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lunedì 16 maggio 2011

AVVOCUP - Nella prima semifinale Bassano passa ai rigori

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BASSANO - BERGAMO 5-3 d.r. (2-2)
(rebecchi [ba], di benedetto [ba], furlanetto [bg], manzoni [bg])
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Luca Cerullo (Bergamo): “Al Travettore si impone la legge del contrappasso”.
“Gli orobici si presentano al Travettore a ranghi ridotti, con soli 12 giocatori disponibili, di cui due a mezzo servizio: Cerullo (costola lussata) e Fattorini (affaticamento muscolare). Ancora indisponibile Bomber Scudo, comunque in costante contatto telefonico con la squadra. Assenti, oltre a Galatti, Di Dio, Zesi, Longobardi, Guarino, Bonomi, anche Rillo, impegnato in udienza a Nuoro (!) ed Andrea Cagnazzo, in trasferta all’Isola del Giglio per ottenere il brevetto di sub (?!?). La Bergamo Lex, tuttavia, pur senza il Bomber (Scudo), il fosforo (Rillo) e orfana dell’aspirante Umberto Pellizzari, scende in campo convinta di poter sfiorare l’impresa. L’undici iniziale orobico è composto da Mazzariol, Pizzoccheri, Fachinetti, Colombo, Birolini, Luca Cagnazzo, Furla, Baruffi, Cerullo, Fattorini, Regazzoni. In panchina si accomoda il Bomber triste Manzoni, non per demerito, ma per la ridotta autonomia dovuta ad una prolungata assenza dai campi da gioco. Sin da subito la strada per l’impresa si mostra impervia. Dopo soli due minuti Rebecchi approfitta di una amnesia collettiva orobica e sigla il primo gol. Bergamo tenta di reagire e si rende pericolosa con alcune azioni offensive di Regazzoni e di Luca Cagnazzo. Sulla fascia sinistra Cerullo è al 50% delle proprie possibilità per il dolore al costato, ma stringe i denti e fa il possibile per rendersi pericoloso. Fattorini non è da meno e, nonostante l’affaticamento muscolare, non si risparmia. Baruffi a centrocampo lotta su ogni pallone e svolge un fondamentale ruolo d’interdizione. Furla cerca di far ragionare la squadra e di dare ordine al centrocampo. In difesa Colombo e Fachinetti tengono testa al duo d’attacco bassanese composto da Di Benedetto e Rebecchi. Sulle fasce laterali Birolini e Pizzoccheri si prodigano nel tentativo di limitare le folate offensive degli esterni avversari. Bassano prevale a centrocampo grazie al dinamismo del n. 8 Walter Bizzotto, punto di riferimento dei compagni e spina nel fianco (scoperto) degli orobici. Al 20° del primo tempo Rebecchi, partito da sospetta posizione di fuorigioco, si invola solitario verso la porta, ma Mazzariol, con due interventi prodigiosi, gli impedisce di raddoppiare. Il primo tempo si chiude quindi sull’1-0. Nel secondo tempo la musica cambia. Bergamo scende in campo più convinta ed aggressiva. Furlanetto dal centrocampo e Colombo dalla difesa cercano di ispirare l’attacco con lunghi lanci in profondità. Regazzoni, supportato da Fattorini e Cagnazzo, a più riprese mette in difficoltà la retroguardia Bassanese. Sulla fascia sinistra Cerullo si mostra più vivace e dinamico rispetto al primo tempo. Baruffi in mezzo al campo corre e contrasta, garantendo alla difesa la necessaria copertura. I 4 difensori Colombo, Birolini , Pizzocheri e Fachinetti, con ordine limitano il raggio d’azione dei Bassanesi e chiudono ogni varco. Bergamo gioca meglio e Bassano è in evidente sofferenza. Il pareggio sembra alla portata degli orobici, ma Di Benedetto, con un colpo di genio, sigla il gol del raddoppio: solo fra tre difensori infila Mazzariol con un destro a girare imprendibile. La Bergamo Lex non molla e continua a macinare gioco. A metà del secondo tempo Furla detta il passaggio in profondità a Regazzoni. L’attaccante orobico insegue la palla, di punta la tocca lateralmente, tenta di evitare il portiere, ma quest’ultimo, uscito a mo’ di kamikaze, lo stende impietosamente. Per il regolamento è un fallo da ultimo uomo e, quindi, da punire con la sanzione massima dell’espulsione. Per l’arbitro, invece, il fallo è di Regazzoni: incredibile ed inaccettabile! Gli orobici non si scoraggiano e continuano a macinare gioco. Al 45° del secondo tempo il Bomber triste Manzoni rileva uno stremato Fattorini. Il suo ingresso dà nuova linfa all’attacco orobico e mette in seria difficoltà Bassano. Al 50° gli orobici, dopo un lungo forcing, conquistano una punizione dal limite dell’area. Furlanetto la batte e, sulla respinta della barriera, raccoglie palla e di destro tira un bolide sul quale il portiere bassanese nulla può. Sul 2-1 la Bergamo Lex inizia a credere nell’impresa. Bassano arranca e al 55° capitola nuovamente. Cerullo si invola sulla fascia sinistra e di esterno destro passa la palla a Manzoni; il Bomber triste, di prima intenzione, restituisce palla a Cerullo, che dopo un duello in velocità con un difensore bassanese conquista il corner. Il n. 3 si incarica della battuta e con un destro teso mette la palla in area dove Manzoni, in mischia, sigla il gol del pareggio con un tap-in alla Inzaghi. Dopo il 2 a 2 Bassano tenta di reagire con alcune azioni di rimessa e, a pochi minuti dallo scadere, coglie la traversa con un tiro dal limite. I tempi regolamentari si chiudono sul 2-2 e si va nuovamente ai rigori, esattamente come l’anno scorso, sempre al Tra vettore. Per Bergamo i rigoristi sono nell’ordine: Furla, Cagnazzo, Colombo Cerullo, Manzoni. Furla, Cagnazzo e Cerullo falliscono clamorosamente, traditi dall’emozione, dalla fatica, da un cratere in prossimità del dischetto e condannati dalla legge del contrappasso: chi di rigore ferisce, prima o poi, di rigore perisce!
Note.
Arbitro. Voto sul campo: mi autocensuro. Voto fuori dal campo: 8
Spettatori. Da segnalare la presenza di un corvo appollaiato su un trespolo dietro la porta orobica: petulante, fastidioso e antisportivo. Ero contrario alla caccia, mi sto ricredendo. Intervenga la LIPU e lo chiuda in gabbia.
Terzo tempo. Bergamo risente dell’assenza di Bomber Scudo a tavola, ma onora comunque il terzo tempo e i meritevoli colleghi Bassanesi.
Ammoniti. Per Bergamo Baruffi e Pizzoccheri
PAGELLE
Mazzariol: si contraddistingue per alcuni interventi prodigiosi, voto 7/8
Pizzoccheri: il solito guerriero di fascia, voto 7+
Fachinetti: deve fare i conti con due degli attaccanti più forti del torneo e non sfigura, voto 7+
Colombo: dirige la difesa con piglio sicuro e costruisce gioco, voto 7,5
Birolini: ancora acciaccato, ma tiene duro sulla fascia sinistra, voto 7+
Furla: un gol da cineteca ad incorniciare una prestazione generosa, voto 8
Baruffi: inesauribile nel ruolo di interditore, non disdegna di costruire gioco, voto 7/8
Cagnazzone: sulla giusta strada per ritrovare se stesso ed il gol, voto 7+
Cerullo: ieri a mezzo servizio, ma comunque generoso, voto 7
Fattorini: fondamentale anche se acciaccato, voto 7+
Regazzoni: pur non essendo una prima punta, interpreta il ruolo come può, e gli riesce bene, voto 7/8
Manzoni: il Bomber triste regala ai compagni un’altra prestazione maiuscola impreziosita da un gol, voto 8
La squadra: grinta, carattere, coesione, voto 10
Ora spero che Vicenza, la squadra che apprezzo più di ogni altra nel torneo, batta Treviso e acceda alle finali. Me lo auguro per due ragioni: anzitutto perché è una delle mie squadre preferite nell’Avvocup (per grinta, determinazione); in secondo luogo perché dobbiamo lavare l’onta del 5-1 subito l’anno scorso nella finale per il 3°-4° posto.
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venerdì 13 maggio 2011

TORNEO FOOD-BALL - "Er Paggellone de Gualco" (di Gualco Zaccardi)

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Ecco la mia personalissima, ma obiettiva, almeno nelle intenzioni, pagella dei campionissimi della II edizione del FOOD-BALL.
SQUADRA: Avvocati Antitrone Roma, crasi di Avvocati Pn e Antitrust Roma.
PORTIERE
Matteo Er Cornacchia. Artro che quaa specie de faggiano che svolazza all’Olimpico nelle domeniche in cui è di scena la Formellese, questa sì che è n’aquila! Sicurissimo in uscita, brasiliano coi piedi, attento tra i pali, un gatto in tuffo. A tavola, poi, una sicurezza. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli)
DIFESA
Sergio Galetta. Umile nell’accettare un po’ di turn over nella prima giornata, semplicemente perfetto nella seconda gara, la finale. Dalla parte sua aveva il temibile Vincenzotto, che - poraccio - sta ancora a cercà aa palla! Perfetto, poi, il nostro nella campagna acquisti e impeccabile a tavola. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
Arturo Iodice. Er cuggino de Ostia di Enrico Iodice non voleva venire. E’ stato ingaggiato all’ultimo momento con l’offerta di una cesta de fave cor pecorino romano e non ha saputo resistere alla tentazione: Ha detto: “Ma sò bboone ee fave, o sò mosciarelle come quelle che m’hai portato l’anno scorso?” Prima di venire, ha assaggiato e si è convinto. Preciso in difesa, insieme con Pergola ha ordinato alla grande il reparto, spazzando tutto quello che c’era da spazzare. Toni si è lasciato sfuggire un commento: “Diamo via Enrico, è molto meglio il cugino!”. VOTO: 9 (10 solo a Iodice – Enrico - e a Sarcinelli)
Eugenio Pergola. L’astemio difensore, ormai alla fine del rapporto coi ramarri, ha cominciato l’esperienza romana con un successo prestigioso. Commendevole il fair play con il capitano di Vienna. “Avvocato, chiedo venia, intendevo piazzarle una mano in viso, con atteggiamento di moderata considerazione”. Risposta: “Prego, giudice, mi pregio assestarle una gomitata in volto”. Arturo, poco dopo, per placare gli animi, ha buttato acqua sul fuoco: “Aho, Euggé, t’ha detto str…zo”. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
Emo Ros: Tatticamente perfetto, tecnicamente da sempre dotato, deciso fino alla fine del primo match, l’unico che ha giocato. A fine gara ha confessato: “Gualco, contro Toni non ce la faccio a giocare, domani non vengo”. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
Tonino D’Ambrosio: Semplicemente eroico nel coprire la tratta Roma Spilimbergo per una sola partita, portando la mitica Francesca e le splendide Paola e Anna. In campo si vedono i frutti di due anni di allenamento con il preparatore atletico e la costanza con la quale gioca. L’intelligenza tattica non gli manca ed eccolo lì il giocatore, il nostro leader e capitano, il miglior terzino sinistro di tutte le Autorities del mondo. Un amico vero, soprattutto. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
Sergio Merlino. Resterà scolpito nelle nostre memorie il lancio a Scalzo nella prima partita, per l’1-0 che ha avviato la marcia trionfale fino al successo finale. Perfetta sintesi di tecnica, tattica, esperienza, unite a condizione fisica invidiabile. Rimedia una botta alle costole e ce fa due c..jo..ni così per tutta la giornata di domenica, proseguendo via mail nei giorni successivi. VOTO: 9 (sarebbe stato 10 se non avesse chiesto almeno 200 volte: “Ma hai sbagliato strada? Ma non era meglio passare di là? Guarda che Luciano è passato di là e lo sai che ci ha messo la metà del tempo?)
CENTROCAMPO
Francesco Vasquez. Ammazza quanto magna, cià sempre fame! A parte questo, finale magnifica, disciplinatissimo sulla fascia destra, impetuoso e travolgente in discesa, se porta via mezza squadra in occasione del primo gol dei campioni. Ha tiro da fuori e tocco di palla, è grosso e pure deciso. Oltretutto, ragazzo veramente educato, che è stato un piacere conoscere meglio. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli, ma se segnava quer gol ner contropiede daa prima partita, je davo 10 pure a lui).
Federico Ceschèl. Grande lavoro a centrocampo, a richiesta anche sulla fascia, costruisce il nostro gioco e distrugge quello degli avversari. Colonna della squadra e maestro del calcio mercato. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
Luciano Vasquez. Altro eroe, proveniente da Milano, ha giocato ignorando gli ordini ricevuti al Pronto soccorso di Spilimbergo e si è fatto rispettare in campo e a tavola. Soprattutto, grande nello sciogliere la tensione del pranzo prepartita del sabato con una serie di barzellette che non si possono nemmeno citare. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
Vice, al secolo Vincenzo Fantuzzi. Il Quotidiano “Er Boro de Pomezia”, per descrivere le sue gesta tecniche, titola oggi a pagina 6: “Aho’, nun se chiama più carcio… se chiama Vincenzo!!!” Sottotitolo: “Co’ quer sinistro aa mette ‘ndò je pare…”. Nel corpo del pezzo: “Oo vedi grosso e pensi… Ma ‘ndò vai?! Invece quanno comincia a core nu oo pij più”. VOTO: 10 (Pure a lui).
Alberto Casagrande. Inesauribile e inarrestabile, copre, costruisce, segna, è disciplinato, umile, dotato tecnicamente, versatile. Un grandissimo. A mio modo di vedere, alla pari con Scalzo il miglior giocatore del torneo. Ragazzo molto simpatico ed educato. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli)
ATTACCO
Giustino Lo Conte. E’ il vero uomo squadra, il più amato da tutti. Non in formissima nella finale, ha subito l’applicazione dell’antinfiammatorio di Luciano Vasquez (concentrato di cherosene e nitroglicerina). Comunque, questo meraviglioso ragazzo ci ha regalato pillole di vera saggezza. E’ vero, Giustino, che la cosa più importante è stare con gli amici.. se gli amici sono come te! In campo grande sacrificio, ha cercato sempre di giocare la palla a terra e ha costantemente tenuto sotto pressione le difese avversarie. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
Roberto Fontana. Mal di denti e pubalgia sarebbero bastati, ciascuno di per sé, a fermare chiunque, ma non sono bastati, sommati, con lui. Nell’unica partita che ha giocato, la prima, ha fatto venire il mal di testa ai terzini austriaci. Gli è mancato solo il gol. Grande! VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli)
Andrea Scalzo. Eletto il miglior giocatore del torneo. Gol, assist, cross, anche sacrificio, veramente bravo. L’anno prossimo giocherà in un palcoscenico adatto. Non ha sofferto nemmeno le notti passate nel matrimoniale con il baldacchino in compagnia del Toro di Sora. Temiamo soltanto che ci porti verso la via della perdizione l’incorruttibile Giustino! VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
Giulio Prete. Con rara umiltà si è messo a disposizione della squadra, ha giocato in più ruoli, ha sudato, ha segnato, ha coperto. Veramente un giocatore serio. La domanda è per Sergio, il cugino: “Ah Galé, ciavevi sto’ cuggino e nun ciavevi detto un c..zo?”. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
Mister Morreale. E’ facile parlare di lui dopo il successo. Più difficile spiegarne il segreto. Ci provo così: Mourrealinho ha una marcia in più nei rapporti personali, è sensibile, paziente, di una simpatia irresistibile, rispetta e si fa rispettare. Appena è arrivato lui, abbiamo cominciato a ridere a crepapelle (che coppia con Luciano!). Certo, come compagno di matrimoniale, mi poteva capitare meglio… Ma sono uscito indenne! VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli)
Giovanni Martini. Attaccante vero, acquistato all’ultimo momento, ha pagato nei primi cinque minuti le difficoltà nella comprensione della lingua. Ad esempio, è mancata l’intesa quando gli ho gridato: “Si je imbocchi suaa fascia, taa do”, oppure quando, con la palla al limite dell’area, si è sentito invocare: “Tireje na caracca!”. Poi ha prevalso il linguaggio universale del calcio, che Giovanni parla molto bene. Ottimo, in fase di assistenza e di sacrificio. VOTO: 9 (10 solo a Iodice e a Sarcinelli).
DIMENTICAVO.
Dario. Il nostro oste si è rivelato l’arma in più. I suoi manicaretti friulani ci hanno dato la carica giusta nei pranzi che la squadra, tutta insieme come vuole Capello, ha consumato prima dei successi. Trattati alla grande da Afro, siamo già prenotati per il 2013.
Gualco. Forse è vero, sono stato l’unico insubordinato con il mister. Forse non è vero che reggo il centrocampo (testualmente: “Mi...chia, questo ci crede davvero!”), forse non è vero nemmeno che ho dato suggerimenti giusti al momento giusto, dal campo, al mister; forse è vero che, pur essendo stanco nella seconda partita, non volevo farmi sostituire, forse zoppicavo solo per fare scena. Allora, il voto 9 non va a me, ma a voi.
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martedì 10 maggio 2011

AVVOCUP - Clamorosa sorpresa nei quarti: esce di scena l'armata invincibile di Padova!

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BASSANO – BRESCIA 1-0 (conte)
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Marco Santarcangelo (Bassano): “JUS SPORT BASSANO – BRESCIA 1-0: LO JUS SPORT VEDE LA SEMIFINALE"
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"Bassano ce l'ha fatta! Battendo in casa per 1-0 il Brescia si qualifica per la semifinale che disputerà prevedibilmente giovedì prossimo in casa contro Bergamo. Questo il succo della giornata di Sport appena conclusasi in quel di Travettore dove si disputava il quarto di finale Avvocup e stavolta è proprio il risultato quello che conta visto che, quanto a spettacolo, non c'è poi molto da raccontare. A Bassano tutti aspettavano gli amici bresciani, senza farsi illusioni circa il fatto che avrebbero venduto cara la pelle: ormai sono anni che le due squadre si affrontano e ne sono sempre uscite partite combattute. A dire la verità il ricordo più vivo in tutti i bassanesi è la trasferta dello scorso anno in cui la pioggia l'ha fatta da padrona in campo e fuori: in campo perchè veniva giù a “secie roverse” sollevando persino il fondo in sintetico e creando simpatiche ed enormi bolle d'acqua sulle quali i giocatori correvano come fosse un materasso; fuori dal campo, in particolare in spogliatoio, l'acqua invece che dall'alto proveniva dal basso ed aveva completamente allagato tutto... questa però è un'altra storia! Stavolta invece niente acqua, ma un sole che “spacca le pietre” e che forse, in qualche modo, ha anche condizionato la partita. Lo Jus Sport raccoglie tutte le forze in organico (manca solo Bizzotto, unico petalo della rosa indisponibile) e si presenta quindi praticamente a ranghi completi. Altrettanto non può dirsi per Brescia che porta in campo l'undici titolare ed una sola riserva.... Alla foto cumulativa infatti il bianco delle divise lombarde si perdeva nei colori giallo rossi. Come si è già detto la cronaca della partita non è certo ricca di avvenimenti. Bassano non riesce a sviluppare il suo solito gioco fatto sfruttando le fasce ed i passaggi filtranti e tutte le azioni si spengono regolarmente sulla difesa bresciana. Gli ospiti a loro volta, pur ben organizzati, non riescono a pungere ed in sostanza, alla fine, pochi sono i tiri in porta. Anche la velocità del gioco non è certo supersonica, complice anche il caldo che ha davvero colto tutti di sorpresa quest'oggi! Da segnalare nel primo tempo un paio di occasioni per lo Jus Sport, entrambe con Rebecchi: la prima con un tiro da fuori area troppo alto e la seconda bloccata dall'arbitro per un presunto fallo di mano che però non c'era. Nella prima frazione di gioco poco altro e soprattutto... niente gol! Bassano è consapevole che deve fare qualcosa in più per non rischiare la lotteria dei rigori, ma è pure evidente una certa tensione ed il timore di scoprirsi troppo per cui ne esce una squadra un po' troppo “bloccata”. Nel secondo tempo ci si aspettava un calo fisico degli ospiti, complice la poca disponibilità dei cambi ma, nonostante tutto, i bresciani “tengono botta” e si dimostrano anche pericolosi in alcune occasioni sinché finalmente lo Jus Sport comincia a premere con maggior decisione. Al decimo del secondo tempo Bassano usufruisce di una punizione al limite dell'area con Di Benedetto che s'incarica di calciare e calibra un preciso destro a girare verso l'incrocio dei pali... sembrava fatta, ma con un balzo felino il portiere del Brescia toglie la palla dal sette strozzando in gola l'urlo di gioia ai giallorossi. Dopo qualche minuto mister Taras effettua mano a mano alcune sostituzioni gettando nella mischia Cortese, Dionello e Muschitiello. Bassano si fa più pericoloso e le azioni da gol cominciano a maturare, arriva anche un palo, ma non il gol! E' dopo la metà del secondo tempo che Conte, nel modo più incredibile, porta in vantaggio i giallorossi con un cross in rovesciata che diventa invece un tiro velenoso che va ad insaccarsi alle spalle del numero uno bresciano. In campo ed in panchina si guardano tutti increduli ed i più lontani chiedono ai compagni: “Oh ma abbiamo segnato?” “Davvero?”... “E chi è stato?” E' proprio tutto vero! Mancano dieci minuti alla fine e Bassano vede la semifinale! Entra anche Santarcangelo per Di Benedetto e proprio sui suoi piedi (purtroppo...!) capita la più ghiotta occasione per il raddoppio: Cortese (di nome e di fatto) a tu per tu con il portiere scarica la palla verso il centro dell'area piccola dove appunto arriva come un falco Santarcangelo il quale, a porta vuota, riesce a spedire la sfera sopra la traversa! C'è spazio anche per un pericoloso tentativo di Brescia che con Soldà manca di poco il gol. Dopo Brescia ora tocca a Bergamo, con la voglia di “lavare l'onta” dell'edizione 2010! Forza Jus Sport! P.S.: Lo diciamo sottovoce, ma la vera notizia è che Padova ha perso per cui il trofeo quest'anno... lo vince qualcun altro!!!! Marco Santarcangelo”.
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Giulio Soldà (Brescia): "Partita dura, spigolosa, con molti scontri, molto equilibrata e decisa da un gollonzo. Bassano segna a cinque minuti dalla fine con una semirovesciata, che era un cross, che si va ad infilare sotto la traversa. Entrambe le squadre hanno avuto più occasioni per vincere. Le rondinelle si presentano in 12 e Bonometti e Soldà si stirano sul finire del primo tempo. Soldà resta in campo ma solo per simulare degli scatti e all'ultimo minuto ha l'occasione per pareggiare ma calcia sull'esterno della rete. Grande prestazione di Losi nel Brescia e della difesa in blocco. Temperatura torrida".
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TREVISO – RIMINI 1-0 (conselvan)
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Aurelio Munari (Treviso): "Juris, sia pur a fatica, raggiunge anche quest'anno il traguardo delle semifinali. Per la prima volta abbiamo giocato al pomeriggio, peraltro molto caldo, e sicuramente questo aspetto ci ha molto condizionato, in quanto non siamo mai riusciti ad esprimere il nostro gioco, creando più confusione che altro: evidentemente l'ossigeno faticava ad arrivare al cervello... Per fortuna ci ha pensato la caparbietà del nostro Conselvan che nel primo tempo si è creato un'ottima occasione conclusa sulla ribattuta del portiere avversario. Il secondo tempo è vissuto su folate da una parte e dall'altra con alcune occasioni sventate dai due portieri molto attenti. Onori delle armi a Rimini che fino all'ultimo ci ha impensieriti. Adesso la semifinale: se è vero che per la prima volta non incrociamo Padova, è anche vero che Vicenza si è dimostrata ottima squadra, non per niente dopo il nostro incontro nel girone di qualificazione avevo segnalato: "questo Vicenza ha dimostrato di valere molto più del quarto posto con cui ha chiuso il girone".
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Federico Cavagna (Rimini): “Sconfitta immeritata su autogol nel primo tempo…”.
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BERGAMO – VENEZIA 8-6 d.r. (3-3) (ghedin [v], rigo [v], niero [v], rillo [b], pizzoccheri [b], cerullo [b])
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Luca Cerullo (Bergamo): “Sul campo di Zanica, dopo i calci di rigore, la Bergamo Lex supera meritatamente Venezia ed accede alla semifinale. Gli orobici, ancora una volta, sono scesi in campo fortemente rimaneggiati. Pesantissime le assenze di Andrea Cagnazzo e, soprattutto, di Bomber Scudo, fermato da uno strappo muscolare rimediato dopo l’incontro dei quarti con Rimini. A Mister Rillo, dunque, il difficile compito di ridisegnare l’impianto di gioco della squadra, orfana di uno degli attaccanti più forti del torneo e dell’unico, ineguagliabile catalizzatore di tutte le azioni offensive della Bergamo Lex. La formazione orobica scende in campo con un inedito 4-4-1-1: fra i pali il solito Mazza, in difesa Birolini – Colombo – Fachinetti – Cerullo, a centrocampo Di Dio-Rillo-Baruffi- Galatti, in avanti Fattorini e Regazzoni. Venezia sin da subito mostra di essere una squadra compatta, aggressiva e ben organizzata, con alcune individualità di spicco, fra cui merita una speciale menzione Niero(n. 8), metronomo di centrocampo e tessitore di quasi tutte le trame di gioco dei lagunari. Bergamo, invece, parte in sordina, senza idee, disorganizzata e disunita. Molti i giocatori in casacca bianca fuori ruolo, in particolare Galatti e Di Dio, due valenti centrali di centrocampo oggi schierati sulle fasce laterali. In avanti Regazzoni viene abbandonato a se stesso, lasciato solo ad interpretare l’inconsueto ruolo di prima punta. Dietro di lui agisce Fattorini, soffocato dalle maglie amaranto che lo pressano e non gli permettono di costruire gioco. Cerullo è mobbizzato, relegato ad interpretare un ruolo di secondo piano sulla fascia sinistra. Rillo gravemente demansionato, da geometra del centrocampo ad apprendista muratore; il maratoneta Baruffi (febbricitante) va a sbattere contro il “Mose” eretto a centrocampo da Venezia. Fachinetti e Colombo difendono come possono la trincea orobica. Mazzariol è spettatore impotente di una drammatica disfatta. Birolini presidia la fascia destra, ma corre lungo le rotaie di un binario morto. La disorganizzazione orobica consente a Venezia di prevalere in ogni settore del campo. In difesa i gondolieri dormono sonni tranquilli; a centrocampo Niero detta legge; in attacco gli avanti amaranto (e la sfortuna )fanno il resto: nei primi venti minuti due autogol ed un diagonale del n. 7 (?) di Venezia mettono ko Bergamo. Il primo tempo si chiude sul 3 a 0 per i lagunari. Risultato ineccepibile. Nell’intervallo la tensione fra i bergamaschi è palpabile. Nello spogliatoio serpeggia il malumore e la confusione regna sovrana. Si discute di cambi, di strategie di gioco, degli errori fatti e dei possibili rimedi. In pochi credono ad una rimonta. I più ottimisti aspirano ad una sconfitta onorevole; ma il calcio non è matematica, è poesia: quando i numeri sembrano condannarti, poche parole possono bastare a mutare le sorti di un destino per alcuni già tragicamente segnato. Quando lo scoramento sta per prevalere, il “combinato disposto” Rillo-Birolini declama una sublime poesia, fatta di undici parole: Mazzariol, Pizzoccheri (esterno basso di destra)-“Furla”-Bonomi(centrali) –Birolini (esterno basso di sinistra), Manzoni (esterno alto di destra)-Rillo-Baruffi (centrali di centrocampo)- Cerullo(esterno alto di sinistra), Fattorini e Regazzoni. Dopo il break poetico, inizia il secondo tempo e la poesia si trasforma in una musica fatta di tre note: grinta, determinazione, tecnica. Per Venezia è una musica assordante, un frastuono che deconcentra ed intimorisce. Bergamo è travolgente ed in 20 minuti pareggia i conti. Il primo gol nasce da un calcio d’angolo: fattorini lo batte, Manzoni colpisce di testa, ma la traversa gli nega il gol che Rillo, in ribattuta, siglerà dopo un istante. Il secondo gol scaturisce da una percussione di Pizzoccheri sulla fascia destra conclusa con un diagonale che, deviato da un difensore lagunare, finisce in rete. Il terzo gol, quello del pareggio, nasce da un’azione di rimessa: Bergamo recupera palla nella propria trequarti, Rillo (?) imbecca il bomber triste Manzoni al limite dell’area, Manzoni di prima passa a Cerullo sopraggiunto dalla sinistra , Cerullo di destro/ al volo/ dal limite dell’area infila il pallone all’incrocio dei pali. In difesa Birolini, Furla, Bonomi sono la “trasposizione” umana delle mura venete: Città Alta viene cinta d’assedio, ma il nemico non passa! Dopo il pareggio Bergamo spreca altri gol(almeno 4 occasioni) con Guarino, Regazzoni, Luca Cagnazzo e colpisce una traversa con Rillo . I tempi regolamentari si concludono sul 3-3 e la partita si decide ai rigori. Dopo un breve conciliabolo Bergamo sceglie i propri rigoristi: Furla, Luca Cagnazzo, Rillo, Cerullo, Fattorini. Furla, Cagnazzo , Rillo e Cerullo realizzano i primi quattro tiri dal dischetto. Il quarto rigore, invece, è fatale per i lagunari: un giocatore amaranto calcia deciso alla sinistra di Mazzariol, ma Super Mazza intuisce e para. Il destino orobico, a quel punto, è nelle mani Fattorini, che con classe e freddezza realizza il rigore e regala a compagni di squadra una vittoria sofferta e meritata(per quanto visto nel corso di un secondo tempo eccezionale). Ora tutti a Bassano a sfidare la legge del contrappasso e del Travettore! F.to n. 3”.
p.s. (Ringrazio gli amici Veneziani per la bellissima partita e per la simpatia dimostrata nel terzo tempo. Venezia è stata una piacevole scoperta, non solo a livello calcistico. Vincere e raccontare un successo è facile, accettare con il sorriso una sconfitta ai rigori, invece, non è da tutti. Arrivederci a Padova, comunque vada!).
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LE PAGELLE
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Longobardi: è il più giovane fra gli orobici, oggi avrebbe voluto scendere in campo; sempre vicino alla squadra, mai una polemica da parte sua, un esempio per tutti; quando il Mister lo chiama, lui non tradisce la fiducia.
Mazzariol: è chiamato ad una sola parata, ma è quella decisiva, lui è l’essenza della Bergamo Lex (voto 8,5)
Birolini: pur se acciaccato, lotta su ogni pallone e interpreta al meglio il suo ruolo di terzino duro e puro (voto 7+).
Fachinetti: non concede molto agli avversari, puntuale negli interventi ed ordinato, è una delle anime della squadra (voto 6/7)
Colombo: meno perentorio del solito, ma comunque importante per lo spirito che infonde alla squadra (voto 6/7)
Cerullo: corsa, grinta, tecnica ed un eurogol, la fascia sinistra è roba sua (voto 8,5)
Bonomi: entra nel secondo tempo e non fa rimpiangere Fachinetti, un suo intervento difensivo ha impedito a Venezia di siglare il 4-3 (voto 7/8)
Di Dio: pur se incolpevolmente fuori ruolo, gioca con grinta, determinazione e dà alla squadra tutto quel che ha (voto 6/7)
Galatti: interpreta come può un ruolo non suo, non si risparmia e dà il massimo (voto 6/7)
Rillo: quando prende fra le mani compasso e goniometro disegna geometrie ineffabili, suo il gol che rianima Bergamo (voto 8+)
Baruffi: entra in campo febbricitante, ma quando c’è da lottare in mezzo al campo lui non si tira indietro (voto 7+)
Pizzoccheri: entra nel secondo tempo, contribuisce a cambiare il volto della squadra e segna il gol che riporta in vita Bergamo (voto 8+)
Furla: subentra a Colombo e sfodera una prestazione di tutto rispetto (voto 7/8)
Regazzoni: tecnicamente fra i migliori della Bergamo Lex, non fa rimpiangere Bomber scudo pur interpretandone diversamente il ruolo (voto 8+)
Fattorini: ha passo, senso della posizione, tecnica e visione di gioco, da poco con noi e già indispensabile (voto 8+)
Cagnazzone: sta recuperando la miglior condizione fisica, il carattere non gli ha mai fatto difetto, ma da lui vogliamo di più (voto 7-)
Manzoni: il Bomber triste esce dal tunnel della depressione calcistica e regala ai compagni di squadra 20 minuti di calcio di alto livello (voto 7/8)
Guarino: entra nel secondo tempo e crea scompiglio sulla fascia destra, sfiora pure il gol (voto 7+)
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Paolo Emilio Rossi (Venezia): "Perso ai rigori. Per noi Ghedin, Rigo e Niero i primi tre gol".
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IL PAGELLONE DI BONIFACIO (di Nicolò Bonifacio)
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GUIDONI: rompe un dito a Galli per farsi tutta la partita e non lo fa rimpiangere. Controlla nel primo tempo, ma la sfortuna lo buca nel secondo. Per un soffio non ci regala la qualificazione parando il terzo rigore. Voto 7 (furbastro)
GIANNI: si guadagna la fascia sinistra con i denti, peccato per il taglio sul terzo gol. Voto 6,5 (ruba il cognome a Fulvio: famelico)
MARCON: sicurezza e personalità nel nuovo centrale di mister Secchi, peccato non randelli come richiederebbe il suo fisico. Voto 6 (pilone)
ZANCHI: manovra la difesa con personalità e precisione, si propone anche in attacco con uno scatto non proprio irresistibile. Voto 6,5 (o'professore)
ROMOR: oggi niente camomilla, mette sulla fascia destra la grinta necessaria a ribadire che a destra non passa lo straniero. Peccato per il rimpallo sul secondo gol. Voto 6,5 (soldatino)
GHEDIN: quantità e qualità, disegna trame interessanti e mette lo zampino in ogni azione gol, cala un po' nel secondo tempo. Più mite del solito, comincia a parlare solo dopo 20 minuti. Per questo un voto in più: Voto 7,5 (taciturno)
NIERO: sarà dura tenerlo, mezza Europa lo vuole, il presidente è già all’opera per il rinnovo. Voto 7,5 (classe)
PEA: scende in campo con l'intenzione di togliersi i "meno" della precedete pagella. Vero “tuttofare”, non serve cercarlo perché si fa trovare da solo, ha fame e si vede, ma sta troppo lontano dall'area. I meno rimangono per gli auguri a martino su facebook. Voto 7-- (ritenta)
ROSSI: sabato di sacrificio per il presidente capitano allenatore giocatore, il Papa gli rovina la trasferta già dal mattino e lui ne rimane turbato. Voto 10 (santo subito)
RIGO: la pazienza è la virtù dei forti: non smadonna neanche dopo un entrata killer, si dice che tenti abusivamente di alzarsi i voti dopo le pagelle perciò sottolineiamo che il voto è comprensivo del +1. Voto 7,5 (bagarino)
CIMINO: si batte, sgomita, corre e perfino segna. La ramanzina post squalifica del presidente gli è servita, sforna un ottima prestazione, sbalordendo un po' tutti. Voto 8 (dopato)
FUMAROLA: sostituisce l'ottimo cimino. L'ordine era “chiudi la partita”, lui ci prova, ma non cade quando glielo chiede Bianchi e ora gli tocca darsi alla macchia. Voto 6 (latitante)
SFORZA: si prende la fascia di uno sfinito Roberto (Alessandro). Va a mordere le caviglie di chiunque si presenti nella sua zona. Non si riesce proprio a calmarlo. Voto 6,5 (ringhio)
FAMELI: entra a metà del secondo tempo, agli occhi del mister gioca così bene, tanto da toglierlo per concedergli la standing ovation. Voto 7 (vittima)
CASERTANO: vero uomo allenatore, prende il posto di “o'professore” e dirige senza patemi la difesa. Lo spogliatoio ventila una sua candidatura a mister per il prossimo anno, attendiamo i piani della dirigenza. Voto 6 (trappattoni)
BONIFACIO: in attesa della nota del presidente, segue la latitanza di Fumarola per aver dato i “meno” a Pea. Voto 6 (giullare) [n.d.P.: Si sistema esterno destro nell’immaginaria linea difensiva voluta dal mister e non fa rimpiangere Romor. Combattivo e battagliero, dove non arriva con l’anticipo, supplisce con le entrate in scivolata sempre puntuali. Voto 5 per le poche presenze in campionato, 6 per essere venuto in trasferta al sabato! 7 per l’impegno, 8 per la grinta, 9 per lo stile nelle scivolate e 10 per le pagelle]
GRECO: fortunatamente la sua pagella non la fanno i bocciati di Pordenone, troppo poco il tempo per mostrare il suo valore, coraggioso, si propone come rigorista. Voto 6-- (cuor di leone)
TASCA: si infortuna nel riscaldamento e deve dare forfait, alla squadra è mancato il suo apporto. S.V. (Traoré)
BIANCHI: vorrebbe entrare a fare il suo, la panchina non riesce a calmarlo, forse per questo si è richiamato in panchina Romor. Dimostra di essere stoico sopportando un’evidente scottatura al cranio. Voto 7,5 (Leonida)
SECCHI: ora è in discussione, vista la candidatura di Casertano. Baciato dalla fortuna vince il gratta e vinci ma non paga da bere. Per questo: Voto 4 (Del Neri)
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PADOVA – VICENZA 4-5 d.r. (0-0)
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Marco Cappellari (Padova): “L'incontro si è svolto presso il consueto nostro campo di gioco, sempre in ottime condizioni. Bella giornata di sole, anche se un po' troppo calda, circostanza questa che mi pare essere una costante quest'anno. A disposizione del Mister Abate eravamo in quattordici, ma, senza togliere nulla a chi è venuto e ha giocato con impegno, come pure agli ottimi avversari, ci mancavano almeno tre elementi tra centrocampo e attacco che avrebbero fatto la differenza. Partita equilibrata, con una partenza migliore di Vicenza, ma caratterizzata da pochissime occasioni durante l'intero incontro: non ho memoria di parate significative dei due portieri. Ovvio si sia andati ai rigori che, come spesso accade, come ci avevano arriso lo scorso anno danno inizio alla nostra rincorsa al V titolo, questa volta hanno premiato i nostri avversari, che si sono certamente meritati il passaggio del turno. A fine partita ci aspettavamo la sfuriata del Mister, ma questa non è venuta probabilmente perché il Presidente Abate era distratto e più preoccupato dal fatto che il Milan di li a qualche ora avrebbe scucito lo scudetto dalla maglia dell'Inter! Che giornata nera che sarà stata per lui..... Dopo l'incontro consueto terzo tempo che confidiamo abbia soddisfatto i "cugini" vicentini. Credo sia giusto attribuire un doveroso ringraziamento a tutti quelli della nostra squadra che si sono impegnati anche quest'anno, in primis al "mitico" capitano Mario Martinelli, che anche sabato, con quasi trenta gradi e a quasi 47 anni anni, ha corso di più di chi ne aveva 20 di meno di lui. In bocca la lupo a chi resta in competizione e un arrivederci alle finali oppure al prossimo anno. Marco Cappellari”.
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lunedì 9 maggio 2011

TORNEO FOOD-BALL - Va in archivio la seconda edizione della manifestazione

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SPILIMBERGO (PN) - Cala il sipario dunque sul "2° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL", dopo la giornata delle finali (di cui si è detto) e la serata conclusiva con la cena collettiva presso il Grand Hotel President. Tutti i contendenti, con familiari al seguito, si sono ritrovati attorno ad una tavola imbandita per dividere in compagnia i momenti finali dell'evento, caratterizzati come per tradizione dai discorsi dei responsabili delle squadre, dalle premiazioni e da qualche scambio di doni. Ogni gruppo partecipante ha ricevuto dagli organizzatori una targa ricordo ed un "tesoretto alimentare" costituito da una cassetta in legno (la capienza dei cesti non era sufficiente!) riempita con prodotti gastronomici locali di ogni genere (salumi, formaggi, vino, ecc.), tanto per mantenere vivo il feeling con i piaceri della tavola. Dopo la cena ed i saluti, qualche temerario si è avventurato nei piani inferiori per tentare l'approccio con lo "schiuma party" in corso nella discoteca dell'Hotel. Quest'anno la manifestazione ha avuto un taglio più snello della precedente, per espressa volontà dei gruppi partecipanti: si è articolata solamente su due giornate, anziché su tre, e nessuna attività organizzata ha avuto luogo il sabato e la domenica mattina. Evidentemente, dopo la stanchezza del lungo viaggio per raggiungere Spilimbergo, ha prevalso la voglia di rilassarsi passeggiando per le vie animate del paese, senza alcun impegno di sorta. Confidiamo comunque che gli amci di Roma, Potenza e Vienna abbiano potuto godere appieno di queste due intense giornate vissute in amicizia. Un sentito "GRAZIE" dunque a tutti gli amici per la gradita presenza ed un caloroso "arrivederci", visto che il generoso Pollini si è assunto in prima persona l'onere di organizzare la terza edizione nel 2013 (Nostradamus permettendo).
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domenica 8 maggio 2011

TORNEO FOOD-BALL - I ramarri steccano in finale contro l'Antitrust Roma

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LESTANS (PN) – Una delle caratteristiche più belle ed affascinanti del gioco del calcio è certamente la sua imprevedibilità: in questo gioco, così antico e così amato da sempre, non vi è mai nulla di scontato, di predeterminato o di ovvio… Durante quei 90 minuti (nel caso di specie 70’) che trascorrono su un rettangolo verde, tutto può accadere ed ogni aspirazione è lecita, persino quella di poter avere la meglio su un rivale che appare nettamente superiore; così diventa possibile prevalere su un avversario che, traslando astrattamente la sfida nell’ambito della nobile disciplina della boxe, non si avrebbe nemmeno l’ambizione di poter affrontare a causa della evidente disparità di peso che, in ogni caso, renderebbe non omologabile il risultato. Le risorse tecniche ed umane a disposizione delle due compagini che si contendevano la vittoria finale del Torneo erano platealmente sbilanciate (in favore dei padroni di casa, ben s’intende!) ma, va detto, in seguito al nobile e doveroso gesto del prestito di giocatori (dopo Cornacchia, Pergola e Iodice, anche Fantuzzi e Martini), il divario poteva quasi considerarsi colmato. Quasi… Nella testa dei giocatori però restava la consapevolezza dello squilibrio: consapevolezza che, di norma, da un lato indebolisce i più forti e dall’altro rafforza i più deboli. E così è stato. I romani, rinvigoriti dal corposo innesto naoniano, hanno disputato una gara accorta, rimanendo sempre ordinati e compatti e neutralizzando di fatto ogni iniziativa dei ramarri, apparsi invece slegati e disordinati. Dopo una fase iniziale di studio, l’Antitrust passa in vantaggio a metà del primo tempo con un gol del suo capitano storico, il grande Gualco (anch’egli elemento della compagine neroverde e “pordenonese adottivo”): il fantasista del Testaccio si avventa su una palla che vaga poco fuori dall’area piccola e conclude con un destro sporco che manda lentamente la sfera a riposare nel sacco. Come dichiarato pubblicamente due anni or sono («Se segno non esulto!», ricordate?), nessun motto di gioia, al pari degli altri ramarri occasionalmente “romanizzati”. I neroverdi tentano di reagire, ma la squadra della capitale erge una diga pressoché insormontabile e riparte con rapide incursioni che impensieriscono non poco i padroni di casa. Prima del riposo arriva anche la seconda segnatura ad opera dell’ottimo Scalzo (miglior giocatore del Torneo?) che dopo aver danzato a lungo nel bel mezzo della confusa retroguardia naoniana, conclude imparabilmente in porta. Nella ripresa gli uomini di Pollini tentano, senza troppa convinzione per la verità, di accorciare le distanze per rientrare in partita ma riescono a produrre una sola vera occasione con Feltrin che si incunea in area ma scarica a lato. Il “Gurnari furioso” che minaccia l’uscita dal campo è l’immagine dell’impotenza dei ramarri, incappati purtroppo nella più classica delle giornate storte. Finisce così 2-0, con i romani che si aggiudicano meritatamente il Torneo ma, come dice un tal Toni da Cordenons, notoriamente allergico alle sconfitte, in questa vittoria c’è anche un (bel) po’ di Pordenone… E non si allude semplicemente al marchio impresso sulle casacche dei vincitori…
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TORNEO FOOD-BALL – Potenza si riscatta nella finale per il 3°/4° posto

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LESTANS (PN) – La seconda giornata del Torneo era quella di chiusura dedicata tradizionalmente alle due finali, quella cosiddetta “di consolazione” e, a seguire, la finalissima. Il terzo posto è andato al Team Forense Potenza che, dopo aver smaltito le fatiche del viaggio, ha offerto una prestazione decisamente più convincente di quella fornita all’esordio. I lucani passano presto in vantaggio con una pregevole azione avviata da capitan Vito Mecca che, dopo aver chiuso un triangolo, fa ingresso in area e da posizione defilata trafigge il portiere austriaco con un rasoterra angolato. I viennesi tentano una timida reazione, ma senza mai riuscire a portare seri pericoli alla porta di Potenza. A ravvivare un incontro stemperato dalle scarse motivazioni e dal clima quasi estivo (e forse anche da qualche bagordo notturno…), ci pensano però i potentini che nel corso del primo tempo intrattengono avversari e spettatori con delle reiterate e colorite “arringhe”, dapprima rivolte nei confronti dell’arbitro e successivamente anche tra di loro. Dopo qualche vivace scambio di opinioni, gli animi finalmente si placano (si fa per dire…) e si può andare al riposo. Nella ripresa non si registrano episodi degni di nota, fatta eccezione per la rete del raddoppio dei lucani che chiudono definitivamente la gara e conquistano l’ultimo gradino del podio. Dispiace per gli amici viennesi che rientrano in patria con due sconfitte sul groppone, ma la compagine austriaca ha dimostrato ancora una volta di aver approcciato la manifestazione con lo spirito giusto: al termine della gara strette di mano e complimenti all’avversario, al termine della doccia birra a volontà…
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sabato 7 maggio 2011

TORNEO FOOD-BALL - Oggi la finalissima Avvocati PN - Antitrust Roma!

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TORNEO FOOD-BALL – Chiusa in bellezza la prima giornata del Torneo

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SPILIMBERGO (PN) – Si è conclusa ieri la prima giornata della Manifestazione Forense a sfondo convivial-calcistico con un bilancio senz’altro positivo. Le due gare, a parte qualche piccola scaramuccia in campo (quasi fisiologica, quasi…), si sono svolte all’insegna del fair play e tutte e quattro le squadre hanno avuto modo di potersi divertire (superfluo aggiungere che chi ha vinto, si è divertito un tantino di più…). La riuscita della parte calcistica dell'evento deve molto del merito, oltre che alla squisita ospitalità della Società Dilettantistica di calcio Unione SMT rappresentata dal Presidente Beacco, allo stupendo clima primaverile (sole splendente, ma temperatura mite) e soprattutto alla bellissima struttura sportiva di Lestans, che ha messo in mostra un terreno di gioco che pareva un biliardo in erba. La giornata si è conclusa poi con la sontuosa cena organizzata dalla Pro Spilimbergo, con un ricchissimo buffet allestito ad arte presso la Loggia; tutti i presenti (mancavano solo gli amici di Potenza, in “libera uscita”) hanno avuto modo di leccarsi i baffi, degustando pietanze della tradizione friulana, adeguatamente accompagnate da una inesauribile riserva di vini. Il menù, per la ricchezza e la qualità delle portate, merita certamente di essere decantato. Antipasti: prosciutto di San Daniele, crostino con formaggio salato, scaglie di latteria vecchio, polpettine di musetto e baccalà (una chicca!), musetto in crostata di pane, triangoli di frico, bocconcini di frittata con sclopit, spiedini tricolori; primi: gnocchi di polenta e formaggio salato, crespelle con asparagi bianchi; secondi: lombo di maiale con salsa al profumo d’asparago, tris di verdure grigliate; dessert: “Delizia d’Irene”, torta a base di mandorle, il tutto innaffiato con degli ottimi Cabernet Sauvignon e Friulano delle Grave, con caffè ed ammazza caffè. Insomma un’apoteosi! Grazie di cuore a tutti gli operatori della Pro Spilimbergo… Infine, un grande augurio di prontissima ripresa all’amico viennese che dopo la gara di ieri ha dovuto trascorrere qualche ora in Pronto Soccorso per farsi visitare la caviglia (niente di rotto): confidiamo che nella serata trascorsa in compagnia, le gioie dello stomaco abbiano compensato i dolori della gamba! Oggi via alle finali e chiusura con la cena collettiva al Grand Hotel President di Spilimbergo, con premiazioni e serata danzante a seguire...
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TORNEO FOOD-BALL – Ahò, l’Antitrust Roma se ‘mpone sui viennesi naa seconda semifinale

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LÉSTANZ (PN) – Coo ‘n po’ de ritardo sulla tabbella de marcia, va in scena sullo splendido tappeto d’erba der campo sportivo de Lestans la seconda semifinale che vede contrapporsi l’Antitrust Roma (gajardi!!!) e l’F.C. Insolvenz Vienna. Poco prima dell’inizio daa’ gara, ce stà er tempo per l’ultimi clamorosi botti der carcio-mercato: dopo l’acquisto de Cornacchia e Pergola, er lungimirante Gualco rinfoltisce le fila daa su’ scarna rosa ottenendo da mister Pollini anche er prestito co’ diritto de riscatto (prezzo concordato: ‘na cassa de bira cadauno!) de Iodice e Ros. Mister Morreale schiera 'n campo li romani cor classico 4-4-2: Er Cornacchia ‘n porta, Galetta, Pergola, Iodice e Casagrande ‘n difesa, Fontana, Ceschél, Zaccardi e Prete a centrocampo, Lo Conte e Scalzo in attacco, con Merlino, i due Vasques ed Emo Ros pronti all’utilizzo. La gara è de quelle vere, come dimostrano ‘e scintille tra Pergola e Langer, che se scambieno ripetuti gesti affettuosi e parole d’amore. Dopo ‘n quarto d’ora (me pare, ma nun è che stavo a guardà l’orologgio!), li romani passano ‘n vantaggio co’ ‘na bella giocata dell’ottimo Scalzo (che sarà pure scarzo, ma c’ha i piedi boni!), che se presenta dinanzi ar portiere viennese e co’ destrezza (ner senso der piede destro) lo infilza come ‘na porchetta de Pepparone (Er Poeta daa porchetta). Mister Morreale se dimostra ‘na faina ner gestì sapientemente li cambi senza sbilancià i equilibbri daa squadra e mettendo a frutto er modulo tattico più antico ed efficace der monno: “Coperti ‘n difesa, poi partimo ‘n contropiede e je famo li bozzi!”. Ahò, manco a dillo, o schema paga perché prima der riposo li romani piazzeno a seconda cocozza cò ‘na preggevole azione de Prete (‘n’omo de sostanza più che de fede). Naa ripresa i viennesi se buttano ‘n’attacco aa ricerca der gol e ‘o trovano (all’anima de li…!!!) co’ ‘na punizzione dar limite (dopo che Gualco j’aveva sdrumato ‘na tibbia a uno de loro), carciata magistralmente sopra ‘a bariera da Kautz. I viennesi ce credono (ma de che?!?) e aumentano ‘a pressione, ma li romani se difendeno co’ ordine e co’ ‘n contropiede da manuale der carcio je servono a terza piotta: tajo de Gualco, palla a Casagrande che lascia partì dar vertice dell’area ‘n destro a girà che me pare Der Piero e manda ‘a palla ‘n sacoccia. Mortacci sua che gol!!! I viennesi piano piano se spengheno e ‘a gara se chiude cor punteggio de 3-1 pe’ li romani che se guadagnano ‘a finale co’ merito e se scolano, tanto pe’ nun sbajasse, ‘na cassata de bire ‘n spogliatoio. Domani contro Pordenone so’ cazzi, ma noantri ce semo…
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TORNEO FOOD-BALL – Nella prima sfida i ramarri travolgono Potenza: 4-0!

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LESTANS (PN) – Nonostante le numerose defezioni (dei 27 giocatori a disposizione, solo 13 in campo ieri: 4 “prestiti” all’Antitrust e 10 assenze!), i ramarri togati hanno vinto una gara senza storia contro la compagine potentina, certamente fiaccata dal tremebondo viaggio notturno in pullman. Un po’ di suspance nella fase di riscaldamento: il Koala si infortuna al polpaccio (!) e così Sarcinelli è costretto a rispolverare la sua mai sopita vocazione per il ruolo di estremo difensore (sei mesi da portiere con i pulcini!). La difesa si completa con Bellotto nelle vesti di libero, Luisa Vissat e Contento in marcatura, a centrocampo Feltrin e Stella sugli esterni, Gurnari, Galasso e Brosolo in mezzo, in attacco Vicenzotto e Tirelli. La gara, che si era inizialmente incanalata sui binari dell’equilibrio, prende la svolta con l’entrata in scena dell’inesorabile “giustiziere dei tornei internazionali”: esce l’infortunato Tirelli, dentro il grande Tatanka! Pochi minuti e Brosolo estrae dal cilindro una rifinitura al bacio con palla scodellata in area per il “Cigno Claudicante” che in mezza girata scaraventa nel sacco: 1-0! Nello spogliatoio il buon Olivier sottolineerà la precisione millimetrica della pregevole rifinitura per il bomber: «La mia unica preoccupazione era che il pallone non lo colpisse in testa!». Passano pochi minuti e, su un cross innocuo in area, un difensore potentino si inventa uno “stop misto” coscia-braccio-petto: rigore che l’implacabile Tatanka trasforma con freddezza. La gara a quel punto è virtualmente decisa, con i potentini che prestano continuamente il fianco alle scorribande neroverdi, attuando un’improbabile tattica del fuorigioco. Prima del riposo Paolino Vicenzotto beneficia dello schema suicida degli avversari, giungendo a tu per tu con il portiere ed infilando il terzo pallone nella rete. Ancora un po’ di suspance nell’intervallo: l’arbitro, amichevolmente ingiuriato dai lucani, si rifiuta di proseguire la gara, salvo poi tornare sui propri passi dopo le suppliche degli organizzatori e le scuse degli interessati. La ripresa ha ben poco da dire: si registrano la segnatura di Speedy Galasso che rimpingua il tabellino dei marcatori e, purtroppo, l’imperdonabile espulsione di un nervosissimo Stella per un accenno di reazione. Ramarri dunque in finale (dove potranno contare sull’intero organico), con il ruolo di super favoriti per la conquista del Torneo.
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mercoledì 4 maggio 2011

TORNEO FOOD-BALL – Tutto pronto: effettuati i sorteggi per le semifinali

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SPILIMBERGO (PN) – A meno di quarantottore dall’inizio del “2° TORNEO INTERNAZIONALE FORENSE DI FOOD-BALL”, ogni cosa è finalmente al suo posto. Dopo svariati “piccoli” inconvenienti, cui si è aggiunta la defezione dell’ultimo secondo della compagine del TAR Roma, si è potuto finalmente espletare anche l’ultima incombenza: il sorteggio per comporre le due gare di semifinale tra le quattro squadre partecipanti. Per l’occasione si è dato corso ad un rudimentale ma originalissimo sistema, utilizzando, anziché le tradizionali “palle”, oramai vecchie e scolorite per l’usura (Mondiali, Champions, Europa League, ecc.), quelle dei due organizzatori che avevano il pregio di essersi adeguatamente appesantite e soprattutto di essere in costante movimento (ciò che nel gergo tecnico si definisce “giramento”). Ebbene, dall’urna “Mega Scrotus” (questo il simpatico nomignolo coniato ad hoc) ne è uscita subito l’immediata riedizione della finale della passata edizione, con il confronto di apertura tra i ramarri ed il Team Forense di Potenza capeggiato dal talentuoso Vito Mecca; l’altra semifinale, a seguire, vedrà opposte l’Antitrust Roma del prode Zaccardi e la F.C. Insolvenz Vienna del condottiero Langer. Le squadre si misureranno venerdì pomeriggio sul rettangolo verde dell’impianto sportivo di Lestans, in una gara da due tempi di 35 minuti ciascuno, con rigori previsti in caso di parità. Sabato invece sarà la giornata dedicata alle finali, con le due perdenti che si contenderanno il terzo posto e le due vincenti che daranno luogo alla finalissima. Nel corso di entrambi i pomeriggi sportivi, sarà funzionante presso il campo sportivo un chiosco opportunamente dotato del necessario per scongiurare il rischio di disidratazione degli atleti. Per quanto concerne il significativo aspetto “extra-calcistico” della manifestazione, sono confermati i due appuntamenti di gala nelle serate di venerdì e sabato, con due sontuose cene. La prima, con un ricco buffet che presenterà alcuni piatti caratteristici regionali, sarà curata dalla Pro Loco di Spilimbergo e, tempo permettendo, si terrà all’aperto nella splendida cornice della Loggia nella piazza centrale di Spilimbergo. La seconda è la cena collettiva di chiusura (anche qui con abbinamento di piatti tipici e vini locali), con premiazioni a seguire (ogni squadra partecipante riceverà un ricco cesto con specialità eno-gastronomiche friulane, unitamente ad un trofeo ricordo) ed appendice danzante, che si terrà presso il Grand Hotel President di Spilimbergo. Prima del “rompete le righe”, si consumerà il rito della pesatura dei partecipanti sopravvissuti alla intensa due-giorni, con premio speciale (una fornitura di trippe e baccalà per sei mesi!) riservato a colui che nell'intenso week-end dimostrerà di aver acquisito il maggior numero di chili. Buon divertimento a tutti!!!
Ecco nel dettaglio il riepilogo delle gare con l’indicazione degli orari:
AVVOCATI PORDENONE – TEAM FORENSE POTENZA (ore 16:00)
ANTITRUST ROMA – F.C. INSOLVENZ WIEN (ore 17:30)
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AMATORI - I ramarri onorano i vincitori del Campionato regalando una goleada

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Il Tabellino
FONTANAFREDDA DUE – AVVOCATI PN 5-0 (0-0)
Formazione: Cornacchia, Casucci, Luisa Vissat (Casagrardo), Boschian, Maioruz, Iodice [C], Stella, Gurnari, Celano, Del Bianco, Sarcinelli.
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VIGONOVO (PN) - Si è chiuso dunque per i ramarri togati il Campionato Amatori 2010/2011, che fa registrare ben due primati: il record assoluto di punti in classifica (23) e la vittoria nella Coppa Disciplina che, insieme all'onta che reca con sé l'etichetta di "squadra più buona" (puntuale il fax di un inorridito Roberto Casucci che si dissocia dalla squadra), porta anche un sostanzioso contributo per l'iscrizione al Torneo della prossima stagione (circa € 400,00). Ieri sera, nell’intima penombra dell’infame terreno di gioco di Vigonovo, i neroverdi hanno disputato nel primo tempo la solita gara attenta ed ordinata, senza quasi nulla concedere ai quotati avversari, giungendo al riposo immacolati, con il pennuto che si è dovuto esibire in una sola (spettacolare!) parata. Poi i naoniani, generosi di cuore per natura, dopo aver seriamente rischiato di passare in vantaggio (palla respinta sulla linea), si sono ricordati che gli avversari celebravano la vittoria in Campionato e la promozione in seconda divisione: così hanno spento le luci, predisponendo un ambiente ideale per celebrare nel migliore dei modi la gioiosa ricorrenza ed hanno accolto festosamente i padroni di casa nella propria area, offrendo loro cinque (!) graditi regali (tra cui, va detto per dovere di cronaca, un gol in fuorigioco ed un rigore inesistente), ben impacchettati ed infiocchettati! Onore al Fontanafredda Due vincitore del Campionato, che si è sdebitato poi con i magnanimi ospiti a suon di birre e dolci…
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