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lunedì 10 maggio 2010

QUI BUDAPEST - Il diario di bordo: venerdì 7 maggio...

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Cari amici lettori e compagni d'avventure, vi riporto di seguito il diario di viaggio (suddiviso in tre puntate) della nostra grandiosa gita a Budapest. Ogni eventuale ulteriore contributo (di qualsiasi genere) sull'evento, sarà graditissimo. Buona lettura... CORDENONS / BUDAPEST (PN) - La comitiva si ritrova puntualissima presso la Residenza Pollini; il padrone di casa, operativo sin dalle 4:45, indossa il noto maglioncino da trasferta color pesca. Alle 6:45 i bagagli sono sistemati sul pullman, tutti sono pronti per partire, famiglia Casucci compresa (!), ma... manca il Kaptàno ritrovato! Alle 7:00 sopraggiunge il Nostro, rumoroso e sorridente come nelle migliori occasioni, accompagnato dalla gentil donzella Daniela che si curerà amorevolmente della sua personcina durante questa intensa tre-giorni. Dopo i saluti ai parenti (leggi: Generale Celano) e gli auguri di buon auspicio (Generale a Cornacchia: «Mi raccomando... che Lei è l'ultimo portiere rimasto!», con energica strizzata di maroni a seguire da parte dello scaramantico pennuto), si parte. Durante il tragitto, a fondo corriera si lavora per un exploit musicale, rivisitando nel testo un pezzo di Morandi ("Se perdo te" diventa "Accendila tu...") e dei Profeti ("Gli occhi verdi dell'amore" diventano "neroverdi"), per omaggiare il Kaptàno, rientrato nel gruppo dopo i capricci e le incomprensioni della scorsa settimana. Pollini frattanto distribuisce a tutta la truppa le felpe (color puffo anemico) e le t-shirts (violetto) ufficiali che commemorano l'evento, gentilmente offerte dallo sponsor (?). Sosta di venti minuti dalle 9:00 alle 9:40 in un autogrill poco prima di Lubiana dove i soliti facinorosi non si lasciano sfuggire l'occasione di consumare per colazione un birrone formato magnum. Rientrati sul pullman, dopo le prove generali, il gruppo canoro dei "Minchiones", accompagnato da un brillantissimo Angelo Casucci alla chitarra, si esibisce finalmente dinanzi alla folta ed attenta platea, raccogliendo consensi, applausi e... qualche immancabile sputo. Sosta alle 12:30 in un'area pic-nic in terra magiara, a 240 km dalla meta, con pranzo al sacco organizzato da Mr Pollinigson a base di panini con affettato, torte salate e birra; Tatanka, tra lo stupore dei presenti che ancora non conoscono le sue rigide abitudini alimentari, cala il jolly ed estrae dalla insospettabile valigetta ventiquattrore la pagnotta a fette con il formaggio confezionata da mamma Celano. Dopo le rimostranze di un puntiglioso Roberto Casucci per l'organizzazione del pranzo ritenuta troppo approssimativa («Vara qua che aria fastidiosa: Toni, te podevi vignir qua ieri par montar un tendon!»), alle 13:20 il gruppo si rimette in marcia. Alle 16:00 il torpedone dell'armata neroverde condotto da Sergio Mazzariol ("Il sogno di un viaggio brillante"), fa ingresso a Budapest. L'avvicinamento all'Hotel è piuttosto laborioso tanto che siamo costretti ad accostare il pullman a bordo strada e spedire in perlustrazione un'avanguardia di tre elementi appiedati (Pollini, Celano, Cornacchia). Poco dopo tutti in albergo (Mercure Budapest Museum), tranne il pennuto, disperso per le vie della capitale ungherese e risucchiato poi da una manifestazione di piazza contro gli uccellatori di frodo; il volatile ritroverà il gruppo dopo aver vagato disperatamente per una buona mezz'ora. Dopo la sistemazione nelle camere ed il saluto all'amico Stefan Langer, sopraggiunto frattanto in albergo con la famiglia, si esce per far due passi in centro, assaporare le prime birre nostrane ed iniziare a prendere confidenza con il nuovo ambiente (e che ambiente!). Rientro in albergo fissato entro le ore 20:00, per presenziare puntuali alla cena a sorpresa organizzata dagli ospitalissimi colleghi di casa. Anche la famiglia camperizzata Dell'Agnolo risponde all'appello (anche se poi dovrà malauguratamente rinunciare alla cena, a causa dello squaraus che sorprende all'improvviso uno dei gemelli); tutti sul pullman, austriaci compresi, e si parte con Daniel, delegato ungherese, a fare da guida. La sorpresa si rivela decisamente oltre ogni aspettativa: aperitivo e cena in barca con gita annessa sul Danubio, mentre sullo sfondo scorrono lente le immagini suggestive della Budapest by night. Superlativo! Qualcuno si lascia trasportare dall'atmosfera romantica (guarnita con il giusto tasso alcolico) e cede al sentimento... Dopo il lauto pasto e qualche apostrofo rosa, si punta ad una tappa caldamente sponsorizzata dai colleghi indigeni: Palinka Fesztival (la sagra della grappa!). Tra tutte le sagre possibili... va beh... Qui, nel momento cruciale, ungheresi ed austriaci si defilano ed abbandonano la solita sparuta rappresentanza di ramarri (questa volta impreziosita dalla nobile presenza femminile) a mantenere alto l'onore della serata. Ci sarà una bieca strategia a sfondo calcistico dietro tutto ciò? All'indomani pomeriggio l'ardua sentenza... La serata procede poi a ranghi misti: qualcuno rientra in Hotel intorno all'una, qualche collezionista amante di treni si trattiene in stazione ad ammirare i convogli "particolari" provenienti dall'est e qualcun altro si tuffa a pesce nella notte danzante, in groppa ai risciò a pedali, per "tastare con mano" la rinomata concentrazione di bellezze locali. Si chiude con il sole del mattino che splende già alto, cinque sagome (quasi umane) capeggiate dal Diaboliko che vengono trasportate in risciò a pedali per le vie deserte della città da due giovani ardimentosi piegati dalla fatica, l'hamburger con cipolla ed il croissant con salsiccia delle 6:00 consumato allo spaccio turco Mammeth, aperto 24 ore su 24, per reintegrare le abbondanti energie profuse... A giudicare dal primo impatto, l'ambientamento dei ramarri nel nuovo ecosistema pare già a buon punto...
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"Il Gazzettino" torna sul torneo di beneficenza di Meduno conquistato dai ramarri

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AVVOCUP, 5^ GIORNATA - Successi di Mantova e Treviso

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MANTOVA - VICENZA 2-1 (Girone "A")
Gaetano Alaia (Mantova): "Mantova batte Vicenza 2 a 1 e si assicura il terzo posto nel girone. Partita sostanzialmente equilibrata, con spinta veemente di Vicenza negli ultimi 20 minuti alla ricerca del pareggio. Qualche responsabilità per la sconfitta va addebitata al portiere vicentino... Ma chi è senza colpa? Goal di Paolo Costi su punizione dal limite (1 a 0), goal dell'11 di Vicenza di testa nell'area piccola e goal di Boninsegna junior che la "ruba" al portiere vicentino (2 a 1). Il terzo tempo è in corso a base di risotto con la salamella e lambrusco". Giulio Manfredini (Vicenza): " 2-1 x il Mantova. Primo gol dei virgiliani su punizione dal limite passata in mezzo alla barriera. Pareggio di testa di Ponso su calcio d'angolo. All'inizio del secondo tempo gol della vittoria del Mantova su dormita della difesa e disattenzione del portiere. Sterile forcing finale del Vicenza. Come sempre grande terzo tempo del locali: risotto alla mantovana, tagliata e sbrisolona con la grappa".
RIMINI - TEVISO 1-2 (Girone "B")
Federico Cavagna (Rimini): "Rimini treviso 1-2. Rimini rimaneggiato e poco lucido. Marcatore Veschi. Treviso solido e organizzato fallisce anche un rigore nel finale. Terzo tempo luculliano". Aurelio Munari (Treviso): "Abbiamo vinto 2 a 1 con gol di Conselvan e Caneva".
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giovedì 6 maggio 2010

GITA BUDAPEST - Terza ed ultima lezione di lingua ungherese di Herr Doctor Langer!

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vino bianco - fehér bor vino rosso - vörös bor listino (menú) - étlap signore - úr cameriere - pincér si - igen no, non - nem questo/questa - ez (importante per le donne:) scarpe - cipő metropolitana - földalatti (ma si dice anche "metro") quanto costa ? - mennyibe kerül? polizia - rendőrség gol - gól (kapu) cartellino giallo - sárga lap cartellino rosso - piros lap calcio di punizione - szabadrúgás calcio di rigore - tizenegyes ("l´undici") portiere - kapus difensore - hátvéd centrocampista - középpályás attaccante - csatár Dunque, per chiudere in bellezza: cosa significa: Játékvezető úr, ez a seggfej kér egy tizenegyest!
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GITA BUDAPEST - Tutti pronti per l'avventura in terra magiara: domani si parte!

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PORDENONE - Dunque ci siamo finalmente: domani alle ore 6:30 la comitiva dei ramarri si radunerà presso la "Residenza Pollini" in quel di Cordenons per partire alla volta di Budapest. Rientro previsto, salvo l'imponderabile, per domenica sera. Dopo le numerose defezioni (alcune dell'ultimo minuto!), la truppa si è assottigliata passando dagli iniziali 46 elementi agli attuali 35 (compresa la famiglia Dell'Agnolo camper munita). L'arrivo a Budapest è stimato intorno alle ore 16:00 (ci sono 660 km da coprire in pullman). Per ottimizzare i tempi di viaggio, si è pensato di dotare l'intera comitiva di un equipaggiamento adeguato che prevede: gamella contenente rancio militare per il pranzo al sacco, sacchetto di plastica legato al polso per far fronte agli eventuali disagi causati dal mal di corriera ed infine pappagalli e padelle per espletare al volo e senza inutili perdite tempo le necessità fisiologiche impellenti. I ramarri alloggeranno nel centralissimo Hotel Mercure Budapest Museum. Il programma del soggiorno prevede due cene per venerdì e sabato, organizzate a cura dei colleghi ungheresi: la prima a sorpresa (?), la seconda in un locale ove si potrà apprezzare la cucina tipica ungherese. Nel tardo pomeriggio di sabato si svolgerà poi il triangolare di calcio con la compagine locale e quella degli amici viennesi dellll'FC Insolvenz, che avrà luogo nel prestigioso terreno di gioco dell'accademia del Ferencvaros. L'esperienza ci insegna che il fulcro della gita si incentrerà senz'altro sugli inevitabili ed immancabili fuori programma... Budapest, stiamo arrivandooooooo...
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AVVOCUP 2010, 5^ GIORNATA - Nell'anticipo Brescia conquista il primo posto nel girone!

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Giulio Soldà (Brescia): "Lo spareggio per il primo posto del girone si conclude con la vittoria delle rondinelle bresciane per 2 a 0 . Campo ridotto ad una piscina dal tifone tropicale abbattutosi sulla città lombarda. I ventidue in campo che stoicamente si battono come leoni. Inondazione degli spogliatoi che, come il resto della città, finiscono sott'acqua, con doccia delle squadre presso altra struttura. Primo tempo uno a zero del redivivo Riki Barbieri di testa su corner. Secondo tempo due a zero di Soldà su perfetto assist di Piccolo. Una menzione particolare per Mulè autore di una prestazione gladiatoria. Tutti i partecipanti hanno dato l'anima. Terzo tempo riconciliatorio da Anto' o pizzaiolo". Marco Santarcangelo (Bassano): "RARI NANTES BRESCIA 2 - BASSANO DOLPHINS 0. Sotto il diluvio universale si svolge regolarmente il match valido per l'assegnazione del primo posto del girone A in questa Avvocup 2010. Gli avvenimenti atmosferici hanno condizionato pesantemente la partita e la sensazione e' sempre stata quella che Giove Pluvio avesse un conto in sospeso con le squadre in campo. Ha sempre piovuto a "secie roverse" come si dice in Veneto ed ha smesso solo in due momenti: alla fine primo tempo ed alla fine della partita! Come se non bastasse subito dopo la vestizione degli atleti dagli scoli degli scarichi e' iniziata a tracimare acqua putrida... Alla fine della partita gli spogliatoi erano completamente allagati e con l'acqua alle ginocchia stile Venezia con l'acqua alta i giocatori hanno recuperato i loro vestiti per andare in pullmann a lavarsi negli spogliatoi "alternativi" prontamente reperiti dai prodi Colleghi bresciani. Fortunatamente la cena ha alleviato ( e di molto)) le sofferenze fisiche e morali dei giocatori bassanesi che la partita giocata (per modo di dire) l'hanno persa 2-0. La cronaca racconta dunque di una pioggia incessante che pure ha consentito, nel primo quarto d'ora, di giocare comunque su un campo praticabile nonostante strane ed inquietanti "bolle" d'acqua che apparivano qua e là sul terreno di gioco. In questa fase le squadre si studiano e sviluppano un gioco piuttosto accorto ed attento. Al quarto d'ora, al primo vero tentativo, Brescia passa su calcio d'angolo con una bella incornata della matricola Barbieri che inzucca di giustezza, complice una marcatura bassanese a dir poco "disinvolta" nella circostanza. Poi la pioggia diventa torrenziale ed il gioco praticamente finisce. La palla naviga allegramente sul campo e non c'è verso di domarla... Ad onor del vero in questa fase le Rondinelle dimostrano di saper meglio sfruttare la situazione calciando subito il pallone per portarlo nell'area giallorossa. Per contro i bassanesi si ostinano a tener palla finendo per perderla inesorabilmente! In questo guazzabuglio arriva il raddoppio bresciano: assist di Piccolo (gli abbiamo promesso la citazione) per capitan Soldà il quale, grazie alla complicita' di una bella pozza che blocca il pallone, "uccella" il portiere bassanese, peraltro meno pronto del solito in questa occasione (provate a stare voi fermi per un'ora sotto quella pioggia!). 2 a 0 e tanta voglia di rientrare negli spogliatoi (poi è passata subito appena si è parato davanti quello spettacolo di acqua melmosa...). C'è tempo per qualche sostituzione (tra l'altro le migliori occasioni giallorosse nascono proprio dai piedi dei neo entrati!). Al triplice fischio finale dell'arbitro in gonnella che si e' beccata come i giocatori una simile tempesta d'acqua sfoderando una più che onesta prestazione, tutti a cercar riparo. Come sopra si diceva serata conclusa al centro sportivo "Rigamonti" consolati dall'ottimo cibo e bevande di Antonio. Magari il prossimo anno Brescia lo ospiteremo a Bassano!".
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mercoledì 5 maggio 2010

Il Kaptàno ha deciso: non farà il villeggiante! Qualcuno è deluso?

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Mi spiace dolcezza, ma...
IO NON FACCIO IL TURISTA!!!
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martedì 4 maggio 2010

GITA BUDAPEST - La seconda lezione di lingua ungherese di Herr Doctor Langer!

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Parole utili per il calcio (e altre situazioni) grazie / köszönöm arrivederci / viszontlátásra ristorante / étterem alla salute! / egészségédre (se si da del tu all´interlocutore) calcio / labdarúgás pallone / labda arbitro / játékvezető vaffanculo / dögölj meg idiota / mafla

AVVOCUP - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi

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Cornacchia 7: fondamentale in almeno 2 o 3 interventi. Simonato 8-: in un tempo due gol da vero bomber d’area. Ma sa anche tenere palla quando serve. (Moro) 7+: entra e fa la differenza a destra. Con tanto di gol. Bellotto 6-: benino in marcatura, meno da libero (vedi il rigore un po’ ingenuo). Feltrin 6: un primo tempo di sacrificio avanti e indietro sulla fascia. (Lorenzon) 6-: alcune sbavature, ma a dondolare è tutta la difesa. Pergola 6,5: bracca il suo uomo in ogni angolo del campo. Alcune sbavature, ma, come detto, è l’intera struttura difensiva a scricchiolare. Gasparini 6,5: benino da libero, e in mediana, nella prima parte del secondo tempo, permette ai piedi buoni di giocare di più. Stella 7-: ordinato sia in fase di impostazione che difensiva. Gurnari 6+: forse un po’ sacrificato in copertura. Ma in mezzo loro erano fisicamente forti e con piedi buoni. (Rumiel) 6,5: porta quel po’ di fisicità che mancava in mezzo al campo. Galasso 6,5: a centrocampo forse un po’ spaesato. Davanti può sfruttare spazi e accelerazioni. Brosolo 7+: bene sia davanti (assist) che dietro (due salvataggi d’oro). Vicenzotto 7,5: segna il quarto gol e mette lo zampino sul secondo (tiro dal limite) e sul terzo (velo per Moro). (Boschian) 6: dà il suo apporto ma la partita è molto fisica e deve riprendere corsa e muscoli. Pòllini di saggezza. Dopo essere stato portato a spasso per le campagne trevigiane nel tragitto di andata dal millantatore capofila Cornacchia, gli si rivolge al termine della cena: "Dimmi che strada fai... così io ne faccio un'altra!".
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lunedì 3 maggio 2010

Lettera aperta agli amici avvocati calcio Pordenone (di Toni Pollini)

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Carissimo Enrico, Carissimi amici, dopo tre giorni di meditazione e di attesa devo purtroppo pensare che la decisione del nostro storico capitano Paolo di dedicarsi solo alla “Sauna” ed al turismo non Calcistico abbia un certo fondamento. Confido, come tutti voi, che Egli receda dalla sua insana, devastante, dolorosa, sconvolgente, immatura, imperdonabile, anticipata, imprevedibile sia tecnicamente che tatticamente, etc. etc. decisione e ricaricato dalla trasferta Ungherese possa riprendere il Suo posto e la Sua fascia di Capitano già nell’incontro con Trieste. Sappi comunque Paolo che per tutto quello che hai dato ed hai fatto per la Squadra degli Avvocati quando Tu deciderai di appendere le scarpe al chiodo, la Tua maglia numero 4 con annessa fascia di capitano color verde verrà ritirata e non sarà mai più indossata da alcuno. Ci vediamo a Budapest, con affetto. Il presidente Toni Pollini
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La bacheca dei ramarri si fregia di un'altra perla: la Prostata Cup! (di Matteo Cornacchia)

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MEDUNO (PN) - Come diceva il grande Roberto Casucci “Mi tegno conto anca de una partia vinta a ping-pong”. Questa frase, questo motto, incarna sempre di più lo spirito, certo sportivo, ma anche agonistico, degli Avvocati Pordenone. Insomma, come faceva il cannibale Merckx, non si lascia nulla per strada, nemmeno le briciole. Ed il primo a manifestare questo spirito, che altri chiamerebbero “mentalità vincente”, è proprio il condottiero di mille battaglie, Toni Pollini. Chi è cresciuto con i suoi insegnamenti, ormai, affronta ogni sfida, anche la più amatoriale del mondo, con il preciso imperativo della vittoria. Che il teatro della contesa sia internazionale, nazionale, rurale, di sagra paesana o anche semplicemente amichevole, la ricerca della vittoria (e quindi della felicità) è un must che ormai accompagna i ramarri naoniani ad ogni loro uscita. E così, dopo aver portato anche a casa il trofeo del torneo organizzato dagli alpini (perché, al di là della beneficenza, l’abbiamo vinto noi…), dopo il pranzo comunitario si presenta una nuova occasione per la classica “prova di forza dell’ubriaco”. Ancora una volta protagonista del misfatto è Cornix, stavolta privo della sua spalla preferita: l’altro Matteo, al secolo Brovedinho. Avvistato un campetto adiacente al tendone in cui si cimentavano una decina di ragazzini, Cornix si ripresenta al tavolo dei commensali e senza esitare se ne viene fuori con la solita frase, ormai entrata nella storia della cazzata: “Adesso, se abbiamo i coglioni, andiamo là fuori e sfidiamo i bambini!!!”. Enrico Iodice, ancora intento ad affondare il forchettone in un piatto colmo di fagioli e cipolla, si fa sfuggire un “Oh Signore, ci risiamo…” che tradisce tutta la sua preoccupazione. In tre, per la precisione Enrico Sarcinelli, Carlo Galasso e Alberto Rumiel scelgono fin da subito la strada della fermezza: “No Matte!!!”. Anche Toni Pollini, stavolta presente al misfatto, nega subito l’assenso. Gegè Pergola punta tutto sul riacutizzarsi del dolore toracico. Ma stavolta, oltre alla solita e comprovata determinazione, Cornix ha dalla sua 7 birre consumate in tre ore al chiosco del campo. Lo sguardo della tigre di Cornacchia (che non è facile…) incrocia gli occhietti furbi e goderecci del gaio Bellotto: trovata la spalla ideale per il misfatto, la tragedia è pronta a consumarsi. Ancor più volitivo Cornix sradica dal tavolo due giocatori dell’Avis Rorai (Gino e Davis, la risposta italiana alla bella attrice Geena Davis) e a quel punto torna sull’anello debole della compagnia, Mr. Blogger, che a questo punto non può rifiutarsi di fare il quinto uomo. Di fronte ad una curva gremitissima (mi raccomando, curva con la “c”), i nostri scendono in campo con Bellotto in porta (con le Hogan), Cornix e Gino dietro, Davis per i cazzi suoi e Iodice a fare il puntero, proprio come in occasione della Cappone Cup vinta a Fratta di Caneva qualche settimana fa. L’impatto con la partita, stavolta, è disastroso, vuoi per i ragazzini (davvero bravi), vuoi per i fumi dell’alcol (davvero parecchi), vuoi per l’assemblaggio della squadra (davvero improvvisato). Il parziale è subito a favore dei Medun Boys, in vantaggio per 3 o 4 reti. Si capisce subito che l’ipotesi della vittoria al 5° gol è poco sensata per la totale assenza di una squadra in campo: quella degli avvocati-donatori. Si contratta per un prolungamento al 10, giusto per registrare le linee. E così, la grande “remuntada” non riuscita al Camp Nou, inizia a materializzarsi al Center Zatti Stadium. Sotto 2 a 6, i nostri dapprima con Cornix, poi con Iodice, iniziano a riguadagnare terreno. La svolta della partita si ha sul 9 a 5 per i Medun Boys: proprio Iodice chiede la sospensione del match per il classico “infortunio del ciclista”, che ne condiziona la prestazione. Il bomber, guarda caso di origini medunesi, si allontana con passo incerto verso la turca, dove, liberata la prostata, va in scena la pisciata del decennio. Rientrato in campo assai più libero, nella mente come nelle mutande, Mr. Blogger si prende la squadra sulle spalle e inizia a colpire con precisione chirurgica. Nel frattempo un immenso Bellotto sistema l’incerta difesa lasciando la porta a Gino (sigh….) ed edificando un muro pressoché insormontabile firmato Hogan. Cornix, dopo aver perso due coronarie per le nefandezze di Gino in porta, si appropria della sua dimora naturale (fra i pali) e cala il jolly con una mossa tattica d’altri tempi: il lancio lungo sul puntero. Si va così sul 9 a 9 e dopo ben tre legni colpiti in sequenza, sua Maestà Iodice trova il pertugio giusto per un incredibile 10 a 9 che lascia i Medun Boys attoniti. E’ l’apoteosi, raggiunta con un finale thrilling che, dopo la Cappone Cup, consegna l’ennesimo trofeo ai naoniani. Un trofeo che, per le circostanze in cui è stato conseguito, non può che chiamarsi Prostata Cup. Oratori e campetti di periferia tremate! I ramarri sono sempre in agguato. E ora sotto a chi tocca… .

domenica 2 maggio 2010

TORNEO MEDUNO - Una grande giornata all'insegna dello sport e della solidarietà

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MEDUNO (PN) - Hanno vinto proprio tutti ieri a Meduno, in una splendida giornata dedicata alla beneficenza ed organizzata con il pretesto di rincorrere quella solita immancabile sfera di cuoio. Hanno vinto gli alpini del gruppo Valmeduna che hanno saputo promuovere ed ospitare l'evento con l'ormai rinomata efficienza, hanno vinto le squadre dell'Avis di Rorai Grande e degli Avvocati Pordenone che, unitamente ad una compagine della Valmeduna, hanno aderito con entusiasmo alla manifestazione ed ha vinto soprattutto lo spirito di solidarietà che ha ispirato la manifestazione e che ha offerto un piccolo ma prezioso e concreto contributo (l'incasso della giornata - chiosco e pranzo - andrà devoluto ad una fondazione regionale per la ricerca contro la S.L.A.). La manifestazione sportiva prendeva il via alle ore 10:00 in una meravigliosa giornata di sole; intorno alle 10:40 però (in concomitanza con la fine della prima gara dei ramarri), si registrava l'addensamento di un corpo nuvoloso anomalo in zona chiosco che portava di seguito una pioggia incessante... di birra, protrattasi ben oltre il termine delle ostilità. Il triangolare si concludeva poi intorno alle 13:00, decretando il successo dei ramarri dimostratisi pressochè infallibili dal dischetto. Questi i risultati delle gare nel dettaglio: AVVOCATI PN - AVIS RORAI GRANDE 6-4 d.r. (2-2 galasso, celano) ALPINI VALMEDUNA - AVIS RORAI GRANDE 4-1 ALPINI VALMEDUNA - AVVOCATI PN 3-4 d.r. (0-0) Tra le note di cronaca di casa neroverde, da segnalare le gesta del pennuto naoniano Cornacchia, protagonista sia in negativo che in positivo. Dapprima si esibiva in una monumentale cappella: dribbling a seguire in area di rigore su un attaccante dell'Avis con palla che finiva sui piedi di un avversario che depositava comodamente in rete e ringraziava (mentre da bordo campo, in un silenzio surreale, si levava una voce familiare: «De Col, scaldati...»); poi si riscattava esprimendosi da par suo sui tiri dagli 11 metri, risultando infine decisivo (e sottraendosi così al probabile linciaggio dei compagni). Si concludeva poi con il trasferimento dell'intera comitiva presso il "Centro Zatti" dove, dopo aver rapidamente espletato il rito delle premiazioni, si consumava il lauto pranzo di gruppo, cucinato e servito dagli alpini. Dopo il pasto si dava corso ancora una volta ad una appendice calcistica fuori programma, promossa dal recidivo professor Cornacchia, con un quintetto misto Avvocati PN-Avis Rorai Grande (attempato e ben carburato!) che saliva a bordo della macchina del tempo e scendeva in campo per una estenuante sfida all'ultimo gol contro una rappresentanza della gioventù medunese (tutti rigorosamente minorenni). Il solito manipolo di ramarri irriducibili concludeva poi la trionfale giornata a Spilimbergo tra le bancarelle eno-gastronomiche di "Sapori d'Europa", non prima però della tappa maniaghese pomeridiana per godere della squisita ospitalità del generale Cornacchia.
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venerdì 30 aprile 2010

TORNEO MEDUNO - Domani ramarri impegnati in un triangolare per beneficenza

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AVVOCUP 2010 - Rassegna stampa

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1^ giornata (recupero): JURIS MARCA TREVISO - AVVOCATI PN 3-4 .

AVVOCUP 2010, RECUPERO 1^ GIORNATA - Vittoria "scoppiettante" a Treviso...

. Il Tabellino JURIS MARCA TREVISO – AVVOCATI PN 3-4 (1-2) Formazione: Cornacchia, Simonato (Moro), Bellotto [C], Feltrin (Lorenzon), Pergola, Gasparini, Stella, Gurnari (Rumiel), Galasso, Brosolo, Vicenzotto (Boschian). A disposizione: Luisa Vissat, Iodice, Celano, Sarcinelli. Marcatori: Simonato, Simonato, Moro, Vicenzotto. .
Prima di tutto, per dovere di ospitalità, la cronaca di parte trevigiana con l'inviato speciale Aurelio Munari: "Juris Marca abdica di fronte ad un Pordenone molto in palla, che sfrutta al meglio le amnesie difensive di Treviso, che forse paga le poche opportunità di allenarsi con una serie notevole di infortuni: ai due già pesanti delle precedenti partite si sono aggiunte le indisponibilità del Capitano Gallo, nel riscaldamento, e quelle di Jurghen Piazza e Garrincha Malagugini nel corso del primo tempo, con le quali avevamo già finito le sostituzioni... PN prova a scappare due volte, ma Beppo Coan nel primo tempo e poi Andrea Conselvan su rigore nel secondo recuperano il pareggio, immediatamente vanificato dall'ennesimo regalo di Treviso e dal successivo poker neroverde. Treviso comunque non molla e con le ultime energie rimaste accorcia con la doppietta di Beppo Coan, ma l'assalto finale non viene premiato anche a causa di due incredibili errori della new entry Luca Milanese che si divora due grandi occasioni. Peccato perchè il pareggio sarebbe stato meritato, sia per le occasioni avute (anche nel primo tempo il portiere - nuovo? - in un paio di occasioni aveva salvato incredibilmente la porta degli ospiti), sia per le energie profuse in campo, contro una squadra che, mi permetto di rimarcare, sembrava più una squadra di calciatori-amatori che non di avvocati-calciatori. Posso capire che per affrontare i campionati ed i tornei locali sia necessario integrare la squadra con soggetti "terzi" i quali poi vengono integrati nel gruppo, tuttavia credo che nell'affrontare l'Avvocup si debba cercare di privilegiare la parte "forense": non nascondo che ci ha fatto un certo che vedere in panchina per tutta la partita due colonne storiche come Paolo Vissat ed Enrico Jodice...".
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FOSSALUNGA DI VEDELAGO (TV) – E' stata una gara davvero vivace quella di ieri sera tra Pordenone e Treviso, con tantissimi errori grossolani da ambo le parti che hanno fruttato numerose palle-gol (alla fine se ne conteranno circa una decina per parte, gol compresi!) e che poteva tranquillamente concludersi in parità per quanto espresso sul campo dalle due compagini. La sfida non nasce sotto i migliori auspici per i ramarri che giungono in forte ritardo al campo di gioco; in particolare Pollini manifesta in modo esplicito di non aver gradito il giro panoramico nella campagna trevigiana offerto dall'agenzia turistica "Cornacchia-Iodice Tours". Nello spogliatoio la tensione è palpabile... Pronti via ed i neroverdi passano subito in vantaggio con Simonato che sottomisura dirotta nel sacco una palla vagante in area [video]. Treviso reagisce e sfiora la segnatura due volte in pochi minuti con una girata di Conselvan respinta da Cornacchia [video] e con un altro tiro ravvicinato sventato ancora alla grande dal pennuto [video]. Subito dopo i padroni di casa trovano il meritato pareggio con il più classico dei "gol di ribattino" da calciobalilla di Coan: rinvio di Bellotto sullo stinco dell'avversario e palla in rete [video]. I padroni di casa prendono coraggio e impegnano il volatile naoniano con due conclusioni dalla distanza [video]. Proprio nel momento migliore del Treviso, arriva la rete del 2-1 per i ramarri, ancora con Simonato che sfrutta un altro rimpallo in area e realizza di rapina [video]. Si va al riposo. La ripresa si apre con un raptus di Bellotto che in area tenta di accorciare una gamba a Caneva [video]: rigore sacrosanto. Sul dischetto va Conselvan che realizza con un destro forte e angolato [video]. Sull'immediato ribaltamento di fronte però la banda Pollini torna nuovamente in vantaggio: serpentina in area di Brosolo che offre al neo entrato Moro una palla d'oro sul secondo palo da appoggiare in rete [video]. Dopo un'altra occasione per parte, Vicenzotto mette al sicuro il risultato con un interno destro dal limite dell'area indirizzato nell'angolino. Treviso non si arrende e accorcia le distanze con un diagonale rasoterra di Coan [video]. Prima della fine i trevigiani si divorano clamorosamente la palla del possibile 4-4 dopo l'ennesimo svarione difensivo dei naoniani [video], con le urla di Pollini che si fondono all'unisono con quelle del pavone in calore che, nel corso di tutta la gara, ha smerigliato la prostata a tutti i presenti. Finisce quindi con una vittoria pesante per i ramarri che balzano così in vetta alla classifica del proprio girone; è doveroso però rimanere coi piedi per terra, sottolineando sia i meriti che le mancanze: bene per la vittoria, bene per i quattro gol (non capita spesso!), male per le polemiche a fine gara di chi non ha giocato, molto male la squadra nella fase difensiva. Grandiosa infine l'ospitalità dei colleghi di Treviso nel terzo tempo consumato alla Trattoria "Da Vicino", a Villorba, con le orecchiette alle cime di rapa a farla da padrone. Gli high-lights su: http://www.youtube.com/view_play_list?p=02750533C0BEDA60
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martedì 27 aprile 2010

GITA BUDAPEST - Tutti a lezione di ungherese da Herr Doctor Langer!

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PORDENONE - L'appuntamento con la tre-giorni a Budapest è oramai alle porte. Per non giungere impreparati in territorio straniero, il nostro valoroso e poliglotta centravanti asburgico ci soccorrerà con delle lezioni di lingua magiara, illustrando quelle che sono le parole chiave per essere autosufficienti e poter sopravvivere nella splendida capitale d'Ungheria. Ecco a voi la prima lezione: massima attenzione e concentrazione! Non spererete mica che il professore non interroghi, vero?
jo napot kivánok / buongiorno szervusz / ciao hol van... / dov´è...? egy sört kérek / una birra, per favore! két sört kérek / due birre, per favore! három sört kérek / tre birre, per favore! seggfej / stronzo (letteralmente: testa di culo) kurva / puttana szar / merda
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lunedì 26 aprile 2010

GITA LJUBLJANA - Gran successo della trasferta in terra slovena!

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LJUBLJANA (Slovenia) - E' stato un soggiorno davvero gradevole quello trascorso nella capitale slovena dall'armata neroverde, per l'occasione composta di 23 elementi (tra cui il piccolo Matteo, il ritrovato bomber Piero Simonato, il nostro centravanti asburgico e l'immancabile Generale Celano). Tra gli ingredienti che hanno contribuito in modo essenziale all'ottima riuscita dell'evento, va senz'altro evidenziata la straordinaria ospitalità dei colleghi sloveni che ci hanno riservato un trattamento a dir poco regale. La banda dei ramarri, puntualissima al ritrovo a Pordenone, raggiungeva quasi compatta la destinazione poco dopo le ore 12:00. All'appello mancavano solo tre elementi: il puntero viennese, Stefan Langer, che sopraggiungeva (puntualissimo!) come preannunciato alle 12:32 dalla stazione ferroviaria, dopo aver condotto personalmente il convoglio nel tratto Villach-Ljubljana per evitare fastidiosi ritardi (sulle ali dell'entusiasmo, ne approfittava per controllare i biglietti ai passeggeri delle carrozze di prima classe); la truppa cammellata dei Celano's, attrezzata con vettovaglie di ogni genere per affrontare il logorante viaggio (pranzo rigorosamente al sacco per ottimizzare i tempi), mobilitatasi sin dal giorno precedente ed attesa direttamente al campo sportivo per le ore 16:00. Pranzo frugale di gruppo in uno dei graziosi localini del centro sul lungofiume; segnaliamo la portata consumata dal centravanti asburgico (vi rimandiamo alla foto) che, dando sfoggio della rinomata superiorità del metabolismo teutonico, affrontava senza timore alcuno il gigantesco "Canederlo alla Polifemo" (diametro 52 cm!), proposto in tre sezioni dello spessore di 4-5 cm cadauna, immerse in un mare di delicato frullato di fegato di cinghiale selvatico e cosparse di yogurt ai frutti di bosco (sempre selvatici, per richiamare il cinghiale...). In loco veniva altresì conferito al piccolo Matteo, assistito dalla madre Erica e da un inedito (ma disinvolto) Boschian in versione paterna, l'oneroso incarico di "fotografo ufficiale della spedizione" (il giovine saprà destreggiarsi con grande maestria). Seguiva riposino di bellezza (ecc.) in albergo con successivo spostamento presso la struttura sportiva, teatro della disfida calcistica. In questo frangente cruciale, la comitiva dava concreta testimonianza della spiccata personalità oramai acquisita in campo internazionale, prendendo d'assalto un intero convoglio di taxi! Scelta dettata principalmente dalla straordinaria determinazione del gruppo nell'affrontare con il giusto piglio il terzo tempo nel vicino ristorante e, secondariamente, da alcune barbare disposizioni di legge del luogo (tolleranza alcolica, zero!). Frattanto, alle 15:40, giungeva al campo sportivo il duo d'avanguardia che, per non dare nell'occhio, aveva abbandonato il mezzo pesante, optando per un veicolo più consono e più pratico negli spostamenti (il side-car). Il mezzo, sapientemente mimetizzato nell'ampio parcheggio antistante il campo di gioco, non veniva scorto dalle truppe nemiche. Quando il gruppo arrivava, sul terreno sintetico stavano già scalpitando quegli inconfondibili polpacci vigorosi, avvolti nel calzettone di lana color paglia sbiadita e strozzati dai lacci dei parastinchi: oggi non ce n'è per nessuno!
. La gara: AVVOCATI LJUBLJANA - AVVOCATI PORDENONE 2-1 (moro) .
Avvocati Pordenone in campo con Cornacchia, Bellotto, Contento, Pergola, Luisa Vissat (capitano), Moro, Brovedani, Gurnari, Rumiel, Langer e Simonato. Saranno impiegati poi, ricorrendo all'opportuno ausilio dei cambi volanti, anche Iodice, Fantuzzi, Boschian, Cesaratto e Celano, mentre l'acciaccato Montico provvedeva ad immortalare dalla panchina i momenti salienti della tenzone. Tra le fila degli avversari (già apprezzati all'andata...), spiccavano due possenti ex professionisti (rispettivamente: serie "B" portoghese e serie "A" slovena), di cui ci ricorderemo a lungo. Dopo le prime fasi di studio, i ramarri passavano in vantaggio con una bellissima combinazione Moro (imbeccato sulla fascia da un invito di Langer) - Simonato - Moro: chiusura del triangolo in area e palla scagliata nel sacco dal n° 7 dei neroverdi (oggi di bianco vestiti). I padroni di casa cominciavano malauguratamente a macinare gioco e trovavano il pareggio dopo una respinta corta del pennuto naoniano su cui non riusciva ad intervenire lo sbilanciato Pergola: sinistro in diagonale di Stefanovic e palla nell'angolino lontano. Subito dopo giungeva il raddoppio: palla che rimbalzava in area, scavalcava lo sfortunato Pergola ingannato dalla traiettoria... "sintetica" e finiva sui piedi dell'attaccante sloveno che, in beata solitudine, appoggiava comodamente in rete da pochi passi. Si andava così all'intervallo, cercando di riordinare le idee, ridisegnando l'assetto tattico e... pregando che gli avversari non infierissero. La prima parte della ripresa si rivelava un monologo dei padroni di casa che facevano girare la sfera a loro piacimento e sfioravano più volte il gol (un palo!), pur non impegnando il volatile. Poi l'orgoglio pordenonese, unito al senso di ospitalità degli sloveni, consentiva un finale di marca neroverde con due legni colti dal sontuoso Fantuzzi (palo e traversa) con altrettante conclusioni dalla distanza. Si chiudeva con il generoso arrembaggio degli stremati ramarri, incitati da un ironico Pollini («Dai, che non ce la fanno più!», cui seguiva una risata fragorosa con la testa inclinata ed il busto all'indietro), che raccoglievano cinque calci d'angolo consecutivi, senza nessun esito apprezzabile. L'onore in ogni caso era fatto salvo.
Celebrato il sacro rito delle birre al chiosco, i colleghi ci accompagnavano nel locale ove consumavamo in allegria un ricco "Balkan barbacoa dinner", a suon di čevapčiči e ražnjiči, con birra e vino a go-go; seguivano i discorsi dei due responsabili delle squadre, con ringraziamenti reciproci e consegna dei doni (noi, oltre ad un libro illustrato sui luoghi di casa, offrivamo agli amici sloveni anche una testimonianza alcolica tangibile della nostra terra). Tutto molto bello. Dopo il saluto ai compagni in lacrime che avevano sciaguratamente optato per il rientro a casa in serata, tutti al rinomato wine-bar del centro città, dove si aveva modo di assaporare una (lunga) serie di vini locali, contrassegnati dal marchio di qualità del Collio sloveno. Si concludeva poi con una visita prolungata per pochi intimi nella cantina privata del locale, con degustazione di ulteriori (numerosi) vini di altissima qualità. Qui, il responsabile della squadra slovena, Blaz Golob, folgorato dal fascino di madama Giulia de' Brovedani (e forse dalla raffica di bicchieri calati in corpo), manifestava platealmente il proprio sincero apprezzamento nei confronti della bellezza femminile italica (che nello specifico rispondeva al nome di Giulia!), dimostrandosi comunque splendido padrone di casa fino a culminare nel "brocardo ispanico" indirizzato nei nostri confronti: «Mi casa es tu casa!», cui replicava prontamente a denti stretti un "ringhioso" Brovedinho: «Però mi morosa non es tu morosa!». Momenti di vita irripetibili. Verso l'una e trenta di notte, per dare una degna chiusura ad una giornata trionfale, si concludeva con l'incursione in una discoteca del centro, assai affollata di ogni ben di Dio. La visione più aulica rimaneva comunque quella di Pippo Gurnari che indossava con classe l'elegante mascherina bianca distribuita all'ingresso: un'immagine che di per sè valeva il prezzo del biglietto. Seguiva il rientro alla spicciolata, con qualcuno che, provato dall'intensa giornata, tradiva qualche più che comprensibile attimo di disorientamento, infilandosi in un taxi per percorrere i 50 metri che separavano la discoteca dall'Hotel (il tassametro segnalerà il nuovo record per difetto: corsa da € 1,44). Infine gli ultimi irriducibili romantici che decidevano di abbandonare le ricerche sulla natura del ceppo etnico femminile locale per andare a coricarsi intorno alle 4:00, in condizioni assolutamente più che presentabili. L'indomani le solite scene patetiche nella sala della colazione (popolatasi quando stava per suonare il gong dell'ultimo secondo utile), con volti segnati dalla prostrazione, capigliature improponibili, alcune indiscrezioni molto intime sulla notte trascorsa che trapelano e qualche bagliore di luce con il solito Gurnari in mascherina bianca. Passeggiata in centro con visita al castello in vetta alla città per smaltire qualche tossina e poi, prima del rompete le righe, si chiudeva con un pranzo di gruppo alla Gostilna Sokol, scandito da ljubljanski zrezek (bistecca alla Lubiana) & pivo a go-go. Il gruppo merita certamente un voto alto per l'applicazione dimostrata nella impegnativa due-giorni in terra slovena... Fra due settimane appuntamento a Budapest...
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domenica 25 aprile 2010

AVVOCUP 2010, 4^ GIORNATA - "Bergamo Vicenza 3-3: sangue e lacrime" (di G. Ghirini)

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BERGAMO – VICENZA 3-3 (Girone "A") Luca Cerullo (Bergamo): "In quel di Zanica, partita straordinaria della squadra orobica: in undici uomini contro dieci sin dall'inizio della partita, non solo non ha saputo profittare della superiorità numerica, ma é stata addirittura costretta ad una costante rimonta. I parziali di gara parlano chiaro: 0-1, 1-1, 1-2, 2-2, 2-3, 3-3. Se ci fosse stato il Tie Break, Bergamo avrebbe certamente concesso il vantaggio agli avversari, ma, fortunatamente era solo una partita di calcio, ed é finita in pareggio. Nell'occasione tornano alla mente le parole del Barone Niels Liedholm: “E' meglio giocare in 10 che in 11”. Sia chiaro, dunque, é Bergamo ad aver giocato in condizione di evidente svantaggio, vittima di se stessa più che degli avversari! Adesso a molti di noi non resta che abbandonare i campi da gioco e dedicarsi, come Liedholm a fine carriera, alla viticoltura, nella speranza che un Conti, un Pruzzo, un Ancelotti, un Falcao intraprendano la carriera forense e partecipino all'Avvocup. Ma veniamo alla cronaca della partita, che preannuncio sarà assai spicciola. Schieramento iniziale. Bergamo, guidata da Mister Rillo, si schiera con il contestatissimo modulo 3-5-2. Il reparto difensivo é rimaneggiato: Bonomi e Fachinetti assenti per colpo della strega, Gelmini non presente per festeggiare il “mesiversario”, Pizzoccheri impegnato con il catechismo in Parrocchia. Svolgimento dell'incontro. La manovra é farraginosa, fra difesa e centrocampo il deserto dei Tartari, l'attacco abbandonato a se stesso, costretto ad affrontare in solitudine la trincea vicentina, con bomber Scudeller nei panni del soldato Ryan. Vicenza, per contro, si mostra compatta, schierata con un eroico 4 – 3,5 – 1,5. Gli avanti biancorossi, segnatamente i nn. 9-10, fanno reparto da soli , approfittando degli svarioni difensivi orobici. Così é sul primo e, soprattutto, sul secondo gol, quanto il centrale sinistro orobico (chi vi scrive), si smarrisce e consente all'avanti vicentino di “uccellare” l'incolpevole Mazzariol. Il terzo gol é siglato dal n. 10 vicentino, il quale: estrae il cellulare dai calzettoni; chiama l'estremo difensore orobico dicendogli “sto per tirare”; saluta i difensori bergamaschi a passo di samba; inquadra la porta avversaria e scatta una fotografia; si mangia un panino; scocca un tiro a mo' di palombella a “velocità moviola”; segna; esulta. I gol orobici sono stati segnati da Bomber Scudeller (1-1), da Cagnazzo JR (2-2) e da Mr Rillo (3-3). Terzo tempo sfarzesco, allietato dall'arbitro (direzione di gara senza infamia e senza lode) e da due avvenenti amiche della giacchetta nera, una mora ed una bionda. A fine partita scatti fotografici compromettenti sul prato verde, protagonisti gli orobici e l'inusuale “terna” arbitrale. Per concludere: partita oscena dei Bergamaschi. Spero che l'autocritica serva da sprone a tutta la squadra".
Gherardo Ghirini (Vicenza): "Alle 15:30 come da copione i nostri eroi si trovano al parcheggio dell'autostrada: per quanto si contino il risultato non cambia mai: siamo in 11, ma una è una ragazza. Dopo un rapido (?) consulto si decide di partire lo stesso verso le Orobie. Il morale è basso dovendo giocare in 10 contro 11 e per giunta con in campo un vecchietto sfiatato (il mister, che non gioca una partita intera da almeno 4 anni e fuma come un turco). Gli orobici alla notizia iniziano a ridacchiare. La squadra scende in campo rilassata e, nonostante l'inferiorità numerica, con due punte. Fortini e barricate. La difesa giganteggia, due parate del portiere (improvvisato), il centrocampo corre e sbuffa, le punte si sacrificano a combattere e tenere palla. Pelliccia affonda a sinistra, tiro a incrociare leggermente strozzato e Cera, appostato sul secondo palo insacca. Inopinato vantaggio! Gli orobici increduli tentano di reagire e poco dopo trovano il pareggio. I vicentini però sono galvanizzati e insistono con difesa a oltranza e ripartenze che mettono in difficoltà Bergamo. Cera riceve palla sulla tre quarti, un secco dribbling, resiste alla carica di un avversario e fulmina l'incolpevole portiere atalantino: 1:2! Inizia a mancare il fiato, i bergheimer si rendono conto dell'improvvisazione del portiere ma il fortino regge. Gol del Bergamo e 2:2. Il mister, visto che il centrocampo è sempre più in affanno decide di coprirsi. Sposta il bomber a stopper (ovvi insulti) e avanza Carta a rinforzare la mediana. Pelliccia si sacrifica in avanti, la difesa è impeccabile; Tiso sulla destra anticipa l'uomo, fugge in fascia, lancia Carta che controlla stretto fra due avversari, vede il portiere fuori dai pali: palombella dalla distanza e 2:3. La squadra sbuffa ma regge. Gli orobici si innervosiscono, mandandosi a quel paese reciprocamente. Il fantasista Magaraus, evidentemente offuscato dalla fatica del lavoro di copertura tocca male sottoporta e la palla rotola innocua verso il portiere: 2 a 4 mancato e ora bisogna soffrire fino alla fine. 90° minuto e la maledizione della zona Cesarini colpisce ancora. Dribbling del fantasista atalantino che lascia sul posto il mister esausto (sembrava un reduce, commenterà poi un sadico Balasso) e lascia partire un tiro loffio, che supera le mani protese di Ghirini A. (poi detto Dida per le parate miracolose, una delle quali ingiustamente annullata dall'arbitro per fuorigioco dell'attaccante) e si insacca. L'arbitro prolunga il recupero raddoppiandolo ma arriva il triplice fischio senza ulteriori danni. 3:3 finale. La squadra berica non sa se essere delusa o soddisfatta per un risultato che lascia l'amaro in bocca ma per cui avrebbe firmato al fischio iniziale".
PADOVA – RIMINI 1-2 (Girone "B")
Marco Cappellari (Padova): "Perso 2-1. Soliti 11 con un paio di rotti. Doppio vantaggio loro. Noi abbiamo accorciato con Rondello".
Federico Cavagna (Rimini): "Padova-Rimini 1-2. Doppio vantaggio Rimini su pregevoli (e per noi irripetibili) azioni di contropiede con reti di Pompili e Cavagna. Reazione tardiva di Padova con gol nel finale. Adesso si ricomincia a tavola. A presto"
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giovedì 22 aprile 2010

AVVOCUP, 4^ GIORNATA - "Jus Bassano vince ancora!" (di M. Santarcangelo & N. Merlo)

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BASSANO - MANTOVA 2-0 (Girone "A")
Marco Santarcangelo (Bassano), con foto di A. Boschi: "Seconda vittoria in casa e terzo risultato utile consecutivo per lo Jus Sport Bassano, ancora imbattuto dopo la terza partita in questa Avvocup 2010. A farne le spese questa volta è Mantova che si dimostra nel frangente formazione molto meno coriacea rispetto a come la ricordavamo da queste parti. Forse l'assenza di qualche giocatore e la trasferta in auto (colpa della nube di cenere islandese???) hanno contribuito a rendere tutt'altro che scoppiettante la prestazione degli ospiti. Al fischio d'inizio, dopo lo scambio dei gagliardetti (a tal proposito molto gradita la confezione regalo consegnata dal capitano mantovano contenente prodotti gastronomici e buon vino...), si vede subito che gli ospiti non sono a loro agio sul terreno di gioco bassanese: ritmi molto bassi e numerosi errori consentono ai bassanesi di gestire con padronanza la partita; già alla prima azione i giallorossi potrebbero passare in vantaggio sfruttando uno svarione difensivo, ma la ghiotta occasione sfuma. L'appuntamento con il gol è solo rimandato di poco perché dopo 5 minuti lo Jus Sport sigla il primo centro con un gran tiro dal limite di Leo Rebecchi che lascia partire un destro che si insacca sotto la traversa alle spalle del numero 1 virgiliano. Nei successivi 10 minuti si vede una sola squadra in campo perché gli ospiti appaiono frastornati, lenti ed incapaci di organizzare ordinati schemi di gioco. Purtroppo Bassano non capitalizza il predominio in campo e non riesce a raddoppiare. Lentamente Mantova si riprende, anche se si dimostra un pò "fuori fuoco" anche nel controllo dei nervi lamentandosi continuamente con l'arbitro per presunti falli subiti. La partita quindi nella parte finale del primo tempo risulta più equilibrata, ma non certo bella. Dopo la pausa (ed una bella strigliata del mister Taras) Bassano decide che la partita deve essere messa "in cassaforte" e s'industria cercando il meritato raddoppio. Non dovrà aspettare molto perchè dopo 5 minuti Agostini lanciato in area salta un difensore che, in ritardo sulla palla, lo abbatte platealmente: l'arbitro non ha dubbi ed indica il dischetto del rigore. Di Benedetto trasforma con freddezza: 2-0 che tranquillizza lo Jus Sport. Bassano ora macina gioco e produce talmente tante occasioni da gol che la panchina giallorossa passa più tempo con le mani tra i capelli (per i fortunati che ancora li hanno) per i gol letteralmente "divorati", che ad incitare i giocatori. Va detto che il numero 1 mantovano si è dimostrato molto bravo a tu per tu con le punte giallorosse, ma ciò non toglie che non si può considerare "normale" un tale spreco... Con il passare del tempo la stanchezza si fa sentire e Bassano, data anche l'abbondanza della panchina, può sostituire diversi giocatori. Verso la fine c'è spazio anche per Gino dal Bianco (Bissa) inossidabile portiere giallorosso che si è prodotto in un paio d'interventi a salvaguardia della "verginità" della porta bassanese. Per concludere: 2-0 un pò strettino per lo Jus Sport Bassano e partita non bella, ma davvero importante per il cammino in Avvocup. Di sicuro il vero Mantova non è quello visto stasera. Alla prossima!".
Gaetano Alaia (Mantova): "Bassano batte Mantova 2 a 0. Parte forte Bassano che passa dopo 10 minuti con Bomber Rebecchi, sempre pericoloso. Mantova subisce per 20 minuti e poi rompe il fiato ed entra in partita. Un rigore per Bassano ad inizio secondo tempo chiude la partita. Qualche calcio di troppo in campo... ma subito dimenticato a tavola".
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TREVISO - TRIESTE 2-1 (Girone "B")
Aurelio Munari (Treviso): "Vinto Treviso 2-1, gol di Colletti e Conselvan per noi e Chiaramida per Trieste".
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martedì 20 aprile 2010

AVVOCUP - "PAGELLANONIMO": voti spietati, rigorosamente anonimi

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Cornacchia 7: bene fra i pali, ma anche nelle uscite. Rumiel 7-: mette pressione al centrocampo avversario impedendogli di impostare e consentendo a Pippo di giocare tranquillo. (Brovedani) 6,5: aiuta nel finale, cercando di far circolare il pallone. Bellotto 7: il suo uomo è tosto, e lui si fa sentire. Immola lo scalpo nella punizione bomba del possibile pareggio. (Lorenzon) 7: prende in consegna l’uomo di Bellotto, completando il lavoro del capitano. Ribetti 7: mette gambe e centimetri al centrocampo, ma soprattutto inserimenti senza palla. (Fantuzzi) 6,5: trova subito la sua posizione e si sacrifica nel finale di partita. Pergola 6/7: il suo uomo non è “rognoso” come il collega di reparto, e lui lo doma facilmente. Gasparini 6/7: questa volta si fa anche sentire, comandando la difesa. Stella 6,5: controlla la situazione nella sua fascia, senza strafare. Gurnari 7+: oggi è ben coperto dal centrocampo, infatti rende il doppio in fase di costruzione. Moro 7-: sulla fascia gioca e si inserisce. Un pericolo costante nel primo tempo. (Luisa Vissat) 6,5: un po’ sconfusionato, ma dalla sua parte non si passa. Tirelli 6,5: finchè ha gambe, crea spazi e gioca, sempre con il suo stile un po’ lezioso. (Celano) 6,5: entra nella bagarre finale, sfiorando il gol del raddoppio. Vicenzotto 6/7: gioca titubante per un infortunio, ma sforna una gara positiva con movimento e buoni assist.
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lunedì 19 aprile 2010

AVVOCUP 2010, 3^ GIORNATA - Rassegna Stampa

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3^ giornata: RIMINI LEX - AVVOCATI PN 0-1
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domenica 18 aprile 2010

AVVOCUP, 3^ GIORNATA - Ramarri corsari a Rimini (di Matteo Cornacchia)

. Il Tabellino RIMINI LEX - AVVOCATI PORDENONE 0-1 (0-1)
Formazione: Cornacchia, Rumiel (Brovedani), Bellotto [C] (Lorenzon), Ribetti (Fantuzzi), Pergola, Gasparini, Stella, Gurnari, Moro (Luisa Vissat), Tirelli (Celano), Vicenzotto.
Marcatori: Ribetti
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RICCIONE. “Quando una squadra vince 0 a 1 in trasferta, vuol dire che è tosta”. Questo il primo commento fornito a caldo da Enrico Iodice, il grande assente della partita di ieri. Ci sentiamo di condividere l’opinione di Mr. Blogger, soprattutto alla luce del valore dell’avversario, dimostratosi davvero ostico. I ramarri giungono al centro sportivo Fontanelle con oltre un’ora di anticipo e subito si presenta un dubbio sulla sede di gioco. La struttura è infatti composta da due campi: il campo A, un gioiellino da far invidia anche al miglior Luigino Sacilotto, con manto erboso all’inglese e tipica sagoma a schiena d’asino, e il campo B, un simpatico campo di sfogo sul quale, durante la passeggiata di ricognizione, vengono rinvenuti 3 kg di asparagi, 2,5 kg di porri, otto patate e due carote (non ancora pronte, però…). Il custode spiega ai pordenonesi qual è l’accordo stabilito con i colleghi di Rimini: “Se fino alle 16.00 non piove, è concesso l’utilizzo del campo A. Altrimenti tutti a zappare sul B”. In molti, quasi d’istinto, rivolgono lo sguardo al Capitano, che non si lascia pregare e intona: “Accendilo tu questo sole che è spento!!!”. L’inno funziona: campo A!!!! Consumato anche il rituale dello spuntino da trasferta di Tatanka Celano (stavolta trattavasi di banana), si entra negli spogliatoi per trovare la concentrazione giusta (tentativo subito fallito a causa del “bambino” partorito da Fabiomoro nella turca degli angusti locali…). Pollini conferma la formazione che ha impattato con Padova sette giorni prima, con le sole eccezioni di Tirelli (per l’assente Galasso) e Ribetti, schierato al posto di PLV che si accomoda in panca. Nei primi minuti Pordenone prende subito in mano il pallino del gioco, cercando di utilizzare al meglio gli insegnamenti dei campioni patavini: muovere continuamente palla e fare possesso. Gurnari, protetto dai corazzieri Rumiel e Ribetti, assume la regia. Sulle fasce Moro è molto più gettonato dell’amico Stella, al quale giungono pochi palloni. Proprio i ripetuti affondi di Fabiomoro – evidentemente alleggerito dall’evacuazione – sono la cosa più interessante fatta vedere dai ramarri nella fase iniziale del match, con un paio di traversoni mal sfruttati dalle punte e un diagonale di poco al lato. Verso la metà della prima frazione Paolino Vicenzotto si procura una punizione a circa 5 metri dall’area di porta. Lo stesso numero 11 pordenonese si incarica del tiro che viene deviato sopra la traversa dall’ottimo portiere di casa. Sul calcio d’angolo seguente un ispiratissimo Fabiomoro pennella un cross teso a centro area, spizzata di testa della prima torre (Rumiel) e correzione in rete sul secondo palo della seconda torre (Ribetti): 1 a 0 per gli ospiti (fin lì meritatissimo). Il gol subìto accende la fiamma del Rimini, che inizia a guadagnare metri oltre la metà campo. La pressione degli arancioni, tuttavia, non sortisce particolari effetti anche per l’ottimo lavoro dei difensori di Pollini. Per portare qualche pericolo alla porta del volatile i riminesi ci provano allora con un paio di calci piazzati. Sul primo, dai 25 metri circa, il n. 4 fa partire un terra-aria che si stampa all’incrocio dopo deviazione di nuca di Bellotto; sul secondo, lo stesso n. 4 replica praticamente dalla stessa posizione, indirizzando però il bolide sul palo basso: Cornix ci mette i pugni in tuffo e disinnesca l’ordigno. Nella ripresa Bellotto (ammonito) lascia uomo e postazione a Lorenzon, che giocherà una partita perfetta (con la sola macchia di un cartellino giallo). Un’altra ammonizione viene comminata anche a Ribetti, anch’egli richiamato in panca per dare spazio all’inventiva di Vice Fantuzzi. Nella girandola dei cambi vengono coinvolti anche PLV per Fabiomoro, Brovedinho per l’acciaccato Rumiel e Tatanka per Tirelli. Proprio Celano, appena entrato, ha sul piede il colpo del KO: grande azione sulla sinistra di Vicenzotto, passaggio smarcante a centro area per il “Cinghiale del Noncello” che, tutto solo, spara in bocca al portiere, abbattendolo. Gli ultimi 15 minuti sono di grande sofferenza, con la pressione del Rimini che diventa sempre più asfissiante. Un paio di punizioni dal limite (calciate fuori o sulla barriera) fanno venire i brividi a Pollini. Alcune mischie in area sono risolte da Cornacchia con uscite a pugni uniti: in una di queste occasioni il pallone finisce fra i piedi di un centrocampista del Rimini, ma lo stesso Cornix rimedia a mano aperta, deviando in angolo. I 6 minuti di recupero sono di autentica passione, ma la difesa nero verde tiene fino alla fine. Il terzo tempo si svolge nell’adiacente ristorante “Alla Conchiglia”, all’insegna della piadina romagnola e di una carovanata di pizze farcite con ogni bendiddio. Nella tarda serata il solito gruppo di irriducibili prova a dare un senso mondano alla lunga trasferta nel centro di una Riccione praticamente deserta, sotto la pioggia battente. Il tragico tentativo si conclude con foto tristissime sulla spiaggia bagnata, davanti a un mare grigio e un cielo plumbeo. Solo il Capitano, anche in condizioni così estreme, riesce a portare a casa un numero di telefono e un nome da mettere in rubrica: Flo. Già oggi viene dato sulla strada verso Firenze. O verso la Norvegia, fate voi…
In calce il commento succinto dell'inviato speciale di casa Federico Cavagna: "Rimini-Pordenone 0-1. Traversa di Rimini e occasioni mancate da Pordenone. Ospiti gagliardi ed ordinati. Rimini sfortunato e appannato".
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sabato 17 aprile 2010

AVVOCUP 2010, 3^ GIORNATA - Le sfide del Girone "A"

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BERGAMO - MANTOVA 1-1
Luca Cerullo (Bergamo): "Risultato 1-1. In vantaggio loro dopo un paio di minuti con una punizione dalla trequarti velenosa... quasi incolpevole Mazzariol. Poi nostra azione sulla fascia sinistra con tre passaggi in porta e gol di Scudeller. Secondo tempo equilibrato con leggera supremazia mantovana. Ammoniti per BG Guarino, Di Dio e Cerullo per reazione alla Cassano contro un avversario...". Gaetano Alaia (Mantova): "Mantova pareggia anche a Bergamo per 1 a 1. In vantaggio dopo pochi minuti i virgiliani con punizione velenosa di bomber Magri e pareggio al 20' del centravanti bergamasco lasciato libero in area. Partita giocata sotto la pioggia e comunque eroici i giocatori in campo e l'unico guardaline (io) della partita. Secondo tempo con leggera supremazia mantovana ma pareggio giusto. Il terzo tempo è in corso. Note. Nessuso aveva detto a Mantova che si giocava alle 17 anzichè alle 16 ma sportivamente i virgiliani hanno rinunciato ad ogni eccezione". VICENZA - BRESCIA 0-4
Giulio Manfredini (Vicenza): "Vicenza - Brescia 0-4. Primo tempo equilibrato, gol all'ultimo minuto del Brescia in sospetto fuori gioco. Nel secondo tempo Vicenza si sbilancia e prende tre gol in contropiede".
Giulio Soldà (Brescia): "Partita maschia ma non cattiva. Cielo plumbeo e qualche goccia di pioggia, terreno in sintetico di nuova generazione molto buono. Primi minuti di studio poi Brescia inizia a macinare gioco e Soldà si divora due occasioni, ma nella seconda il portiere vicentino effettua un buon intervento sulla conclusione a botta sicura. Lodi a sinistra e Abate a destra mettono sotto pressione la difesa biancorossa che però capitola solo all'ultimo minuto del primo tempo quando Losi lancia Soldà in campo aperto in linea (anche se la difesa vicentina sostiene oltre) con il suo marcatore e dopo una fuga spalla a spalla trafigge il portiere. Nella ripresa Brescia cambia alcuni uomini e modulo e raddoppia su punizione dal limite con un chirurgico sinistro di Bianchetti che aggira la barriera a pelo d'erba e si insacca alla sinistra dell'estremo difensore. A questo punto Vicenza cerca di rientrare in partita e si sbilancia e Brescia replica il vantaggio con una combinazione Caruso, Piccolo, Caruso che allunga a Soldà che da fermo con un tiro stile calcetto di punta porta a tre le reti delle rondinelle. Negli ampi spazi lasciati dai biancorossi sbilanciati nel tentativo di rientrare in partita, Abate spesso va al cross e per ben due volte Piccolo sfiora il quarto gol. Sul corner nato dalla seconda delle due azioni, lo stesso Piccolo di testa insacca il definitivo quattro a zero. Vicenza va più volte vicina al gol della bandiera ma Tinti si oppone agli avanti biancorossi. Il finale dal " quasi Menti " Brescia 4 Vicenza 0".
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venerdì 16 aprile 2010

AVVOCUP 2010, 3^ GIORNATA - Nell'anticipo Treviso sbanca Padova! (di Aurelio Munari)

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JUSPORT PADOVA - JURIS MARCA TREVISO 0-4. La cronaca del nostro inviato speciale trevigiano Aurelio Munari: "Primo tempo giocato a buoni ritmi, squadre coperte, poche occasioni, buona copertura del campo, risolto da un tiro da fuori di beppe coan su corner per noi. All'intervallo pensavamo di aver finito la birra e ci aspettavamo la sfuriata di padova. Cominciamo il secondo tempo senza il bomber-Dussin dai muscoli di cristallo, ma non solo non subiamo il ritorno di PD, ma continuiamo a macinare gioco grazie ad un buon possesso palla ed al grande sacrificio in copertura dei centrocampisti e degli attaccanti (grande Max Caneva alla Pirlo). Raddoppio con uno scud da fuori di Colletti che piega le gambe a Padova. Piccolo rilassamento e pd rischia di accorciare le distanze con una punizione dentro area, tuttavia squadra corta e ripartenze e terzo gol di Conselvan sul filo del fuorigioco. Nel finale cucchiaio di Michielan su uscita del portiere per un risultato al di là di ogni aspettativa. Onore anche al sottoscritto team manager che ha più che brillantemente sostituito il vero mister. Vittoria degnamente festeggiata in un terzo tempo all'altezza della partita. Difficile trovare un man of the match, in quanto tutta la squadra è stata perfetta... Speriamo non sia un fuoco di paglia...".
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