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mercoledì 3 aprile 2013

AVVOCUP - Girone "A": nel recupero della 1^ giornata pareggio tra Mantova e Reggio Emilia


FORO VIRGILIANO - DURALEX REGGIANA 1-1
Marcatori: Boninsegna (MN), Prati (RE)

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La cronaca vissuta dall'altra sponda del Po (di Enrico Corradini)

La DuraLex Reggiana si presenta a Mantova ancora frastornata dalla scoppola bresciana e ferma sulle gambe a causa del sovrallenamento dovuto alla pausa Pasquale, nella quale era previsto che ogni tesserato provvedesse ad ingollare almeno un agnello intero, condito da 4 bozze di rosso toscano del contadino a coscia. Nonostante ciò la DuraLex, trovandosi a proprio agio sul campo di patate predisposto dagli amici virgiliani, comincia bene la partita con una leggera supremazia di campo. Al primo vero affondo mantovano, però, ci troviamo in svantaggio, anche a causa dell'ingordigia del portiere Calda che stava cercando di raccogliere alcune belle patatone avvistate fuori area, idonee per l'agognato terzo tempo, ove la DuraLex ha sempre qualcosa di importante da dire. Successivamente, i Mantovani prendono coraggio e sfiorano due volte il goal, sventati sulla linea dalla strenua difesa Reggiana, lì appostata alla ricerca di un po' di erbette allucinogene... Il primo tempo prosegue in equilibrio, con un predominio di campo da parte dei padroni di casa, che però non trovano altre nitide occasioni. Da parte Reggiana, un solo tiro nemmeno degno di questo nome. Nel secondo tempo la DuraLex rientra in campo determinata e, dopo pochi minuti,  trova con Prati il goal del pareggio con una azione ben finalizzata. Per il resto, poco da segnalare se non alcuni incontri ravvicinati del terzo tipo a centrocampo, ove si sono sfidati i giocatori ed alcune piante carnivore che uscivano dalle buche ivi presenti. Per finire, un bel terzo tempo, con buoni cibi ed abbondanti vini che hanno costretto tutti a beffeggiarsi ampiamente dell'art. 186…..
Enrico Corradini (DuraLex Reggiana)


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[Articolo sferzante, sperando che nessuno se ne abbia a male, ma anzi trovi gli stimoli per reagire sul campo]
La giovane Dura lex Reggio Emilia impone il pari al team virgiliano
IL FORO NON SA PIU’ VINCERE
I biancorossi vengono puniti nell’unica vera occasione ospite

Mantova, 3 aprile – Non c’è verso: ancora una volta il Foro Virgiliano scappa e ancora una volta viene ripreso. Gli avvocati di Reggio Emilia così ringraziano, mettono in saccoccia un prezioso punto in chiave classifica per evitare il quinto posto che significa durissimo scontro diretto in casa della meglio piazzata dell’altro girone e ora per i biancorossi la strada si fa davvero in salita.
“Aspettando Godot”: così si può riassumere concisamente la situazione attuale, visto che Vladimiro ed Estragone alias Moriconi e Ferrari restano in trepidante attesa di un Foro vincente che, invece, continua inesorabilmente a dilapidare vantaggi ed a postergare l’appuntamento con la vittoria che ormai manca dal 19 novembre scorso.
Reduci dalla funesta trasferta di Rimini, una delle peggiori dell’ultimo lustro calcistico per atteggiamento e gioco espressi, ci si aspettava dai ragazzi dei mister Moriconi-Ferrari una pronta e veemente risposta sul campo e, invece, il rettangolo di gioco ha subito prontamente smentito le poi rivelatesi “delicatamente” bellicose intenzioni dei mantovani. Di certo la dea bendata non ha assistito i locali, ma se si vuole ambire a traguardi prestigiosi non ci si può permettere di regalare regolarmente un tempo di gioco agli avversari che nulla hanno rubato - si intende - e che hanno, sulle ali dell’entusiasmo, cercato addirittura di cogliere l’intera posta in palio, giocando una partita onesta e tutta sacrificio.
Passando alla cronaca, i biancorossi si sono presentati in campo, se tale si vuol definire un appezzamento sconnesso di terreno fangoso qua e là cosparso di giovani e volenterosi cespugli d’erba, con il consueto modulo 3-5-2: davanti ai pali difesi dall’evergreen Baroni, libero il Marcantonio Montecchi, ricettacolo di acciacchi ma che ci mette sempre l’anima, e in procinto di stipulare con la stessa Canottieri Mincio un contratto di fornitura di concimazione naturale del campo a base di saliva biologica prodotta in copiosa quantità nelle serate della funambolica movida mantovana, marcatori il player-manager “piccolo trotto” Morri che, stante il fisico “ortofrutticolo” a pera, non ha ancora smaltito i postumi della partita di Riccione e Turzi, inventore della marcatura col tele-trasporto (a proposito finalmente il suo motto calcistico “non preoccupatevi, tanto lo riprendo” è stato decriptato: significa lo riprendo il pallone in fondo al sacco!); esterni “Garrincha” Pisani, la cui finta dovuta a una delle gambe claudicanti è diventata il terrore dei difensori amatoriali della provincia e Acca, sempre più convinto assertore che, ad una certa età, un buon e intenso riscaldamento sia il viatico per non farsi male, perno centrale di centrocampo il ritrovato Rudi, feroce mazzulatore della mediana che, per il fisicone, ricorda il mitico Rufus Ruffcut del “Wacky Races”, mezzale l’hidalgo Cesco e Paolino, sempre più oberati dagli adempimenti paterni, di punta il Bobo (che, sulla via del tramonto, non riesce più a giocare da terzino fluidificante, vedendo la linea di centrocampo come le insuperabili Colonne di Ercole), supportato da Cris, esponente convinto del calcio “bailado” tanto caro al mister di ispirazione carioca Ferrari, quest’ultimo negli ultimi tempi paragonabile a Corso, ma non al Mariolino dell’Internazionale, ma al participio passato del verbo correre.
In panchina si accomodano Ermes, rubato al pret-a-porter milanese, il Mamba - non Manna - Manini che continua a deliziarci con i suoi consueti e tanto amati passaggi al veleno, il Teo, ancora frastornato dalla prestazione della sua Juventus, il Palva, moderno Porfirio Rubirosa sempre più dedito alle scorribande in Porsche piuttosto che sulle fasce laterali, e il Gio Canta, splendido interprete dei campi pesanti che non vede l’ora di imbrattare i pantaloncini. Assenti oltre al Boz, tradito nell’ultima uscita stagionale dal troppo acido lattico accumulato nelle seriali corse a sfinimento che affronta, e al ritirato Tirex per cause tuttora sconosciute (tiratina di orecchie per il giovane puledro), bomber Pighi, enfant prodige prediletto da Pisani, il quale ha scoperto che il nostro Lorenzo è Magnifico sulle tavole imbandite e non sui terreni inerbiti, e il Pacio che ha comunicato, viste le manchevolezze rispetto al gruppo, di essersi iscritto al corso “Bere moderatamente – I gradi alcolici questi sconosciuti”, presidio Slow Food e con il patrocinio del Gambero Rosso, costituito dai due moduli: “bianchi e distillati” e “rossi e birre doppio malto” tenuti rispettivamente dagli esimi professori Fede e Miki. Senza contare il nubendo Galdi, nuovamente impegnato in un matrimonio, ma questa volta è il suo e soprattutto è la verità, e Magri che - tradunt - abbia creato in Bangladesh una società avente come oggetto sociale il commercio di prodotti congelati, a detta dello stesso la nuova frontiera del mercato ittico.
Graditi ritorni in panchina il Presidentissimo Aleardo e “inseminator” Ronconi che, vista la difficoltà inguinale nell’esprimersi calcisticamente, ha pensato di dedicarsi nottetempo alla progenie e per questo gli siamo vicini o, meglio, ringraziamo il concepito che finalmente ce lo terrà lontano e a lungo dai campi.
E pensare che il Foro non era partito nemmeno male: seppure limitato dalle improbe condizioni del campo di gioco, ha provato ad imbastire interessanti azioni offensive, tanto che alla prima vera occasione è passato: bel lavoro di interdizione a centrocampo, il Cesco si impossessa del pallone e immediatamente innesca con un passaggio col contagiri il Bobo che, sul filo del fuorigioco e in palese stato di apnea, elude l’uscita maldestra del portiere reggiano e centra lo specchio della porta con una precisa palombella. Il vantaggio rinvigorisce gli uomini di Moriconi e Ferrari che rischiano di chiudere il match: prima Cris non finalizza una bella azione corale per l’intervento sulla linea di un difensore ospite, poi il Bobo, col piede a lui non congeniale, prova a concludere in porta piuttosto che servire l’accorrente Pisani (chi Pisani? Non lo conosco), ma ormai aveva abbondantemente battuto il record di Maiorca e infine Paolino sciupa il colpo del ko solo davanti al portiere ospite che devia provvidenzialmente in angolo. La Reggiana prova con alcuni sterili tentativi a impensierire l’inoperoso Baroni, ma i padroni di casa reggono l’urto e concludono meritatamente in vantaggio la prima frazione di gioco.
Nell’intervallo succede quello che non ti aspetti: i crampi e i consueti timori si impossessano dei locali e la ripresa è un increscioso calando così da sfiorare sul metronomo il ritmo adagio: da un’azione offensiva parte addirittura un clamoroso contropiede, il Nick, ritrovatosi uomo contro uomo, forse inciampando (non sappiamo se per gli sciagurati tacchetti di gomma!), perde il tempo sul diretto avversario che, con un fendente al fulmicotone, secca il Baro che non abbozza nemmeno l’intervento. Il colpo è duro per il Foro: tutte le paure di Riccione tornano allo scoperto e la squadra, sulle ginocchia, non riesce a proporsi incisivamente in attacco. La girandola di sostituzioni non apporta alcun apparente giovamento alla manovra degli uomini di casa, il sempre più esiguo possesso palla è palesemente sterile e i minuti corrono. Gli avversari, ad un certo punto, pensano anche, invasi da una impensata fino a poco prima ventata di ubris, di poter conquistare i tre punti, ma le scarse conclusioni verso la porta virgiliana sono assolutamente innocue. Il tempo corre e il Foro crea una sola occasione pulita, ma Rudi, stremato dal perenne correre, non trova la lucidità necessaria per insaccare un buon cross del Bobo dalla sinistra. Il resto è un effimero prodigarsi, ma senza lucidità, nel cercare il pertugio giusto che, invece, la sempre più folta retroguardia reggiana provvede con risolutezza a tappare.
Non c’è più tempo, game over alla Canottieri: la Reggiana strappa un punto d’oro e il Foro resta a leccarsi le ferite. Se dovessimo ricorrere al Rasoio di Ockham, la soluzione sarebbe l’immediato cambio di modulo, non particolarmente congeniale, per caratteristiche, ai mantovani, ma sembra davvero troppo semplicistica. Urge piuttosto un immediato cambio di mentalità. La gestione annuale del duo Moriconi-Ferrari inizia infatti a presentare numeri impietosi: dopo il brillante inizio con un pareggio e due vittorie, la squadra ha racimolato solo 7 punti in 12 partite, frutto di una vittoria, quattro pareggi e ben sette sconfitte. Davanti la squadra crea occasioni col contagocce, ma appoggiare sistematicamente l’attacco non è proprio il diktat dei mister. Purtroppo inizia anche a fare acqua il fortino difensivo creato dagli stessi, paragonabile ora alla fortezza di Troia. Infatti gli avversari di turno si trasformano puntualmente in novelli Achei, riuscendo a infilzare con chirurgica precisione Paolo Priamo Baroni, logorato ma austero e autorevole (nel proferir verbo) baluardo virgiliano. E adesso, per poter ottenere un buon posizionamento nel girone, bisogna cogliere punti pesanti con la corazzata Brescia, bestia nera dei biancorossi, che scenderà in riva al Mincio per dimostrare che il divario tecnico è ben superiore alla vittoria ottenuta lo scorso anno ai rigori, e con l’ambiziosa Venezia. Ai posteri l’ardua sentenza: il carolingio Pierino Piè Breve e l’ottomano Alexis Ferrarzar riusciranno a riscrivere la storia all’urlo di “Venetia delenda est” o saranno costretti a bere in Piazza San Marco una consolante ombretta de vin che avrebbe tanto le sembianze dell’amaro calice? Che la terra della Serenissima ti sia in ogni caso lieve, caro e malconcio Foro Virgiliano!
John Goodsignboard (Foro Virgiliano) 
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1 commento:

Unknown ha detto...

tra "bonimba" e "pierino prati"... una partita d'altri tempi!
parola di paolo rossi!!!