conquista la certezza del primo posto del girone B e passa ai quarti.

Dopo Treviso e Vicenza la squadra del foro bassanese piega anche Pordenone e con 9 punti si garantisce matematicamente il primo posto del girone B. Ai quarti di finale ospiterà quindi, in partita secca, l'ultima squadra del girone A. Partita altalenante. Dopo alcuni errori sotto misura dei nero-verdi i bassanesi passano al 10° con Angelo Gasparotto. Ancora a segno i giallorossi al 17° che con Franco Agostini raddoppiano e poco dopo si portano addirittura sul 3 a 0 con Luca Tessarolo. Prima del riposo i naoniani accorciano però le distanze. Rabbiosa la ripresa dei nero-verdi che danno inizio alla girandola delle sostituzioni e si portano sul 3 a 2. Mancano ancora 30 minuti alla fine e Bassano viene costantemente pressato nella propria metà campo, ma resiste fino alla fine, grazie anche al salvataggio sulla linea di porta di Nicola Sartore all'ultimo secondo di recupero.
Grandioso il terzo tempo trascorso in bella compagnia.
Prossimo incontro mercoledì 17 aprile, ore 20.00, in casa (campo di Travettore) contro lo Jusport Padova, ma il risultato, per Bassano, sarà assolutamente ininfluente.
Nereo Merlo (Jus Sport Bassano)
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AVVOCUP - Ramarri generosi, ma Bassano è ancora indigesta...


Il Tabellino
AVVOCATI PN - JUS SPORT BASSANO 2-3 (1-3)
Formazione: Cornacchia, Bellotto [C] (Iodice), Gasparini, Rumiel (Luisa Vissat), Pergola (Stella), Benvenuti, Fasan (Boschian), Sarcinelli, Tirelli (Vicenzotto), De Gottardo (Gullo), Martini (Celano).
Marcatori: Gasparotto (BA), Agostini (BA), Tessarolo (BA), Tirelli (PN), Vicenzotto (PN).


VILLA D'ARCO (PN) - La sfida forse era troppo sentita, il gap rispetto all'elevata qualità tradizionalmente offerta negli anni dai bassanesi difficilmente colmabile, ragion per cui l'impresa si presentava assai ardua. In vista dell’incontro con Bassano, il chiodo fisso che ossessionava la mente dei ramarri era dunque uno solo: «Come faremo a contrastare in modo degno la porchetta, i fagioli con le acciughe e soprattutto i mitici arrosticini di “Fernando l'abruzzese”?!?». La testa dei padroni di casa che, dopo svariate trasferte puntualmente rivelatesi dei trionfi sotto il profilo eno-gastronomico, stavolta erano chiamati ad ospitare i bassanesi, era quindi totalmente rivolta al terzo tempo. Certo, dinanzi alla parola "arrosticini" era più che comprensibile tradire un legittimo metus reverentialis, ma questo approccio timoroso ha senz'altro condizionato la prestazione dei ramarri nei primi due tempi (quelli meno sentiti) della tenzone. Nella prima frazione di gioco infatti i neroverdi non scendono in campo e così Bassano può imperversare dimostrando una superiorità imbarazzante: tre gol (su altrettante amnesie difensive!) e due grandi occasioni sventate da Cornacchia che limita così il passivo per i suoi.
Nel corso del monologo calcistico bassanese, l’unico che riesce a prendere la parola per qualche istante è Tirelli che, dopo essersi divorato due enormi palle-gol, realizza prima dell’intervallo la rete della speranza, partendo da una posizione di probabile off-side ed appoggiando in rete dopo aver evitato il portiere (e procurandosi nell’occasione uno stiramento). Nella ripresa, per completare il riscaldamento pre-cena ed evitare nel contempo un inutile dispendio di energie, le squadre si accordano per giocare ad una porta sola (viene scelta, per dovere di ospitalità, quella di Bassano). La prevalenza territoriale dei generosi ramarri produce la rete del 2-3 con uno schema ripetutamente provato in allenamento: calcio piazzato di Sarcinelli mirato sul parastinco di Vicenzotto e palla che carambola in rete (la marcatura viene comunque assegnata a Vicenzotto, legittimo proprietario del parastinco). A quel punto il campo viene ulteriormente ridotto, limitandone il perimetro agli ultimi venti metri. All’ultimo secondo di recupero, durante una accesa mischia in area, Iodice indirizza debolmente verso la rete una palla non trattenuta dal portiere, ma un difensore bassanese interviene respingendo a pochi centimetri dalla fatidica linea bianca. Espletata la parte prettamente sportiva dell’incontro, la tensione torna a crescere nuovamente ed il livello di concentrazione raggiunge il picco. Consumata la doccia ristoratrice, le squadre si ritrovano finalmente faccia a faccia dinanzi ad una tavola ben imbandita nell’arena della “Pizzeria Grande Italia” di Cordenons.
Dopo una prima fase di studio caratterizzata da alcune verdure sott’olio, focacce al rosmarino ed affettati misti, si entra nel vivo con l’ingresso in campo del frico alla friulana marcato a uomo da numerose fette di polenta. Ad accendere ulteriormente gli animi, in un clima oramai divenuto incandescente, contribuisce frattanto in modo determinante l’incessante pressing a suon di caraffe di birra, che non si interromperà fino al triplice fischio. Segue un breve intervallo, dopo di che è la volta del galletto ai ferri taglia maxi, preceduto dalle immancabili patatine e da verdure miste. In chiusura si assiste all’arrembaggio finale con il dessert fatto di soluzioni adattabili ad ogni gusto (tirami su, meringata, torta alle amarene, tartufo affogato, ecc.), seguito dal caffè e dal limoncino di casa. Intorno alle 23:00 i bassanesi sono costretti a battere ritirata a bordo del pullman che li riconduce a casa. Alla fine dunque c’è grande soddisfazione tra le fila neroverdi per la prestazione offerta: i ramarri, che hanno avuto il merito di non arrendersi mai (qualcuno, va detto, è dovuto inevitabilmente ricorrere al “pastiglione”), si sono dimostrati all’altezza dei blasonati avversari, anche se l’ultima parola, essenziale per l’omologazione del risultato, spetta ovviamente agli ospiti...
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mercoledì 10 aprile 2013

TROFEO GIULIANO STOCCO - Un gradevole pomeriggio feriale dedicato alla passione del calcio...



SCORZÈ (TV) - Un pomeriggio di un giorno infrasettimanale qualunque dedicato alla grande passione per il calcio, a quella inguaribile passione senza tempo, capace di unire in un grande abbraccio ideale chi ha l’immensa fortuna di poterla coltivare ancora oggi e chi l'ha vissuta in passato e continua a serbarla nel cuore, qui dove siamo o altrove. Così, un martedì pomeriggio qualunque, diventa un giorno speciale, una di quelle geniali piccole occasioni offerte dalla vita per stare bene, in compagnia e sentirsi partecipi di qualcosa di bello. Nasce proprio con questo spirito, nella ricorrenza dei trent'anni dalla tragica scomparsa su di un rettangolo verde, l'idea di un triangolare "anomalo" a quattro squadre, per ricordare l'avvocato/calciatore (o forse, meglio, il calciatore/avvocato) Giuliano Stocco di Venezia. Ad affrontarsi sul manto erboso dello Stadio Comunale di Scorzè, oltre ai ramarri, lo Jusport Padova, i Venezia Football Lawyers (artefici della manifestazione, che prevedeva a seguire una cena di gruppo con la presenza della famiglia Stocco) e la storica compagine dello Jusport Venezia. E' stata l'occasione per vedere all'opera in campo alcune nobili chiome brizzolate, per assistere al primo storico ed agognato gol (sebbene su rigore) dell'avvocato Lombardini - brutalmente sottratto ai propri doveri professionali - dopo 28 (!) anni di militanza tra le fila dei ramarri togati, per apprezzare le sgroppate a briglie sciolte nell’immensa prateria del purosangue Toffoli, ma soprattutto per incontrare tanti sorrisi.
Dopo le fatiche del campo, la doccia rilassante e le chiacchiere libere in déshabillé nello spogliatoio, lontani anni luce dal grigiore delle scartoffie, sghignazzando tra una "boschianata" e l'altra. Poi un bel mazzo di rose colorate confezionato dal Grande Toni Pollini, elegante gesto d’affetto in ricordo di un vecchio compagno. Infine l'immancabile tappa per una (o forse due...) dissetanti birre fresche, sempre accompagnate da coloriti aneddoti calcistici che, nonostante il lungo tempo trascorso, non perdono mai lo smalto. Per chiudere, il rientro a casa che diviene una gradevole appendice, dividendo insieme nell'abitacolo di un'auto le note che hanno scandito momenti eroici di epoche indimenticate ("Salty dog" dei Procol Harum, Jackson Browne, la voce di Bob Dylan in "Like a rolling stone", la chitarra di Mark Knopfler in "A local hero", ecc.). Un bel pomeriggio... un bel modo per ricordare qualcuno che aveva probabilmente molte cose in comune con chi era presente ieri e, tra queste, certamente una speciale grandissima intramontabile passione...
Di seguito, per amor della statistica, il tabellino delle gare:
Avvocati PN - Venezia Football Lawyers 0-2
Avvocati PN - Jusport Venezia 1-1 (toffoli) (7-6 d.r.)
Venezia Football Lawyers - Jusport Padova 1-0
Jusport Padova - Jusport Venezia 0-0 (8-7 d.r.)
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martedì 9 aprile 2013

AVVOCUP - I convocati per domani mercoledì 9 aprile (di Toni Pollini)


Ritrovo al campo di Villa d’Arco entro le ore 18:15. Inizio gara ore 19:00. Avversario Avvocati Bassano. Dopo la partita avremo ospiti i colleghi per la cena presso il ristorante pizzeria Grande Italia in Cordenons, in via Sclavons.
CONVOCATI:
Bellotto Andrea - Benvenuti Andrea - Boschian Pest Luca - Cesaratto Ivan - Celano Giovanni - Contento Manlio - Cornacchia Matteo - De Gottardo Luca- Fasan Gino - Gasparini Fabio - Gullo Pietro - Iodice Enrico - Luisa Vissat Paolo - Martini Giovanni - Pergola Eugenio - Rumiel Alberto - Sarcinelli Enrico - Stella Marco - Tirelli Mattia - Vicenzotto Paolo - Zanardo Luca.
PREGO Comunicazioni telefoniche.
TONI
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CAMPIONATO AMATORI - Le pagelle (di Giovanni "Tatanka" Celano)


De Col: 6,5 - Nella giornata che segna il più che probabile abbandono di ogni velleità di promozione della squadra, si impegna molto per evitare il tracollo finale; certo, non è colpa sua se i primi due goal avversari si infilano nell'angolino scoperto dal portiere (soprattutto perché il secondo proviene da un nostro vecchio compagno al Don Bosco, ossia quel Qualizza che nel lontano 1987 aveva realizzato un autogoal simile con retropassaggio al portiere Sessolo da centrocampo in una partita storica contro la Ramuscellese di Beppino Zoppolato, mentre il padre - ormai morto da qualche anno: reato estinto, caro Eugenio, anche perché non era stata presentata alcuna querela da parte dell'interessato nei termini di legge - di un altro mio compagno apostrofava l'allora arbitro come "figlio di una cooperativa di prostitute", visto che tollerava il gioco duro contro il figlio in campo... Bei tempi!) e, anzi, nella ripresa ferma più volte gli avanti roveredani giunti a tu per tu con lui. Mi dicono che non sia stato irreprensibile sul terzo goal, ma la realtà è che la difesa non teneva più gli scatenati punteros della Pedemontana, per cui resta ugualmente più che sufficiente, ma deve ricordarsi di restituire a Toni la muta di gioco nella borsa di plastica.

Benvenuti: 7- - Per me, è il migliore in campo, sebbene abbia fallito una ghiotta occasione da goal a metà primo tempo, che avrebbe probabilmente spento le velleità di rimonta degli avversari. Spingeva come un ossesso, era calmo (anzi, serafico), subendo i falli altrui con cristiana rassegnazione, pompava sulla fascia, lanciava i compagni all'azione di attacco e difendeva con energia: questo è il Benvenuti che mi piace vedere in campo, solo che non gli si può chiedere di cantare e portare la croce, per cui ci sta che possa sbagliare un goal dopo una volata di almeno 50 metri e non me la sento di affondare il bisturi nei suoi confronti, soprattutto in una giornata in cui i problemi erano altrove, secondo me.

Contento: 6- - Ha giocato il solo primo tempo, disimpegnandosi in maniera quasi sufficiente; come spesso gli capita, aveva da marcare un tipo svelto con un passo diverso dal suo, ma il mestiere non gli manca, per cui ha cercato di supplire con l'esperienza al maggior dinamismo del diretto avversario, tuttavia, sa fare di meglio; esce nell'intervallo per un piccolo infortunio, lasciando spazio a Bellotto e, soprattutto, andando così esente dal marasma della ripresa, che ha investito la nostra difesa con le sembianze di un tornado.

Bellotto: 5,5 - Entra subito dopo l'intervallo e sembra che se la cavi bene sull'avversario diretto, tant'è vero che la squadra passa rapidamente in vantaggio, ma poi partecipa attivamente al tracollo (senza colpe specifiche e dirette, peraltro) della difesa, che consente nel suo complesso di segnare due volte all'A.C.A.R. in due minuti; forse avrebbe potuto chiudere meglio sul marcatore della terza segnatura, ma, del resto, non era di sua pertinenza. Cambia poco: il risultato condanna la squadra oltre i suoi demeriti, ma questa è la dura legge del calcio, che determina pure il suo voto, in breve.

Gullo: 5,5 - L'ho visto assai più efficace in altre partite, mentre stavolta era un po' abulico e svagato in mezzo al campo; lo ricordo come un gran mazzolatore, mentre in questa occasione ha palesato un piccolo calo di condizione fisica. Urge rimediare con prestazioni migliori e più toniche: non può lasciarsi andare così, per poi essere sostituito nell'intervallo, visto che appartiene alla vecchia scuola (a cui mi onoro di prendere parte anch'io, tra l' altro) del calcio, dove quelli come lui non perdevano mai la bussola. Attendiamo il riscatto, O.K.?

Rumiel: 5,5 - Subentra a Gullo dopo l'intervallo; era da un po' che non lo vedevo e mi ha subito impressionato per la ridotta mobilità rispetto al passato. Il tocco di palla resta buono e tatticamente non lo si può discutere, ma bisogna recuperare una condizione fisica accettabile, perché a noi serve il vecchio Rumiel con le sue entrate determinanti sull'avversario e gli intercetti (da football americano) sui lanci altrui, per poi armare il nostro centrocampo o direttamente gli attaccanti. Dov'è finito quell'Alberto Rumiel? Andiamolo tutti a cercare, perché ci manca assai!

Pergola: 6,5 - Il suo personale periodo positivo sta proseguendo, tant'è vero che la sua uscita dal campo avviene prima del nostro tracollo; è in buone condizioni fisiche e si vedono i risultati di tanto allenamento; peccato solo per il primo goal, dove l'attaccante avversario (non so se era marcato da lui, tuttavia) ha tutto il tempo di sistemarsi il pallone con il petto, prima di spararlo nell'angolino lontano di De Col e, di conseguenza, di raggiungere il provvisorio pareggio. E' un peccato che la squadra non approfitti di tale sua condizione di grazia, vanificando il tutto nelle successive azioni. Speriamo che duri così e buon compleanno!

Luisa Vissat: 5+ - Stavolta non mi è piaciuto più di tanto; sarà certamente un caso, ma con lui becchiamo due goal (di cui uno, cioè il secondo, evitabile con un po' più di accortezza difensiva, siamo sinceri) e salutiamo il campionato, vanificando gli sforzi finora effettuati, anche se non è ancora detta l'ultima parola matematica. Forse bisogna scegliere tra le marce ed il calcio: mantenere entrambi gli impegni sembra nuocergli, difatti, almeno a mio avviso. A noi serve il vecchio capitano sempre sul pezzo, pronto ad urlare (anche a sproposito ogni tanto, in verità) e dedicato al morale altrui, capisci, Paolo?

Iodice: 6+ - Anche lui festeggiava il compleanno ed è riuscito persino a bagnarlo con un bel goal di rapina nella ripresa; la famiglia ha partecipato ai festeggiamenti finali, così come la squadra, però dispiace che il tutto sia coinciso con una prestazione tutto sommato deludente del team forense, che si è lasciato sfuggire per l'ennesima volta l'occasione di dire la sua in un campionato amatoriale ormai stregato. Enrico, peraltro, non ha colpe specifiche sulle amnesie difensive, se non quella - derivante dalla responsabilità oggettiva che concerne il libero di ogni formazione - di non dare grande sicurezza ai compagni, che, quindi, si lasciano "imperare" tre volte dagli avversari. Le chiusure difensive lo vedono in affanno, ma, del resto, sabato non ce n'era per nessuno.

Fasan: 5,5 - Qui si tratta di un altro caso di "tutto o niente"; ci sono giornate in cui è uno sfracello sulla fascia e giornate in cui, invece, lascia a desiderare; mi pare che sabato scorso si sia trattato di un giorno poco felice, anche se non rammento sue nefandezze particolari; forse non era semplicemente una giornata favorevole per la sua condizione globale, tant'è vero che Grigoletti lo cambia durante l'intervallo con Toffoli, ricercando forse un maggior dinamismo unito alla freschezza atletica. Mal gliene incoglie, ma ne parliamo subito....

Toffoli: 5 - Il discorso fatto per Fasan va ripetuto "a fortiori": sabato scorso non mi ha convinto, anche se, a sua discolpa, va detto che è entrato proprio mentre la difesa stava affondando sotto gli impietosi colpi avversari, il che aveva poco a che vedere con lui. Tuttavia, doveva dare - nelle intenzioni dell'allenatore, credo - quel "quid pluris" sulla fascia, di cui è senz'altro munito, e, invece, è stato devastante con i suoi battibecchi con i compagni (segnatamente con Tirelli ma anche con qualcun altro) e nelle contese per il pallone dato o non dato. Perché bisogna buttarsi via così? La parabola dei talenti gli si addice alla perfezione, purtroppo; provi con la camomilla prima delle partite e migliorerà del 50%!

Sarcinelli: 6- - Dura la vita per tutti, anche per quelli maggiormente dotati di tecnica e tocco come lui, se la squadra non gira nonostante tutto. Cerca di mettere un po' d'ordine in mezzo al campo e, in verità, per più di un tempo ci riesce, ma non è un incontrista e nulla può fare per impedire che la squadra arretri inopinatamente il baricentro, andando, così, incontro all'inevitabile sconfitta; si infortuna battendo (maluccio) un calcio d'angolo a nostro favore, ma ormai la frittata era fatta.

Celano:6- - Entra ad un quarto d'ora dalla fine, riportando Benvenuti nella sua posizione più congeniale sulla fascia; gli capitano poche palle e tante botte, ma si dà da fare il giusto. Gli si presenta una mezza occasione, che cerca di risolvere con un tiro sul primo palo: va fuori (alto, per la precisione, di 40 centimetri sulla traversa); il digiuno continua, ma qualche cosa si sta muovendo al suo interno: prevedo novità future... "Tanto tuonò, che piovve"? Speriamo, altrimenti dall'estero verranno critiche di chi non vede direttamente le nostre partite, senza notare gli assist al bacio in passato dispensati ai compagni così fortunati da ricevere tanti regali dal cielo...

Tirelli: 5,5 - La sua prestazione non è stata pessima, però il nervosismo (vedi alla voce "Toffoli") l'ha inevitabilmente contagiato, rendendolo meno preciso del solito; va detto, a sua discolpa, che il suo compagno di reparto stavolta era l'ombra dell'attaccante a noi noto (ne parliamo più avanti) e che l'arrembaggio finale l'ha più danneggiato che altro, pur avendo Grigoletti usato le tre punte; forse lo si sarebbe potuto spostare sulla fascia sinistra alla fine, per sfruttare le doti acrobatiche del sottoscritto, che di testa si fa valere, al centro, ma questo è un discorso ormai postumo. Va aggiunto, peraltro, che sabato era in versione generosa – ha provato più volte l'assist - e ciò torna a suo onore.

De Gottardo: 6,5 - Il goal iniziale (o gollonzo? Ai posteri l'ardua sentenza!) l'ha esaltato non poco, tant'è vero che nella ripresa scheggia la traversa con un bel tiro da fuori area; è apparso senz'altro in ripresa rispetto a Padova (correva più di Sarcinelli, oh yes!) ed ha dato concretezza ad un centrocampo privo di lampi di genio, ma Luca non è un inventore di gioco, purtroppo, per cui non gli si può chiedere il fosforo dato in dote ad altri, secondo me. Comunque, svolge il suo compito in maniera egregia ed è l'ultimo a mollare, pur non servendo ciò a muovere la classifica, sfortunatamente.

Martini: 4,5 – Gli do questo voto con la morte nel cuore, perché mi dispiace tantissimo dover affondare il coltello su di un compagno di reparto (e forse futuro collega di lavoro...) tanto dedito alla causa - rammento il suo infortunio muscolare di un anno fa... - e gentile in campo, poiché non ha mai polemizzato con nessuno, però i due errori sotto porta incidono non poco nel risultato finale e ci costano tantissimo; il primo tiro, sul finale del primo tempo, è andato altissimo sulla traversa, mentre bastava un diagonale sul secondo palo, mentre il secondo - un appoggio a due metri dalla porta ormai vuota - è capitato anche a me in altri campionati con squadre diverse. La giornata era nerissima per lui, che ha pagato colpe pure altrui. Gli do tutta la mia solidarietà da punta a punta: la situazione non è certamente delle migliori, ma passerà presto! Comunque, si può parlare anche di calamità in attacco e non solo in difesa.

Boschian Pest: 5,5 - Subentra ad uno spaesato Martini e si colloca in difesa a sinistra; spinge con alterne fortune sulla fascia e non tutti gli appoggi gli riescono bene, però ci mette l'anima, pur partecipando al disastro difensivo, che ci ha visti soccombere contro una squadra complessivamente alla nostra portata (l'avevamo quasi sempre sconfitta in passato, infatti); probabilmente lo penalizza il fatto di saper usare solo il piede sinistro - dovrebbe allenare pure il destro: non è mai troppo tardi per migliorarsi, in effetti - e di non avere il lancio tracciante di un Sarcinelli, ma aspettiamo ugualmente il professore a lezione.

Grigoletti: 6- - Non lo invidio affatto; avere una squadra che ti si squaglia sul più bello è una prospettiva tutt'altro che esaltante, anche perché le sta provando tutte: sabato ha persino rischiato le tre punte nel finale con poco esito, dopo aver ruotato i giocatori a sua disposizione. Notava giustamente Bellotto che dallo scorso mese di dicembre gli Avvocati hanno perso il filo diretto con la vittoria ed il bel gioco: per la prima posso dare il numero telefonico di mia figlia Vittoria (forse servirà come mascotte...), mentre per il secondo occorre recuperare la miglior forma di alcuni calciatori, in alternativa, rimpiazzarli con gli altri a disposizione, lasciando che tornino all'antico splendore. C'è ancora un Avvocup da disputare con immutate possibilità di successo, magari procedendo all'inizio sotto traccia, per poi uscire sul più bello, no? Smentisco categoricamente tutte le possibili voci sulla sua panchina: per me Silvano resta ben saldo in sella, non ambendo a fare il Segafreddo e non essendo Toni Pollini comparabile con Moras. A buon intenditore, poche parole!

Costanza: 8,5 - Non ha giocato, né era della partita, ma merita questo voto meraviglioso per un altro scintillante motivo post partita: sta a voi capire perché...
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domenica 7 aprile 2013

CAMPIONATO AMATORI - Una sconfitta rocambolesca contro l'Acar!


Il Tabellino
ACAR ROVEREDO - AVVOCATI PN 3-2 (1-1)
Formazione: De Col, Benvenuti, Contento (Bellotto), Gullo (Rumiel), Pergola (Luisa Vissat), Iodice [C], Fasan (Toffoli), Sarcinelli (Celano), Tirelli, De Gottardo, Martini (Boschian).
Marcatori: De Gottardo, Iodice.


SEDRANO (PN) - Se non stessimo parlando di calcio, si potrebbe dire che quello che è accaduto ieri al campo di Sedrano ha dell'incredibile. Ma nel calcio TUTTO puó accadere e cosí, una partita che poteva essere stravinta nel primo tempo dai ramarri (che sotto porta hanno sciupato l'inverosimile!), si trasforma come per incanto in una cocente ed inaspettata batosta. La gara si incanala nei binari desiderati con il vantaggio firmato da De Gottardo, bravo a credere fino in fondo in un pallone messo in profondità, affondando il tackle all'ingresso dell'area piccola e scuotendo la rete con il piú classico dei ribattini. Il 2-0 sembra cosa fatta quando poco dopo Martini si trova fra i piedi un rigore in movimento, ma la sfera finisce nella campagna circostante. I ramarri fanno la partita, ma non concretizzano, cosí la "legge del gol" prende forma e si materializza nell'unica vera sortita offensiva dell'Acar in tutto il primo tempo: controllo e girata dai 20 metri con una palombella che sorprende il Koala. 1-1! Passa poco piú di un minuto e lo sgusciante Benvenuti ha l'occasione di riportare avanti i suoi prima dell'intervallo: dopo aver seminato svariati avversari, si presenta dinanzi al portiere ed appoggia in rete di giustezza (quasi), ...ma la palla esce incredibilmente a lato di un soffio! Nella ripresa gli ospiti (oggi "ospitati", poiché giocavano in casa, ma fuori casa: chiaro no?) si fanno piú intraprendenti, ma le occasioni piú ghiotte capitano ancora ai togati. L'emblema della giornata che va delineandosi diventa la palla-gol di Martini che ad una spanna dalla riga, sfidando le leggi della fisica, riesce ad alzare oltre la traversa il prezioso suggerimento di Tirelli. Pollini a bordo campo si astiene da ogni commento, quasi ("Cosa devo dire? Bisognerebbe giustiziarlo lí, sul posto!"). Nonostante gli scempi sotto rete, i neroverdi trovano di nuovo il vantaggio con Iodice, rimasto a pascolare nell'area avversaria sugli sviluppi di un corner: il capitano di giornata si avventa su uno spiovente all'altezza del secondo palo, si coordina ed esplode un violento collo destro incrociato al volo che finisce in rete con l'ausilio di una deviazione avversaria. Un gran gol nel giorno del compleanno: due eventi speciali e simultanei che al banco del chiosco lasciano il segno! L'Acar non si disunisce e risponde di lì a poco con la rete del pareggio, pescando il secondo jolly della giornata: calcio d'angolo appoggiato su un uomo liberissimo al limite dell'area, conclusione di prima intenzione (cross o tiro?) e palla che disegna una traiettoria a parabola e muore sotto l'incrocio. I neroverdi, frastornati dall'inatteso pareggio, si fanno infilare due minuti piú tardi incassando il terzo gol dopo un batti e ribatti in area. A quel punto saltano tutti gli schemi, i naoniani si rovesciano in avanti continuando a sprecare l'impossibile ed offrendo il fianco ai contropiedi avversari (il Koala si immola in tre circostanze opponendosi in uscita con il suo corpicino alle conclusioni nemiche). La traversa scheggiata da De Gottardo ad una manciata di secondi dalla fine, mette la parola fine alle residue speranze neroverdi. Una dura lezione dunque, difficile da digerire, che solo in parte viene addolcita dai brindisi ripetuti nel terzo tempo...
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sabato 6 aprile 2013

AVVOCUP 2013 - Nella terza giornata sorridono Brescia, Rimini e Treviso!


JUS SPORT BRESCIA - VENEZIA FOOTBALL LAWYERS 3-2
Marcatori: Belleri (BS), Rossi (VE), Niero 'r' (VE), Soldà (BS), Abate (BS).



DURALEX REGGIANA - RIMINI LEX 0-2
Marcatori: Guglielmi, Cedrini.

CRONACA DEL DERBY EMILIANO ROMAGNOLO (di Enrico Corradini)
(6 aprile 2013)

Nonostante le abbondanti piogge dei giorni precedenti, i reggiani trovano un campo in sintetico disponibile e confermano la partita. Rimini si presenta puntuale al campo di gioco, portandosi dalla riviera anche un po’ di sole, così da rendere felice il folto pubblico presente - ovvero una moltitudine di circa 20 persone, per lo più mogli/morose/figli - che altrimenti sarebbe collassato visto il dubbio spettacolo offerto sul terreno di gioco. Ore 12.00: pronti via e sul piano del gioco succede il nulla cosmico, uno zero assoluto che avrebbe fatto impallidire pure Kelvin. Sulle panchine si comincia a pensare che sarebbe stato decisamente più emozionante giocarsela a colpi di cotechini vs anguille! A movimentare le acque, però, ci pensano i giocatori reggiani, da soli o aiutati dai colleghi rivieraschi. Al 1’ minuto, infatti, il capitano reggiano di giornata (tal Neri, detto “Grillo parlante”) viene abbattuto a centrocampo da una serie di tacchetti avversari che cercavano invano di capire cosa potesse esserci sotto il calzettone. In panchina si sparge subito la voce che sia proprio la fascia da capitano a portare una sorta di “maledizione della prima luna”, essendosi infortunato anche il capitano della partita precedente dopo pochi minuti di gioco. In ogni caso, tardando l’arrivo dell’elisoccorso, il giocatore reggiano striscia sino allo spogliatoio ove mestamente resta. Ma non da solo!
Di lì a poco, con una sorta di mossa “Kansas City” la “Gazzella della Fascia” Di Frenna prima rientra per cambiarsi le scarpe dopo aver perso una suola, bruciata per l’eccesiva velocità sviluppata in uno scatto stile “bradipo zoppo leggermente sovrappeso”, per poi tornarci e restarci dopo essersi stirato la coscia nell’allacciarsi le scarpe per la seconda volta in 15 minuti. Il primo tempo prosegue senza troppe emozioni, se non una qualche smanacciata da parte dei portieri, per lo più inoperosi, nonostante il notevole peso di entrambi gli attacchi (o acciacchi?). Il secondo tempo è in sostanza la fotocopia del primo, ma dalla girandola dei cambi la squadra ospite guadagna una leggera supremazia territoriale, evidente soprattutto dalla metà del tempo. A cinque minuti dalla fine, a seguito dell’ennesimo corner, Rimini passa in vantaggio grazie ad un pregiato gesto tecnico/atletico di un proprio giocatore - ripetuto al rallentatore anche durante il terzo tempo - che, su preciso assist del portiere reggiano “Spiderman” Caldarola, non può sbagliare. Dopo tre minuti di timida reazione reggiana, un tiro/cross deviato di testa si insacca a fil di palo e lì finisce la partita e le ambizioni dei padroni di casa. Infine, il tanto atteso terzo tempo, ove tra risate e scherzi si è passato del buon tempo.(ndr: mio figlio dixit: “Papà ma eravate impazziti??!?!!? Facevate una confusione...”).
Enrico Corradini (DuraLex Reggiana)


JUSPORT PADOVA - JURIS MARCA TREVISO 1-2
Marcatori: Michielan (TV), Michielan (TV), Siciliano (PD).


venerdì 5 aprile 2013

VOLA AL CINEMA - "Educazione Siberiana" (di Renè Capuzzo)


Antefatto: Nelle frequenti serate dei ramarri presso l’Osteria agli Amici di Istrago, dopo la lezione di vita appresa a tavola, i sopravvissuti continuano ad arricchirsi interiormente al bancone, assumendo (anche più volte) il micidiale cocktail superalcolico brevettato dalla casa: “La Siberiana”!

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giovedì 4 aprile 2013

MEMORIAL STOCCO - Le convocazioni per martedì 9 aprile (di Toni Pollini)


MEMORIAL GIULIANO STOCCO A SCORZE’. TRIANGOLARE CON VENEZIA E PADOVA. INIZIO TORNEO ORE 15.30. RITROVO PARCHEGGIO PISCINA ORE 13.45.
Convocati:
BOSCHIAN LUCA, BROVEDANI MATTEO, CAPUZZO RENE', COSTANZA PIERFRANCESCO, DE COL ANDREA, DEL BIANCO ENZO, IODICE ENRICO, LOMBARDINI ROBERTO, PERGOLA EUGENIO, RAGOGNA PIERO, ROS EMO, TAURO ALESSANDRO, TOFFOLI MICHELE, ZAFFINO MARCO, ZANARDO LUCA.
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Se ci fossero volontari per giocare una ventina di minuti è evidente che potranno partecipare. Il 9 Aprile ricorre l’anniversario della scomparsa di un caro amico l’avv.to Giuliano Stocco avvenuta trent’anni fa nel corso di una partita di calcio. Dopo la partita è prevista una cena, a pagamento, per coloro che volessero fermarsi.
ATTENDO RISCONTRO.
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Le convocazioni per la partita di Mercoledì 10 Aprile 2013 ore 19.00 saranno pubblicate Lunedì 8 Aprile, verificate le condizioni fisiche del dopo gara del 6 Aprile integrate con i nomi dei reduci del 9 Aprile.
Dopo questo triplice impegno riposeremo fino a lunedì 15 Aprile 2013 gara con il Prata alle ore 20.30.
GRAZIE A TUTTI.
TONI
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CAMPIONATO AMATORI - Le convocazioni per sabato 6 aprile (di Toni Pollini)


Ecco i nomi dei convocati per sabato 6 Aprile 2013 Campo di Sedrano Avversario ACAR. Inizio partita ore 16.00 (prima ci sono i pulcini del San Quirino). Ritrovo alle ore 15.15.
Convocati:
BELLOTTO ANDREA, BENVENUTI ANDREA, BOSCHIAN PEST LUCA, CELANO GIOVANNI, CESARATTO IVAN, CONTENTO MANLIO, DE COL ANDREA, DE GOTTARDO LUCA, FASAN GINO, GASPARINI FABIO, GULLO PIETRO, IODICE ENRICO, LUISA VISSAT PAOLO, MARTINI GIOVANNI, PERGOLA EUGENIO, RUMIEL ALBERTO, SARCINELLI ENRICO, STELLA MARCO, TIRELLI MATTIA, TOFFOLI MICHELE, ZANARDO LUCA.
Attendo conferme.
TONI
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mercoledì 3 aprile 2013

AVVOCUP - Girone "A": nel recupero della 1^ giornata pareggio tra Mantova e Reggio Emilia


FORO VIRGILIANO - DURALEX REGGIANA 1-1
Marcatori: Boninsegna (MN), Prati (RE)

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La cronaca vissuta dall'altra sponda del Po (di Enrico Corradini)

La DuraLex Reggiana si presenta a Mantova ancora frastornata dalla scoppola bresciana e ferma sulle gambe a causa del sovrallenamento dovuto alla pausa Pasquale, nella quale era previsto che ogni tesserato provvedesse ad ingollare almeno un agnello intero, condito da 4 bozze di rosso toscano del contadino a coscia. Nonostante ciò la DuraLex, trovandosi a proprio agio sul campo di patate predisposto dagli amici virgiliani, comincia bene la partita con una leggera supremazia di campo. Al primo vero affondo mantovano, però, ci troviamo in svantaggio, anche a causa dell'ingordigia del portiere Calda che stava cercando di raccogliere alcune belle patatone avvistate fuori area, idonee per l'agognato terzo tempo, ove la DuraLex ha sempre qualcosa di importante da dire. Successivamente, i Mantovani prendono coraggio e sfiorano due volte il goal, sventati sulla linea dalla strenua difesa Reggiana, lì appostata alla ricerca di un po' di erbette allucinogene... Il primo tempo prosegue in equilibrio, con un predominio di campo da parte dei padroni di casa, che però non trovano altre nitide occasioni. Da parte Reggiana, un solo tiro nemmeno degno di questo nome. Nel secondo tempo la DuraLex rientra in campo determinata e, dopo pochi minuti,  trova con Prati il goal del pareggio con una azione ben finalizzata. Per il resto, poco da segnalare se non alcuni incontri ravvicinati del terzo tipo a centrocampo, ove si sono sfidati i giocatori ed alcune piante carnivore che uscivano dalle buche ivi presenti. Per finire, un bel terzo tempo, con buoni cibi ed abbondanti vini che hanno costretto tutti a beffeggiarsi ampiamente dell'art. 186…..
Enrico Corradini (DuraLex Reggiana)


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[Articolo sferzante, sperando che nessuno se ne abbia a male, ma anzi trovi gli stimoli per reagire sul campo]
La giovane Dura lex Reggio Emilia impone il pari al team virgiliano
IL FORO NON SA PIU’ VINCERE
I biancorossi vengono puniti nell’unica vera occasione ospite

Mantova, 3 aprile – Non c’è verso: ancora una volta il Foro Virgiliano scappa e ancora una volta viene ripreso. Gli avvocati di Reggio Emilia così ringraziano, mettono in saccoccia un prezioso punto in chiave classifica per evitare il quinto posto che significa durissimo scontro diretto in casa della meglio piazzata dell’altro girone e ora per i biancorossi la strada si fa davvero in salita.
“Aspettando Godot”: così si può riassumere concisamente la situazione attuale, visto che Vladimiro ed Estragone alias Moriconi e Ferrari restano in trepidante attesa di un Foro vincente che, invece, continua inesorabilmente a dilapidare vantaggi ed a postergare l’appuntamento con la vittoria che ormai manca dal 19 novembre scorso.
Reduci dalla funesta trasferta di Rimini, una delle peggiori dell’ultimo lustro calcistico per atteggiamento e gioco espressi, ci si aspettava dai ragazzi dei mister Moriconi-Ferrari una pronta e veemente risposta sul campo e, invece, il rettangolo di gioco ha subito prontamente smentito le poi rivelatesi “delicatamente” bellicose intenzioni dei mantovani. Di certo la dea bendata non ha assistito i locali, ma se si vuole ambire a traguardi prestigiosi non ci si può permettere di regalare regolarmente un tempo di gioco agli avversari che nulla hanno rubato - si intende - e che hanno, sulle ali dell’entusiasmo, cercato addirittura di cogliere l’intera posta in palio, giocando una partita onesta e tutta sacrificio.
Passando alla cronaca, i biancorossi si sono presentati in campo, se tale si vuol definire un appezzamento sconnesso di terreno fangoso qua e là cosparso di giovani e volenterosi cespugli d’erba, con il consueto modulo 3-5-2: davanti ai pali difesi dall’evergreen Baroni, libero il Marcantonio Montecchi, ricettacolo di acciacchi ma che ci mette sempre l’anima, e in procinto di stipulare con la stessa Canottieri Mincio un contratto di fornitura di concimazione naturale del campo a base di saliva biologica prodotta in copiosa quantità nelle serate della funambolica movida mantovana, marcatori il player-manager “piccolo trotto” Morri che, stante il fisico “ortofrutticolo” a pera, non ha ancora smaltito i postumi della partita di Riccione e Turzi, inventore della marcatura col tele-trasporto (a proposito finalmente il suo motto calcistico “non preoccupatevi, tanto lo riprendo” è stato decriptato: significa lo riprendo il pallone in fondo al sacco!); esterni “Garrincha” Pisani, la cui finta dovuta a una delle gambe claudicanti è diventata il terrore dei difensori amatoriali della provincia e Acca, sempre più convinto assertore che, ad una certa età, un buon e intenso riscaldamento sia il viatico per non farsi male, perno centrale di centrocampo il ritrovato Rudi, feroce mazzulatore della mediana che, per il fisicone, ricorda il mitico Rufus Ruffcut del “Wacky Races”, mezzale l’hidalgo Cesco e Paolino, sempre più oberati dagli adempimenti paterni, di punta il Bobo (che, sulla via del tramonto, non riesce più a giocare da terzino fluidificante, vedendo la linea di centrocampo come le insuperabili Colonne di Ercole), supportato da Cris, esponente convinto del calcio “bailado” tanto caro al mister di ispirazione carioca Ferrari, quest’ultimo negli ultimi tempi paragonabile a Corso, ma non al Mariolino dell’Internazionale, ma al participio passato del verbo correre.
In panchina si accomodano Ermes, rubato al pret-a-porter milanese, il Mamba - non Manna - Manini che continua a deliziarci con i suoi consueti e tanto amati passaggi al veleno, il Teo, ancora frastornato dalla prestazione della sua Juventus, il Palva, moderno Porfirio Rubirosa sempre più dedito alle scorribande in Porsche piuttosto che sulle fasce laterali, e il Gio Canta, splendido interprete dei campi pesanti che non vede l’ora di imbrattare i pantaloncini. Assenti oltre al Boz, tradito nell’ultima uscita stagionale dal troppo acido lattico accumulato nelle seriali corse a sfinimento che affronta, e al ritirato Tirex per cause tuttora sconosciute (tiratina di orecchie per il giovane puledro), bomber Pighi, enfant prodige prediletto da Pisani, il quale ha scoperto che il nostro Lorenzo è Magnifico sulle tavole imbandite e non sui terreni inerbiti, e il Pacio che ha comunicato, viste le manchevolezze rispetto al gruppo, di essersi iscritto al corso “Bere moderatamente – I gradi alcolici questi sconosciuti”, presidio Slow Food e con il patrocinio del Gambero Rosso, costituito dai due moduli: “bianchi e distillati” e “rossi e birre doppio malto” tenuti rispettivamente dagli esimi professori Fede e Miki. Senza contare il nubendo Galdi, nuovamente impegnato in un matrimonio, ma questa volta è il suo e soprattutto è la verità, e Magri che - tradunt - abbia creato in Bangladesh una società avente come oggetto sociale il commercio di prodotti congelati, a detta dello stesso la nuova frontiera del mercato ittico.
Graditi ritorni in panchina il Presidentissimo Aleardo e “inseminator” Ronconi che, vista la difficoltà inguinale nell’esprimersi calcisticamente, ha pensato di dedicarsi nottetempo alla progenie e per questo gli siamo vicini o, meglio, ringraziamo il concepito che finalmente ce lo terrà lontano e a lungo dai campi.
E pensare che il Foro non era partito nemmeno male: seppure limitato dalle improbe condizioni del campo di gioco, ha provato ad imbastire interessanti azioni offensive, tanto che alla prima vera occasione è passato: bel lavoro di interdizione a centrocampo, il Cesco si impossessa del pallone e immediatamente innesca con un passaggio col contagiri il Bobo che, sul filo del fuorigioco e in palese stato di apnea, elude l’uscita maldestra del portiere reggiano e centra lo specchio della porta con una precisa palombella. Il vantaggio rinvigorisce gli uomini di Moriconi e Ferrari che rischiano di chiudere il match: prima Cris non finalizza una bella azione corale per l’intervento sulla linea di un difensore ospite, poi il Bobo, col piede a lui non congeniale, prova a concludere in porta piuttosto che servire l’accorrente Pisani (chi Pisani? Non lo conosco), ma ormai aveva abbondantemente battuto il record di Maiorca e infine Paolino sciupa il colpo del ko solo davanti al portiere ospite che devia provvidenzialmente in angolo. La Reggiana prova con alcuni sterili tentativi a impensierire l’inoperoso Baroni, ma i padroni di casa reggono l’urto e concludono meritatamente in vantaggio la prima frazione di gioco.
Nell’intervallo succede quello che non ti aspetti: i crampi e i consueti timori si impossessano dei locali e la ripresa è un increscioso calando così da sfiorare sul metronomo il ritmo adagio: da un’azione offensiva parte addirittura un clamoroso contropiede, il Nick, ritrovatosi uomo contro uomo, forse inciampando (non sappiamo se per gli sciagurati tacchetti di gomma!), perde il tempo sul diretto avversario che, con un fendente al fulmicotone, secca il Baro che non abbozza nemmeno l’intervento. Il colpo è duro per il Foro: tutte le paure di Riccione tornano allo scoperto e la squadra, sulle ginocchia, non riesce a proporsi incisivamente in attacco. La girandola di sostituzioni non apporta alcun apparente giovamento alla manovra degli uomini di casa, il sempre più esiguo possesso palla è palesemente sterile e i minuti corrono. Gli avversari, ad un certo punto, pensano anche, invasi da una impensata fino a poco prima ventata di ubris, di poter conquistare i tre punti, ma le scarse conclusioni verso la porta virgiliana sono assolutamente innocue. Il tempo corre e il Foro crea una sola occasione pulita, ma Rudi, stremato dal perenne correre, non trova la lucidità necessaria per insaccare un buon cross del Bobo dalla sinistra. Il resto è un effimero prodigarsi, ma senza lucidità, nel cercare il pertugio giusto che, invece, la sempre più folta retroguardia reggiana provvede con risolutezza a tappare.
Non c’è più tempo, game over alla Canottieri: la Reggiana strappa un punto d’oro e il Foro resta a leccarsi le ferite. Se dovessimo ricorrere al Rasoio di Ockham, la soluzione sarebbe l’immediato cambio di modulo, non particolarmente congeniale, per caratteristiche, ai mantovani, ma sembra davvero troppo semplicistica. Urge piuttosto un immediato cambio di mentalità. La gestione annuale del duo Moriconi-Ferrari inizia infatti a presentare numeri impietosi: dopo il brillante inizio con un pareggio e due vittorie, la squadra ha racimolato solo 7 punti in 12 partite, frutto di una vittoria, quattro pareggi e ben sette sconfitte. Davanti la squadra crea occasioni col contagocce, ma appoggiare sistematicamente l’attacco non è proprio il diktat dei mister. Purtroppo inizia anche a fare acqua il fortino difensivo creato dagli stessi, paragonabile ora alla fortezza di Troia. Infatti gli avversari di turno si trasformano puntualmente in novelli Achei, riuscendo a infilzare con chirurgica precisione Paolo Priamo Baroni, logorato ma austero e autorevole (nel proferir verbo) baluardo virgiliano. E adesso, per poter ottenere un buon posizionamento nel girone, bisogna cogliere punti pesanti con la corazzata Brescia, bestia nera dei biancorossi, che scenderà in riva al Mincio per dimostrare che il divario tecnico è ben superiore alla vittoria ottenuta lo scorso anno ai rigori, e con l’ambiziosa Venezia. Ai posteri l’ardua sentenza: il carolingio Pierino Piè Breve e l’ottomano Alexis Ferrarzar riusciranno a riscrivere la storia all’urlo di “Venetia delenda est” o saranno costretti a bere in Piazza San Marco una consolante ombretta de vin che avrebbe tanto le sembianze dell’amaro calice? Che la terra della Serenissima ti sia in ogni caso lieve, caro e malconcio Foro Virgiliano!
John Goodsignboard (Foro Virgiliano) 
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VOLA AL CINEMA - "Per un pugno di euri" (con il contributo di Renè Capuzzo)


Antefatto: Toni Pollini e Luca Zanardo, per un clamoroso fraintendimento, si sfidano a duello per il pagamento della quota post-partita.

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