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venerdì 25 marzo 2011

AVVOCUP - La gara vista da... Treviso! (di Michele Boscato)

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TREVISO - Rieccoci cari Ragazzi, un altr’anno a parlare di calcio forense… ossigeno, ossigeno puro! I più “diversamente giovani” (grande Aure, al quale rubo la felicissima definizione) ricorderanno come io sia stato solito affermare centinaia di volte che Jurismarca è l’unica ragione valida per iscriversi all’ordine avvocati di Treviso: mai come di questi tempi la mia iperbole diventa realtà, “proletarizzazione della categoria” (definizione tratta da quell’infame pubblicazione che è il notiziario della Cassa Forense, al quale farei fare volentieri la fine che tanti anni orsono quei volenterosi ragazzi in camicia nera diedero all’Avanti: bruciato), quella cazzo di nube tossica made in japan e la ridicola guerricciola che Messieur Sarkozy ha voluto fare a quel buffone in turbante, pronto per il museo delle cere: ma dico io, come cazzo si fa a sprecare 112 fantastici missili tomahawk (che costano ciascuno come la concordanda clausola rescissoria di Paulo Enrique Ganso, ossia una trentina di milioni di euro) con uno che va ad arruolare mercenari in nigeria e costa d’avorio???? Vabbè, con un po’ di fortuna, uno degli ultimi SS21 che il Franco Califano di Libia aveva conservato gelosamente in qualche bunker dalle parti di bengasi colpirà e affonderà l’intera Lampedusa: bel colpo, guy! Well, let’s talk about football, gentlemen. Jurismilan, ieri sera. Eh sì, non c’è alcun mio obnubilamento, il paragone con la prestigiosa squadra milanese Ragazza del Novantanove e quindi, ne deduco io, Cavalieressa di Vittorio Veneto, (dettaglio affatto sconosciuto al patetico petroliere tabagista che disquisisce di prestigio e di milanesità…) calza a pennello con la Juris di ieri: bel possesso palla, squadra quadrata, discreta occupazione del campo, ma pochi tiri in porta e, soprattutto, un solo tiro pulito concesso agli avversari con conseguente inopinato gol subito. Oggettivamente, nel primo tempo non c’è mai stata sofferenza dietro (a proposito, menzione d’onore al “nuovo” Mike C2, veloce, attento, mai in affanno: prova vivente che doping e droghe non servono, basta un po’di figa fresca e un goccio di preparazione atletica) e il centro campo ha macinato gioco con notevole continuità (un ulteriore inciso spetta di diritto a BepoCan, meno incisivo e più arruffone del solito; qui il discorso è esattamente l’inverso: troppa, davvero troppa figa…). Davanti molto meno belli di altre volte, nel senso che OneManGang Conse ieri non sembrava assolutamente Ibracadabra, più che altro perché non veniva servito quasi mai, benché ciò non gli abbia impedito di gestire le poche palle avute da par suo, ossia impegnando da solo l’intera difesa avversaria. E pato dov’era? A casa di Barbara? No, no, c’era, ma non giocava: era quel tristo ipocondriaco biondiccio che ha passato il tempo a giocherellare col Blackberry, come un qualsiasi adolescente medio, cercando di evitar di imbrattare le Church’s. Però, piaccia o non piaccia (a me piace e gli voglio virilmente bene), quell’aspirante Peter Pan dell’età matura pesa da solo il 70% dei gojs buttati dentro da juris negli ultimi dodici anni e quando non c’è si vede. Mi sto allargando, lo so, quindi riassumiamo: primo tempo sicuro, senza particolari emozioni, noi padroni del campo, ma poco pericolosi; secondo tempo, noi abbiamo cambiato giustamente tanto, c’è stata un po’ di confusione e loro ne hanno approfittato per metter il naso dalle parti di Causio (ieri tornato per un secondo psiycho, per esclusivo fatto e colpa di BepoCan, che non lo introduce più nella sua scuderia di troie d.o.c.); vantaggio nostro: punizione da fuori area di un buon Bomber (unico appunto, mi sbaglierò, ma ieri non è passata una sola volta la Finta della Casa), carambola stile Subbuteo sulla barriera (chi non era adolescente nei favolosi anni Ottanta si faccia spiegare cos’è) e gol. Una decina di minuti più tardi, loro trovano un’azione seria che consente alla loro punta corpulenta di presentarsi davanti a Psycho defilato a destra, per batterlo con una staffilata sul palo corto, bel gol. Alla fine, uno a uno, tutti (poco) contenti e via per il terzo tempo. Partita corretta e mai isterica, come non t’aspetteresti da una sfida con Pordenone, alla fin fine giocata benino. Pareggio giusto. Breefing post azione a Borgoverde, dove tutti coloro che ancora non lo sapevano hanno potuto appurare che Kanalia fa l’AVVOCATO (e non il lenone). Ah, ultimissimo dettaglio: attimi di panico, quando Garralis ha rimediato un colpo basso, la cinematografia hard e il mondo delle webcam hanno tremato; nessun problema, i Lloyd’s di Londra hanno tirato un sospirone di sollievo: il prezioso attrezzo era salvo e, soprattutto, integro. GoodOldMike
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3 commenti:

enrico iodice ha detto...

Chi mi conosce sa quanto tenga alla libertà di pensiero ed alla sua espressione e quanto sia contrario a qualsiasi forma di censura (di qui la pubblicazione per intero del pezzo inviatomi gentilmente dal collega trevigiano).
Mi permetto però di dissociarmi da alcune considerazioni svolte in premessa dal collega Boscato ed in particolare da quella che determina l’autogol (tanto per rimanere sempre nello spirito che anima il Blog: ironia e calcio!) su Lampedusa.
Ringrazio comunque (a scanso di equivoci) per la sempre gradita partecipazione…

Anonimo ha detto...

Non sono un assiduo frequentatore del blog, ma qualche (?) perplessità nel leggere, lo confesso, mi è venuta. Comunque, seguo Enrico: la libertà di pensiero e della sua espressione deve essere salvaguardata.

Fabio

Ps: finalmente domani, anche per noi, è ora di cominciare a giocare.

Unknown ha detto...

Cari Amici, mi pare doveroso precisarvi che in questa cronaca per nulla seria non volevo affatto ci fosse nulla di offensivo per nessuno: era - come tutte quelle scritte in questi anni - destinata "a uso interno Jurismarca" e finalizzata esclusivamente a farci sopra due risate in clima da spogliatoio; è stata pubblicata sul Blog pordenonese, perchè qualcuno l'aveva trovata divertente, senza alcun'altra velleità. Se, senza volerlo, ho urtato la sensibilità di qualche amico, me ne scuso. Questo era solo un gioco e tale deve rimanere. alla prossima. Michele Boscato